Il racconto del coniglio – Extra No love Zone

Pochi giorni fa è uscito un extra tanto atteso dai lettori di boy’s love ‘Il racconto del coniglio‘ edito PaniniComics.

Per chi ama No love Zone avere la fortuna di ritrovarsi nella propria libreria una edizione così stupenda che ci accompagna in nuove avventure dei personaggi, riscalda davvero il cuore.

Per chi non conoscesse No love zone è un Manwha boy’s love che racconta le vicende dell’’impiegato Lee Eun-gyeom che ha un carattere socievole per quanto sia sfortunato nelle relazioni amorose. Un giorno al lavoro incontra il nuovo superiore Han Jihyuk, un giovane capace di fargli provare forti sensazioni… prima di rendergli la sua vita un inferno.

copertina Il racconto dell coniglio. No love zone extra. Vol. 5

Trama:

Eungyeom è un coniglio dalle orecchie corte, Jihyeok è una possente tigre. Nonostante le differenze e l’apparente incompatibilità, i due sono destinati all’amore anche in questo strano e buffo universo…

Cosa ne penso?

No Love Zone è già un manhwa boy’s love affascinante di per sé, ma l’extra dedicato alla storia di Eungyeom e Jihyeok in sembianze di coniglio e tigre aggiunge un tocco magico e irresistibile alla trama. La scelta di rappresentare i protagonisti con tratti animaleschi dona loro un aspetto unico, e questa particolare combinazione rende l’intera esperienza avvincente e romantica.

Uno degli aspetti più coinvolgenti di questa storia è il personaggio di Eungyeom, il coniglietto dalle orecchie corte. Fin da bambino, ha dovuto affrontare la discriminazione e l’isolamento a causa delle sue caratteristiche diverse. Nonostante ciò, il suo spirito laborioso e il suo amore per la famiglia lo rendono davvero affascinante e profondo. La dedizione mostrata verso i suoi due fratellini, combinata con il suo impegno a sorridere nonostante le difficoltà, lo rendono un personaggio estremamente interessante.

La storia si sviluppa in modo coinvolgente quando Eungyeom incontra il cucciolo di tigre, Jihyeok, che sembra molto più grande della sua specie. L’accoglienza del cucciolo in casa da parte dei fratellini di Eungyeom crea una situazione delicata, poiché il paese è preoccupato per la presenza di una specie così pericolosa. L’attenzione di Eungyeom nel mantenere il segreto della tigre e nel proteggere la sua vita quotidiana aggiunge una grande tensione alla trama.

La figura di Jihyeok, il tigrotto, è altrettanto affascinante. Il ricordo dei vecchi momenti con Eungyeom e la determinazione a proteggerlo dimostrano il legame speciale che li unisce sin da piccoli. La sua lealtà e il suo coraggio nel difendere il piccolo coniglietto dagli scherni e dalle minacce rendono il personaggio di Jihyeok incredibilmente affettuoso e avvincente.

Un elemento davvero notevole dell’extra è come entrambi i personaggi, nonostante le diverse sembianze animali, mantengano intatti i loro tratti distintivi e autentici. Questo dimostra che la loro vera natura non è influenzata dalla forma fisica, e la forza del loro carattere rimane costante anche in questa versione particolare.

L’extra può essere goduto indipendentemente dalla conoscenza della storia originale, e questo la rende ancora più speciale. L’edizione edita da Panini contribuisce all’esperienza complessiva, con pagine a colori e una copertina particolare che cattura l’attenzione dei lettori.

In questo extra dedicato a Eungyeom e Jihyeok, le scene hot potrebbero aggiungere un ulteriore livello di intimità alla loro relazione, permettendo ai lettori di immergersi ancora di più nella loro storia d’amore. Queste scene possono anche fornire uno sguardo più profondo e intenso sulle emozioni e i sentimenti dei personaggi, mostrando il loro amore e la passione in modo autentico.

In conclusione, l’extra di No Love Zone è un’avventura coinvolgente e romantica che trasporta i lettori in un mondo di trame affascinanti e personaggi indimenticabili. La combinazione unica di tratti animaleschi e un amore intenso rendono questa storia un vero capolavoro del genere boy’s love, mentre l’edizione di Panini aggiunge un tocco di eleganza all’esperienza di lettura. Non vedo l’ora di scoprire altre opere che possano emozionarmi come questa straordinaria aggiunta a No Love Zone.

Skip & Loafer

Mi trovo nella città di Tokyo. Non sono abituata a questi rumori e a queste luci. Quante linee metropolitane ci sono? Nel mio vecchio paese di provincia c’era una sola stazione che dopo un paio di anni è stata chiusa.
Sono pronta a questa nuova avventura!

‘Skip & loafer’ è una commedia scolastica tutta da scoprire! Grazie a Jpop di averci portato in Italia quest’opera magnifica.

copertina

E’ presente anche l’anime e il manga ad oggi è composto da otto volumi in corso. Nel 2023 l’opera si è aggiudicata il Kodansha Manga Award come miglior manga generale.

Trama:

Mitsumi Iwakura ha sempre avuto grandi sogni: lasciare la sua piccola città, iscriversi in un’università di primo livello per poi contribuire alla crescita del Paese prima di ritirarsi nella sua città natale. È così concentrata sul suo obiettivo che non si rende conto di tutto ciò di cui non è all’altezza, procurando dispiacere e preoccupazione in amici e parenti.
Può un’ingenua ragazza di campagna sopravvivere a Tokyo?

Cosa ne penso?

‘È così difficile… visto che alle medie eravamo solo in otto non mi ero mai accorta di quanto fossero complesse le relazioni personali’

Una nuova vita, un nuovo inizio, delle nuove relazioni…

Tutti siamo spaventati quando cambiamo le nostre abitudini e le nostre amicizie, la paura di sbagliare e di non essere compresi, la paura di buttarci a capofitto in qualcosa che per noi sia nuovo e la paura di non piacere per quello che siamo.

