The King’s Beast

Tra le migliori letture consigliate per accompagnare i momenti di relax sotto l’ombrellone durante l’estate, emerge prepotente la nuova uscita di Star Comics che si destreggia abilmente nel territorio del romanticismo.

The King’s Beast, un titolo che si distingue per l’armoniosa fusione di elementi singolarmente pregevoli appartenenti al mondo dello shoujo e del fantasy. Per i lettori in cerca di un’opera capace di emozionarli in modo paragonabile all’acclamato Kamisama Kiss, edito dalla stessa casa editrice, suggeriamo di proseguire la lettura di questa recensione.

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Trama:

Il mondo in cui convivono gli esseri umani e gli ajin (creature metà umane e metà bestie) non è certo un luogo paradisiaco. Gli esseri umani comandano gli ajin con la forza e li sfruttano per i loro scopi: i maschi vengono usati come soldati, le femmine come prostitute, relegate al rango più basso della società. Per cambiare questo mondo corrotto e il suo destino, Kogetsu serve il re sotto le spoglie di un uomo.
La storia prende piede nello stesso universo narrativo di Dawn of the Arcana.

Cosa ne penso?

The King’s Beast è un’opera di cui avevo conoscenza da tempo e sono estremamente lieta di annunciare che sarà disponibile presso librerie e fumetterie a partire dal 5 luglio. Questo intrigante volume intreccia sapientemente elementi di fantasy e romance, con la vendetta che si configura come tema centrale.

The King's Beast

Gli ‘ajin‘, una rara specie di creature ibride, metà uomo e metà bestia, sono sfruttati come schiavi dagli esseri umani: i maschi vengono impiegati come risorse militari, mentre le femmine sono costrette a diventare cortigiane di piacere. Tuttavia, come in ogni specie, ci sono eccezioni: gli ajin dotati di abilità speciali vengono reclutati come servitori presso il palazzo reale, al servizio dei nobili e dei principi.

La trama ruota attorno alla vendetta, poiché Rangetsu, separata da piccola dal suo fratello, scopre col tempo e a seguito di voci che il suo amato fratello è stato ucciso dal quarto principe. Inizia così la sua spietata vendetta. Rangetsu si trasforma, assumendo l’identità di un servo-bestia e indossando abiti maschili, per diventare la nuova guardiana del quarto principe.

The King's Beast

Tuttavia, il compimento della sua vendetta sembra essere ancora lontano, quando scopre che Tenyo, in realtà, non ha ucciso il suo servo, ma è stato opera di un’altra persona. Rangetsu e Tenyo uniranno le forze, sfruttando le reciproche abilità, per scoprire il vero assassino e sventare i tentativi di attentato alla vita del quarto principe.

Perché dovreste immergervi in questa storia? Ecco quattro valide ragioni che vi spingeranno a farlo senza indugio:

  1. La vendetta, sebbene centrale, viene trattata con maestria, non risultando né aggressiva né tormentata, ma come un elemento corollario che intreccia i sentimenti di Rangetsu e Tenyo.
  2. Rangetsu, donna dall’aspetto di una bestia, abbandonerà i sentimenti puri femminili e la propria identità, trasformandosi da cortigiana in una talentuosa spadaccina, dotata di grandi abilità. Entra in gioco il genere del Gender Bender.
  3. I disegni di Rei Toma sono eleganti e vibranti. Anche durante i combattimenti, i personaggi vengono ritratti con maturità e in maniera sublime, come se danzassero sulle pagine.
  4. Se siete appassionati di elementi storici e soprannaturali, o se siete in cerca di storie simili a Kamisama Kiss e ad altre opere affini, allora questa è proprio la scelta giusta per voi.

I sentimenti di Rangetsu, immortalati in alcune tavole, si rivelano potenti, lasciando un’aura di nostalgia nel cuore del lettore. Mi sono personalmente affezionata anche al personaggio del quarto principe, Tenyo, poiché è un nobile che si distingue dalla sua posizione, dimostrando empatia anche verso le bestie, considerate meri schiavi agli occhi della società.

Una curiosità affascinante riguarda l’introduzione di Rangetsu al cospetto del quarto principe, in cui indossa una maschera. È interessante notare che Rei Toma ha condiviso un piccolo “epic fail” riguardante la rappresentazione di questa maschera. Infatti, la maschera stessa non è frutto della sua creatività, ma una riproduzione di una maschera realmente esistente e commercializzata nel mondo reale. Questa situazione ha comportato non poche complicazioni per l’autrice e il suo editor, tuttavia, alla fine, è stato concesso loro il diritto di utilizzarla nell’opera.

Inoltre, è interessante notare che il mondo rappresentato in The King’s Beast condivide l’ambientazione con l’opera precedente di Rei Toma, Dawn of the Arcana. Tuttavia, i tratti distintivi di questa nuova opera si immergono nel regno del fantasy alla cinese.

Domani, l’arcobaleno

Siamo nel periodo del Pride Month e come non inaugurarlo con uno dei titoli più belli? Jpop Manga ci ha annunciato e portato, per questo mese, l’opera di Noriko Kihara intitolata ‘Domani, l’arcobaleno‘.

E’ una di quelle opere che conosco da un po’ di tempo e che ne ho già suggerito, tempo fa, la lettura e oggi sono finalmente contenta di potervene parlare!

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Trama:

La storia segue le vicende di un ragazzo gay che lavora come drag queen in un bar e che prova dei sentimenti per un suo amico, apparentemente eterosessuale.

Cosa ne penso?

Domani, l’Arcobaleno” è una di quelle opere che consiglio caldamente a chi ama il genere boys love. Questo manga è ricco di emozioni coinvolgenti, è in grado di lasciare un segno profondo nel cuore del lettore.

