Superiori. Il ritorno del mito della razza. Le bugie della scienza sulla superiorità dell’uomo bianco

Buongiorno cari lettori, oggi vi parlo di un titolo interessante edito dalla HarperCollins uscito in data 29 Ottobre “Superiori. Il ritorno del mito della razza. Le bugie della scienza sulla superiorità dell’uomo bianco “.

Un titolo che consiglio di leggere per tutti coloro che sono appassionati di romanzi che trattano di tematiche strettamente collegati alla società, al concetto di superiorità nonché anche alla ‘razza‘.

Puoi acquistarlo cliccando qui

Trama: Dopo gli orrori perpetrati dal Nazismo durante la Seconda guerra mondiale, il mondo della scienza ha voltato le spalle all’eugenetica e agli studi sulle differenze razziali. Da allora, tuttavia, una rete globale di intellettuali razzisti e segregazionisti ha lavorato nell’ombra per finanziare ricerche e fondare riviste specializzate che si propongono di diffondere e sostenere con dati scientifici una presunta diversità nelle capacità cognitive delle diverse razze. Eppure, anche se la stragrande maggioranza degli scienziati e degli studiosi ha rifiutato con decisione queste teorie, considerando il concetto di razza un costrutto sociale, l’idea in qualche modo è sopravvissuta nel modo in cui gli scienziati concepiscono la genetica e le varianti tra i diversi gruppi umani. Sviscerando le affermazioni e il lavoro degli scienziati contemporanei che studiano la biodiversità umana, e che per lo più affermano di attenersi ai dati, “Superiori” dimostra come persino nella comunità scientifica mainstream sia tuttora radicata l’idea che il concetto di razza abbia un fondamento biologico. La nostra comprensione di caratteristiche complesse quali l’intelligenza, e degli effetti delle influenze ambientali e culturali sull’uomo dal livello molecolare in su, è in costante crescita, eppure la speranza di trovare delle semplici differenze genetiche tra le “razze” – in grado di spiegare la diversa distribuzione delle malattie tra le varie etnie, o la povertà, o i risultati nei test scolastici, o semplicemente di giustificare i presupposti culturali – resiste ostinatamente. In un momento in cui la minaccia del nazionalismo etnico torna ad affacciarsi in tutto il mondo, Angela Saini, autrice britannica di origini indiane, esplora il concetto di razza dalle origini a oggi, e con il contributo di genetisti, antropologi, storici e sociologi di tutto il mondo analizza con rigore le teorie della “scienza della razza”, ne denuncia la natura insidiosa e distruttiva, e ci ricorda che dal punto di vista biologico siamo di gran lunga più simili che diversi.

Cosa ne penso?

‘Superiori’ di Angela Saini è stato pubblicato nel 2019 negli UK. E’ un libro che riesce a mostrare al lettore il mondo che gira intorno al concetto di ‘razza‘ e ‘superiorità‘. Un saggio costruito intorno a interviste con esperti, biologi e analisi promosse dalla stessa autrice, studio di teorie scientifiche sul razzismo del XIX secolo ma attraverso una linea delineata dalla storia del British Museum, della Seconda Guerra Mondiale e dell’eugenetica.

Cos’è il razzismo? Che cosa significa superiorità?

Il mondo delle eugenetica è stato messo da parte dall’avvenuta delle guerre mondiali e del nazismo, due eventi che hanno ‘scombussolato’ il concetto di razza.

«La chiave per capire il significato della razza è comprendere il potere. Quando si vede come questo ha plasmato – e continua a plasmare – il concetto di razza, come influenza anche i fatti scientifici, tutto comincia finalmente ad avere senso»

Riusciamo a incontrare questo cambio di termine dallo studio dell’Uomo delle caverne e le varie posizioni geografiche e dunque la differenza fra un Uomo e l’altro, al concetto di razza enunciato dal Nazismo.

Un distacco dal concetto che ci siamo sempre raccontati, una influenza da parte degli scienziati per percorrere la via giusta della società.

Saini sottolinea che scientificamente, possiamo essere tutti la stessa specie, ma sono le strutture di potere umane che ci separano. 

Nel terzultimo capitolo del libro troveremo un capitolo chiamato “Caste” ci riporta alla realtà macabra e forte del moderno di stratificazione sociale presente in India e va a sottolineare che la discriminazione razziale è molto dilagante anche nei paesi tecnologicamente più avanzati.