Skip & Loafer

Mitsumi Iwakura è una ragazza di campagna che si è trasferita a Tokyo per iniziare il liceo. Una realtà che alle prime battute la rende nervosa, tanto da arrivare in ritardo il primo giorno di scuola e di vomitare sul vestito costoso della professoressa. Una ragazza acqua e sapone non abituata a relazionarsi con molte persone, con la testa un po’ per le nuvole e che ha già deciso la sua carriera.

In questa nuova scuola conoscerà nuove persone che, nonostante siano diverse da lei, la iniziano ad apprezzare per la sua spontaneità. Tra le prime giornate al karaoke, le prime battute e le prime uscite si crea già i primi ricordi di questa nuova avventura.

In compagnia di Iwakura conosceremo altri personaggi con personalità diverse, ma che nascondono ognuno di essi delle preoccupazioni.

Uno dei primi è Sōsuke Shima, un ragazzo dall’aria solare e frizzante ma a volte con uno sguardo solitario e freddo. 

Skip & Loafer

E’ un ragazzo che cerca di leggere tra le righe e di aiutare le persone in difficoltà. Riesce a tranquillizzare Iwakura nei momenti più complessi, come il primo giorno di scuola, e ha una personalità tutta da scoprire.

Una di quelle bellezze un po’ misteriose.

Tra i personaggi c’è anche la ragazza bella e popolare come Yuzuki Murashige che in realtà ha un carattere docile e molto alla mano. E’ l’esatto esempio di come spesso il vestiario non fa il monaco. Nonostante sia molto apprezzata dai ragazzi, non ha un carattere altezzoso, ma bensì anche lei comprende che il suo aspetto spesso può crearle dei problemi nel relazionarsi con le persone.

Ma tra uno dei miei preferiti c’è Narumi Kanechika, il ragazzo del club del teatro. Una personalità sgargiante e cristallina, si butta a capofitto nelle conversazioni ed è molto sicuro di se stesso. Non importa il ruolo che deve interpretare durante una recitazione se sia donna o uomo, ma lo farà sempre con professionalità e grinta. Il suo elemento caratterizzante è il fatto che indossa i tacchi e lo rende davvero interessante.

Skip & Loafer

Skip & loafer è una commedia scolastica che consiglio a chi vuole avventuriarsi in una lettura che possa riscaldare il cuore.

E’ un’opera che apprezzo per le diverse personalità di personaggi che vengono rappresentati, dai personaggi di città con le loro problematiche all’immagine di Iwakura la campagnola con una realtà differente.

Mi sento molto vicina a questa storia proprio per il ‘trasferimento di realtà’ che vive la protagonista.

Io sono passata dalla città al paese, all’inizio avevo paura di come rapportarmi alle persone, al loro modo di ‘dire’ e di fare le cose perché variano da luogo a luogo. Il sentirsi al proprio agio in una realtà completamente diversa da quella in cui si è abituati a vivere, può essere una esperienza davvero emozionante.

Solitamente quando ci si approccia a opere del genere si pensa che si mira immediatamente a creare una sorta di connessione romantica tra i personaggi, in realtà, Skip & loafer, naviga nelle tematiche delle amicizie, del sentirsi al proprio agio, del ragazzo che si veste da ragazza, dalla sfrontata ragazza popolare che in realtà è timida e alla mano al ragazzo apparentemente spensierato.  

E’ una storia che mostra le difficoltà liceali sia nell’approcciarsi alla scuola, ma anche a creare nuovi legami.

Una delle caratteristiche che preferisco è il fatto che Iwakura non rappresenta la classica ragazza figa dai capelli lunghi e ciglia folte, in realtà è molto semplice con i suoi capelli a caschetto, il suo essere imbranata e spesso non in grado di leggere le reazioni o le intenzioni altrui e con le sue facce spaventose e ambigue.

E’ una ragazza ingenua che lavora intensamente in tutto quello che fa. Ho apprezzato molto anche come Shima, il ragazzo biondo e popolare, sia un contrasto di Iwakura ma creando una connessione con lei, diventa il suo punto di inizio per rapportarsi con le persone di città.

Skip and Loafer

Jakov Pasynkov di Ivan Turgenev

Jakov Pasynkov è stato pubblicato per la prima volta nel 1855 si presenta come un’opera che raccoglie uno stampo romantico, ambientato tra i salotti pietroburghesi e le selvagge estremità dell’impero russo.

Con la cura della Caravaggio Editore, ad oggi, possiamo vederci di questa meravigliosa lettura composta da poco più di 90 pagine e con la presenza di illustrazioni.

Trama:

“Egli entrava nel regno dell’ideale senza difficoltà e senza sforzo; la sua anima vergine era pronta in qualsiasi momento a presentarsi davanti al «sacrario della bellezza»; essa aspettava solo il cenno, solo il contatto di un’altra anima… Pasynkov era un romantico, uno degli ultimi romantici che mi sia capitato di incontrare.”

Jakov Pasynkov fu pubblicato per la prima volta nel 1855. In questo commovente racconto di stampo romantico, ambientato tra i salotti pietroburghesi e le selvagge estremità dell’impero russo, Turgenev ha voluto raffigurare un limpido animo di sognatore, quasi un archetipo dello spirito nobile che non riesce a trovare il suo posto nel mondo, conservandosi ingenuamente fedele agli ideali giovanili. Jakov Pasynkov non è solo la storia di un’amicizia iniziata ai tempi del collegio, ma anche il nostalgico tentativo di risalire a quel remoto sogno poetico che è il primo germoglio della vita interiore.

Cosa ne penso?

Attraverso l’opera magistrale Jakov Pasynkov, ho avuto il privilegio di immergermi nell’affascinante mondo letterario di Ivan Turgenev per la prima volta. Desidero esprimere la mia gratitudine alla Caravaggio Editore per averci regalato un racconto intriso di intensità, romanticismo e profonda amicizia, da gustare in un pomeriggio avvolto nell’atmosfera incantata di un buon tè o un cremoso caffè latte.

