3650 giorni senza te – Il manga Boys’ Love di Hitomi che racconta dolore, silenzi e redenzione

“3650 giorni senza te” è il manga Boys’ Love di Hitomi che ha sconvolto i lettori per la sua intensità emotiva e la crudezza dei suoi temi. Pubblicato da Star Comics all’interno della collana Queer, è un volume unico che affronta la distanza, il trauma e il senso di colpa con una delicatezza spietata. In questo articolo ti racconto perché questa storia merita di essere letta – anche se ti spezzerà il cuore.

Trama:

Maki si dichiara al suo migliore amico Katsumi, che lo respinge, dicendogli che è disgustoso. I due prendono strade diverse ma dopo dieci anni si incontrano di nuovo per pura coincidenza. Il loro non è un ricongiungimento gioioso: Maki scopre che il suo amico, che una volta era etero, ora va a letto con uomini dalla pessima reputazione. Ignora che dopo aver subito una violenza, Katsumi ha iniziato a fare sesso violento come punizione per aver ferito Maki in passato. La sua reazione ai sentimenti di Katsumi è quella di dire al suo amico che allora sarà lui a punirlo.

Cosa ne penso?

3650 giorni.

Dieci anni in cui la distanza non ha fatto che ingigantire le cicatrici.

Il manga 3650 giorni senza te di Hitomi – già conosciuta per Transparent Love – non è un Boys’ Love qualsiasi. Non racconta una storia romantica, ma una storia ferita. Una storia che scava dentro, tra il silenzio delle parole non dette e il senso di colpa che cambia il modo in cui si guarda sé stessi.

La trama è semplice, ma brutale:
Maki si dichiara al suo migliore amico Katsumi, ricevendo in risposta un tagliente “Mi fai schifo”. Un momento che segna la fine della loro amicizia, della fiducia, dell’adolescenza. Da lì, i due si separano per dieci lunghi anni.

Quando si rivedono, non c’è abbraccio.
C’è tensione, distanza, incredulità.

Maki trova un Katsumi profondamente cambiato, che si lascia andare a rapporti occasionali e autodistruttivi con uomini che non lo rispettano. Katsumi, un tempo eterosessuale dichiarato, ora è avvolto da un dolore che ha radici in una violenza subita. Vive ogni rapporto come una punizione per ciò che ha fatto a Maki dieci anni prima.

E Maki, tra rabbia e amore, decide di essere lui a punirlo.

Cosa succede quando il dolore diventa l’unico linguaggio possibile?
Quando l’amore non si esprime più con tenerezza, ma solo con rabbia e colpa?

Hitomi ci consegna un volume imperfetto ma autentico. Non ha paura di raccontare l’omosessualità repressa, la violenza, il rifiuto di sé e le ferite che non guariscono. I volti dei personaggi, disegnati con tratto delicato e fortemente espressivo, raccontano molto più delle parole: ogni sguardo e ogni gesto pesa come una confessione non detta.

3650 non è solo un numero. È un simbolo: di distanza, dolore, ricerca, rimorso. Sono i giorni in cui due persone si sono cercate, evitate, ferite. Senza mai smettere davvero di appartenersi.

Nel volume è presente anche un racconto breve intitolato Due immaturi diventati adulti, che riflette sulle stesse tematiche: crescita, identità, fragilità e consapevolezza.

✅ Cosa funziona:

  • Temi maturi trattati con rispetto
  • Profondità emotiva intensa
  • Disegno espressivo e coerente con l’atmosfera

❌ Cosa può non piacere:

  • Ritmo narrativo accelerato in alcuni passaggi
  • Dinamiche che si sviluppano con poca gradualità

💬 A chi lo consiglio?

A chi ha apprezzato Transparent Love, a chi ama i BL che affrontano il dolore senza filtri, e a chi cerca una lettura che lascia il segno – anche se fa male.