Uno sguardo dettagliato all’interconnessione delle scienze e ai suoi aspetti sociali e politici. Mi è piaciuto molto lo stile usato dalla scrittrice nonché giornalista per raccontare in parole semplici cosa significa ‘razza’. Un libro pieno di informazioni, di riflessioni e dichiarazione. Crea nuovi concetti e ne frantuma di vecchi. Una continua scoperta ad ogni pagina. Un saggio davvero affascinante.

“I responsabili del progetto ribadivano che la loro ricerca andava contro i miti razziali.la loro intenzione dichiarata era rimpiazzare l’ignoranza e il pregiudizio con fatti scientifici concreti, e chiarire che siamo una singola specie umana, unita nelle nostre comuni origini.il loro piano era di cercare le differenze non per dimostrare l’inferiorità o la superiorità, come avevano fatto i nazisti nell’ottocento, ma per usare la piccola differenza nel profondo dei nostri genomi al fine di aiutare a costruire un quadro della migrazione umana.”

Saini scrive: Bisogna fare delle acrobazie mentali per essere intellettuale razzista alla luce delle informazioni scientifiche che abbiamo oggi, ma chi vuole farlo lo farà. I razzisti troveranno una conferma ovunque possono, anche se significa lavorare un po’ più duramente del solito.

La carta da parati gialla e altri racconti

Buongiorno cari lettori di classici, oggi vi presento “La carta da parati gialla e altri racconti” edito dalla Caravaggio Editore. Siamo difronte ad un mini romanzo composto da 110 pagine a cura di Enrico De Luca.

Potete acquistare il romanzo cliccando qui

Trama: Charlotte Perkins Gilman, da veemente femminista qual era, dedicò la propria vita e la propria produzione letteraria a favore dell’uguaglianza di genere, dell’autonomia della donna e della sua libertà, della valorizzazione delle sue capacità e dei suoi desideri, contro gli stereotipi della società dell’epoca che la consideravano e la collocavano esclusivamente all’interno delle mura domestiche, nelle vesti di madre e moglie.
Nella Carta da parati gialla, racconto in forma di diario segreto, in parte autobiografico, Gilman denuncia i rischi del cosiddetto “riposo forzato” al quale ella stessa era stata costretta dopo il parto. Cosa si cela al di là dei vorticosi e intricati arabeschi che la protagonista si ritrova a scrutare quotidianamente e in modo ossessivo? La stessa autrice ce ne svela la chiave di lettura nell’articolo Perché ho scritto “La carta da parati gialla”? che accompagna il testo della presente edizione curata da E. De Luca.
Altre due figure femminili sono al centro dei successivi due racconti La sedia a dondolo e Quando ero una strega che offrono un ulteriore saggio dell’originale stile della scrittrice statunitense.

«[…] Molti anni dopo mi è stato detto che il grande specialista aveva ammesso agli amici di aver modificato il suo trattamento della nevrastenia dopo aver letto La carta da parati gialla. Esso non aveva lo scopo di far impazzire le persone, ma di salvare le persone dal divenir pazze, e ha funzionato.»

Cosa ne penso?

Come sempre la Caravaggio riesce a stupirci per la cura e la dedizione che ci mette in ogni titolo che pubblica. Come nei precedenti volumi, il font utilizzato dalla casa editrice è singolare e particolare. Ho notato un cambio di flessibilità della copertina, se nei volumi precedenti avevamo una flessibilità maggiore tanto a volte da danneggiare anche la piegatura del libro stesso, in questo volume ho notato una miglior consistenza.

Un classico poco conosciuto ma stampato in più edizioni. Mi ha affascinato davvero molto la scrittura di Charlotte Perkins Gilman ed è stata una bella scoperta visionare il suo sguardo da femminista tramite il romanzo stesso.

Non è semplice parlare in maniera così diretta di una tematica che per tempo, anche tutt’oggi, fa storcere molto il naso: la depressione. La depressione è sempre stata una di quelle malattie dove venivi catalogato immediatamente come “pazzo” ed escluso dal resto della società. In questo volume viene mostrato come la depressione possa colpire una persona e come quest’ultima possa sentirsi sotto gli occhi degli altri.

Il marito della donna continua a sostenere che la causa della sua malattia è un esaurimento nervoso che si porta dietro da tempo e che i dottori non riescono bene a comprendere.

Decidono dunque di trasferirsi in una tenuta di campagna per vivere la situazione in maniera più tranquilla e per respirare dell’aria fresca. La protagonista vivrà i suoi giorni in una stanza chiusa, dove la carta da pareti è gialla rovinata. I giorni passano ma il suo stato inizia a peggiorare.