Domani, l'arcobaleno

Non si tratta della classica storia d’amore in cui i protagonisti si innamorano a prima vista o sono legati da un’amicizia d’infanzia. Qui, ci troviamo di fronte a un giovane che lavora in un bar gay e intrattiene il pubblico con spettacoli travestendosi da donna, mentre dall’altra parte c’è un ragazzo eterosessuale che soffre di insonnia e lavora in un’azienda.

Prima di incontrarsi, i due comunicano attraverso un’applicazione che permette di chattare con sconosciuti, offrendo un modo per liberarsi dai pensieri ossessivi che possono affiorare durante una giornata lavorativa, o semplicemente per chiacchierare. È così che si incontrano.

Domani, l'arcobaleno

Inizialmente, Chitose, noto anche come Whip nel suo show, non ha alcuna intenzione di incontrare l’uomo che è entrato a far parte della sua vita attraverso i messaggi, per timore di spaventarlo essendo gay e lavorando in un bar gay. Tuttavia, il destino ha voluto che i due si incontrassero quando Shinogu rintraccia il bar dove lavora la giovane star e si siede al bancone.

La loro relazione non inizia nel modo migliore. Whip non voleva incontrarlo e ci sono state alcune battute infelici che hanno rovinato l’atmosfera tra di loro. Ma la storia si sviluppa in modo appassionante, emozionante e piena di conflitti che porteranno i due ragazzi a crescere come individui e a far evolvere la loro relazione.

Domani, l'arcobaleno

Chitose è un ragazzo fragile, nonostante si mostri come una ragazza coraggiosa e determinata durante i suoi spettacoli. La sua anima nasconde molta paura per ciò che è veramente e per come la società potrebbe giudicarlo, essendo solo un ragazzo che ha imparato a indossare il ruolo di Drag Queen. Shinogu, d’altra parte, è un ragazzo che non ha la forza di imporsi, soprattutto nel suo ambiente lavorativo, dove viene visto come un capo facile da manipolare. Ma grazie al sostegno di Chitose, il suo carattere inizia a trasformarsi.

“Anche se sbagliamo, anche se ci facciamo del male, possiamo perdonarci ogni volta.”

Questa citazione rappresenta l’essenza e l’importanza di ogni passaggio che i due protagonisti affrontano nel loro percorso. Imparano ad accettarsi con i loro pregi e difetti, a ascoltare i loro cuori e a superare gli ostacoli che possono spaventare, ma che insieme diventano più facili da superare.

Chitose viene spesso considerato una figura incoerente, perché dice che non bisogna mai innamorarsi di un eterosessuale e che ciò comporta sempre grandi problemi, ma il destino ha voluto che si innamorasse proprio di un eterosessuale. Questo aspetto rende la storia ancora più interessante, perché mostra come l’amore possa superare gli stereotipi. Non c’è scritto da nessuna parte che un eterosessuale non possa amare qualcuno dello stesso sesso e che le relazioni non debbano necessariamente sbriciolarsi ancor prima di iniziare.

Domani, l’Arcobaleno” parla di coraggio, forza, determinazione e paura. Paura della società, paura di se stessi e paura dell’altro. Paura di deludere, di non essere abbastanza e di commettere errori. Quest’opera ci insegna a fare il primo passo, ci incoraggia ad andare oltre le opinioni degli altri e persino i nostri stessi pensieri. Se una persona ci fa stare bene, perché dovremmo privarci di un sorriso?

Domani, l'arcobaleno

Consiglio vivamente “Domani, l’Arcobaleno” a coloro che cercano una storia che sprigioni speranza, che sia nell’amore o nella speranza stessa di accettarsi e di trovare il coraggio per affrontare una società che spesso si chiude in sé stessa.

Herald of Red volume 1 di 4

Oggi ti darò degli ottimi motivi per cui recuperare un’opera tutta italiana, che possa davvero sorprenderti in poco tempo.

Vi sto per parlare della nuova opera di Rinaldo di Lorenzo, edita UpperComics intitolata ‘Herald of Red’. Questa è la seconda opera che l’autore realizza, la prima è un volume unico intitolato ‘HellCyclopedia‘.

Herald of Red 1 - Italiano

Trama:

Il pianeta ghiacciato di Vonrot si trova molto lontano dal sole, ma è collegato a esso attraverso un cristallo che genera un imponente pilastro di fiamme: il cristallo Quasar. La sua luce consente la vita sul pianeta.L’improvviso furto del cristallo spinge Kilian, membro di spicco dell’ordine dei Cavalieri Nova, ad addentrarsi nelle gelide terre della zona eclissata per salvare la sua gente.Ma sarà davvero la nobiltà d’animo che muove le gesta del Cavaliere Nova?Dalla incandescente penna dell’autore del best seller rivelazione del 2022 Hellcyclopedia, arriva la prima serie di Rinaldo di Lorenzo! La verità è solo un inganno riflesso sul ghiaccio, solo l’ardore di un Cavaliere Nova può scalfirla!

Cosa ne penso?

Spesso siamo così abituati a leggere manga giapponesi che tendiamo a trascurare le opere italiane che meritano di essere scoperte.

Herald of Red di Rinaldo di Lorenzo ci farà immergere in un mondo governato dal ghiaccio, da un cristallo Quasar, ma anche dalla presenza dei Cavalieri Nova.

Per gli appassionati di storie d’azione e per coloro che desiderano rivivere le emozioni del passato con i Cavalieri dello Zodiaco, questa opera rappresenta un’ottima fonte di ispirazione, offrendo un’esperienza avvincente che ti terrà incollato alle pagine con grande suspense.

