Il nostro Eden senza Dio – manga omegaverse MagicPress

Ci sono storie che parlano al cuore e altre che affondano direttamente nell’anima. Il nostro Eden senza Dio di Yuma Ichinose appartiene alla seconda categoria. Ambientato in un universo omegaverse ma privo delle solite convenzioni, questo manga BL pubblicato da Magic Press Edizioni sorprende per delicatezza e profondità. Tra desiderio, identità e scoperta, accompagna il lettore in un Eden simbolico dove l’amore è istinto, ma anche scelta. Un’opera che merita di essere letta, riletta, e sentita fino in fondo.

Trama: Shikito Takai, che ama la scienza, un giorno percepisce un odore travolgente provenire dal suo compagno di classe Ririto Nishio, per il quale ha sempre provato ammirazione. Durante la lezione di educazione fisica Nishio si affatica e Shikito cerca di portarlo in infermeria. Ma in qualche modo i due finiscono nel ripostiglio degli attrezzi. Questa è la storia dei primi Alfa e Omega della razza umana.

Cosa ne penso?

Ci sono manga che si leggono con gli occhi e altri che si assaporano con l’anima. Il nostro Eden senza Dio è una storia che ti scava dentro senza chiedere permesso, ti sfiora con la delicatezza di un profumo inaspettato e ti spinge a riflettere su cosa significhi davvero desiderare qualcuno. A fondo. Fino a perdere la misura.

La vicenda ruota attorno a Shikito, un ragazzo razionale, amante della scienza, e Ririto Nishio, il compagno di classe da sempre oggetto della sua silenziosa ammirazione. Un giorno, tra i due accade qualcosa di inspiegabile: un odore travolgente accende una chimica istintiva e sconvolgente. Una scintilla che, più che rivelare una dinamica, ne apre un mondo. Quello degli alfa e omega, ma raccontato in modo nuovo, riflessivo, emotivamente carico.

Nel contesto dell’omegaverse, genere molto presente nel BL giapponese, i ruoli biologici (Alpha, Beta, Omega) rappresentano metafore potenti per parlare di desiderio, potere, differenza. Spesso però questi ruoli vengono trattati in modo meccanico o stereotipato. Qui, invece, Yuma Ichinose rompe lo schema: i protagonisti non si definiscono, non si incasellano. Non c’è una spiegazione scientifica, né un’etichetta da subito. C’è solo un’attrazione misteriosa e potentissima che li avvicina e li spinge a interrogarsi: Perché succede? Chi siamo diventati, adesso?

Ed è proprio questo mistero che rende la narrazione così intensa. La componente smut non è fine a sé stessa, ma diventa veicolo di intimità emotiva. I corpi si incontrano, sì, ma soprattutto si raccontano. Si scelgono. E lo fanno in uno spazio che diventa sempre più intimo e simbolico: l’Eden.

🕊 Cos’è l’Eden?

Nel titolo, Il nostro Eden senza Dio, l’Eden rappresenta uno spazio interiore, un rifugio, ma anche un terreno neutro, dove i sentimenti possono germogliare senza regole imposte dall’alto. È un luogo dove Dio è assente — ma non in senso negativo. È un Eden umano, fragile, terreno. Dove i protagonisti devono imparare a conoscersi senza linee guida, a gestire emozioni primordiali come l’attrazione, il desiderio, la paura, la tenerezza.

Il loro Eden è una palestra abbandonata, un ripostiglio, un’aula vuota, ma anche un cuore che batte troppo forte. È il posto in cui ci si guarda per la prima volta davvero. Dove ci si sceglie — senza sapere ancora se si potrà restare.

La forza di quest’opera sta nel bilanciare dolcezza e tensione, fisicità e introspezione. I disegni di Ichinose sono morbidi, quasi ovattati, lontani dagli stili più netti a cui siamo abituati: contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, quasi onirica, che avvolge tutto il racconto.

L’edizione italiana a cura di Magic Press Edizioni è attenta e curata, con un cofanetto che raccoglie i primi due volumi e un booklet che regala contenuti extra preziosi. Un ottimo punto di partenza per lasciarsi trasportare in una storia che parla sì di attrazione, ma anche di trasformazione, fiducia e promessa.

Non so dove ci porteranno Shikito e Nishio, ma so che questo Eden — così imperfetto, così umano — mi ha già lasciato il segno.

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