Hayao Miyazaki si è ispirato ad un romanzo per realizzare il suo celebre capolavoro

Hayao Miyazaki si è ispirato al libro di Sachiko Kashiwaba.

Sono sempre alla ricerca di letture che possono regalarmi dei momenti di dolcezza, e anche questa volta mi sono affidata ai romanzi pubblicati dalla casa editrice Kappalab.

Per chi ama le storie realizzate da Hayao Miyazaki ed è alla ricerca di spunti di riflessione e di conoscenza sulla bellezza dei capolavori d’animazione dello Studio Ghibli, sicuramente questo romanzo che ha ispirato Miyazaki è un punto da cui iniziare.

La città  incantata al di là  delle nebbie” di Sachiko Kashiwaba è un romanzo composto da 151 pagine che vi regalerà delle ore di lettura da custodire nel cuore.

«Penso che dovresti metterci del tuo,
proprio come hai fatto con Thomas»

Quando ho iniziato questa lettura, in realtà non sapevo bene dove mi avrebbe portato. Mi sono fatta un’idea, ma ho cercato di farmi trasportare dalla bellezza di questo piccolo romanzo per capire anche come si sia ispirato Miyazaki per il suo film.

E’ una storia che ti fa tornare bambino, ti regala quella fantasia e quei messaggi educativi da non sottovalutare.

Durante la lettura, mi sono accompagnato in sottofondo con la musica strumentale dello Studio Ghibli. Questo mi ha permesso di amplificare ancora di più la meraviglia delle emozioni, fino a farmi sentire, a fine lettura, anche sola.

Non quella solitudine in senso negativo, una solitudine che percepisci quando termini una storia che ti ha portato in un paese lontano e ne senti già la mancanza.

Racconta la storia di una bambina, che durante le sue vacanze estive viene invitata dal padre a fare un piccolo viaggio verso la Valle della Nebbia. Questo piccolo paesino, sconosciuto per i cittadini che vivono nei paesi limitrofi, si addentra nel bosco e si può entrare solo se si è invitati oppure se si è alla ricerca di qualcosa che lo si desidera con tutto il cuore.

Rina si trova ad addentrarsi in questo piccolo viaggio in compagnia di un ombrello con la faccia di un pagliaccio che sorride, una particolarità molto atipica per essere un ombrello. In realtà, questo si scopre essere un elemento molto importante per l’esperienza che la bambina si porterà per sempre nel cuore.

La Valle della Nebbia è un paese abitato da un popolo particolare. Non ci sono solamente esseri umani, ma anche gatti, tigri o anche porcellane che possono diventare persone. Un paese dove per mangiare e avere alloggio bisogna lavorare. Infatti, Rina inizia a dare una mano nei negozi dei vari personaggi e a scoprire un mondo che dapprima gli era lontano e che voleva rifiutare di conoscere.

Una storia che a fine lettura sa regalare emozioni, comunicare messaggi importanti, insegnare che tutto è possibile e che non bisogna rifiutare fin da subito qualcosa che all’occhio ci sembra strano, ma che bisogna conoscere e andare oltre.

Durante il racconto mi sono affezionata a tutti i suoi personaggi particolari: dal vecchietto un po’ goffo, all’anziana signora che sembra una strega un po’ antipatica, a un bambino con la maschera, ma anche a Rina stessa.

La Valle della Nebbia mi è sembrata un po’ come la Stanza delle Necessità di Harry Potter. Un posto dove puoi trovare ciò di cui hai bisogno, non in maniera superficiale, ma bensì nella profondità del tuo cuore. Puoi conoscere altre realtà o altre persone che vivono una vita diversa dalla tua, ma che possono regalarti tante esperienze ed emozioni.

La narrazione è scorrevole, con un linguaggio semplice ma allo stesso tempo colorato, che può adattarsi a qualsiasi età del lettore. Quindi, può essere un libro per adulti, ma allo stesso tempo anche un libro per bambini.

Nelle ultime pagine, l’autrice Sachiko Kashiwaba ha voluto lasciare una piccola dedica di come ha avuto l’idea di realizzare questa storia:

«Durante le scuole medie, lessi Le cronache di Narnia di C.S. Lewis e, presa dalla voglia di visitare Narnia, pensai a vari modi per raggiungere quel paese incredibile. […] Finite le scuole medie, mi accorsi che il mio mondo era già popolato di per sé da tantissime persone diverse e incredibili».

