Kuroneko – Come viziare un gatto nero

Amanti degli smut al rapporto! E’ uscito il volume seguente di ‘Kuroneko‘ con il titolo ‘Come viziare un gatto nero‘.

Kuroneko Kareshi no Amae kata è una di quelle storie che ti sorprende a ciascun volume e tutte le tue incertezze e dubbi vengono spazzati via come briciole di polvere.

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Trama:

Una piccolissima percentuale della popolazione può trasformarsi in gatto e Shingo è in grado di diventare un gatto nero. Quando incontra Keiichi Kagami, uno dei più famosi attori del Giappone, se ne innamora immediatamente, ma decide di tenergli nascosta questa sua capacità. 

Cosa ne penso?

Siamo ritornati con “Kuroneko” il tanto acclamato titolo con umani felidi e perplessità che mi aveva lasciato il primo volume.

Kuroneko - Come viziare un gatto nero

Devo dire che se il primo volume “come giocare con un gatto nero” mi aveva lasciato dei dubbi e  non mi ha fatto impazzire, il secondo volume è un colpo al cuore.

Sono rimasta stregata da come la storia sia migliorata e le circostanze si siano evolute in maniera più organica e pulita.

Nel secondo volume ci addentriamo in una situazione di instabilità amorosa, i primi problemi di incomprensioni, le gelosie e i dispetti che smuoveranno un po’ la situazione sotto le coperte dei nostri protagonisti Shingo e Kagami.

Un volume composto da un mix di emozioni alternanti, come se fossimo sulle montagne russe. Entra in gioco il fotografo che con un carattere piccantino riesce a rendere la situazione un po’ movimentata e che aiuta, a modo suo, a far mutare e rendere chiari i sentimenti del nostro gatto nero e del leopardo.

Kuroneko - Come viziare un gatto nero

Le scene hot sono presenti, ma in maniera minore rispetto al primo volume e questa cosa l’ho apprezzata molto di più perché di da più margine di sviluppo alla storia e non ci concentriamo solo alle fusa, ma è pur sempre uno smut.

Ho apprezzato anche la presenza di più pagine a colori e una traduzione che è migliorata rispetto al volume precedente.

I disegni sono sempre chiari e suggestivi, mi piace come siano vividi le espressioni sui volti dei personaggi che si alternano tra dolore, indifferenza, imbarazzo e amore.

Il secondo volume ha fatto breccia nel mio cuore.

In the Flow of Time

Un manga con un finale aperto, quali sono le mie reazioni?

Volevo parlarvi di una storia che mi ha piacevolmente sorpresa e mi ha anche stupito sul suo finale.

𝙄𝙣 𝙩𝙝𝙚 𝙁𝙡𝙤𝙬 𝙤𝙛 𝙩𝙞𝙢𝙚 il nuovo boy’s love portato dalla Starcomics è una storia emotiva e innovativa.

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Trama:

Shiro, un normalissimo studente delle superiori, soccorre il pilota di un aeroplano caduto dal cielo in seguito a un incidente. Il pilota, che sembra avere la sua stessa età, soffre di una strana amnesia: non ricorda il suo nome e pare non conoscere nulla del mondo di Shiro. Il ragazzo decide di prendersi cura di lui e di dargli il nome del nonno venuto a mancare qualche tempo prima, Kiku. Comincia così la strana convivenza dei due ragazzi ma, improvvisamente, Kiku comincia ad avere degli incubi durante il sonno… Cosa nasconde il passato del ragazzo?

Cosa ne penso?

“𝘼𝙡𝙤𝙣𝙚 𝙞𝙣 𝙩𝙝𝙚 𝙙𝙚𝙚𝙥.

𝙄𝙩 𝙡𝙚𝙖𝙙𝙨 𝙩𝙤 𝙖𝙣𝙮𝙬𝙝𝙚𝙧𝙚 𝙤𝙛 𝙩𝙝𝙞𝙨 𝙗𝙡𝙪𝙚.”

In the Flow of Time

Siamo abituati ai classici cliché di incontri casuali e amori che sbocciano dopo traumi o come colpi di fulmine, ma se questa volta invece l’incontro avviene tramite una caduta del cielo?

