Recensione “Tutta un’altra storia”

Buon pomeriggio lettori! Oggi torno con un romance di un autore emergente – Davide Consoli.

Un romanzo che si ambienta nella Genova del 1996 e si immerge nei detti e nelle azioni di quel tempo, ormai andati perduti. La sensibilità, la dolcezza e la morbidezza nel creare e modellare le relazioni.

Puoi acquistare il romanzo su Amazon cliccando qui.

Copertina: Molto carina la vista di Genova e la raffigurazione di due persone che si pensano, ma forse i colori sono troppo accesi.
Titolo: Tutta un’altra vita
Autore: Davide Consoli
Data di rilascio: 2020
Genere
: Romanzo romance
Trama: Genova, settembre 1996. Willy è uno studente di scuola Superiore con la passione per la scrittura e la recitazione. La sua quotidianità si alterna tra scuola, amici, prove teatrali e pomeriggi trascorsi sugli scogli di boccadasse nella scrittura di un manoscritto. Una tranquillità stravolta dall’arrivo in classe di Martina, che altera sin da subito equilibrio tra lui, gli amici e la sua ex ragazza Anna li sa, anch’ella sua compagna di classe. Questo però senza intaccare la sua passione per il teatro e la recitazione che, articolandosi tra le rappresentazioni e la promessa del regista di trasformare il suo manoscritto in sceneggiatura da mettere in scena, lo porta a sognare a occhi aperti sul suo futuro artistico. Il suo obiettivo è quello di far arrivare il manoscritto alla redazione del talk show giovanile “amici”, per parlare della tematica valori al e del suo contenuto: il tema è la famiglia e soprattutto l’incredibile rapporto tra un nonno e il suo nipote, in un contesto contemporaneo e giovanile. Un sogno che suscita la perplessità dei suoi amici più intimi, che essendo più grandi di lui, cercano di tenerlo con i piedi ben piantati a terra. Prevarrà la disillusione o Willy insisterà nel seguire la sua strada? Chi, tra Martina e Anna li sa, saprà stargli vicino?


Valutazione: Quando ho ricevuto il romanzo dall’autore, mi sono complimentata per la cura della copertina (flessibile) e per la stampa usata nel romanzo. Ho già comunicato all’autore le piccole modifiche che potrebbe apportare all’interno del libro. Nonostante sia un romanzo di 230 pagine, la lettura scorre molto velocemente ed è molto accurata. Inoltre il lessico utilizzato dall’autore è molto semplice e sono presenti anche elementi che ricordano molto il periodo in cui è ambientato il romanzo.

La sistematicità del romanzo è ben realizzata, diretta e curata. Si riescono a percepire tutte le emozioni che l’autore vuole trasmettere con le situazioni che si vanno ad intrecciare e a sviluppare durante la narrazione. È possibile immergersi nel fine degli anni 90, ritrovare i detti e gesti che ad oggi risultano inusuali. C’è un’ottima padronanza della punteggiatura, a parte qualche piccolo miglioramento nella elencazione per esempio dei capitoli all’inizio dell’introduzione al romanzo. Mi è piaciuto fin da subito la descrizione promossa nei confronti dei luoghi, dei personaggi e del loro carattere. Ciascun personaggio viene identificato secondo un proprio modo di pensare, secondo le proprie azioni e quindi è possibile anche riuscire a comprendere come agiscono e pensano.


Pensieri personali del libro: Un romanzo romance interessante che rimette a fuoco i ruoli che possono presentarsi nella scuola come la ragazza più desiderata dalla classe, il burlone di turno, la classificazione dei professori buoni da quelli cattivi. Mi sono affezionata al personaggio di Willy, che nella sua difficoltà e incertezza rincorre il proprio sogno senza preoccuparti della realtà circostante. Mi sono immersa nella situazione, nelle complessità ma anche nei dialoghi comuni e adolescenziali che Willy intraprende con i suoi compagni di classe e non solo. Una storia d’amore che prende due vie, una incertezza da risolvere e un amore da acchiappare. Questa storia che percorre la vita di ciascun adolescente, è scritta con semplicità tanto da far immergere il lettore in una vicenda comune che a tutti, nella vita, è capitato da affrontare.

Non è una storia surreale, complessa e piena di elementi che ti lasciano dire “beh, non ci credo”. Anzi, è tutto il contrario. Davide ha raccontato qualcosa di così quotidiano, che a volte ci dimentichiamo anche di averlo vissuto, ma è così bello e puro riuscire a vedere le stesse situazioni tramite un altro punto di vista.

L’autore ci narra della generazione degli anni ’90, dei desideri che questi ragazzi vogliono realizzare. Ci mostra come in pochi anni la società può mutare, crescere, svilupparsi. Come le tradizioni possono venire lasciate man mano in disparte, come i rapporti possono rinforzarsi e soprattutto quanto possono essere importanti i rapporti.

“Willy e Martina si guardarono negli occhi per qualche istante, fino a quando lei, intimidita, con un sorriso abbassò lo sguardo.”


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Ringrazio l’autore per la fiducia e per aver collaborato con me.

Recensione “Che fine ha fatto Liz?”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un romanzo thriller di un’autrice emergente di nome Chiara Citrini.

