Tra le news di Jpop super acclamate per questa estate abbiamo ‘L’estate in cui Hikaru è morto’. Un’opera molto chiacchierata sia per il suo target e sia per gli elementi particolari che lo contraddistinguono.

Trama:
Yoshiki e Hikaru sono due ragazzi coetanei cresciuti insieme in un piccolo villaggio. Un giorno, Yoshiki nota la presenza di qualcosa di diverso nel suo amico: una qualche entità ha preso il suo posto. Pur sapendolo, Yoshiki continua a essergli amico, ma nel frattempo nel villaggio iniziano a verificarsi strani incidenti…
Cosa ne penso?
Tra i titoli da leggere sotto l’ombrellone questa estate, non possiamo trascurare “L’estate in cui Hikaru è morto” (titolo originale: Hikaru ga Shinda Natsu), l’ultimo manga seinen edito dalla Jpop, composto attualmente da tre volumi.
“L’estate in cui Hikaru è morto” è un’opera tanto attesa in Italia, che finalmente possiamo sfogliare e godere delle sue sfumature horror e soprannaturali.
Questo seinen non si limita a seguire i canoni del genere, ma presenta elementi che possono interessare un pubblico più vasto.

La trama di “Hikaru ga Shinda Natsu” è avvolgente e ricca di suspense. Ci troviamo di fronte a una storia misteriosa che ruota attorno a due ragazzi adolescenti, Hikaru e Yoshiki, cresciuti insieme in un piccolo villaggio.

Un giorno d’estate, Hikaru scompare tra le montagne per una settimana e, quando riappare, sembra che nulla sia successo. Tuttavia, il suo amico Yoshiki avverte delle vibrazioni insolite provenire dal suo affettuoso Hikaru, scoprendo così il segreto che si cela all’interno del suo corpo. Una presenza, definibile anche come “mostro“, ha preso possesso del corpo senza vita di Hikaru tra le montagne e cerca di vivere per la prima volta. Tuttavia, questa presenza mantiene i ricordi e i sentimenti che il vero Hikaru ha provato mentre era in vita, incluso l’amore verso il suo amico.
Man mano che il tempo passa, eventi strani iniziano ad accadere nel villaggio a causa della presenza di questa creatura, costringendo Yoshiki a confrontarsi con i suoi sentimenti contrastanti su come trattare questa creatura all’interno di Hikaru: continuare a considerarla un amico o cercare di allontanarla definitivamente.

Mokumoku Ren fa il suo debutto con questa meravigliosa opera, che non si limita a raccontare una storia misteriosa e horror, ma va oltre, cercando di arricchirla con una sottile sfumatura di romanticismo tra i due protagonisti.
Una particolarità che colpisce immediatamente nel primo volume è la bellezza delle tavole. I disegni dettagliati e ben realizzati mettono in risalto l’ambiente e i suoni del villaggio immerso nella natura, così come le complesse ed emozionanti sensazioni provate da Yoshiki e dalla creatura all’interno di Hikaru.
“‘Mi piaci da morire'”
“Allora vedi di non sparire mai più”.
È strano, inquietante, ma allo stesso tempo coinvolge il lettore nella sua narrazione. “L’estate in cui Hikaru è morto” presenta sentimenti contrastanti, un dolore profondo provato da Yoshiki che si sente “sbagliato” nel rimanere accanto a quell’essere che non è più il suo Hikaru, ma allo stesso tempo non vuole perderlo per sempre.
La Jpop ha curato l’edizione di “Hikaru ga Shinda Natsu” in modo impeccabile, offrendo una qualità grafica e di stampa eccellente. I disegni sono dettagliati e ben realizzati, capaci di trasmettere efficacemente l’atmosfera oscura e misteriosa della storia. La traduzione è fluida e la lettura risulta piacevole e scorrevole.
