Recensione “Il sorpasso dell’irrealtà”

Buon pomeriggio carissimi lettori, oggi sono tornata con una recensione del libro “Il sorpasso dell’irrealtà” di Anemore Ledger della classe ’99 con un grande potenziale.

E’ un libro che uscirà in pubblicazione il 2 Luglio, dunque tra pochissimi giorni, ma lo potete già pre-ordinare su Amazon. Lo consiglio a chiunque piaccia il genere horror, indipendentemente da quale sia la mia personale valutazione.

Ringrazio molte per la collaborazione.

Questo libro si caratterizza in quanto è un insieme di una raccolta di racconti – o meglio stralci – noir, con tinte horror, intitolata “Il sorpasso dell’irrealtà” (128 pagine). Gli stralci sono nove e sono alternati a disegni di vari artisti del territorio campano e romano.

Copertina: Mi è piaciuta molto perché è super particolare
Titolo: Il sorpasso dell’irrealtà
Autore: Anemore Ledger
Data di rilascio: 2020
Genere: Horror

Trama: Cos’è davvero la realtà? E quanto ci nasconde? L’Horror è la terra di una realtà altra, in cui la paura dei personaggi è affrontata attraverso pensieri mistici e eventi stranianti. In nove stralci di irrealtà, Anemone Ledger mette in crisi la psiche umana e ci mostra, con corredo di illustrazioni horror e contaminazioni noir, come l’irrealtà possa alterare la vita quotidiana e realizzare un sorpasso sulla realtà effettiva delle cose, provocando lo stravolgimento completo di qualsiasi situazione.

Valutazione:  Sono presenti alcuni minimi errori ortografici, ma probabilmente sono dati dalla copia in epub avendo un formato diverso per ogni tipo di dispositivo da adattare o eventualmente sono errori di distrazione. Es. suddivisione errata delle parole, mancanza di una L o poco più. In alcuni racconti ho notato una carenza o sbagliata usanza delle virgole, dunque promuoverei una revisione super veloce.

Pensieri personali del libro: Indipendentemente dal voto finale che darò a questo libro, è comunque un insieme di racconti che suggerisco a chi, come me, legge horror / thriller. E’ un libro ben organizzato e studiato, che con i suoi nove racconti riesce a trasmettere i brividi al lettore. Ogni racconto viene accompagnato da un disegno. Ci sono molte influenze di grandi scrittori come Edgar Allan Poe o Stephen King e Franz Kafka, che hanno messo indirettamente il loro ‘zampino’ nei racconti.

Ogni racconto è in grado di lasciare in suspanse il lettore e alzare il calibro di tiro.

Tutti da bambino abbiamo immaginato che nel buio della nostra cameretta ci fosse ‘l’uomo nero’ quando in realtà quella sagoma misteriosa e paurosa era data dall’appendi abiti e un cappello.

L’immagine di un bambino fin dove arriva? La paura che cosa crea? La tachicardia che ruolo gioca nel terrore?

Tra tutti i racconti il mio preferito è stato quello del Conte Ugolino.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto

Recensione “Fairfax & Coldwin”

Buon pomeriggio miei lettori, oggi sono tornata dopo un po’ di tempo con una nuova recensione riguardante un libro fantasy gotico di Alessio Filisdeo in collaborazione con la casa editrice Nativi Digitali Edizioni, che ringrazio immensamente per la disponibilità della lettura.

Copertina: Mi è piaciuta molto perché è super particolare
Titolo: Fairfax & Coldwin
Autore: Alessio Filisdeo
Data di rilascio: 2017
Genere: Fantasy, gotico

Trama:

“L’odio li aveva uniti, e l’odio continuava a tenerli uniti. Non era la necessità, non era la fiducia né la fedeltà, tantomeno l’amicizia. Ma puro, incontaminato e primordiale odio reciproco.”