Non è semplice riuscire a gestire una situazioni in cui si è dentro con entrambi i piedi. La protagonista cerca di appagare con le sue semplici azioni il volere del marito, rinunciando al tempo stesso, di dare vita al proprio desiderio. Questa situazione di stallo porterà la donna a peggiorare e vedere in quella semplice carta da parati gialla il peggio.

Scrittori e amanti

Buongiorno lettori,oggi vi parlo del titolo Scrittori e Amanti di Lily King. Un romanzo sorprendente ed elegante nella sua narrazione edito dalla Fazi Editore.

Puoi acquistarlo attraverso questo link.

Trama: Casey è una ragazza di trent’anni che ha fatto un patto con se stessa: non pensare ai soldi e al sesso, almeno al mattino. Appassionata di letteratura e aspirante scrittrice, si è indebitata pesantemente per pagarsi gli studi e ora si ritrova a vivere in una piccola stanza ammuffita e a lavorare come cameriera. Rimane però aggrappata al sogno che quasi tutti i suoi vecchi amici hanno ormai abbandonato e, con ostinata determinazione, ogni mattina scrive. Di recente ha perso la madre, con la quale aveva un rapporto di confidenza profonda e che rappresentava, sebbene vivesse dall’altra parte del paese, la sua unica ancora affettiva. E infine, gli uomini: reduce dall’ennesima relazione fallita in maniera inspiegabile, girovagando per librerie e happening letterari, Casey incontra due scrittori che cambieranno le cose. Da una parte c’è Silas, giovane poeta gentile e sognatore spiantato quanto lei, dall’altra Oscar, maturo padre di famiglia, autore affermato prigioniero del proprio talento…

Cosa ne penso?

La scrittrice è riuscita con questo romanzo di 331 pagine, a farmi innamorare sempre di più della sua protagonista Casey. Casey è una donna sulla trentina che ormai da sei anni sta tentando di concludere il suo primo romanzo. La sua vita, come i suoi sentimenti, sono incasinati. Lavora di sera come cameriera e vive dentro quattro mura sporche e prive di personalità. Spesso porta a spasso il “cane di Adam”, lo chiama così perché in realtà non si ricorda il suo vero nome. Adam è il suo affittuario che ben presto, tra un divorzio e un investimento, chiederà a Casey di andare via da casa.

Le emozioni della nostra scrittrice sono confuse ed estenuanti, per una vita intera è vissuta con il pensiero che suo padre non fosse una bella persona e la madre, ormai deceduta da poco tempo, ricompare come un’ombra indelebile nella sua casa. Il dolore del lutto rimarrà ancorato a Casey per molto tempo. Il romanzo non vuole farsi scrivere. Casey trova difficoltà a completarlo e a scrivere, in particolare, la scena dello stupro. Un evento doloroso, penetrante nelle sue emozioni ma necessario per lo svolgimento della storia.

Non è semplice la sua vita, tra un libro non concluso e le poche mance che recupera durante il lavoro, Casey incontra Oscar. Oscar è uno scrittore con due figli, un uomo che si scoprirà essere affettuoso e premuroso nei confronti della giovane, ma anche pieno di speranze di realizzare una vita di calore e abbracci. Non ha paura di buttarsi in una nuova relazione, mentre dall’altro lato la scrittrice tende a rimanere sulle sue, un po’ perché ha paura degli uomini, dall’altro perché nella sua vita è comparso Silas. Silas è un giovane poeta sulla trentina che al primo appuntamento con Casey le da buca tramite un messaggio per poi sparire per un po’ di tempo. Casey non lo pensa più, ritiene che un uomo che ti da buca al primo appuntamento non ne vale la pena.

La sua relazione con Oscar continua a progredire tra un’uscita e un bacio, anche Jasper e John (i figli di Oscar) iniziano ad abituarsi alla presenza di Casey nella loro vita.

Si giunge ad un punto di svolta per la vita della trentenne. Finalmente dopo sei anni ha concluso il suo primo romanzo, ma dopo aver ricevuto undici lettere di rifiuto ha avuto la fortuna di trovare un’agente. Ma cosa succederà? La sua vita verrà travolta, ora che si sente realizzata e verranno travolte anche le sue emozioni. Silas è tornato dopo un lungo viaggio in cui sentiva il bisogno di staccare e scappare via. Cosa succederà tra Casey e Oscar?

Casey troverà il suo cavallo vincente?

Lily King con questo scritto è riuscita ad appassionarmi alle scelte e ai pensieri di Casey. E’ un personaggio che vive le emozioni in maniera pura e trasparente. Vive una vita comune, tra alti e basse e ha difficoltà a realizzarsi. Chi è che non si vedrebbe in lei?

