Recensione “Il sorpasso dell’irrealtà”

Buon pomeriggio carissimi lettori, oggi sono tornata con una recensione del libro “Il sorpasso dell’irrealtà” di Anemore Ledger della classe ’99 con un grande potenziale.

E’ un libro che uscirà in pubblicazione il 2 Luglio, dunque tra pochissimi giorni, ma lo potete già pre-ordinare su Amazon. Lo consiglio a chiunque piaccia il genere horror, indipendentemente da quale sia la mia personale valutazione.

Ringrazio molte per la collaborazione.

Questo libro si caratterizza in quanto è un insieme di una raccolta di racconti – o meglio stralci – noir, con tinte horror, intitolata “Il sorpasso dell’irrealtà” (128 pagine). Gli stralci sono nove e sono alternati a disegni di vari artisti del territorio campano e romano.

Copertina: Mi è piaciuta molto perché è super particolare
Titolo: Il sorpasso dell’irrealtà
Autore: Anemore Ledger
Data di rilascio: 2020
Genere: Horror

Trama: Cos’è davvero la realtà? E quanto ci nasconde? L’Horror è la terra di una realtà altra, in cui la paura dei personaggi è affrontata attraverso pensieri mistici e eventi stranianti. In nove stralci di irrealtà, Anemone Ledger mette in crisi la psiche umana e ci mostra, con corredo di illustrazioni horror e contaminazioni noir, come l’irrealtà possa alterare la vita quotidiana e realizzare un sorpasso sulla realtà effettiva delle cose, provocando lo stravolgimento completo di qualsiasi situazione.

Valutazione:  Sono presenti alcuni minimi errori ortografici, ma probabilmente sono dati dalla copia in epub avendo un formato diverso per ogni tipo di dispositivo da adattare o eventualmente sono errori di distrazione. Es. suddivisione errata delle parole, mancanza di una L o poco più. In alcuni racconti ho notato una carenza o sbagliata usanza delle virgole, dunque promuoverei una revisione super veloce.

Pensieri personali del libro: Indipendentemente dal voto finale che darò a questo libro, è comunque un insieme di racconti che suggerisco a chi, come me, legge horror / thriller. E’ un libro ben organizzato e studiato, che con i suoi nove racconti riesce a trasmettere i brividi al lettore. Ogni racconto viene accompagnato da un disegno. Ci sono molte influenze di grandi scrittori come Edgar Allan Poe o Stephen King e Franz Kafka, che hanno messo indirettamente il loro ‘zampino’ nei racconti.

Ogni racconto è in grado di lasciare in suspanse il lettore e alzare il calibro di tiro.

Tutti da bambino abbiamo immaginato che nel buio della nostra cameretta ci fosse ‘l’uomo nero’ quando in realtà quella sagoma misteriosa e paurosa era data dall’appendi abiti e un cappello.

L’immagine di un bambino fin dove arriva? La paura che cosa crea? La tachicardia che ruolo gioca nel terrore?

Tra tutti i racconti il mio preferito è stato quello del Conte Ugolino.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto

Recensione “Fairfax & Coldwin”

Buon pomeriggio miei lettori, oggi sono tornata dopo un po’ di tempo con una nuova recensione riguardante un libro fantasy gotico di Alessio Filisdeo in collaborazione con la casa editrice Nativi Digitali Edizioni, che ringrazio immensamente per la disponibilità della lettura.

Copertina: Mi è piaciuta molto perché è super particolare
Titolo: Fairfax & Coldwin
Autore: Alessio Filisdeo
Data di rilascio: 2017
Genere: Fantasy, gotico

Trama:

“L’odio li aveva uniti, e l’odio continuava a tenerli uniti. Non era la necessità, non era la fiducia né la fedeltà, tantomeno l’amicizia. Ma puro, incontaminato e primordiale odio reciproco.”

Primi anni dell’Ottocento. Le Guerre Napoleoniche stringono l’Europa in una morsa opprimente, generando miseria e povertà. Fairfax e Coldwin, feroci vampiri con indosso la pelle di insospettabili gentiluomini, imperversano per le strade di Londra commettendo atrocità di ogni sorta, impazienti di abbandonare il Vecchio Continente per cominciare una nuova non-vita nelle Americhe. Ma attraversare l’oceano costa caro, e il prezzo pattuito prevede il rapimento di una misteriosa bambina, celata nei recessi della Francia bonapartista. Antichi rancori, tradimenti, duelli all’ultimo sangue e fughe rocambolesche: presto le due empie creature della notte si ritroveranno invischiate in una fitta rete di intrighi, intrappolate tra le spire del loro scomodo passato.