La straordinaria abilità narrativa di Turgenev ha il potere di creare un ambiente in cui il lettore si sente immediatamente accolto, come se il protagonista stesso volesse aprire il suo cuore a colui che sta sfogliando le pagine, rivelando i suoi sentimenti tormentati e una vita permeata di sensibilità.

Pasynkov, con la sua complessità, ha suscitato in me una gamma di emozioni contrastanti: a volte avrei voluto abbracciarlo calorosamente, mentre in altri momenti avrei desiderato rimproverarlo per le sue brutte abitudini. L’opera si apre con una prospettiva ravvicinata sulla frantumazione dei sentimenti del protagonista nei confronti di una dolce donna, un amore che non ha trovato il suo porto sicuro, ma è stato invece offuscato da illusioni e malintesi.

Nonostante l’opera sia stata originariamente pubblicata nel lontano 1855, la narrazione di Turgenev si rivela sorprendentemente attuale. La sua scrittura si distingue per la sua autenticità, senza indulgere in artifici o complicate acrobazie linguistiche, ma offrendosi sinceramente, senza la necessità di creare un testo di grandiosità pretenziosa.

È evidente quanto l’autore abbia amato ritrarre un personaggio come Jakov Pasynkov. La sua vita, scandita tra momenti di gioia e di tristezza, si sviluppa in un modo che risulta stranamente familiare, quasi tangibile nella sua quotidiana esistenza. In mezzo a un amore spezzato e alla riscoperta di un’amicizia, ci si immerge in una novella che accende le fiamme del cuore.

‘ L’amavo. Amavo lei, la calma, onesta, impenetrabile, incorruttibile Sof’ja; quando se ne andò, per poco non impazzii per il dolore.. Da allora non ho più amato nessuno.’

Le parole di Pasynkov dedicate a Sof’ja rivelano il nucleo stesso dell’animo del protagonista. Un uomo umile, severo verso se stesso, ma profondamente innamorato dell’amore e della sua unica donna, l’unica che abbia mai amato.

L’edizione curata da Pietro Verzina per la Caravaggio Editore è un esempio di eccellenza nella traduzione, accompagnata da preziose note esplicative per le parole russe con i loro significati. Il titolo originale “Dalle memorie di una persona a riposo” si trasforma magicamente in “Jakov Pasynkov” tra le pagine di questa pregiata pubblicazione

Gli unici indiani buoni

Tra le ultime uscite della Fazi Editore, voglio condividere delle piccole note in riferimento a ‘Gli unici indiani buoni’. Uno scritto di Stephen Graham Jones che rientra nella collana Darkside della casa editrice, creando una atmosfera horror – fantasy con rilevanti riferimenti alla cultura indiana, alla visione della Donna lupo, ma soprattutto alla violenza e alla discriminazione verso i ‘Piedi Neri’ e la supremazia dei bianchi.

Gli unici indiani buoni - Stephen Graham Jones - copertina

Trama:

Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy sono quattro giovani indiani cresciuti insieme in una riserva ai confini col Canada. Il legame che li univa si è spezzato quando Ricky è morto all’improvviso: una rissa fra ubriachi, secondo la versione ufficiale. Ma è davvero andata così? Sono passati ormai dieci anni, i ragazzi sono diventati uomini e si sono più o meno integrati nella società bianca, lasciandosi alle spalle gli eccessi di gioventù ma anche un fardello con il quale non hanno mai fatto davvero i conti: le regole e le tradizioni della riserva. Il ricordo dell’amico scomparso, però, non li ha mai abbandonati. Con esso, torna prepotentemente a turbare le loro coscienze un episodio del passato che li ha segnati, mettendo fine per sempre alla loro innocenza: una battuta di caccia finita male. Una storia difficile da dimenticare, che oggi torna a perseguitarli. È Lewis il primo ad accorgersi di una presenza inquietante in casa sua, e a questo punto ognuno di loro inizia ad avere paura, per sé e per i propri cari…

Una spietata caccia all’animale che si tramuta in una terrificante caccia all’uomo: vincitore dei più importanti premi nell’ambito del genere e campione di vendite, Gli unici indiani buoni è un horror mozzafiato in cui una fine analisi sociale si fonde perfettamente con la tensione di una storia da incubo.

Cosa ne penso?

Gli Unici Indiani Buoni” di Stephen Graham Jones è un romanzo che affronta con maestria la complessità dei personaggi e l’intersezione dell’identità culturale.

Attraverso una trama avvincente e una scrittura potente, l’autore ci conduce in un viaggio emozionale che lascia un’impronta duratura. La storia si svolge all’interno di una riserva indiana, offrendo uno sguardo intimo e autentico sulla vita delle persone che vi abitano. Jones crea un cast di personaggi incredibilmente realistici, ciascuno con la propria storia unica e le sue battaglie interiori.

La loro profondità e complessità rendono il romanzo coinvolgente sin dalle prime pagine. Le relazioni tra i personaggi sono dipinte con un realismo crudo e toccante. L’autore esplora temi come la famiglia, l’amicizia, l’amore e la lealtà, mostrando come questi legami si intreccino con l’identità culturale e la lotta per l’appartenenza. Ogni personaggio porta con sé i pesi del passato e cerca una forma di redenzione o di riconciliazione con se stesso e con la propria cultura.

Jones affronta anche temi complessi come il razzismo, la violenza e l’ingiustizia sociale, sfidando gli stereotipi e portando alla luce la profonda resilienza e determinazione dei personaggi nell’affrontare tali sfide. La trama avvincente tiene il lettore sulle spine, mentre le rivelazioni si svelano e i segreti vengono svelati.

La scrittura di Jones è affilata e potente, trasmettendo le emozioni dei personaggi in modo vibrante e coinvolgente. Il suo stile narrativo crea un senso di immersione totale nella storia, permettendo al lettore di connettersi profondamente con le esperienze dei personaggi.