Kiku, un ragazzo senza memoria e proveniente da chissà dove è caduto nel ventunesimo secolo davanti a Shiro, uno studente che vive da solo in una casa enorme dopo la morte di suo nonno.

In the Flow of Time

A primo impatto Kiku sembra essere un normale ragazzo che per qualche shock inizia a soffrire di amnesia, ma la verità che si cela dietro alla sua perdita di memoria è ben diversa.

Tra i due ragazzi inizia a crearsi un legame affettivo, imparano tante cose l’un dall’altro ma…

Dopo due volumi in cui viviamo la quotidianità di Shiro e Kiku, i loro sentimenti e la loro crescita relazionale ci troviamo ad affrontare un finale abbastanza ambiguo.

Possiamo interpretare il “lieto fine” secondo diversi parametri e probabilmente tutti potrebbero essere giusti.

Spesso mi piace leggere storie che mi lasciano con questo sapore un po’ amato in bocca e che danno spazio alla creatività del lettore, ma ammetto che questa volta ci sono rimasta di sasso.

In the Flow of Time

Non so se questa sensazione che io abbia provato sia positiva o negativa, ma posso affermare che mi ha davvero sorpresa.

In the flow of time è uno di quei titoli che è riuscito a colpirmi nel profondo. Ho sentito sulla superficie della mia pelle un certo brivido quando continuavo la lettura, pagina dopo pagina, e non sapevo davvero cosa aspettarmi.

È come un uragano in mezzo al nulla, arriva dritto e silenzioso ma scuote l’aria e il cielo. È una emozione davvero difficile da descrivere nel dettaglio, mi sono affezionata molto all’andatura della narrazione perché non è precipitosa nel mostrare tutto e subito ma bensì cerca di farci entrare nella quotidianità dei due ragazzi e a farci anche affezionare alle loro lievi conversazioni e ai loro pranzi. Un sorriso qua e là, porta comunque a smuovere qualcosa nel loro cuore.

Sicuramente il mio cuore si è spezzato quando Shiro ha scoperto la vera identità e il passato del suo convivente e in qualche maniera mi sono sentita abbattuta ma anche confusa dal finale.

Un finale non finale che in realtà non ci da una risposta, ma c’è la fa creare.

In the Flow of Time

In the flow of time ecco cosa è per me, un uragano nel cielo che riesce a travolgerci in maniera semplice, senza troppi drammi eccessivi, e farci affezionare al concetto di amore.

Sicuramente se dovessi parlarvi di questo manga a trecentosessanta gradi vi sottolineerei anche delle sbavature che inclinano l’andamento della storia. Ad esempio nonostante sia un racconto che prende vita dall’incontro casuale tra Kikou e Shiro, verso la metà del secondo volume iniziamo a ritrovare dei flashback che rendono la lettura un po’ particolare e bisogna prestarne molta attenzione. Le pagine extra a fine volume sono delle tavole su cui sono nate alcune teorie, chi ritiene che sono tavole extra successive al ritorno di Kikou e chi ritiene che sono invece extra che accompagnano semplicemente la loro storia nel momento in cui si conoscono e convivono insieme – io sono favorevole alla seconda teoria.

Prolungarsi troppo mi porterebbe a fare alcuni spoiler sulla storia e non voglio rovinare la lettura a nessuno, ma sappiate che è un titolo davvero interessante con cliché fuori dai classici schemi e che riesce a rendervi piacevolmente confusi a fine lettura. 

In the Flow of Time

Insomniacs After School

Siete alla ricerca di un manga seinen che possa davvero appassionarvi e insegnarvi anche qualcosa? Continua a leggermi e vedrai che ti convincerò!

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Trama:

Nakami è un liceale serio e studioso, ma è tormentato dall’insonnia e il suo costante nervosismo non lo rende molto popolare a scuola. Per questo, è alla disperata ricerca di un posto per isolarsi e cercare di strappare qualche ora di sonno. Un giorno si ritrova nel vecchio club di Astronomia della scuola, un’aula abbandonata e ritenuta “posseduta” in cui vengono accatastati banchi, sedie e armadietti. In mezzo al disordine, scopre anche una sua compagna di classe, Magari Isaki. Esattamente al contrario di Nakami, Isaki è molto popolare e benvoluta dai suoi compagni ma, proprio come lui, soffre d’insonnia e riesce a dormire in pace solo nell’aula del defunto club. Dopo aver stabilito di poter dividere il loro minuscolo rifugio, i due scopriranno di avere molto di più in comune che un disturbo del sonno.