Valutazione: E’ un libro gotico ben impostato, con un ottimo dialogo tra i personaggi e ambienti cupi e grotteschi dell’800 che permettono di immedesimarsi nelle scene. Il lessico è ben fornito, si utilizzano termini che riflettono l’anno di ambientazione e non si scorre mai, durante la lettura, nel banale o nel noioso. All’inizio vi sono scene che permettono di comprendere il contenuto del libro, successivamente c’è un pezzo in cui il lettore si perde, ma riesce a riprendere il giusto cammino fino alla conclusione del libro.
Pensieri personali del libro: Miss Sheridan si imbatte in due esseri non umani, estranei al mondo mattutino. Fairfax & Coldwin sono due figure diverse caratterialmente, ma intensamente uguali. Il racconto si svolge nell’800. La premessa è accattivante e piena di violenza e viene enunciata anche la ingordigia della donna che ama il successo. I due personaggi sono dei gentiluomini, diversi dagli altri. Sono due vampiri legati tra loro da un rapporto particolare e pronti sempre a ‘bisbicciare’ come se fossero una coppia. Lo scrittore si è preso cura delle parole utilizzate durante il romanzo, anche nell’incentivare una conversazione di quei tempi. Le parole chiavi che ho individuato nello scritto sono: crudele e appassionante. Filisdeo ha prestato anche molta attenzione all’ambiente circostante, senza lasciare nulla al caso.

Consiglio vivamente questa lettura a chi piace questo genere di personaggio. Non vengono descritti e raffigurati i ‘soliti vampiri’ che siamo abituati a vedere nelle serie tv o in Twilight. Ma una figura più crudele, senza bontà. Qualcosa di più macabro e magari, anche più vicino al realistico.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto

Spero che la recensione possa piacervi ! Ringrazio ancora la casa editrice per la disponibilità.

Ci vediamo nella prossima recensione!

Recensione “Nicolas Grimm. Caccia all’esule”

Good day cari lettori! Oggi sono tornata con un nuovo Fantasy in collaborazione con la casa editrice Dark Zone edizioni che ringrazio infinitamente per la possibilità di recensire questo libro.

Nicolas Grimm. Caccia all'esule di [Fabrizio Fortino]

Copertina: Molto bella e di effetto.
Titolo: Nicolas Grimm. Caccia all’esule.
Autore: Fabrizio Fortino
Data di rilascio: l’edizione sottoposta alla mia recensione è del 2018
Genere: Fantasy

Trama: Inghilterra, Diciannovesimo secolo. Il Paese è sotto attacco degli Esuli, spiriti evocati dalla dimensione eterea, liberi di vagare nel nostro mondo. Colpa degli psicoauguri direbbero in molti.
Francis Barret Browning, sorvegliante del Dipartimento di Sicurezza Interna, è uno degli ultimi baluardi contro queste entità malvagie. Armato solo di un’incrollabile fede verso il Dipartimento e della sua Remington, sta per affrontare la più grande minaccia che la città di Shattertown ricordi. Eppure nulla può prepararlo a ciò che gli accadrà quando, durante un drammatico inseguimento, giungerà all’Istituto di Bioingegneria insieme ai suoi due ibridi, nonché colleghi: Mia e Grammith. Francis finirà così per incrociare il suo destino con quello di Nicolas Grimm, giovane e talentuoso bioingegnere.
Per entrambi si apriranno le porte di una sconvolgente realtà fatta di intrighi ed eventi inaspettati, tra pericolosi clan pechinesi, bambini necrofagi e arcane magie.

Valutazione: Ritengo che sia un fantasy molto bello, con una lettura rilassante e fluida. C’è molta enfasi nello scritto e dei buoni colpi di scena che non ti fanno mai annoiare. Purtroppo devo sottolineare una nota dolente, almeno per me. Io ho letto questo libro con una ‘lettura passiva‘ ovvero una lettura che era finalizzata a leggere il libro e a capirne gli sviluppi, purtroppo non mi sono sentita un personaggio o parte stessa del racconto. Mi sono sentita solo un lettore.

A livello di struttura, organizzazione, lessico e ortografia è molto eccellente. Anche le descrizioni sono state fatte con molta cura e dedizione, sia i luoghi, le azioni e sia in riferimento ai singoli protagonisti del racconto.
Pensieri personali del libro: All’inizio del racconto si ha una infarinatura delle vicende che caratterizzeranno il racconto. Viene spiegato ed analizzata la figura di Nicolas Grimm, uno studente con grande intuizione, che non si lascia al divertimento come gli altri ragazzi della sua scuola. Un ragazzo innamorato della bioingegneria e che rimane meravigliato quando il suo professore Gramble, lo fa accedere al laboratorio in cui sono disposte tutte le tecnologie dei migliori scienziati.

Dall’altro lato abbiamo Francis, è un personaggio che diverrà protagonista anch’esso del raconto accompagnato dall’ibrido M.I.A e Grammith. Vanno alla ricerca di soggetti “oscuri” definiti esuli che provengono da altra dimensione. Gli Psicoaguri sono coloro che hanno il potere di permettere ad umano di accedere a tale mondo parallelo.