Il dolore e il bisogno di staccarsi dalla presenza della madre da un lato e la necessità di trovare l’amore, Casey si evolve ad ogni pagina. Un racconto travolgente, elegante e pieno di vita vera e non semplici illusioni.

Quando ho concluso il libro ho sentito la necessità, ancora più forte, di ricercare me stessa. Sento il bisogno di essere indipendente proprio come Casey e di realizzarmi. Sento il bisogno di raggiungere i miei sogni e chiuderli in pugno in segno di vittoria.

Un esperimento d’amore

Buongiorno cari lettori, oggi vi parlo di “Un esperimento d’amore” edito dalla Fazi editore. Potete acquistarlo cliccando qui.

Trama: Carmel McBain è figlia unica di genitori cattolici di origine irlandese appartenenti alla classe operaia. Rispetto a ciò che la vita nella loro desolata cittadina ha da offrire, sua madre per lei aspira a qualcosa di più: ha grandi ambizioni per la figlia, ed è determinata a superare le rigide barriere sociali dell’Inghilterra. E così spinge Carmel a ottenere una borsa di studio per la scuola del convento locale e poi a sostenere gli esami per un posto alla London University. E Carmel non la delude. Ma il successo ha un prezzo non indifferente: Carmel comincia un viaggio solitario che la porterà il più lontano possibile da dove è partita, sradicandola dai legami di classe e luogo, di famiglia e di fede. In fondo, sradicandola da se stessa. Nella Londra di fine anni Sessanta, sperimentando un passo alla volta la libertà, si confronterà con preoccupazioni del tutto nuove – sesso, politica, cibo e fertilità – e si troverà coinvolta in una grottesca tragedia.
Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia sui Tudor si allontana dalla narrativa storica per addentrarsi in territori squisitamente contemporanei raccontando luci e ombre dell’amicizia al femminile fra complicità, gelosie, crudeltà autoinflitte. Con l’acume che la contraddistingue Hilary Mantel esamina la grande sfida imposta dalla società alle giovani donne: ragazze che desiderano il potere degli uomini ma temono di abbandonare ciò che è appropriato per loro, mentre vengono spinte a eccellere, ma sempre senza emergere troppo.

Cosa ne penso?

Si può dir fin da subito che “Un esperimento d’amore” è una triste storia. La scrittura di Mantel riesce a trasmetterti le sensazioni, le delusioni, la felicità, le speranze dei suoi personaggi e delle loro vite.

La protagonista di questa storia è Carmel McBain. Carmel è figlia di genitori cattolici irlandesi della classe operaia che si sono stabiliti in una di quelle città nell’area di Liverpool. I genitori lavoravano e risparmiavano, ma questo non ha ostacolato la madre di Carmel a chiedere alla figlia di aspirare a qualcosa di più alto.

Carmel riteneva che la madre a modo suo fosse molto dura perché la rimproverava fin dalla giovane età di dover superare gli altri, di osservare cosa facessero gli altri e di essere sempre la prima.

Un esperimento d’amore narra della crescita di Carmel, della sua evoluzione come bambina e adolescente fino al raggiungimento del ruolo di moglie. Conosce la sua amica Karina fin in giovane età, sono amiche d’infanzia ma all’università conseguita negli anni ’70, conosce nuove ragazze tra cui Julianne – chiamata anche Julia -.

Nel college, Carmel, conosce e vive il sesso con il suo fidanzato Niall, scopre l’amore e studia, studia tanto per arrivare tra le prime e vuole ottenere la borsa di studio.

La narrazione è veloce e fluida, il lettore non riesce a staccarsi facilmente dalle pagine. La scrittura della Mantel riesce a catturarti e a trasportarti nella Londra dei fini anni ’70.

E’ possibile ritrovare nel contesto narrativo molti riferimenti cattolici-irlandesi, i problemi sulla povertà, sulla dimensione della donna e su come si dovevano comportare in pubblico e la differenza di classe sociale.

L’amicizia fra Carmel, Julianne e Karina è molto complicata. Da un lato abbiamo un’amicizia che soffoca, piena di pregiudizi e di occhiatacce, dall’altro abbiamo una sorta di sfida a far ampliare gli orizzonti. Mantel fa un ottimo lavoro nel portare queste tre ragazze molto diverse tra loro alla vita vivida ed esplorare la complessità del legame tra di loro.

