Ci sono storie d’amore che parlano di destini che si intrecciano, altre che raccontano il coraggio di affrontare le proprie paure e altre ancora che ci ricordano come amare qualcuno non significhi necessariamente essere ricambiati. Belladonna’s Lover, volume unico edito da Star Comics e presentato da RUU1MM, raccoglie tre racconti che esplorano sfumature diverse dell’amore, mettendo al centro i sentimenti, la crescita personale e la libertà di scegliere chi vogliamo avere accanto.
Tre storie brevi, accomunate dalla capacità di soffermarsi su quei momenti in cui un sentimento ci mette davanti a una scelta: lasciar andare qualcuno per il suo bene, trovare il coraggio di dichiararsi oppure imparare a migliorarsi grazie alla presenza di un’altra persona.

Una Strega Velenosa e una talentuosa pittrice in una commovente storia d’amore!
Bella, ormai conosciuta come la “Strega velenosa” perché vittima di una terribile maledizione che le fa uccidere tutto ciò che tocca, vive in solitudine nella foresta, ma un giorno incontra Anna, una pittrice senza successo… Riuscirà il potere dei sentimenti a spezzare il terribile sortilegio e a cambiare così il triste destino di Bella? Belladonna’s Lover e altre due emozionanti storie brevi firmate dalla talentuosa Ruu 1 mm vi aspettano in un volume unico indimenticabile, in cui il mistero della crescita, del cambiamento e della perdita è incarnato da figure femminili semplici e straordinarie, in un’atmosfera sospesa tra passato e presente.
Cosa ne penso?
Tre storie d’amore, tre modi di affrontare i sentimenti e un’unica domanda: quanto siamo disposti a cambiare, scegliere e metterci in gioco per qualcuno?
Ci sono amori che ci insegnano a scegliere, altri che ci spingono a diventare persone diverse e altri ancora che ci costringono a confrontarci con la parte più fragile di noi stessi. Non sempre il sentimento che proviamo trova la strada che vorremmo e non sempre amare significa ottenere qualcosa in cambio. A volte, però, è proprio l’incontro con un’altra persona a darci il coraggio di affrontare ciò che, fino a quel momento, ci sembrava impossibile.
Belladonna’s Lover, volume unico di RUU1MM edito da Star Comics, raccoglie tre storie che esplorano il mondo dei sentimenti attraverso prospettive differenti. Dalla fiaba romantica che dà il titolo al volume alle dinamiche scolastiche della seconda vicenda, fino alle sfumature più malinconiche de La sirenetta, l’autrice racconta personaggi alle prese con desideri, paure e aspettative che non sempre riescono a conciliare.
Tre racconti brevi, diversi per atmosfera e sviluppo, che mettono al centro l’amore, la solitudine e il difficile percorso che porta a comprendere chi siamo e che cosa desideriamo davvero.
Belladonna’s Lover: quando amare significa scegliere
La prima storia racconta l’incontro tra Bella, una ragazza conosciuta anche come la strega maledetta, e Anna, una pittrice che ama ritrarre le piante velenose.
Su Bella grava una maledizione lanciata dalla prozia con l’intento di proteggerla da qualsiasi dolore. Un incantesimo che, tuttavia, la condanna a una profonda solitudine e che potrà essere spezzato soltanto quando troverà il vero amore.
Le strade delle due ragazze si incrociano per caso. Anna rimane affascinata dalla bellezza di Bella, dai suoi lunghi capelli scuri e ondulati, tanto da paragonarla a una delle piante velenose che ama dipingere. Ai suoi occhi, quella ragazza così particolare rappresenta qualcosa di pericoloso e meraviglioso allo stesso tempo.
Tra loro nasce gradualmente un sentimento che cresce attraverso piccoli gesti, momenti condivisi e una conoscenza reciproca che permette a entrambe di guardare oltre le apparenze. Per Bella, abituata a vivere isolata, trovare qualcuno capace di avvicinarsi senza fermarsi alla sua maledizione significa scoprire una possibilità che sembrava esserle stata negata.
Eppure, quando l’amore si scontra con la paura di soffrire, anche i sentimenti più sinceri possono prendere una direzione inaspettata.
Anna arriva a convincersi che la felicità di Bella possa trovarsi altrove, accanto a un piccolo principe che si è innamorato del ritratto realizzato dall’artista. La sua decisione nasce dalla convinzione di voler offrire alla ragazza un futuro migliore, anche a costo di rinunciare a ciò che prova per lei.
È proprio qui che la storia mostra il suo lato più delicato. Quante volte capita di amare qualcuno così profondamente da convincersi di sapere che cosa sia meglio per lui? A volte arriviamo persino a immaginare un futuro per la persona amata senza domandarle che cosa desideri davvero, trasformando il desiderio di proteggerla in una scelta unilaterale.