Cosa ne penso?

Quanto è bello vedere editato un titolo che si segue in altre lingue?

Una delle uscite che mi ha trasmesso più emozioni è proprio “Insomniacs After School” edito Jpop.

La Jpop ha realizzato per il lancio del primo volume sia l’edizione regular che la variant e mi inchino a questa bellezza stratosferica – credo proprio che sia una delle mie variant preferite.

Perché mi piace così tanto questo titolo?

Insomniacs After School

Principalmente perché anche io ci sono dei periodi durante l’anno in cui soffro di insonnia. Non parlo di una situazione in cui il cervello va ad elaborare tanti pensieri e quindi non si riesce a conciliare il sonno, ma bensì sono periodi in cui proprio il sonno decide di essere tuo nemico e vuoi abbracciare solo le vibrazioni della notte.

È questo sostanzialmente il concetto principale che porta avanti quest’opera e devo dire che non è neanche l’unico titolo che va a rendere nota la situazione e la problematica inerente all’insonnia. (Ad esempio abbiamo anche Call of night)

Insomniacs After School

Insomniacs after school non è solamente un titolo a cui tengo particolarmente per una questione affettiva e di tematica, penso che sia uno di quei titoli che devono essere sottolineati  perché hanno carattere e al suo interno abbiamo un’alternanza tra momenti in cui i nostri personaggi si conoscono, cercano di creare un proprio rifugio dove andare a placare questa insonnia ma dall’altro lato abbiamo un grande spazio anche per la sceneggiatura e l’ambiente circostante per esempio la visione di paesaggi con la pioggia, la visione di un gatto etc.

Mi piace questo modo stilistico di cullare la narrazione della storia avvicinandosi sia a una maniera intrigante alla tematica ma accompagnarla anche con momenti più rilassanti in cui l’occhio del lettore cade sulla visione della sceneggiatura ben curata.

La serie parla di due compagni di classe che soffrono di insonnia e si rifugiano nella stanza dedicata al club di astronomia che non viene visitata da nessuno a causa di alcune voci macabre che si aggirano. È un manga scolastico che riesce ad attrarre l’attenzione per via del modo in cui i due cercano di affrontare il loro problema.

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Le copertine dei volumi sono una più bella dell’altra, ne consiglio la lettura se si cerca qualcosa di rilassante ma accattivante.

Ricordo che è stata annunciato l’anime di ‘Kimi wa Houkago Insomnia’ ma non si sa ancora la data di uscita – probabilmente nella primavera del 2023.

Tokyo Aliens vol.1

FERMO FERMO FERMO!!

Ti farò innamorare di questa nuova uscita fresca fresca editata dalla StarComics!

“東京エイリアンズ” una storia da non farsi sfuggire composta da cinque volumi in corso sia in patria che in Italia. Uno shounen tutto d’un pezzo e vi spiegherò perché.

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Trama:

Gunji Akira insegue il sogno di diventare un agente di polizia, come il suo defunto padre. Un giorno, il giovane incontra un alieno all’uscita della scuola. Questo evento cambierà la sua vita.

Cosa ne penso?

“Dev’essere un sogno. Una normale signora anziana non penderebbe mai dal soffitto, giusto?”

Con questa frase di inizio apertura vi presento il tanto atteso – o almeno per me – “Tokyo Aliens”.

Tokyo Aliens

Un titolo che già con il suo primo volume mi ha fatto ridere e appassionare come non mi succedeva da molto tempo.

Voglio arrivare subito alla parte più entusiasmante di questa storia: l’adrenalina che riesce a trasmettermi.

È uno di quei titoli che una volta che inizi a leggerlo ti riesce a rapire pagina dopo pagina, ovviamente questo trasporto viene accompagnato anche da disegni da mozzafiato che si alternano da quelli standard, a quelli un po’ più “chibi/cute” a quelli d’azione dove le cose si fanno serie.

