Jaadugar – A Witch in Mongolia: recensione del manga storico J-POP che trasforma la conoscenza in libertà

Jaadugar – A Witch in Mongolia è il nuovo manga storico di Tomato Soup pubblicato in Italia da J-POP Manga, un’opera intensa che mescola ricostruzione storica, crescita personale e una riflessione potente sul valore dello studio come strumento di sopravvivenza.

Ambientato nel XIII secolo, tra Persia medievale e territori segnati dalle guerre di conquista, il manga racconta una storia che parla al passato ma colpisce dritta nel presente, affrontando temi come schiavitù, identità, migrazione forzata e libertà interiore.

Seguimi su instagram per nuove recensioni

Jaadugar A Witch in Mongolia manga storico recensione J-POP Manga

Trama: Tredicesimo secolo. Fatima, una giovane persiana resa prigioniera dall’impero mongolo, decide di servire nel palazzo imperiale mettendo a disposizione le conoscenze mediche e scientifiche acquisite con il tempo, molto avanzate per l’epoca. Il suo incontro con Töregene, sesta moglie del secondo imperatore Ögödei, figlio di Gengis Khan, guidata da sentimenti contrastanti riguardo l’impero mongolo, cambierà per sempre il proprio destino…

Recensione

Un manga storico che racconta guerra e sradicamento. Uno degli elementi più forti di Jaadugar – A Witch in Mongolia è la rappresentazione dello sradicamento umano causato dalle guerre.

Sitara viene strappata più volte dalla propria realtà: prima dalla sua terra natale, poi dalla famiglia che l’aveva accolta, fino a ritrovarsi nuovamente schiava in contesti completamente diversi, con altre lingue, altre tradizioni, altre regole sociali.

Il manga attraversa culture persiane, arabe e influenze buddhiste, mostrando come i conflitti non distruggano solo territori, ma identità, legami e vite intere. La protagonista è costretta a reinventarsi ogni volta per sopravvivere, diventando il simbolo della resilienza umana davanti al cambiamento forzato.

Da Sitara a Fatima: il potere simbolico della fiamma

Uno dei passaggi più intensi della storia è il momento in cui Sitara cambia nome e diventa Fatima. Non si tratta di una semplice imposizione, ma di una scelta che nasce osservando le fiamme. Il fuoco diventa metafora della sua anima: può essere spostato, minacciato, piegato dalle circostanze, ma non può essere spento senza il suo consenso.

Questa fiamma rappresenta la sua volontà di vivere, ma soprattutto il sapere che accumula nel tempo. Anche quando perde tutto, casa, affetti, sicurezza, ciò che ha imparato resta con lei, diventando la sua vera forma di libertà. È uno dei simbolismi più riusciti dell’opera, capace di legare identità personale e conoscenza in modo potente.

Jaadugar trama e significato
recensione Jaadugar manga

La conoscenza come arma di sopravvivenza

Il cuore tematico di Jaadugar è chiaro: lo studio non è un ornamento culturale, ma una necessità vitale.
In un mondo dominato da violenza, gerarchie sociali e potere politico, Sitara riesce a costruirsi un futuro grazie a ciò che apprende. Ogni informazione diventa uno strumento per capire il sistema che la circonda e per muoversi al suo interno.

È un messaggio che attraversa i secoli e resta incredibilmente attuale: nei momenti di crisi, quando tutto viene tolto, la conoscenza resta spesso l’unica vera risorsa che permette di rialzarsi.

Ambientazione storica e stile narrativo

Dal punto di vista artistico, Tomato Soup ricostruisce con grande cura la Persia medievale. Gli ambienti, i costumi e le dinamiche sociali risultano credibili e immersivi, dando al lettore la sensazione di trovarsi davvero in quell’epoca.

La narrazione procede con ritmo riflessivo ma mai lento, alternando momenti intimi a svolte drammatiche che accompagnano la crescita della protagonista in modo naturale.

È un manga che punta più sulla profondità emotiva che sull’azione spettacolare, rendendo ogni cambiamento di Sitara significativo.

