Our Dining Table – Bis Volume 2: recensione del manga Boys Love di Mita Ori pubblicato da Flashbook

Ci sono manga che si leggono tutti d’un fiato e poi si dimenticano.
E poi ci sono storie che restano, come il profumo di un piatto cucinato con cura.

Our Dining Table – Bis Volume 2, scritto e disegnato da Mita Ori e pubblicato da Flashbook, appartiene senza esitazioni a questa seconda categoria. È il ritorno di una delle coppie più dolci e genuine del panorama Boys Love contemporaneo: Yutaka e Minoru, ormai insieme da un anno, pronti a fare un passo importante nella loro relazione.

In questo volume, l’autrice non cerca svolte drammatiche o tensioni forzate. Al contrario, sceglie di raccontare la crescita di un amore che si consolida attraverso la comunicazione, il rispetto e la condivisione della quotidianità. Tra gelosie leggere, rapporti familiari complessi e il desiderio di costruire una casa insieme, Our Dining Table conferma la sua natura di comfort manga, capace di offrire calore emotivo senza mai cadere nella banalità.

Se ami i manga Boys Love slice of life, le storie che parlano di famiglia e sentimenti sinceri, e le opere che mettono al centro la cura reciproca, questo volume merita assolutamente la tua attenzione.

Trama: Yutaka e Minoru, che si sono conosciuti mangiando degli onigiri, hanno iniziato a frequentarsi come coppia e mentre vivono una “prima volta” dopo l’altra, le stagioni si susseguono e i due iniziano a parlare di convivenza. Tuttavia, quando Minoru incontra Kanzaki, un compagno di università che ha una cotta per Yutaka, diventa un po’ ansioso…

Recensione

Mita Ori e la delicatezza dell’amore che cresce

Con Our Dining Table – Bis Volume 2, scritto e disegnato da Mita Ori e pubblicato da Flashbook, torniamo in un mondo narrativo che non ha mai avuto bisogno di eccessi per funzionare. Un mondo fatto di tavole imbandite, parole dette al momento giusto, silenzi rispettati e sentimenti che crescono senza clamore.

Dopo aver conosciuto Yutaka e Minoru nei volumi precedenti, questo secondo volume bis non stravolge ciò che già amavamo della serie. Al contrario, lo approfondisce, lo rafforza e lo rende ancora più umano. È una storia che non cerca colpi di scena, ma piccoli passi avanti. Ed è proprio in questi passi che risiede la sua forza.

Un amore che attraversa le stagioni

Yutaka e Minoru stanno insieme da un anno. Le stagioni passano, il tempo scorre, e con lui cresce anche il loro legame. Non siamo più nella fase dell’innamoramento timido o delle esitazioni iniziali: qui ci troviamo davanti a una coppia che ha già imparato a conoscersi, a rispettarsi, a comunicare.

Arriva così un momento naturale, quasi inevitabile: il desiderio di fare un passo in più, di andare a vivere insieme. Non come fuga romantica o gesto impulsivo, ma come scelta ponderata, nata da una quotidianità condivisa e dalla volontà di costruire qualcosa di stabile.

Mita Ori racconta questo passaggio con la sua solita grazia. Nessuna enfasi eccessiva, nessuna drammatizzazione inutile. Solo due persone che si interrogano, parlano, si ascoltano.

La gelosia, senza veleno

Nel corso del volume entra in scena Kanzaki, ex compagno di università di Yutaka, che in passato aveva una cotta per lui. È una situazione che, in molti manga Boys Love, sarebbe stata il pretesto perfetto per creare tensioni artificiose, incomprensioni e silenzi carichi di rancore.

Qui no.

Minoru prova una lieve gelosia, umana, spontanea, ma non tossica. Yutaka, fedele al suo carattere, è immediatamente trasparente: presenta Minoru come il suo fidanzato, senza esitazioni, senza ambiguità. Kanzaki, dal canto suo, non diventa un antagonista fastidioso o insistente, ma una figura matura, capace di accettare la realtà e trasformarla in un’occasione di crescita personale.

Questo incontro dura poco, non sconvolge la narrazione, ma serve a far emergere un lato più “pepato” di Minoru, aggiungendo una sfumatura nuova al suo personaggio senza mai tradirne la dolcezza.

Famiglia, legami e responsabilità

Uno degli aspetti più toccanti di questo volume è il focus sul rapporto di Minoru con la sua famiglia, in particolare con il fratellino minore, il padre e la nonna. Emergono incomprensioni, distanze emotive, disillusioni che non vengono urlate, ma sussurrate.

Minoru si preoccupa profondamente per il fratello più piccolo, soprattutto nel momento in cui decide di trasferirsi e iniziare una nuova vita con Yutaka. Eppure, è proprio il fratellino — nonostante la giovane età — a dimostrare una sorprendente maturità emotiva, comprendendo la felicità di Minoru e sostenendolo con parole semplici ma potentissime.