Carmel non si fermerà solo a queste conoscenze, ma conoscerà altre donne nel college. La descrizione di Hilary Mantel di cos’è l’amore quando sente per la prima volta la voce e i pensieri di Lynette è davvero meravigliosa.

Viene rappresentato in maniera dettagliata le idee che si muovevano in quegli anni, dall’istruzione alle gonne, dalla postura al modo in cui le ragazze dovevano atteggiarsi davanti alla società andando ad eliminare gli accenti che potevano provocare imbarazzo. Non è solo un concentrato di ambientazione, dettagli sulla vita di Carmel, ma anche un carico susseguirsi di eventi che portano all’ultima pagina in cui c’è la tragicità che lascerà al lettore un momento di mente vuota.

Un’ottima descrizione del carattere di ciascuna delle ragazze e si sente il loro l’imbarazzo di essere giovani adulti, ma a volte non abbastanza adulte.  I primi dubbi sull’essere donna, sui rapporti sessuali, sulla possibilità di diventare la donna che guiderà il paese, la pillola contraccettiva per godersi in maniera libera la propria sessualità.

Lo scioglimento dei ghiacci

In collaborazione con la Casa editrice Ensemble vi parlerò di un romanzo che esprime la libertà di scelta e la libertà del sentirsi una donna senza dare spiegazioni, all’altra parte, delle proprie azioni.

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Trama: Roberta è una studiosa dello scioglimento dei ghiacciai. Ha un marito, una figlia, una vita serena. Quando le viene proposto di girare un porno, accetta senza esitare. Roberta non parla, non si confida, non cerca consenso né disapprovazione, non fa dichiarazioni politiche, non chiede scusa, non chiede niente. Nei tempi del #metoo e del revenge porn, Roberta sceglie di farsi sbattere da tre uomini davanti a una telecamera. Mentre il mondo intorno a lei frana, e i ghiacciai continuano silenziosi scivolare.

Data di uscita: 12 novembre 2020

Pensieri:

“Lo scioglimento dei ghiacci” non è il classico romanzo che si limita a narrare una storia, ma permette di porsi tante domande sul movimento #metoo e sul revenge porn.

Per chi non lo sapesse il #metoo è una campagna femminista volta a denunciate le molestie e le violenze contro le donne, soprattutto sul posto di lavoro. E’ un movimento che si è diffuso a partire dal 2017 e si è fatto strada in molti paesi ed è un hashtag usato sui social per aiutare a dimostrare la presenza e la frequenza della violenza sessuale e delle molestie subite dalle donne.

In questo racconto viene narrata la storia di Roberta, una donna che svolge uno studio sullo scioglimento dei ghiacci. Una donna di intelletto, valorosa nonché una mamma ma anche una moglie. Una donna che vive una vita la sua vita appieno, ma di sfondo ha deciso di mostrare alla società e alla famiglia un’altra parte di lei. La protagonista non si limita a girare scene hard, ma spera che il film arrivi sotto gli occhi di quelli che la conoscono. Il suo gesto diventa provocatorio. Roberta, che agli occhi del marito è sempre stata sorridente e concentrata sulle sue priorità, nasconde un segreto: ha deciso di girare un video soft porno. Un video in cui mostra la bellezza del suo corpo e la dolcezza che brama dalla passione. Una passione che al marito, dopo aver scoperto di tale video, sembra essere qualcosa di diverso rispetto a quella che hanno a letto.

L’autore è riuscito ad entrare nella psiche di un uomo e nei suoi pensieri ed è riuscito nel difficile tentativo di cogliere la complessità di una crisi identitaria della quale anche gli uomini sono vittime.

Nel testo è possibile far visione di una similitudine fra lo scioglimento dei ghiacci, ma anche lo “scioglimento” della donna dalle catene della società. Come i frammenti dei ghiacciai provocano delle cause, anche le azioni di Roberta si ripercuotono sul marito, sulla figlia ma anche sui suoi conoscenti.

Non è semplice rientrare come un’osservatore attivo all’interno del romanzo, è complesso per certi versi ma meravigliosamente esplicito e liberatorio. Un’analisi della libera volontà di Roberta, dei sentimenti sconnessi e contemporaneamente struggenti del marito. Una società che rimane inibita davanti a tale coraggio di mostrarsi nuda senza limiti. La storia verte anche sui pregiudizi che la società ha. Dei pregiudizi che devono essere abbattuti e affrontati a testa alta.

