Fenrir – box composta da 4 volumi

In uscita per la Jpop c’è ‘Fenrir‘ una perla assolutamente da non perdere per chi ama le storie di battaglie, conquiste dei territori e sovranità.

Una box conclusa con soli quattro volumi che sapranno sorprendervi e incuriosirvi pagina dopo pagina.

copertina

Trama:

XII Secolo. Nelle spietate e caotiche pianure della Mongolia, un ragazzo è rassegnato ad abbandonarsi al gelido abbraccio della morte nelle acque di un lago. Improvvisamente, però, uno spirito prigioniero nelle profondità acquatiche lo conduce verso la salvezza sussurandogli: “Tu sei colui che farà tremare il mondo intero”. Un’opera di ispirazione storica, su un ragazzo destinato a diventare il più leggendario conquistatore dell’Asia!

Cosa ne penso?

Una delle storie che più stavo attendendo è proprio “𝗙𝗲𝗻𝗿𝗶𝗿” con le sue vibes storiche è riuscito in un millesimo di secondo fare breccia nel mio cuore.

Fenrir

L’unica legge che vige in queste terre della Mongolia è che il più forte trionfa mentre il più debole perde.

In una notte di luna piena, dopo che è stato annunciato il capo del villaggio e le sue nuove regole che mirano a vivere nella quiete, Temujin un giovane ragazzo combattente della tribù del clan Kiyat stipulerà un patto con una misteriosa creatura di nome Fenrir.

“Fenrir, colui che farà tremare la terra.”

Ti troverai immerso in terre lontane, ad assaporare l’aria pulita dei continenti infiniti e ad osservare la cruda realtà delle battaglie belliche per il potere. Armati di un cavallo e di furbizia, per conquistare i territori e portare la pace al tuo popolo.

Una storia che ci farà muovere passo dopo passo nelle grandi imprese di Temujin, un semplice ragazzo che da vice capo del proprio clan cercherà di ampliare i propri orizzonti e arrivare ad imprese che mai nessuno è riuscito a conquistare.

Fenrir

Fenrir sarà il Virgilio della situazione, la luce di guida in questo viaggio intriso di sangue e di battaglie, ma anche di amicizie e di valori.

una box conclusa di quattro volumi, con prime pagine a colori meravigliose, disegni particolari, semplici e dinamici e tanta cura anche nelle battaglie che non risultano mai noiose. I personaggi si alternano tra i cattivi gladiatori che cercano di sovrastare i più deboli e deboli che cercano di combattere per vivere la propria libertà e andare incontro a un futuro più brillante.

Un’alternanza piacevole tra narrazione ed evoluzione del cammino del giovane ragazzo, di battaglie che riescono a mantenere alta l’attenzione, e anche tanti messaggi positivi e affettivi.

Sensor

Siete alla scoperta per questo mese di ottobre di racconti dell’orrore e del mistero che vi possano far rabbrividire la pelle e lasciarvi quel senso di angoscia dopo la lettura? Non potete perdere le opere del famosissimo Junji Ito con ‘Sensor‘ edito Starcomics.

Un volume unico intenso che si immerge con inquietudine e superstizione nel concetto spirituale dell’universo e della sua grandezza. Un’opera con dei tratti filosofici e dottrinali che vi farà scoprire la bellezza dei disegni del mangaka.

copertina

Trama:

Kyoko, una splendida donna dai lunghi capelli fluenti, cammina ai piedi del monte Sengoku, tra vortici di misteriosi filamenti vulcanici dai riflessi dorati. All’improvviso, un uomo appare davanti a lei e la guida fino al villaggio di Kiyokami, dove tutto sembra brillare degli stessi riflessi color oro e i cui abitanti si rivelano adepti di un culto misterioso. Una serie di terrificanti eventi sta per sconvolgere la vita di Kyoko e dell’intero villaggio… Un’altra opera straniante, onirica e suggestiva dal genio del fumetto horror Junji Ito!