Tokyo Aliens

Alieni… alieni… alieni.

Vi immaginate di camminare per le vostre strade ed essere circondati di alieni? Andare a prendere un caffè con un alieno? Sono forme di vita tranquille e gentili… ma come in tutti i casi, ci sono delle eccezioni.

Proprio una di queste eccezioni è il nucleo della storia. Non vi farò spoiler, però posso dirvi che i personaggi che vengono presentati nel primo volume sono cazzuti e interessanti sotto molti punti di vista.

Tokyo Aliens

Abbiamo il belloccio intelligente e popolare che riesce a fare grandi azioni, nonostante sia un essere umano comune. Un agente della A.M.O che cerca di portare la pace nello spazio e sulla Terra, verrà accompagnato da un nuovo membro Akira Gunji che si è trovato nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

Dopo un errore di vagone – vige la distinzione tra vagoni dei treni per umani e quelli destinati agli alieni – Akira si troverà in una situazione bizzarra dove un alieno con le sembianze di una vecchietta gli darà informazioni nuove sull’esistenza degli alieni e della sicurezza segreta A.M.O iniziando così la sua avventura all’inseguimento sulla verità che ha portato alla morte il padre.

Un intenso primo volume che ci accompagna in un viaggio tra umani e alieni davvero bizzarro, particolare e unico. Mi piace molto la scelta di alternare lo stile di disegno e di realizzare un grande impatto sulle scene d’azione che riescano anche a inquadrare entrambe le pagine di lettura.

Naoe mi ha fatto innamorare del suo stile con un semplice agente segreto in prima copertina con uno sguardo truce. 

Tokyo Aliens

Kuroneko vol1

In Italia è giunto un titolo tanto atteso dagli amanti dei boy’s love e parlo proprio di ‘Kuroneko’ edito MagicPress edizioni.

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Trama:

Il felino mannaro Shingo è capace di trasformarsi in un gatto nero, e finché qualcuno ha l’aspetto e il corpo che piacciono a lui, ci andrà a letto senza farsi problemi. Shingo, perché sopraffatto dalla sua intensa aura mascolina, s’innamora dell’attore più popolare del momento, Kakami. Tra tutte le provocazioni giocose e le prese in giro tra i due, Kakami mostra improvvisamente la sua natura animalesca…

Cosa ne penso?

“Kuroneko” è uno di quei BL tanto chiacchierati negli ultimi mesi. Abbiamo varie fazioni di fan: chi lo adora e chi lo snobba.

Kuroneko - Come giocare con un gatto nero

Kuroneko è una di quelle storie che mi fa pizzicare il palato. Ammetto che la grafica tra il primo e il secondo volume mi fa storcere il naso e anche la traduzione non è delle migliori ad es. “voglio farti piangere, voglio farti girare” di cui non ho capito il senso, ma vi dirò la mia sincera opinione.

È un titolo che avevo adocchiato un po’ di tempo fa, ma che non mi sono mai addentrata nel leggere. Mi piacciono le storie, di qualsiasi genere siano tra shojo e boy’s love, che hanno come componente questi elementi quasi fantasy tra umani felini ed esseri umani. 

Quindi sotto questo punto di vista, per me Kuroneko guadagna dei grossi punti, ma dall’altro lato non sono molto convinta della storia.

Tralasciando il fatto che siano tutti volumi unici, ma connessi tra di loro, il fatto è che non mi ha fatto emozionare come tante altre storie. Personalmente non mi è piaciuta una o due frasi promosse dall’attore Kagami perché incitano a determinate situazioni sgradevoli, però ho apprezzato nel suo contesto la paura di Shingo dell’affezionarsi a qualcun altro oltre a se stesso.

Kuroneko - Come giocare con un gatto nero

Alcuni stati d’animo li ho percepito forte e chiaro, altre situazioni non le ho ben comprese. 

