Recensione “Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri”

Buongiorno community! Oggi vi parlo di un libro di cui mi sono super innamorata in collaborazione con la HarperCollins e il titolo del libro è “Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri

Una interessante lettura che consiglio a tutti di leggere soprattutto per gli amanti del mondo orientale.

Copertina: bellissima
Titolo: Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri
Autore: Erin Niimi Longhurst 
Data di rilascio: 2021
Genere
: Meditazione e focalizzazione
Trama: Omoiyari è il sentimento di empatia e compassione che ci spinge a compiere gesti altruisti. In un mondo diviso e in continuo mutamento, abbiamo bisogno di ritrovare il senso di comunità e di capirci a vicenda. Ma il cambiamento deve partire da noi stessi perché, per poterci occupare degli altri, dobbiamo innanzitutto prenderci cura di noi. Per questo la prima parte del libro, Omoi, è incentrata sul migliorare la conoscenza di sé attraverso vari aspetti come kirei (la pulizia e l’organizzazione), mottainai (evitare gli sprechi) e zakka (la bellezza delle cose più varie). La seconda parte, Omoiyari, è dedicata a come trasmettere gioia agli altri vivendo con empatia, altruismo, rispetto e riconoscenza, senza mai un secondo fi ne.

L’autrice spiega quindi alcuni temi come wa (armonia), omotenashi (l’arte dell’ospitalità) e onkochishin (imparare dal passato). Questo libro ci aiuterà a mettere in pratica il concetto di omoiyari e a intraprendere così un percorso di crescita personale che ci cambierà, perché anche il più piccolo gesto di gentilezza può fare un mondo di differenza.

Pensieri personali del libro: Questo libro pieno di fotografie, di consigli, di termini meravigliosi nonché di ricette ma anche di istruzioni come per esempio per la celebrazione del tè è un vero e proprio “manuale per se stessi”.

L’ho letto in mezza giornata e ad ogni pagina sottolineavo passaggi meravigliosi. Mi ha colpito in particolare la dolcezza dell’autrice nel parlare di tematiche un po’ complesse da capire alla prima lettura e la grandezza nel saper approfondire qualcosa che dentro di noi è sempre esistita, è speciale.

Il saper cogliere la bellezza nelle cose. Il saper dare rispetto al mondo che ci circonda, alla natura, alla società, agli individui ma anche alle cose materiali.

L’accuratezza nel preparare e ordinare la propria giornata. La precisione nel saper cogliere insegnamenti in ogni dove.

Omoiyari è un’estensione del pensiero in relazione agli altri, una sorta di proiezione. La chiave sta nel diventare più sensibile si bisogni delle persone intorno a noi. 

Per potervi occupate degli altri dovete prima prendervi cura di voi stessi.

Omoiyari significa estendere i propri pensieri agli altri. Non attraverso le parole, ma con i fatti.

Questo è quello che scrive Erin Niimi Longhurst per spiegare un concetto così ampio e complesso. Semplici parole, dirette al lettore, che possa invogliarlo a promuovere riflessioni sottili per se stesso e per il mondo.

“il più corte è colui che sorride invece di infuriarsi”.

Parliamo del termine Teinei: fare le cose con grazia e cura nei dettagli ed è un tratto culturale (anche) che ha a che fare con l’educazione e il rispetto.

Le tradizioni Giapponesi, inutile negarlo, sono meravigliose ma lo è ancora di più la delicatezza che trasmettono in ciascuna relazione. La cura per le conversazioni, per i gesti. Il non vergognarsi nel chiedere scusa e nel mostrare la propria vulnerabilità.


Sistema di valutazione: ★★★★★

Recensione “Quel prodigio di Harriet Hume”

In collaborazione con la casa editrice Fazi Editore, oggi voglio parlarvi un bellissimo romanzo intitolato “Quel prodigio di Harriet Hume“. Uno scritto di Rebecca West, molto interessante sia per la sua narrazione nonché per la scheda particolare di ciascun personaggio.

RECENSIONE: Quel prodigio di Harriet Hume (Rebecca West)

Copertina: Molto vistosa
Titolo: Quel prodigio di Harriet Hume
Autore: Rebecca West
Data di rilascio: 2020
Genere
: Narrativa
Trama: Harriet Hume è una donna straordinaria, affascinante, come non ne esistono nella Londra dei primi del ‘900. Pianista squattrinata, amante della musica e della natura, Harriet volteggia leggera per i giardini di Kensington raccontando storie favolose sugli alberi e nutrendo gli anatroccoli del lago. Libera, stravagante ed estremamente femminile, Harriet  Hume è anche dotata di straordinari poteri che le permettono, al pari di una strega, di prevedere il futuro e leggere nel pensiero dell’amato Arnold Condorex. Egli, al contrario, è un uomo spregiudicato, privo di scrupoli, capace di tutto pur di ottenere la promozione sociale cui ambisce da sempre. Non potrebbero esistere due personaggi letterari più distanti tra loro, eppure, come vittime di un sortilegio, Harriet e Arnold si attraggono e respingono in una battaglia tra amore e odio, necessità e distacco. Harriet è infatti l’unica in grado di smascherare gli inganni e le macchinazioni inscenate dall’amante, trasformandosi in una sorta di intima coscienza dell’uomo che sarà condotto, grazie a lei, a una profonda crisi esistenziale.

“Si, siamo i due opposti”, disse Harriet, “ma certo non c’è niente di male in questo. C’è il Nord e il Sud, e tra loro non c’è conflitto.”

“Tuttavia entrambi hanno la loro posizione”, le spiegò lui, “in uno spazio esteso nel quale c’è posto per tutti. Nel mondo degli spiriti non è la stessa cosa.”


Valutazione: Un ottimo racconto per chi vuole immergersi in una storia d’amore d’altri tempi e godersi del punto di vista maschile, in questo caso di Arnold Condorex – uno spregiudicato uomo politico.