Dalla prima tavola fino all’ultima, l’autore è abile nel creare un’atmosfera avvolgente che tiene il lettore con il fiato sospeso. La narrazione coinvolgente rende i personaggi vivaci e pieni di energia, alternando abilmente momenti di comicità e situazioni pericolose di grande tensione. In questo modo, il lettore si trova immerso in un contesto vibrante, sempre in attesa di scoprire quale avventura o pericolo si presenterà successivamente.

La prima particolarità che voglio sottolineare è come ogni personaggio, dal principale al secondario e anche a quelli di sfondo, hanno tutti una propria identità. Nessun personaggio viene lasciato in secondo piano, nessun dettaglio viene lasciato al dubbio ma bensì tutto è connesso da un filo logico.

Come ogni buona storia di shonen battle, inizia con un impatto non indifferente verso il nucleo della storia, questo per cercare di attirare l’attenzione fin da subito cercando di scoprire le proprie carte ma mano che la lettura va avanti.

Ci troviamo di fronte alla seconda opera realizzata dall’autore, e già possiamo confrontarla con la precedente HellCyclopedia, notando significative differenze e un’evidente evoluzione sia nel tratto artistico che nell’attenzione dedicata ai dettagli. Osserviamo un perfezionamento nello sguardo dei personaggi, nelle loro espressioni e movenze, nonché nelle battute che pronunciano. Inoltre, viene raggiunta una maggiore coerenza tra la situazione in cui si trovano i personaggi e il loro carattere distintivo, aggiungendo un ulteriore livello di profondità e coinvolgimento alla narrazione.

Desidero porre particolare enfasi sui titoli di ogni capitolo, poiché contengono parole chiave di grande importanza che si collegano all’evoluzione della trama. Ad esempio, “La guerra del ghiaccio e del fuoco” rappresenta le prime scintille di un conflitto inaspettato che si scatena nella città. Da un lato, emergono i Rauh dalla fredda coltre di ghiaccio, mentre dall’altro gli araldi si ergono come difensori instancabili della loro società.

Vonrot è stata fin dall’origine un pianeta disabitato e molto freddo, ma gli Araldi del rosso, compresero il suo immenso potere e fecero in modo che il calore del sole potesse giungere fino al pianeta.

Sin dalle prime pagine, ci imbatteremo in un vero e proprio spettacolo di colori, in cui illustrazioni magnifiche e creative riempiono ogni spazio. Durante il percorso di lettura, inoltre, incontreremo schede appositamente dedicate all’approfondimento dei personaggi, offrendo al lettore un’ulteriore comprensione delle loro identità e delle loro caratteristiche distintive.

L’autore padroneggia abilmente un tratto di disegno sottile e delicato, intessendo linee che si fondono armoniosamente sulla pagina. Attraverso questa maestria, riesce a evocare con chiarezza la rappresentazione della battaglia, occupando con maestosità ogni porzione della tavola con tonalità di grigio.

Tra il confine sottile tra illusione e realtà, i protagonisti si troveranno di fronte a dure verità celate dietro l’inganno, e dovranno dimostrare un’animo saldo e coraggioso per affrontarle. Durante la lettura, i momenti di suspense saranno abbondanti, ma ciò che rende questa storia veramente significativa è la possibilità di una profonda riflessione sulle proprie certezze. La psiche dei personaggi viene messa a nudo, alimentando la loro forza d’animo e la volontà di proteggere le persone a cui tengono. Attraverso queste pagine, vi attende un viaggio che vi regalerà non solo intrattenimento, ma anche una stimolante esplorazione dei vostri valori più profondi.

‘La disperazione non porta a nulla di buono’

Nel complesso, questo primo volume è riuscito a stimolare la mia creatività, alimentando l’interesse verso lo sviluppo della trama. Sono impaziente di scoprire i veri ruoli che i vari personaggi ricoprono, da quelli che ingannano a quelli che nascondono le verità per trarne vantaggio personale. Inoltre, sono ansiosa di approfondire la battaglia attorno al cristallo di quasar e di comprendere appieno la sua rilevanza e necessità per la città. Questo romanzo mi ha intrattenuto e, allo stesso tempo, ha generato una curiosità crescente che mi spinge a continuare la lettura per svelare tutti i misteri che si celano dietro questa storia coinvolgente.

Il curioso caso di Benjamin Button

Se siete amanti della lettura classica e dei casi particolari, sicuramente Il curioso caso di Benjamin Button con la nuova edizione a cura della Caravaggio editore può fare assolutamente il caso vostro.

Un romanzo del 1922 realizzato da Francis Scott Fitzgerald ho ricevuto moltissima attenzione, soprattutto per gli elementi di cui si compone tanto da ottenere anche un film con protagonista Brad Pitt.

L’opera ha ricevuto una nuova edizione editata dalla Caravaggio editore e a cura di Enrico de Luca, l’opera si compone da 80 pagine allegate con delle illustrazioni che rendono l’atmosfera del romanzo davvero piacevole da leggere.

Trama:

“Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e parzialmente stipato in una delle culle, sedeva un vecchio di circa settant’anni. I suoi radi capelli erano quasi bianchi, e dal mento gli cresceva una lunga barba grigiastra, che ondeggiava in maniera ridicola avanti e indietro, mossa dalla brezza che entrava dalla finestra.”

Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) è un testo a metà strada fra il surreale e il satirico incluso nella raccolta I racconti dell’età del jazz (Tales of the Jazz Age). F. Scott Fitzgerald prese spunto da un’osservazione di Mark Twain, vale a dire che è un peccato che la miglior parte della nostra esistenza venga all’inizio e quella peggiore alla fine. Perciò, la particolare narrazione ripercorre “a ritroso” le tappe della vita del protagonista, costretto a nascere anziano e morire bambino. Il regista David Fincher ne ha tratto ispirazione per l’omonimo film del 2008 con Brad Pitt e Cate Blanchett.

Cosa ne penso?

Il curioso caso di Benjamin Button è uno di quei casi che riescano a rimanere impressi nella mente di un lettore o di chi ha visionato anche il film. La sua particolarità è proprio l’elemento centrale ossia un bambino che nasce già con delle sembianze di un settantenne e la sua evoluzione di vita fino ad arrivare ad essere un neonato. Nel 2008, l’opera è stata trasposta per il grande schermo da David Fincher.

In questa meravigliosa opera vediamo la vita essere completamente capovolta dal suo nascere fino a morte ma la particolarità più eclatante, appena il mio, è come lo stesso Benjamin Button riesca, nonostante le difficoltà che si presentano nel corso della sua vita, ad amarla completamente.

In realtà, lo stesso Fitzgerald ammise all’epoca che quest’opera non è oggetto del suo ingegno bensì ha preso ispirazione dalle parole di Mark Twain:

“«This story was inspired by a remark of Mark Twain’s to the effect that it was a pity that the best part of life came at the beginning and the worst part at the end. By trying the experiment upon only one man in a perfectly normal world I have scarcely given his idea a fair trial. Several weeks after completing it, I discovered an almost identical plot in Samuel Butler’s Note-Books.»”

L’opera apre le sue porte con la nascita nel 1860 di Benjamin Button, una figura che già dalla sua nascita ha creato grande scalpore nell’ospedale in quanto il bambino nasce con l’aspetto di un anziano.

Già dalle prime battitura dell’opera si può ben percepire come in realtà il padre di Benjamin sia davvero sconfortato dalla situazione è molto imbarazzato, ma nonostante tutto si prende cura di quel bambino con le sue particolarità.

La vita di Benjamin continua nelle sue vesti, nonostante il sospetto che da vecchio pian piano si ringiovanisce, e inizia a porre le sue prime esperienze di vita fino ad avere la sua prima relazione sentimentale.

Benjamin si trova nell’età della baldoria, nell’età di voler divertirsi e assaporare la sua libertà difatti va da festa in festa e cerca in tutti i modi di viversi al meglio quei momenti. Tuttavia la sua relazione amorosa inizia a sbriciolarsi, tanto che la coppia giunge anche al divorzio e Benjamin parte per la guerra e nel 1910 si scopre che la coppia spetta un figlio.

Dopo che Benjamin ha terminato la sua corriera accademica decide di trasferirsi in Italia, nello stesso luogo in cui si trova suo figlio Roscoe, ma tra i due il rapporto è molto teso. Nel frattempo Roscoe ha un figlio che inizierà a giocare con ‘suo padre’, vista che le sembianze di quest’ultimo lo porteranno ad essere sempre più giovane e le sue cure verranno affidate ad una badante.

Un’opera che riesce andare al di là dell’immaginazione, a capovolgere tutti quei concetti a cui abbiamo sempre creduto e a cui ci siamo sempre abituati della vita ossia la sua nascita, la sua evoluzione fino a giungere la morte e con sempre con sospetto di un bambino che ma mano gli anni possa crescere fino a diventare anziano con delle rughe ma se tutta questa realtà venisse capovolta con uno schiocco di dita?

Se non avete mai letto un libro dedicato a quest’opera, non posso fare altro che consigliarvi assolutamente la edizione della Caravaggio editore.

Althénopis di Fabrizia Ramondino

Se siete alla ricerca di un titolo che possa davvero sorprendervi e che sia stato pubblicato in varie lingue e abbia un gran trascorso le sue spalle, sicuramente questa opera di nome ‘Althénopis’ edita Fazi Editore può far al caso vostro.

Trama:

Mentre la seconda guerra mondiale volge al termine e da Napoli giunge il grido di una città martoriata, a Santa Maria del Mare, paesino immaginario di poche anime annidato sulla costa, la protagonista di Althénopis trascorre le sue giornate tra giochi infantili e divertenti avventure. La piccola appartiene a una famiglia bizzarra, giunta lì dall’esotica isola di Porto Quì: il padre diplomatico è sempre in viaggio, la madre, donna algida e distante, è assillata da continue emicranie e la nonna, figura onnipresente e piena di fascino, è avvolta da un’aura di mistero dai contorni quasi onirici. Nell’esistenza quotidiana della bambina, ai parenti e agli amici si alterna la presenza degli “scugnizzi”, che rubano gli spiccioli ai passanti nella piazza del paese. Nonostante in casa si disapprovino certi comportamenti, la piccola, ignorando un atteggiamento che non le appartiene, si lascerà coinvolgere in mille peripezie mischiandosi con i coetanei di ogni ceto sociale, sospesa tra l’ingenuità dell’infanzia e le incomprensibili stranezze dell’età adulta. Quando all’improvviso il padre muore, la famiglia è costretta a trasferirsi altrove e viene ospitata da diversi parenti prima di stabilirsi definitivamente a Frasca. La ragazza, nel frattempo, diventa donna e all’inizio degli anni Cinquanta decide di intraprendere un misterioso e solitario viaggio al Nord. Al ritorno, il confronto con la madre, sempre più sola e bisognosa di attenzioni, sarà inevitabile, facendosi presto scontro drammatico e portando alla luce dinamiche complesse rimaste latenti troppo a lungo.

Cosa ne penso?

Qual è effettivamente il motivo per cui suggerisco questa calda lettura?