I disegni sono puliti e chiari, i personaggi sono visibilmente belli e con dei caratteri contrastanti che riescono in qualche modo a completarsi. Le scene hot sono all’ordine di pagina, mi raccomando leggetelo nascosti dentro all’armadio per evitare situazioni imbarazzanti 👀

Il contesto in cui si svolgono i personaggi è abbastanza classico e comune, però l’elemento novità si aggira intorno agli umani felidi. Ricordo che Kuroneko è uno smut, quindi ne sconsiglio la lettura a chi non piace il genere.

Fenrir – box composta da 4 volumi

In uscita per la Jpop c’è ‘Fenrir‘ una perla assolutamente da non perdere per chi ama le storie di battaglie, conquiste dei territori e sovranità.

Una box conclusa con soli quattro volumi che sapranno sorprendervi e incuriosirvi pagina dopo pagina.

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Trama:

XII Secolo. Nelle spietate e caotiche pianure della Mongolia, un ragazzo è rassegnato ad abbandonarsi al gelido abbraccio della morte nelle acque di un lago. Improvvisamente, però, uno spirito prigioniero nelle profondità acquatiche lo conduce verso la salvezza sussurandogli: “Tu sei colui che farà tremare il mondo intero”. Un’opera di ispirazione storica, su un ragazzo destinato a diventare il più leggendario conquistatore dell’Asia!

Cosa ne penso?

Una delle storie che più stavo attendendo è proprio “𝗙𝗲𝗻𝗿𝗶𝗿” con le sue vibes storiche è riuscito in un millesimo di secondo fare breccia nel mio cuore.

Fenrir

L’unica legge che vige in queste terre della Mongolia è che il più forte trionfa mentre il più debole perde.

In una notte di luna piena, dopo che è stato annunciato il capo del villaggio e le sue nuove regole che mirano a vivere nella quiete, Temujin un giovane ragazzo combattente della tribù del clan Kiyat stipulerà un patto con una misteriosa creatura di nome Fenrir.

“Fenrir, colui che farà tremare la terra.”

Ti troverai immerso in terre lontane, ad assaporare l’aria pulita dei continenti infiniti e ad osservare la cruda realtà delle battaglie belliche per il potere. Armati di un cavallo e di furbizia, per conquistare i territori e portare la pace al tuo popolo.

Una storia che ci farà muovere passo dopo passo nelle grandi imprese di Temujin, un semplice ragazzo che da vice capo del proprio clan cercherà di ampliare i propri orizzonti e arrivare ad imprese che mai nessuno è riuscito a conquistare.

Fenrir

Fenrir sarà il Virgilio della situazione, la luce di guida in questo viaggio intriso di sangue e di battaglie, ma anche di amicizie e di valori.

una box conclusa di quattro volumi, con prime pagine a colori meravigliose, disegni particolari, semplici e dinamici e tanta cura anche nelle battaglie che non risultano mai noiose. I personaggi si alternano tra i cattivi gladiatori che cercano di sovrastare i più deboli e deboli che cercano di combattere per vivere la propria libertà e andare incontro a un futuro più brillante.

Un’alternanza piacevole tra narrazione ed evoluzione del cammino del giovane ragazzo, di battaglie che riescono a mantenere alta l’attenzione, e anche tanti messaggi positivi e affettivi.

Barbarities volume 4

Per gli amanti delle storie romantiche con un contesto storico, non posso fare altro che consigliarvi la serie completa è composta solo da quattro volumi di Barbarities, arrivata in Italia grazie alla Magicpress!

Trama:

Joel, ovvero Lord Montague, viene accusato di eresia e imprigionato ingiustamente nell’isola di Layland, dove Adam ha molte conoscenze a causa del suo passato “agitato”. Sarà proprio Adam a far evadere Joel grazie a elaborati e fantasiosi stratagemmi, guadagnandosi l’infinito riconoscimento di quest’ultimo. Ma basterà questo gesto a far innamorare di lui l’austero lord, come Adam spera? Ultimo rocambolesco capitolo della rinascimentale serie “Barbarities”!

Cosa ne penso?

“Vi proteggerò io. Il mio corpo sarà il vostro scudo”

Nell’ultimo volume di Barbarities troviamo una grande intesa e forza di coraggio. Un volume pieno di momenti drammatici e indimenticabili, che mi hanno fatto tirare le penne per qualche secondo.