Una narrazione in certi versi molto forte, che mostra una storia diversa dalle classiche vicende amorose nonché presenta una cura nell’ambientazione, nelle espressioni ma anche una grande cura nel realizzare la scheda di ciascun personaggio in maniera ben definita e lineare con il tempo di narrazione.

Una storia d’amore dove Harriet e Arnold non possono sfuggire al fato, al destino… definitelo come volete. Potete anche parlare del ‘filo rosso’, ma il loro amore è legato.

Di tutte le donne che aveva conosciuto lei era la più eterea. Amarla era come avvolgersi in una lunga sciarpa di puro spirito. E tuttavia, per quel che concerne l’amare, com’era umana!


La figura di Harriet Hume mi è piaciuta particolarmente perché in maniera unica e speciale riesce a comprendere i pensieri e le azioni del suo amato, anche se non sono incline con il termine ‘azioni giuste’.

Pensieri personali del libro: Il romanzo Quel prodigio di Harriet Hume non si concentra a mostrare una narrazione piena di energia e suspence, ma riesce a far sì che il lettore mediante la penna della scrittrice riesca a viaggiare insieme ai protagonisti nella lotta della loro riconciliazione.

I due personaggi si incontrano da giovani, Harriet è una pianista che cerca di mantenersi con la sua arte, ma Arnold sa che non è quella la vita che vuole. Un pomeriggio Harriet riesce a comprendere i pensieri di Arnold, andando a eliminare quel loro equilibrio armonioso mentre Arnold non riesce a fare i conti con questa capacità di Harriet.

Man mano il tempo passa i due iniziano ad incontrarsi sempre meno mentre le loro vite prendono due traiettorie diverse anche se resteranno sempre legati. Questo loro legame diventerà un circolo dal quale non poter più uscire. 
Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆

Ringrazio come sempre la fiducia della CE.

Recensione “Il cerchio di pietre”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi sono tornata con un nuovo romanzo di un autore emergente che ha pubblicato il suo libro con la casa editrice GoWare. Vi parlo di Enrico Graglia e il suo romanzo “Il cerchio di pietre”

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

Copertina: Molto particolare
Titolo: Il cerchio di pietra
Autore: Enrico Graglia
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama:
Vincenzo, ragazzo di provincia, fa una strana scoperta al fiume. Ne derivano sogni oscuri e vivide allucinazioni, che ostacolano la sua relazione con l’intraprendente e affascinante Lavinia e lo spingono a credere che in gioco ci sia più della propria sanità mentale. È possibile che qualcuno – o qualcosa – stia cercando di mettersi in contatto con lui? E cosa ci fa un antico e misterioso cerchio di pietre nella campagna piemontese? Ad aiutare Vincenzo, lo scrittore-guru Saverio, in cerca di riscatto da un’esistenza mediocre.
I tre protagonisti di questa storia dark, che affonda le sue radici nella provincia italiana, si confronteranno con l’ignoto, causa delle nostre più grandi paure, in cui a decidere l’esito dell’eterno scontro fra Bene e Male è la fragilità stessa dell’animo umano.


Valutazione: “Il cerchio di pietra” è il primo libro di questo autore e sono rimasta davvero sbalordita sia per la grande capacità di saper narrare con precisione qualsiasi avvenimento che gira intorno al personaggio principale ma riuscire anche a trasmettere le emozioni al lettore. Non è semplice riuscire a realizzare con grande effetto delle storie dark e fantasy, senza annoiare chi legge, ma questo non è il caso di Enrico.

Mi sono appassionata pagina dopo pagina al mondo che ha creato ed è un libro che suggerisco soprattutto a chi ama il fantasy, l’horror o comunque vuole leggere qualcosa di diverso.


Pensieri personali del libro: La scrittura di Enrico è possente, definita e rende la lettura davvero molto scorrevole. Il lettore non si annoierà mai durante il viaggio e ne rimarrà davvero stupito fino all’ultima pagina. Mi sono piaciuti i personaggi, ben descritti e immersi in maniera coerente nella trama. Nel racconto è possibile ritrovare alcuni temi come l’amore e l’amicizia usando però, visioni negative come gli incubi.

Il personaggio del romanzo si chiama Vincenzo e ha 19 anni, è un ragazzo di provincia che un giorno, si imbatterà in qualcosa di misterioso e diverso dalla realtà. Il giorno in cui si imbatte in questa nuova avventura, Vincenzo è al fiume con gli amici per divertirsi, ma scopre tra le acque del fiume una pietra particolare: una pietra che presenta delle incisioni.

Da questo momento le avventure di Vincenzo si immergeranno nel mondo del mistero e il ragazzo inizierà ad avere delle visioni nelle quali si dibattono paure, mostri, oblio.

Le vostre paure sono intatte.

Le avete scritte nella vostra struttura genetica, non potete strapparvele di dosso.

E così ogni epoca ha i suoi mostri.

E noi li incarniamo tutti.

Vincenzo sarà accompagnato da Lavinia e Saverio, uno scrittore saggio che potrebbe essere l’anello mancante per chiarire la verità sulla pietra.

Sono personaggi veri, sinceri, trasparenti. Non sono personaggi creati con caratteristiche che si differenziano dall’essere umano, ma portano con loro i pregi e difetti di ciascuno di noi.

E’ una storia avvincente, con immagini che ti fanno battere il cuore fin su per la gola.

Le emozioni dei personaggi traboccano fuori dal romanzo fino a travolgere il lettore. La paura, la determinazione, la confusione, il caos e lo smarrimento diventano stati d’animo anche di chi legge e non solo di chi li vive nel viaggio.


Sistema di valutazione:
★★★★ ☆ |

Complimenti all’autore per il suo romanzo. E’ super consigliato.

E’ un romanzo geniale, passionale, che travolge il lettore dalla prima pagina fino all’ultima. Un mondo pieno di avventure, misteri, enigmi, paure e tormenti. Non è semplice riuscir ad incastrare ogni tassello della storia con così tanta armonia senza far traboccare il racconto nella noia. Un romanzo forte, avvincente che farà rimanere il lettore entusiasta fino alla fine.