Lo facciamo per amore, ma anche per paura: paura di ferire, di non essere abbastanza o di diventare un ostacolo alla felicità dell’altro. E così finiamo per convincerci che rinunciare sia l’unica strada possibile, anche quando quella decisione non corrisponde ai desideri della persona che vorremmo proteggere.
Bella, però, comprende che non può lasciare agli altri il compito di decidere il proprio futuro. Non vuole essere protetta a costo della sua libertà e non desidera una felicità costruita sulle aspettative altrui. Sa ciò che vuole e, soprattutto, sa chi vuole amare.
Per questo sceglie di raggiungere Anna e di dare finalmente voce ai propri sentimenti, affrontando l’ostacolo che sembra separarle definitivamente: la maledizione, che impedisce loro persino di abbracciarsi.
Il loro amore diventa così una scelta consapevole, un atto di coraggio capace di superare la paura e spezzare l’incantesimo. Bella e Anna possono finalmente vivere il proprio sentimento senza che siano gli altri a stabilire quale debba essere la loro felicità.
Belladonna’s Lover ci ricorda che desiderare la felicità di qualcuno non significa necessariamente sapere quale strada debba percorrere. A volte lasciar andare può essere un gesto d’amore, ma altre volte lo è ancora di più trovare il coraggio di restare, parlare e affrontare insieme ciò che fa paura.
Perché amare non significa soltanto voler proteggere qualcuno dal dolore. Significa anche riconoscergli la libertà di scegliere e avere il coraggio di desiderare una felicità condivisa, senza decidere al posto dell’altra persona.
La persona che piace al bel principe: oltre le aspettative degli altri
La seconda storia si sposta in un ambiente scolastico e introduce Himeko, una ragazza che sogna di incontrare qualcuno simile a Kitaoji, il principe del suo manga preferito.
Quando conosce Ichinose Tamako, sembra finalmente trovare quella figura ideale che aveva sempre immaginato. Tamako, infatti, è considerata una sorta di principe nella vita reale: una ragazza capace di incarnare quell’immagine affascinante e sicura di sé che tanto piace a Himeko.
Dietro questo ruolo, però, si nasconde una questione più complessa. Tamako ha scelto di diventare quel principe, dimostrando che una persona simile al personaggio immaginario ammirato da Himeko può esistere davvero. Ma interpretare continuamente una parte significa anche rischiare di perdere di vista la propria identità.
Che cosa succede quando l’immagine che mostriamo agli altri comincia a pesare più di ciò che siamo? E fino a che punto siamo disposti a cambiare per piacere a qualcuno?
Tamako si trova a confrontarsi con il desiderio di essere apprezzata anche al di fuori del personaggio che si è costruita, mentre Himeko deve fare i conti con le proprie aspettative e con la persona reale che ha davanti.
Il racconto si concentra così sul rapporto tra l’immagine ideale dell’amore e la realtà delle relazioni. Spesso ci innamoriamo di un’idea, di una caratteristica o di un modello che abbiamo costruito nella nostra mente. Ma conoscere davvero qualcuno significa anche accettare che quella persona non coincida perfettamente con le nostre aspettative.
La crescita di entrambe passa attraverso la possibilità di sostenersi a vicenda e di avvicinarsi alla persona che desiderano essere. Non si tratta soltanto di conquistare qualcuno, ma di trovare un equilibrio tra il desiderio di essere amati e la necessità di non rinunciare a se stessi.
È una riflessione che si collega bene alla prima storia: se Bella deve imparare a scegliere autonomamente la propria felicità, Tamako deve comprendere che non può essere definita soltanto dal ruolo che gli altri si aspettano da lei.
L’amore, in questo caso, diventa anche un’occasione per interrogarsi sulla propria identità. Migliorarsi per qualcuno può essere una spinta positiva, purché non significhi cancellare parti di sé per diventare esattamente ciò che l’altro desidera.
La sirenetta: quando l’amore incontra la fragilità
La terza storia, la più breve del volume, introduce un’atmosfera differente, più malinconica e inquieta.
La protagonista è Serizawa, una ragazza innamorata di Miku, una compagna del suo club di nuoto. Quando Miku si allontana, Serizawa si ritrova ad affrontare una difficoltà che va oltre la semplice mancanza della persona amata: non riesce più a nuotare come prima.
Il nuoto, che faceva parte della sua quotidianità, sembra perdere il proprio significato insieme alla presenza di Miku. L’assenza si riflette così anche nel rapporto che Serizawa ha con se stessa e con ciò che prima riusciva a fare senza difficoltà.
Miku, dal canto suo, sta affrontando cambiamenti familiari che non dipendono direttamente dalla sua volontà. La situazione contribuisce ad alimentare le sue reazioni impulsive e mette in evidenza quanto possa essere difficile gestire sentimenti e circostanze durante l’adolescenza.
A differenza della dimensione fiabesca della prima storia e delle dinamiche scolastiche della seconda, La sirenetta si muove su un terreno più fragile, in cui l’amore non viene raccontato soltanto come una possibilità di felicità, ma anche come un sentimento capace di mettere in crisi le nostre certezze.
