seguimi su Instagram per altri contenuti
La pubblicazione italiana de La storia di Genji di Waki Yamato, edita da J-POP Manga, rappresenta un evento editoriale di rilievo per gli appassionati di letteratura e fumetto. Questo adattamento manga del celebre Genji Monogatari di Murasaki Shikibu, considerato da molti studiosi come il primo romanzo psicologico della storia, permette di riscoprire un classico dell’XI secolo attraverso un linguaggio visivo raffinato e accessibile al pubblico contemporaneo.
In Giappone, l’opera di Yamato è nota con il titolo Asaki Yumemishi ed è stata pubblicata tra il 1979 e il 1993, guadagnandosi uno status di capolavoro a sé stante. Non si tratta solo di una trasposizione fedele, ma di una vera e propria rilettura capace di restituire i delicati intrecci psicologici e gli splendori dell’epoca Heian. Con oltre 18 milioni di copie vendute e mostre in musei di prestigio come il Metropolitan Museum of Art di New York, questo manga si è imposto come un ponte culturale tra passato e presente.

Trama: Adattamento a fumetti del celebre Genji Monogatari, il primo “romanzo” giapponese per importanza, risalente all’XI secolo e scritto da Murasaki Shikibu. Ambientato durante l’epoca Heian (794 – 1185), il Genji Monogatari è, come da titolo, la storia di Hikaru Genji, nobiluomo di straordinaria grazia e bellezza, e delle sue avventure galanti a corte.
Cosa ne penso?
L’arrivo in Italia de La Storia di Genji di Waki Yamato, edito da J-POP Manga, rappresenta un evento editoriale straordinario per chi ama la letteratura e il fumetto. Questo adattamento manga del celebre Genji Monogatari di Murasaki Shikibu, scritto nell’XI secolo, offre un ponte unico tra passato e presente, permettendo di riscoprire un classico mondiale attraverso un linguaggio visivo raffinato e accessibile al pubblico contemporaneo.
In Giappone, l’opera di Yamato, nota come Asaki Yumemishi, è stata pubblicata tra il 1979 e il 1993 e si è guadagnata lo status di capolavoro autonomo. Non è una semplice trasposizione: è una rilettura capace di restituire la complessità psicologica dei personaggi e la raffinatezza dell’epoca Heian. Con oltre 18 milioni di copie vendute e tavole esposte in musei prestigiosi come il Metropolitan Museum of Art di New York, il manga di Yamato conferma la sua importanza come ponte culturale tra generazioni e tra medium diversi.

Waki Yamato e il contesto del manga
Waki Yamato è una delle figure di spicco del fumetto giapponese. Attiva dagli anni ’60, ha contribuito insieme al Gruppo del ’24 (Moto Hagio, Riyoko Ikeda e altre) alla rivoluzione dello shojo, fondendo sensibilità storica, raffinatezza estetica e introspezione psicologica. In La Storia di Genji, queste qualità emergono in maniera evidente, rendendo il manga non solo un’opera di intrattenimento, ma un vero e proprio documento culturale ed estetico.
Il manga rientra in quel filone di opere anni ’70–’80 che cercavano di educare i giovani lettori alla letteratura classica senza sacrificare pathos narrativo ed emotività tipici dello shojo. In questo modo, Yamato rende fruibile un testo antico e complesso, mantenendo intatta la nostalgia, la malinconia e il desiderio che permeano l’originale.
La trama: amori, intrighi e malinconia
Il protagonista, Hikaru Genji, è l’emblema del Principe Splendente: bello, carismatico, tormentato da passioni interiori e desideri proibiti. Al centro della sua vicenda c’è l’amore per la principessa Fujitsubo, matrigna e irraggiungibile, che guida le sue scelte sentimentali. Per sfuggire a questo amore impossibile, Genji intreccia relazioni con numerose donne, in una continua oscillazione tra desiderio e perdita che genera intrighi, gelosie, colpi di scena e introspezione psicologica.
Il concetto di mono no aware — la consapevolezza della caducità della vita e della bellezza — viene magistralmente tradotto da Yamato in un linguaggio visivo fatto di sguardi, gesti, atmosfere sospese e dettagli poetici. Le tavole respirano la grazia dei waka, i brevi componimenti lirici del testo originale, trasmettendo una malinconia senza tempo.