Recensione “Tutta un’altra storia”

Buon pomeriggio lettori! Oggi torno con un romance di un autore emergente – Davide Consoli.

Un romanzo che si ambienta nella Genova del 1996 e si immerge nei detti e nelle azioni di quel tempo, ormai andati perduti. La sensibilità, la dolcezza e la morbidezza nel creare e modellare le relazioni.

Puoi acquistare il romanzo su Amazon cliccando qui.

Copertina: Molto carina la vista di Genova e la raffigurazione di due persone che si pensano, ma forse i colori sono troppo accesi.
Titolo: Tutta un’altra vita
Autore: Davide Consoli
Data di rilascio: 2020
Genere
: Romanzo romance
Trama: Genova, settembre 1996. Willy è uno studente di scuola Superiore con la passione per la scrittura e la recitazione. La sua quotidianità si alterna tra scuola, amici, prove teatrali e pomeriggi trascorsi sugli scogli di boccadasse nella scrittura di un manoscritto. Una tranquillità stravolta dall’arrivo in classe di Martina, che altera sin da subito equilibrio tra lui, gli amici e la sua ex ragazza Anna li sa, anch’ella sua compagna di classe. Questo però senza intaccare la sua passione per il teatro e la recitazione che, articolandosi tra le rappresentazioni e la promessa del regista di trasformare il suo manoscritto in sceneggiatura da mettere in scena, lo porta a sognare a occhi aperti sul suo futuro artistico. Il suo obiettivo è quello di far arrivare il manoscritto alla redazione del talk show giovanile “amici”, per parlare della tematica valori al e del suo contenuto: il tema è la famiglia e soprattutto l’incredibile rapporto tra un nonno e il suo nipote, in un contesto contemporaneo e giovanile. Un sogno che suscita la perplessità dei suoi amici più intimi, che essendo più grandi di lui, cercano di tenerlo con i piedi ben piantati a terra. Prevarrà la disillusione o Willy insisterà nel seguire la sua strada? Chi, tra Martina e Anna li sa, saprà stargli vicino?


Valutazione: Quando ho ricevuto il romanzo dall’autore, mi sono complimentata per la cura della copertina (flessibile) e per la stampa usata nel romanzo. Ho già comunicato all’autore le piccole modifiche che potrebbe apportare all’interno del libro. Nonostante sia un romanzo di 230 pagine, la lettura scorre molto velocemente ed è molto accurata. Inoltre il lessico utilizzato dall’autore è molto semplice e sono presenti anche elementi che ricordano molto il periodo in cui è ambientato il romanzo.

La sistematicità del romanzo è ben realizzata, diretta e curata. Si riescono a percepire tutte le emozioni che l’autore vuole trasmettere con le situazioni che si vanno ad intrecciare e a sviluppare durante la narrazione. È possibile immergersi nel fine degli anni 90, ritrovare i detti e gesti che ad oggi risultano inusuali. C’è un’ottima padronanza della punteggiatura, a parte qualche piccolo miglioramento nella elencazione per esempio dei capitoli all’inizio dell’introduzione al romanzo. Mi è piaciuto fin da subito la descrizione promossa nei confronti dei luoghi, dei personaggi e del loro carattere. Ciascun personaggio viene identificato secondo un proprio modo di pensare, secondo le proprie azioni e quindi è possibile anche riuscire a comprendere come agiscono e pensano.


Pensieri personali del libro: Un romanzo romance interessante che rimette a fuoco i ruoli che possono presentarsi nella scuola come la ragazza più desiderata dalla classe, il burlone di turno, la classificazione dei professori buoni da quelli cattivi. Mi sono affezionata al personaggio di Willy, che nella sua difficoltà e incertezza rincorre il proprio sogno senza preoccuparti della realtà circostante. Mi sono immersa nella situazione, nelle complessità ma anche nei dialoghi comuni e adolescenziali che Willy intraprende con i suoi compagni di classe e non solo. Una storia d’amore che prende due vie, una incertezza da risolvere e un amore da acchiappare. Questa storia che percorre la vita di ciascun adolescente, è scritta con semplicità tanto da far immergere il lettore in una vicenda comune che a tutti, nella vita, è capitato da affrontare.

Non è una storia surreale, complessa e piena di elementi che ti lasciano dire “beh, non ci credo”. Anzi, è tutto il contrario. Davide ha raccontato qualcosa di così quotidiano, che a volte ci dimentichiamo anche di averlo vissuto, ma è così bello e puro riuscire a vedere le stesse situazioni tramite un altro punto di vista.

L’autore ci narra della generazione degli anni ’90, dei desideri che questi ragazzi vogliono realizzare. Ci mostra come in pochi anni la società può mutare, crescere, svilupparsi. Come le tradizioni possono venire lasciate man mano in disparte, come i rapporti possono rinforzarsi e soprattutto quanto possono essere importanti i rapporti.

“Willy e Martina si guardarono negli occhi per qualche istante, fino a quando lei, intimidita, con un sorriso abbassò lo sguardo.”


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Ringrazio l’autore per la fiducia e per aver collaborato con me.

Recensione “Che fine ha fatto Liz?”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un romanzo thriller di un’autrice emergente di nome Chiara Citrini.