Le motivazioni possono essere svariate, ma quella che mi mira sottolineare è il fatto che siamo di fronte a un romanzo che accoglie il lettore abbracciando in maniera molto calorosa portando in un viaggio che varia dal 1940 e anni successivi facendoci diventare parte di quei trascorsi agghiaccianti e della vita quotidiana dei suoi personaggi.

Siamo di fronte a un romanzo che è uscito per la prima volta nel 1981 e si imposta in maniera critica con una tipologia di narrazione molto ricca, piena di sfumature ma soprattutto dedita a trasformarsi in un diario confidenziale con chi lo sta leggendo.

Althénopis viene definita un’opera che presenta qualcosa di diverso da tanti romanzi che si scrivono al giorno d’oggi, un romanzo che possiede una potenza carismatica e molto memoriale non che è un complesso di racconti e di luoghi, di persone che ci fanno scoprire ma mano l’abilità di scrittura dell’autrice.

La particolarità che mi ha emozionato davvero tanto è la rappresentanza dei luoghi e delle persone che li vivono, vi è un’alta attenzione nella descrizione dell’ambiente circostante permettendo al lettore stesso di sentirsi proiettato all’interno del racconto e di conoscere le sfumature di quegli anni.

In questo romanzo l’autrice ci fa passare in tre tappe molto importanti della sua vita collocate in tre luoghi differenti partendo da Napoli fino a raggiungimento di Roma: Santa Maria del Mare, Le case degli zii e infine Bestelle dein Haus. Una mutazione della sua identità, del suo essere e della sua crescita personale nonché anche all’interno della società.

Questi aspetti ci permettono di conoscere al meglio in maniera trasparente è molto dinamica la protagonista e tutto ciò che la circonda, passando dalle conoscenze o dei parenti, i luoghi che hanno influenzato il suo modo di essere e soprattutto il risultato che l’autrice ha raggiunto. Fabrizia mette in grande nota anche il drammatico periodo che sta affrontando, parlando di sé da bambina, di fatto il tempo in cui si svolgono questi fatti parte durante la seconda guerra mondiale che sta svolgendo al suo termine a Napoli.

Negli anni 50 la donna decide di prendere coraggio e intraprendere un nuovo viaggio, tornando dopo tempo da sua madre ormai anziana. Si crea così una sorta di dialogo e di spazio in cui vengono presentate la figura della madre e della figlia.

È stato un romanzo davvero molto interessante da intraprendere, molto distante dalla tipologia di letture che preferisco ma anche molto educativo perché in un certo senso ci permette di conoscere una realtà diversa da quella raccontata o da quella che ci viene cantata dalla storia non che anche la possibilità di ascoltare e osservare da uno sguardo di una bambina che diventa adulta e delle relazioni che quest’ultima intraprende durante il suo viaggio.

Quello che colpisce maggiormente quando si sta cercando il romanzo sicuramente è la copertina maestosa che ha deciso di utilizzare la Fazi editore, forse se io dovessi essere molto critica il punto dolente è sicuramente il modo in cui si presenta il tasto perché siamo di fronte a uno scompartimento molto rigido con difficoltà di creare degli spazi per far riposare l’occhio del lettore ma bensì ci troviamo davanti a un testo privo di conversazioni che possono alleggerire la lettura, oppure di spazi di andare a capo che permettono di creare delle piccole colonne o paragrafi.

Witch Watch

In Italia è arrivata una storia ricca di divertimento e situazioni bizzarre! Witch Watch saprà conquistarvi fin da subito con il suo primo volume edito StarComics. Un’opera composta da 11 volumi in corso.

copertina

Trama:

Morihito, un ragazzo dalla forza sovrumana, sta per iniziare a convivere con la sua amica d’infanzia Niko, durante il suo allenamento per diventare una strega. I due adolescenti faranno i conti anche con le magie imprevedibili di Niko.

Cosa ne penso?

Doremì, che diamine stai facendo?

Witch Watch

Ah no, la protagonista di Witch Watch non è la pasticciona Doremì, ma si chiama Niko. 

Una ragazzina strega che combina un guaio dopo l’altro e il suo amico di infanzia Morihito Otogi, un liceale con poteri da Oni, cercherà di proteggerla dai pericoli derivanti da una vecchia profezia.

Mentre Morihito cercherà di trovare una soluzione a tutti i pasticci creati da Niko con la sua magia imperfetta, quest’ultima si esulterà lasciandosi andare in preda a fantasticherie amorose vivendo sotto lo stesso tetto con il suo grande amore. 

Witch Watch

Una commedia piena di magia e risate che sa davvero sorprendere, nonostante i tanti titoli degli ultimi tempi che ci presentano maghe e streghe con del potenziale e con una virtù ben salda, la nostra Niko saprà sorprenderci.

La sua magia non è perfetta, o almeno non lo è la sua spiegazione prima dell’utilizzo. Passeremo da finestre e tazze rotte a tipi che sacrificano i loro capelli diventando pelati. Un mix completo per chi vuole leggere qualcosa di fantasioso ma anche romantico con un pizzico di comicità che non guasta mai.

Morihito è un Oni molto potente che vive tra persone normali. Non ha amici oltre alla sua amica di infanzia e Niko separata da lui quando erano bambini a causa dei suoi doveri di strega.

Ma ora Niko è tornata dal suo addestramento e sua madre ha scelto per lei Morihito come famiglio.

Witch Watch

Appena ho concluso la lettura di questo primo volume sono rimasta sorprenda come mi sia venuta in mente “Doremì, la strega pasticciona”. Ci ricordiamo tutti, o quasi, le avventure piene di guai della dolce strega dai capelli rossi, ma Nico ci porterà in una comicità tutta fresca e frizzante!

