Fiaba di Cenere

Ti racconto di una storia piena di coraggio e determinazione che ha come protagonisti due bambini che ricercano la volontà attraverso un viaggio che si mostrerà avere una destinazione inesistente, ma che insegnerà grandi valori.

Fiaba di Cenere” di Simone Pace presentato ed editato da EdizioniBD – dopo il debutto sull’app TacoToon – un nuovo capolavoro tutto italiano da non farsi sfuggire!

Trama:

L’esercito del fuoco sta avanzando e distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino, lasciandosi alle spalle solo morte e cenere. Un triste destino toccato anche a Marlo e Marfisa, due fratelli sopravvissuti alla distruzione della loro città d’origine, in fuga dalle fiamme della guerra che stanno consumando ogni cosa. Eppure, le leggende parlano di un luogo incantato, un posto sicuro le cui lande lussureggianti non sono mai state toccate dalle fiamme. Così, i due orfani si mettono in marcia, guidati dalla figura evanescente di una dama di fuoco, alla ricerca della salvezza. Un cammino lungo e dai pericoli indicibili, nel quale incontreranno personaggi unici e alcune tra le verità più oscure che si celano nel cuore umano.

Cosa ne penso?

Siamo cresciuti con la visione di fiabe che addolciscono la realtà dell’uomo e dei suoi vizi. Siamo cresciuti con la visione di fiabe che non hanno quasi mai l’aspro sapore della crudeltà, ma Fiaba di Cenere riesce con una narrazione quasi cruenta e danzante a mostrarci un mondo lontano, ma anche vicino a noi.

“in questo momento, tu dovresti essere già morta… però non lo sei e devo dimostrare che c’è una ragione perché sei fragile, ma non cadi. Sei piccola, ma non tremi (..)”

Non chiedere scusa per essere sopravvissuto.

Una storia che tra fiamme e colori danzanti, ci mostrano un mondo di crudeltà dove grandi e piccini cercano di sopravvivere.

Alla ricerca di un luogo che non ha mai conosciuto il fuoco e l’uomo, ci troviamo immersi nella drammaticità di una cittadina che perde il suo splendore a causa della guerra e cerca nel suo modo più disperato di sopravvivere. La crescita accelerata di una coppia di bambini, Marlo e Marfisa, che si trovano a rubare del cibo per vivere, imparano l’arte della spada per difendersi e cercano un proprio posto nel mondo.

La brutalità dell’uomo che distrugge tutto ciò che lo circonda e cerca nuovi posti in cui vivere e distruggere. Un ventre di malinconia e di profondità che nasconde un serpente di distruzione, ma il coraggio dell’essere umano anche nell’affrontare il fuoco.

I disegni sono fumettistici, dinamici e formosi e si arricchiscono di colori vivaci ma allo stesso tempo cupi che rimangono impressi. Una danza di colori tra azzurro del cielo e del mare, il rosso del fuoco, il verde delle pianure. Una narrazione impregnata nel fantasy storico con la presenza di cavalieri, stregoni, luoghi medievali e villaggi.

Un fumetto che non ha paura di mostrare la distruzione e la speranza derivanti dalla guerra, un miscuglio di sentimenti e sensazioni che spingono Marfisa e suo fratello lontano dalla loro città. Due personaggi che a modo loro, troveranno una strada da percorrere con determinazione e fragilità.

Le lupe di Pompei

Siete in cerca di un romanzo appassionante che riesca a farvi immergere in unaPompei drammatica ma allo stesso tempo gloriosa?

Avete amato Circe o La canzone di Achille o altri retelling e siete in cerca di qualcosa che vi possa rimanere impresso?

Le lupe di Pompei” di Elodie Harper è un romanzo acuto, intraprendente e dinamico che vi trasporterà in un tempo lontano tra una vita di lusso e la povertà. Edito dalla Fazi Editore, Le lupe di Pompei è un titolo che suggerisco di recuperare.

le lupe di pompei

Trama:

Le lupe di Pompei sono Amara, Didone, Vittoria, Berenice, Cressa. Ma nessuna di loro si chiama davvero così. Questi sono i loro nomi da schiave, costrette alla prostituzione nel bordello cittadino dal cinico padrone Felicio. Nella Pompei antica, che procede ignara incontro al proprio destino, vivendo contrasti abissali tra ricchezza e miseria, uomini e donne, cittadini liberi e schiavi privi di qualunque diritto, le ragazze che abitano il postribolo tentano ogni giorno di sopravvivere alla brutalità delle loro notti. Qualcuna, come Amara, ricorda un passato di libertà ed è decisa a riconquistarlo con ogni mezzo; altre, al contrario, sono nate schiave e non hanno conosciuto un’esistenza diversa. Ma nonostante il dolore di ogni storia personale e la continua gara per procacciarsi clienti, denaro e pane, le lupe possono contare le une sulle altre, farsi custodi delle reciproche debolezze e paure, proteggersi a vicenda ogni volta che è possibile, senza perdere la capacità di cogliere minuscole gioie quotidiane, ma soprattutto senza perdere la speranza: le strade di Pompei sono piene di opportunità e perfino chi non ha più nulla può trovare un’occasione per rovesciare la sorte in suo favore.
Con Le lupe di Pompei, primo capitolo di una trilogia imbastita sullo sfondo di una realtà lontana nel tempo ma brulicante di vita, Elodie Harper mette in scena un denso, avvincente racconto di resistenza umana e femminile, riuscendo a dar voce alle donne le cui storie sono rimaste ai margini della Storia.

Cosa ne penso?

“Senza fine sarà la notte

ed è strada che si deve percorrere”.