La dinamicità e la crescita con cui i personaggi riescano ad essere loro stessi in un contesto politico e sociale pieno di ostacoli e di nemici, una guerra da calmare e un popolo da proteggere.

Ma in questo quarto volume il bene ha la meglio sugli intrighi di corte, sui sotterfugi e sulle bugie. Si riesce a mascherare il colpevole, i cattivi.

Si porta alla normalità il benessere dei sudditi e si cerca di affrontare anche le questioni di cuore.

Dal primo volume siamo rimasti affascinati e innamorati dalle atmosfere che si creavano intorno ad Adam e Joel, una intimità palpabile anche senza un tocco e dei sentimenti che cercavano di trovare il loro foro di uscita senza stravolgere la situazione.

Finalmente, dopo la grande presa di coraggio in cui Adam decide di sacrificarsi per il bene di Joel prendendosi il carico di colpe che non incombono su nessuno dei due, viene salvato da Joel e scatta la scintilla.

Una scintilla che farà pensare molto Joel su i modi e le azioni da portare avanti da ora in poi, un nuovo modo di osservare Adam e una nuova situazione da sostenere con cura e amore. 

Si dice che tutti i nodi vengono al pettine, in questo volume non abbiamo solo la soluzione al conflitto o l’evoluzione sentimentale tra i nostri affiatati protagonisti, ma abbiamo qualcosa di più: un finale docile ed evolutivo per tutti i personaggi.

Barbarities non è solo una storia ambientata in un contesto storico in cui incontra i problemi politici a cui far fronte, ma è una storia evolutiva di tutti i personaggi che presenta senza lasciarne neppure uno indietro. 

Sono contenta di aver potuto leggere con amore questa storia. Un racconto di quattro volumi che consiglio a tutti di leggere almeno una volta.

Legami d’amore vol3

Se siete amanti delle vecchie storia allora dovete leggere assolutamente questa recensione perché oggi parliamo del terzo volume di Legami d’amore edito dalla Magic Press edizioni!

Trama:

Proprio quando Ryomei sembra aver finalmente manifestato interesse per Ao, quest’ultimo si ritrova costretto a trasferirsi da casa di sua nonna in un’altra città a causa degli impegni dei propri genitori. Riuscirà Ao a far valere le proprie ragioni e a rimanere in quella che ormai considera la sua casa? Ma soprattutto, visti gli atteggiamenti sempre scostanti di Ryomei, ne varrà la pena?

Cosa ne penso?

Una storia d’amore tra Ao e Riyoumei, piena di sorprese e problemi di cuore.

Ao è un ragazzo delle superiori di 17 anni, mentre il Riyoumei è un uomo più adulto che lavora nel tempio del quartiere dove vive Ao e questo porterà anche i due personaggi ad avere una conoscenza di dieci anni.

La storia si concentra su delle emozioni che sono cresciute pian piano nel cuore di Ao, tanto da rendere anche complicato l’approccio nei confronti del suo amore e quest’ultimo all’inizio rifiutava di poter avere un’attrazione nei confronti di un ragazzino ma soprattutto di un uomo.

Nel terzo volume ci concentriamo sull’evoluzione palpabile della situazione e anche dei sentimenti che finalmente riescono a trovare una porta aperta ed essere abbastanza trasparenti. C’è una notevole sottolineatura dei pensieri dei personaggi rendendo piacevole la lettura, possiamo ben osservare come l’autrice dà molta importanza sia alle espressioni ma soprattutto all’esprimere le emozioni che sono nettamente reali.

È una storia che non lascia da parte nessun dettaglio, possiamo osservare l’amore che viene colto da un ragazzo adolescente nei confronti di un uomo che si è sempre preso cura di lui fin dall’infanzia e dall’altro lato possiamo anche osservare i tanti dubbi che nascono da questi sentimenti ma anche dalla nascita riflessiva di emozioni che fanno battere il cuore da parte di Riyoumei.

Possiamo incontrare durante la lettura momenti di imbarazzo, momenti che esprimono tanta felicità e altri che si portano dietro un po’ di angoscia tuttavia si dà anche grande spazio i personaggi secondari che vanno ad arricchire il contesto, permettendo ai personaggi di evolvere la propria identità ma soprattutto di aiutarli nel percorrere insieme questa strada.