I disegni sono puliti e dinamici, ogni capitolo è ricco di battute e di una comicità che sa mantenere alto l’umore dei suoi lettori.

Perché dare una opportunità a Witch Watch?

🌱 se siete in cerca di una storia divertente e rilassante da leggere nei momenti di relax 

🌱 se volete immergervi in guai e soluzioni bizzarre

🌱 se siete alla ricerca di un nuovo husbando o una wife 

Witch Watch – opera composta da 11 volumi in corso edita Starcomics. Scritta da Kenta Shinohara autore di Kanata no Astra.

I Want to Be the Wall

Si sta avvicinando il Pride Month e la Starcomics ha deciso di arricchire la collana Queer di Star Comics con I WANT TO BE THE WALL. La serie di Honami Shirono, completa in tre volumi, approfondisce con sensibilità e comicità la sfera dell’asessualità e dell’aromanticismo.

tra il 31 maggio e il 1 luglio 2023, acquistando in fumetteria un qualsiasi volume della collana Queer (ON OR OFF e MY SON IS PROBABLY GAY compresi) si riceverà in omaggio una speciale illustration card raffigurante uno dei 7 manga rappresentativi della collana Queer.

copertina

Trama:

Yuriko, una donna asessuale, accetta di sposarsi per accontentare i genitori. Il suo nuovo compagno di vita è Gakurouta, un uomo omosessuale, innamorato del suo amico di infanzia.

Cosa ne penso?

Honami Shirono, parlami ancora di queste tematiche. 

“non posso innamorarmi, non mi è mai capitato” e il dolore di sentirsi sbagliata quando inizi a capire di più te stessa per la prima volta o come l’amore che ti trascini dietro da dieci anni che non sarà mai corrisposto.

Il Pride Month è alle porte ed è sempre meraviglioso vedere come l’amore in tutte le sue sfumature venga accolto e abbracciato dalla gente. 

I want to be the wall

In questa nuova opera scopriamo i margini della asessualità e il concetto dell’essere aromantica con un matrimonio di convivenza tra Yuriko e Gakurota.

Un primo volume che apre le porte verso una storia macchiata dal dolore e dal conforto, tra le parole di Gakurota scopriamo un amore non corrisposto per il suo amico d’infanzia, un sentimento ormai che si trascina da dieci anni e il desiderio che si tramuta in lacrime.

Mentre la figura di Yuriko ci fa scoprire una tematica che non è spesso chiacchierata o trattata, l’essere “aromantica” ossia il non provare amore/non essersi mai innamorati, strettamente connesso al concerto di “asessualità”.

Nella vita, attraverso le varie esperienze, succede a tutti di scoprire passo dopo passo qualche lato di se stessi ma il momento più crudo è quando ne parli con qualcuno e loro ti guardano con gli occhi accusatori e giudicatori del “ma sei seria?”. Questi sono i primi sentimenti di Yuriko, una fujoshi appassionata del mondo boy’s love nelle sue piene sfumature ma che non riesce ad approfondire la tematica dell’amore nella vita reale o negli shojo perché non ha mai provato il “batti cuore”.

I want to be the wall

Due persone dalle problematiche diverse che cercheranno nel matrimonio di convenienza a sostenersi a vicenda, creando una interpretazione per la società della loro vita da sposini perfetta.

Un’opera che sa intrattenere e trattare di tematiche che al giorno d’oggi hanno bisogno di spazio e di essere conosciute in maniera dolce e non superficiale. 

Potrei definirlo come un tocco delicato, ma che sa lasciare il segno.

I want to be the wall

Sono davvero curiosa di scoprire le pagine del secondo volume, mi sono soffermata molto sui sentimenti che vengono espressi da entrambi i protagonisti, Yuriko e Gakurota, e mi è venuta una stretta al cuore.

Le conversazioni sono semplici, abituali e quotidiane ma che aprono le porte verso la bellezza del conoscersi e riprovarci. Riprovare a trovare la serenità e il proprio equilibrio, anche in una situazione di mera apparenza per chi li circonda ma che nel loro matrimonio riescano a sostenersi e trovare qualcuno con cui essere se stessi.

Mi piace molto come Honami Shirono abbia predisposto l’andatura della narrazione, una vita quotidiana che non rende la lettura sgradevole o noiosa, ma incalzante nella sua semplicità.

I want to be the wall un’opera conclusa di tre volumi che farà breccia nel vostro cuore.

Of machines and Beasts

Amate le storie piene di battaglia con elementi particolari che si evolvono nel post apocalittico? Allora ‘Of Machines And Beasts‘ fare proprio il caso vostro. Un’opera che sarà trasportata in Italia grazie Jundo e potete leggerlo sia in maniera digitale sulla loro applicazione o acquistando il cartaceo.

Of Machines and Beasts

Trama:

L’umanità è morta! Risorgendo dalle ceneri, due razze opposte combattono per ciò che resta del mondo: I Cyborg, simbolo del progresso tecnologico, e gli Spiriti Bestia, tornati a essere un tutt’uno con la natura. Hei Tong Shi, uno spietato assassino cyborg che odia tutto – tranne il sarcasmo – è costretto ad accompagnare un gruppo di Spiriti Bestia in una ricerca per ripristinare il mondo distrutto. Ma non è mai facile sfuggire al proprio passato. Chi erediterà la terra nella guerra fra macchine e natura?

Cosa ne penso?

La curiosità che mi ha trasmesso questo titolo è andata bene oltre alle mie aspettative, è una storia a cui ho dato il primo sguardo attraverso l’applicazione e devo dire che già i colori mi hanno totalmente conquistata.