Ciò che mi ha meravigliato è la prontezza e la sicurezza con cui l’autore sia riuscito a collegare due temi, il problema climatico e il problema della società con una metafora stupenda “lo scioglimento dei ghiacciai”. Cruciani ci mostra come ancora, nella nostra società, sia presente l’impronta patriarcale in cui il corpo della donna è dell’uomo, di chi la sposa.

La signorina Crovato

Un breve racconto di Luciana Crovato edito dalla Fazi editore.

Potete acquistarlo cliccando qui.

RECENSIONE: La signorina Crovato (Luciana Boccardi)

“Ma in realtà tutti, ognuno per suo conto, eravamo l’ultima ruota del carro.L’unica verità era che … il carro non c’era!”

La signorina Crovato edito dalla @faziedièuna storia di un’infanzia rubata e intrisa di dolore narrata in prima persona. L’opera racconta delle vicende della protagonista, Luciana Crovato, dall’infanzia fino al sua gioventù. 

La signorina Crovato è un romanzo autobiografico che racconta la storia di una famiglia in tempo di guerra. E’ un testo breve ma forte, pieno di sentimenti contrastanti, di una ebrezza magnifica.

Ci si riesce ad immergere negli occhi di una bambina che è impaurita e piena di speranza.

Luciana è una bambina di solo 4 anni che impara ben presto il gusto aspro della vita. Un racconto intriso di eventi traumatici e di prime volte, avvenimenti che circonderanno sia Luciana che tutta la sua famiglia.

La storia viene narrata a Venezia nel 1936 e la dolce Luciana vive con la mamma e il suo papà, finché un giorno, un terribile incidente riuscirà a capovolgere e a distruggere la quiete della famiglia.

L’incidente coinvolgerà il caro papà di Luciana, un grande amante della musica e porterà Marcella a prendersene cura. Si presenteranno da quell’avvenimento una serie di situazioni collegate a problemi di alcolismo, difficoltà per la bambina di relazionarsi con le bambine della sua età e provare emozioni limpide e pure.

Il bene che ci volevamo era il nostro ossigeno, il mutuo soccorso era il cemento di una complicità più unica che rara. Quando si è disperati a quel punto, o ci si odia, o ci si ama ancora di più.”

Gleen Ganges: il fiume di notte

Una graphic novel con dei disegni meravigliosi editata dalla Cocopress.

Potete acquistarlo cliccando qui

Se svuoto la mente dai pensieri … il momento presente sembra infinito … eterno

“Il presente è qui solo per un istante e poi scompare per sempre”

Vi è mai venuta l’impressione di fare le stesse cose ogni giorno nelle stesse modalità? Come se avessi viaggiato nel tempo e tu stai ripetendo e esattamente la stessa azione. 

Hai mai avuto mille pensieri prima di andare a dormire? Pensieri che sembrano così lontani ma che si intrinsecano nella tua vita di tutti i giorni: le guerre, le malattie, le discriminazioni …

Spesso quando passeggio per strada e vedo le persone camminare spensierate succede quasi sempre qualcosa… inizio a notare i loro movimenti meccanici come per esempio buttare a terra della carta. Perché l’ha buttata? Da dove l’avrà presa? Forse era un fazzoletto o erano delle caramelle? Chissà che gusto aveva quella caramella.

Pensiamo tanto, pensiamo spesso. Pensiamo su tutto quello che ci circonda. Ci facciamo i monologhi nella testa e ci diamo anche delle risposte, il più delle volte.

“𝗚𝗹𝗲𝗻𝗻 𝗚𝗮𝗻𝗴𝗲𝘀 𝗶𝗻: 𝗜𝗹 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲” della @cocopress è un fumetto con dei disegni meravigliosi ed una estetica che attira sicuramente, ma mette a fuoco quante domande si pone una persona durante la sua vita. Domande che vadano dalle piccole questioni ai grandi elementi che circondano la nostra essenza.

Un viaggio che scorre proprio come un fiume. Un mix di esplorazioni in diversi contesti come “l’importanza di arrivare in biblioteca prima che chiuda”, i videogame, i rapporti di coppia. 

La cura del dubbio

Oggi vi parlerò di una Graphic Novel della bao publish che mi ha entusiasmato moltissimo.

Potete acquistarla cliccando qui .

Non importa come, lei deve trovare l’antidoto al dubbio! Troppe persone soffrono ancora per questa malattia e lei si preoccupa di prendere la via lunga e tortuosa… E magari anche infruttuosa! 

Avete presente lo sviluppo scientifico che si basa tutto su gli esperimenti per riuscire a trovare l’antidoto o la soluzione a qualcosa che turba tanto l’uomo? Vi presento “La Cura del dubbio” edito dalla baopublish e realizzato da elisabetta romagnoli .