Potrete acquistare il romanzo su Amazon attraverso questo link – clicca qui

Copertina: Assolutamente no. E’ super pixelata. Non ha una immagine nitida e ben definita.
Titolo: Che fine ha fatto Liz?
Autore: Chiara Citrini
Data di rilascio: 2020
Genere: Thriller
Trama: Nella tranquilla cittadina di Holladay, nello Utah, vive la famiglia Cooper, composta da Liam, il capofamiglia, la moglie Liz e la figlia Amelia. La loro vita agiata e dall’apparenza perfetta è in realtà segnata da una terribile tragedia: la perdita della secondogenita Estelle, avvenuta tre anni prima. Un giorno Liam, rientrando a casa da un viaggio di lavoro, scopre che la moglie è sparita. Molti sono gli scenari che si profilano: rapimento a scopo di estorsione? Allontanamento volontario? Suicidio? Omicidio? Per ragioni diverse, sembrano tutte opzioni plausibili. A condurre le indagini c’è Christopher Warren, enigmatico detective che nasconde un segreto inconfessabile. Qualcuno trama nell’ombra, arrivando a minacciarlo di morte. Più ci si addentra nel caso, più ogni certezza sembra sgretolarsi. In una corsa contro il tempo, tutti si chiedono: che fine ha fatto Liz?


Valutazione: Ho analizzato questo romanzo con un occhio molto critico perché già non mi ha convinto la scelta di utilizzare un’immagine di copertina super pixelata. Non comprendo la scelta di utilizzare un’immagine così poco chiara e definita sapendo che la copertina è un elemento fondamentale nella vendita, soprattutto di un romanzo.

Non mi è piaciuto per niente le modalità di stampa soprattutto per quanto riguarda il font e la scelta di andare a capo ogni frase scritta. Penso che sia una cosa, per un lettore, davvero snervante.

Per quanto riguarda invece il racconto: suggerisco di fare capitoli più intensi e più lunghi anziché realizzare capitoli molto brevi che in realtà non raccontano nulla. Un altro punto di vista che vorrei sottolineare è soprattutto la questione riguardante alle conversazioni fra i protagonisti, questo perché ho notato una carenza di conversazioni intriganti e soprattutto di sentimenti provati dagli stessi protagonisti.

Durante la lettura non ho provato delle emozioni particolari e non ho compreso le emozioni provate dagli stessi protagonisti questo perché ho avuto l’impressione che in realtà ero davanti a una scrittura passiva, quindi che non si concentrava molto sulla esposizione dei sentimenti ma più che altro solo sulla narrazione, e quindi di andare ad esplicare al lettore l’andamento della storia.

E’ fondamentale all’interno di un romanzo, secondo il mio parere, di qualsiasi categoria esso sia, riuscire a concentrarsi oltre sulla narrazione della storia stessa ma anche sulle emozioni che le persone provano e soprattutto analizzare e descrivere i luoghi che circondano gli stessi personaggi questo per permettere al lettore di immaginarsi e di buttarsi a capofitto all’interno della lettura.

In ogni conversazione manca soprattutto chi è l’interlocutore. Posso comprendere che ad esempio se ci sono due soggetti all’interno di una stanza, è normale che la conversazione avvenga fra loro, ma è bene anche andare a descrivere le tonalità di voce con cui un soggetto esclama una frase o un termine, le emozioni che un soggetto prova.

Io in realtà non sono riuscita ad immaginare neanche la descrizione fisica dei protagonisti, né di Liz, né dell’investigatore e neanche di Liam. Soprattutto ho trovato un capitolo intero di quattro pagine che era solamente formato da conversazioni senza l’analisi di nient’altro.


Pensieri personali del libro: Partiamo dal presupposto che ci sono più punti negativi che a favore del romanzo, la cosa positiva è che è una lettura scorrevole e la storia è molto interessante. Però purtroppo oltre a questo non riesco a trovare nient’altro.

Liam Cooper è un famosissimo editore che viaggia spesso per questioni lavorative e vive una vita molto agiata. Ha una figlia di nome Amelia e purtroppo un’altra figlia che ha perso la vita, Estelle. La vita di Liam è solo all’apparenza perfetta, in realtà è un forte bevitore, un uomo cinico e violento che nasconde un segreto.

Il secondo protagonista è Christopher Warren. E’ un detective e un uomo con un terribile segreto. Detesta Liam Cooper poiché sembra insofferente alla scomparsa della moglie e lo vede spesso in uno stato alquanto discutibile.


Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆

Non mi sento di dare una stella al romanzo perché comunque comprendo il lavoro che è stato fatto dietro, apprezzo la storia e apprezzo la scrittura dell’autrice, ma ci sono tantissimi altri punti che purtroppo mi fanno valutare in maniera negativa il romanzo.

Recensione “Requiem”

Buon pomeriggio lettori accaniti, oggi torniamo con un libro dal genere Thriller e pieno di misteri. In collaborazione con l’autore emergente Marco Antonio Abbagnara vi parlerò del suo titolo “Requiem“.

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L’autore Marco Abbagnara, nasce a Catania nel 1966. E’ un curatore d’arte e pittore ed ha prodotto, insieme ad un team, la sceneggiatura di una serie di fantascienza:“Savior”.
Attualmente vive a Gallarate Varese.

Copertina: Carina, avrei preferito la visione degli occhi meno accesa
Titolo: Requiem
Autore: Marco Antonio Abbagnara
Data di rilascio: 2020
Genere
: Thriller (giallo-noir)
Trama: Qual è il confine tra il bene e il male?

A New York spariscono degli uomini, violenti e vendicativi. Perché? Chi li ha presi? Che fine hanno fatto?

La bellissima Contessa Lucrezia Montecadì, magnate dell’arte e imprenditrice di successo a livello internazionale, si adopera per salvare vite umane attraverso le sua industria farmaceutica, la Radesa.

Fonda un’associazione no-profit per donne maltrattate, le fa difendere in tribunale, le sostiene economicamente e le aiuta e reinserirsi nella cosiddetta vita normale. Una vera benefattrice. Ma cosa nasconde nel suo container giallo?