Potrete acquistare il romanzo su Amazon attraverso questo link – clicca qui

Copertina: Assolutamente no. E’ super pixelata. Non ha una immagine nitida e ben definita.
Titolo: Che fine ha fatto Liz?
Autore: Chiara Citrini
Data di rilascio: 2020
Genere: Thriller
Trama: Nella tranquilla cittadina di Holladay, nello Utah, vive la famiglia Cooper, composta da Liam, il capofamiglia, la moglie Liz e la figlia Amelia. La loro vita agiata e dall’apparenza perfetta è in realtà segnata da una terribile tragedia: la perdita della secondogenita Estelle, avvenuta tre anni prima. Un giorno Liam, rientrando a casa da un viaggio di lavoro, scopre che la moglie è sparita. Molti sono gli scenari che si profilano: rapimento a scopo di estorsione? Allontanamento volontario? Suicidio? Omicidio? Per ragioni diverse, sembrano tutte opzioni plausibili. A condurre le indagini c’è Christopher Warren, enigmatico detective che nasconde un segreto inconfessabile. Qualcuno trama nell’ombra, arrivando a minacciarlo di morte. Più ci si addentra nel caso, più ogni certezza sembra sgretolarsi. In una corsa contro il tempo, tutti si chiedono: che fine ha fatto Liz?


Valutazione: Ho analizzato questo romanzo con un occhio molto critico perché già non mi ha convinto la scelta di utilizzare un’immagine di copertina super pixelata. Non comprendo la scelta di utilizzare un’immagine così poco chiara e definita sapendo che la copertina è un elemento fondamentale nella vendita, soprattutto di un romanzo.

Non mi è piaciuto per niente le modalità di stampa soprattutto per quanto riguarda il font e la scelta di andare a capo ogni frase scritta. Penso che sia una cosa, per un lettore, davvero snervante.

Per quanto riguarda invece il racconto: suggerisco di fare capitoli più intensi e più lunghi anziché realizzare capitoli molto brevi che in realtà non raccontano nulla. Un altro punto di vista che vorrei sottolineare è soprattutto la questione riguardante alle conversazioni fra i protagonisti, questo perché ho notato una carenza di conversazioni intriganti e soprattutto di sentimenti provati dagli stessi protagonisti.

Durante la lettura non ho provato delle emozioni particolari e non ho compreso le emozioni provate dagli stessi protagonisti questo perché ho avuto l’impressione che in realtà ero davanti a una scrittura passiva, quindi che non si concentrava molto sulla esposizione dei sentimenti ma più che altro solo sulla narrazione, e quindi di andare ad esplicare al lettore l’andamento della storia.

E’ fondamentale all’interno di un romanzo, secondo il mio parere, di qualsiasi categoria esso sia, riuscire a concentrarsi oltre sulla narrazione della storia stessa ma anche sulle emozioni che le persone provano e soprattutto analizzare e descrivere i luoghi che circondano gli stessi personaggi questo per permettere al lettore di immaginarsi e di buttarsi a capofitto all’interno della lettura.

In ogni conversazione manca soprattutto chi è l’interlocutore. Posso comprendere che ad esempio se ci sono due soggetti all’interno di una stanza, è normale che la conversazione avvenga fra loro, ma è bene anche andare a descrivere le tonalità di voce con cui un soggetto esclama una frase o un termine, le emozioni che un soggetto prova.

Io in realtà non sono riuscita ad immaginare neanche la descrizione fisica dei protagonisti, né di Liz, né dell’investigatore e neanche di Liam. Soprattutto ho trovato un capitolo intero di quattro pagine che era solamente formato da conversazioni senza l’analisi di nient’altro.


Pensieri personali del libro: Partiamo dal presupposto che ci sono più punti negativi che a favore del romanzo, la cosa positiva è che è una lettura scorrevole e la storia è molto interessante. Però purtroppo oltre a questo non riesco a trovare nient’altro.

Liam Cooper è un famosissimo editore che viaggia spesso per questioni lavorative e vive una vita molto agiata. Ha una figlia di nome Amelia e purtroppo un’altra figlia che ha perso la vita, Estelle. La vita di Liam è solo all’apparenza perfetta, in realtà è un forte bevitore, un uomo cinico e violento che nasconde un segreto.

Il secondo protagonista è Christopher Warren. E’ un detective e un uomo con un terribile segreto. Detesta Liam Cooper poiché sembra insofferente alla scomparsa della moglie e lo vede spesso in uno stato alquanto discutibile.


Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆

Non mi sento di dare una stella al romanzo perché comunque comprendo il lavoro che è stato fatto dietro, apprezzo la storia e apprezzo la scrittura dell’autrice, ma ci sono tantissimi altri punti che purtroppo mi fanno valutare in maniera negativa il romanzo.

Recensione “Requiem”

Buon pomeriggio lettori accaniti, oggi torniamo con un libro dal genere Thriller e pieno di misteri. In collaborazione con l’autore emergente Marco Antonio Abbagnara vi parlerò del suo titolo “Requiem“.

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

L’autore Marco Abbagnara, nasce a Catania nel 1966. E’ un curatore d’arte e pittore ed ha prodotto, insieme ad un team, la sceneggiatura di una serie di fantascienza:“Savior”.
Attualmente vive a Gallarate Varese.

Copertina: Carina, avrei preferito la visione degli occhi meno accesa
Titolo: Requiem
Autore: Marco Antonio Abbagnara
Data di rilascio: 2020
Genere
: Thriller (giallo-noir)
Trama: Qual è il confine tra il bene e il male?

A New York spariscono degli uomini, violenti e vendicativi. Perché? Chi li ha presi? Che fine hanno fatto?

La bellissima Contessa Lucrezia Montecadì, magnate dell’arte e imprenditrice di successo a livello internazionale, si adopera per salvare vite umane attraverso le sua industria farmaceutica, la Radesa.

Fonda un’associazione no-profit per donne maltrattate, le fa difendere in tribunale, le sostiene economicamente e le aiuta e reinserirsi nella cosiddetta vita normale. Una vera benefattrice. Ma cosa nasconde nel suo container giallo?


Valutazione: La parola chiave rinvenibile durante la lettura è l’intreccio che sorge fra mistero e religione.

Durante la lettura ho riscontrato delle costruzioni di frasi prive di senso logico e l’utilizzo “povero” della punteggiatura.

A livello di lettura e narrazione posso dire che la storia è ben costruita, i misteri fanno gola al lettore ed ha una buona base anche per la realizzazione di un secondo volume.

