Il ritorno in Italia di una delle autrici più amate e più particolari di sempre: Ogeretsu Tanaka.
“Happy of the end” edito da Jpop apre le porte, con il suo primo volume, ad una storia senza censure e con una grande profondità e stato d’animo verso i sentimenti di chi, amando le persone del proprio sesso, si sente escluso da una società buia.

Trama:
Una mattina, Chihiro si sveglia tra i sacchi di spazzatura. Improvvisamente, un ragazzo gli si avvicina guardandolo con un sorriso sul volto. È così che a Chihiro tornano i ricordi della sera prima, quando fu abbandonato tra i rifiuti proprio da lui…
Cosa ne penso?
Un buon volume corposo che riesce a rendere giustizia allo sviluppo tra i due personaggi e anche del loro vissuto e del loro presente.

I disegni della Ogeretsu sono sempre sorprendenti e ben dettagliati, con tavole pulite e con grande occhio per i particolari. Attenzione però, nonostante siano presenti scene di rapporti sessuali questi non hanno censure e in particolare volevo sottolineare anche la bravura nel riuscire a creare un doppio livello all’interno del disegno tra cui si distingue un oggetto in primo piano quasi sfocato e il soggetto in un secondo piano con nitidezza.
L’amore verso il partner dello stesso sesso e il rifiuto di essere accettati dalla propria famiglia: queste sono le problematiche di Chihiro Kashiwagi, un ragazzo di ventitré anni che si trova a camminare per la città senza una casa dove tornare o una famiglia da cui essere abbracciati nei momenti di angoscia, tutto questo semplicemente perché ha amato e prova attrazione per le persone dello stesso sesso. Chihiro per quattro anni ha avuto una relazione con il suo primo amore che l’ha folgorato nell’animo quando gli ha inviato la partecipazione al suo matrimonio con la sua partner. Chihiro aveva già capito che probabilmente i suoi sentimenti fossero gli unici a sopravvivere in quella relazione così fragile, tanto che, una volta al matrimonio del suo primo amore e vedendo la sua felicità è riuscito solo a congratularsi trascinandosi dietro un senso di disagio e di tristezza.

Una complessità di pensieri e di paure che non si allontanano dalla nostra società odierna, le vibrazioni che la Ogeretsu riesce a trasmettere con i suoi disegni così vivi e trasparenti riescono a colpire il lettore.
Fino a metà volume scopriremo anche un’altra sfaccettatura di cui è protagonista Huang Haoran, un ragazzo di cui l’età è sconosciuta, ma per cui per vari motivi prende di mira Chihiro e piano piano, tra una paura e l’altra, riesce ad aprire una piccola porta verso il suo cuore.
Haoran è un personaggio avvolto dal mistero e una personalità ambigua e protettrice e dannosa verso se stesso, mentre Chihiro è più un ragazzo dal vissuto tremendamente sbagliato e pieno di angoscia.
Haoran ha compiuto vari lavori distruttivi per il fisico e per la mente, si è ritrovato a sostituire una persona sconosciuta per la sua vera madre mentre la sosteneva economicamente. Questo disagio interno del personaggio fa ben capire fin dove si può spingere lo stato di squilibrio che un adolescente diventato uomo, può provare.
Durante la lettura si riesce a conoscere meglio entrambi i personaggi, le tematiche che emergono durante la storia non sono semplici da digerire e suggerisco ampliamento di evitarne il recupero se non si è pronti ad affrontare tematiche di un certo calibro.

Il finale del primo volume mi ha lasciato un amaro in bocca non indifferente, ho sentito un macigno sul cuore per la tristezza e l’angoscia dei personaggi verso la vita che mi ha davvero toccata.
“È perché ci sei tu che ho iniziato a sperare che forse per me è possibile continuare a vivere ed essere felice … è solo colpa tua”
*Nb: La storia è una immersione nella drammaticità dell’essere umano e delle complicanze che ancora si possono riscontrare nella vita quotidiana quando si ama qualcuno dello stesso sesso o quando ti ritrovi senza una madre e ti trovi a dover affrontare ad una tenera età le difficoltà della vita. I personaggi provano un disagio che viene riconosciuto e si abbracciano su questo fronte, tuttavia c’è un forte desiderio di morire ma anche di sopravvivere. Consiglio la lettura solo a chi riesce ad affrontare queste tematiche.
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