Se siete appassionati di boys love e siete alla ricerca di un volume unico che possa sorprendervi ed emozionarvi, allora “Home Far Away” di Teki Yatsuda è la scelta perfetta per voi. Pubblicato da Panini Manga, questo titolo offre un’esperienza narrativa unica e coinvolgente, distinguendosi per la sua profondità emotiva e per elementi innovativi che lo rendono diverso dagli altri manga dello stesso genere. Con il titolo originale giapponese “Haruka Tooki Ie”, questo manga promette di catturare il cuore dei lettori con una storia toccante e ben costruita.

Trama:
Una notte Alan incontra Hayden, un giovane dallo spirito libero. I due vanno d’accordo, ma i nuovi sentimenti di Alan mettono alla prova la sua rigida educazione sconvolgendo la sua vita familiare. Hayden nel frattempo sta programmando di lasciare la città.
Cosa ne penso?
È possibile piangere per un’opera?
Home Far Away è quell’opera che ho scoperto completamente per caso e che ho acquistato nella versione spagnola qualche tempo fa. Ciò che mi aveva affascinato inizialmente era la bellezza dei disegni: delicati ed eleganti, riescono a trasmettere emozioni cristalline che ti commuovono solo guardandoli.

Una volta iniziata la lettura, ho sentito un peso crescere nel cuore, e ad ogni pagina sfogliata, mi trovavo a trattenere le lacrime. Quando è stata annunciata dalla Panini, ne sono stata davvero felice. Ora le due copie sono vicine nella mia libreria, e ho aspettato un po’ di tempo prima di decidermi a riaffrontare questa lettura, per poi parlarne sinceramente in un post.
Premetto che non è una lettura per tutti. Chi cerca letture leggere per l’estate o non è pronto ad affrontare testi che possono avere un certo impatto emotivo, forse dovrebbe evitare questo volume e magari scoprirlo attraverso le mie parole. Invece, a chi è disposto ad addentrarsi in questo volume unico, consiglio di leggerlo in un momento di tranquillità, con un pacchetto di fazzoletti a portata di mano.

Home Far Away è un’opera unica, con una sua particolare caratteristica. Ambientata negli Stati Uniti negli anni ’90, ci presenta due personaggi che sono l’uno l’opposto dell’altro: Alain, un ragazzo cresciuto in una sorta di bolla familiare – o meglio, una bolla religiosa. I suoi genitori, fanatici del cristianesimo, lo costringono a seguire regole molto rigide. Dall’altra parte abbiamo Hayden, un ragazzo con un passato turbolento e tante problematiche da cui non riesce a liberarsi, che lo portano a cambiare spesso città e paese.
Il rapporto tra i due, all’inizio, è piuttosto semplice: si fanno compagnia e cercano di aiutarsi a vicenda, nonostante abbiano realtà differenti ma entrambe problematiche. Con il passare del tempo, questa vicinanza diventa sempre più profonda e sentita, tanto che quando Hayden decide di trasferirsi nuovamente, la sua partenza non sarà solitaria.

Non voglio fare altri spoiler, ma è una di quelle opere che mette di fronte alla realtà: la problematica di chi vive ossessionato dalla religione, la difficoltà dei genitori che non accolgono né ascoltano i figli, i figli abbandonati dai genitori, i genitori che hanno perso i figli. Tutto questo intreccio di sentimenti si avverte con grande intensità in questo volume unico.
Personalmente, sono sempre affascinata dalle opere ambientate in America, soprattutto negli anni ’90 o ’70. Sono completamente innamorata dello stile di disegno, della particolarità dei dettagli, della bellezza delle tavole, anche a livello religioso, e delle emozioni che suscitano. La raffigurazione degli sguardi e dei volti è così intensa che sembra quasi che i due personaggi siano davanti al lettore, trasmettendo emozioni vive e palpabili.

