Recensione “L’amore ai tempi del colera”

Buongiorno e Buon weekend a tutti ! Oggi sono tornata con una recensione di un libro che mi ha fatto innamorare piano piano, come se fossero dei passi silenziosi che fai davanti alla stanza dei tuoi genitori quando ti ritiri troppo tardi per poi farmi mancare, appena terminato, le sue dolci parole.

L' amore ai tempi del colera - Gabriel García Márquez - copertina

Copertina: Ho amato la copertina particolare.
Titolo: L’amore ai tempi del colera
Autore: Gabriel Garcìa Màrquez
Data di rilascio: Edizione 2016 (quella di mia appartenenza), ma uscita romanzo nel 1985
Genere: Romanzo

Trama:

«L’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati.»

Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d’amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all’inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d’amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un’epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell’assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.

Valutazione: È una lettura intrepida, travolgente, malinconica e affettuosa. Durante il lungo racconto di tre vite intrinseche l’una all’altra ci delle descrizioni delle condizioni di vita e società che si fanno da sfondo per la narrazione, facendo comprendere la difficoltà dell’autore ai tempi del colera.

Bisogna saper apprezzare gli scritti di Gabriel Garcia per comprenderli. Sono romanzi privi – o quasi – di dialoghi, descrizione, narrazione e impostazione di pensiero ci fa comprendere le conversazioni mute avvenute tra i personaggi, ma anche la loro virtù. Non è più tra “leggi per comprendere una storia d’amore frastornata“, ma è “leggi per comprendere l’animo umano“.

Il metodo di scrittura di Garcia Mette in gioco un filtro con cui esprime sentimenti veri, la contraddizione dell’uomo, il rimpianto e la solitudine è come se fossero vissute da lui stesso, andando ad eliminare quella linea sottile fra scrittore e personaggi.

Ci fa comprendere quanto un amore possa essere forte e intimo da un lato, mentre dall’altro ci fa comprendere come una persona possa averlo idealizzato, creato e perso.

“Per cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni“.


Pensieri personali del libro: Durante il racconto si riesce a percepire la difficoltà della vita sociale frastornata dalle guerre civili, l’allontanamento fisico degli individui dai posti d’origine in cerca di gloria e la posizione sociale di ciascun essere umano. Si riesce a scorgere come, durante questa epoca, la donna venga vista in percezioni molto lontane da quelle dei giorni nostri. È un oggetto da ammirare per la sua sensualità e freschezza, desiderare il suo corpo flessibile caldo anche in tenera età, sottomessa in primis alla figura del padre come succede a Fermina Daza e successivamente all’uomo a cui è promessa in sposa. Fermina Daza nell’età giovanile ha scoperto il sentimento che le è stato lontano e non suo per molto tempo: l’amore. Ha goduto dell’amore proibito per tre anni, assaporandone le illusorie e le lacrime di felicità finché il padre non ne ha distrutto il ricordo. Dall’altro lato abbiamo l’amante nascosto Florentino Ariza, un ragazzo di basso rango che suonava a note di violino il suo lungo amore eterno per Fermina. E così fu, ogni circostanza di vita del ragazzo girava intorno ai ricordi dei tre anni d’amore proibiti e della promessa di matrimonio infranta. Lui viveva d’amore sofferente, mentre per Fermina creare una famiglia con un medico illustre e bene approvato dalla società di quel tempo: il dottor Urbino. Un uomo che di arte e di scienza ne era ben a conoscenza e creando con la moglie una vita di abitudine e circostanze.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Io spero che questo romanzo possa piacervi tanto e quanto è piaciuto a me. Ho promesso che lo rileggerò in futuro, quando vorrò assaporare nuovamente le poesie di Garcia mediante la sua scrittura. Egli ha descritto la frammentazione di un giovane uomo innamorato, in cerca per tutta la vita di quel sentimento e di quella persona, finché non se ne è sentito appagato.