Dear Antique – Vol. 1: l’amore tra uomo e androide secondo Saki Tsukahara

Con Dear Antique, la mangaka Saki Tsukahara firma un’opera capace di unire la dolcezza del boys love alla profondità della fantascienza umana e intimista. Pubblicato in Italia da Panini Comics, questo primo volume ci accompagna in un futuro dal fascino retrò, dove la linea che separa gli esseri umani dalle macchine si fa labile, quasi poetica.

Dear Antique non è solo una storia d’amore: è una riflessione sulla coscienza, sull’identità e sulla libertà di provare emozioni, anche quando non si è umani.

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Trama

Un mondo in cui gli androidi sono legati agli esseri umani, costretti in una forzata relazione padrone-servo. Un androide, dopo aver perso la memoria e sentendosi libero da ogni obbligo, attira l’attenzione di un meccanico.

Feedback:

Il protagonista, Marius, è un tecnico specializzato nella manutenzione e nello smaltimento di androidi ormai fuori uso. Suo padre è una figura leggendaria, colui che ha creato i primi androidi capaci di imitare l’uomo in ogni dettaglio. Marius vive un’esistenza scandita da procedure e routine, fino a quando, durante un incarico, scopre un androide sigillato: Misha.

Misha non è un androide qualunque. La sua bellezza disarmante e la sua espressione intrisa di malinconia colpiscono immediatamente Marius, che presto si accorge di qualcosa di anomalo: Misha non risponde alle tre leggi della robotica. È in grado di disobbedire, di scegliere, persino di provare emozioni.

In un mondo dove gli androidi esistono solo per servire, Misha rappresenta l’eccezione: una macchina che pensa e sente, che può avere paura, dolore, affetto. Da questo incontro nasce un legame fragile e profondo, che costringerà entrambi a confrontarsi con il significato stesso di “umanità”.

Saki Tsukahara riesce a creare una narrazione densa e raffinata, dove la componente romantica non è mai banale né gratuita, ma si intreccia con riflessioni etiche e filosofiche. Dear Antique esplora con eleganza il desiderio di essere compresi, di sentirsi vivi, di superare i limiti imposti dalla propria natura — umana o artificiale che sia.

Il rapporto tra Marius e Misha è raccontato con una delicatezza che sorprende. Non si tratta di un semplice “amore proibito”, ma di una connessione che nasce dal bisogno reciproco di essere visti per ciò che si è davvero. L’autrice dosa con cura la tensione emotiva, alternando momenti di dolcezza a scene più intense e introspettive.

A livello grafico, il tratto di Tsukahara è pulito, armonioso e ricco di dettagli. L’estetica ha un fascino vintage, quasi da orologeria d’epoca, che si sposa perfettamente con l’atmosfera malinconica e sofisticata del racconto. Ogni tavola riflette equilibrio e grazia, e accompagna il lettore in una dimensione sospesa tra nostalgia e desiderio.

Il primo volume di Dear Antique funziona come un preludio potente: introduce personaggi ben costruiti, un mondo narrativo coerente e un intreccio che promette sviluppi intensi. È una lettura che si fa quasi contemplativa, lasciando un senso di dolce inquietudine — la sensazione di aver assistito a qualcosa di fragile e prezioso.


Conclusione

Con Dear Antique, Saki Tsukahara offre al genere boys love una ventata di originalità e sensibilità. L’opera non si limita a raccontare una relazione, ma indaga la possibilità di provare sentimenti al di là della programmazione, fondendo romanticismo, sci-fi e introspezione in un equilibrio raro.

È una storia che cattura il cuore e la mente, ideale per chi ama i manga che uniscono emozione, estetica e significato.
Un debutto intenso, che lascia il lettore con la voglia di scoprire cosa accadrà tra Marius e Misha nei prossimi volumi.

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