Le Lupe di Pompei è un romanzo accattivante e sorprendente. Tra citazioni di Ovidio, Marziale, Graffiti a Pompei e descrizioni accurate, ti ritrovi catapultato anni or sono, in una Pompei trafficata da libertà e schiavismo con i nobili e la plebe che cercano di sopravvivere alla dura realtà con tutti i mezzi a disposizione.

Elodie Harper ci fa scortare in queste scoperte uniche e sorprendenti, dalle ‘lupe‘ che vendono loro stesse per uscire dal tunnel della schiavitù. Amara, Didone, Vitoria, Berenice e Cressa sono donne divenute schiave, tutte con un passato differente, ma con un presente in comune.

Tra litigi, possessi, conflitti e amori nuovi, le nostre lupe affronteranno la realtà di una Pompei angusta e oscura.

Mi sono completamente fatta trasportare dal dinamismo e dalla cura narrativa dell’autrice, una scrittura che ti fa perdere la concezione del tempo, una narrativa che ti colpisce e un ambiente che ti trasporta come una zattera sul fiume. Il racconto prende il possesso di te stesso e del tuo tempo, ti fa vivere le difficoltà delle lupe, ti fa comprendere la necessità e il bisogno che provano gli schiavi della Pompei antica, ti senti anche stanco e rammaricato per le loro sfortune e i lori non averi.

Donne che hanno perso il diritto di amare e di essere amate, donne che hanno perso il loro nome, Donne che hanno perso il loro tempo ma non l’amore per la libertà.

Un succulente tratto drammatico delle schiave prostitute e della guerra di chi le governa, Le lupe di Pompei mostra senza paure e limiti quello che vivevano le donne e gli uomini quando la fortuna li abbandonava o quando le loro famiglie non potendosi permettere un pezzo di pane vendevano i loro figli. Una cruda realtà ormai abbandonata, ma che è esistita.

Elodie Harper riesce a mescolare in un unico volume romanzato una Pompei lontana ma piena di sentimenti che vivono ancora oggi.

Le stanze infestate. Tredici racconti di fantasmi e una casa delle bambole. 

Siete in cerca di racconti dell’orrore adatto per questo Halloween? Volete immergervi in una lettura scorrevole dagli aspetti gotici, ma con delle edizioni particolari e ben realizzate?

Ho letto i tre volumi di “Le stanze infestate. Tredici racconti di fantasmi e una casa delle bambole” edito dalla Caravaggio Editore realizzati da Enrico De Luca (Autore) e Matteo Zanini (Autore) con l’aiuto di Daniele Serra (Illustratore).

Le stanze infestate. Tredici racconti di fantasmi e una casa delle bambole. Con Poster. Vol. 1 - Enrico De Luca,Matteo Zanini - copertina

Trama:

Nella grande, solitaria dimora dell’anziana professoressa Diletta Sapienza, c’è una misteriosa e imponente casa delle bambole con 13 stanze, depositarie di minuscoli segreti in parte celati tra bui pertugi e passaggi appena visibili nella tenue luce dei lampadari in miniatura. In ogni stanza è stato nascosto un libriccino, elegantemente rilegato e contenente una ghost story di un grande autore del passato, che Marco, giovane volontario, leggerà insieme alla donna. Attraverso la casa delle bambole i due protagonisti intraprenderanno, insieme al lettore, un lungo e graduale percorso di conoscenza di sé e del passato, alla scoperta di autori, opere e stili, da troppo tempo ingiustamente dimenticati. Con un racconto di Nathaniel Hawthorne.

Cosa ne penso?

Questo titolo è una immersione negli aspetti gotici dark di cui sono follemente innamorata e posso sostenere che la lettura è molto scorrevole, forse grazie anche alla grandezza del font nonchè anche dalla curiosità che nasce nel lettore andando avanti nella lettura.

Ho letto i primi tre volumi che trattano tutti della stessa storia in maniera continua e questo aiuta tantissimo al lettore anche ad immergersi, aldilà della storia in sé di Marco, un ragazzo che aiuta sua madre nel far volontariato conosce la professoressa Daniela Sapienza che ha una casa particolare dove nel salotto si trova questa casa delle bambole composta da 13 stanze. Non è solamente un racconto che permette al lettore di immergersi in una visione adolescenziale di un ragazzo che non essendo totalmente amante dei romanzi si trova a scoprire un mondo nuovo, ma anche per conoscere nuovi testi che normalmente non sono suggeriti.

Quello che ho apprezzato maggiormente in questa raccolta, ricordo che a fine mese di ottobre uscirà il quarto volume, è la dedizione che si è avuta nei confronti della realizzazione nel complesso di questi libri, ossia di questi tre volumi. Le illustrazioni principali che possiamo osservare nella copertina sono qualcosa di maestoso e particolare che ti danno proprio un senso di antiquato e di particolare e unico che riesce a immergersi nella memoria del lettore nonchè anche la grafica interna che si distingue tra il racconto di Marco e della Professoressa e la rilegatura anche di quei testi che Marco stesso legge ad alta voce.

Una casa delle bambole che il nucleo essenziale del racconto è in questa casa ci sono 13 stanze, 13 stanze che raffigurano i 13 racconti dell’orrore e gotici che si affronteranno durante la lettura. Parliamo di storie inedite che hanno come oggetto i fantasmi che per la prima volta sono stati tradotti in italiano, quindi sono una vera e propria scoperta da gustare.

Sarà una serie composta da sei volumi in totale che ci faranno immergere in un mondo lontano innondato da avventure mai conosciute prima.

Rabbits. Gioca se ne hai il coraggio

Hai amato squid game la serie tv, ma non sai proprio cosa leggere per entrare in quel mood di sopravvivenza? Sei stanco di leggere sempre i soliti thriller? Ti consiglio “Rabbits. Gioca se ne hai il coraggio” di Terry Miles edito HarperCollins!