È bellissimo osservare come questa famiglia, imperfetta ma autentica, diventi più luminosa proprio grazie alla presenza di Yutaka. Non come elemento che “aggiusta” tutto, ma come presenza gentile che porta equilibrio, ascolto e calore.

Una comfort zone che non annoia

La vera forza di Our Dining Table – Bis Volume 2 sta nel suo rifiuto della tossicità narrativa. Qui non ci sono giochi di potere, bugie trascinate per capitoli, gelosie corrosive o drammi costruiti ad arte. C’è invece una storia che parla di famiglia, sentimenti, cura reciproca, generosità emotiva.

È una comfort story, sì. Ma non una comfort story vuota. È una lettura che rassicura senza anestetizzare, che consola senza risultare banale. Mita Ori dimostra ancora una volta di saper “prendersi cura” del lettore, accompagnandolo in una quotidianità che fa bene al cuore.

In un panorama in cui spesso il Boys Love viene spinto verso estremi narrativi sempre più intensi, Our Dining Table sceglie la strada opposta: quella della semplicità, dell’onestà emotiva, dell’amore che non ha bisogno di nascondersi.

Ed è proprio per questo che resta.

Il Guardiano del Faro e il Gabbiano di Kaya Azuma: recensione del manga Flashbook tra Fantasy e Boy’s Love

Ci sono manga che ti catturano con la trama, altri con i disegni, altri ancora con un’emozione difficile da spiegare.
Il Guardiano del Faro e il Gabbiano appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria.

Presentato come un manga Boys Love, il primo volume della nuova opera di Kaya Azuma — autrice e disegnatrice di Dear Gene, titolo che resta ancora inedito in Italia ma che meriterebbe assolutamente di arrivare nel nostro mercato — sorprende per la sua natura silenziosa, quasi contemplativa. È una storia che non corre, non forza, non chiede attenzione a gran voce. La ottiene comunque.

Ambientato in un faro isolato, sospeso tra mare e terra, questo manga racconta l’incontro tra solitudine e cambiamento, tra cura e metamorfosi, scegliendo una narrazione lenta e suggestiva che si discosta dai canoni più immediati del genere BL. Un racconto che incuriosisce proprio perché sembra voler andare altrove, almeno per ora.

Se ami scoprire manga che lasciano spazio all’interpretazione, alle sfumature emotive e ai silenzi, sei nel posto giusto.
E se vuoi continuare a parlare di manga, BL, webtoon e fumetti con uno sguardo critico ma appassionato, trovi altre recensioni e contenuti anche sulla mia pagina Instagram @book_dealer_, dove racconto letture, novità editoriali e riflessioni senza filtri sul mondo del fumetto.

Trama: L’anziano Evan è un solitario guardiano del faro. La sua unica compagnia è il gatto Bart. Un giorno salva un gabbiano moribondo trovato in riva al mare. Durante la notte scopre che il gabbiano si è trasformato in un ragazzo.

Recensione

Solitudine, cura e metamorfosi ai confini del mare

Kaya Azuma, autrice e disegnatrice già nota per Dear Gene, un’opera che personalmente spero di vedere prima o poi pubblicata anche in Italia, torna con una storia che conferma una sensibilità narrativa molto precisa: pochi fronzoli, molta atmosfera, e personaggi che parlano più nei silenzi che nei dialoghi.

Il Guardiano del Faro e il Gabbiano, pubblicato da Flashbook, viene presentato come un manga Boys Love. Eppure, leggendo questo primo volume, si ha subito la sensazione che l’etichetta non basti, o forse arrivi troppo presto. Qui non siamo davanti a un BL nel senso classico del termine, ma a una storia di solitudine, di accudimento e di cambiamento, che sceglie di prendersi il suo tempo prima di dire chiaramente dove vuole arrivare.

Ed è proprio questo a renderla interessante.

Una torre, il mare, e una vita ereditata

Evan è il guardiano del faro. Vive solo, in una torre circondata dal mare, collegata alla terraferma soltanto durante le ore di bassa marea, quando una stretta lingua di terra emerge dall’acqua. È una vita scandita da ritmi ripetitivi: dormire di giorno, lavorare di notte, osservare il mare, calcolare rotte, mantenere accesa una luce che serve agli altri, mentre lui resta fermo.

Il suo ruolo non è una scelta improvvisata, ma un’eredità. È stato suo padre a trasmettergli questo compito, insieme ai racconti, alla disciplina e a quella silenziosa accettazione di un’esistenza isolata ma necessaria. Evan non si lamenta, non sogna apertamente altro. La sua solitudine non è drammatizzata: è semplicemente lì, come il mare che lo circonda.

Poi arriva la tempesta.