Gli esuli vengono definiti come anime estranee che sfuggono al piano astrale nella quale erano relegati. L’ibrida usata da Francis come compagnia d’avventure, ovvero M.I.A era una Marionetta Ibrica Antiagressione. Vengono promosse molte riflessioni all’interno del racconto al termine “anima” facendo riferimento anche alle teorie di Kant e la distinzione dell’anima in 5 categorie.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Francis e Mia, un po’ meno quello di Nicolas perché credo che sia stato poco approfondito. E’ come se all’inizio del racconto tutto fosse concentrato su di lui, ma nel momento in cui le due storie, quella di Francis e Nicolas, si sono intrecciate è come se la figura di Nicolas fosse diventata di seconda importanza quando in realtà il titolo riporta il suo nome. Per questo motivo e per la lettura passiva mi sento di dare questo voto. Nulla toglie alla grande fantasia contenuta nel libro e alle descrizioni molto definite e curate.
Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ | una lettura ok.

Voglio suggerire questo libro a chi cerca un fantasy leggero con colpi di scena molto particolari. Ringrazio nuovamente la casa editrice con cui ho collaborato e

vi aspetto nella prossima recensione!

Recensione “La via del silenzio”

Buon giorno cari lettori, oggi vi voglio portare un thriller che mi ha colpito particolarmente in collaborazione con la casa editrice GoWare, di cui precedentemente vi ho già portato un altro libro “Perturbanti Congiungimenti” che potete trovare nella lista delle recensioni.

Parto già enunciando che non tendo a leggere thriller di autori italiani, ma questo volta mi devo ricredere. Questo libro mi ha tenuto incollata alle pagine, era un fiato sospeso dopo l’altro e i colpi di scena erano in ogni dove. Non riuscivo mai a comprenderne dove stesse andando a parare il manoscritto e soprattutto, sono rimasta a bocca aperta nel leggere il finale.

Copertina: Mi piace perché viene raffigurato sia la tecnica usata dal serial killer e sia la identificazione della “La via del silenzio” come una via cupa e misteriosa.
Titolo: La via del silenzio
Autore: Salvatore lecce e Cataldo Cazzato
Data di rilascio: 2018
Genere: Thriller

Trama: A Walnut Creek, tranquilla cittadina della California, una studentessa viene ritrovata sgozzata, la lingua tagliata e le labbra cucite con del filo da sutura. Il capitano Jeffrey Coleman del dipartimento di San Francisco, poliziotto tenace e ostinato, credente in Dio e nel suo intervento salvifico, sarà chiamato a fare i conti con altre morti atroci, che lo getteranno in uno stato di profonda prostrazione fino a fargli smarrire la via della fede. Una via che si intreccerà fatalmente con un’altra: la via del silenzio. Una lunga scia di sangue ad opera di uno spietato serial killer che pratica mutilazioni post mortem sui corpi delle vittime, attraverso un rituale dal significato criptico che affonda le radici in un passato lontano. Chi è il mostro che riduce al silenzio delle giovani donne senza lasciare tracce? E qual è la pulsione che lo spinge a uccidere? Domande senza risposta, perché è impossibile catturare uno spettro.


Valutazione: Mi è piaciuto lo schema utilizzato per strutturare il racconto. A livello lessicale e ortografico non ho riscontrato errori. Ho notato con piacere che ogni volta, nonostante le descrizioni fossero molto accurate, che non si succedevano più termini uguali nella stessa frase. Ciò mi ha permesso di avere una lettura calzante e molto lineare, senza riscontrare parti in cui mi venisse voglia di saltarle per arrivare al dunque. Ogni frase scritta era necessaria per il racconto. Ho apprezzato la scelta di identificare il luogo di svolgimento della narrazione all’inizio di ogni capitolo, enunciando anche l’anno. Questo permette di analizzare il salto nel tempo che viene presentato nel racconto senza riscontrare problemi di lettura.
Pensieri personali del libro: Il racconto thriller poliziesco ha uno svolgimento negli Stati Uniti e mi è piaciuto come siano state narrate le descrizioni geografiche dei luoghi, le vie percorse dai personaggi e la descrizione degli edifici. Mi ha permesso di immergermi interamente nel racconto. I personaggi sono descritti in maniera ottimale. Per tutto il racconto delle 235 pagine, sono rimasta fino alla fine con il batticuore e l’ansia per conoscere chi fosse il serial killer.

La modalità di narrazione mi ha ricordato molto quelle usate dai Lars Kepler, forse è stata solo una mia impressione. Mi è piaciuto il riferimento che sono stati fatti all’interno del racconto sia nei confronti del classico Eneidi di Virgilio e il libro della Genesi.