Rabbits. Gioca se ne hai il coraggio - Terry Miles,Luigi Maria Sponzilli - ebook

Trama:

È un normalissimo giorno lavorativo, uguale a tanti altri. Ti hanno assegnato un compito che ti ha assorbito completamente, e quando guardi l’orologio ti accorgi che sono le 4:44 del pomeriggio. Controlli le e-mail, e scopri che hai 44 messaggi non letti. Sorpreso, ti rendi conto che è il 4 aprile: 4/4. E quando sali in macchina per tornare a casa il contachilometri segna 44.444. Una coincidenza? O hai appena visto l’ingresso della tana del coniglio? Rabbits è un colossale Alternate Reality Game che usa il mondo intero come scenario. Da quando è nato, nel 1959, si sono tenute dieci iterazioni e sono stati decretati nove vincitori. Nessuno conosce la loro identità, e non si sa nemmeno in cosa consista esattamente il premio che hanno vinto: forse una favolosa somma di denaro, forse un ingaggio nella CIA, forse addirittura l’immortalità o la chiave per decifrare l’universo. L’unica cosa certa è che più ci si addentra nel gioco, più diventa pericoloso: in passato sono morte delle persone, e il numero di vittime sta crescendo. E ora sta per iniziare l’Undicesima iterazione. K, affascinato da questo mondo segreto, cerca da anni un modo per partecipare. L’occasione si presenta quando il ricchissimo Alan Scarpio, presunto vincitore di una delle passate edizioni, lo contatta per affidargli una missione disperata: c’è qualcosa che non va nel gioco, e K deve risolvere il problema prima che inizi la nuova iterazione, o il mondo intero ne pagherà le conseguenze. Cinque giorni dopo Scarpio viene dato per disperso. Due settimane più tardi, K manca la scadenza. Inizia l’Undicesima iterazione. E tutto a un tratto è in gioco il destino dell’intero universo.

Cosa ne penso?

Questo romanzo dalle sfumature thriller, si apre con una introduzione davvero accattivante, già la copertina suscita curiosità al lettore e con questi colori così particolari e il disegno di un coniglio, che tra l’altro sarà anche l’oggetto del romanzo stesso maniera metaforica, lo rende un titolo da consigliare.

Rabbits è un gioco segreto. Sicuramente non ne hai mai sentito parlare se non per caso o sul dark web. Nessuno sa chi gestisce il gioco, come si fa ad entrare o chi ne siano i giocatori. Tu parteciperai senza sapere di essere in gioco, “La porta è aperta“, è l’unico indizio. Se riesci a trovare gli schemi, scoprire gli indizi e aprire la tua mente, il gioco potrebbe sceglierti. 

È in corso dal 1959 circa e fino ad adesso ci sono state dieci iterazioni, ora è in partenza l’undicesima ma quali sono i rischi di chi gioca a questo gioco segreto? Le vite si perdono a colpo di ciglia, coloro che gareggiano lo fanno sotto pseudonimi e senza alcuna reale comprensione della posta in gioco o di cosa viene assegnato al vincitore. 

Tutto ha inizio quando K. viene avvicinato da Alan Scarpio, un miliardario solitario etichettato come uno dei vincitori di un’iterazione passata di Rabbits. Davanti ad un piatto di torta a Seattle, Scarpio dice a K. che qualcosa non va nel gioco e che ha bisogno dell’aiuto di K. per comprenderne il problema, però prima che possa spiegare, Scarpio viene interrotto da una telefonata allontanandosi dal luogo lasciandosi dietro tante domande. Il giorno successivo Scarpio viene dichiarato disperso lasciando K. il peso di scoprire la verità.

Dalle sfumature di Squid Game ci troviamo ad affrontare una realtà più virtuale e innescata da logica, deduzione e grinta nel voler andare avanti. Rabbits si presenta come un libro tortuoso, con dinamiche che fanno su e giù come le montagne russe, personaggi nascosti e altri intraprendenti, un lettore che non può perdere l’attenzione nemmeno per una virgola e messaggi nascosti.

Terry Miles ci porta in un vero e proprio paese delle meraviglie dove i concorrenti vengono etichettati come conigli che devono correre da una parte all’altra per riuscire a snocciolare le problematiche connesse al gioco senza avere effettivamente degli indizi o una mappa su come muoversi. La modalità di narrazione e di investigazione che nasce dalla scrittura stessa, coinvolge totalmente il lettore che non riesce a distaccare i suoi occhi dalle pagine e continua per ore a immergersi in questo mondo davvero molto complesso e personaggi sono tutti i particolari. La narrazione salta nelle linee temporali, una narrazione con un ritmo lento e tanti elementi come ulti psichedelici di giochi per computer, doppelganger.

Il padrone di Jalna

La Fazi editore si cura ormai da tempo dei titoli della scrittrice Mazo De La Roche – scrittrice canadese di lingua inglese. – ed è tornata con il nuovo titolo ‘Il padrone di Jalna‘.

Un interessantissimo scritto composto da 414 pagine intrinseche di sentimentalismo mettendo a nudo la società e il cuore delle persone.

Il padrone di Jalna - Mazo De La Roche,Sabina Terziani - ebook
Una nota particolare : la copertina con questo rosa pastello è di una bellezza incantevole.