Il gabbiano

Durante una notte di mare in burrasca, Evan scorge una piccola imbarcazione in difficoltà. Corre sotto la pioggia, sfida il vento, ma quando finalmente raggiunge il punto da cui proviene il pericolo, non trova naufraghi, né superstiti. Trova solo un gabbiano ferito.

Lo porta con sé. Lo asciuga. Lo scalda. Gli resta accanto per tutta la notte, consapevole che quelle ore saranno decisive per la sua sopravvivenza.
E al mattino, il gabbiano non c’è più.

Al suo posto, Evan trova un bambino con delle ali.

È qui che la storia compie il suo vero passo laterale. Non verso il romanticismo, non verso l’azione, ma verso il fantasy.

René e il tempo che accelera

Il bambino misterioso viene chiamato René. Non si sa cosa sia davvero, né come sia possibile la sua trasformazione. La storia non corre a giustificarsi, non fornisce immediatamente regole o spiegazioni. Accetta il mistero come parte integrante del racconto.

René cresce in modo anomalo. In pochi mesi impara a parlare, a leggere, a fare calcoli. Cresce fisicamente, mentalmente, emotivamente, fino a diventare un adulto nel giro di pochissimo tempo. Kaya Azuma usa questa crescita accelerata come strumento narrativo, non come semplice curiosità fantastica: René non attraversa l’infanzia come farebbe un essere umano, e questo influenza profondamente il modo in cui si relaziona a Evan e viceversa.

Il loro rapporto, almeno in questo primo volume, non è romantico. È fatto di cura, di protezione, di presenza. Evan si comporta come qualcuno che accoglie un essere fragile e bisognoso d’amore, non come un uomo che si innamora. René, dal canto suo, osserva, imita, apprende, cercando un posto nel mondo partendo dall’unica persona che gli abbia mai offerto sicurezza.

Ed è proprio qui che il manga cammina su un filo sottilissimo.

Boys Love o qualcos’altro?

Alla fine del volume, Kaya Azuma inserisce una nota molto chiara: il secondo volume conterrà elementi che faranno rientrare pienamente l’opera nel genere Boys Love. È una dichiarazione onesta, quasi preventiva, che sembra voler preparare il lettore a un cambiamento di direzione.

Ed è inevitabile, arrivati a questo punto, fermarsi a riflettere.

Perché il primo volume funziona benissimo anche senza quella prospettiva. Potrebbe essere letto come un racconto autoconclusivo, una storia malinconica e delicata sull’incontro tra due solitudini, sulla trasformazione come evento naturale, sul tempo che scorre in modo diverso per chi vive ai margini.

L’idea che questo legame possa evolversi in senso romantico suscita curiosità, sì, ma anche una certa cautela. Non tanto per un giudizio di valore, quanto per la delicatezza dell’equilibrio costruito fin qui. Sarà interessante vedere come l’autrice gestirà questa transizione, senza tradire il tono intimo e misurato che caratterizza il primo volume.

Un manga che resta addosso

Visivamente, Il Guardiano del Faro e il Gabbiano è coerente con il suo contenuto: linee pulite, atmosfere quiete, un uso dello spazio che enfatizza il silenzio e l’isolamento. Non è un manga che punta sull’impatto immediato, ma sulla persistenza. Ti resta addosso più per ciò che suggerisce che per ciò che mostra.

È una lettura che incuriosisce, che spiazza leggermente, che non cerca di piacere a tutti, ma si rivolge a chi apprezza storie lente, sospese, con un retrogusto malinconico.

In attesa del secondo volume, resta una certezza: Kaya Azuma sa scrivere storie che respirano, e sa farlo senza urlare, senza forzare emozioni, affidandosi a un ritmo antico, quasi fuori dal tempo. Proprio come un faro che continua a illuminare il mare, notte dopo notte, anche quando nessuno sembra guardarlo.
Inoltre tra le prime pagine a colori, sembra esserci un notevole spoiler che scopriremo prossimamente?

Gorgonia: retelling greco Boys Love tra Medusa, Perseo e il destino degli dèi

Ci sono retelling che nascono per semplificare il mito e altri che, invece, scelgono la strada più difficile: ascoltarlo davvero.
Gorgonia, volume unico scritto da Cristina Kokoro e illustrato da Eleonora Gatta, pubblicato da Planet Manga, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Questa non è una semplice rilettura della mitologia greca, ma un’opera che prende il mito di Medusa e Perseo, lo attraversa nella sua dimensione più tragica e lo ricostruisce attraverso una chiave Boys Love profonda, consapevole e strutturale. Qui il mito non viene addolcito, né reso rassicurante: resta crudele, ambiguo, dominato dagli dèi, ma viene interrogato dall’interno attraverso il desiderio umano e la volontà di opporsi a un destino già scritto.