Cosa ne penso?

Lo stesso Junji Ito ci spiega nella postfazione le origini di questa opera:

‘avevo scelto quel primo titolo (Diario di Viaggio di una Succuba) in base alla struttura generale dell’opera che avevo elaborato prima di iniziare la serializzazione, ma durante la lavorazione a cominciato a non essere più adatto e, in seguito ad alcuni cambi di rotta, sono sorte delle discrepanze con la storia che ne è scaturita. Alla inizio avevo in mente di rendere Kyoko Byakuya una sorta di narratrice che viaggiava in vari luoghi e si imbatteva in episodi bizzarri, un po’ come l’Orochi dell’anonima opera del maestro Kazuo Umezz (…)’

Possiamo dunque ben capire che l’idea originale non era quella di realizzare una storia corposa da rinchiudere in un volume unico e che le circostanze hanno portato a un mutamento del personaggio stesso nonché il fulcro della storia.

Però non allarmatevi perché nonostante ci sia stato questo cambiamento di retta via, il volume si presenta come un’opera probabilmente molto più leggera rispetto alle classiche opere di Junji Ito, ma che comunque a modo suo riesce a far percepire al lettore un senso di angoscia e di retrogusto successivamente alla conclusione della lettura e anche un misto di orrore e di malformazione dell’essere umano e del concetto universale durante la lettura stessa.

”Allora forse. . . sono capelli d’angelo? Ma la natura dei capelli d’angelo è ancora un mistero. Alcune persone dicono che sia seta di ragno o che provenga da UFO.”

Sensor

Le prime tavole si aprono con l’avventura in mezzo al monte Sengoku di una giovane donna di nome Kyoko Byakuya che visita il villaggio e vede i capelli dorati ovunque – attaccati alle case e agli stessi abitanti del villaggio. I capelli funzionano come espansione dei propri sensi, consentendo agli abitanti del villaggio di percepire perfino l’essenza dell’universo tramite la meditazione. 

Successivamente questo villaggio viene distrutto e la donna è l’unica a salvarsi grazie ad una massa di capelli dorati che la trasformano nella chiave della chiaroveggenza destinata e indicata dall’Universo stesso.

A causa di una grande nube nera che si è formata sul monte, l’attenzione della gente inizia a suscitare curiosità arrivando alle orecchie di un giornalista anonimo che si interessa alla vicenda e prenderà anche lui parte a questo evento unico e inspiegabile.

Reseña de Sensor de Junji Ito, ECC Ediciones

Kyoko Byakuya è la chiave dell’universo, ma il suo essere umana si trasforma in qualcosa di diverso tanto da renderla importante per la setta che vuole sfruttarla per la sua grande chioma di capelli dorati.

Le disavventure della donna la porteranno in luoghi dove il suicidio è una quotidianità e dove strani insetti riflettono il dolore di quelle persone che si sono spinte giù dal dirupo.

Tra indagini e nuove informazioni, il giornalista riesce a percepire l’essenza universale della donna e i suoi lineamenti umani si trasformano in qualcosa di orrendo con deformazioni particolari.

Junji Ito | La Noche Americana

Ad un certo punto c’è anche un flashback in cui vicino a Kiyokami – il villaggio – c’è un vulcano, nel quale viene gettato Miguel, un missionario cristiano. Dopo quell’omicidio, i capelli d’oro cadono in tutto il villaggio portando le conseguenze della meditazione.

Ciò che caratterizza maggiormente questa storia è come nella stessa postfazione del mangaka è come se i personaggi man mano adempivano alle loro azioni, si allontanavano in automatico dallo scorrere della storia come se, in un certo senso, la storia è creata in maniera naturale.

Sensor non si caratterizza dall’orrore della malformazione corporea, ma più che altro intacca il livello psicologico e va nelle profondità dell’universo e del suo senso, mi sono davvero piaciuti gli elementi soprannaturali come il culto e l’aspetto del giornalista che indaga in maniera ossessiva.