Il racconto invita a riflettere sulla differenza tra amare qualcuno e lasciarsi trascinare completamente dal sentimento che proviamo. Quando una persona diventa così importante da influenzare il nostro equilibrio, la sua assenza può farci perdere il contatto con una parte di noi stessi.
È proprio in questa fragilità che si inserisce il tema della crescita. Non possiamo controllare le scelte degli altri, né impedire che la vita cambi improvvisamente direzione. Possiamo però imparare a riconoscere ciò che proviamo e ad affrontare le conseguenze delle nostre decisioni.
La sirenetta è una storia più brusca e meno rassicurante delle precedenti, che lascia emergere il lato confuso dei sentimenti adolescenziali. Non tutto viene risolto attraverso una dichiarazione d’amore o un lieto fine: talvolta bisogna prima confrontarsi con ciò che ci fa male, con le nostre aspettative e con la difficoltà di distinguere l’amore dal bisogno di avere qualcuno accanto.
Tre storie, un unico filo conduttore
Pur raccontando situazioni differenti, i tre racconti condividono una particolare attenzione per la solitudine, la libertà di scelta e il modo in cui i sentimenti possono influenzare il nostro rapporto con gli altri e con noi stessi.
Bella deve trovare il coraggio di scegliere la propria felicità, senza permettere che siano gli altri a decidere per lei. Tamako deve imparare a guardare oltre il personaggio che ha costruito, mentre Himeko è chiamata a confrontarsi con le aspettative che accompagnano il suo ideale romantico. Serizawa e Miku, invece, mostrano quanto possa essere difficile affrontare un sentimento quando entrano in gioco l’assenza, la delusione e cambiamenti che non possiamo controllare.
L’amore assume così forme diverse. Può essere il coraggio di dichiararsi, la capacità di rinunciare a un ruolo che non ci rappresenta più oppure la difficoltà di ritrovare il proprio equilibrio quando una persona si allontana.
Ma c’è un altro aspetto che merita attenzione: migliorarsi per amore non significa necessariamente pretendere di essere ricambiati.
A volte incontrare qualcuno ci spinge a diventare persone migliori, ad affrontare le nostre insicurezze e a trovare una forza che non pensavamo di avere. Non dobbiamo necessariamente ottenere qualcosa in cambio perché quel sentimento abbia avuto valore. Può bastare esserci, offrire la propria presenza e scegliere di percorrere un tratto di strada insieme, rispettando anche la libertà dell’altra persona.
Naturalmente, questo non significa annullarsi o accettare qualsiasi cosa pur di restare accanto a qualcuno. Significa riconoscere che l’amore può essere una possibilità di crescita, ma non dovrebbe diventare una pretesa né il motivo per cui smettiamo di essere noi stessi.
È questa la riflessione che unisce maggiormente le tre storie: il coraggio di amare non coincide sempre con la conquista della persona desiderata. A volte consiste nel scegliere, altre nel cambiare e altre ancora nell’accettare la vulnerabilità che accompagna ogni relazione.
Considerazioni finali
Belladonna’s Lover è un volume unico che raccoglie tre racconti sentimentali accomunati da una sensibilità rivolta alle relazioni e alle difficoltà che accompagnano la crescita personale.
La prima storia è quella che sviluppa maggiormente il tema dell’amore come scelta consapevole, attraverso la dimensione fiabesca della maledizione di Bella e del suo incontro con Anna. La seconda riflette sull’identità e sui ruoli che assumiamo per essere apprezzati, mentre la terza introduce una nota più malinconica, mostrando la fragilità dei sentimenti e le difficoltà di affrontare ciò che non possiamo controllare.
La brevità dei racconti non permette sempre di approfondire ogni dinamica con la stessa intensità, ma offre tre prospettive differenti sul modo in cui l’amore può influenzare le nostre scelte e la percezione che abbiamo di noi stessi.
Nel complesso, il volume invita a riflettere su una questione semplice soltanto in apparenza: quanto spazio lasciamo alla libertà dell’altra persona quando siamo innamorati? Siamo capaci di ascoltare ciò che desidera davvero oppure finiamo per sostituire la sua volontà con la nostra idea di felicità?
È una domanda che attraversa soprattutto la storia di Bella e Anna, ma che trova eco anche nelle altre due vicende, dove i personaggi devono confrontarsi con le proprie aspettative e con il bisogno di capire chi vogliono essere.
Perché amare significa anche avere il coraggio di scegliere, di cambiare e di affrontare le proprie fragilità. Significa esserci senza pretendere, crescere senza cancellarsi e riconoscere che la felicità non può essere costruita al posto di qualcun altro.
Un volume che ci ricorda come l’amore possa diventare una strada per conoscere meglio gli altri, ma soprattutto per imparare a conoscere noi stessi.






