In questo articolo troverete una recensione completa e approfondita di Gorgonia: dall’analisi narrativa dei personaggi alla gestione del mito, dal valore del BL alla messa in scena visiva, fino al suo posizionamento nel panorama attuale dei retelling greci.
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Trama:

Tutti conoscono il mito greco di Perseo, il grande eroe figlio di Zeus
che ha reciso la testa della Gorgone. Ma se alla storia arrivata fino a
noi mancassero alcuni pezzi andati perduti nel tempo? E se addirittura
mancasse qualcuno? Gorgonia narra di tre ragazzi, Koral, Perseo e
Medusa, e dei loro destini intrecciati dalle abili mani della dea Atena
e degli dei tutti. La storia di un’amicizia che si trasforma in amore e di
un legame così puro e forte da diventare quasi una maledizione, tanto
da non poter lasciare indifferenti le divinità. Perché “nulla possono
gli uomini contro la volontà del Fato e degli dei”. Cristina Kokoro
ed Eleonora Gatta rivisitano il famoso mito di Perseo e Medusa in
chiave boys’ love, in una struggente storia a fumetti da leggere tutta
d’un fiato!

Recensione

Un retelling greco che rifiuta la semplificazione

Nel panorama attuale dei retelling mitologici, Gorgonia si distingue per una scelta netta: non rendere il mito più facile. Molte riscritture contemporanee tendono a trasformare le leggende greche in racconti più lineari o emotivamente rassicuranti. Qui accade l’opposto. Il mito resta tragico, ciclico, dominato dal destino e dalla volontà divina.

Cristina Kokoro non ribalta semplicemente i ruoli tradizionali, ma smonta la struttura del mito e la ricompone dall’interno, interrogandone i meccanismi più profondi: colpa, punizione, obbedienza, ribellione.

Medusa uomo: corpo, identità e punizione

La scelta di rappresentare Medusa come uomo è uno degli elementi narrativi più forti dell’opera. Non si tratta di una provocazione, ma di una decisione coerente e carica di significato. Il corpo di Medusa diventa il luogo su cui si esercita il potere divino, uno spazio di controllo e violenza simbolica, ma anche di resistenza.

In questa chiave, il Boys Love non è un genere aggiunto a posteriori, ma una lente attraverso cui osservare il mito. L’amore tra uomini, storicamente presente nella cultura greca, viene qui recuperato con rispetto e profondità, senza idealizzazioni né spettacolarizzazioni.

Perseo e Coral: destino e frattura

Perseo è lontano dall’archetipo dell’eroe invincibile. È un personaggio attraversato dal dubbio, costretto a muoversi tra dovere imposto e desiderio personale. La sua forza non sta nella vittoria, ma nella tensione costante tra ciò che deve fare e ciò che sente.

Coral (Opis) è la vera frattura del mito. Figlio illegittimo, segnato dalla sfortuna, incarna uno dei temi più antichi della mitologia greca: l’eredità della colpa. Narrativamente, è il perno emotivo dell’opera. Il triangolo tra Medusa, Perseo e Coral non nasce per shock narrativo, ma per equilibrio drammatico. Ognuno dei tre esiste solo in relazione agli altri due.

Il Boys Love come atto di resistenza

In Gorgonia, l’amore non salva dal destino: lo sfida. Il desiderio di una vita semplice, mortale, fatta di mare, di corpi e di libertà, si oppone frontalmente al volere di Zeus, Atena e Poseidone. È una dinamica profondamente greca: l’hybris non è l’amore, ma il tentativo di sottrarsi a un destino imposto dall’alto.

Una messa in scena visiva lenta e sensoriale

Il comparto grafico di Eleonora Gatta è di una delicatezza straordinaria. I cieli, il mare, i tramonti e il buio delle acque non sono semplici sfondi, ma elementi narrativi. L’atmosfera è costruita con pazienza, invitando il lettore a rallentare e ad ascoltare la storia, come si ascolterebbe un mito raccontato al crepuscolo.

Un volume unico BL atipico

Dal punto di vista editoriale, Gorgonia è un volume unico Boys Love atipico per il mercato italiano. Non segue le dinamiche seriali, non cerca l’immediatezza, ma offre un’esperienza chiusa, compatta e completa. È una lettura che richiede attenzione, ma che ripaga con profondità e risonanza emotiva.

3650 giorni senza te – Il manga Boys’ Love di Hitomi che racconta dolore, silenzi e redenzione

“3650 giorni senza te” è il manga Boys’ Love di Hitomi che ha sconvolto i lettori per la sua intensità emotiva e la crudezza dei suoi temi. Pubblicato da Star Comics all’interno della collana Queer, è un volume unico che affronta la distanza, il trauma e il senso di colpa con una delicatezza spietata. In questo articolo ti racconto perché questa storia merita di essere letta – anche se ti spezzerà il cuore.