Il personaggio principale del racconto è una donna: la Contessa Lucrezia Montecadì. Una donna dall’aspetto particolare che cerca di combattere e seppellire le sue fragilità e il suo passato oscuro cercando la redenzione nel presente. Il perdono e il peccato. La sua femminilità riesce a far breccia nei cuori degli uomini, riesce ad ammaliare chi la circonda e viene denominata la Benefattrice che ripulisce il mondo dai peccati degli uomini.

La Contessa Lucrezia non è la sola donna presente nel romanzo, ma vi è anche Adama, una donna che rappresenta l’opposto di Lucrezia. All’apparenza sembra una donna fragile, ma in realtà nasconde una grande forza. Ciò che accomuna ambe le donne è il loro passato orrido e profondo di oscurità. 

In molte scene si può osservare come le più persone presenti nel racconto siano circondate dalla bellezza dell’arte, del gusto e soprattutto dalla ricchezza. Le donne del racconto sono circondate da uomini potenti come politici e militari.

Sono presenti molte descrizioni ben dettagliate e precise, che permettono al lettore di immaginarsi ogni singolo passo. C’è una particolare descrizioni del Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli ed è tra i più famosi e prestigiosi al mondo. Fondato nel 1737, è il teatro più antico d’Europa e del mondo ad essere tutt’ora attivo.


Pensieri personali del libro: Il romanzo presenta continui flash back che possono rendere la lettura difficile di attenzione, ma che permettono di ricondurre a visioni e ricordi che facilitano la comprensione della psiche dei protagonisti. E’ un mix tra religione e mistero, tra potere e bellezza. E’ come immergersi in una stagione di American Horror Story, con la differenza che qui vige la creatività del tutto italiana.

Ci sono delle ottime descrizioni del territorio di Napoli ed è possibile per il lettore prepararsi ad un viaggio attraverso le bellezze della città esoterica del cimitero delle Fontanelle.

La forza principale del romanzo è la presenza di figure femminili complesse e diverse, sono Donne singolari e non le classiche fanciulle di società. Sono presenti scene di sesso, rituali, luoghi che suscitano un po’ di suspence e terrore al lettore.

E’ certamente un romanzo dalla trama introspettiva e psicologica. L’autore riesce, tramite la figura di Lucrezia, far valere due direzioni su cui il lettore può rispecchiarsi: la figura fragile di Lucrezia e il lato giustiziere della stessa.

Nel romanzo è possibile trovare i più svariati temi sempre più quotidiani nella nostra società: la forza della donna, la violenza, l’omosessualità – come nel caso di Lucrezia e Adama, due donne che si innamoreranno l’una dell’altra -, le riflessioni personali.


Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆ 

Ringrazio l’autore per avermi dato la possibilità di leggere e recensire il suo manoscritto. Suggerisco una revisione da parte di un editor a causa della presenza di tempi verbali errati, conversazioni poco ‘frizzanti’ e mancanza di punteggiature.

Recensione “La storia più bella del mondo”

Buongiorno lettori, oggi sono tornata con una recensione dedicata tutta al genere #romance. Ho avuto la possibilità di poter leggere e recensire il libro di Antonio Roberto e Gaetano Berardinelli proprietari della pagina instagram @librisottolineati in collaborazione con la casa editrice New Book Edizioni.

Ho letto un paio di libri romance, alcuni modalità storie wattpad e altre da far venire la voglia di sognare ad occhi aperti… ma chissà come sarà stata questa lettura?

Per acquistarlo via Amazon basta cliccare qui.

Copertina: semplice
Titolo: La storia più bella del mondo
Autore: Gaetano Berardinelli e Antonio Roberto
Data di rilascio: 2020
Genere
: Romance
Trama: Quando il presente diventa impossibile. Quando hai un dolore che ti costringe ad andare via. Quando tutto sembra perduto… l’unico posto dove puoi andare è l’amore. Il giorno che Mirko incrocia gli occhi di Sofia, sa di esserne già perdutamente innamorato. Il loro è un colpo di fulmine fatto di parole non dette, lunghi sguardi e baci rubati. Attimi fuggenti che trasformano la realtà in fantasia e i sogni in momenti indimenticabili. Sarà sull’onda lunga di una passione travolgente che Mirko, giovane imprenditore di successo, scoprirà d’essere un uomo vulnerabile. Quando il bisogno d’amore è solo un ideale, può risultare ingannevole e al tempo stesso trasformare le gesta più semplici in gesta folli. Una follia che spingerà una donna di spettacolo come Sofia a trasformare il sogno di un abito bianco davanti all’altare in un banalissimo e incomprensibile gossip nazionale. L’amore è fatto di comprensione profonda, complicità, fiducia e rispetto. Una passione travolgente potrà essere sufficiente per giurarsi amore eterno? Questa però non è la storia di Sofia, è quella di Mirko ed è la storia d’amore più bella del mondo.


Valutazione: Il testo è scritto in maniera frettolosa. Il libro è composto da due parti: il primo concentrato sul romanzo, mentre il secondo dedicato alle citazioni. Sono presenti delle illustrazione a fine di ciascun capitolo che fanno comprendere l’andamento della relazione fra i protagonisti.

Personalmente la seconda parte non l’ho sfogliata perché per me ha valore una citazione quando sono poche e inerenti al testo, non quando sono trecento. Nessuno le legge veramente.

La prima parte del romanzo racconta di una storia d’amore, senza un vero e proprio sviluppo e senza trasmettere al lettore un effettivo sentimento. Sembra di leggere una storia cupa e passiva. Non ho sentito la passione della conoscenza, dell’amore travolgente in cui in meno di un anno hanno fatto follie. È una lettura abbastanza piatta e giusta per un mood di svago senza impegnarsi. In ogni modo non apprezzo una stampa che divide le parole per portarle a capo e alcune conversazioni tra i protagonisti non hanno senso.

Es. Alla morte di persona X come fa un soggetto dire “condoglianze, mi spiace da morire”? Non ha senso. Oppure non ha un verso significato quando si accomunano i termini “bacio denso”. Cosa vuol dire?

