KIJIN GENTOSHO – DEMON HUNTER

Kijin Gentosho – Demon Hunter‘ la nuova uscita editata dalla Panini Comics che merita di essere letta per tre ragioni: protagonista molto interessante sia per la sua caratteristica ma anche per il modo di agire, il ‘romance‘ che traspare già dal primo volume e anche per i disegni.

copertina

Trama:

Nel periodo Edo, una fanciulla del santuario chiamata “Itsukihime” vive nel villaggio di montagna di Kadono. Jinta, un giovane che funge da guardiano della fanciulla nonostante sia un estraneo, incontra un misterioso demone che parla del lontano futuro. Da Edo fino all’era Heisei, la storia segue un uomo demone che viaggia nel tempo mentre si interroga continuamente su cosa comporti brandire una spada.

Cosa ne penso?

Kijin Gentosho – Demon Hunter è uno di quei titoli che fin da subito riesce a catturare l’attenzione perché ho una copertina coinvolgente e davvero molto particolare. La storia prende vita da una light novel realizzata da Motoo Nakanishi ed è stata trasportata in formato manga attraverso aiuto di Yū Satomi, l’autore di Noah of the blood sea, che si è dedicato la realizzazione di disegni.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

Fin da subito veniamo catapultati in un Giappone moderno, diverso dalle vibrazioni che ci viene emanata dalla copertina del primo volume ma in realtà è un elemento centrale è imprescindibile che permette di capire effettivamente qual è la danza che si vuole interno della narrazione. Jinta, il guardiano della Itsukihime, è in grado di viaggiare nel tempo e questo è un concetto particolare e sorprendente che sicuramente ci rilascerà nei successivi volumi una interpretazione molto particolare anche dell’atteggiamento proposto dal protagonista.

Jinta chi è? e’ il nostro protagonista, un ragazzo che ha una caratteristica particolare perché viene denominato come guardiano demone ossia ha dei tratti demoniaci, ma utilizza la sua forza è sotto il letto per proteggere una sua cara amica d’infanzia che ai tempi del Giappone feudale nel periodo Edo, rappresenta la figura di Itsukihime.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

Nel primo volume si riesce ad avere un quadro generale di chi saranno i personaggi che governeranno questa storia, e anche la differenza della tipologia di demoni che si possono incontrare durante la lettura ossia abbiamo i demoni classici quelli che potenzialmente agiscono senza una base di strategia e quelli governati dall’intelletto che sono in grado di agire e pensare.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

La narrazione è molto conforme, segue un andamento alto e basso che non annoia durante la lettura del primo volume e ritengo che sia davvero sorprendente come la tipologia di storia e i disegni riescono ad approcciarsi in maniera armoniosa. Già da metà volume si iniziano a sviluppare alcune ipotesi e alcuni pensieri attinenti sia al perché si combatte, al motivo per cui si brandisce una spada e il desiderio di sconfiggere i demoni. Queste sono le domande che attanagliano il protagonista principale e secondo me danno una idea generale su come potranno svilupparsi i seguenti volumi.

Sono curiosa di continuare la lettura e scoprire se Jinta riuscirà a capire cosa comporta brandire una spada e quali responsabilità ricadono sul suo essere un uomo-demone.

Belle Epoque – webtoon

Se siete appassionati dell’evocativa atmosfera di una Parigi avvolta nell’oscurità, dove i lampioni disperdono una luce tenue e grezza lungo i viali cittadini, e se provate una profonda malinconia per le relazioni amorose e le amicizie che si sfaldano, allora “Belle Epoque” è un webtoon che potrebbe catturare la vostra attenzione.

Pubblicata in cartaceo e digitale da Jundo, i suoi autori Matteo Filippi e Lorenzo Grassi vi accompagneranno in una storia che lascerà il segno.

cover belle epoque

Trama:

Parigi, inizio del ‘900. Pierre e Seamous sono due ragazzi sbandati tra le strade di Montmartre, desiderosi di dare una svolta alle loro vite. Davanti a loro una strada in salita cosparsa di lotte tra mafie, scelte difficili, gelosie e film porno.

Cosa ne penso?

Sono un appassionata della storia che svela la fragilità dell’essere umano. Mi affascina esplorare le intricanti trame di una città lontana dalla mia casa, permettendomi di immergermi in modo astratto ma profondamente coinvolgente nelle vite di due giovani che cercano disperatamente di sopravvivere in una realtà che opprime le loro anime.

“Belle Epoque” è una di quelle letture che, mentre scorri le pagine, ti trasporta in una Parigi che va oltre la romantica Torre Eiffel e le vedute idilliache, portandoti invece in una città che, sebbene possa sembrare rilassante e felice, cela al suo interno giovani che lottano nell’oscurità, cercando di proteggere coloro a cui tengono e perseguendo i loro sogni.

È la storia di due giovani che cercano un barlume di felicità in mezzo a un’oscurità che li circonda ogni giorno, una storia che abbraccia l’amore, le ossessioni, la tristezza, ma anche il drammatico punto in cui l’essere umano può essere inghiottito dall’orgoglio, dal benessere e dal potere.