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Diario di una guerriera single

Conoscete la mangaka Kabi Nagata?

Se non la conoscete allora fermatevi a leggere questa recensione perché vi parlerò del suo nuovo titolo giunto in Italia grazie alla casa editrice Jpop oppure se invece la conoscete, ma non sapete della nuova uscita, continua a leggere e a sorprenderti!

copertina

Trama:

Dopo aver esplorato il tema della sessualità, della malattia e della solitudine, l’autrice prosegue ora l’irresistibile e toccante racconto delle proprie vicende con Diario di una guerriera single, dove il percorso interiore di Nagata intreccia il desiderio di trovare l’amore e il significato del matrimonio. Un nuovo imperdibile viaggio nel profondo dell’anima di una delle più apprezzate mangaka degli ultimi anni.

Cosa ne penso?

Dalle tavole pulite, pieni di ironia e di sensibilità verso la società e verso l’apprezzamento di se stessi, Kabi Nagata ci fa immergere nuovamente una sorta di diario personale che vuole condividere con tutti i suoi lettori con grande coraggio e determinazione. Non è semplice riuscire a incontrare un autore o un’autrice che sia in grado di mettersi in gioco nella stessa maniera con cui lo fa questa mangaka e la sua personalità è unica, infatti è possibile riconoscere le sue storie facilmente perché ha un proprio stile di riconoscimento.

Ciò che distingue Kabi Nagata è la naturalezza con cui racconta di se stessa e dei momenti imbarazzanti, problematici e particolari. Si mette a tu per tu con il lettore, senza creare confini o un mondo fantastico dove nascondersi ma semplicemente spogliandosi dei pregiudizi e delle concezioni di narrazione per parlare solo di se stessa.

Diario di una guerriera single

Ecco perché amo immensamente i titoli di Kabi Nagata e anche questa nuova autobiografia “Diario di una guerriera single” ha saputo strapparmi un sorriso e farmi pensare tra una risata e l’altra “questa è anche un po’ matta” (ovviamente in positivo – perché l’adoro)

Inizia tutto con “voglio un matrimonio”, ma in mancanza della materia prima ossia il partner, la nostra cara mangaka decide di prendere appuntamento per uno shooting con indosso un abito da sposa, ma la situazione degenera e si deprime.

Il volume incontra tante tematiche: dal vestiario matrimoniale nelle coppie, l’affrontare l’esistenza dei veri sentimenti tra gli innamorati etc.

Ciò che mi fa sentire nella mia comfort zone è proprio ciò che mi trasmette la mangaka con i suoi disegni, con la sua ironia e il suo essere trasparente al mondo. 

Diario di una guerriera single

Dopo che Nagata scopre che le coppie possono amarsi veramente, anche lei vuole entrare in questo mondo… in maniera molto moderna però, scaricando un’app di incontri – ma ahimè, gli sconosciuti gli fanno davvero paura!

Apprezzo molto, oltre il suo modo di evidenziarsi in maniera particolare e unica dando ad ogni titolo un colore diverso e raccontando oltre agli aneddoti, anche traumi personali, è la delicatezza con cui avvisa il lettore. 

Le sue tavole sono sempre pulite, le storie che racconta ti faranno sentire un po’ a casa o come se venga tutto raccontato in maniera strettamente personale che ti riscalda anche il cuore e a volte ti viene anche da ridere per le bizzarre situazioni che racconta o le strane, ma personali, idee che le vengono.

*La Jpop ha portato altre opere dell’autrice che consiglio vivamente di acquistare perché aldilà delle sue personali esperienze che vengono raccontate in maniera dinamica e originale – come la prima volta in cui è andata a prostitute -, riesce a trattare con ordinarietà ed eleganza le tematiche della comunità lgbtq+ senza andare oltre alla superficie, ma abbraccia con simpatia le varie problematiche.

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