La graphic novel si concentra nel punto chiave del dubitare e come le persone nella propria vita quotidiana possono essere soggette al dubbio e come bisogna curarlo.

Mentre stai facendo la spesa potresti avere il dubbio su quali ingredienti da comprare per la tua cena, dunque stai dubitando delle tue scelte e potresti essere portato al Centri del dubbio.

In questo contesto, il dubbio viene visto come una sorta di malattia che chi guarda la persona dubbiosa o gli si avvicina potrebbe essere contagiata.

Entro cinque anni il Dottore Davelio dovrà lavorare per riuscire a trovare un antidoto. La perfezione non esiste ma il governo deve riuscire a realizzare una società che renda e cittadini felici, sani e sicuri. Il 22% della popolazione mondiale è ancora vittima del dubbio.

Durante gli esperimenti, gli scienziati sono usciti a capire che l’istinto di sopravvivenza del topo lo allontana dall’esperienza di pericolo appena vissuta e quando a paura ovviamente dubita.

L’autrice ci mostra l’altra faccia della medaglia della nostra cruda e dubbiosa realtà. E se il dubbio fosse un reato? E se l’uomo non può, in nessuna azione della sua giornata, dubitare delle sue scelte?

Recensione “Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri”

Buongiorno community! Oggi vi parlo di un libro di cui mi sono super innamorata in collaborazione con la HarperCollins e il titolo del libro è “Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri

Una interessante lettura che consiglio a tutti di leggere soprattutto per gli amanti del mondo orientale.

Copertina: bellissima
Titolo: Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri
Autore: Erin Niimi Longhurst 
Data di rilascio: 2021
Genere
: Meditazione e focalizzazione
Trama: Omoiyari è il sentimento di empatia e compassione che ci spinge a compiere gesti altruisti. In un mondo diviso e in continuo mutamento, abbiamo bisogno di ritrovare il senso di comunità e di capirci a vicenda. Ma il cambiamento deve partire da noi stessi perché, per poterci occupare degli altri, dobbiamo innanzitutto prenderci cura di noi. Per questo la prima parte del libro, Omoi, è incentrata sul migliorare la conoscenza di sé attraverso vari aspetti come kirei (la pulizia e l’organizzazione), mottainai (evitare gli sprechi) e zakka (la bellezza delle cose più varie). La seconda parte, Omoiyari, è dedicata a come trasmettere gioia agli altri vivendo con empatia, altruismo, rispetto e riconoscenza, senza mai un secondo fi ne.

L’autrice spiega quindi alcuni temi come wa (armonia), omotenashi (l’arte dell’ospitalità) e onkochishin (imparare dal passato). Questo libro ci aiuterà a mettere in pratica il concetto di omoiyari e a intraprendere così un percorso di crescita personale che ci cambierà, perché anche il più piccolo gesto di gentilezza può fare un mondo di differenza.

Pensieri personali del libro: Questo libro pieno di fotografie, di consigli, di termini meravigliosi nonché di ricette ma anche di istruzioni come per esempio per la celebrazione del tè è un vero e proprio “manuale per se stessi”.

L’ho letto in mezza giornata e ad ogni pagina sottolineavo passaggi meravigliosi. Mi ha colpito in particolare la dolcezza dell’autrice nel parlare di tematiche un po’ complesse da capire alla prima lettura e la grandezza nel saper approfondire qualcosa che dentro di noi è sempre esistita, è speciale.

Il saper cogliere la bellezza nelle cose. Il saper dare rispetto al mondo che ci circonda, alla natura, alla società, agli individui ma anche alle cose materiali.

L’accuratezza nel preparare e ordinare la propria giornata. La precisione nel saper cogliere insegnamenti in ogni dove.

Omoiyari è un’estensione del pensiero in relazione agli altri, una sorta di proiezione. La chiave sta nel diventare più sensibile si bisogni delle persone intorno a noi. 

Per potervi occupate degli altri dovete prima prendervi cura di voi stessi.

Omoiyari significa estendere i propri pensieri agli altri. Non attraverso le parole, ma con i fatti.

Questo è quello che scrive Erin Niimi Longhurst per spiegare un concetto così ampio e complesso. Semplici parole, dirette al lettore, che possa invogliarlo a promuovere riflessioni sottili per se stesso e per il mondo.

“il più corte è colui che sorride invece di infuriarsi”.

Parliamo del termine Teinei: fare le cose con grazia e cura nei dettagli ed è un tratto culturale (anche) che ha a che fare con l’educazione e il rispetto.

