Nel vasto universo dei manga Boys Love, Mother’s Spirit rappresenta una gemma rara: un’opera che riesce a coniugare romanticismo, commedia e una riflessione profonda sulle differenze culturali. Con il secondo e ultimo volume, edito da Magic Press, Enzō chiude un racconto che non parla solo d’amore, ma di identità, comprensione e rispetto. In questo articolo analizziamo perché questa opera merita un posto d’onore nella libreria di ogni appassionato di yaoi.


Trama: Ryouichiro è un dipendente universitario a cui viene affidato uno studente straniero… Un nativo che non capisce una parola di giapponese! Nonostante le difficoltà culturali, però, Ryouichiro comincia ad affezionarcisi…
Cosa ne penso?
Nel mondo frenetico e ultratecnologico in cui viviamo, dove basta sfiorare uno schermo per accendere la luce, ordinare cibo o persino dichiarare amore con un’emoji, Mother’s Spirit ci ricorda che esiste ancora un amore che nasce nel silenzio, nell’incomprensione e nella lotta per capire l’altro. Il secondo volume dell’opera di Enzō, edito da Magic Press, chiude con grazia e struggente poesia un racconto che non è solo Boys Love, ma un manifesto di armonia tra diversità culturali, spirituali e umane.
Dove il Giappone corre a cento all’ora tra treni ad alta velocità, luci al neon e pulsanti per ogni comodità, il villaggio di Lutah vive ancora in simbiosi con la terra: si accende il fuoco con la legna, si vive in capanne, si rispettano tradizioni secolari come se il tempo fosse un concetto fluido. E in questo scontro tra mondi – non solo geografici ma esistenziali – Enzō costruisce una narrazione delicata e profonda che mostra come l’amore, quando autentico, non solo sopravvive, ma illumina.
Ryouichiro, con la sua razionalità da impiegato universitario, incontra Qaltaqa, spirito libero figlio di una cultura che ancora crede nei riti di passaggio, nella forza dell’anima più che della parola. Il loro amore è una traduzione continua, un tentativo quasi eroico di capirsi senza parlarsi, di abbracciare l’altro senza cambiarlo.
Ma è nel secondo volume che la storia si addentra nei veri conflitti: non bastano più i sorrisi, non bastano più i gesti. La tribù pretende che Qaltaqa si conformi, che sposi una donna, che garantisca la continuità del villaggio. In questa tensione, Mother’s Spirit ci fa sentire tutto il peso della tradizione, la crudeltà gentile delle aspettative collettive, la solitudine di chi ama “fuori dagli schemi”.
Eppure, nonostante l’ombra del rifiuto, è l’amore a vincere. Non un amore da fiaba, ma un amore consapevole, maturato nella distanza, temprato dal sacrificio e capace di creare un nuovo equilibrio tra Tokyo e Lutah, tra modernità e spiritualità.
Mother’s Spirit non ci chiede di scegliere un mondo, ma di accogliere entrambi. E nel farlo, ci regala una delle rappresentazioni più vere e sentite dell’amore queer nel manga contemporaneo. Con un tratto raffinato, dialoghi essenziali e ambientazioni vive, Enzō costruisce un’opera che parla direttamente al cuore, ma anche alla mente.
Un plauso speciale va a Magic Press per aver creduto in questa storia e per averla arricchita con le esclusive card della collana 801, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente per tutti gli appassionati di manga yaoi e BL.






