Valutazione: La parola chiave rinvenibile durante la lettura è l’intreccio che sorge fra mistero e religione.

Durante la lettura ho riscontrato delle costruzioni di frasi prive di senso logico e l’utilizzo “povero” della punteggiatura.

A livello di lettura e narrazione posso dire che la storia è ben costruita, i misteri fanno gola al lettore ed ha una buona base anche per la realizzazione di un secondo volume.

Il personaggio principale del racconto è una donna: la Contessa Lucrezia Montecadì. Una donna dall’aspetto particolare che cerca di combattere e seppellire le sue fragilità e il suo passato oscuro cercando la redenzione nel presente. Il perdono e il peccato. La sua femminilità riesce a far breccia nei cuori degli uomini, riesce ad ammaliare chi la circonda e viene denominata la Benefattrice che ripulisce il mondo dai peccati degli uomini.

La Contessa Lucrezia non è la sola donna presente nel romanzo, ma vi è anche Adama, una donna che rappresenta l’opposto di Lucrezia. All’apparenza sembra una donna fragile, ma in realtà nasconde una grande forza. Ciò che accomuna ambe le donne è il loro passato orrido e profondo di oscurità. 

In molte scene si può osservare come le più persone presenti nel racconto siano circondate dalla bellezza dell’arte, del gusto e soprattutto dalla ricchezza. Le donne del racconto sono circondate da uomini potenti come politici e militari.

Sono presenti molte descrizioni ben dettagliate e precise, che permettono al lettore di immaginarsi ogni singolo passo. C’è una particolare descrizioni del Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli ed è tra i più famosi e prestigiosi al mondo. Fondato nel 1737, è il teatro più antico d’Europa e del mondo ad essere tutt’ora attivo.


Pensieri personali del libro: Il romanzo presenta continui flash back che possono rendere la lettura difficile di attenzione, ma che permettono di ricondurre a visioni e ricordi che facilitano la comprensione della psiche dei protagonisti. E’ un mix tra religione e mistero, tra potere e bellezza. E’ come immergersi in una stagione di American Horror Story, con la differenza che qui vige la creatività del tutto italiana.

Ci sono delle ottime descrizioni del territorio di Napoli ed è possibile per il lettore prepararsi ad un viaggio attraverso le bellezze della città esoterica del cimitero delle Fontanelle.

La forza principale del romanzo è la presenza di figure femminili complesse e diverse, sono Donne singolari e non le classiche fanciulle di società. Sono presenti scene di sesso, rituali, luoghi che suscitano un po’ di suspence e terrore al lettore.

E’ certamente un romanzo dalla trama introspettiva e psicologica. L’autore riesce, tramite la figura di Lucrezia, far valere due direzioni su cui il lettore può rispecchiarsi: la figura fragile di Lucrezia e il lato giustiziere della stessa.

Nel romanzo è possibile trovare i più svariati temi sempre più quotidiani nella nostra società: la forza della donna, la violenza, l’omosessualità – come nel caso di Lucrezia e Adama, due donne che si innamoreranno l’una dell’altra -, le riflessioni personali.


Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆ 

Ringrazio l’autore per avermi dato la possibilità di leggere e recensire il suo manoscritto. Suggerisco una revisione da parte di un editor a causa della presenza di tempi verbali errati, conversazioni poco ‘frizzanti’ e mancanza di punteggiature.

Recensione “La storia più bella del mondo”

Buongiorno lettori, oggi sono tornata con una recensione dedicata tutta al genere #romance. Ho avuto la possibilità di poter leggere e recensire il libro di Antonio Roberto e Gaetano Berardinelli proprietari della pagina instagram @librisottolineati in collaborazione con la casa editrice New Book Edizioni.

Ho letto un paio di libri romance, alcuni modalità storie wattpad e altre da far venire la voglia di sognare ad occhi aperti… ma chissà come sarà stata questa lettura?

Per acquistarlo via Amazon basta cliccare qui.

Copertina: semplice
Titolo: La storia più bella del mondo
Autore: Gaetano Berardinelli e Antonio Roberto
Data di rilascio: 2020
Genere
: Romance
Trama: Quando il presente diventa impossibile. Quando hai un dolore che ti costringe ad andare via. Quando tutto sembra perduto… l’unico posto dove puoi andare è l’amore. Il giorno che Mirko incrocia gli occhi di Sofia, sa di esserne già perdutamente innamorato. Il loro è un colpo di fulmine fatto di parole non dette, lunghi sguardi e baci rubati. Attimi fuggenti che trasformano la realtà in fantasia e i sogni in momenti indimenticabili. Sarà sull’onda lunga di una passione travolgente che Mirko, giovane imprenditore di successo, scoprirà d’essere un uomo vulnerabile. Quando il bisogno d’amore è solo un ideale, può risultare ingannevole e al tempo stesso trasformare le gesta più semplici in gesta folli. Una follia che spingerà una donna di spettacolo come Sofia a trasformare il sogno di un abito bianco davanti all’altare in un banalissimo e incomprensibile gossip nazionale. L’amore è fatto di comprensione profonda, complicità, fiducia e rispetto. Una passione travolgente potrà essere sufficiente per giurarsi amore eterno? Questa però non è la storia di Sofia, è quella di Mirko ed è la storia d’amore più bella del mondo.


Valutazione: Il testo è scritto in maniera frettolosa. Il libro è composto da due parti: il primo concentrato sul romanzo, mentre il secondo dedicato alle citazioni. Sono presenti delle illustrazione a fine di ciascun capitolo che fanno comprendere l’andamento della relazione fra i protagonisti.