Avendo in mano il primo volume cartaceo posso già dirvi le mie impressioni attinenti sia alla qualità del volume nonché ai primi capitoli della storia, è una storia ancora in corso ed è di un autore di origini cinesi chiamato Chenxi.

Sicuramente la qualità di Jundo è tutta da apprezzare perché parliamo di volumi da un prezzo abbastanza economico 9,90 euro, una qualità molto eccellente sia per la carta e anche per il fatto che parliamo di storia che sono totalmente a colori.

Of machines and beasts presenta le sue prime tavole con un epilogo concentrato sulla fine del mondo. In questo mondo non ci sono più esseri umani, la società e la umanità che conosciamo ma siamo in un post apocalittico che presenta due nuove figure ossia i cyborg e gli spiriti bestia.

Come in ogni grande storia post apocalittica sappiamo bene che gli elementi determinanti sono quelli di riuscire a realizzare dei personaggi sorprendenti e battaglie non saranno mai noiose, caratterizzati da creatività.

L’intera umanità è estinta a causa di un enorme attacco, nel primo volume non scopriamo nel perché, né da chi e neanche secondo quale metodo, ma ci concentreremo nell’analisi delle prime due figure che incontreremo ossia un cyborg e uno spirito bestia che cercheranno di raggiungere il passo degli spiriti bestia. Qual è la caratteristica di queste due figure?

La prima è la rappresentazione di un essere umano con dei pezzi meccanici e dal potere di infezione cibernetica, sia un meccanismo di difesa del proprio corpo che trasforma le parti mancanti in parti metalliche portando fino alla fine alla realizzazione di un vero e proprio robot che si andrà a sostituire all’essere umano cancellando qualsiasi suo ricordo della vita precedente. Dall’altro lato abbiamo la figura dello Spirito bestia ossia degli esseri che abusando dei propri poteri, vengono trasformati nella bestia ossia nell’animale a cui sono legati.

Hei Tong Shi è il protagonista con una cattiva nomina. Lui è uno spietato assassino cyborg che ha un compito da portare a termine, una promessa fatta ad un amico in punta di morte ossia quello di ripristinare l’ormai mondo distrutto. Il nostro amato assassino riuscirà a conquistare i vostri cuori soprattutto dimostrando delle battaglie che lo coinvolgeranno la sua grande forza anche caratterizzata da un comportamento e da battute abbastanza ironiche e provocanti.

Yuri is my job

Il mondo dello yuri si sta espandendo e Starcomics ci sorprende con il titolo ‘Yuri is my job‘ in uscita contemporaneamente con l’anime distribuito da Crunchyroll. E’ possibile recuperare l’opera nella box contenente i due volumi o ciascun volume singolarmente.

E’ un’opera composta da 12 volumi in corso.

copertina

Trama:

Hime è la principessa della scuola: ammirata da tutti, non sbaglia mai. Così, quando ferisce accidentalmente Mai, la manager di un caffè, è pronta a sdebitarsi lavorando per non rovinare la sua reputazione. Hime scopre che si tratta di un locale a tema, dove lo staff tutto al femminile finge di frequentare una scuola privata per accontentare al meglio i clienti. Sotto la guida della ragazza più graziosa, Hime non può far a meno che arrossire ed essere goffa. In questo nuovo ambiente scopre ogni giorno qualcosa di nuovo sul suo lavoro e sui suoi sentimenti.

Cosa ne penso?

Mi piace lanciarmi in nuove sfide e svariare sempre i miei generi di lettura, ma oggi voglio parlarvi di “Yuri is my job”. 

Yuri Is My Job!

La Starcomics ci ha portato questo delizioso Yuri in Italia in concomitanza con l’anime prodotto da Crunchyroll. 

Solitamente lo Yuri non è esattamente uno dei primi generi che leggo con frequenza, ma questo mi ha davvero fatto ridere!

L’opera si presenta come una commedia scolastica che si concentra su tre focus: caffetteria scolastica, ragazze carine e illusioni.

Yuri Is My Job!

In primis ci verrà presentata la protagonista, una ragazzina super carina che riesce ad ammagliare qualsiasi persona posi lo sguardo su di lei. Dai capelli lunghi e mossi, il suo vero obiettivo è riuscire a sposarsi un uomo ricco e ottenere una posizione prestigiosa e per questo motivo rifiuta tutti i ragazzi che si dichiarano.  – un po’ la capisco sinceramente. 

Mi piace che la protagonista non sia la solita scellerata un po’ confusa, ma che sia una ragazza che ha delle idee salde e molto chiare e mira verso la vittoria del suo obiettivo!

Tuttavia questa quiete di vita solare viene disturbata da un incontro: difatti si scontra contro una ragazza, quest’ultima si “rompe” un braccio e la nostra protagonista finisce a lavorare part-time presso una caffetteria alquanto particolare.

Yuri Is My Job!

Non è tutto rosa e fiori, una narrazione calzante che vibra tra momenti comici e momento un po’ più seri ci presentano le varie sfaccettature dei caratteri delle ragazze che lavorano in questo cafe particolare.

La prima regola è non dire a nessuno del proprio lavoro, ma in meno di tre secondi la nostra piccola star riesce a frantumare questa regola. (Ci vuole molto impegno a non farsi beccare e diciamo che lei non è molto furba). 

Il suo carattere un po’ egocentrico in realtà nasconde un lato imbranato e combina guai e il suo vero “io” viene in poco tempo smascherato e si troverà a fare i conti con la realtà: verrà odiata da tutti?