Il racconto si apre con l’omicidio di una ragazza ritrovata con la bocca cucita e la lingua asportata, successivamente questi omicidi sono proseguiti lasciando tanti punti di domanda in capo al capitano J. Coleman. “La via del silenzio” non è solo un titolo, ma l’essenza stessa del libro. Viene illustrato il percorso del serial killer, la sua psiche e la volontà di uccidere a sangue freddo le ragazze di tenera età. Viene presentato il paragone che si afferma tra “lo Spettro” – pseudonimo dato al serial killer prima di scoprire la sua identità- e il protagonista del libro. Un serial killer che con il suo “modus operandi” mette fine, dalla fonte, allo spettegolare. Lo stesso motivo che ha portato il serial killer sulla via della giustizia, della purezza e del castigare le giovani donne che spettegolano e rovinano la psiche degli uomini.

La storia è ben costruita, i personaggi non sono banali ma incalzano alla perfezione i loro ruoli e i loro pensieri. E’ un libro d’effetto, che ti lascia un amaro in bocca alla fine perché ti viene la paura di lasciare quel racconto.

Mi ha affascinato come la scrittura prevalentemente americana sia stata incalzata da due autori italiani realizzando un thriller che personalmente consiglierei a chi ama questo genere.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio ancora una volta la casa editrice GoWare per la disponibilità della collaborazione e per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo travolgente e ben strutturato. Grazie anche agli autori.

Ci vediamo nella prossima recensione.

Recensione “Il segreto del tribuno”

Buon pomeriggio, in collaborazione con la Casa Editrice Nero Press vi porto la recensione di un romanzo dal titolo “Il segreto del tribuno“. Potrete acquistarlo cliccando qui direttamente dal catalogo della CE.

Copertina: La preferivo più semplice con il titolo ben disposto in alto.
Titolo:
Il segreto del tribuno
Autore:
Giorgio Galeazzi
Data di rilascio:
2018
Genere:
Thriller storico
Trama:
Un delitto irrisolto in un accampamento romano. Il tribuno Marco Valerio indaga, proprio alla vigilia di un possibile conflitto con i Galli. Ma chi è il reale responsabile dell’omicidio? Il fuggitivo Dumnaco, figlio del re dei Cadurci, o qualcun altro? Assistito dal fedele servitore Tito, anche narratore della storia, Marco Valerio dovrà scoprire la verità prima che la situazione precipiti e si arrivi alle armi.
Valutazione: Certamente dalla trama si può dedurre un romanzo storico di carattere thriller davvero audace e pieno di retroscene e momenti di suspense davvero avvincente. Ad ogni modo, il lettore riesce a cullarsi con una lettura scorrevole senza indugiare, fino alla fine del romanzo. Molti momenti storici che comportano una maggiore curiosità al lettore nel proseguire la lettura e una scrittura davvero fluida e ben composta.

Dalle prime pagine si comprende che il luogo di ambientazione di questo romanzo è certamente l’anno 53 a.C in Gallia, l’anno in cui Cesare ha conquistato i territori.


Pensieri personali del libro: Mi ha incuriosito molto la lettura di questo romanzo soprattutto per la descrizione dei luoghi e dei personaggi molto coerenti con il tempo in cui si svolge e l’ambiente in cui si prosegue il romanzo. Ho riscontrato un alto piacere nel vedere impegnati nelle indagini un tribuno Marco Valerio ed il suo acuto servo Tito che tramite l’utilizzo di un metodo deduttivo e con momenti di suspence, caratterizzano in maniera eccezionale la scena. In un piccolo romanzo, con grande carattere, si è riuscito a promuovere una “rinfrescata” o anche classicamente chiamata -riassunto- dell’esercito romano e della società con le sue luci e le sue ombre. 

Forse l’unico consiglio che potrei fornire è quello di dare maggiore spazio nella spiegazione di determinati comportamenti e sul loro sviluppo.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Ringrazia ancora la casa editrice per avermi affidato la possibilità di recensire questo meraviglioso romanzo storico thriller.

Recensione Il Grande Dio Pan

Buon pomeriggio meravigliosi lettori, oggi sono qui a portarvi “Il Grande Dio Pan” tradotto a cura di Matteo Zapparelli Olivetti. Ringrazio immensamente la casa editrice con cui collaboro Adiaphora per la disponibilità e per avermi dato la possibilità di conoscere e leggere questo meraviglioso scritto. Voglio enunciarvi la particolarità: il testo originale a fronte.

