Bad Habits. La parola proibita.

buongiorno cari lettori, oggi vi porto alla scoperta di un titolo meraviglioso Bad Habits. La parola proibita. in collaborazione con la Dea (De agostini).

Potete acquistare il romanzo cliccando qui.

Trama: A diciassette anni le regole non possono che stare troppo strette. Stanno strette ad Alex, che detesta i genitori per averla rinchiusa in una bigotta scuola cattolica. E stanno strette a Mary Kate, dolcissima, ligia al dovere, devota, e soprattutto stanca di rimandare il sesso fino al matrimonio. Anche ad altri, al liceo St Mary, certe regole vanno troppo strette. Ma non tutti osano esporsi, quasi nessuno pensa di poter cambiare le cose. Di certo non lo pensa Alex, che come unico obiettivo ha quello di farsi espellere dal liceo dei bacchettoni, e tornare a una vita normale, senza suore e preti che scorrazzano nel giardino a ogni cambio d’ora. Ma quando Alex si rende conto che per attirare l’attenzione di suo padre non basta finire dal preside una volta alla settimana, decide per una strategia diversa. Quella della parola proibita. E qual è la cosa che spaventa di più gli insegnanti del liceo in cui l’hanno rinchiusa? La vagina. Gridare quella parola. Alex intende far sentire la voce della vagina, certo, ma con stile. Con uno spettacolo teatrale colto e appropriato: I monologhi della vagina. A Mary Kate il piano di Alex sembra pessimo. Ad Alex il piano della vagina sembra geniale. Una cosa è certa, le regole stanno per cambiare.

Anticonvenzionale, sfrontata, spassosa. Una commedia romantica effervescente. Per chi ha amato Sex education.

Cosa ne penso?

I monologhi della non-vagina e la rivoluzione illusoria?

Tutti vogliono il cambiamento ma nessuno ha il coraggio di farlo.

Il titolo Bad Habits parla di una protesta contro tutte quelle ideologie che si sono instaurate nella società e hanno dato vita al patriarcato e contro a tutte quelle paure che le fanciulle e le donne mature hanno e non riescono a scrollarsi dal loro corpo.

“Non andare a comprare gli assorbenti, ci sono i ragazzi davanti agli scaffali”.

Un romanzo attuale, forte e pieno di ironia ma anche di verità. Verità che spesso che dimentichiamo di sottolineare, di abbracciare e di fare nostre. I diritti non sono nati dal nulla, le libertà non ci appartengono perché il mondo va così, ma perché c’è gente che non ha paura di urlare al mondo quello che pensa e di difenderlo con tutti i mezzi.

Bad habits ci mostra questo: la protesta che fa Alex Heck per le donne, per facilitare la possibilità di tutte le ragazze del liceo di poter affrontare con serenità il proprio essere donna e saper mandare al diavolo gli uomini che vogliono limitarle. La St Mary è un liceo cattolico legato alla religione, all’hokey e alla buona educazione, ma tutti i piani della St Mary andranno a fuoco tramite le gesta di Heck. (Letteralmente a fuoco.)

La parola vagina è la parola proibita. Nessuno riesce a pronunciarla, tutti usano sinonimi o non ne usano proprio, ma il termine vagina è, oltre sottolineare la forza della Donna e la sua autodeterminazione, anche il termine per definire la parte genitale femminile. Perché bisogna aver paura di pronunciarla?

Alex in questo viaggio di protesta incontrerà innumerevoli ostacoli che non saranno semplici né da gestire né da superare. Verrà accompagnata da Pat, Mary Kate ma anche da un’altra ragazza che si scoprirà essere fondamentale per la vincita alla St Mary.

Il suono della ribellione è l’essenza stessa di Heck. Una ragazza finita in un liceo che non le appartiene, sempre in prima fila per violare le regole e ci proverà in tutte le maniere per essere cacciata ma nessuno lo farà. Qualcuno sa che lei è la persona giusta per rivoluzionare quel liceo. 

Heck decide di mettere in scena I monologhi della vagina al festival come strumento di enunciazione della forza e del femminismo. In tanti sono indignati della parola “vagina” tanto da mettere i bastoni tra i pini di Alex che dovrà parlare della rivoluzione della vagina con I monologhi.

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