Recensione “Il grande me”

Buongiorno carissimi lettori, oggi vi voglio portare qui sul blog un libro molto particolare, tratta di una tematica di cui tutti siamo partecipi: la perdita.

Voglio già ringraziare dalle prime righe la collaborazione con la casa editrice Fazi Editore sempre disponibile nel darmi la possibilità di leggere i romanzi in uscita.

«Non è forse questo un pensiero di morte? Non è la morte, essa stessa, una potenza smisurata che contiene in sé, al contempo, la più grande fragilità della vita, non fosse altro per il fatto che la rinnega e con essa è incompatibile?»

Copertina: Davvero bella
Titolo: Il grande me
Autore: Anna Giurickovie Dato
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Simone, davanti alla consapevolezza di una morte certa, viene raggiunto a Milano dai suoi tre figli, dopo molti anni di lontananza. È l’inizio di un periodo doloroso, ma per Carla si tratta anche dell’ultima occasione per recuperare del tempo con suo padre. Simone, angosciato dal pensiero di aver fallito e di non poter più cambiare il suo passato, ripercorre le tappe della propria eccentrica esistenza, vissuta con grande passione e voracità. Mentre la sua lucidità mentale vacilla sempre più, vuole usare il poco tempo che gli resta anche per rimediare a vecchi errori e confessa ai figli un segreto. In Carla e i suoi fratelli riaffiorano ricordi di anni lontani, i momenti dell’infanzia in cui la famiglia era ancora unita e quelli legati alla separazione dei genitori, nel tentativo di ricostruire una verità dai contorni sempre più incerti. I ragazzi non possono far altro che assecondare il padre, tra realtà e delirio, mentre la malattia si dilata richiedendo sempre più attenzioni e occupando la totalità delle loro giornate. Inizia così una ricerca – anche interiore – dai risvolti inaspettati, che porterà Carla e la sua famiglia a scontrarsi con un’ulteriore dura realtà, oltre a quella della vita e della morte. Sarà un confronto necessario, che Carla ha cercato e allo stesso tempo sfuggito per anni, ma che ora dovrà affrontare con tutta la forza di cui è capace.

Valutazione: È una storia disturbante per l’anima. È la storia e i sentimenti di Simone affetto da cancro al pancreas incurabile e che pian piano degenera fino al cedimento del corpo e lasciando libero lo spirito. È la storia di tranci di vita dei tre fratelli di 36, 24 e 22 anni. Mario, Laura e Carla che assistono il loro padre dopo una vita lasciato alla solitudine derivante dal divorzio con la loro madre.

Simone degenera, Simone ricorda l’amore di sua madre, Simone ripercorre i tasti del pianoforte e pizzica le corde della chitarra con la memoria. Simone è un uomo colto, amante della lettura, ricercatore della verità e pauroso della solitudine, quella essenza che da bambino tanto cercava.

Carla, una piccola donna che si prende cura del padre, sente l’amore che gli scivola dalle mani. Ha paura, si sente debole davanti a quella cruda realtà. Una realtà che non lascia scampo, a una chemioterapia che non aiuta. Si sente stretta, a volte, nei panni che ricopre. Vorrebbe percorrere la sua sessualità, dare da mangiare al suo corpo. Sfogare il suo calore e sognare di essere felice e che quella perdita, in realtà, non avverrà mai.

“Il grande me” è un racconto che mostra il dolore della perdita, il dolore di perdere la propria vita, la risposta della nostra anima davanti alla morte, il bisogno di amare più intensamente l’altra persona fino all’ultimo istante e la forza di capire come reagire alla malattia.


Pensieri personali del libro: Come ci si sente quando si perde qualcuno? A tratti vuoti, a tratti malinconici. A volte ti senti forte da poter reagire e trovare la soluzione, altre volte vorresti sederti sulla poltrona accanto a lui e sussurrargli all’orecchio che lo ami tanto.

Sono loro Carla, Laura e Mario a dover sostenere Simone. Devono sostenerlo anche nelle crisi, nella lucidità e nella pazzia, il loro papà.

Un segreto si filtrerà nella famiglia, uno di quelli che possono spezzarla o unirla. Un segreto trattenuto nella gola per troppo tempo.

Come ti senti quando dovrai salutare qualcuno che ami? Quando dovrai dirgli addio? Quando sai che quel luccichio negli occhi sarà l’ultima volta che lo vedrai?

Come reagirà il tuo cuore e la tua mente?

I ricordi saranno realtà? Si mischieranno con la quotidianità e dipingeranno la tua vista con le lacrime?

Questo racconto è straziante, malinconico. Una stretta al cuore. Lo volevo lasciare, lí sul comodino, per non pensare di nuovo a quel dolore. Al dolore della perdita. Lo volevo dimenticare e continuavo a dire tra me e me “Dannazione”. Ma dannazione devo continuarlo. Devo leggerlo fino all’ultima parola. Se dovrò, avrò la debolezza di piangere e di asciugarmi le lacrime.

Quando leggerai questo libro sii pronto a sentirti nudo. Nudo nel senso di libero da tutte quelle responsabilità che ti porti sulle spalle ogni giorno. Quando leggerai questo libro non dovrai essere forte, non dovrai essere coraggioso, non dovrai cercare un motivo con una forza superiore sul perché stai perdendo qualcuno. Dovrai guardarti dentro, tra le vibrazioni della tua mano, attraverso il riflesso delle tue lacrime.

Ci sono momenti in cui ti chiedi se l’altro lo conosci davvero. Se tutto quello che hai sempre visto di lui è la realtà o è una piccola Sub realtà che lui ti vuole mostrare. E ti inizi a porre delle domande: qual è il tuo piatto preferito? Qual è il tuo colore preferito? Qual è il tuo più grande rimpianto?


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Lo consiglio davvero tanto. È un libro da brividi, oltretutto la scrittrice ha una prosa magnifica e riesce, con semplici parole e un linguaggio molto da conversazione, a trasmette emozioni da far venire la pelle d’oca.