Primi anni dell’Ottocento. Le Guerre Napoleoniche stringono l’Europa in una morsa opprimente, generando miseria e povertà. Fairfax e Coldwin, feroci vampiri con indosso la pelle di insospettabili gentiluomini, imperversano per le strade di Londra commettendo atrocità di ogni sorta, impazienti di abbandonare il Vecchio Continente per cominciare una nuova non-vita nelle Americhe. Ma attraversare l’oceano costa caro, e il prezzo pattuito prevede il rapimento di una misteriosa bambina, celata nei recessi della Francia bonapartista. Antichi rancori, tradimenti, duelli all’ultimo sangue e fughe rocambolesche: presto le due empie creature della notte si ritroveranno invischiate in una fitta rete di intrighi, intrappolate tra le spire del loro scomodo passato.


Valutazione: E’ un libro gotico ben impostato, con un ottimo dialogo tra i personaggi e ambienti cupi e grotteschi dell’800 che permettono di immedesimarsi nelle scene. Il lessico è ben fornito, si utilizzano termini che riflettono l’anno di ambientazione e non si scorre mai, durante la lettura, nel banale o nel noioso. All’inizio vi sono scene che permettono di comprendere il contenuto del libro, successivamente c’è un pezzo in cui il lettore si perde, ma riesce a riprendere il giusto cammino fino alla conclusione del libro.
Pensieri personali del libro: Miss Sheridan si imbatte in due esseri non umani, estranei al mondo mattutino. Fairfax & Coldwin sono due figure diverse caratterialmente, ma intensamente uguali. Il racconto si svolge nell’800. La premessa è accattivante e piena di violenza e viene enunciata anche la ingordigia della donna che ama il successo. I due personaggi sono dei gentiluomini, diversi dagli altri. Sono due vampiri legati tra loro da un rapporto particolare e pronti sempre a ‘bisbicciare’ come se fossero una coppia. Lo scrittore si è preso cura delle parole utilizzate durante il romanzo, anche nell’incentivare una conversazione di quei tempi. Le parole chiavi che ho individuato nello scritto sono: crudele e appassionante. Filisdeo ha prestato anche molta attenzione all’ambiente circostante, senza lasciare nulla al caso.

Consiglio vivamente questa lettura a chi piace questo genere di personaggio. Non vengono descritti e raffigurati i ‘soliti vampiri’ che siamo abituati a vedere nelle serie tv o in Twilight. Ma una figura più crudele, senza bontà. Qualcosa di più macabro e magari, anche più vicino al realistico.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto

Spero che la recensione possa piacervi ! Ringrazio ancora la casa editrice per la disponibilità.

Ci vediamo nella prossima recensione!

Recensione “Nicolas Grimm. Caccia all’esule”

Good day cari lettori! Oggi sono tornata con un nuovo Fantasy in collaborazione con la casa editrice Dark Zone edizioni che ringrazio infinitamente per la possibilità di recensire questo libro.

Nicolas Grimm. Caccia all'esule di [Fabrizio Fortino]

Copertina: Molto bella e di effetto.
Titolo: Nicolas Grimm. Caccia all’esule.
Autore: Fabrizio Fortino
Data di rilascio: l’edizione sottoposta alla mia recensione è del 2018
Genere: Fantasy

Trama: Inghilterra, Diciannovesimo secolo. Il Paese è sotto attacco degli Esuli, spiriti evocati dalla dimensione eterea, liberi di vagare nel nostro mondo. Colpa degli psicoauguri direbbero in molti.
Francis Barret Browning, sorvegliante del Dipartimento di Sicurezza Interna, è uno degli ultimi baluardi contro queste entità malvagie. Armato solo di un’incrollabile fede verso il Dipartimento e della sua Remington, sta per affrontare la più grande minaccia che la città di Shattertown ricordi. Eppure nulla può prepararlo a ciò che gli accadrà quando, durante un drammatico inseguimento, giungerà all’Istituto di Bioingegneria insieme ai suoi due ibridi, nonché colleghi: Mia e Grammith. Francis finirà così per incrociare il suo destino con quello di Nicolas Grimm, giovane e talentuoso bioingegnere.
Per entrambi si apriranno le porte di una sconvolgente realtà fatta di intrighi ed eventi inaspettati, tra pericolosi clan pechinesi, bambini necrofagi e arcane magie.