Consiglio di sviluppare maggiormente la conoscenza fra i due personaggi, introdurre una crescita della loro storia d’amore e concentrarsi su cosa effettivamente significa “amore” e quali sentimenti trasmette.


Pensieri personali del libro: Nel libro “la storia più bella del mondo” viene raccontata per la prima parte (dunque fino a pagina 161) di un amore che nasce travolgente tra Mirko e Sofia.

È una storia che trova la sua nascita nella società moderna, un amore che si fa influenzare dalle notizie, dalla televisione come nel passato di Sofia che ha partecipato a “Uomini e Donne”. Un amore avvincente e veloce nel suo nascere. Un amore, però, che nella sua narrazione non mi ha suscitato passione. Mirko è il classico belloccio di turno, amato dalle donne e bravo imprenditore che con la sua bellezza e astuzia riesce a conquistare il cuore di Sofia, una donna mamma e single che fa scalpore nei cuori degli uomini.

Un amore romantico che si incontra sul set di lavoro, per poi scontrarsi in ferie e dar vita ai petali di una rosa. Come in ogni giostra ci sono alti e bassi, anche tra Mirko e Sofia si incontrerà il punto di rottura e di ripresa.

La maggior parte delle frasi di Mirko rivolte alla donna sono frasi smielate tipo citazioni tumblr. Mi aspettavo qualcosa di più movimentato e forte.


Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆ |

Ringrazio per la possibilità di avermi dato di recensire un libro romance, ma ci sono molte cose da sistemare.

Recensione “Se avessi avuto gli occhi neri”

Buongiorno cari lettori, oggi torno nuovamente con una recensione per il nuovo romanzo di Gianfranco Sorge intitolato “Se avessi avuto gli occhi neri” pubblicato con la casa editrice goWare.

Ho già recensito in passato un altro romanzo dello stesso scrittore e potrete leggerla cliccando qui.

Se siete interessati all’acquisto del libro potete farlo tramite Amazon cliccando qui.

Biografia di Gianfranco Sorge

Gianfranco Sorge è nato a Catania, dove tuttora risiede, il 25/10/1959. Conseguita la Maturità Classica, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania, si è specializzato in Psichiatria e successivamente in Psicoterapia presso l’Istituto Italiano di
Psicoanalisi di Gruppo (I.I.P.G.).
Dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania in qualità di Dirigente Psichiatra, dal 2006/2007 insegna Psicopatologia presso la scuola di specializzazione del’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (sede di Catania). Ha pubblicato settantacinque di lavori scientifici.
La passione per la narrativa è nata al termine del percorso di formazione psicoanalitica concretizzandosi con la pubblicazione di numerosi racconti e romanzi alcuni dei quali hanno ricevuto importanti menzioni in premi letterari nazionali, le ultime delle quali sono state: la vittoria al XXXVIII edizione del Premio Leonforte nella sezione micro narrativa con il racconto intitolato Amaro: l’indifferenza; il terzo posto nella sezione Narrativa/Saggio alla seconda edizione del
Premio Letterario “Etnabook – Cultura sotto il Vulcano” con il romanzo intitolato: Perturbanti congiungimenti.
I suoi elaborati si pongono come un tentativo di trasferire nell’area del rappresentabile aspetti profondi del Sé.

Copertina: Particolare ed evocativa.
Titolo: Se avessi avuto gli occhi neri
Autore: Gianfranco Sorge
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Può il colore degli occhi incidere sulla vita di una persona, condizionandola?A seguito di un tentato suicidio, Stella finisce ricoverata in psichiatria e da lì prende le mosse il racconto della sua sofferta esistenza. Costretta a subire il matrimonio con Sebastiano, un uomo potente che non ama, tenterà di ottenere il proprio riscatto attraverso i figli. Santa, la primogenita, riuscirà a crearsi una vita indipendente. Carmelo avrà invece un’esistenza tormentata fin dalla nascita, quando il padre lo rifiuta perché non ha gli occhi neri come i veri “masculi siciliani”. Se avessi avuto gli occhi neri è anche un affresco della Sicilia dai primi del Novecento a oggi, che esplora la condizione delle donne siciliane, l’evolversi della famiglia, i mutamenti della società. Un viaggio alla ricerca di identità negate, della propria verità e del difficile percorso per accettarsi ed essere accettati. Una saga familiare dall’imprevedibile finale.


Valutazione: I romanzi di Gianfranco li ho sempre trovati evocativi ed esaustivi, come nel titolo “Perturbanti congiungimenti”, anche qui si riesce a percepire l’animo e l’amore per la scrittura dell’autore. La lettura è fluida, il romanzo è ben articolato con personaggi e luoghi ben descritti.

Il lettore riesce ad immergersi in una storia in cui il soggetto principale è l’Italia, una Italia diversa da quella attuale. Una Italia che vive per la tradizione, per i costumi popolari, per i dialetti, per la mentalità paesana.

Viene ben narrata la figura della donna siciliana e della sua condizione dagli inizi del Novecento ai nostri giorni. E’ possibile incontrare personaggi diversi fra loro: Stella, Carmelo, Sebastiano e Aurelia.

Il racconto affronta temi particolari come il concetto e ricerca della identità, la condizione della donna, la sessualità, la morte come sacrificio e purificazione, il disagio mentale, le problematiche della vecchiaia, il rapporto genitori-figli.

C’è un viaggio fra il passato e il presente dei personaggi e l’evidenzia differenziazione tra le ragazzine dei paesi di montagna e delle grandi città. Una differenza che influenza la stessa quotidianità delle donne, la loro crescita e dimensione terrena. Le prime dovevano sottostare al volere di padri e mariti, vige dunque il concetto di sottomissione e dominio e della figura del pater familias come era riconoscibile all’epoca romana, e dovevano rinunciare ai loro sogni per diventare mogli e madri, e svolgere dunque la figura della donna del medioevo dedita solo alla famiglia e alla cura dei bambini; alle seconde era permesso studiare ed essere indipendenti.