Trama:

È primavera inoltrata a Jalna, e Renny Whiteoak passeggia nella tenuta. Dopo la scomparsa di Adeline ha preso in mano le redini della dimora e dell’intero clan. Il denaro scarseggia e le preoccupazioni domestiche sono all’ordine del giorno; eppure, non può fare a meno di provare gioia e soddisfazione mentre calca quei sentieri che sente suoi, percorsi da lui e dai suoi cari per decenni, tracciati dalla famiglia dove prima c’erano solo foreste: sentieri che sono stati testimoni di scene di ogni tipo, pensa sorridendo fra sé e sé. Così, quando l’amministrazione locale decide di abbattere le querce secolari nei pressi della tenuta per allargare la strada che la costeggia, Renny non ci sta: quegli alberi fanno parte della storia dei Whiteoak. Li proteggerà dall’abbattimento, costi quel che costi. Nel frattempo, il suo rapporto con Alayne si fa sempre più complicato: l’attitudine da donnaiolo non aiuta, e anche la gestione della figlia è terreno di scontro. La piccola Adeline, che ha ereditato i capelli rossi, la forza di volontà e il carattere feroce dell’omonima bisnonna, è una mina vagante. Dal canto suo, invece, Wakefield ha presto messo da parte l’amore per la poesia in favore di una scoperta ben più appassionante: le ragazze. Una in particolare. E mentre i giovani di casa vanno avanti ognuno per la propria strada, gli adulti sono divisi da antichi risentimenti… Nuovi intrighi e nuovi conflitti, conditi come d’abitudine da dissapori e tradimenti, attendono i membri della famiglia Whiteoak in questo quarto, imperdibile capitolo della saga di Jalna.

Cosa ne penso?

La scrittura selvaggia e diretta di Mazo De la Roche ci catapulta in pochi secondi in un romanzo passionale che ci lascerà senza fiato. Una saga familiare che riesce a sorprendere pagina dopo pagina con un mutamento degli eventi e dei personaggi in maniera imparagonabile e calzante.

La nudità dei personaggi verte sul fatto che sono così semplicemente egoistici, egocentrici e a volte irritanti. Non sono personaggi fortemente positivi, bensì estrinsechi di sentimenti negativi e di una complessità non indifferente. – personalmente ho apprezzato molto questo tratto

Niente è perfetto e di certo non lo è neanche questa famiglia canadese che continueremo a scoprire piano piano.

Il padrone di Jalna è stato pubblicato nel 1933 è il decimo libro cronologicamente della serie. Gli eventi si svolgono nel 1932. 

Un quarto volume che si colora di ritorni e incontri, intrecci e tradimenti, problemi economici che mettono a dura prova l’animo umano e legami che si spezzano fragilmente.

E così confessò il suo amore in cucina, in mezzo ai vapori del cibo e all’odore del sugo, con lo sguardo fisso su un tavolo ingombro di pentole e stoviglie, mentre la domestica litigava con Rags che era venuto da Jalna per servire a tavola.

Il litigio sulle proprietà, la conquista del proprio territorio. Il padrone di Jalna si apre con la problematica connessa ai loro alberi secolari che potrebbero scomparire per dare spazio alla civiltà, all’evoluzione e alla strada. Un pensiero che turba la famiglia, che incasina i loro cuori.

I romanzi di Mazo de la Roche sono immersi nel classicismo, con la loro aria fresca e vintage ti fanno rivivere vecchie letture di altri tempi con un occhio verso l’umanità odierna. Non è semplice saper affrontare in maniera decisa e mai decadenziale una narrazione composta da più sezioni dove mostra l’evoluzione della saga familiare nonché anche dei rancori e dell’umanità che si cela dentro ogni personaggio.

Ci ritroviamo a seguire le storie di ciascun personaggio, ognuno intraprende un percorso a sé e si sviluppa all’interno di un arco narrativo proprio, indissolubilmente legato alle sorti della famiglia Whiteoak e di Jalna.

La famiglia è particolare e la serie ti accompagna attraverso diverse generazioni che ti permettono di far luce sulla umanità e la realtà di cui si macchiano i personaggi, come se si stesse leggendo il riflesso di vita quotidiana di qualsiasi altra famiglia.

Roche aveva questo modo incredibile di descrivere ambientazioni e personaggi. Non ha mai descritto nulla in modo eccessivo, ma ha dato alla casa e alle persone all’interno una sensazione stravagante che fa sentire il lettore come se fossero lì e condividessero l’esperienza.

Barbarities II di 4

L’avventura nel mondo di Barbarities continua con il secondo volume edito MagicPress.

Vi ricordo che è un BL composto da quattro titoli, ambientato in un raffinato paese straniero dove il passatempo preferito di dame e gentiluomini è mettere il naso negli intricati affari di corte.

Trama:

Grazie al suo alto rango, il visconte Adam è stato messo al fianco del giudice Lord Montague per assisterlo nella vita di corte. Tuttavia, più che alla politica e agli affari giudiziari, le attenzioni del visconte sono rivolte a Joel, il nipote di Lord Montague, del quale si innamora perdutamente. La fama di Adam, uno dei più noti dongiovanni del Palazzo reale, non lo aiuta però di certo a conquistare la fiducia di Joel, che è molto diffidente nei confronti del visconte. Intrighi di corte, amori e disamori in questo secondo volume di “Barbarities”!

Cosa ne penso?

Tra lettere minatorie e nuove rivolte.

Sveliamo il vaso di Pandora che si porta dietro il volume due di Barbarities!

Il volume uno con grande sorpresa ha avuto degli ottimi feedback e i disegni, a parer mio, sono sempre incredibili. Ma questo secondo volume vale la candela della serie? 

Avvincente e mai scontato, posso sostenere che ne vale assolutamente la pena. Le vicende politiche a carico di Joel si addentrano sempre di più in minacce e oscure presenze che mettono a rischio la pace collettiva, nuovi personaggi entrano in gioco per minacciare una popolazione e Adam cerca ancora di far breccia nel cuore del suo amato.

All photos about Barbarities page 1 - Mangago

Sono piacevolmente sorpresa anche per lo spazio che si dedica a Louis e al suo servo fidato, Gilles.

I personaggi si moltiplicano, ma tutti hanno un ruolo fondamentale e vivace nella storia.