Trama:

Maki si dichiara al suo migliore amico Katsumi, che lo respinge, dicendogli che è disgustoso. I due prendono strade diverse ma dopo dieci anni si incontrano di nuovo per pura coincidenza. Il loro non è un ricongiungimento gioioso: Maki scopre che il suo amico, che una volta era etero, ora va a letto con uomini dalla pessima reputazione. Ignora che dopo aver subito una violenza, Katsumi ha iniziato a fare sesso violento come punizione per aver ferito Maki in passato. La sua reazione ai sentimenti di Katsumi è quella di dire al suo amico che allora sarà lui a punirlo.

Cosa ne penso?

3650 giorni.

Dieci anni in cui la distanza non ha fatto che ingigantire le cicatrici.

Il manga 3650 giorni senza te di Hitomi – già conosciuta per Transparent Love – non è un Boys’ Love qualsiasi. Non racconta una storia romantica, ma una storia ferita. Una storia che scava dentro, tra il silenzio delle parole non dette e il senso di colpa che cambia il modo in cui si guarda sé stessi.

La trama è semplice, ma brutale:
Maki si dichiara al suo migliore amico Katsumi, ricevendo in risposta un tagliente “Mi fai schifo”. Un momento che segna la fine della loro amicizia, della fiducia, dell’adolescenza. Da lì, i due si separano per dieci lunghi anni.

Quando si rivedono, non c’è abbraccio.
C’è tensione, distanza, incredulità.

Maki trova un Katsumi profondamente cambiato, che si lascia andare a rapporti occasionali e autodistruttivi con uomini che non lo rispettano. Katsumi, un tempo eterosessuale dichiarato, ora è avvolto da un dolore che ha radici in una violenza subita. Vive ogni rapporto come una punizione per ciò che ha fatto a Maki dieci anni prima.

E Maki, tra rabbia e amore, decide di essere lui a punirlo.

Cosa succede quando il dolore diventa l’unico linguaggio possibile?
Quando l’amore non si esprime più con tenerezza, ma solo con rabbia e colpa?

Hitomi ci consegna un volume imperfetto ma autentico. Non ha paura di raccontare l’omosessualità repressa, la violenza, il rifiuto di sé e le ferite che non guariscono. I volti dei personaggi, disegnati con tratto delicato e fortemente espressivo, raccontano molto più delle parole: ogni sguardo e ogni gesto pesa come una confessione non detta.

3650 non è solo un numero. È un simbolo: di distanza, dolore, ricerca, rimorso. Sono i giorni in cui due persone si sono cercate, evitate, ferite. Senza mai smettere davvero di appartenersi.

Nel volume è presente anche un racconto breve intitolato Due immaturi diventati adulti, che riflette sulle stesse tematiche: crescita, identità, fragilità e consapevolezza.

✅ Cosa funziona:

  • Temi maturi trattati con rispetto
  • Profondità emotiva intensa
  • Disegno espressivo e coerente con l’atmosfera

❌ Cosa può non piacere:

  • Ritmo narrativo accelerato in alcuni passaggi
  • Dinamiche che si sviluppano con poca gradualità

💬 A chi lo consiglio?

A chi ha apprezzato Transparent Love, a chi ama i BL che affrontano il dolore senza filtri, e a chi cerca una lettura che lascia il segno – anche se fa male.

Mother’s Spirit: una storia d’amore tra culture, silenzi e tenerezza

Nel cuore di una comunità tribale isolata, dove il linguaggio e le tradizioni sembrano dividere più che unire, prende vita un legame delicato e sorprendente. Mother’s Spirit è molto più di un Boys Love: è un racconto che parla di rispetto, comprensione reciproca e della forza silenziosa dell’amore che cresce senza fretta.

In occasione del mese dedicato all’orgoglio LGBTQIA+, ho deciso di parlarvi di questa opera unica e profondamente umana, capace di toccare corde emotive con grazia e sensibilità. Se cercate una lettura che unisca introspezione e romanticismo, con un’ambientazione insolita e curata, allora questo titolo potrebbe sorprendervi più di quanto immaginate.

Trama: Ryouichiro è un dipendente universitario a cui viene affidato uno studente straniero… Un nativo che non capisce una parola di giapponese! Nonostante le difficoltà culturali, però, Ryouichiro comincia ad affezionarcisi…

Cosa ne penso:

Ci sono storie che iniziano con un compito, con una responsabilità affidata per dovere. Ma finiscono per diventare molto di più.

Mother’s Spirit è una di queste storie.

Un manga Boys’ Love edito da Magic Press che ha il raro dono di coniugare il romanticismo più delicato con una comicità spontanea, e una riflessione profonda sulla differenza culturale come terreno fertile per l’amore.