Con gli studi dettati dall’autore è possibile incontrare durante la lettura anche argomenti di psicologia e psichiatria che affrontano i temi come il suicidio, l’accettazione del corpo, il disturbo della identità vivibili in situazioni quotidiane e non sotto il punto di vista di un dottore e/o studioso.

Pensieri personali del libro: La forza del romanzo è la sua dimensione particolare e la vastità dei temi che affronta. Non è semplice riuscire a fronteggiare temi così presenti e vivi nel nostro presente e nella nostra società, senza mai cadere nel banale o nella superficialità. Gianfranco Sorge riesce a parlare con una dialettica, quasi amica, di temi difficili da affrontare.

Se avessi avuto gli occhi neri” è un ritratto di una famiglia siciliana e contemporaneamente il ritratto di una società vecchio stampo del ‘900.

Il romanzo si suddivide in due parti: la prima dedicata al personaggio di Stella e al suo tentato suicidio e alla sua condizione di vittima dell’uomo che aveva sposato; nella seconda parte si concentra sulle difficoltà che dovranno essere affrontate da Carmelo e dalla sua volontà di stravolgere la propria identità fino a porre un cambiamento radiale.

E’ un romanzo forte. E’ un romanzo che cattura l’attenzione del lettore e la travolge. E’ un romanzo che ti prende il fiato e lo fa a pezzettini come mille fogli di carta. E’ importante parlare di queste tematiche, è importante diffonderle ed è importante che la gente legga – senza spaventarsi e/o impressionarsi – di realtà fin troppo attuali.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio ancora una volta l’autore che si è affidato alla mia valutazione e mi ha permesso di conoscere questo secondo titolo.

Lo consiglio con tutto il cuore.

Recensione “La storia perduta. Fairy Oak”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un fantasy molto atteso e richiesto della saga Fairy Oak – ” La storia perduta” in collaborazione con la Salani Editore.

Vi allego il link per acquistarlo su Amazon, basta cliccare qui.

Un libro meraviglioso e molto atteso dai lettori della saga. Un libro pieno di speranza e di dolcezza, come se fosse una ninna nanna per bambini.

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Copertina: Ho adorato sia la copertina ( super colorata e ben definita )
Titolo: La storia perduta
Autore: Elisabetta Gnone
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama: Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all’anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.


Valutazione: Dopo 15 anni, siamo tornati in questo mondo fantastico e pieno di avventura con le sorelle Vaniglia e Pervica. Durante la lettura del romanzo mi sono emozionata, come se fossi tornata una bambina. Mi sono innamorata della semplicità e della genuinità delle protagoniste, dell’impegno di ciascun personaggio che con il proprio carattere e forza d’animo è riuscito a modellare le avventure rendendole ancora più uniche. Mi sono affezionata ai temi trattati: il rispetto verso gli animali, l’amore per la conoscenza – come nel caso di voler conoscere la leggenda sull’avvistamento della balena, il senso dell’amicizia e la sua forza.

Sono temi sempre importanti e sono felice di averli trovati all’interno di un libro adatto per tutti, sia piccini che grandi e con semplicità riesce a trasmettere valori fondamentali.

Mi sono innamorata delle illustrazioni all’interno del romanzo, è bello vedere immagini gioiose e piene di ricordi.

Com’è composto il libro? Si articola in due situazioni: flashback e il presente. Nel presente, si vede la narrazione delle due sorelle ormai in età adulta che tra un sorriso e l’altro portano alla memoria i ricordi di quando erano bambine e qui, entra in gioco la fase del flashback.

Vaniglia

Vi ricordate da bambini quando ogni cosa per voi era fondamentale? era importante farla e farla, soprattutto, bene! E qui abbiamo le parole chiavi del romanzo: balena e leggende.

Non è un’avventura che mira solo a scoprire se esiste una balena tra le loro acque e se è mai stata avvistata nei due cento anni precedenti, ma come si evolvono i rapporti fra le stesse famiglie della comunità, come riescono i ragazzi a scoprire le vere origini di Fairy Oak, come si impegnano i compagni di Vaniglia e Pervica, insieme a loro, a raggiungere l’impossibile.


Pensieri personali del libro: Ci troviamo tra i banchi di scuola, ci ritroviamo tra le belle compagnie, tra i segreti e i misteri.

Nell’armonia della classe di Pervinca, soprannominata Vì e Vaniglia, chiamata Babù, succede qualcosa di inaspettato: i professori riescono a suscitare l’interesse nei propri alunni per la storia. Una storia particolare e movimentata, piena di mistero e ricca di segreti.

Vengono enunciati grandi insegnamenti, sia nei confronti del rispetto degli animali ma anche per i rapporti personali:

“Un cane è una grossa responsabilità. Non è un giocattolo o un passatempo, è un essere vivente. Bisogna curarlo se si ammala, portarlo a spasso anche quando piove, nevica o tira un vento da nodi; occorre pulire dove sporca e dargli da mangiare tutti i giorni per tutti gli anni che vivrà. Non si può dire : “Oggi non ne ho voglia” oppure “Ora non ho tempo”.

Un mondo pieno di magia, di fate, incertezze, nuovi amici e crescita di amori. E’ una storia particolare e piena di conoscenza, un romanzo che educa il lettore in mille sfumature.

FAIRY OAK La storia perduta di Elisabetta Gnone - il mondo di Chri


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Consiglio questo libro a tutti i sognatori, a coloro che vogliono immergersi in una storia piena di sentimento e passione. Consiglio di farsi trascinare dalla bellezza del mondo di Fairy Oak e farsi cullare dalla delicatezza delle onde.

Recensione “I Trionfi del Vuoto- La nuova alba”

Buon pomeriggio lettori di fantasy! Oggi vi porto alla scoperta di un titolo tutto italiano “I Trionfi del Vuoto – La nuova alba” uscito il 10 Dicembre. Ringrazio Acheronbooks e il suo autore Masa Facchini.