Pierre e Seamous desiderano scoprire parti di sé stessi che non hanno ancora esplorato, sfidando il cielo che si apre sopra le loro teste e cercando di sovvertire la monotonia della loro vita quotidiana. Tuttavia, le emozioni suscitate da questa lettura sono intense, permeate da una realtà cruda e attuale, che non è distante dai giorni nostri.

Entrambi i ragazzi intraprendono una strada complessa, una strada che li conduce attraverso errori e imperfezioni che segneranno profondamente le loro anime.

“Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo. “, questa citazione diventa un leitmotiv di questa narrazione, che ci presenta due giovani che aspirano alla libertà ma lottano per raggiungerla. Pierre sogna di rivoluzionare l’industria cinematografica e cerca costantemente di far valere i suoi scritti per raggiungere una posizione privilegiata nella società degli agiati e benestanti. Nel frattempo, Seamous è emarginato a causa dei suoi capelli rossi, in una società francese che respinge chiunque mostri tratti non francesi; la perdita di lavoro a causa del colore dei suoi capelli è una costante nella sua vita, ma lui non si arrende, lavorando instancabilmente per proteggere la sua amata sorellina.

Entrambi si troveranno a confrontarsi con la mafia e, allo stesso tempo, con il loro io più profondo. In un’opera nata dalla brillante creatività di Matteo Filippo e dipinta con maestria da Lorenzo Grassi, emergono drammaticamente sacrifici e amore. “Belle Epoque” mette a nudo una Parigi diversa da quella idealizzata dai media, una società con le sue virtù e i suoi difetti, un desiderio di vivere appieno la vita e di appartenere a una classe sociale agiata. Pierre e Seamus, con i loro passati diversi, sono inseparabili amici che percorrono insieme un oscuro cammino che li porterà a scoprire se stessi.

Questa lettura mi ha lasciato senza fiato. Numerose tematiche emergono con forza dal testo, tra cui la perdita dell’identità, la trasformazione, l’amore, l’amicizia e, purtroppo, la violenza contro le donne.

Ringrazio la gentilezza degli autori di avermi omaggiata con il cartaceo e di avermi fatto, ancora una volta, addentrare in questa splendida storia che custodirò nel cuore.


The decagon house murders

Siete in cerca di un giallo da leggere sotto l’ombrellone? Volete leggere qualcosa di unico e pieno di sorprese con disegni favolosi e personaggi particolari con soprannomi di epoche passate? Allora “The decagon house murders” la nuova uscita StarComics composta da solo cinque volumi farà al caso vostro!

copertina

Trama: 

Un gruppo di universitari facenti parte del “Club dei misteri” si reca in una casa su un’isola sperduta; in quel luogo si dice sia avvenuto un violento omicidio di massa mai risolto. Armati solo dei dettagli dell’evento e delle chiavi della casa, i ragazzi intendono scavare a fondo sul mistero che aleggia sull’abitazione, ma possono davvero fidarsi di ciò che sanno sul caso? Ma soprattutto, potranno davvero fidarsi l’uno dell’altro?
Il manga prende spunto dal romanzo omonimo di Yukito Ayatsuji.

Cosa ne penso?

Ebbene sì, questo titolo ha delle solidi basi per diventare il mio titolo del momento. 

Hiro Kiyohara mi ha conquistata in un millesimo di secondo grazie ai suoi disegni ambientali e rappresentativi davvero fenomenali. Le ultime pagine mi hanno lasciata con un nodo in gola che alimenta la mia curiosità per il secondo volume, ricordiamoci però che l’autore della storia è Yukito Ayatsuji.

Di cosa parla questo titolo dal significato agghiacciante? 

Ci troviamo in un’isola abbandonata in cui c’è una casa diagonale. Una perfetta casa costruita in una maniera illustre e particolare che nasconde dei misteri. Il club del giallo si è riunito e i suoi membri vengono soprannominati con i celebri nomi di autori e autrici di gialli e misteri. 

Abbiamo Ellery Queen, Gaston Leroux, Agatha Christie,S.S Van Dine, John Dickson Carr, Edgar Allan Poe e La Baronessa Orczy.

Sono pronti a scoprire le tenebre che si celano dietro l’incendio e l’omicidio del 21 Settembre e la scomparsa del presunto assassino. 

The Decagon House Murders
la raffigurazione della casa diagonale

Ma i giochi sono iniziati ancor prima che le nostre pedine potessero iniziare ad investigare, infatti, saranno anche loro oggetto di un gioco ancora più macabro che porterà a perdere il controllo.

Fuori da questa prospettiva abbiamo altri personaggi invece che giocano la carta degli investigatori esterni al luogo del delitto. Delle lettere apparentemente prive di significato sono giunte ad alcuni ragazzi che agiranno per scoprire la verità su quell’incendio mentre i loro amici, sull’isola, rischieranno la vita.