È il primo libro che lei abbia mai scritto in vita sua e quando fu pubblicato in Giappone per la prima volta era molto contenta. Lei dice che sarà sempre contenta quando qualcuno potrà leggere questo romanzo.

In cucina con i bento dello Studio Ghibli

Siete gli amanti della cucina giapponese ma non sapete mai come creare quei gustosi piatti a casa vostra? Allora non potete perdere assolutamente questa nuova edizione della Kappalab con le magnifiche ricette con dei disegni davvero molto particolare che stuzzicano sia la creatività non che anche l’acquolina.

Trama:

Dal norimaki di pollo allo tsuta age di gamberi, dal teriyaki di zucca all’asazuke di ravanello, dal nori daikon mochi ai gyoza, fino al kabayaki di sgombro, tante ricette di cucina giapponese per creare bento originali ispirati ai personaggi dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata.

Con la parola bento si intende comunemente quello che in occidente viene considerato il “pranzo al sacco”. Più nello specifico, con la parola bento viene identificata la scatola stessa in cui sono inserite le pietanze che devono essere consumate fuori casa, al lavoro o a scuola, ma anche il cibo in essa contenuto.

In questo libro ci occuperemo di una categoria di bento molto particolare: i kyaraben o charaben (bento dei personaggi) dedicati agli indimenticabili protagonisti dei film dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. 

Da il mio vicino Totoro a Ponyo sulla scogliera, da Principessa Mononoke a Il castello errante di Howl, tutti i cartamodelli e le ricette giapponesi per imparare la famosa arte del bento.

Cosa ne penso?

A fronte delle 144 pagine contenute in questo libro, possiamo trovare tantissime ricette che smuoveranno la nostra creatività e non che anche il nostro stomaco.

Se volete assolutamente riprodurre quei magnifici piatti gustosi ma soprattutto con una grande creatività come raffigurazione dei vostri personaggi preferiti dello studio ghibli, tanti gusti e tante salse da poter assaporare comodamente dalla vostra cucina allora non potete assolutamente non sfogliare questo magnifico libro pieno di illustrazioni.

Già la copertina ci presenta una estetica e un design davvero molto curato e assolutamente da avere da nostra libreria.

Partendo già dalla prima pagina possiamo osservare che abbiamo di fronte annoi un sommario composto da una introduzione, il ricettario, i Bento dello studio ghibli con una grande vastità di ricette.

A pagina cinque e troviamo subito il bento e le sue origini quindi a fronte di vari disegni che accostano il lato destro del testo, possiamo trovare la parola Bento come viene scritta, cosa significa, quali sono le sue origini, qual è l’utilizzo dello hoshi-ii, E soprattutto viene spiegato che in queste pagine ci si occupa delle varie categorie di bento molto particolari.

procedendo con la nostra bellissima lettura possiamo trovare la regola giapponese del 4.2.1, una piccola regola che spesso ritroviamo anche negli anime, come comporre il vento e quindi come creare anche figure dolcissime che vanno ad arricchire esteticamente il nostro piatto, come usare questo libro e il materiale e strumenti.

Le ricche informazione non si fermano solamente a questo perché vengono annunciati i personaggi ossia gli ingredienti da utilizzare, come modellare il riso, la frittata da disegno, i coloranti naturali quindi come creare il rosso, rosa o fucsia, l’arancio, il giallo etc.

Penso che la parte che più mi sia piaciuta è proprio il tutorial inerente alla creazione dei piccoli totoro sia quello di colore blu e sia quello di colore bianco.

La cosa interessante è che questo libro di ricette si sia particolarmente ispirato ed è dedicato ai vari film realizzati dallo studio ghibli:

  • totoro
  • nekobus
  • ponyo
  • marco
  • kaguya
  • jiji
  • san

E tantissimi altri titoli ancora! Possiamo essenzialmente osservare un rapporto fra i film più acclamati e i bento che si possono realizzare rappresentando i nostri personaggi preferiti.