Nel prestigioso ateneo giapponese Kojo, Ryoichiro è un impiegato meticoloso, preciso, ligio alle regole. Un giorno, gli viene affidato un compito particolare: assistere uno studente straniero, Qaltaqa, giovane membro e futuro capo della tribù dei Lutah. Qaltaqa non parla giapponese, non conosce le tecnologie moderne, né le convenzioni sociali del Giappone. Il suo mondo è fatto di leggende, rituali, silenzi carichi di significato.

Ed è proprio in questo scontro – che presto diventa incontro – che Mother’s Spirit inizia a brillare.

Il manga si sviluppa come una commedia romantica interculturale, in cui ogni malinteso, ogni gesto mal interpretato, diventa occasione per ridere… o per avvicinarsi.

Vediamo Qaltaqa stupirsi davanti alla televisione, confuso dal rumore dei treni, incantato dai movimenti della metropolitana. E vediamo Ryoichiro passare dal fastidio iniziale a una tenera curiosità, fino a rendersi conto che quello che prova non è solo affetto… ma un’attrazione sempre più forte, sempre più intensa, sempre più difficile da negare.

Mother’s Spirit è un manga che racconta l’incontro tra due mondi in collisione.

Ma non è un semplice “fish out of water” o una classica commedia romantica. È una riflessione gentile sul superamento delle barriere – linguistiche, culturali, sociali – attraverso la dolcezza e la scoperta. È una storia che ci dice che l’amore, quello autentico, può nascere anche dove sembrava impossibile.

Il tratto grafico è delicato, pulito, con tavole dinamiche che sanno esprimere sia l’imbarazzo che la dolcezza, sia la comicità che l’intensità emotiva. Le scene di intimità sono leggere, mai invadenti, perfettamente bilanciate nel tono.

Grazie a Magic Press, questo titolo è finalmente approdato in Italia, ed è stato un momento emozionante anche per me: durante una delle live Instagram organizzate con Ilaria, abbiamo avuto il privilegio di annunciare Mother’s Spirit insieme alla casa editrice. Un titolo che desideravo da anni, che oggi posso finalmente tenere tra le mani in edizione italiana.

Se siete alla ricerca di un manga BL delicato ma originale, che vi faccia sorridere ma anche riflettere, Mother’s Spirit è la lettura perfetta. È una storia che parla di diversità, ma anche di apertura, di rispetto, di scoperta. Una storia che ci ricorda quanto possiamo imparare, semplicemente guardando il mondo con gli occhi dell’altro.

Tra intrighi militari e mafia – Vita segreta, un manga boys’ love volume unico

Le storie che intrecciano ambientazioni apparentemente opposte, come il mondo militare e quello della mafia, esercitano un fascino irresistibile su molti lettori, soprattutto quando questo mix si combina con trame Boys’ Love.

“Vita Segreta”, edito da Manga Senpai, è un volume unico che esplora la relazione tra due personaggi profondamente legati da un passato tumultuoso e intrighi che mettono alla prova le loro emozioni e lealtà. In questa recensione, vi porterò all’interno di questa storia, analizzando i punti di forza e le criticità di una narrazione che alterna flashback e realtà, con uno sguardo attento ai dettagli visivi e alla struttura della trama.

Trama: San Pietroburgo. Ivan, tenente e spia al servizio dell’esercito russo, viene incaricato di indagare sul braccio destro di un boss della malavita. Ma il suo obbiettivo si rivela essere una vecchia conoscenza dai tempi dell’accademia militare e di cui si erano da lungo perse le tracce: Edward. Ivan non riesce a credere che un uomo integro come lui possa essere diventato parte di un’organizzazione mafiosa. Quando si rincontrano, nulla sembra essere mutato dalla loro vecchia amicizia, e Ivan decide di fidarsi dell’amico. Dopo una notte passata a casa di Edward come ospite, Ivan nota un mutamento nell’atteggiamento di Edward, e solo allora si accorgerà di essere caduto in una trappola!

Cosa ne penso?

Le storie che combinano militari e mafia esercitano sempre un fascino particolare su di me. Si tratta di due mondi apparentemente agli antipodi, e proprio per questo motivo trovo estremamente interessante il loro intreccio all’interno di una narrazione. Oggi vi porto la mia recensione di “Vita Segreta”, un volume unico edito da Manga Senpai, che racchiude al suo interno tematiche complesse come amore, lealtà, e tradimenti.

La trama: un incontro tra passato e presente

Il protagonista di questa storia è Ivan, un tenente e spia dell’esercito, che si ritrova a dover indagare su Edward, un vecchio amico dei tempi dell’accademia militare. Edward, nel frattempo, è diventato il braccio destro di un potente boss della malavita. Questo incontro riporta alla luce vecchi flashback, dove i due protagonisti rivivono il loro passato, mostrando come la loro amicizia si sia evoluta in qualcosa di più profondo e complesso.

