Il curioso caso di Benjamin Button

Se siete amanti della lettura classica e dei casi particolari, sicuramente Il curioso caso di Benjamin Button con la nuova edizione a cura della Caravaggio editore può fare assolutamente il caso vostro.

Un romanzo del 1922 realizzato da Francis Scott Fitzgerald ho ricevuto moltissima attenzione, soprattutto per gli elementi di cui si compone tanto da ottenere anche un film con protagonista Brad Pitt.

L’opera ha ricevuto una nuova edizione editata dalla Caravaggio editore e a cura di Enrico de Luca, l’opera si compone da 80 pagine allegate con delle illustrazioni che rendono l’atmosfera del romanzo davvero piacevole da leggere.

Trama:

“Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e parzialmente stipato in una delle culle, sedeva un vecchio di circa settant’anni. I suoi radi capelli erano quasi bianchi, e dal mento gli cresceva una lunga barba grigiastra, che ondeggiava in maniera ridicola avanti e indietro, mossa dalla brezza che entrava dalla finestra.”

Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) è un testo a metà strada fra il surreale e il satirico incluso nella raccolta I racconti dell’età del jazz (Tales of the Jazz Age). F. Scott Fitzgerald prese spunto da un’osservazione di Mark Twain, vale a dire che è un peccato che la miglior parte della nostra esistenza venga all’inizio e quella peggiore alla fine. Perciò, la particolare narrazione ripercorre “a ritroso” le tappe della vita del protagonista, costretto a nascere anziano e morire bambino. Il regista David Fincher ne ha tratto ispirazione per l’omonimo film del 2008 con Brad Pitt e Cate Blanchett.

Cosa ne penso?

Il curioso caso di Benjamin Button è uno di quei casi che riescano a rimanere impressi nella mente di un lettore o di chi ha visionato anche il film. La sua particolarità è proprio l’elemento centrale ossia un bambino che nasce già con delle sembianze di un settantenne e la sua evoluzione di vita fino ad arrivare ad essere un neonato. Nel 2008, l’opera è stata trasposta per il grande schermo da David Fincher.

In questa meravigliosa opera vediamo la vita essere completamente capovolta dal suo nascere fino a morte ma la particolarità più eclatante, appena il mio, è come lo stesso Benjamin Button riesca, nonostante le difficoltà che si presentano nel corso della sua vita, ad amarla completamente.

In realtà, lo stesso Fitzgerald ammise all’epoca che quest’opera non è oggetto del suo ingegno bensì ha preso ispirazione dalle parole di Mark Twain:

“«This story was inspired by a remark of Mark Twain’s to the effect that it was a pity that the best part of life came at the beginning and the worst part at the end. By trying the experiment upon only one man in a perfectly normal world I have scarcely given his idea a fair trial. Several weeks after completing it, I discovered an almost identical plot in Samuel Butler’s Note-Books.»”

L’opera apre le sue porte con la nascita nel 1860 di Benjamin Button, una figura che già dalla sua nascita ha creato grande scalpore nell’ospedale in quanto il bambino nasce con l’aspetto di un anziano.

Già dalle prime battitura dell’opera si può ben percepire come in realtà il padre di Benjamin sia davvero sconfortato dalla situazione è molto imbarazzato, ma nonostante tutto si prende cura di quel bambino con le sue particolarità.

La vita di Benjamin continua nelle sue vesti, nonostante il sospetto che da vecchio pian piano si ringiovanisce, e inizia a porre le sue prime esperienze di vita fino ad avere la sua prima relazione sentimentale.

Benjamin si trova nell’età della baldoria, nell’età di voler divertirsi e assaporare la sua libertà difatti va da festa in festa e cerca in tutti i modi di viversi al meglio quei momenti. Tuttavia la sua relazione amorosa inizia a sbriciolarsi, tanto che la coppia giunge anche al divorzio e Benjamin parte per la guerra e nel 1910 si scopre che la coppia spetta un figlio.

Dopo che Benjamin ha terminato la sua corriera accademica decide di trasferirsi in Italia, nello stesso luogo in cui si trova suo figlio Roscoe, ma tra i due il rapporto è molto teso. Nel frattempo Roscoe ha un figlio che inizierà a giocare con ‘suo padre’, vista che le sembianze di quest’ultimo lo porteranno ad essere sempre più giovane e le sue cure verranno affidate ad una badante.

Un’opera che riesce andare al di là dell’immaginazione, a capovolgere tutti quei concetti a cui abbiamo sempre creduto e a cui ci siamo sempre abituati della vita ossia la sua nascita, la sua evoluzione fino a giungere la morte e con sempre con sospetto di un bambino che ma mano gli anni possa crescere fino a diventare anziano con delle rughe ma se tutta questa realtà venisse capovolta con uno schiocco di dita?

Se non avete mai letto un libro dedicato a quest’opera, non posso fare altro che consigliarvi assolutamente la edizione della Caravaggio editore.

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