Il primo amore di Nezumi: recensione del manga drammatico e psicologico pubblicato da J-POP

Se stai cercando un manga seinen che sappia emozionare e sconvolgere, mescolando elementi psicologici, drammatici e sentimentali, Il primo amore di Nezumi di Riku Oseto potrebbe essere il titolo che fa per te.

Pubblicato da J-POP Manga, questo primo volume si distingue per una narrazione intensa, una protagonista ambigua e un colpo di scena finale che lascia il lettore col fiato sospeso. In questa recensione, ti guiderò attraverso le emozioni e le tematiche che rendono quest’opera un piccolo gioiello per lettori dal palato forte.

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Trama: Nezumi è stata cresciuta come sicario della yakuza, senza conoscere alcun tipo di affetto. Ao, un ragazzo come tanti, è all’oscuro di tutto. I due si innamorano e vanno a convivere, ma il male è dietro l’angolo…

Cosa ne penso?

Cercavo da tempo una lettura che sapesse intrecciare introspezione psicologica e sentimento autentico, e non pensavo che l’avrei trovata in una storia tanto spigolosa quanto delicata. Il primo amore di Nezumi, di Riku Oseto, è un manga drammatico e psicologico che non si limita a raccontare un amore, ma lo trascina dentro un contesto fatto di pericolo, traumi e ferite profonde.

Nezumi, la protagonista, è una ragazza cresciuta dalla Yakuza. Ha il volto dolce di un’adolescente qualunque, l’espressione ingenua e le guance tenere di chi non farebbe male a una mosca. Ma dietro quell’apparenza si nasconde un’anima addestrata a uccidere. Uno “strumento”, come viene definita, modellato per colpire senza esitazione. Al suo fianco troviamo Ao, un ragazzo gentile e protettivo che si affeziona a lei fin dal primo momento.

I due condividono la stessa casa per sei mesi, tra attimi di dolcezza, momenti sospesi e la costante minaccia del mondo criminale che incombe su di loro. La felicità, però, è fragile. Il legame tra Nezumi e Ao viene messo alla prova dalla violenza e dall’influenza della Yakuza, conducendoli a un bivio pericoloso, tanto emotivo quanto fisico.

Il volume si apre con un flashback, che introduce il primo incontro tra i protagonisti, per poi proseguire nel tempo presente con uno sviluppo coinvolgente e ben strutturato. Il tratto dell’autrice è visivamente forte, con illustrazioni intense e scene che potrebbero risultare disturbanti per i lettori più sensibili. Per questo motivo, si può dire che Il primo amore di Nezumi non è una lettura adatta a tutti.

Se apprezzi però i manga che sanno colpirti dritto allo stomaco, con personaggi moralmente ambigui e tematiche cupe, quest’opera potrebbe sorprenderti fin dalle prime pagine.

Il colpo di scena finale è tra i più riusciti degli ultimi titoli letti. Non mi aspettavo che un plot twist tanto potente arrivasse già alla fine del primo volume. Questo anticipo narrativo mi ha lasciata con il desiderio urgente di scoprire come la storia si evolverà nei prossimi volumi. La forza di questo manga risiede anche nella costruzione dei personaggi: Nezumi, apparentemente fragile, nasconde una natura letale; Ao, più timido e dolce, è disposto a mettere tutto in gioco per amore, anche se ciò significa spingersi in un mondo più grande di lui.

Chi mi conosce lo sa: amo i manga che riescono a scavare nella psiche dei personaggi, e al tempo stesso raccontare storie d’amore tormentate. In Il primo amore di Nezumi c’è tutto questo. La drammaticità, la tensione emotiva, il sentimento sofferto: è un mix perfettamente bilanciato, che incuriosisce e coinvolge.

In conclusione, Il primo amore di Nezumi è una lettura consigliata a chi cerca un manga che non lasci indifferenti, che non consola ma scuote, che non idealizza l’amore, ma lo mostra nella sua forma più vulnerabile e brutale.

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