Perché leggere Jaadugar – A Witch in Mongolia

Questo manga è perfetto per chi ama:
le storie storiche ben documentate
i percorsi di crescita personale
le protagoniste femminili forti e complesse
i manga che fanno riflettere oltre a intrattenere

Non è solo una storia ambientata nel passato, ma una narrazione universale sulla libertà conquistata attraverso la mente.

Conclusione

Jaadugar – A Witch in Mongolia è un manga storico intenso, simbolico e profondamente attuale.

Attraverso il viaggio di Sitara — diventata Fatima — Tomato Soup racconta come la conoscenza possa diventare l’arma più potente contro l’oppressione, la perdita e la violenza della storia.

Un’opera che emoziona, fa riflettere e lascia il segno, dimostrando che anche nelle epoche più oscure la luce dello studio può continuare a bruciare come una fiamma impossibile da spegnere.

Le Storie dell’Orrore di Mimi: Un Capolavoro Horror firmato Junji Ito

Junji Ito non ha bisogno di presentazioni: con il suo stile inconfondibile e le sue storie che scavano nei meandri più oscuri dell’animo umano, è considerato uno dei maestri indiscussi del manga horror. In Le Storie dell’Orrore di Mimi, pubblicato da Jpop Manga, l’autore ci accompagna in un viaggio attraverso nove racconti brevi, ognuno dei quali riesce a infondere un senso di inquietudine unico. Queste storie, tratte dall’opera originale Shin Mimibukuro di Hirokatsu Kihara e Ichiro Nakayama, trovano nuova vita nella narrazione di Ito, che aggiunge il suo tocco personale a ogni vicenda.

Trama: Volume unico che include nove storie brevi, tra cui:

1. La cosa sopra il palo della luce
2. La donna della porta accanto
3. Il rumore dell’erba
4. La divinazione delle tombe
5. La spiaggia
6. Tutta sola con lei
7. Il cerchio rosso vermiglio
8. Il cartello tra i campi
9. Il manichino fantasma

Cosa ne penso?

Junji Ito, maestro indiscusso del manga horror, è celebre per il suo stile unico e per la capacità di sondare gli abissi dell’animo umano. Le Storie dell’Orrore di Mimi, pubblicato da Jpop Manga, raccoglie nove racconti brevi che offrono un’esperienza di lettura intensa e disturbante, perfettamente in linea con la sua poetica. Ispirate all’opera originale Shin Mimibukuro di Hirokatsu Kihara e Ichiro Nakayama, queste storie trovano nuova vita grazie al tocco inconfondibile di Ito, che intreccia situazioni quotidiane e orrore sovrannaturale con maestria.

Il volume include nove storie brevi che spaziano dal misterioso al soprannaturale, creando una narrativa variegata e al tempo stesso coerente:

1. La cosa sopra il palo della luce
2. La donna della porta accanto
3. Il rumore dell’erba
4. La divinazione delle tombe
5. La spiaggia
6. Tutta sola con lei
7. Il cerchio rosso vermiglio
8. Il cartello tra i campi
9. Il manichino fantasma

Inoltre, questa edizione include un racconto inedito, Il manichino del fantasma, una storia autoconclusiva che Junji Ito stesso considera tra le sue preferite, nonostante l’assenza del personaggio di Mimi.

Ciò che rende unico Le Storie dell’Orrore di Mimi è l’abilità di Junji Ito di trasformare la normalità in qualcosa di terrificante. Ogni racconto parte da situazioni quotidiane, evolvendo gradualmente in scenari di angoscia e tensione.

Jpop Manga offre il volume in due edizioni:

  • Regular: Perfetta per chi vuole scoprire l’opera senza fronzoli.
  • Deluxe: Una versione arricchita da materiali pregiati e una cura editoriale che la rende ideale per collezionisti e appassionati del genere.

Da appassionata di Junji Ito, Le Storie dell’Orrore di Mimi mi ha colpito per la sua capacità di spaventare senza mai risultare prevedibile. La spiaggia e Il cerchio scarlatto sono i racconti che ho apprezzato maggiormente, grazie alla loro atmosfera opprimente. L’unico limite potrebbe essere rappresentato da alcune scene introduttive che, per i neofiti del genere, potrebbero risultare un po’ criptiche. Tuttavia, il volume si conferma una gemma per chiunque ami l’horror psicologico e visivamente evocativo.