Yes, No or Maybe? di Michi Ichiho: recensione del primo volume BL Mondadori

Yes, No or Maybe? è una light novel Boys Love di Michi Ichiho, con illustrazioni di Lala Takemiya, portata in Italia da Mondadori; la storia ha anche una trasposizione animata di 53 minuti disponibile su Crunchyroll.

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Trama

Kei Kunieda è giovane, brillante, affascinante e amatissimo dal pubblico: in tv appare impeccabile, professionale, quasi perfetto. Ma dietro quella maschera da “principe” si nasconde un lato decisamente meno nobile, fatto di insofferenza, nervosismo e un disprezzo piuttosto netto verso chiunque lavori con lui. La sua doppia faccia, però, rischia di venire alla luce quando una circostanza imprevista mette Kei faccia a faccia con Ushio Tsuzuki, uno scrittore di animazione che finisce per scoprire molto più del dovuto. Da lì parte una storia fatta di tensione, imbarazzo, attrazione e verità che non si possono più tenere chiuse troppo a lungo.

Recensione

Se c’è un elemento che distingue Yes, No or Maybe? da molte altre opere Boys’ Love, è la capacità di Michi Ichiho di utilizzare la relazione tra i protagonisti per riflettere sull’identità, sulle aspettative sociali e sul delicato equilibrio tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare agli altri.

Fin dalle prime pagine, Kei Kunieda si presenta come un uomo diviso. Agli occhi del pubblico è il volto perfetto della televisione: affabile, educato, professionale, sempre pronto a regalare il sorriso giusto al momento giusto. È il tipo di persona che sembra nata per stare sotto i riflettori, costruita attorno a quell’idea di perfezione che il mondo dello spettacolo richiede e premia. Eppure, dietro quella facciata impeccabile, si nasconde una realtà molto diversa.

I pensieri di Kei sono spesso taglienti, impazienti, persino crudeli. Osserva il mondo con un cinismo che contrasta violentemente con l’immagine che offre di sé. Questa dicotomia potrebbe facilmente trasformarlo in un personaggio sgradevole, ma accade esattamente il contrario. Perché quella distanza tra il volto pubblico e quello privato non nasce dall’ipocrisia, bensì da una profonda necessità di protezione.

Kei è il simbolo di tutte quelle persone che hanno imparato a modellarsi sulle aspettative altrui. La sua maschera non è soltanto un travestimento professionale, ma una seconda pelle costruita nel tempo, un meccanismo che gli permette di mantenere il controllo e di ottenere approvazione. Dietro il perfezionismo non si nasconde la sicurezza, ma la paura. La paura di non essere abbastanza. La paura che il proprio io autentico possa risultare meno accettabile dell’immagine attentamente costruita che gli altri ammirano.

È proprio in questo punto che la figura di Ushio Tsuzuki acquista una forza straordinaria.

Se Kei vive attraverso la rappresentazione di sé, Ushio sembra esistere al di fuori di qualsiasi necessità di rappresentazione. Non cerca di apparire migliore, non modifica il proprio carattere per adattarsi a chi lo circonda, non sente il bisogno di essere universalmente apprezzato. La persona che il lettore incontra è la stessa che incontrano i suoi colleghi, i suoi amici e chiunque entri nella sua vita.

Questa autenticità non viene mai idealizzata dall’autrice. Ushio non è perfetto perché è sincero; semplicemente, è libero da quella costante tensione che domina l’esistenza di Kei. Dove uno controlla ogni parola, l’altro parla. Dove uno costruisce, l’altro vive. Dove uno teme il giudizio, l’altro sembra aver accettato da tempo che piacere a tutti sia impossibile.

Il loro incontro diventa così qualcosa di più di una semplice dinamica romantica. È il confronto tra due modi opposti di abitare il mondo.

Ushio rappresenta tutto ciò che Kei non riesce a essere. Non perché sia una persona migliore, ma perché possiede una libertà interiore che a Kei è sempre mancata. La sua presenza incrina lentamente la struttura che il protagonista ha costruito attorno a sé, costringendolo a confrontarsi con una domanda tanto semplice quanto scomoda: chi sarebbe, se smettesse di interpretare il ruolo che gli altri si aspettano da lui?

La crescita del loro rapporto si sviluppa proprio all’interno di questa tensione. Non nasce soltanto dall’attrazione, ma dalla progressiva scoperta reciproca. Ushio è tra i pochi a intravedere ciò che si cela dietro la facciata impeccabile di Kei, mentre Kei trova in Ushio uno specchio capace di riflettere possibilità che non aveva mai considerato per sé stesso.

L’aspetto più interessante è che nessuno dei due cerca davvero di cambiare l’altro. Non c’è la volontà di correggere, salvare o trasformare. Ciò che avviene è qualcosa di più sottile: attraverso il loro incontro, entrambi acquisiscono una comprensione più profonda di sé stessi.

Per questo motivo Yes, No or Maybe? funziona non solo come romance, ma anche come racconto di formazione emotiva. Dietro la storia d’amore si cela una riflessione sorprendentemente universale sul peso delle aspettative sociali e sul desiderio, spesso inconfessato, di essere accettati per ciò che si è davvero.