Ci troviamo immersi in un romanzo intriso di oscurità e illusioni, un’opera che si distingue per la sua capacità di affascinare e coinvolgere il lettore. In “Gli Unici Indiani Buoni“, il lettore viene trasportato in un intricato mondo di vendetta, in cui la soddisfazione si fa strada giorno dopo giorno, mettendo a repentaglio la vita dei quattro protagonisti: Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy. Questi personaggi, tutti di origini indiane, si ritrovano ad affrontare un senso di alienazione nella società dominata da individui di discendenza bianca. Esclusi, discriminati e costretti ad affrontare atteggiamenti di distacco, trovano la loro sopravvivenza nella caccia ai wapiti e nella vendita delle carni sul mercato.

Tuttavia, un giorno la loro quiete viene brutalmente spezzata da un evento che segna una svolta nella loro esistenza collettiva: la perdita di un amico e l’uccisione di un intero branco di wapiti. In un’atmosfera che sembra all’apparenza consueta, con una giornata nuvolosa e innevata come tante altre, l’inizio di tutto prende forma.

L’inclusione di elementi folkloristici nativi americani nel contesto del romanzo conferisce una profondità e un’autenticità straordinarie alla narrazione. Jones dimostra una sensibilità acculturata nel trattare tali tematiche, portando alla luce la ricchezza e la complessità delle tradizioni indigene.

Il mio matrimonio felice

Tra le mie opere preferite c’è sicuramente ‘Watashi no Shiawase na Kekkon’, la nuova opera editata dalla Jpop con il nome ‘Il mio matrimonio felice‘.

Una storia che ha bisogno di essere letta e ascoltata, con le sue pagine che si arricchiscono di profumo di ciliegio e un passato torrido.

Per chi volesse vivere questa nuova storia romantica consiglio sia la lettura dell’opera, attualmente composta da 4 volumi (tratta dalla light novel), ma si può dedicare anche alla visione dell’adattamento animato.

copertina

Trama:

La sua sorellastra aveva tutto: bellezza, una buona educazione, persino poteri psionici. Lei al contrario era la figlia indesiderata: trasandata, senza alcuna educazione né poteri, era considerata alla stregua di una serva. Persino il suo migliore amico, che era sempre stato dalla sua parte, aveva finito per sposare la sua sorellastra. Vista come un fastidio, è stata cacciata di casa e data in sposa ad un uomo che si dice essere orribile e spietato. Ma sono davvero reali le voci sul suo futuro marito?

Cosa ne penso?

Il mio matrimonio felice‘, al sentire nominare questo titolo può sembrare una storia banale e piena di cliché che non possa rilevare nulla di nuovo al mondo del lettore, ma così non è.

Il mio matrimonio felice

Miyo Saimori è una ragazza che nasconde tra le mani tante ferite e lavori pesanti, nonostante sia un membro di una delle famiglie che possiede delle abilità sovrannaturali eccezionali; viene trattata peggio di una serva. Lei non era né figlia, né serva, ma era il nulla nella sua famiglia. Dopo la morte di sua madre, il padre ha sposato la donna del suo amore dando alla luce una seconda figlia. Quest’ultima è bionda, con il viso tenero e una grande capacità, a differenza di Miyo dai capelli scuri e rovinati.

Il mio matrimonio felice

Miyo aveva delle piccole speranze che l’aiutavano ad affrontare giorno dopo giorno le ingiustizie, le grida e l’indifferenza: il sapere che ci fosse qualcuno che potesse tenere davvero a lei, come il suo amico di infanzia. Ma nulla va come dovuto, Miyo viene convocata per trattare di un matrimonio e la lieve speranza aveva preso vita sul suo viso per poi sbriciolarsi in pochi istanti.

Sua sorella viene data in sposa a Kouji mentre lei si sarebbe ritrovata a vivere tra le mura della famiglia Kudou, nota per il suo carattere spietato…

‘Quindi… non mi serbi rancore?’

‘Nessun rancore. Ormai ho dimenticato certi sentimenti.’

Una delle frasi d’effetto che mi ha sempre fatto venire i brividi. Quel senso di adattamento al buio, alle cattiverie, senza avere rancori o sentimenti negativi. Una beatitudine nella tristezza. Questo modo di essere si radica dentro Miyo, che è abituata a chiedere scusa per qualsiasi cosa o a tenere il capo chino.

Ci fa capire come questa ragazza, così fragile e spaventata, cerca di crearsi uno scudo per sopravvivere. Miyo è priva di abilità e ha paura di venire abbandonata, di nuovo, per questo.

Il mio matrimonio felice

I primi giorni in casa Kudou si alternano tra malfidenza e una certa curiosità di scoprire cosa si cela dietro agli occhi di quella ragazza fragile. Scopriranno di essere due anime che condividono lo stesso sapore del non essere accettati dalla loro famiglia. Il sentirsi distaccati, diversi, non amati sarà il punto di un nuovo inizio per entrambi.

Nel primo volume scopriamo maggiori sfumature dell’esistenza di Miyo, con le sue paure, le sue fragilità, il suo passato e il suo carattere. Verso la fine, negli ultimi capitoli, scopriremo un lato affettivo di Kudou che lo renderà l’antitetico delle mali voci che girano su di lui.

Perché per me ‘Watashi no Shiawase na Kekkon’ deve essere ascoltata? Non è una storia semplice e non è una storia banale. Parla di abusi e di indifferenza da parte della propria famiglia. Parla di come la forza e il coraggio possano sopravvivere anche dopo gli schiaffi e le urla. Mostra come, nonostante una persona abbia passato la sua vita nel baratro delle incertezze e della negatività, possa trovare il sorriso e una lieve affettuosità verso la vita.

Il mio matrimonio felice

È una storia di coraggio, una storia che dice ‘sì, anche tu puoi essere felice nonostante tutto’. Un modo per sostenere chi si sente amareggiato, lasciato nella solitudine o messo da parte, dalle persone che ritiene essere la sua famiglia.

The two lions

L’estate è iniziata e una delle nostre mangaka preferite è tornata!
Nagisa Furuya è di nuovo in Italia con la nuova opera ‘The two lions’ edita Starcomics. Un volume unico bello corposo che soddisferà la vostra ricerca di dolcezza e chiacchiere quotidiane.