Estetica e costumi dell’epoca Heian
Uno degli aspetti più affascinanti del manga è la fedeltà storica alla cultura Heian. Le dame indossano i sontuosi jūnihitoe, kimono a dodici strati dai colori simbolici, che indicano rango, stato d’animo e personalità. Gli interni, i giardini e i padiglioni sono rappresentati con precisione calligrafica: Yamato cura ogni dettaglio, dai ventagli ai drappeggi dei kimono, trasmettendo al lettore la sensazione di vivere in un mondo dove la forma era parte integrante della politica e della vita sociale. L’uso del bianco e nero, arricchito da dettagli ornamentali e inserti a colori, crea una dimensione sospesa tra realtà e sogno.
Intrighi di corte e psicologia dei personaggi
Il manga non si limita a rappresentare le vicende amorose di Genji: la corte Heian appare come un microcosmo complesso, regolato da etichetta, giochi di potere e rivalità familiari. Le relazioni amorose sono al tempo stesso passioni sincere e mosse strategiche, capaci di determinare ascese e cadute sociali. Le dame di corte sono tratteggiate con attenzione e dignità: hanno desideri, paure, intelligenza e autonomia, evitando di ridurle a semplici comparse del protagonista.
Il linguaggio visivo: poesia in immagini
Dal punto di vista grafico, La Storia di Genji è un esempio di raffinatezza tipica dello shojo anni ’70–’80: grandi occhi espressivi, pannelli ariosi e decorazioni floreali nei momenti emotivi più intensi. Yamato bilancia modernità e rispetto per il testo antico, creando uno stile elegante, armonioso e suggestivo. La narrazione procede con ritmo contemplativo, invitando il lettore a soffermarsi sui dettagli: pause, silenzi e dissolvenze grafiche restituiscono il senso del tempo che scorre inesorabile e amplificano l’intensità emotiva.
Confronto con il Genji Monogatari Emaki
Il manga può essere messo in dialogo con il Genji Monogatari Emaki, il rotolo illustrato del XII secolo. Le tavole antiche usano tecniche come fukinuki yatai (rimuovere coperture per vedere l’interno delle stanze) e stilizzazioni come hikime kagibana, mentre Yamato reinterpreta questi elementi visivi con prospettive moderne, sfumature tonali e dettagli dei costumi. Questo confronto mostra come il manga non tradisca lo spirito del classico, ma lo renda accessibile e immediato per i lettori contemporanei.
Ricezione e impatto culturale
Asaki Yumemishi ha riportato attenzione sul Genji Monogatari in Giappone, avvicinando nuove generazioni alla letteratura classica e trovando spazio anche nel mondo dell’arte. La sua esposizione in musei prestigiosi conferma il valore estetico e culturale dell’opera. La pubblicazione italiana è un’occasione unica per far conoscere ai lettori occidentali non solo la narrazione di Murasaki Shikibu, ma anche la sensibilità artistica di Waki Yamato.
Considerazioni personali
Leggere La Storia di Genji è un’esperienza meditativa: ogni capitolo è un affresco, ogni tavola un invito a rallentare e contemplare. La bellezza dei dettagli, la cura dei costumi, gli interni e i giardini, la rappresentazione emotiva dei personaggi e la loro psicologia rendono l’opera non solo un manga, ma un viaggio attraverso un tempo e un mondo lontano ma profondamente umano.
La forza di Yamato sta nel bilanciare fedeltà filologica e innovazione narrativa: pur semplificando alcune complessità dell’originale, restituisce la linfa emotiva del romanzo, rendendo palpabile la malinconia, il desiderio e la fragilità dei personaggi. È un adattamento che permette al lettore di avvicinarsi a un classico senza timore, e allo stesso tempo di riviverne i temi con occhi nuovi.
Conclusione
La Storia di Genji di Waki Yamato è molto più di un manga: è una rinascita narrativa e visiva che trasporta il lettore nell’epoca Heian, facendogli assaporare la bellezza, la malinconia e gli intrighi di corte. Con le sue tavole raffinate, i personaggi intensi e la capacità di trasmettere il sentimento del mono no aware, quest’opera si colloca a pieno titolo tra i grandi capolavori del fumetto giapponese. La pubblicazione italiana è un invito a esplorare un mondo di emozioni e cultura che continua a parlare ai lettori, dimostrando come la grande letteratura possa trovare sempre nuove forme per incantare e commuovere. e commuovere.