Il mix di ricordi e indagine si interseca continuamente, ma uno degli aspetti che mi ha lasciato perplessa è proprio il passaggio tra passato e presente, che risulta poco chiaro in alcuni punti. La narrazione alterna scene del passato e del presente in modo un po’ confuso, tanto che il lettore potrebbe trovarsi spaesato nei momenti di transizione tra i due piani temporali. Tuttavia, la tensione emotiva che viene costruita tra Ivan ed Edward rimane uno degli aspetti più coinvolgenti della storia.

I disegni: espressioni e sguardi che parlano

Uno dei punti di forza di “Vita Segreta” sono sicuramente i disegni di Elena Katoh. Le illustrazioni sono molto curate e dettagliate, specialmente per quanto riguarda le espressioni facciali dei personaggi. Gli sguardi tra Ivan ed Edward trasmettono una grande profondità emotiva, e ogni scena è visivamente coinvolgente, tanto da far sentire il lettore immerso nei loro sentimenti e nei conflitti interiori. I dettagli nei disegni aiutano a compensare alcune carenze nella trama, mantenendo alto l’interesse del lettore.

La storia: un mix riuscito?

Se da un lato i disegni risultano molto efficaci, la trama scritta da Eko Totsuki non mi ha convinta del tutto. Alcuni aspetti della storia, come il rapporto tra i due protagonisti e gli elementi di mafia e intrighi militari, avrebbero potuto essere approfonditi meglio. Ci sono diversi elementi di contorno che danno complessità alla vicenda, ma questi non vengono sviluppati a sufficienza, lasciando una sensazione di superficialità. Questo è un peccato, perché la premessa della storia è davvero intrigante.

L’edizione e un piccolo dettaglio

Un ultimo appunto va fatto all’edizione di Manga Senpai, che si presenta complessivamente ben curata. Tuttavia, non ho particolarmente apprezzato la scelta di italianizzare il nome di Edward in Edoardo. Sebbene si tratti di un dettaglio, avrei preferito mantenere il nome originale per una maggiore coerenza con l’ambientazione della storia.

Conclusioni: per chi è consigliato “Vita Segreta”?

In definitiva, “Vita Segreta” è un manga consigliato agli amanti del Boys’ Love che cercano una storia breve, ma ricca di tensione emotiva. Nonostante alcune pecche nella struttura narrativa, il volume resta una lettura piacevole, soprattutto per chi apprezza i personaggi ben costruiti e le ambientazioni che mescolano amore e intrighi.

Se amate le storie che combinano azione, sentimenti profondi e intrighi, questo volume potrebbe fare al caso vostro. Non aspettatevi, però, una narrazione troppo lineare o facile da seguire, poiché i continui salti temporali richiedono attenzione.

Cosa ne pensate delle storie che fondono amore e mafia? Avete già letto questo volume? Fatemelo sapere sul mio instagram !

Hyperventilation manhua boys’ love – Jpop

Febbraio è il mese dell’amore e Jpop ci regala delle emozioni uniche con il volume unico di Hyperventilation!
Una storia d’amore che possiamo definire una short story che saprà emozionarci. La Jpop ci ha portato due versioni: la Regular con il suo volume unico a 9,90 oppure la Deluxe con box dal valore di 16,90.

Trama: 

Durante un ritrovo tra compagni di scuola, 9 anni dopo aver terminato le superiori, Myeong non riesce a togliere gli occhi di dosso dall’ex rappresentante di classe. Nonostante il tempo passato, l’attrazione che prova per lui è rimasta la stessa, accompagnata dalla consapevolezza di non avere nessuna possibilità. Scoraggiato dall’anello di fidanzamento che il suo amato porta al dito, Myeong si prepara a lasciare la serata, credendo erroneamente di essere stato l’unico ad agognare questo ritrovo per così tanto tempo…

Cosa ne penso?

Ho atteso l’uscita di questo volume unico per molto tempo, nonostante sia un’opera che ho già conosciuto in passato, rileggerla finalmente in un formato cartaceo e poterla toccare mi regalato un’emozione completamente diversa.

Probabilmente per molti alla prima lettura può essere una storia un po’ acerba, che non ha una grande profondità e magari può avere anche delle lacune narrative, o che  non ha completamente fatto breccia nel proprio cuore.

Attraverso le mie parole vorrei spiegarvi un po’ perché Hyperventilation mi piace tanto nonostante sia un breve racconto che non va nel dettaglio della relazione tra i protagonisti, ma mostra dei frammenti di quello che è successo tra di loro attraverso dei flashback e scene del presente.

La prima volta che ho letto quest’opera avevo tanti dubbi, ammetto che a fine lettura ero rimasta con un nodo alla gola perché non riuscivo a comprendere al 100% quello che questo sopra voleva comunicarmi.

Quando l’ho letta la seconda volta il mio cervello ha iniziato a collegare alcuni punti, e devo suggerirvi anche di leggere le ultime pagine finali del volume in italiano perché probabilmente possono aiutarvi anche a comprendere maggiormente l’opera o anche solo per curiosità personale.