Non perdetevi la nuova emozionante opera dell’autrice di All About Ocean Blue e You are in the Blue Summer!

copertina

Trama:

Poco dopo aver cominciato l’università, Junpei, un ragazzo amichevole e di mentalità aperta, incontra nel campus lo scostante Leo. Parlando con lui scopre che ha frequentato il suo stesso liceo e che si tratta nientemeno che di “Demone Leone”, il temuto leader segreto della scuola! Junpei diventa così il primo amico di quel giovane che, per fuggire dai giorni trascorsi in solitudine a causa di un malinteso, ha scelto di frequentare un’università lontana e sta cercando di farsi dei nuovi amici. Col tempo, però, i suoi sentimenti per Leo si trasformeranno in qualcosa che va oltre l’amicizia…

Cosa ne penso?

Tutto inizia da un soprannome “Demone Leone”, le battute di corridoio e i chiacchiericci che si creano attorno a Onizuka Leo (“Oni” il primo kanji significa demone) rendono difficile la sua vita alle superiori. Leo è un ragazzo riservato, un po’ distaccato con dei capelli vistosi. Lo definiscono il leader segreto della scuola e tutti lo tengono a distanza..

The Two Lions

Io non ho amici” è l’unica certezza che ha sempre avuto, salvo Ryo il suo amico di infanzia.

Decide di frequentare un’università lontana per iniziare una nuova vita e abbandonare gli anni di solitudine. Ma il destino vuole che incontri Junpei, un ragazzo che è l’opposto di lui: vivace e sempre circondato da amici.

Tutto inizia da una bottiglia dimenticata sulla panchina e tra i due si crea un magnetismo irresistibile. Junpei è attratto dall’aura che avvolge Leo, mentre quest’ultimo cerca di mantenerlo a distanza.

Il destino ha già deciso i nostri passi, o almeno così si dice, giusto?

In qualche modo, Junpei e Leo si ritrovano a condividere i pasti, parlare dei loro interessi e partecipare a incontri che rafforzano sempre di più la loro amicizia.

Ma l’amicizia di Junpei sta diventando qualcosa di più profondo, qualcosa che fa battere il cuore.

The Two Lions

Ho conosciuto ‘The Two Lions’ qualche tempo fa, curiosando online, e la prima lettura mi ha lasciato senza fiato. Rileggerlo ora in questa versione italiana mi ha nuovamente riscaldato il cuore e, amando i suoi disegni, non mi stanca mai.

Chi sono i personaggi?

Oltre ai principali Leo e Junpei, sono presenti anche personaggi di contorno che, in un modo o nell’altro, influenzano la storia. Junpei è un ragazzo solare, sempre circondato da amici, spontaneo ma spesso perso nei suoi pensieri. Nonostante le sue incertezze, riesce sempre a ritrovarsi e ad esprimersi.

Leo, invece, è un ragazzo che è stato etichettato come solitario a causa delle malelingue a scuola. Prima di entrare all’università, non aveva mai invitato un amico a casa sua, e il suo sorriso sincero era un’illusione. In realtà, è un ragazzo affabile e responsabile.

The Two Lions

Cos’è The Two Lions?

Se state cercando una storia realistica e dolce, questo manga fa al caso vostro. Lo stile artistico di Furuya è facilmente riconoscibile e non ci sono scene esplicite tra i personaggi. Tutto ruota attorno all’evolversi dell’amicizia e alla ricerca di una nuova felicità serena da parte dei protagonisti. Attraverso chiacchiere e pasti condivisi, avrete modo di conoscere Junpei, Leo e i loro segreti.

Nagisa Furuya ci coccola ancora una volta con una storia boys love agrodolce, intrisa di emozioni pure e infantili, arricchita da flashback che rendono il passato dei personaggi ancora più acerbo, contribuendo all’evoluzione dei loro caratteri.

Perché dovreste leggere questo volume?

  1. Nagisa Furuya ci guida attraverso il percorso di superamento delle esperienze passate, che diventano il punto di partenza per una trasformazione interiore.
  2. Questa storia non si limita a creare una semplice relazione amorosa, ma racconta la storia dei protagonisti e il viaggio della loro amicizia e dei loro sentimenti.
  3. Questo volume unico (cicciotello) vi farà provare tante emozioni.

Nagisa Furuya ha pubblicato altre opere in Italia, come ‘All About Ocean Blue’, e la raccolta box che contiene ‘The Blue Summer and You’ e ‘You are in the Blue Summer’.

L’estate in cui Hikaru è morto

Tra le news di Jpop super acclamate per questa estate abbiamo ‘L’estate in cui Hikaru è morto’. Un’opera molto chiacchierata sia per il suo target e sia per gli elementi particolari che lo contraddistinguono.

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Trama:

Yoshiki e Hikaru sono due ragazzi coetanei cresciuti insieme in un piccolo villaggio. Un giorno, Yoshiki nota la presenza di qualcosa di diverso nel suo amico: una qualche entità ha preso il suo posto. Pur sapendolo, Yoshiki continua a essergli amico, ma nel frattempo nel villaggio iniziano a verificarsi strani incidenti…

Cosa ne penso?

Tra i titoli da leggere sotto l’ombrellone questa estate, non possiamo trascurare “L’estate in cui Hikaru è morto” (titolo originale: Hikaru ga Shinda Natsu), l’ultimo manga seinen edito dalla Jpop, composto attualmente da tre volumi.

L’estate in cui Hikaru è morto” è un’opera tanto attesa in Italia, che finalmente possiamo sfogliare e godere delle sue sfumature horror e soprannaturali.

Questo seinen non si limita a seguire i canoni del genere, ma presenta elementi che possono interessare un pubblico più vasto.

La trama di “Hikaru ga Shinda Natsu” è avvolgente e ricca di suspense. Ci troviamo di fronte a una storia misteriosa che ruota attorno a due ragazzi adolescenti, Hikaru e Yoshiki, cresciuti insieme in un piccolo villaggio.