Ed è forse proprio qui che risiede il fascino dell’opera: nella consapevolezza che, a volte, la persona che ci comprende meglio non è quella che vede la nostra versione migliore, ma quella che riesce a riconoscere ciò che nascondiamo dietro la maschera.

Review party di Tenebre e Ossa

Buongiorno community, l’uscita del titolo “Tenebre e Ossa” è stata molto atteso dai lettori del genere fantasy. Finalmente è arrivato anche in Italia!

Questo è un Review party in collaborazione con la Casa Editrice Mondadori.

“Ti aspettavo da tanto tempo, Alina. Io e te cambieremo il mondo.”

Copertina: Mi piace molto.
Titolo
: Tenebre e Ossa. GrishaVerse
Autore: Leigh Bardugo
Data di rilascio: 3 Novembre 2020
Genere
: Fantasy
Trama: “Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro”. L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

Valutazione: “Tenebre e Ossa” è una lettura che si avvicina molto ai canoni dello young adult fantasy, inoltre è narrato in prima persona.

I personaggi principali di questo fantasy che si intreccia con un forte amore, sono Alina e Mal, due bambini orfani che crescono nella tenuta di un Duca, per poi all’età giusta, servire il proprio paese. Alina diventa una mappatrice mentre il suo fedele compagno di avvenuta diviene un tracciatore. 

Come in tutti i romanzi, c’è anche chi ricopre il ruolo del cattivo: l’Oscuro. Un personaggio sinistro e molto particolare che userà il suo fascino e il suo potere per influenzare negativamente i pensieri e le azioni di Alina.

La narrazione è fluida, permettendo al lettore di continuare con la lettura senza interruzioni e avvolgendolo nel mondo fantasy. Premetto che ai miei occhi è apparso come il semplice fantasy con guerre e un personaggio femminile che ha un carattere ostile, diffidente, drammatico, coraggioso e oltretutto che è innamorata sempre della persona sbagliata.

Il comportamento di Alina è il classico del personaggio principale che scopre di avere poteri straordinari e di essere diverso. All’inizio si deprime, si mette all’angolo, evita gli occhi indiscreti e poi per magia diventa un supereroe pronto a salvare il pianeta. È il classico brodo ribollito più volte.

Alina è un personaggio che sarà oggetto di una evoluzione sia fisica che mentale, conoscerà nuovi lati del suo essere e combatterà per difendere ciò che ha di più caro al mondo.


Pensieri personali del libro: Ci sono molte cose a discapito del libro, che a parer mio, devono essere sottolineate: c’è poca spiegazione con riferimenti ai personaggi che si incontrano. Oltre alla descrizione della figura di Mal e Alina e dell’Oscuro, per quanto riguarda i personaggi secondari che si immergono nello scenario c’è poca descrizione e spiegazione su cosa siano e che funzione hanno nel racconto.

All’interno di Tenebre e Ossa troviamo gli ambienti freddi della Russia ma con una terra diversa, chiamata Ravka e divisa in due dalla Distesa, una zona oscura abitata da mostri chiamati volcra che “abitano” nella Faglia Oscura.

Come cambia la vita di Mal e Alina? Quando il loro reggimento deve attraversare l’Oscura Faglia sommersa dai volcri e dalla oscurità.

In questo racconto prendono piede varie figure come i maghi soprannominati Grisha divise per classi in base al loro potere speciale, Convocatori, i Fabrikator, i Guaritori, Evocatori ecc.

La duologia di Sei di Corvi e la trilogia di Tenebre e Ossa si svolgono sulla stessa linea di narrazione, ma se una persona non ha letto l’uno o l’altro non riesce bene a comprendere tutti i dettagli che vengono narrati.

Esempio: il termine “velesabbia” non viene spiegato nel suo significato. Il ruolo dello “Spaccacuori” oltre essere enunciato che siano dei soldati, non vengono spiegate le particolarità o il perché di tale soprannome.

Questo è il primo libro della trilogia, quindi si spera sempre che i ruoli e tante altre cose vengano spiegate successivamente. Se qualcuno cerca un fantasy tranquillo da divorare in pochi giorni, questo titolo è certamente ottimo.

È un fantasy a tratti un po’ scontato, mi ha lasciato sia una perplessità positiva ma anche negativa. In primis positiva perché è scorrevole, simpatico ed è un mix fra avventura e amore, negativo perché è troppo “semplice” come narrazione e se non fosse per personaggi e luoghi diversi, sarebbe come altri mille fantasy.

La prima metà del racconto è banale, pesante. Solo poco prima della fine del romanzo si ha dei momenti di suspence e avventura accentuata.

Sistema di valutazione: ★★★,8 ☆☆ |

Non mi sento di dare un quattro stelle pieno perché non mi ha lasciato senza fiato nella lettura, ma ho apprezzato il mondo che Leigh Bardurgo ha creato. Sarò sincera, pensavo di leggere un fantasy innovativo e più accattivante, ma personalmente queste caratteristiche non le ho viste sorgere durante la lettura. Spero che i prossimi volumi siano più entustiasmanti.