Il bisogno di amarsi prima di farsi amare: The Girl That Can’t Get a Girlfriend di Mieri Hiranishi

Tra le confortevoli letture che ci suggerisce panini manga per questo mese di giugno abbiamo The Girl That Can’t Get a Girlfriend di Mieri Hiranishi.
Una lettura autobiografica, il primo manga realizzato dall’autrice che non ostante abita negli Stati Uniti riesce a dare una grande caratteristica alle sue opere.

copertina

Trama: 

Un manga autobiografico su una donna alla ricerca della fidanzata dei sogni.
Mieri è una studentessa universitaria goffa e un po’ nerd che non ha esperienza in amore. Le sue precedenti cotte sono finite tutte disastrosamente ma tutto cambia quando incontra Ash e per la prima volta i suoi sentimenti vengono corrisposti. Ma il primo amore oltre a gioia porta anche dolori e Mieri farà di tutto per riconquistare Ash.

Cosa ne penso?

Leggere manga è sempre stata una mia passione, ma negli ultimi tempi ho scoperto un amore particolare per quelli con una forte componente autobiografica.

The Girl That Can’t Get a Girlfriend” di Mieri Hiranishi è uno di questi gioielli. Questo è il primo lavoro dell’autrice ed è una storia che, con tocco delicato e un pizzico di umorismo, ci fa sorridere anche nei momenti più bui della vita.

The Girl That Can't Get a Girlfriend

Mieri Hiranishi ci offre uno spaccato autentico della sua vita sentimentale, senza filtri. Durante l’adolescenza, l’autrice non ha mai conosciuto il vero amore, un sentimento che le sembrava sempre distante e irraggiungibile. La sua ricerca dell’amore è un viaggio tra speranza e frustrazione, che la porta a esplorare relazioni sia con uomini che con donne, scoprendo una forte connessione soprattutto con queste ultime.

In questo manga, Hiranishi ci racconta la sua prima relazione importante, durata solo un mese ma seguita da quattro anni di sofferenza e lacrime. La fine di questa storia d’amore è un colpo devastante, ma nel tempo Mieri trova la forza di rimboccarsi le maniche e tentare di riconquistare la sua ex, sperando in una seconda possibilità.

The Girl That Can't Get a Girlfriend

Questo percorso, però, la porta a una profonda realizzazione: non si può spendere la vita a rincorrere l’amore di qualcun altro se prima non si impara ad amare se stessi.

Mieri Hiranishi ci insegna una lezione preziosa: l’importanza di prendersi cura di sé stessi. Solo amandosi possiamo permettere agli altri di amarci. Questo viaggio interiore la porta a riscoprire il valore dei suoi genitori, dei suoi parenti e degli amici, riconoscendo che l’amore più importante è quello che si ha per sé stessi.

La bellezza di questo titolo risiede nella sua universalità. Chiunque può riconoscersi nelle esperienze di Mieri. Anche io ho vissuto momenti in cui ho cercato di cambiare per amore, solo per rendermi conto che la vera accettazione deve venire da dentro. Non dobbiamo cambiare per essere amati, dobbiamo essere noi stessi, con tutti i nostri pregi e difetti.

The Girl That Can't Get a Girlfriend

Un aspetto affascinante dell’autrice è che disegna manga fin da quando aveva quattro anni. Attualmente vive negli Stati Uniti e alla fine del volume condivide con noi uno scorcio più intimo della sua vita, permettendoci di conoscerla meglio non solo come autrice, ma anche come persona.

“The Girl That Can’t Get a Girlfriend” è più di un semplice manga: è un viaggio emozionale, un invito a riflettere sulla nostra vita e sulle nostre relazioni. È una lettura che tocca il cuore, lasciandoci con un sorriso e una nuova consapevolezza sull’importanza dell’amore per sé stessi.

Un college femminile e disegni raffinati, torna in Italia la mangaka Asumiko Nakamura con il suo Girl’s Love ‘A White Rose in Bloom’

Asumiko Nakamura torna a conquistare il panorama italiano con “A White Rose in Bloom“, un’opera Girl’s Love edita da Star Comics. Sebbene l’autrice sia già conosciuta per le precedenti opere a tono boys’ love, questa volta ci presenta una storia svolta all’interno di un college femminile esplorando nuovi aspetti e sfacettature della sua narrazione.

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Trama:

Ruby studia in un prestigioso collegio europeo. Va tutto bene finché non scopre che non potrà tornare a casa per Natale. Sarà bloccata a scuola assieme ad un’altra studentessa, la bella e fredda Steph. Cercando di avvicinarsi alla compagna, Ruby si interessa sempre di più a lei.

Cosa ne penso?

Asumiko Nakamura ritorna in Italia con un’opera Girl’s Love intitolato ‘A White Rose in Bloom’ edito da Starcomics.
La mangaka nella postfazione chiarisce che quest’opera è il suo primo GL con una storia lunga. Nakamura è già nota in Italia per diversi titoli editati da altre case editrici come Compagni di classe e All about J.

A White Rose in Bloom

La sua caratteristica primordiale che permette di riconoscere facilmente le sue opere, è il tratto di disegno composto principalmente da linee libere e morbide, come i capelli dei suoi personaggi e visi appuntiti ma che risultano essere eleganti allo stesso tempo. Il suo stile di disegno basato più sul bianco e con poco riempimento di china, regala disegni raffinati da togliere il fiato.

Nel suo primo girls’ love, Nakamura, ci fa addentrare in un college femminile presentandoci due studentesse che risultano essere l’antitesi l’una dell’altra. Ruby e Steph, già dalle prime pagine, vengono ben delineate nelle loro caratteristiche e differenze.

A White Rose in Bloom

Da un lato abbiamo una ragazza con dei problemi in famiglia in cui si ritrova a subire gli effetti derivanti dal divorzio dei suoi genitori, mentre Steph risulta essere una figura un po’ misteriosa che non viene messa alla risalta immediatamente, ma che piano piano farà scoprire le sue carte. Steph è una studentessa molto alta e popolare nel collage femminile, tanto da risultare essere un affascinane Principe tra le fanciulle, con i suoi lunghi capelli.

A White Rose Bloom l’ho trovato, nel suo primo volume, interessante per l’incipit anche se non presenta nulla di nuovo o frizzante ma questo apprezzamento è dato sia dalla volontà dell’autrice nel addentrarsi in un genere diverso dalle precedenti opere, ma anche nel creare due protagoniste interessanti.

A White Rose in Bloom

Dall’altro lato durante la lettura, seppur scorrevole, ho notato qualche carenza narrativa. Ci sono alcuni punti che mi sono piaciuti di più rispetto ad altri e alcuni a cui ho dovuto prestar più attenzione. Nel complesso il primo volume mi ha intrigato, ma non colpito in maniera eccellente, tuttavia attenderò la lettura dei prossimi volumi per farmi una idea completa sull’opera.

Attualmente A White Rose in Bloom è composto da tre volumi in corso.