L'estate in cui Hikaru è morto

Un giorno d’estate, Hikaru scompare tra le montagne per una settimana e, quando riappare, sembra che nulla sia successo. Tuttavia, il suo amico Yoshiki avverte delle vibrazioni insolite provenire dal suo affettuoso Hikaru, scoprendo così il segreto che si cela all’interno del suo corpo. Una presenza, definibile anche come “mostro“, ha preso possesso del corpo senza vita di Hikaru tra le montagne e cerca di vivere per la prima volta. Tuttavia, questa presenza mantiene i ricordi e i sentimenti che il vero Hikaru ha provato mentre era in vita, incluso l’amore verso il suo amico.

Man mano che il tempo passa, eventi strani iniziano ad accadere nel villaggio a causa della presenza di questa creatura, costringendo Yoshiki a confrontarsi con i suoi sentimenti contrastanti su come trattare questa creatura all’interno di Hikaru: continuare a considerarla un amico o cercare di allontanarla definitivamente.

L'estate in cui Hikaru è morto

Mokumoku Ren fa il suo debutto con questa meravigliosa opera, che non si limita a raccontare una storia misteriosa e horror, ma va oltre, cercando di arricchirla con una sottile sfumatura di romanticismo tra i due protagonisti.

Una particolarità che colpisce immediatamente nel primo volume è la bellezza delle tavole. I disegni dettagliati e ben realizzati mettono in risalto l’ambiente e i suoni del villaggio immerso nella natura, così come le complesse ed emozionanti sensazioni provate da Yoshiki e dalla creatura all’interno di Hikaru.

“‘Mi piaci da morire'”

“Allora vedi di non sparire mai più”.

È strano, inquietante, ma allo stesso tempo coinvolge il lettore nella sua narrazione. “L’estate in cui Hikaru è morto” presenta sentimenti contrastanti, un dolore profondo provato da Yoshiki che si sente “sbagliato” nel rimanere accanto a quell’essere che non è più il suo Hikaru, ma allo stesso tempo non vuole perderlo per sempre.

La Jpop ha curato l’edizione di “Hikaru ga Shinda Natsu” in modo impeccabile, offrendo una qualità grafica e di stampa eccellente. I disegni sono dettagliati e ben realizzati, capaci di trasmettere efficacemente l’atmosfera oscura e misteriosa della storia. La traduzione è fluida e la lettura risulta piacevole e scorrevole.

The King’s Beast

Tra le migliori letture consigliate per accompagnare i momenti di relax sotto l’ombrellone durante l’estate, emerge prepotente la nuova uscita di Star Comics che si destreggia abilmente nel territorio del romanticismo.

The King’s Beast, un titolo che si distingue per l’armoniosa fusione di elementi singolarmente pregevoli appartenenti al mondo dello shoujo e del fantasy. Per i lettori in cerca di un’opera capace di emozionarli in modo paragonabile all’acclamato Kamisama Kiss, edito dalla stessa casa editrice, suggeriamo di proseguire la lettura di questa recensione.

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Trama:

Il mondo in cui convivono gli esseri umani e gli ajin (creature metà umane e metà bestie) non è certo un luogo paradisiaco. Gli esseri umani comandano gli ajin con la forza e li sfruttano per i loro scopi: i maschi vengono usati come soldati, le femmine come prostitute, relegate al rango più basso della società. Per cambiare questo mondo corrotto e il suo destino, Kogetsu serve il re sotto le spoglie di un uomo.
La storia prende piede nello stesso universo narrativo di Dawn of the Arcana.

Cosa ne penso?

The King’s Beast è un’opera di cui avevo conoscenza da tempo e sono estremamente lieta di annunciare che sarà disponibile presso librerie e fumetterie a partire dal 5 luglio. Questo intrigante volume intreccia sapientemente elementi di fantasy e romance, con la vendetta che si configura come tema centrale.

The King's Beast

Gli ‘ajin‘, una rara specie di creature ibride, metà uomo e metà bestia, sono sfruttati come schiavi dagli esseri umani: i maschi vengono impiegati come risorse militari, mentre le femmine sono costrette a diventare cortigiane di piacere. Tuttavia, come in ogni specie, ci sono eccezioni: gli ajin dotati di abilità speciali vengono reclutati come servitori presso il palazzo reale, al servizio dei nobili e dei principi.

La trama ruota attorno alla vendetta, poiché Rangetsu, separata da piccola dal suo fratello, scopre col tempo e a seguito di voci che il suo amato fratello è stato ucciso dal quarto principe. Inizia così la sua spietata vendetta. Rangetsu si trasforma, assumendo l’identità di un servo-bestia e indossando abiti maschili, per diventare la nuova guardiana del quarto principe.

The King's Beast

Tuttavia, il compimento della sua vendetta sembra essere ancora lontano, quando scopre che Tenyo, in realtà, non ha ucciso il suo servo, ma è stato opera di un’altra persona. Rangetsu e Tenyo uniranno le forze, sfruttando le reciproche abilità, per scoprire il vero assassino e sventare i tentativi di attentato alla vita del quarto principe.

Perché dovreste immergervi in questa storia? Ecco quattro valide ragioni che vi spingeranno a farlo senza indugio:

  1. La vendetta, sebbene centrale, viene trattata con maestria, non risultando né aggressiva né tormentata, ma come un elemento corollario che intreccia i sentimenti di Rangetsu e Tenyo.
  2. Rangetsu, donna dall’aspetto di una bestia, abbandonerà i sentimenti puri femminili e la propria identità, trasformandosi da cortigiana in una talentuosa spadaccina, dotata di grandi abilità. Entra in gioco il genere del Gender Bender.
  3. I disegni di Rei Toma sono eleganti e vibranti. Anche durante i combattimenti, i personaggi vengono ritratti con maturità e in maniera sublime, come se danzassero sulle pagine.
  4. Se siete appassionati di elementi storici e soprannaturali, o se siete in cerca di storie simili a Kamisama Kiss e ad altre opere affini, allora questa è proprio la scelta giusta per voi.

