Era destino che t’incontrassi

Tra le più celebri uscite nel mondo del romance, in Italia sbarca un nuovo titolo di punta ‘Era destino che t’incontrassi‘ edito dalla Starcomics.

Attualmente lo shojo è composto da quattro volumi in patria.

copertina

Trama:

Honda Yuuki, una studentessa universitaria che per la prima volta vive da sola dopo aver lasciato la campagna, è alla ricerca del vero amore. La sua ricerca subisce una svolta quando la sua migliore amica la porta in un certo posto…

Cosa ne penso?

Mi era mancato farmi abbracciare dalle vibes di uno shojo tutto d’un pezzo. Era destino che t’incontrassi è un’opera che ho conosciuto un po’ di tempo fa e l’adocchiavo costantemente su internet per i suoi disegni e per la sua storia, che nonostante non spicchi di originalità, presenta una narrazione fluida e intrecci amorosi davvero interessanti.

Era destino che t'incontrassi

Anashin ci regala emozioni già dal primo volume, facendoci immergere davanti a un quadretto romantico che grida ‘voglio innamorarmi’ ma allo stesso tempo trova dei limiti all’amore. La narrazione e i personaggi sono ben strutturati e nulla è lasciato al caso. Da un mix di delusioni dei primi incontri di prima pagina, fino al trabocchetto del ragazzo dall’aspetto ambiguo ma di buon cuore.

Yuuki Honda è una ventenne universitaria che si è trasferita a Tokyo lasciandosi alle spalle la sua cittadina di campagna e un amore che non ha mai prodotti i suoi frutti, nella sua nuova avventura nella grande città vuole innamorarsi ancora.

Tra le luci notturne di un bar, Yuuki incontra Iori, un ragazzo coi capelli ossigenati che al primo incontro casuale non ha dato una bella immagine di sé, ma si rivelerà presto un ragazzo che si impegna nel suo lavoro – da dentista e altri part-time – e nei suoi studi e ci tiene a prendersi cura dell’altro. Tra i due si crea una alchimia basata sull’amicizia, un sostenersi a vicenda a fronte degli eventi che intaccheranno la loro tranquillità, ma Yuuki con il suo essere ingenua e dolce riuscirà a mantenere saldi i suoi sentimenti?

L’uomo del destino, eh? Chissà se esiste davvero.
E se esiste adesso dove sarà?”

Era destino che t'incontrassi

Il concetto di amore e destino ancora una volta si incontrano e creano un’armonia agrodolce che danzerà tra le noti di un amore perduto e un nuovo amore nascente. Non manca di certo l’elemento più elettrizzante dello shojo: il triangolo amoroso, perché sì, anche la nostra Yuuki si troverà a fare delle scelte davanti a due ragazzi, uno del passato e uno del presente.

Perché apprezzo le opere di questo genere, nonostante siano classiche e rivedute nel tempo? In qualche maniera, anche grazie allo stile di disegno e occhio ai dettagli come gli accessori e al look o del calore dei sentimenti dei personaggi, mi sento in una calda coccola ogni volta che mi rilasso a leggere uno shojo. Possono avere mille cliché o cose viste e tritate, ma non mi annoia mai soprattutto se l’età dei personaggi è quasi equivalente alla mia. Mi fa sognare ad occhi aperti, insomma all’amore non si può mai dire di no, giusto?

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