Personalmente la seconda parte non l’ho sfogliata perché per me ha valore una citazione quando sono poche e inerenti al testo, non quando sono trecento. Nessuno le legge veramente.

La prima parte del romanzo racconta di una storia d’amore, senza un vero e proprio sviluppo e senza trasmettere al lettore un effettivo sentimento. Sembra di leggere una storia cupa e passiva. Non ho sentito la passione della conoscenza, dell’amore travolgente in cui in meno di un anno hanno fatto follie. È una lettura abbastanza piatta e giusta per un mood di svago senza impegnarsi. In ogni modo non apprezzo una stampa che divide le parole per portarle a capo e alcune conversazioni tra i protagonisti non hanno senso.

Es. Alla morte di persona X come fa un soggetto dire “condoglianze, mi spiace da morire”? Non ha senso. Oppure non ha un verso significato quando si accomunano i termini “bacio denso”. Cosa vuol dire?

Consiglio di sviluppare maggiormente la conoscenza fra i due personaggi, introdurre una crescita della loro storia d’amore e concentrarsi su cosa effettivamente significa “amore” e quali sentimenti trasmette.


Pensieri personali del libro: Nel libro “la storia più bella del mondo” viene raccontata per la prima parte (dunque fino a pagina 161) di un amore che nasce travolgente tra Mirko e Sofia.

È una storia che trova la sua nascita nella società moderna, un amore che si fa influenzare dalle notizie, dalla televisione come nel passato di Sofia che ha partecipato a “Uomini e Donne”. Un amore avvincente e veloce nel suo nascere. Un amore, però, che nella sua narrazione non mi ha suscitato passione. Mirko è il classico belloccio di turno, amato dalle donne e bravo imprenditore che con la sua bellezza e astuzia riesce a conquistare il cuore di Sofia, una donna mamma e single che fa scalpore nei cuori degli uomini.

Un amore romantico che si incontra sul set di lavoro, per poi scontrarsi in ferie e dar vita ai petali di una rosa. Come in ogni giostra ci sono alti e bassi, anche tra Mirko e Sofia si incontrerà il punto di rottura e di ripresa.

La maggior parte delle frasi di Mirko rivolte alla donna sono frasi smielate tipo citazioni tumblr. Mi aspettavo qualcosa di più movimentato e forte.


Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆ |

Ringrazio per la possibilità di avermi dato di recensire un libro romance, ma ci sono molte cose da sistemare.

Recensione “Se avessi avuto gli occhi neri”

Buongiorno cari lettori, oggi torno nuovamente con una recensione per il nuovo romanzo di Gianfranco Sorge intitolato “Se avessi avuto gli occhi neri” pubblicato con la casa editrice goWare.

Ho già recensito in passato un altro romanzo dello stesso scrittore e potrete leggerla cliccando qui.

Se siete interessati all’acquisto del libro potete farlo tramite Amazon cliccando qui.

Biografia di Gianfranco Sorge

Gianfranco Sorge è nato a Catania, dove tuttora risiede, il 25/10/1959. Conseguita la Maturità Classica, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania, si è specializzato in Psichiatria e successivamente in Psicoterapia presso l’Istituto Italiano di
Psicoanalisi di Gruppo (I.I.P.G.).
Dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania in qualità di Dirigente Psichiatra, dal 2006/2007 insegna Psicopatologia presso la scuola di specializzazione del’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (sede di Catania). Ha pubblicato settantacinque di lavori scientifici.
La passione per la narrativa è nata al termine del percorso di formazione psicoanalitica concretizzandosi con la pubblicazione di numerosi racconti e romanzi alcuni dei quali hanno ricevuto importanti menzioni in premi letterari nazionali, le ultime delle quali sono state: la vittoria al XXXVIII edizione del Premio Leonforte nella sezione micro narrativa con il racconto intitolato Amaro: l’indifferenza; il terzo posto nella sezione Narrativa/Saggio alla seconda edizione del
Premio Letterario “Etnabook – Cultura sotto il Vulcano” con il romanzo intitolato: Perturbanti congiungimenti.
I suoi elaborati si pongono come un tentativo di trasferire nell’area del rappresentabile aspetti profondi del Sé.

Copertina: Particolare ed evocativa.
Titolo: Se avessi avuto gli occhi neri
Autore: Gianfranco Sorge
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Può il colore degli occhi incidere sulla vita di una persona, condizionandola?A seguito di un tentato suicidio, Stella finisce ricoverata in psichiatria e da lì prende le mosse il racconto della sua sofferta esistenza. Costretta a subire il matrimonio con Sebastiano, un uomo potente che non ama, tenterà di ottenere il proprio riscatto attraverso i figli. Santa, la primogenita, riuscirà a crearsi una vita indipendente. Carmelo avrà invece un’esistenza tormentata fin dalla nascita, quando il padre lo rifiuta perché non ha gli occhi neri come i veri “masculi siciliani”. Se avessi avuto gli occhi neri è anche un affresco della Sicilia dai primi del Novecento a oggi, che esplora la condizione delle donne siciliane, l’evolversi della famiglia, i mutamenti della società. Un viaggio alla ricerca di identità negate, della propria verità e del difficile percorso per accettarsi ed essere accettati. Una saga familiare dall’imprevedibile finale.


Valutazione: I romanzi di Gianfranco li ho sempre trovati evocativi ed esaustivi, come nel titolo “Perturbanti congiungimenti”, anche qui si riesce a percepire l’animo e l’amore per la scrittura dell’autore. La lettura è fluida, il romanzo è ben articolato con personaggi e luoghi ben descritti.