Un manga intraprendente che riesce a rendere vivo l’amore per i misteri e gli omicidi. Io sono particolarmente innamorata di questi contesti e vedere come, man mano, i personaggi espongono le loro idee il mio cervello elabora i pensieri e le informazioni cercando di captare il fondo di verità è davvero promiscuo.

The Decagon House Murders

Il finale mi ha lasciata entusiasta anche se già immaginavo il suo andamento ma è proprio per questo che mi intriga ancora di più! 

È come mangiare patatine alla paprika, più ne assapori e più le desideri.

Questo titolo è proprio così, come un pacco di patatine piccanti

Boys Run the Riot

La StarComics ci sforna sempre dei titoli imperdibili e anche questo titolo ‘Boys run the riot‘ è una storia da custodire nel cuore.

Composta da solo quattro volumi con una magnifica box, ci immergeremo in una storia di identità di genere, alla ricerca della propria espressione di libertà e un forte coraggio e determinazione per far ascoltare alla società la propria voce.

copertina

Trama: 

Ryō sa di essere transgender, ma non ha nessuno con cui confidarsi riguardo alla confusione che prova; non può dirlo a sua madre, che gli chiede in continuazione il motivo per cui si veste da ragazzo, e di certo non può dirlo a Jin, il nuovo studente trasferito che sembra essere un bullo. L’unico momento in cui si sente a proprio agio è quando indossa i suoi vestiti preferiti: solo allora il mondo intorno si dissolve e rimane solo la sua personalità.
Un giorno, mentre fa shopping, Ryō vede qualcosa di inaspettato: Jin sta comprando gli stessi vestiti che tanto ama. I due si incontrano e decidono di creare insieme un proprio marchio di abbigliamento per aiutare tutti a sentirsi a proprio agio. Alla fine, Ryō ha trovato qualcuno con cui aprirsi ed essere se stesso.

Boys Run the Riot

Cosa ne penso?

Come si può spiegare a parole un mondo in cui la gente lotta ogni giorno per mostrare alla società che le persone hanno mille sfumature e non è tutto bianco o nero?

Boys run the riot è una storia di coraggio, di ammirazione, di presa di potere verso se stessi e verso il proprio futuro.

Ryo è un liceale rinchiuso in un corpo di una donna. I suoi pensieri e i suoi sentimenti vengono denigrati dalla gente circostante perché non riescono ad andare oltre a loro stessi. Ryo combatte a modo suo questa visione così superficiale che la gente ha del mondo, cerca di trovare la sua ancora per tornare in superficie e respirare l’aria limpida della libertà.

Tutto inizia da liceali che vivono nella loro bolla incompresa, nelle loro passioni discriminate, nella loro apparenza che viene criticata, nel loro corpo che scompiglia i loro cuori.

Inizia da un dolore che cerca di trovare la sua strada verso la luce, verso il senso di accettazione, verso l’uscita da questo mondo così rude e crudele.

Boys Run the Riot

Ryo e Jin diventano amici, due personalità opposte che si trovano a guardare il cielo nello stesso punto e vogliono puntare a rendersi liberi ed esporre a tutti i loro pensieri. Una battaglia che cerca il nome di libertà, una battaglia che trova la sua voce in un brand di vestiti.

Una storia che inizia già dalla prima pagina a toccare tematiche LGBTQ+ ma non solo, il contesto dell’accettazione di un liceale nella scuola, l’osservazione di come anche i professori a volte non sentono questo senso di responsabilità nel creare un ambiente in cui una persona possa svilupparsi a suo agio.

È un mix di emozioni e di insegnamenti importante.

La battaglia più dura è quella verso se stessi e Ryo, ma non solo lui, riesce a raffigurare esattamente queste lacrime che vengono versate.

La legge del più forte riesce a schiacciare i più deboli, ma proprio quei deboli ribalteranno la situazione e diverranno forti.

I disegni dedicati alle espressioni dei personaggi è ciò che mi fa amare ancor di più questo manga. Non è solo una storia che trova spazio e contesto in una tematica così importante e presente nella nostra società, ma cerca proprio di mettere a nudo gli occhi dei personaggi e le loro emozioni.

Sono rimasta incantata anche dal coraggio della professoressa di basket che nonostante i suoi colleghi decifrano Ryo come “una ragazza che si isola” non si sofferma alle apparenze, ma cerca di trovare una scorciatoia che possa farla avvicinare alla sua voce.

Boys Run the Riot

I contesti in cui ci troviamo, ognuno di noi, a combattere ogni giorno non necessariamente devono essere uno uguale all’altro, ma a modo proprio ognuno combatte ogni giorno una battaglia.

Non denigrare gli altri per come appaiono, per come si vestono, per gli hobby che amano, per quello che provano, per i loro sentimenti fragili e delicati o semplicemente per le loro idee. 

Sii dinamico, guarda l’orizzonte e comprendi che dentro ciascuno di noi si nasconde un universo di meraviglie e quelle meraviglie hanno bisogno di uscire allo scoperto e di essere apprezzate, amate, accettate e coccolate.