Quando leggo quest’opera mi sento come se io stessi guardando un pezzo di un film, in cui nel mezzo c’è questa scena di due ragazzi che si conoscono dalle scuole e che ad una cena di rimpatriata fanno fuoriuscire i loro sentimenti che per molto tempo hanno custodito dal cuore. 

Un film che ha un prima e un dopo che diventano offuscati, come se nella mia mente ci fosse della nebbia e i miei occhi visualizzano solo quello che succede dal primo capitolo all’ultimo.

In particolare, la scena che mi ha fatto più vibrare, sono quelle contenuti all’interno delle pagine 104-105, queste due pagine hanno scaturito dentro di me dei sentimenti molto particolari che in realtà non riesco neanche a descrivere.

Non è un’opera eccelsa, però secondo me è un’opera che può regalare delle emozioni profonde per chi sa ascoltare le sue immagini. Sicuramente i dubbi durante la lettura saranno presenti proprio perché è priva di dettagli e si focalizza solo sui due personaggi principali.

Alcuni mi hanno chiesto se è meglio acquistare il volume regular oppure acquistare la Deluxe, la mia risposta è se volete semplicemente conoscere l’opera la regular può essere un’ottima proposta oppure se siete fan dei gadget e delle belle edizioni box allora vi consiglio la Deluxe perché c’è all’interno anche il DVD dell’animazione di quest’opera.

Nagahama to be, or not to be

Tra le più talentuose mangaka di boys love, Scalet Beriko sa come distinguersi. La sua nuova opera ‘Nagahama to be, or not to be‘ ha fatto venire la curiosità a tantissimi lettori e lettrici di boys love (manga edito da Jpop). L’opera, con la sua copertina maestosa ed elegante, ci farà immergere in un volume unico pieno di sentimento.

copertina

Trama: Nagisa è il tipico adolescente che cerca di capire cosa fare della sua vita; il suo migliore amico, Issa, invece sa benissimo quale sia la sua passione: i pesci! Il ragazzo salta spesso le lezioni per lavorare al mercato del pesce e quasi ogni giorno passeggia con Nagisa ammirando l’oceano. Quando però Nagisa inizia a sospettare che Issa abbia una fidanzata, si sente stravolto. Possibile che sia innamorato dell’amico?

Cosa ne penso?

“tu da fuori sembri un bravo ragazzo, ma più che adattarti alle regole del mondo, segui il tuo cuore senza farti problemi.”

Le prime incomprensioni, le mani che si stringono, le guance che si arrossiscono, il tramonto che regala un bellissimo cielo da guardare. Nagisa, sconvolto, crede che il suo caro amico di infanzia abbia una ragazza, e che la loro promessa sia stata infranta. Nonostante questo, egli, non si sente deluso o arrabbiato, ma inquieto ed è felice per il suo amico, anche se qualcosa dentro lui inizia a muoversi controcorrente.

Issa è un ragazzo che lavora al mercato centrale, ama l’oceano e il pesce (anche se in segreto gli piace mangiare più di qualsiasi altra cosa la carne grigliata – un po’ lo capisco effettivamente .. -), per questa sua passione, il liceo è diventato una priorità di seconda mano, mentre Nagisa è il diverso teppista buono e amante della scuola che con i suoi capelli rosa e le sigarette, adora l’odore amaro del caffe della sala professori.

Nagahama To Be, or Not To Be

Tra i due amici, da tempo si cela un sentimento, e con il passare del tempo e delle carezze, questo sentimento trova la sua luce. Nagisa e Issa ci regalano momenti dolcissimi, senza timori né drammi, rivelando la bellezza pura dell’amore. Scarlet Beriko, con la sua maestria, dipinge le sfumature dei sentimenti attraverso disegni carini e maestosi, arricchendo la trama con dolcezza ed eleganza.

La diversità dei personaggi, con Issa e Nagisa che si completano come il latte e il caffè, viene esplorata in modo perfetto, mentre le vignette distribuite con maestria mostrano lati irresistibilmente ‘cute’. I momenti di baci e imbarazzo tra i protagonisti evocano emozioni profonde, regalando al lettore una gioiosa esperienza.

Nagahama To Be, or Not To Be

Tra i due ragazzi, non posso scegliere uno che preferisco. Entrambi hanno un modus comportamentale davvero intenso e libero. Non ci sono freni tra i due, ma delle chiare conversazioni che mirano a scambiare i loro pensieri. E’ un’opera che, diversamente dalle altre, non ha bisogno di drammaticità o litigi per far riappacificare i personaggi e regalare momenti di tensione, ma sa da sé, come creare la giusta atmosfera.

contentissima di aver letto questo volume unico boys love e di aver conosciuto la storia dei nostri protagonisti! 

La copertina è davvero meravigliosa.