Chi si schiera tra le braccia del bene e chi del male, le situazioni iniziano a complicarsi e a diventare anche un po’ piccanti sotto le coperte.

Quello che ci preme sapere è: Adam riuscirà a far breccia nel cuore di Joel? Joel si farà davvero incantare dalla bellezza maestosa del suo Visconte?

Rimango sempre più affascinata dai disegni. Sarà una mia debolezza, ma le immagini che ritraggono Louis, Joel e Adam mi fanno perdere un battito di cuore. La loro maestosità, eleganza e delicatezza, mi fa innamorare sempre di più di questo titolo facendolo rientrare tra le mie top ten dei BL !

Per Louis e Gilles vengono dedicati alcuni spazi che ci fanno comprendere in particolare modo la loro relazione sotto le coperte, ma non solo questo. Giocheranno un ruolo fondamentale che sorprenderà il lettore, soprattutto per quanto riguarda la problematica del ritorno di “Simon” che non sarà certamente positivo.

Alcune tavole raffigureranno anche Re Christopher, re di Lorraine e Luca, figlio dell’attuale re di Tance che addolciranno un po’ i nostri cuori con uno scambio innocente di regali e parole dolci.

Hellcyclopedia

Chi ha mai detto che i nostri mangaka italiani non riescano a creare opere d’arte? Oggi voglio parlarvi di “HellCyclopedia” un volume unico appena sfornato dalla casa editrice Upper Comics che rileva grandi sorprese!

Reperibile cliccando qui.

Trama:

“Lasciate ogni speranza, o voi che leggete.”

fratelli Dixon, due stimati esploratori che dediti alla ricerca della conoscenza mettono a rischio le proprie vite in sfide sempre più ardue.
Durante una strana escursione, i due si ritrovano in una sanguinosa landa desolata, coronata da un inquietante monte sulfureo.

Che siano davvero giunti all’inferno?

Ma quando Loyd colto dall’entusiasmo inizia a lanciarsi alla scoperta, suo fratello Byron si schiera con la loro diabolica nemesi, e l’avvento di poteri infernali non frena i due dall’inseguire i rispettivi ideali.
Riuscirà Loyd nella titanica impresa di redigere un’enciclopedia sull’inferno?
Inizia per lui un solitario viaggio, accompagnato solo dalla morte…!

“In questa selva oscura, che la conoscenza era smarrita.”

Dal calamaio del fantasmagorico Rinaldo Di Lorenzo, preparate i segnalibri per esaminare la misteriosa enciclopedia degli inferi!

Ricordiamo che tutti i prodotti acquistati assieme a una prevendita, saranno spediti al momento del rilascio della prevendita.
Con ogni acquisto è garantita una carta da gioco e un quadernino in omaggio, fino a esaurimento scorte.

Cosa ne penso?

Siamo di fronte ad un manga che si ambienta tra i versi di Dante Alighieri e in particolar modo con l’inferno ed è caratterizzato da disegni semplici, ma creativi e maestosi, che ci faranno entrare in un mondo particolare e diverso da come lo conoscevamo. 

HellCyclopedia prende il nome dal libro che il protagonista sta scrivendo grazie alle sue scoperte, alle sue citazioni di caratteristiche di luoghi e mostri che durante il suo cammino si troverà a combattere ed esplorare.

Hellcyclopedia - Upper Comics

Siamo di fronte ad un volume unico che dà la spinta e l’energia per il suo autore a ingranare verso un futuro maestoso e piena di aspettative e nuove scoperte che non vedo l’ora di leggere.

Quando ho concluso la lettura di questo volume, sono rimasta sorpresa perché nonostante le sue linee di disegno siano semplici e molto occidentali, come è giusto che sia, le battaglie che vengono rappresentate nelle loro modalità creative e fantasiose che vanno a raffigurare demoni con le loro caratteristiche più particolari, non saranno mai caotiche.

A livello di narrazione e di grinta posso assolutamente sostenere che questo titolo ha tanti punti di vantaggio perché riesce a catturare l’attenzione del lettore creando un andamento aggressivo laddove ci si trova di fronte ad un combattimento ma si alterna in maniera morbida e lineare anche di tonalità più comiche che tendono ad alleggerire la tensione della storia creando un’ottima armonia.

Hellcyclopedia | La nostra recensione della guida "ufficiale" all'inferno  targata Upper Comics

Chi sono i personaggi di questa storia? Ci sono due giovani esploratori che cercano di portare avanti il duro lavoro del proprio padre e dunque tutto gira intorno alla ricerca, ricercare i luoghi e comprenderne le caratteristiche e riuscire a fare nuove esplorazioni.

Tutto cambia nel momento in cui si trovano di fronte a una nuova via, possiamo chiamarla via verso l’inferno perché è proprio un canale che connette il mondo terreno con il mondo dell’inferno e da qui possiamo già osservare le prime citazioni e riflessioni dei di testi che tutti noi già conosciamo.

Il protagonista verrà tradito dal suo fratello che anziché combattere secondo gli ideali del proprio padre e del proprio fratello, decide di affiancarsi a un demone di nome Lilith e tradire così i suoi ideali.

Ma cosa succede nel momento in cui un essere umano rimane ancorato su un terreno che non gli appartiene proprio come quello dell’inferno? Ovviamente non essendoci cibo umano, l’uomo si deve adattare e la peggiore delle ipotesi è proprio di cibarsi dei demoni che è riuscito a sconfiggere. Questo comporterà un mutamento delle sue caratteristiche esterne, infatti non avrà più il corpo di un uomo, tuttavia questo cambiamento non toccherà la sua personalità e la sua umanità.

Dopo tanti incontri e tante nuove rivelazioni, si giunge nel momento più importante ossia nell’affronto tra i due fratelli da un lato abbiamo il tradizionalista e dall’altro abbiamo il traditore e come risolveranno la loro disputa familiare?