Il lettore riesce ad immergersi in una storia in cui il soggetto principale è l’Italia, una Italia diversa da quella attuale. Una Italia che vive per la tradizione, per i costumi popolari, per i dialetti, per la mentalità paesana.

Viene ben narrata la figura della donna siciliana e della sua condizione dagli inizi del Novecento ai nostri giorni. E’ possibile incontrare personaggi diversi fra loro: Stella, Carmelo, Sebastiano e Aurelia.

Il racconto affronta temi particolari come il concetto e ricerca della identità, la condizione della donna, la sessualità, la morte come sacrificio e purificazione, il disagio mentale, le problematiche della vecchiaia, il rapporto genitori-figli.

C’è un viaggio fra il passato e il presente dei personaggi e l’evidenzia differenziazione tra le ragazzine dei paesi di montagna e delle grandi città. Una differenza che influenza la stessa quotidianità delle donne, la loro crescita e dimensione terrena. Le prime dovevano sottostare al volere di padri e mariti, vige dunque il concetto di sottomissione e dominio e della figura del pater familias come era riconoscibile all’epoca romana, e dovevano rinunciare ai loro sogni per diventare mogli e madri, e svolgere dunque la figura della donna del medioevo dedita solo alla famiglia e alla cura dei bambini; alle seconde era permesso studiare ed essere indipendenti.

Con gli studi dettati dall’autore è possibile incontrare durante la lettura anche argomenti di psicologia e psichiatria che affrontano i temi come il suicidio, l’accettazione del corpo, il disturbo della identità vivibili in situazioni quotidiane e non sotto il punto di vista di un dottore e/o studioso.

Pensieri personali del libro: La forza del romanzo è la sua dimensione particolare e la vastità dei temi che affronta. Non è semplice riuscire a fronteggiare temi così presenti e vivi nel nostro presente e nella nostra società, senza mai cadere nel banale o nella superficialità. Gianfranco Sorge riesce a parlare con una dialettica, quasi amica, di temi difficili da affrontare.

Se avessi avuto gli occhi neri” è un ritratto di una famiglia siciliana e contemporaneamente il ritratto di una società vecchio stampo del ‘900.

Il romanzo si suddivide in due parti: la prima dedicata al personaggio di Stella e al suo tentato suicidio e alla sua condizione di vittima dell’uomo che aveva sposato; nella seconda parte si concentra sulle difficoltà che dovranno essere affrontate da Carmelo e dalla sua volontà di stravolgere la propria identità fino a porre un cambiamento radiale.

E’ un romanzo forte. E’ un romanzo che cattura l’attenzione del lettore e la travolge. E’ un romanzo che ti prende il fiato e lo fa a pezzettini come mille fogli di carta. E’ importante parlare di queste tematiche, è importante diffonderle ed è importante che la gente legga – senza spaventarsi e/o impressionarsi – di realtà fin troppo attuali.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio ancora una volta l’autore che si è affidato alla mia valutazione e mi ha permesso di conoscere questo secondo titolo.

Lo consiglio con tutto il cuore.

Recensione “La storia perduta. Fairy Oak”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un fantasy molto atteso e richiesto della saga Fairy Oak – ” La storia perduta” in collaborazione con la Salani Editore.

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Un libro meraviglioso e molto atteso dai lettori della saga. Un libro pieno di speranza e di dolcezza, come se fosse una ninna nanna per bambini.

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Copertina: Ho adorato sia la copertina ( super colorata e ben definita )
Titolo: La storia perduta
Autore: Elisabetta Gnone
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama: Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all’anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.


Valutazione: Dopo 15 anni, siamo tornati in questo mondo fantastico e pieno di avventura con le sorelle Vaniglia e Pervica. Durante la lettura del romanzo mi sono emozionata, come se fossi tornata una bambina. Mi sono innamorata della semplicità e della genuinità delle protagoniste, dell’impegno di ciascun personaggio che con il proprio carattere e forza d’animo è riuscito a modellare le avventure rendendole ancora più uniche. Mi sono affezionata ai temi trattati: il rispetto verso gli animali, l’amore per la conoscenza – come nel caso di voler conoscere la leggenda sull’avvistamento della balena, il senso dell’amicizia e la sua forza.

Sono temi sempre importanti e sono felice di averli trovati all’interno di un libro adatto per tutti, sia piccini che grandi e con semplicità riesce a trasmettere valori fondamentali.

Mi sono innamorata delle illustrazioni all’interno del romanzo, è bello vedere immagini gioiose e piene di ricordi.

Com’è composto il libro? Si articola in due situazioni: flashback e il presente. Nel presente, si vede la narrazione delle due sorelle ormai in età adulta che tra un sorriso e l’altro portano alla memoria i ricordi di quando erano bambine e qui, entra in gioco la fase del flashback.

Vaniglia

Vi ricordate da bambini quando ogni cosa per voi era fondamentale? era importante farla e farla, soprattutto, bene! E qui abbiamo le parole chiavi del romanzo: balena e leggende.

Non è un’avventura che mira solo a scoprire se esiste una balena tra le loro acque e se è mai stata avvistata nei due cento anni precedenti, ma come si evolvono i rapporti fra le stesse famiglie della comunità, come riescono i ragazzi a scoprire le vere origini di Fairy Oak, come si impegnano i compagni di Vaniglia e Pervica, insieme a loro, a raggiungere l’impossibile.


Pensieri personali del libro: Ci troviamo tra i banchi di scuola, ci ritroviamo tra le belle compagnie, tra i segreti e i misteri.

Nell’armonia della classe di Pervinca, soprannominata Vì e Vaniglia, chiamata Babù, succede qualcosa di inaspettato: i professori riescono a suscitare l’interesse nei propri alunni per la storia. Una storia particolare e movimentata, piena di mistero e ricca di segreti.