Il Grande Dio Pan - cover

Copertina: Mi piace molto, è molto suggestiva.
Titolo: Il Grande Dio Pan – The Great Good Pan (1894)
Autore: Arthut Machen
Data di rilascio: Il libro originale nel 1894, la traduzione è del 2018
Genere: Gotico
Trama: Finalmente, dopo anni di ricerche nel campo delle scienze occulte e dello studio delle funzioni cerebrali, il dottor Raymond è pronto per portare a termine un folle esperimento. Una notte d’estate, assieme all’amico Clarke, che sarà suo testimone, decide di sottoporre la giovane Mary a un intervento chirurgico al cervello per consentirle di sollevare il velo che cela la mostruosa divinità della natura, il Grande Dio Pan. Ciò che la ragazza vede la sconvolgerà per sempre. Molti anni dopo, in una Londra vittoriana ancora profondamente scossa dagli omicidi di Whitechapel, una catena di inspiegabili suicidi sconvolge le famiglie benestanti del West End, stringendo la città in una morsa di terrore nella quale nessuno può dire chi sarà il prossimo, né quando accadrà. Soltanto Villiers, appassionato esploratore notturno, il gentiluomo Austin e lo stesso Clarke, segretamente affascinato dall’occulto e dal mistero, sospettano che dietro ai suicidi possa nascondersi un’enigmatica figura femminile. Tra angoscianti testimonianze e onirici peregrinaggi dai sobborghi più ricchi fino ai bassifondi più squallidi di Londra, i tre insoliti investigatori si troveranno dinanzi a un terribile segreto che getta le radici tra le pieghe del tempo, in un passato colmo di suggestione e oscurità. Il Grande Dio Pan, all’epoca additato come osceno per i contenuti sessuali e lo stile decadente, viene oggi considerato uno dei migliori romanzi gotici dell’orrore di fine Ottocento.

Valutazione: Mi piace questa possibilità che da la versione della casa editrice di poter leggere la traduzione e leggere anche il testo in lingua originale. A livello di traduzione è fatta molto bene, ovviamente nel lessico e ortografia non ho riscontrato nessun tipo di problema o errore.
Pensieri personali del libro: Il libro si apre con una Prefazione interessante su Arthur Machen. Il Grande Dio Pan viene identificato come “il concetto di scienza centrata capace di trascendere quella comune”. Il libro del 1839 è stato oggetto di molte critiche.

A. Machen ha composto il suo scritto da una modalità definita “pionieristico” che negli anni a venire sarebbe divenuta di luogo comune. Gli stessi scrittori, Stephen King e Lovecraft, si sono ispirati a questo modello gotico che si era presentato nell’800.

Nel 1916 il libro in questione ha ricevuto una ristampa con una prefazione enunciata dallo stesso autore. Il Grande Dio Pan era un Dio greco che raffigurava il potere della natura e del paganesimo.

Nel mondo industrializzato materialista e razionale della società tardo-vittoriana, seguito da un processo scientifico, dall’avvento dell’elettricità e dall’espansione universale di Londra, si sviluppa desiderio di spiritualità e un interesse segreto per l’occulto come si evince analizzando il personaggio di Clarke.”

Vengono enunciate molte opere, come quelle di Oscar Wilde, Edgar Allan Poe e Mr. James.

Nei libri di Machen si trovano riferimenti al concetto platonico di una realtà interiore ed eterna contrapposta a quella esteriore e transitoria.” – Citazione del traduttore

Parlando ora del racconto: esso è ambientato nella campagna agreste del Galles e parallelamente anche nella Londra ottocentesca. Il Dottor Raymond, esperto nella medicina trascendentale ha come scopo quello di far conoscere all’uomo il vero volto della realtà governata da figure prive di morale. Come svolge questi riti? Utilizza la sua figlia adottiva di nome Mary. A Londra si presentarono situazione di omicidi e suicidi legati alla figura di Helen Vaughan. Il Grande Dio Pan viene raffigurato come il dio mezzo uomo e mezzo capra portatore di allucinazione e orrori appartenenti all’universo parallelo.

Durante la lettura ero sempre più curiosa di scoprire queste facce oscure della stessa medaglia, di comprendere meglio la figura di Helen Vaughan. I brividi mi percorrevano sulla pelle.

Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Vi invito davvero a leggere e acquistare questo libro perché da un senso di occulto e di paura in maniera fine, facendoti sorgere la palpitazione pagina dopo pagina. Ringrazio ancora la casa editrice Adiaphora e Matteo per la sua traduzione efficente!

Recensione Dacci oggi il nostro male quotidiano

Buongiorno lettori ! Oggi vi porto un nuovo libro intitolato “Dacci oggi il nostro male quotidiano” di Massimo Rossi con la collaborazione della casa editrice Scrittura & Scritture. E’ un genere che io non ho mai letto quindi sarò come sempre, ma ancor di più, super oggettiva nella recensione.