Voglio sottolineare in primis che questo è il primo volume pubblicato dall’autore e che per essere il primo vero e proprio lavoro, devo dire che c’è un grande studio e una grande dedizione nei confronti di questa storia.

La narrazione si compone da caratteristiche che hanno già delle basi molto solide che con il tempo potranno migliorare e perfezionarsi, gli unici punti che secondo me perdono di forza sono sicuramente il personaggio del fratello minore quindi colui che ha tradito perché il suo modo di agire è caotico e poco chiaro.

Tuttavia, essendo una storia nuova e fresca sono contenta che finalmente si possa dar luce a combattimenti non caotici che aiutano il lettore a capire le scene, a personaggi ben definiti che si catapultano in ricerche e in ambienti maestosi come l’inferno di Dante Alighieri in chiave certamente moderna.

Aethernal vol.2

Ogni volta parliamo sempre di manga prettamente giapponesi, ma oggi voglio parlarvi di una scoperta da non lasciarvi assolutamente scappare soprattutto se gli piacciono le ambientazioni i punk e un po’ dark.

In casa UpperComics arriva il secondo volume di Aethernal, un magnifico manga occidentale che si legge da sinistra a destra come i classici romanzi ed è una scoperta assolutamente da non farsi mancare nella propria libreria.

Trama:

Nel ventiquattresimo secolo, la sete di sangue dell’uomo decimerà la popolazione terrestre mediante il quarto conflitto termonucleare.
Il genere umano troverà rifugio nelle arkae, soffocanti bunker ospitanti megalopoli sotterranee, soggiogate dai patriarchi.

Dopo aver cercato invano vendetta contro il patriarca Centauri e aver dato sfoggio dei suoi misteriosi poteri, Weiss viene scambiato per un patriarca e rapito dalle “Cicale“, un gruppo di contro il patriarcato che lotta per liberare Æthernal, la capitale delle arkae.
Riuscirà il ragazzo a dimostrare la sua innocenza? In bilico tra luci e ombre, la carneficina per il futuro dell’umanità sta per
raggiungere il suo culmine?

Dalla disturbante creatività del visionario Luca Maffia, l’intenso volume finale dello shonen cyberpunk campione di vendite!
Il viaggio verso le profondità di Æthernal arriva all’inesorabile epilogo.

Cosa ne penso?

Il primo volume, con la sua copertina particolare, mi aveva subito intrigata soprattutto per la trama creativa e anche per l’ambiente molto dark e cyberpunk.

Una storia che si ambienta nel futuro, nel XXIV secolo, in cui la sete di sangue dell’uomo decimerà la popolazione terrestre in un conflitto. Se nel primo volume è una sorta di introduzione in cui vengono già annunciati i personaggi nelle loro miglior caratteristiche e personalità ambigue e particolari, il secondo volume ci tuffa all’interno del nucleo della storia.

Le tavole sono molto movimentate, questo richiede una grande attenzione da parte del lettore e non solo, possiamo ritrovare delle schede che vanno a ripresentarci o a presentarci i personaggi, nonché c’è anche una alternatività con delle illustrazioni dei personaggi stessi.

Una battaglia sanguinosa, che non lascia dietro di sé nessuna paura, in cui i nostri personaggi hanno un unico obiettivo: quello di sconfiggere le Cicali e giungere ad una soluzione per Aethernal.

Weiss Stray, Schwatz e Rex sono i tre personaggi che prendono il centro dell’attenzione, tutto gira intorno ai loro pensieri e alle loro azioni. Weiss Stray assetato di vendetta, mostra la sua parte più profonda e le sue abilità non indifferenti.

Possiamo notare che le vicende si muovono molto velocemente e queste vengono accompagnate dal disegno molto frenetico e dettagliato del mangaka. Una storia che a tratti trova delle tavole un po’ confuse, altre molto particolari che catturano enormemente l’attenzione ed altre ancora che tendono a rallentare per far comprendere effettivamente come si sta evolvendo questa battaglia cruciale.

una battaglia così importante che viene anche accompagnata da una colonna sonora che possiamo trovare con il suo QR verso la fine del volume. La mia domanda è: perché farsi scappare questo volume? Corri a comprarlo!

La creatività che si può scorgere tra queste tavole, ma soprattutto per la tematica inerente ai governi e alla guerra, non è tanto lontano dai giorni nostri e tutti i pensieri che emergono da questa lettura in realtà sono piccole particelle dei nostri pensieri quotidiani. Ovviamente stiamo sempre parlando di un genere thriller, misto futuristico con caratteristiche molto particolari ma è assolutamente una storia da non lasciarsi scappare.

Ammetto che molto probabilmente avrei voluto godermi maggiormente il proseguo della lettura, visto che si conclude semplicemente con due volumi.

Probabilmente se devo trovare un difetto, per me la unica nota stonata è che ho riscontrato una rigidità maggiore rispetto al primo volume. Infatti il primo volume ha più flessibilità nel sfogliare le pagine, ma anche a livello di lettura delle tavole stesse, questa positività invece non l’ho riscontrata nel secondo volume che tende a essere più rigido, più difficile da aprire ma soprattutto alcune tavole nella loro bozze di conversazione vengono tagliate dalla chiusura del volume.

Aldilà di questo, sono davvero contenta che il genere del manga stia prendendo forma un po’ ovunque e soprattutto nella nostra Italia ci sono dei giovani talenti che mostrano la propria creatività con storie particolari e uniche.

Cupid Shock – Box

In questo mese di Maggio le intensità che si raggiunge con i vari titoli che sono stati annunciati dalla StarComics è superba. Oggi vi voglio parlare di un titolo da non perdere assolutamente! Parlo proprio di “Cupid Shock” nel suo formato box dove troveremo il volume 1 e il sequel, nonché una maestosa cartolina super carina che raffigura i nostri personaggi Ao e Shingo.