Vengono enunciati grandi insegnamenti, sia nei confronti del rispetto degli animali ma anche per i rapporti personali:

“Un cane è una grossa responsabilità. Non è un giocattolo o un passatempo, è un essere vivente. Bisogna curarlo se si ammala, portarlo a spasso anche quando piove, nevica o tira un vento da nodi; occorre pulire dove sporca e dargli da mangiare tutti i giorni per tutti gli anni che vivrà. Non si può dire : “Oggi non ne ho voglia” oppure “Ora non ho tempo”.

Un mondo pieno di magia, di fate, incertezze, nuovi amici e crescita di amori. E’ una storia particolare e piena di conoscenza, un romanzo che educa il lettore in mille sfumature.

FAIRY OAK La storia perduta di Elisabetta Gnone - il mondo di Chri


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Consiglio questo libro a tutti i sognatori, a coloro che vogliono immergersi in una storia piena di sentimento e passione. Consiglio di farsi trascinare dalla bellezza del mondo di Fairy Oak e farsi cullare dalla delicatezza delle onde.

Recensione “I Trionfi del Vuoto- La nuova alba”

Buon pomeriggio lettori di fantasy! Oggi vi porto alla scoperta di un titolo tutto italiano “I Trionfi del Vuoto – La nuova alba” uscito il 10 Dicembre. Ringrazio Acheronbooks e il suo autore Masa Facchini.

Puoi acquistarlo su Amazon cliccando qui.

E’ un fantasy tutto italiano che gira intorno al potere e alla magia con un mondo carico di avventure che circondano la vita di quattro protagonisti: il maledetto, il condottiero, la reietta e l’erudito.

Copertina: meravigliosa e innovativa
Titolo: I Trionfi del Vuoto- La nuova alba
Autore: Matteo Masa Facchini
Data di rilascio: 10 Dicembre 2020
Genere
: Fantasy
Trama: Sulla Quinta luna, l’Onda – magia antica che promette prodigi – sta morendo. Ma c’è ancora speranza. I destini convergono, le figure si uniscono e si intrecciano in un gioco che può portare rovina o redenzione. L’Erudito è un ciclope sinistro, che ha abbandonato la vita nei campi per dedicare anima e corpo allo studio. Per ripristinare l’Onda, è disposto a viaggiare fino all’ultimo porto in cui uno come lui dovrebbe andare. Il Condottiero ha visto massacrare i suoi uomini. Per riscattare il suo onore, ora ha votato se stesso alla riconquista della misteriosa, potente reliquia della sua dea. Il Maledetto era un capitano, prima che un oscuro sortilegio gli impedisse di posare gli zoccoli sul ponte di una nave. Adesso è solo un fauno di terra, ma è disposto a tutto per tornare quello che era un tempo. La Reietta sopravvive come una ladruncola nei bassifondi di una città sospesa, che l’ha ostracizzata a causa dello strano marchio che porta sulle ali. Per cercare il suo destino, deve partire e fermare tutti gli altri, prima che sia troppo tardi. Quattro protagonisti, quattro carte in gioco, quattro destini che s’intrecciano per sancire le sorti di un continente alla deriva.

Valutazione: Un fantasy da una forte essenza e trama, due filoni che si intrecceranno: da un lato vedremo uno sviluppo accompagnato dal personaggio Torano Fler in missione per un compito speciale e segreto e dall’altro lato ci troveremo davanti alla storia narrante di Bronte e Ales alla ricerca dei sigilli nella città Adda.

Lo definirei un high fantasy con molti riferimenti alla mitologia greca.

I primi capitoli li ho trovati lenti, forse perché essendo un nuovo mondo il lettore ha bisogno di ambientarsi e catapultarsi nelle circostanze che si creano. La lettura nei capitoli successivi è fluida, ricca di avvenimenti e di descrizioni. Una forte descrizione anche degli stessi personaggi che rappresenteranno il contesto narrativo e nulla è lasciato al caso, una grande immaginazione anche nei dialoghi e di come far combaciare ogni protagonista alla propria esclamazione di conversazione.

Un mondo popolato da animali reperibili nei fantasy classici e che accompagnano il lettore in avventure che nonostante la lontananza, lo faranno sempre sentire a casa: fauni, felidi, ciclopi e tanti altri e anche la presenza di umani.

Tutto gira intorno alla Quinta Luna, nei territori delle “Le Quattro Marche” e della tragedia che la circonda. Un territorio che per molto tempo è stato abitato dall’Onda, una fonte di energia magica che con il tempo diviene sempre più debole. La Deriva ha portato la Quinta Luna a distaccarsi dalla terraferma condannandola a vagare nell’oceano. Per esplorare nuovamente il mondo bisogna ripristinare l’equilibrio.

Quattro protagonisti con una propria storia che verrà narrata in ciascun capitolo finché non diverranno una storia sola:

Bronte, l’erudito è un ciclope gentile con un l’occhio dal lato sinistro e appartiene all’antico Ordine dei Fratelli della Terra – gli ultimi che manipolano ed usano i deboli stralci rimanenti dell’Onda. Il suo compito sarà quello di ripristinare l’Onda e salvare la Quinta Luna. Una missione importante.

Ales, il maledetto è il fauno di Terra e da quando è stato vittima di un maleficio non può mettere piede sulla tolda della sua nave.

Lierna, la reietta è una vittoria alata con una vita tormentata dalla furtività e parte alla ricerca del proprio destino.