Copertina: In realtà non mi è piaciuta particolarmente.
Titolo: Dacci oggi il nostro male quotidiano
Autore: Massimo rossi
Data di rilascio: 2018
Genere: Noir

Trama: Dalla polverosa Africa a una livida Treviso, il destino è in un paio di scarpette da corsa. Quelle di Akiki, un ragazzo dalla pelle scura che per sopravvivere deve rubare per altri. Da Treviso all’Oregon, il destino è in un corpo di Forze Speciali a cui un uomo, David, ha affidato tutto sé stesso e sacrificato la sua famiglia. Una pista da corsa è il punto d’incontro di David e Akiki. Entrambi conoscono il male nelle sue pieghe più profonde. Ma è un male troppo radicato, vivo e violento. Difficile oltrepassarlo, semplice restare intrappolati nelle sue spire. Sembra, però, che per ottenere il bene a volte l’unica via da percorrere sia proprio quella del male.

Valutazione: Mi è piaciuto come è stato stampato. Avrei, personalmente, sistemato le scene del ‘passato’ per far comprendere meglio al lettore cosa stesse leggendo. A livello lessicale e ortografico ci sono delle imperfezioni, ma niente di grave. Ho apprezzato molto la scrittura distaccata e ferma.
Pensieri personali del libro: Le prime pagine del racconto, in realtà, non mi hanno entusiasmato anche se raccontavano di un angolo oscuro della eccitazione che l’essere umano possa provare: la sottomissione. Ma in realtà, ho capito che questa storia che dura per le prima venticinque pagine circa, non centra nulla con il resto del racconto. Inizialmente ho trovato la narrazione molto confusa, perché si saltava da uno scenario all’altro senza comprendere chi fosse il personaggio, per poi, cadere in un flashback storico.

I personaggi sono David e Akiki, il primo un ex militare delle Forze speciale divenuto buttafuori di un night club di Venezia, il secondo è un ragazzino che è scappato dalla sua città natile e viene usato dai suoi padroni per rubare.

Dacci oggi il nostro male quotidiano è un romanzo che espone i punti più profondi del nostro mondo che non si riescono a captare finché non se ne ha interesse: vengono denunciati alcune tematiche sensibili come il traffico di esseri umani e lo sfruttamento minorile, come in questo caso sono gli elementi caratterizzanti della figura di Akiki.

Le storie dei due personaggi si intrecciano tramite Josh, il figlio di David e futuro amico di Akiki.

La cosa che più non mi è piaciuta è il salto nel tempo che avviene in alcuni tratti del racconto. Non sono enunciati o ben definiti da permettere la comprensione di sfociare nel passato, senza prima aver terminato già la lettura del paragrafo.

Questo libro mi ha fatto comprendere come tante adolescenze e infanzie di ragazzi molto lontani dalla mia realtà costituita da benefici, vengano spezzate e gettate a marcire per piacere di uomini di potere e per soldi. Purtroppo sono realtà fin troppo presenti che si sono intersecate nella nostra società, ma ognuno di noi dovrebbe conoscerle, sensibilizzarle e denunciarle. In un modo o nell’altro.


Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ | una lettura ok.

Voglio nuovamente ringraziare la collaborazione della casa editrice Scrittura & Scritture che è stata molto disponibile e gentile!

Recensione The Midnight Sea

Buongiorno cari lettori, oggi sono tornata qui con un genere diverso dal solito. Ben sapete che il mio terreno sicuro è il thriller. Oggi sono qui per presentarvi una recensione di un libro fantasy-thriller e ringrazio per la opportunità e la collaborazione la casa editrice Dunwich Edizioni. Ve lo consiglio profondamente. Mi ha fatto viaggiare nelle sue terre lontane, ho assaporato le fatiche e gli sforzi dei personaggi. Ho divorato il libro in pochi giorni e ho sentito la malinconia a fine racconto. Questo è il primo libro della trilogia intitolata “Il quarto elemento”. Spero di aver l’opportunità di leggere i seguenti racconti di questa magnifica avventura tra i Daeva, Immortali e i Water Dog.

Copertina: Mi piace moltissimo, è di impatto.
Titolo: The Midnight Sea
Autore: Kat Ross
Data di rilascio: 2016
Genere: Fantasy, Thriller

Trama: Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file…
Valutazione: Il libro si apre con una buona narrazione, il racconto è scorrevole e sa come prendere il lettore. A livello di lessico ci sono davvero pochi errori, forse a causa di distrazione o di traduzione, ma non danneggiano il racconto in sé. L’ortografia, a differenza, è ben impostata. Mi piace come siano ben organizzati i capitoli, né troppo brevi e né troppo lunghi.
Pensieri personali del libro: Il primo capitolo mi ha fatto immaginare ad un fantasy particolare e si è aperto con una bella introduzione che ti fa cadere dalla realtà alla illusione. Le cose non-morte provenienti dal nord. Ah, già dall’inizio del racconto vieni immerso nel contesto, nel loro mondo e ti ritrovi a combattere nelle guerre insieme a loro. C’è una spiegazione molto curata riguardo a cosa siano i Daeva, gli Immortali, Numeratori e i Water Dog. Le descrizione dei personaggi, dei loro abiti, usi, e delle sensazioni ti permettono di avere delle immagini chiare nella tua testa in cui creare il mondo fantastico di The Midnight Sea.