I sentimenti di Rangetsu, immortalati in alcune tavole, si rivelano potenti, lasciando un’aura di nostalgia nel cuore del lettore. Mi sono personalmente affezionata anche al personaggio del quarto principe, Tenyo, poiché è un nobile che si distingue dalla sua posizione, dimostrando empatia anche verso le bestie, considerate meri schiavi agli occhi della società.

Una curiosità affascinante riguarda l’introduzione di Rangetsu al cospetto del quarto principe, in cui indossa una maschera. È interessante notare che Rei Toma ha condiviso un piccolo “epic fail” riguardante la rappresentazione di questa maschera. Infatti, la maschera stessa non è frutto della sua creatività, ma una riproduzione di una maschera realmente esistente e commercializzata nel mondo reale. Questa situazione ha comportato non poche complicazioni per l’autrice e il suo editor, tuttavia, alla fine, è stato concesso loro il diritto di utilizzarla nell’opera.

Inoltre, è interessante notare che il mondo rappresentato in The King’s Beast condivide l’ambientazione con l’opera precedente di Rei Toma, Dawn of the Arcana. Tuttavia, i tratti distintivi di questa nuova opera si immergono nel regno del fantasy alla cinese.

Domani, l’arcobaleno

Siamo nel periodo del Pride Month e come non inaugurarlo con uno dei titoli più belli? Jpop Manga ci ha annunciato e portato, per questo mese, l’opera di Noriko Kihara intitolata ‘Domani, l’arcobaleno‘.

E’ una di quelle opere che conosco da un po’ di tempo e che ne ho già suggerito, tempo fa, la lettura e oggi sono finalmente contenta di potervene parlare!

copertina

Trama:

La storia segue le vicende di un ragazzo gay che lavora come drag queen in un bar e che prova dei sentimenti per un suo amico, apparentemente eterosessuale.

Cosa ne penso?

Domani, l’Arcobaleno” è una di quelle opere che consiglio caldamente a chi ama il genere boys love. Questo manga è ricco di emozioni coinvolgenti, è in grado di lasciare un segno profondo nel cuore del lettore.

Domani, l'arcobaleno

Non si tratta della classica storia d’amore in cui i protagonisti si innamorano a prima vista o sono legati da un’amicizia d’infanzia. Qui, ci troviamo di fronte a un giovane che lavora in un bar gay e intrattiene il pubblico con spettacoli travestendosi da donna, mentre dall’altra parte c’è un ragazzo eterosessuale che soffre di insonnia e lavora in un’azienda.

Prima di incontrarsi, i due comunicano attraverso un’applicazione che permette di chattare con sconosciuti, offrendo un modo per liberarsi dai pensieri ossessivi che possono affiorare durante una giornata lavorativa, o semplicemente per chiacchierare. È così che si incontrano.

Domani, l'arcobaleno

Inizialmente, Chitose, noto anche come Whip nel suo show, non ha alcuna intenzione di incontrare l’uomo che è entrato a far parte della sua vita attraverso i messaggi, per timore di spaventarlo essendo gay e lavorando in un bar gay. Tuttavia, il destino ha voluto che i due si incontrassero quando Shinogu rintraccia il bar dove lavora la giovane star e si siede al bancone.

La loro relazione non inizia nel modo migliore. Whip non voleva incontrarlo e ci sono state alcune battute infelici che hanno rovinato l’atmosfera tra di loro. Ma la storia si sviluppa in modo appassionante, emozionante e piena di conflitti che porteranno i due ragazzi a crescere come individui e a far evolvere la loro relazione.

Domani, l'arcobaleno

Chitose è un ragazzo fragile, nonostante si mostri come una ragazza coraggiosa e determinata durante i suoi spettacoli. La sua anima nasconde molta paura per ciò che è veramente e per come la società potrebbe giudicarlo, essendo solo un ragazzo che ha imparato a indossare il ruolo di Drag Queen. Shinogu, d’altra parte, è un ragazzo che non ha la forza di imporsi, soprattutto nel suo ambiente lavorativo, dove viene visto come un capo facile da manipolare. Ma grazie al sostegno di Chitose, il suo carattere inizia a trasformarsi.

“Anche se sbagliamo, anche se ci facciamo del male, possiamo perdonarci ogni volta.”

Questa citazione rappresenta l’essenza e l’importanza di ogni passaggio che i due protagonisti affrontano nel loro percorso. Imparano ad accettarsi con i loro pregi e difetti, a ascoltare i loro cuori e a superare gli ostacoli che possono spaventare, ma che insieme diventano più facili da superare.

Chitose viene spesso considerato una figura incoerente, perché dice che non bisogna mai innamorarsi di un eterosessuale e che ciò comporta sempre grandi problemi, ma il destino ha voluto che si innamorasse proprio di un eterosessuale. Questo aspetto rende la storia ancora più interessante, perché mostra come l’amore possa superare gli stereotipi. Non c’è scritto da nessuna parte che un eterosessuale non possa amare qualcuno dello stesso sesso e che le relazioni non debbano necessariamente sbriciolarsi ancor prima di iniziare.

Domani, l’Arcobaleno” parla di coraggio, forza, determinazione e paura. Paura della società, paura di se stessi e paura dell’altro. Paura di deludere, di non essere abbastanza e di commettere errori. Quest’opera ci insegna a fare il primo passo, ci incoraggia ad andare oltre le opinioni degli altri e persino i nostri stessi pensieri. Se una persona ci fa stare bene, perché dovremmo privarci di un sorriso?

Domani, l'arcobaleno

Consiglio vivamente “Domani, l’Arcobaleno” a coloro che cercano una storia che sprigioni speranza, che sia nell’amore o nella speranza stessa di accettarsi e di trovare il coraggio per affrontare una società che spesso si chiude in sé stessa.

Herald of Red volume 1 di 4

Oggi ti darò degli ottimi motivi per cui recuperare un’opera tutta italiana, che possa davvero sorprenderti in poco tempo.

