La carta da parati gialla e altri racconti

Buongiorno cari lettori di classici, oggi vi presento “La carta da parati gialla e altri racconti” edito dalla Caravaggio Editore. Siamo difronte ad un mini romanzo composto da 110 pagine a cura di Enrico De Luca.

Potete acquistare il romanzo cliccando qui

Trama: Charlotte Perkins Gilman, da veemente femminista qual era, dedicò la propria vita e la propria produzione letteraria a favore dell’uguaglianza di genere, dell’autonomia della donna e della sua libertà, della valorizzazione delle sue capacità e dei suoi desideri, contro gli stereotipi della società dell’epoca che la consideravano e la collocavano esclusivamente all’interno delle mura domestiche, nelle vesti di madre e moglie.
Nella Carta da parati gialla, racconto in forma di diario segreto, in parte autobiografico, Gilman denuncia i rischi del cosiddetto “riposo forzato” al quale ella stessa era stata costretta dopo il parto. Cosa si cela al di là dei vorticosi e intricati arabeschi che la protagonista si ritrova a scrutare quotidianamente e in modo ossessivo? La stessa autrice ce ne svela la chiave di lettura nell’articolo Perché ho scritto “La carta da parati gialla”? che accompagna il testo della presente edizione curata da E. De Luca.
Altre due figure femminili sono al centro dei successivi due racconti La sedia a dondolo e Quando ero una strega che offrono un ulteriore saggio dell’originale stile della scrittrice statunitense.

«[…] Molti anni dopo mi è stato detto che il grande specialista aveva ammesso agli amici di aver modificato il suo trattamento della nevrastenia dopo aver letto La carta da parati gialla. Esso non aveva lo scopo di far impazzire le persone, ma di salvare le persone dal divenir pazze, e ha funzionato.»

Cosa ne penso?

Come sempre la Caravaggio riesce a stupirci per la cura e la dedizione che ci mette in ogni titolo che pubblica. Come nei precedenti volumi, il font utilizzato dalla casa editrice è singolare e particolare. Ho notato un cambio di flessibilità della copertina, se nei volumi precedenti avevamo una flessibilità maggiore tanto a volte da danneggiare anche la piegatura del libro stesso, in questo volume ho notato una miglior consistenza.

Un classico poco conosciuto ma stampato in più edizioni. Mi ha affascinato davvero molto la scrittura di Charlotte Perkins Gilman ed è stata una bella scoperta visionare il suo sguardo da femminista tramite il romanzo stesso.

Non è semplice parlare in maniera così diretta di una tematica che per tempo, anche tutt’oggi, fa storcere molto il naso: la depressione. La depressione è sempre stata una di quelle malattie dove venivi catalogato immediatamente come “pazzo” ed escluso dal resto della società. In questo volume viene mostrato come la depressione possa colpire una persona e come quest’ultima possa sentirsi sotto gli occhi degli altri.

Il marito della donna continua a sostenere che la causa della sua malattia è un esaurimento nervoso che si porta dietro da tempo e che i dottori non riescono bene a comprendere.

Decidono dunque di trasferirsi in una tenuta di campagna per vivere la situazione in maniera più tranquilla e per respirare dell’aria fresca. La protagonista vivrà i suoi giorni in una stanza chiusa, dove la carta da pareti è gialla rovinata. I giorni passano ma il suo stato inizia a peggiorare.

Non è semplice riuscire a gestire una situazioni in cui si è dentro con entrambi i piedi. La protagonista cerca di appagare con le sue semplici azioni il volere del marito, rinunciando al tempo stesso, di dare vita al proprio desiderio. Questa situazione di stallo porterà la donna a peggiorare e vedere in quella semplice carta da parati gialla il peggio.

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