Valutazione: Ritengo che sia un fantasy molto bello, con una lettura rilassante e fluida. C’è molta enfasi nello scritto e dei buoni colpi di scena che non ti fanno mai annoiare. Purtroppo devo sottolineare una nota dolente, almeno per me. Io ho letto questo libro con una ‘lettura passiva‘ ovvero una lettura che era finalizzata a leggere il libro e a capirne gli sviluppi, purtroppo non mi sono sentita un personaggio o parte stessa del racconto. Mi sono sentita solo un lettore.

A livello di struttura, organizzazione, lessico e ortografia è molto eccellente. Anche le descrizioni sono state fatte con molta cura e dedizione, sia i luoghi, le azioni e sia in riferimento ai singoli protagonisti del racconto.
Pensieri personali del libro: All’inizio del racconto si ha una infarinatura delle vicende che caratterizzeranno il racconto. Viene spiegato ed analizzata la figura di Nicolas Grimm, uno studente con grande intuizione, che non si lascia al divertimento come gli altri ragazzi della sua scuola. Un ragazzo innamorato della bioingegneria e che rimane meravigliato quando il suo professore Gramble, lo fa accedere al laboratorio in cui sono disposte tutte le tecnologie dei migliori scienziati.

Dall’altro lato abbiamo Francis, è un personaggio che diverrà protagonista anch’esso del raconto accompagnato dall’ibrido M.I.A e Grammith. Vanno alla ricerca di soggetti “oscuri” definiti esuli che provengono da altra dimensione. Gli Psicoaguri sono coloro che hanno il potere di permettere ad umano di accedere a tale mondo parallelo.

Gli esuli vengono definiti come anime estranee che sfuggono al piano astrale nella quale erano relegati. L’ibrida usata da Francis come compagnia d’avventure, ovvero M.I.A era una Marionetta Ibrica Antiagressione. Vengono promosse molte riflessioni all’interno del racconto al termine “anima” facendo riferimento anche alle teorie di Kant e la distinzione dell’anima in 5 categorie.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Francis e Mia, un po’ meno quello di Nicolas perché credo che sia stato poco approfondito. E’ come se all’inizio del racconto tutto fosse concentrato su di lui, ma nel momento in cui le due storie, quella di Francis e Nicolas, si sono intrecciate è come se la figura di Nicolas fosse diventata di seconda importanza quando in realtà il titolo riporta il suo nome. Per questo motivo e per la lettura passiva mi sento di dare questo voto. Nulla toglie alla grande fantasia contenuta nel libro e alle descrizioni molto definite e curate.
Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ | una lettura ok.

Voglio suggerire questo libro a chi cerca un fantasy leggero con colpi di scena molto particolari. Ringrazio nuovamente la casa editrice con cui ho collaborato e

vi aspetto nella prossima recensione!

Recensione “La via del silenzio”

Buon giorno cari lettori, oggi vi voglio portare un thriller che mi ha colpito particolarmente in collaborazione con la casa editrice GoWare, di cui precedentemente vi ho già portato un altro libro “Perturbanti Congiungimenti” che potete trovare nella lista delle recensioni.

Parto già enunciando che non tendo a leggere thriller di autori italiani, ma questo volta mi devo ricredere. Questo libro mi ha tenuto incollata alle pagine, era un fiato sospeso dopo l’altro e i colpi di scena erano in ogni dove. Non riuscivo mai a comprenderne dove stesse andando a parare il manoscritto e soprattutto, sono rimasta a bocca aperta nel leggere il finale.