La storia è ricca di momenti comici e soft, molto piacevole da leggere e da gustarsi anche nella versione anime. I disegni sono molto dettagliati, carini ed estroversi anche nel mostrare le emozioni dei vari personaggi.

Yuri is My Job!

Le indagini del Marlow Murder Club

Diciamoci la verità non è semplice trovare un libro che sappia davvero conquistare lettore e che abbia anche una nota di comicità all’interno di investigazioni e omicidi misteriosi, ma sono qui per risolvere il problema: ‘Le Indagini del Marlow Murder Club‘ edito Fanucci Editore, mi ha conquistata!

Le indagini del Marlow Murder Club - Robert Thorogood

Trama:

Judith Potts ha settantasette anni ed è beatamente felice. Vive da sola in una villa un po’ dimessa appena fuori Marlow, non c’è nessun uomo nella sua vita che le dica cosa fare o quanto whisky bere, e per tenersi occupata crea i cruciverba per i giornali nazionali. Una sera, mentre nuota nel Tamigi, è testimone di un brutale omicidio. La polizia locale non crede alla sua storia, così decide di investigare da sé, e ben presto a questa missione si uniscono Suzie, una dog-sitter dal cuore puro, e Becks, la sobria e composta moglie del parroco. Insieme sono il Marlow Murder Club. Quando un altro cadavere viene ritrovato, si rendono conto di avere per le mani un vero e proprio serial killer. E l’enigma che volevano risolvere diventa una trappola da cui potrebbero non trovare via d’uscita…

Cosa ne penso?

Ero alla ricerca di una lettura particolare e chi potesse coinvolgermi in maniera frizzante e creativa, mi sono addentrata in Le Indagini del Marlow Murder Club dello scrittore Robert Thorogood ed è stato subito amore.

Durante la lettura mi sono fatta coinvolgere dagli attimi di comicità di cui si arricchisce la scrittura dell’autore in grado di smorzare la tensione derivante dagli omicidi e dalle investigazioni senza uscita.

Se siete appassionati di investigazioni e dai modus operandi di ricerca della polizia e volete ricoprire il ruolo di un investigatore, allora questa lettura può fare al caso vostro perché le nostre eroine non sono dei poliziotti, ma bensì delle comuni cittadine che non riescono a farsi i fatti propri.

Un romanzo rompicapo che riesce a sorprendere il lettore in qualsiasi momento, ricco di momenti evolutivi, divertenti, ben studiati e strutturati ma soprattutto tutte le carte in tavola verranno capovolte e mischiate da momento all’altro.

La nostra protagonista Judith Potts è una donna di 67 anni con un carattere vivace e schietto, mentre giace nella sua grande villa apposta vicino al Tamigi sente uno sparo proveniente dalla casa del suo vicino che si trova dall’altra parte della sponda del fiume.

Da quel momento iniziano i segnali in cui la nostra protagonista capisce che per far salire a galla la verità c’è bisogno di una mano ,anche se la polizia all’inizio sembra essere titubante nel coinvolgere in un caso investigativo una comune cittadina, ma la sua determinazione non si ferma neanche davanti agli ostacoli o limiti dettati dalla legge, in tutte le maniere la nostra protagonista, affiancata da incredibili e coraggiose amiche, riuscirà a trovare il colpevole.

Judith inizia a investigare privatamente correndo da una parte all’altra cercando di scovare l’assassino prima che quest’ultimo possa commettere una nuova vittima, ogni volta che si avvicina a una prova importante questa diventa inaccessibile sfumando qualsiasi possibilità di raggiungere la verità.

Bisogna risolvere un mistero che collega tre omicidi, vittime che in qualche modo sono connesse tra di loro ma allo stesso tempo non lo sono. L’apparenza può ingannare e nella piccola cittadina di Marlow in cui la vita quotidiana dei suoi cittadini si trascina di giorno in giorno nella normalità, tra le sue strade si cela un assassino che si porta dietro un credo.

Lo stile narrativo di Robert Thorogood è davvero spaziale, riesce a creare una tensione magica che si affievolisce grazie alla complicità delle battute tra i personaggi o delle varie situazioni ma che riesce a mantenere solida l’interesse verso le investigazioni e verso le connessioni che vengono effettuate dai personaggi per uscire a trovare il colpevole. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, soprattutto per chi è amante di questo genere troverà una lettura scorrevole che non si macchia solo di omicidi ma anche di altre tematiche come l’amicizia, il coraggio di prendere una posizione della propria vita e nell’essere più altruisti.

La protagonista per me è un ideale di donna molto particolare, siamo di fronte a una donna adulta dall’età di 67 anni che vive beatamente nella sua villa ereditata e che ha un passato turbolento ma questo non è motivo di abbattimento del suo animo perché ciò che le ha passato è una nota che la resa ancora più coraggiosa e diretta della vita che lei sta affrontando tutti i giorni. Mi piace come sia stata rappresentata anche l’amicizia fra le donne che si conoscono e cercano di investigare insieme sugli omicidi, vengono rappresentate tre donne completamente diverse con pensieri diversi e anche ideali diversi ma questo non è motivo di contrasto tra di loro ma bensì di unione.

Ciò che mi piaciuto maggiormente è sicuramente la nota di comicità che non è comune nei libri di questo genere, credo che sia un elemento che possa sgrammaticare la tensione che si viene a creare ma soprattutto che rende la lettura più alternante cercando di non appesantire troppo la lettura stessa.

A chi suggerisco questo libro? Sicuramente a chi vuole scoprire per la prima volta quest’autore, a chi cerca una lettura che possa essere una lettura di mezzo tra altri titoli ma soprattutto chi vuole scoprire un romanzo che valga la pena davvero di avere in libreria.