Mi sono appassionata al primo libro della trilogia. Mi ha fatto immaginare in un mondo diverso e distante, ricco di un potere, legami e nemici da combattere e rituali da compiere. Mi sono piaciuti i salti nel tempo che sono stati fatti, la leggerezza intrinseca di caria emozionale dei personaggi di questa nuova avventura insieme alla nostra protagonista Nazafareen. Lei è diversa, lei è una nomade che volontariamente si è unita ai Water dog per vendetta.

Il legame inquieto e tormentato con il suo daeva è ben diverso da quello che hanno tutti gli altri. E’ un legame più forte, più immerso nei sentimenti. Durante la lettura riesci ad immergerti nel racconto come se tu fossi un alto personaggio, lì all’angolo in piedi ad ascoltare i loro discorsi. mi piace lo stile utilizzato, la traduzione oltre a quei due, tre errori di verbo è comunque fatta abbastanza bene.

Ogni parola scritta mi ha tenuta incollata per ore al libro. Sono rimasta sconvolta in maniera piacevole per alcune scene , in altre mi arrabbiavo come se fossi una dodicenne alle prese con il suo primo libro di lettura. Mi sentivo totalmente presa. E’ stata una delle sensazioni più belle leggere questo libro e avendo letto la parola ‘FINE’ mi è salita la malinconia di lasciare questa avventura.


Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio ancora la CE Dunwich Edizioni per la sua disponibilità, spero che questa recensione vi abbia soddisfatto e incuriosito del libro della Kat Ross. Questo libro, a parer mio, da una grande carica alla intera trilogia. Non vedo l’ora di leggere gli altri due libri.

Recensione Perturbanti congiungimenti

Buongiorno carissimi/e, oggi il sole splende nel cielo e io sono qui a mostrarvi qualcosa di incredibile e di affascinante.

Oggi la recensione sarà particolare perché parliamo di una collaborazione con la Casa Editrice GoWare, che ringrazio pubblicamente per la sua fiducia.

Ben sapete che i miei gusti sono indirizzati nel genere Thriller, crime e anche Narrativa. Oggi vi porto “Perturbanti Congiungimenti” di Gianfranco Sorge che mi ha fatto amare moltissimo questo romanzo. Sono rimasta incollata per giorni perché ogni pagina attirava l’altra, finché non l’ho terminato.

Copertina: Inerente al manoscritto

Titolo: Perturbanti Congiungimenti

Autore: Gianfranco Sorge

Data di rilascio: 2019

Genere: Narrativa

Trama: Già nel ventre della madre, Musilia ha conosciuto grandi perturbamenti. Nata da una donna che vuole modellarla come un’opera artistica, secondo una sua deformata visione estetica, una volta adulta cerca di ribellarsi a quell’identità di creta. Le restano però, ancora addosso, le impronte materne.

Dichiaratamente bella ma intimamente ferita, finisce per farsi plasmare anche da un uomo con una misteriosa cicatrice che la domina nel cuore e nei pensieri. Forse, per lei, il solo amore sicuro è quello solitario che la avvolge durante l’atto creativo. O così è fino a quando scopre di aver generato qualcosa di più: una nuova vita, dentro di sé.

Storie d’amore a tratti malate e vacillanti, che nella loro disperazione, però, mostrano immensa bellezza.

Valutazione: La lettura si presenta con fascino ed eleganza. I termini utilizzati nel racconto rispecchiano un libro che deve essere letto senza distrazioni e con grande interesse. Purtroppo a volte è difficile immaginare le descrizioni proprio per i termini utilizzati di non semplice lettura. Vengono ben descritti l’astio, la paura e altri sentimenti provati dai protagonisti. Si comprende da inizio racconto, il grande astio tra la madre e la figlia e il grande dolore che infligge entrambe in maniera completamente diversa. Il lessico e l’ortografia sono molto curati ed elaborati. Si riesce a percepire l’amore per la scrittura e la raffinatezza con cui l’ha scritto e idealizzato il suo autore.

Pensieri personali del libro: Musilia durante la sua adolescenza, inizia ad idealizzare la figura del padre come ben capita anche nella realtà per poi cadere a picco nella verità dura e dolente. Le prime vincite di Musilia, i primi amori e i primi sentimenti. I sentimenti contrastanti, i primi desideri della piccola protagonista cresciuta si immergo nel mondo del diritto.

Sorge in lei una voglia di amore, possesso, creatività.

Durante le conversazioni, il lettore si immerge in un modo particolare nel racconto, come se fosse anche egli con loro.

Il forte contrasto di principi tra il desiderio nascente in Musilia di contrastare tutto ciò che la madre le aveva insegnato fin da quando era grande quanto una noce e l’educazione con cui l’ha fatta crescere Gloria, la madre.