I disegni sono lineari e possiamo definirli in vecchio stile, quindi possiamo confermare che Legami d’amore è un titolo vintage che può far breccia nel cuore degli amanti del boy’s love.

Ao si trova davanti ad un bivio: tornare a casa con sua madre e suo fratello oppure rimanere dalla nonna e rimanere più vicino a Ryomei?

Una scelta non semplice per il suo cuore, ma i pensieri che gli frullano per la testa stanno iniziando a maturare e da un semplice e trasparente ragazzino sta diventando un adulto ben fatto!

Dall’altro lato chi ha detto che essere adulti ti rende più maturo nelle scelte difficili? Ryomei ha avuto una grande spinta nel capire quali sono i suoi veri sentimenti per quel ragazzino di cui si è sempre preso cura, ma il problema ora è: come si fa ad affrontare una separazione dopo così tanto anni?

Una storia che si sta evolvendo producendo i suoi frutti amorosi, complicazioni che stanno rendendo ardui i sentimenti dei nostri protagonisti e un miscuglio di sentimenti che rendono questa relazione sempre più accattivante e piena di sorprese!

In questo volume ho sostenuto Ryomei con tutta ne stessa, finalmente si sta togliendo i prosciutti dagli occhi e sta affrontando la verità: il suo cuore non può mentirgli. Riusciranno ad affrontare il problema della distanza? Ma soprattutto, perché il fratello gemello di Ao si è imbarazzato quando è entrato in pasticceria? 

Secondo me il quarto e ultimo volume, ci riserverà delle grandi sorprese!

La zona fantasma

Siamo dirimpetto ad una edizione che presenta una copertina ruvida davvero meravigliosa e un volume unico composto da quattro storie auto conclusive che permettono al lettore di sbizzarrirsi con la fantasia per creare un proprio finale come caratteristica propria del nostro famoso mangaka.

La zona fantasma” di Junji Ito edito StarComics.

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Trama:

Una giovane coppia in viaggio nel Tohoku, camminando lungo una strada di campagna, sente una donna piangere rumorosamente, per poi scoprire che si tratta di una moderna prefica, pagata per prodigarsi in esternazioni di dolore ai funerali. Il pianto della donna è talmente intenso che comincia a risuonare nelle orecchie della ragazza… fino a provocare in lei un tremendo cambiamento! Cosa le sta succedendo? E come si può fermare quella reazione apparentemente irreversibile? Troverete questo e altri piccoli gioielli del terrore nella nuova raccolta del maestro Junji Ito, genio indiscusso dell’horror giapponese, che in questa spaventosa collezione di piccoli capolavori indaga i risvolti più terrificanti della vita quotidiana, svelando tutto l’orrore che si cela tra le pieghe della cosiddetta normalità.

Cosa ne penso?

Un volume unico che racchiude dentro di sé quattro storie diverse, enigmatiche e senza un finale. Un piccolo angolo di terrore in cui Junji Ito ci trasporterà senza limiti.

La prima storia si intitola “la collina delle lacrime”, molto particolare con una grossa attenzione verso alla tristezza e alla profondità nonché anche alla ricerca della liberazione delle anime dei defunti.

La seconda storia si intitola “Demonia” e l’ho trovato particolarmente interessante anche perché ricalca la tematica spirituale e religiosa con degli elementi molto grotteschi e macabri che incidono più su una sorta di ossessione della religiosità. 

La zona fantasma

La terza storia si intitola “Il torrente di spiriti di Aokigahara” e racconta di come una coppia che cerca il luogo adatto per porre fine alla propria esistenza, in realtà si trovano faccia a faccia con un fenomeno molto particolare chiamato il torrente di spiriti e la coppia – insieme ad un terzo individuo – passeranno le loro giornate a tuffarsi in questo flusso senza fine. (una storia bizzarra che mi ha fatto anche ridere)

La quarta storia intitolata “ Dormiveglia “ la connessione tra un serial killer e i suoi modi atroci per commettere i delitti.