Mother’s Spirit: una storia d’amore tra culture, silenzi e tenerezza

Nel cuore di una comunità tribale isolata, dove il linguaggio e le tradizioni sembrano dividere più che unire, prende vita un legame delicato e sorprendente. Mother’s Spirit è molto più di un Boys Love: è un racconto che parla di rispetto, comprensione reciproca e della forza silenziosa dell’amore che cresce senza fretta.

In occasione del mese dedicato all’orgoglio LGBTQIA+, ho deciso di parlarvi di questa opera unica e profondamente umana, capace di toccare corde emotive con grazia e sensibilità. Se cercate una lettura che unisca introspezione e romanticismo, con un’ambientazione insolita e curata, allora questo titolo potrebbe sorprendervi più di quanto immaginate.

Trama: Ryouichiro è un dipendente universitario a cui viene affidato uno studente straniero… Un nativo che non capisce una parola di giapponese! Nonostante le difficoltà culturali, però, Ryouichiro comincia ad affezionarcisi…

Cosa ne penso:

Ci sono storie che iniziano con un compito, con una responsabilità affidata per dovere. Ma finiscono per diventare molto di più.

Mother’s Spirit è una di queste storie.

Un manga Boys’ Love edito da Magic Press che ha il raro dono di coniugare il romanticismo più delicato con una comicità spontanea, e una riflessione profonda sulla differenza culturale come terreno fertile per l’amore.

Nel prestigioso ateneo giapponese Kojo, Ryoichiro è un impiegato meticoloso, preciso, ligio alle regole. Un giorno, gli viene affidato un compito particolare: assistere uno studente straniero, Qaltaqa, giovane membro e futuro capo della tribù dei Lutah. Qaltaqa non parla giapponese, non conosce le tecnologie moderne, né le convenzioni sociali del Giappone. Il suo mondo è fatto di leggende, rituali, silenzi carichi di significato.

Ed è proprio in questo scontro – che presto diventa incontro – che Mother’s Spirit inizia a brillare.

Il manga si sviluppa come una commedia romantica interculturale, in cui ogni malinteso, ogni gesto mal interpretato, diventa occasione per ridere… o per avvicinarsi.

Vediamo Qaltaqa stupirsi davanti alla televisione, confuso dal rumore dei treni, incantato dai movimenti della metropolitana. E vediamo Ryoichiro passare dal fastidio iniziale a una tenera curiosità, fino a rendersi conto che quello che prova non è solo affetto… ma un’attrazione sempre più forte, sempre più intensa, sempre più difficile da negare.

Mother’s Spirit è un manga che racconta l’incontro tra due mondi in collisione.

Ma non è un semplice “fish out of water” o una classica commedia romantica. È una riflessione gentile sul superamento delle barriere – linguistiche, culturali, sociali – attraverso la dolcezza e la scoperta. È una storia che ci dice che l’amore, quello autentico, può nascere anche dove sembrava impossibile.

Il tratto grafico è delicato, pulito, con tavole dinamiche che sanno esprimere sia l’imbarazzo che la dolcezza, sia la comicità che l’intensità emotiva. Le scene di intimità sono leggere, mai invadenti, perfettamente bilanciate nel tono.

Grazie a Magic Press, questo titolo è finalmente approdato in Italia, ed è stato un momento emozionante anche per me: durante una delle live Instagram organizzate con Ilaria, abbiamo avuto il privilegio di annunciare Mother’s Spirit insieme alla casa editrice. Un titolo che desideravo da anni, che oggi posso finalmente tenere tra le mani in edizione italiana.

Se siete alla ricerca di un manga BL delicato ma originale, che vi faccia sorridere ma anche riflettere, Mother’s Spirit è la lettura perfetta. È una storia che parla di diversità, ma anche di apertura, di rispetto, di scoperta. Una storia che ci ricorda quanto possiamo imparare, semplicemente guardando il mondo con gli occhi dell’altro.