La Minta Suzumaru non è solo un miraggio, giunta in Italia non con uno, non con due, ma bensì con tre titoli meravigliosi! Vi ricordo che dalla stessa casa editrice sono stati pubblicati anche Non volevo innamorarmi e Golden Sparkle.

CUPID SHOCK BOX - MangaMania

Trama:

Shingo Nagata lavora come “cupido” nel suo liceo; dietro richiesta si occupa di scoprire interessi e tipi ideali dei ragazzi oggetto del desiderio e come ricompensa chiede solo del cibo. Un giorno, un gruppo di ragazze attratte dall’affascinante “Principe di ghiaccio” Ao, chiedono a Shingo di scoprire la causa della grossa cicatrice che il ragazzo reca sulla fronte.

Cosa ne penso?

Ammetto che ogni volta che leggo delle storie realizzate dalla Minta Suzumaru il mio cuore perde sempre un battito.

Sicuramente questa box non è assolutamente da perdere, infatti possiamo osservare la cura della casa editrice inerente all’estetica della box con questa scritta color pastello dedicata al titolo, anche nella parte posteriore possiamo osservare una illustrazione che raffigura i nostri due personaggi principali, all’interno del box potremmo trovare sia una cartolina che i due volumi.

Cupid ni Rakurai

La storia principale inizia con Shingo che viene soprannominato come ‘Cupido’ dai suoi compagni perché è in grado di trarre informazioni, con semplicità, per aiutare i cuori delle giovani ragazze della sua scuola e cercare di creare delle nuove storie d’amore. Tutto accade un giorno, quando due ragazze chiedono il suo aiuto per scoprire la misteriosa cicatrice sul viso di Ao, un ragazzo definito un lupo solitario e un principe freddo.

Cupid ni Rakurai

Shingo senza preoccuparsi delle circostanze e della sua insensibilità, si butta a capofitto in questa nuova missione e dopo aver incontrato Ao e chiedergli sfacciatamente della sua cicatrice, capisce di aver sbagliato metodo di approccio. Infatti tra i due si crea una certa distanza in quanto, prima di allora, non si siano mai parlati e sono dei semplici sconosciuti ma per via di alcune circostanze che diventano importanti per l’evoluzione del loro rapporto, Shingo viene a conoscenza di un segreto di Ao.

Quest’ultimo inizia ad osservare come il ragazzo dall’aria sempre vivace inizia a prendersi cura di lui e gli corre sempre incontro quando si trova in difficoltà. Questo segreto permette ad Ao e Shingo di avvicinarsi.

Due ragazzi con una grande popolarità, ma dal carattere differente. Shingo è circondato da un’aurea scintillante, positiva e piena di vivacità mentre Ao amante dello sport e dall’aura misteriosa, rimane sempre in disparte dai suoi compagni rimanendo un quasi solitario.

Nel primo volume, a metà storia, si aggiungono due personaggi che si distaccano dalla storia principale e sono Taira e Ryunosuke.

Taira porta avanti i bagni pubblici della sua famiglia ed è un grande amante dei muscoli, infatti nel suo tempo libero legge sempre riviste che raffigurano dei bellissimi ragazzi e i loro super muscoli. La clientela maschile sa della passione di Taira e permette di sfruttare quei momenti per soddisfare i suoi gusti personali, ma un giorno arriva un nuovo cliente di nome Ryunosuke. Un ragazzo diverso, particolare ma dal viso splendido. Ryunosuke inizia ad avvicinarsi pian piano a Taira, cercando di fargli capire il suo orientamento sessuale finché per alcune circostanze non succede che fa il grande passo e si dichiara.

Il sequel viene dedicato interamente alla prosecuzione della storia d’amore tra Shingo e Ao in cui si iniziano ad intravedere i primi segni di una litigata, le incertezze e i dubbi. Shingo che si è avvicinato al suo amato perché era l’unico a conoscenza del suo segreto, si troverà un nuovo rivale che farà fraintendere la situazione portando ad un allontanamento dei due ragazzi.

Cupid ni Rakurai Tsuigeki

Ao non sa come gestire la situazione e tra un errore e l’altro, si troverà a capire che Shingo ha dei dubbi e ha paura di essere lasciato. Farà di tutto il nostro lupo solitario per superare le sue paure e per far comprendere i suoi sentimenti a Shingo.

Cupid ni Rakurai Tsuigeki

La grande capacità di Minta Suzumaru è quella di rappresentare, nei suoi titoli, le paure adolescenziali e non, ma con una grande intensità. In volumi singoli riesce a racchiudere la nascita, la crescita e l’evoluzioni delle conoscenze e delle storie d’amore, riesce a captare la sensibilità di alcune tematiche e a trattarle con il giusto rispetto.

Cupid Shock non è da meno, in questi due volumi si racchiudono le paure di un amore, le incertezze nel vedere l’altra parte che si apre con persone diverse dal suo amato, la sensibilità nei confronti dei bisogni dell’altra parte ma anche la serenità e il benessere che una storia d’amore può portare con sé.

Sei in cerca di una storia che riesca a trasmetterti un senso di calore e ti riscalda l’anima? sicuramente l’autrice che fa per te è Minta Suzumaru!

Cupid ni Rakurai

Amatissimi

buongiorno cari lettori, oggi torno con un romanzo che può rientrare nei top ten delle letture che ho fatto negli ultimi anni e parlo assolutamente dell’ultima uscita della Fazi Editore dal nome ‘Amatissimi‘.

