Se sei un appassionato/a di boy’s love e stai cercando un titolo che unisca tensione psicologica e relazioni ambigue, The Pawn’s Revenge di Evy, edito da Jundo Comics, potrebbe essere la tua prossima lettura. In questa recensione ti racconto perché questo primo volume è molto più di una semplice storia romantica e come i protagonisti si muovono in un mondo complesso e sfaccettato.
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Trama: Il prostituto Je-oh conduce una vita senza futuro dalla quale non riesce a sfuggire. Vive come una pedina mossa da mani invisibili. Un giorno viene rapito da Seong-rok, un serial killer, in missione per conto della sua compagna, un’ex prostituta. I motivi dietro a tale gesto s’ignorano. Je-oh, stanco del suo ruolo, utilizzerà ogni parte del suo corpo alla ricerca della sua vendetta contro l’intera scacchiera.
Cosa ne penso?
Ho iniziato The Pawn’s Revenge molto tempo fa, ma lo avevo interrotto all’incirca intorno al decimo capitolo. Probabilmente perché in quel periodo leggevo davvero tante opere contemporaneamente e questa storia era finita un po’ in secondo piano. Ora, grazie all’edizione Jundo, ho avuto l’occasione di riprenderla dall’inizio, con una prospettiva più chiara e una maggiore attenzione ai dettagli.
Questo primo volume, che raccoglie i primi cinque capitoli, introduce il lettore in un racconto che si muove su dinamiche psicologiche complesse, senza però chiarire del tutto i comportamenti e le motivazioni dei protagonisti. È evidente che The Pawn’s Revenge voglia costruire lentamente la propria tensione, concentrandosi più sulla caratterizzazione interiore che sull’azione immediata.


La storia ruota attorno a Je‑oh e Seong‑don, due personaggi dalle personalità molto diverse ma legati da un rapporto difficile da decifrare.
Je‑oh, nonostante la sua condizione di prostituto, non viene mai presentato come vittima: è un personaggio che vive la propria realtà con un senso di accettazione lucida, quasi rassegnata, ma mai debole. È consapevole del contesto in cui si trova e sceglie di affrontarlo con una calma che diventa la sua forma di resistenza.
Seong‑don, invece, rimane volutamente sfuggente. I suoi comportamenti e atteggiamenti, spesso contraddittori, lasciano intuire un passato tormentato o una motivazione più profonda che l’autrice, almeno per ora, decide di non svelare. In questo senso, il volume resta più introduttivo che esplicativo: costruisce un’atmosfera densa, ma non fornisce ancora gli strumenti per comprendere davvero chi siano i protagonisti e cosa li spinga a muoversi in un rapporto tanto ambiguo.
Dal punto di vista grafico, Evy si distingue per un tratto pulito e per la cura con cui rappresenta le espressioni e i silenzi, che diventano il vero linguaggio dei personaggi. Tuttavia, proprio per la sua natura di volume introduttivo, la narrazione risulta ancora frammentaria: si percepisce che la storia ha del potenziale, ma che le sue fondamenta devono ancora consolidarsi.
Consiglierei The Pawn’s Revenge a chi apprezza storie dal tono psicologico, con dinamiche complesse e relazioni caratterizzate da tensione e ambiguità emotiva. Onestamente, i primi cinque capitoli non mi hanno fatto esaltare l’opera, ma lasciano intravedere spunti interessanti che potrebbero svilupparsi nei volumi successivi.
Conclusione
The Pawn’s Revenge è un’opera che punta a costruire tensione e introspezione più che azione immediata. Un’opera consigliata a chi cerca emozioni sottili e relazioni intricate, dove ogni gesto e silenzio dei personaggi racconta più di mille parole. Evy dimostra un talento particolare nel tratteggiare la psicologia dei protagonisti e lascia il lettore curioso di scoprire cosa accadrà nei prossimi volumi.