La lettura è caratterizzata da un fiume di emozioni contrastanti che avvolgono l’io della protagonista. La crescita sentimentale e mentale della nostra Musilia, ci accompagna per il racconto che diviene piacevole e integrante con la presenza dei diversi pensieri ed emozioni che oscillano tra la quiete e la tempesta. Affianco a questo sviluppo viene raccontato anche la crescita di un altro personaggio presente nel racconto di nome Riccardo infatuato della giovane ragazza che lo vede solo come un collega. L’aspetto più magnifico di questo manoscritto è proprio come vengono analizzati i sogni, i rimorsi, i perturbamenti dell’essere umano ovvero la sua mente umana.

Devo ammettere che il quasi finale mi ha lasciato senza fiato. Ero lì, davanti al manoscritto confusa e incredula. Credo di essere rimasta scioccata, nel senso positivo del termine.

Consiglio la lettura di questo libro perché è davvero sorprendente nelle sue terminologie, nelle metafore e ancor di più nello svelare le inquietudini e i paradossi che crescono inconsapevolmente o consapevolmente dentro ognuno di noi.

Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

L’ipnotista dei Lars Kepler

Nuovo giorno e nuova recensione! Oggi sono super contenta di presentarvi questo meraviglioso libro dei Lars Kepler. Molto tempo fa avevo già letto questo libro, successivamente all’ ESECUTORE, un altro titolo meraviglioso della nostra coppia. Suggerisco questo libro a chi è amante del Thriller e del fiato sospeso. Ho letto il libro in pochi giorni nonostante le sue 585 pagine e ogni pagina diventava sempre più intenso.

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Copertina: Ammetto che avrei preferito un’altra copertina. Quella presente sul libro non racconta nulla del suo contenuto.
Titolo: L’ipnotista
Autore: Lars Kepler
Data di rilascio: 2009
Genere: Thriller
Trama: L’ispettore Joona Linna è un personaggio scomodo per la sua testardaggine. Il caso che si trova tra le mani la notte dell’8 dicembre, però, rischia di rivelarsi troppo, perfino per lui. E’ la stessa notte che cambierà la vita dell’ipnotista Erik Maria Bark. Da dieci anni ormai rifiuta di praticare l’ipnosi. Il motivo c’è ed è ben preciso, sebbene nascosto nel suo passato. Tutto tornerà alla luce quando viene rapito suo figlio Benjamin, emofiliaco. Essere rapito da un serial killer è davvero l’ultima cosa che dovrebbe capitargli. Ma c’è di più. Un uomo viene ritrovato accoltellato a morte in una scuola. A casa sua la polizia trova moglie e figlia minore anch’esse barbaramente uccise. L’unico sopravvissuto è il figlio Josef Ek, ora in grave stato di shock, incapace di rispondere alle domande della polizia.

Valutazione: Non mi piace la copertina che è stata utilizzata anche se apprezzo il suo formato morbido. Non ho amato, già dall’inizio lettura, la capienza della pagina lasciando poco margine dal testo al suo fondo pagina e inoltre non mi è piaciuta per niente la scelta di separare le parole con un trattino per mandarle a capo. E’ una cosa che odio abbastanza vedere le parole divise. Avrei preferito che fosse andata a capo l’intera parola. A livello di lessico e ortografia è ben composto, la traduzione è fatta bene. Succede in alcuni istanti in cui ti perdi nella immaginazione dei luoghi descritti in modo significativo e hai anche la difficoltà ad immaginarteli. I personaggi sono descritti in modo eccezionale, si riesce a comprendere le loro paure, i tremolii, i pensieri e i traumi. Ciascun personaggio gioca bene il suo ruolo durante tutto il racconto. E’ una lettura che ti accoglie e ti trascina fino all’ultima pagina. Ti lascia in apnea. Ti poni tante domande, tanti perché e appena cerchi la soluzione ecco che lì, in mezzo alla pagina, c’è l’effetto sorpresa che non ti aspettavi.

Pensieri personali del libro: Sì, mi è piaciuto. I discorsi non sono vaghi, ma mirati. Questo libro mi ha fatto tremare e sognare allo stesso tempo. Mi ha permesso di vivermi una avventura piena di paura e preoccupazione, proprio come quella vissuta dagli stessi personaggi. Ho provato tristezza quando ho girato l’ultima pagina. Posso dirlo? Lo dirò: mi sono affezionata al libro come non mi capitava da molto tempo. Nonostante sia un Thriller, il genere che in assoluto preferisco, mi sono innamorata dei suoi schemi, della sua palla rimbalzante dal presente al passato e viceversa. Mi sono innamorata delle spiegazioni sulla ipnosi, le teorie. Questo libro lascerà un posto nel mio cuore.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.