Torano Fler, il condottiero è un uomo che viene definito all’inizio del romanzo come un codardo perché è stato accusato di una ingiustizia per aver lasciato i suoi uomini a morire sul campo di battaglia nonostante il suo essere condottiero darà priorità alla missione principale.

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Pensieri personali del libro: Ammetto che inizialmente ho avuto difficoltà nel mantenere la concentrazione durante la lettura perché non riuscivo ad immergermi completamente nella narrazione, man mano che le pagine passano però ti trovi catapultato in mezzo ai personaggi e a fine lettura ne senti anche la mancanza. Ogni personaggio ha la sua caratteristica che lo identifica e il suo carattere. E’ un mondo che ti trasmette una voglia di viaggiare e di condurre una vita da avventuriero senza paragoni. Non è solo un mondo magico, ma è una storia con molti riferimenti interessanti: elementi culturali, religiosi e i miti.

Il finale del romanzo è inaspettato, entusiasmante e forte.

Un viaggio caratterizzato da storia, culture, tradizioni e antiche conoscenze.

Mi è piaciuta la base su cui si è costruito il fantasy e anche l’attenzione posta nei confronti di ciascun personaggio. L’autore usa una scrittura leggera, semplice e diretta. Non ci sono errori di battitura e c’è l’assenza di errori grammaticali. Personaggi diversi, unici e in qualche modo trasmettono anche caratteristiche di umanità. Il tema dell’amicizia, della salvezza e della pace sono la chiave di lettura del romanzo.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

E’ un libro che deve essere letto in compagnia dei suoi meravigliosi Tarocchi. Lo consiglio vivamente a tutti gli amanti del fantasy.

Ringrazio Cristiano (amegalattica su instagram), la casa editrice Acheron (acheronbooks su instagram) e l’autore Matteo Masa Facchini (masa82books su instagram).

Recensione “Il segreto di Marlene. Viaggio alla ricerca di se”

Buongiorno lettori! Vi parlerò di un Romanzo Storico.

Questa è la seconda recensione portata per il secondo libro che ho letto dell’autore emergente.

E’ intitolato Il segreto di Marlene (viaggio alla ricerca del se) uscito a Novembre del 2019, vincitore dell’Oscar della letteratura 2020 e finalista all’Etna Book. L’uscita del terzo romanzo è prevista per Aprile 2021.

Il segreto di Marlene. Viaggio alla ricerca del sé  - Luciano Varnadi Ceriello Libro - Libraccio.it

Copertina: Particolare, originale.
Titolo: Il segreto di Marlene. Viaggio alla ricerca di se
Autore: Luciano Varnadi Ceriello
Data di rilascio: 2019
Genere
: Romanzo storico
Trama: Il Generale Reinhard Friedmann, nelle vesti di Padre Lazzaro, trova un biglietto nella tasca della tunica del suo mentore, Padre Tommaso, e dopo averlo letto decide di mettersi in viaggio dalla Polonia verso l’Italia. Prima tappa del suo tragitto è Venezia, dove inizia a immergersi nel mistero che pian piano lo condurrà in molti luoghi della Campania. Il romanzo si snoda attraverso un lungo viaggio tra la Campania e la Sicilia: Ottaviano, Nola, il monastero di Visciano, Ercolano, Palermo, Catania… Durante questo viaggio pieno di eventi, Padre Lazzaro incontra la giovane Marlene, depositaria del “segreto”, che con la sua ammaliante bellezza lo avvolge in una rete di passione e menzogna, di dubbio e incertezza…fino a far sprofondare il prete-soldato in una crisi esistenziale dalla quale uscirà soltanto grazie ad alcuni eventi inaspettati…

Il “Professore” sarà una figura determinante per il viaggio di Padre Lazzaro. I due si legheranno d’amicizia e il Professore diverrà suo compagno di viaggio e di studio nel disvelare gli enigmi che di volta in volta il frateeremita porrà. Quando il ‘Professore’ svelerà la sua vera identità, la notizia sarà devastante per il soldato dal cuore di prete, Reinhard Friedmann. Infatti, il Professore, da alcuni chiamato Tore, è il personaggio storico realmente esistito, che viene ad aggiungere mistero al mistero. Ma le sorprese non finiscono qui. Tra le righe di questo romanzo fa capolino anche un altro personaggio realmente esistito, la cui identità viene svelata soltanto nell’ultimo rigo del romanzo. Da lontano egli sarà una guida e un esempio per il nostro soldato e lo accompagnerà nel suo percorso più profondo e tortuoso: quello verso la ricerca di sé. 


Valutazione: Chi è il protagonista? Il Generale Reinhard Friedmann, nelle vesti di Padre Lazzaro, trova un biglietto nelle tasche di Padre Tommaso e decide di avventurarsi in un viaggio che lo porterà dalla lontana Polonia verso l’Italia. Il viaggio parte dalla Polonia fino a giungere come prima tap a Venezia fino a luoghi della Campania e della Sicilia. Padre Lazzaro incontrerò numerosi personaggi come la giovane Marlene (molto importante per l’essenza stessa dello scritto). Il Generale delle s.s. tedesche si ritroverà coinvolto nel crollo di una chiesa in Polonia dove officiava Padre Tommaso che in un punto di morte consegna a Friedman un biglietto. Un’altra figura molto sorprendente e dall’animo intelligente è Turillo, colui che viene soprannominato anche il professore.

È un libro dalla trama avvincente ed è un capolavoro che fa incontrare il racconto e l’arte, ma non solo, ci sono anche molti riferimenti storici ed è una grandissima qualità nel riuscire a leggere e avventurarsi in un contesto che riporta un viaggio davvero molto sorprendente accompagnato da note musicali.