Copertina: Mi piace perché viene raffigurato sia la tecnica usata dal serial killer e sia la identificazione della “La via del silenzio” come una via cupa e misteriosa.
Titolo: La via del silenzio
Autore: Salvatore lecce e Cataldo Cazzato
Data di rilascio: 2018
Genere: Thriller

Trama: A Walnut Creek, tranquilla cittadina della California, una studentessa viene ritrovata sgozzata, la lingua tagliata e le labbra cucite con del filo da sutura. Il capitano Jeffrey Coleman del dipartimento di San Francisco, poliziotto tenace e ostinato, credente in Dio e nel suo intervento salvifico, sarà chiamato a fare i conti con altre morti atroci, che lo getteranno in uno stato di profonda prostrazione fino a fargli smarrire la via della fede. Una via che si intreccerà fatalmente con un’altra: la via del silenzio. Una lunga scia di sangue ad opera di uno spietato serial killer che pratica mutilazioni post mortem sui corpi delle vittime, attraverso un rituale dal significato criptico che affonda le radici in un passato lontano. Chi è il mostro che riduce al silenzio delle giovani donne senza lasciare tracce? E qual è la pulsione che lo spinge a uccidere? Domande senza risposta, perché è impossibile catturare uno spettro.


Valutazione: Mi è piaciuto lo schema utilizzato per strutturare il racconto. A livello lessicale e ortografico non ho riscontrato errori. Ho notato con piacere che ogni volta, nonostante le descrizioni fossero molto accurate, che non si succedevano più termini uguali nella stessa frase. Ciò mi ha permesso di avere una lettura calzante e molto lineare, senza riscontrare parti in cui mi venisse voglia di saltarle per arrivare al dunque. Ogni frase scritta era necessaria per il racconto. Ho apprezzato la scelta di identificare il luogo di svolgimento della narrazione all’inizio di ogni capitolo, enunciando anche l’anno. Questo permette di analizzare il salto nel tempo che viene presentato nel racconto senza riscontrare problemi di lettura.
Pensieri personali del libro: Il racconto thriller poliziesco ha uno svolgimento negli Stati Uniti e mi è piaciuto come siano state narrate le descrizioni geografiche dei luoghi, le vie percorse dai personaggi e la descrizione degli edifici. Mi ha permesso di immergermi interamente nel racconto. I personaggi sono descritti in maniera ottimale. Per tutto il racconto delle 235 pagine, sono rimasta fino alla fine con il batticuore e l’ansia per conoscere chi fosse il serial killer.

La modalità di narrazione mi ha ricordato molto quelle usate dai Lars Kepler, forse è stata solo una mia impressione. Mi è piaciuto il riferimento che sono stati fatti all’interno del racconto sia nei confronti del classico Eneidi di Virgilio e il libro della Genesi.

Il racconto si apre con l’omicidio di una ragazza ritrovata con la bocca cucita e la lingua asportata, successivamente questi omicidi sono proseguiti lasciando tanti punti di domanda in capo al capitano J. Coleman. “La via del silenzio” non è solo un titolo, ma l’essenza stessa del libro. Viene illustrato il percorso del serial killer, la sua psiche e la volontà di uccidere a sangue freddo le ragazze di tenera età. Viene presentato il paragone che si afferma tra “lo Spettro” – pseudonimo dato al serial killer prima di scoprire la sua identità- e il protagonista del libro. Un serial killer che con il suo “modus operandi” mette fine, dalla fonte, allo spettegolare. Lo stesso motivo che ha portato il serial killer sulla via della giustizia, della purezza e del castigare le giovani donne che spettegolano e rovinano la psiche degli uomini.

La storia è ben costruita, i personaggi non sono banali ma incalzano alla perfezione i loro ruoli e i loro pensieri. E’ un libro d’effetto, che ti lascia un amaro in bocca alla fine perché ti viene la paura di lasciare quel racconto.

Mi ha affascinato come la scrittura prevalentemente americana sia stata incalzata da due autori italiani realizzando un thriller che personalmente consiglierei a chi ama questo genere.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio ancora una volta la casa editrice GoWare per la disponibilità della collaborazione e per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo travolgente e ben strutturato. Grazie anche agli autori.

Ci vediamo nella prossima recensione.