Le tradizioni Giapponesi, inutile negarlo, sono meravigliose ma lo è ancora di più la delicatezza che trasmettono in ciascuna relazione. La cura per le conversazioni, per i gesti. Il non vergognarsi nel chiedere scusa e nel mostrare la propria vulnerabilità.


Sistema di valutazione: ★★★★★

Recensione “Quel prodigio di Harriet Hume”

In collaborazione con la casa editrice Fazi Editore, oggi voglio parlarvi un bellissimo romanzo intitolato “Quel prodigio di Harriet Hume“. Uno scritto di Rebecca West, molto interessante sia per la sua narrazione nonché per la scheda particolare di ciascun personaggio.

RECENSIONE: Quel prodigio di Harriet Hume (Rebecca West)

Copertina: Molto vistosa
Titolo: Quel prodigio di Harriet Hume
Autore: Rebecca West
Data di rilascio: 2020
Genere
: Narrativa
Trama: Harriet Hume è una donna straordinaria, affascinante, come non ne esistono nella Londra dei primi del ‘900. Pianista squattrinata, amante della musica e della natura, Harriet volteggia leggera per i giardini di Kensington raccontando storie favolose sugli alberi e nutrendo gli anatroccoli del lago. Libera, stravagante ed estremamente femminile, Harriet  Hume è anche dotata di straordinari poteri che le permettono, al pari di una strega, di prevedere il futuro e leggere nel pensiero dell’amato Arnold Condorex. Egli, al contrario, è un uomo spregiudicato, privo di scrupoli, capace di tutto pur di ottenere la promozione sociale cui ambisce da sempre. Non potrebbero esistere due personaggi letterari più distanti tra loro, eppure, come vittime di un sortilegio, Harriet e Arnold si attraggono e respingono in una battaglia tra amore e odio, necessità e distacco. Harriet è infatti l’unica in grado di smascherare gli inganni e le macchinazioni inscenate dall’amante, trasformandosi in una sorta di intima coscienza dell’uomo che sarà condotto, grazie a lei, a una profonda crisi esistenziale.

“Si, siamo i due opposti”, disse Harriet, “ma certo non c’è niente di male in questo. C’è il Nord e il Sud, e tra loro non c’è conflitto.”

“Tuttavia entrambi hanno la loro posizione”, le spiegò lui, “in uno spazio esteso nel quale c’è posto per tutti. Nel mondo degli spiriti non è la stessa cosa.”


Valutazione: Un ottimo racconto per chi vuole immergersi in una storia d’amore d’altri tempi e godersi del punto di vista maschile, in questo caso di Arnold Condorex – uno spregiudicato uomo politico.

Una narrazione in certi versi molto forte, che mostra una storia diversa dalle classiche vicende amorose nonché presenta una cura nell’ambientazione, nelle espressioni ma anche una grande cura nel realizzare la scheda di ciascun personaggio in maniera ben definita e lineare con il tempo di narrazione.

Una storia d’amore dove Harriet e Arnold non possono sfuggire al fato, al destino… definitelo come volete. Potete anche parlare del ‘filo rosso’, ma il loro amore è legato.

Di tutte le donne che aveva conosciuto lei era la più eterea. Amarla era come avvolgersi in una lunga sciarpa di puro spirito. E tuttavia, per quel che concerne l’amare, com’era umana!


La figura di Harriet Hume mi è piaciuta particolarmente perché in maniera unica e speciale riesce a comprendere i pensieri e le azioni del suo amato, anche se non sono incline con il termine ‘azioni giuste’.

Pensieri personali del libro: Il romanzo Quel prodigio di Harriet Hume non si concentra a mostrare una narrazione piena di energia e suspence, ma riesce a far sì che il lettore mediante la penna della scrittrice riesca a viaggiare insieme ai protagonisti nella lotta della loro riconciliazione.

I due personaggi si incontrano da giovani, Harriet è una pianista che cerca di mantenersi con la sua arte, ma Arnold sa che non è quella la vita che vuole. Un pomeriggio Harriet riesce a comprendere i pensieri di Arnold, andando a eliminare quel loro equilibrio armonioso mentre Arnold non riesce a fare i conti con questa capacità di Harriet.

Man mano il tempo passa i due iniziano ad incontrarsi sempre meno mentre le loro vite prendono due traiettorie diverse anche se resteranno sempre legati. Questo loro legame diventerà un circolo dal quale non poter più uscire. 
Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆

Ringrazio come sempre la fiducia della CE.