Prima di scrivere questa recensione, mi sono chiesta come è possibile parlare di questo titolo, nel senso quale fossero le parole più adatte da utilizzare per esprimere tutte le sensazioni contrastanti che mi ha trasmesso ma anche il senso di solitudine che mi ha lasciato a fine lettura.un senso di solitudine non espressamente sotto la sfumatura negativa, ma bensì quella sorta di solitudine che ti lascio un libro che ti ha preso il cuore e te l’ha riempito.

amatissimi

Trama:

Greenwich Village, anni Sessanta. La storica Terza Chiesa Presbiteriana fatica a tenere il passo con i tempi turbolenti e rischia di allontanarsi dalla comunità dei fedeli. Per risollevarne le sorti vengono scelti, insieme, i due pastori Charles Barrett e James MacNally, giunti a un approdo comune attraverso cammini molto diversi. Charles, destinato a succedere al padre come professore di Storia ad Harvard, fugge ogni imposizione con l’arrivo improvviso della vocazione religiosa. James, che per tutta la sua giovinezza ha dovuto fare i conti con un padre alcolista, nella Chiesa vede la possibilità di una battaglia per la giustizia sociale. Diverse sono anche le mogli al loro fianco: Lily, fieramente intellettuale, elegantemente severa, ma soprattutto convintamente atea, ha instaurato col marito un rapporto basato su una continua negoziazione; Nan, di tutt’altra formazione, cresciuta nel Mississippi, figlia amata e devota di un ministro del culto, ha fatto sua la missione del coniuge. Saranno quarant’anni di vita condivisa a unire i quattro in maniera indissolubile, tra incomprensioni, divergenze e sfide affrontate insieme, a partire da quella più difficile di tutte: la genitorialità. E laddove l’amicizia al maschile si rivelerà sempre un porto sicuro, il legame tra le due donne si mostrerà più arduo, continuamente minacciato da malintesi e rivalità.
Un romanzo dal passo classico, in cui la talentuosa esordiente Cara Wall, grazie a una penna sicura e capace di dar vita a una prosa di raffinata semplicità, ha creato quattro personaggi che, dopo averli accompagnati per decenni, sarà difficile salutare.

Cosa ne penso?

Cara Wall con la sua scrittura così emozionante, dinamica e mi permetterei anche definirla amica del passato, ci fa catapultare già dalle prime pagine è una storia che farà innamorare il lettore ma non nel senso che il lettore si affezionerà all’evoluzione degli eventi, bensì sono proprio i personaggi nella loro quotidianità, con il loro carattere pieno di difetti e pregi, con le loro convinzioni, con i loro amori, con le loro paure con la loro fede che fanno riscoprire nel lettore qualche elemento in comune.

Una scrittura leggiadra, una scrittura confidenziale che riesce a tenersi attaccato le pagine una dopo l’altra finché non ti ritroverai alla conclusione e proprio in quel momento ti sentirai un po’ vuoto, un po’ in solitudine perché ti sei affezionato così tanto l’andatura della lettura, dei personaggi nella loro semplicità che non presti mai abbandonare quella parte del mondo.

Proprio come si può percepire dalla stessa trama, Amatissimi è un titolo ambientato nel passato che riesce a connettere e collegare quattro vite diverse, quattro pensili diversi, quattro caratteri diversi.

La particolarità è che tutto nasce dagli eventi più banali della vita, dagli eventi che sconvolgono il pensiero umano e ti portano a porti una semplice domanda: esiste Dio?

Quello che voglio dire è che questo romanzo non si concentra su una concezione astratta e spiritica religiosa e non va a intaccare in nessun modo la dimensione di ciascuno di noi, si mostra come sia possibile, nonostante pensieri e concetti diversi, che l’amore possa superare qualsiasi ostacolo.

Un amore di altri tempi, un amore che nasce tra I corridoi di una biblioteca, tra le pause di una lezione è di un’altra, in mezzo a un concetto di solitudine derivante da una perdita.

In questo romanzo vengono mostrati i vari concetti spirituali di come viene inteso Dio, le più grandi problematiche che ogni uomo si pone nella propria esistenza, le problematiche della società stessa quindi si fa fronte delle paure, la solidarietà di una fede, le guerre, e anche le situazioni più problematiche esistenti e più vicine cittadini ma non solo, mostro come anche la fede può andare oltre essere abbastanza forte nel momento in cui la vita ti mette davanti ha un bivio e proprio quel bivio spesso ti butta giù.

Quattro vite che si intrecciano diventando delle coppie e queste coppie diventano un gruppo. Un gruppo consolidato, un gruppo che nonostante le simpatie possono essere ostacolate, nonostante la diversità di come una persona si pone di fronte ai problemi o di come decide di affrontare la propria fede se in maniera spirituale o in maniera materialmente realistica.

Assurdamente bello.

Perché ho utilizzato dalle termine? Perché spesso si ha paura di affrontare dei romanzi che sono ambientati nel passato e ti facciano sentire come se nel tuo presente ti mancasse qualcosa e quello che mi ha lasciato questo romanzo è proprio la voglia di assaporare ogni pezzo di quelle vite che sono state raccontate nonostante siano pezzi di vita probabilmente di fantasia.

Mi ha fatto venire voglia di conoscere questi personaggi, mi ha fatto né voglia di dialogare con loro e di approfondire i loro pensieri.mi ha fatto nel voglia di innamorarmi tra una ricerca universitaria all’altra, mi ha fatto venire voglia di correre tra i corridoi delle biblioteche e scontrarmi probabilmente una persona che mai nella vita penserei di portarmi sull’altare.

Mi ha fatto venire voglia di osservare il mondo, mi ha fatto né voglia di parlare con le persone, infatti ne voglia di conoscere le persone nonostante possono essermi non simpatiche a prima vista.mi hai lasciato un vuoto. Vuoto probabilmente non colmabile da altre letture perché è vuoto derivante dalla conclusione della sua lettura.