Junji Ito ancora una volta riesce a sorprendere l’unico volume la narrazione di quattro storie completamente diverse che si arricchiscono di elementi tipici dell’horror, anche psicologici e che cerco di andare sempre oltre rispetto ai classici canoni di angoscia e di terrore. Un’ottima rappresentazione anche dei minimi dettagli, ma soprattutto l’attenzione verso l’espressione di ciascun soggetto che sta vivendo una situazione particolarmente ansiosa o ambigua. 

La zona fantasma

Ciò che caratterizza maggiormente questo volume è la presenza di più tavole che danno spazio ai luoghi, alla visione delle scene e meno al dialogo questo permettendo al lettore di concentrarsi di più anche nella visione spaziale in cui si muovono gli individui e nel luogo in cui succedono determinate situazioni. 

Tra tutte le storie incluse in questo volume è quella che principalmente mi ha colpito è stata la seconda perché ha quel senso di spiritualità e religione che possono, sia dar fastidio e far storcere il naso, ma penso che siano qualcosa di eccellente e accattivante che fa rimanere lettore incollato sulla storia e crearsi un proprio finale.  

Our True Colors

State pensando ai regali per questo Natale e volete andare a colpo sicuro?

Our True Colors‘ un magnifico manga seinen composto in una box di soli tre volumi, che vi trasporteranno in una storia di vita quotidiana e coraggio per la comunità lgbtqia+ e per conoscere e amare se stessi sconfiggendo le barriere della società.

copertina

Trama: 

Protagonista della storia è Sora, uno studente che non riesce a dichiarare il suo amore a un compagno di classe poiché anch’egli è un ragazzo. Mentre i dubbi e i pensieri lo tormentano incontra uno strano anziano che pare essere gay a sua volta… da quel momento la sua quotidianità inizierà a tingersi di nuovi colori.

Cosa ne penso?

Our True Colors è una storia che racconta il coraggio di ascoltare il proprio cuore e di affrontare le proprie paure, racconta la storia di un ragazzo che per la prima volta prova con tutto se stesso ad abbattere quel muro altissimo che la società gli ha imposto di costruire intorno a se stesso.

Our True Colors

Una storia di vita quotidiana che si mischia tra colori del cielo e del mare e cerca di far emergere quella forza e quel desiderio di urlare al mondo la propria libertà.

Tre volumi che includono all’interno un racconto che riempie il cuore, che mostra il coraggio e la determinazione di un ragazzo che per tutta la sua esistenza ha nascosto di essere gay e che una volta cerca di affrontare  questa frustrazione della gente intorno a lui pieni di pregiudizi.

Our True Colors

Una vicenda che si evolve partendo da un ragazzo che semplicemente sa di essere gay ma non riesce a dirlo apertamente, dopo aver conosciuto qualcuno come lui e che ha affrontato le sue stesse paure, le sue stesse frustrazioni, riesce a liberarsi di un peso che lo ancorava.

Un incontro voluto dal destino con il proprietario di un cafe disperso e abbandonato che come lui, è stato ai suoi tempi innamorato di un uomo, ma che non ha mai trovato le forze per dichiararsi.

Inizia così il cammino di Sora verso il coming out, dapprima con la sua migliore amica di infanzia e infinite con i suoi genitori cercando di dipingere quel meraviglioso quadro con i colori del mondo.

Sora si pone tantissime domande importanti durante questa evoluzione perché egli riceve una dichiarazione d’amore di una ragazza e si sente spaesato e non riesce a controllare le sue emozioni perché si sente bloccato a dire all’altra persona che non la può ricambiare semplicemente perché è gay, quindi inizia a preoccuparsi e a porsi i problemi se la sua dichiarazione nei confronti del suo compagno di classe possa a quest’ultimo farlo sentire nello stesso stato di agitazione in cui si è sentito lui durante la dichiarazione.

Our True Colors

Dall’altra parte abbiamo anche una storia più matura e un passato più morboso che è quello del proprietario del caffè, un uomo età avanzata che ammette al mondo di essere gay ma che alle spalle si porta una famiglia tradizionale e cerca di affrontare anche questa realtà particolare.

Una box che merita di trovare il suo posto nel cuore dei suoi lettori e delle loro librerie, con disegni semplici ma che arrivano dritti al cuore e delle tavole pulite e piene di sentimento.