Puoi acquistarlo su Amazon cliccando qui.

E’ un fantasy tutto italiano che gira intorno al potere e alla magia con un mondo carico di avventure che circondano la vita di quattro protagonisti: il maledetto, il condottiero, la reietta e l’erudito.

Copertina: meravigliosa e innovativa
Titolo: I Trionfi del Vuoto- La nuova alba
Autore: Matteo Masa Facchini
Data di rilascio: 10 Dicembre 2020
Genere
: Fantasy
Trama: Sulla Quinta luna, l’Onda – magia antica che promette prodigi – sta morendo. Ma c’è ancora speranza. I destini convergono, le figure si uniscono e si intrecciano in un gioco che può portare rovina o redenzione. L’Erudito è un ciclope sinistro, che ha abbandonato la vita nei campi per dedicare anima e corpo allo studio. Per ripristinare l’Onda, è disposto a viaggiare fino all’ultimo porto in cui uno come lui dovrebbe andare. Il Condottiero ha visto massacrare i suoi uomini. Per riscattare il suo onore, ora ha votato se stesso alla riconquista della misteriosa, potente reliquia della sua dea. Il Maledetto era un capitano, prima che un oscuro sortilegio gli impedisse di posare gli zoccoli sul ponte di una nave. Adesso è solo un fauno di terra, ma è disposto a tutto per tornare quello che era un tempo. La Reietta sopravvive come una ladruncola nei bassifondi di una città sospesa, che l’ha ostracizzata a causa dello strano marchio che porta sulle ali. Per cercare il suo destino, deve partire e fermare tutti gli altri, prima che sia troppo tardi. Quattro protagonisti, quattro carte in gioco, quattro destini che s’intrecciano per sancire le sorti di un continente alla deriva.

Valutazione: Un fantasy da una forte essenza e trama, due filoni che si intrecceranno: da un lato vedremo uno sviluppo accompagnato dal personaggio Torano Fler in missione per un compito speciale e segreto e dall’altro lato ci troveremo davanti alla storia narrante di Bronte e Ales alla ricerca dei sigilli nella città Adda.

Lo definirei un high fantasy con molti riferimenti alla mitologia greca.

I primi capitoli li ho trovati lenti, forse perché essendo un nuovo mondo il lettore ha bisogno di ambientarsi e catapultarsi nelle circostanze che si creano. La lettura nei capitoli successivi è fluida, ricca di avvenimenti e di descrizioni. Una forte descrizione anche degli stessi personaggi che rappresenteranno il contesto narrativo e nulla è lasciato al caso, una grande immaginazione anche nei dialoghi e di come far combaciare ogni protagonista alla propria esclamazione di conversazione.

Un mondo popolato da animali reperibili nei fantasy classici e che accompagnano il lettore in avventure che nonostante la lontananza, lo faranno sempre sentire a casa: fauni, felidi, ciclopi e tanti altri e anche la presenza di umani.

Tutto gira intorno alla Quinta Luna, nei territori delle “Le Quattro Marche” e della tragedia che la circonda. Un territorio che per molto tempo è stato abitato dall’Onda, una fonte di energia magica che con il tempo diviene sempre più debole. La Deriva ha portato la Quinta Luna a distaccarsi dalla terraferma condannandola a vagare nell’oceano. Per esplorare nuovamente il mondo bisogna ripristinare l’equilibrio.

Quattro protagonisti con una propria storia che verrà narrata in ciascun capitolo finché non diverranno una storia sola:

Bronte, l’erudito è un ciclope gentile con un l’occhio dal lato sinistro e appartiene all’antico Ordine dei Fratelli della Terra – gli ultimi che manipolano ed usano i deboli stralci rimanenti dell’Onda. Il suo compito sarà quello di ripristinare l’Onda e salvare la Quinta Luna. Una missione importante.

Ales, il maledetto è il fauno di Terra e da quando è stato vittima di un maleficio non può mettere piede sulla tolda della sua nave.

Lierna, la reietta è una vittoria alata con una vita tormentata dalla furtività e parte alla ricerca del proprio destino.

Torano Fler, il condottiero è un uomo che viene definito all’inizio del romanzo come un codardo perché è stato accusato di una ingiustizia per aver lasciato i suoi uomini a morire sul campo di battaglia nonostante il suo essere condottiero darà priorità alla missione principale.

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Pensieri personali del libro: Ammetto che inizialmente ho avuto difficoltà nel mantenere la concentrazione durante la lettura perché non riuscivo ad immergermi completamente nella narrazione, man mano che le pagine passano però ti trovi catapultato in mezzo ai personaggi e a fine lettura ne senti anche la mancanza. Ogni personaggio ha la sua caratteristica che lo identifica e il suo carattere. E’ un mondo che ti trasmette una voglia di viaggiare e di condurre una vita da avventuriero senza paragoni. Non è solo un mondo magico, ma è una storia con molti riferimenti interessanti: elementi culturali, religiosi e i miti.

Il finale del romanzo è inaspettato, entusiasmante e forte.

Un viaggio caratterizzato da storia, culture, tradizioni e antiche conoscenze.

Mi è piaciuta la base su cui si è costruito il fantasy e anche l’attenzione posta nei confronti di ciascun personaggio. L’autore usa una scrittura leggera, semplice e diretta. Non ci sono errori di battitura e c’è l’assenza di errori grammaticali. Personaggi diversi, unici e in qualche modo trasmettono anche caratteristiche di umanità. Il tema dell’amicizia, della salvezza e della pace sono la chiave di lettura del romanzo.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

E’ un libro che deve essere letto in compagnia dei suoi meravigliosi Tarocchi. Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del fantasy.

Ringrazio Cristiano (amegalattica su instagram), la casa editrice Acheron (acheronbooks su instagram) e l’autore Matteo Masa Facchini (masa82books su instagram).