Vi sto per parlare della nuova opera di Rinaldo di Lorenzo, edita UpperComics intitolata ‘Herald of Red’. Questa è la seconda opera che l’autore realizza, la prima è un volume unico intitolato ‘HellCyclopedia‘.

Herald of Red 1 - Italiano

Trama:

Il pianeta ghiacciato di Vonrot si trova molto lontano dal sole, ma è collegato a esso attraverso un cristallo che genera un imponente pilastro di fiamme: il cristallo Quasar. La sua luce consente la vita sul pianeta.L’improvviso furto del cristallo spinge Kilian, membro di spicco dell’ordine dei Cavalieri Nova, ad addentrarsi nelle gelide terre della zona eclissata per salvare la sua gente.Ma sarà davvero la nobiltà d’animo che muove le gesta del Cavaliere Nova?Dalla incandescente penna dell’autore del best seller rivelazione del 2022 Hellcyclopedia, arriva la prima serie di Rinaldo di Lorenzo! La verità è solo un inganno riflesso sul ghiaccio, solo l’ardore di un Cavaliere Nova può scalfirla!

Cosa ne penso?

Spesso siamo così abituati a leggere manga giapponesi che tendiamo a trascurare le opere italiane che meritano di essere scoperte.

Herald of Red di Rinaldo di Lorenzo ci farà immergere in un mondo governato dal ghiaccio, da un cristallo Quasar, ma anche dalla presenza dei Cavalieri Nova.

Per gli appassionati di storie d’azione e per coloro che desiderano rivivere le emozioni del passato con i Cavalieri dello Zodiaco, questa opera rappresenta un’ottima fonte di ispirazione, offrendo un’esperienza avvincente che ti terrà incollato alle pagine con grande suspense.

Dalla prima tavola fino all’ultima, l’autore è abile nel creare un’atmosfera avvolgente che tiene il lettore con il fiato sospeso. La narrazione coinvolgente rende i personaggi vivaci e pieni di energia, alternando abilmente momenti di comicità e situazioni pericolose di grande tensione. In questo modo, il lettore si trova immerso in un contesto vibrante, sempre in attesa di scoprire quale avventura o pericolo si presenterà successivamente.

La prima particolarità che voglio sottolineare è come ogni personaggio, dal principale al secondario e anche a quelli di sfondo, hanno tutti una propria identità. Nessun personaggio viene lasciato in secondo piano, nessun dettaglio viene lasciato al dubbio ma bensì tutto è connesso da un filo logico.

Come ogni buona storia di shonen battle, inizia con un impatto non indifferente verso il nucleo della storia, questo per cercare di attirare l’attenzione fin da subito cercando di scoprire le proprie carte ma mano che la lettura va avanti.

Ci troviamo di fronte alla seconda opera realizzata dall’autore, e già possiamo confrontarla con la precedente HellCyclopedia, notando significative differenze e un’evidente evoluzione sia nel tratto artistico che nell’attenzione dedicata ai dettagli. Osserviamo un perfezionamento nello sguardo dei personaggi, nelle loro espressioni e movenze, nonché nelle battute che pronunciano. Inoltre, viene raggiunta una maggiore coerenza tra la situazione in cui si trovano i personaggi e il loro carattere distintivo, aggiungendo un ulteriore livello di profondità e coinvolgimento alla narrazione.

Desidero porre particolare enfasi sui titoli di ogni capitolo, poiché contengono parole chiave di grande importanza che si collegano all’evoluzione della trama. Ad esempio, “La guerra del ghiaccio e del fuoco” rappresenta le prime scintille di un conflitto inaspettato che si scatena nella città. Da un lato, emergono i Rauh dalla fredda coltre di ghiaccio, mentre dall’altro gli araldi si ergono come difensori instancabili della loro società.

Vonrot è stata fin dall’origine un pianeta disabitato e molto freddo, ma gli Araldi del rosso, compresero il suo immenso potere e fecero in modo che il calore del sole potesse giungere fino al pianeta.

Sin dalle prime pagine, ci imbatteremo in un vero e proprio spettacolo di colori, in cui illustrazioni magnifiche e creative riempiono ogni spazio. Durante il percorso di lettura, inoltre, incontreremo schede appositamente dedicate all’approfondimento dei personaggi, offrendo al lettore un’ulteriore comprensione delle loro identità e delle loro caratteristiche distintive.

L’autore padroneggia abilmente un tratto di disegno sottile e delicato, intessendo linee che si fondono armoniosamente sulla pagina. Attraverso questa maestria, riesce a evocare con chiarezza la rappresentazione della battaglia, occupando con maestosità ogni porzione della tavola con tonalità di grigio.

Tra il confine sottile tra illusione e realtà, i protagonisti si troveranno di fronte a dure verità celate dietro l’inganno, e dovranno dimostrare un’animo saldo e coraggioso per affrontarle. Durante la lettura, i momenti di suspense saranno abbondanti, ma ciò che rende questa storia veramente significativa è la possibilità di una profonda riflessione sulle proprie certezze. La psiche dei personaggi viene messa a nudo, alimentando la loro forza d’animo e la volontà di proteggere le persone a cui tengono. Attraverso queste pagine, vi attende un viaggio che vi regalerà non solo intrattenimento, ma anche una stimolante esplorazione dei vostri valori più profondi.

‘La disperazione non porta a nulla di buono’

Nel complesso, questo primo volume è riuscito a stimolare la mia creatività, alimentando l’interesse verso lo sviluppo della trama. Sono impaziente di scoprire i veri ruoli che i vari personaggi ricoprono, da quelli che ingannano a quelli che nascondono le verità per trarne vantaggio personale. Inoltre, sono ansiosa di approfondire la battaglia attorno al cristallo di quasar e di comprendere appieno la sua rilevanza e necessità per la città. Questo romanzo mi ha intrattenuto e, allo stesso tempo, ha generato una curiosità crescente che mi spinge a continuare la lettura per svelare tutti i misteri che si celano dietro questa storia coinvolgente.