Pensieri personali del libro: La caratteristica molto importante che si può riscontrare all’interno dello scritto è proprio la possibilità di poter analizzare le mappe che permettono al lettore di avere un quadro generale sul lungo viaggio intrapreso dal protagonista. È un racconto dalla lettura scorrevole, senza errori e con la presenza di parole e detti del luogo in cui il protagonista incontra le genti.

Le note per la spiegazione Di eventuali termini e di detti si possono riscontrare a fine capitolo e bisogna tener conto anche della eccezionale scelta del font e della scrittura del romanzo stesso.

La scelta dell’autore, Luciano, nel secondo volume è quella di realizzare una scelta letteraria che si muove in simbiosi con la creazione di testi sulle note di Felix Mendelssonh.

Una narrazione misteriosa, descritta nei minimi dettagli e con grande passione. Il lettore si trova Catapultato nella amata Italia e a percorrere le vie dei personaggi e dei monasteri con un ex soldato nazista che diventa padre. Una storia davvero molto particolare anche per individuare la evoluzione dello stesso personaggio e i cambiamenti anche di pensieri.

La misteriosità del personaggio è ciò che più mi ha spinto a leggere il romanzo. Come si è voluto, perché è cambiato e si è diversificato con il suo stesso essere? Come e perché si è trasformato da un ex soldato ad un padre?

Ho riscontrato una grande capacità dell’autore di far conciliare la creatività con l’arte, la potenza di merge nel lettore in un contesto che non risulta mai banale, ma sempre pieno di sostanza con un finale travolgente e mai scontato.
Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Voglio ringraziare l’autore per avermi dato la possibilità di recensire e leggere entrambi i suoi titoli, sono davvero curiosa di scoprire le vicende che verranno trasmesse nel terzo titolo. Sono libri molto interessanti e soprattutto pieni di amore per la scrittura, per la lettura e soprattutto per la musica in quanto è un tema molto concentrato.

Recensione “Il segreto di Chopin”

Buongiorno cari lettori, oggi parleremo di due recensioni che saranno suddivise su due articoli differenti in cui vi analizzerò e vi porterò due titoli di un autore emergente.

Il segreto di Chopin è uscito nel 2017, è il primo della trilogia di Reinhard Friedmann ed è vincitore di 21 premi a livello nazionale.

Il segreto di Chopin  - Luciano Varnadi Ceriello Libro - Libraccio.it

Copertina: È molto particolare e interessante anche se il colore di sfondo è molto acceso
Titolo: Il segreto di Chopin
Autore: Luciano Varnadi Ceriello
Data di rilascio: 2017
Genere
: Romanzo storico
Trama: Nel corso di una missione di devastazione e annichilimento di una nazione e di un popolo, Reinhard Friedmann, un alto ufficiale nazista scopre, per puro caso, delle lettere fino ad allora rimaste segrete. Quelle lettere che Apollonia Dabrowska, la donna amata in segreto da Chopin, il suo unico e misterioso grande amore, scrisse, ma non inviò mai al compositore polacco. 

     Incuriosito, il soldato inizia la lettura dei documenti rinvenuti e si accorge, così, che tra le lettere ve ne sono anche alcune inviate da Chopin alla sua adorata.   

     Attraverso la lettura di questa corrispondenza segreta, il romanzo, che possiamo definire di carattere storico, ripercorre la vita del musicista dalla nascita alla morte, intrecciandola con elementi di fantasia, che s’intersecano con i momenti reali della vita di Chopin e con dati storici e biografici certi.  Inoltre l’opera corre su un doppio binario temporale. L’autore sa rendere la narrazione ancora più pregnante, attraverso l’innesto di fatti risalenti al periodo della seconda guerra mondiale, narrati alla luce della crisi mistica che trafigge l’animo del soldato. Quel soldato,  non facile da amare all’inizio, ma sempre più sull’orlo del baratro e in preda ad una totale metamorfosi catartica, man mano che l’intensità e la profondità di quell’amore appena scoperto e, per lui inimmaginabile solo fino a pochi istanti prima, vengono alla luce. 

     Il romanzo, scritto in parte in forma epistolare, è ambientato nella Chiesa di Santa Croce a Varsavia. Grazie alla lettura delle lettere di Apollonia, rinvenute all’interno della teca contenente il cuore di Chopin, vengono affrontate diverse tematiche. Si spazia pertanto dal nazismo all’amore, dalla religione alla castrazione, dalla lussuria all’introspezione, dall’incesto edipico a momenti di vita del pianista, a due cuori che battevano all’unisono… 


Valutazione: L’autore ha un’ottima padronanza della scrittura realizzando un testo dalla lettura fluida e molto avvincente. Buona capacità anche nelle descrizioni ambientali e dei relativi personaggi. Ho trovato piacevole e sorprendente la presenza di testi poetici sulla linea melodica degli spartiti di Chopin in riferimento alle Nocture – che personalmente apprezzo molto -.

Un racconto che crea un mix in maniera intelligente e frizzante della narrazione con l’arte della musica e della pittura. Durante la lettura mi sono affacciata ancora di più e di Chopin e delle sue note contenute nei testi “Notturni”.

Per riuscire a creare questa armonia e fluidità di racconto accompagnato da melodie, Se riesci a comprendere quanto studio c’è dietro ogni singola parola è stata scritta per la realizzazione del libro. È davvero molto apprezzata la capacità di un autore di riuscire a creare un’armonia nuova, un qualcosa che riesce sempre a sorprendere il lettore senza mai annoiarlo.


Pensieri personali del libro: È un romanzo affascinante che ti trasporta in un gioco alternato tra melodia e testi fino alla sua conclusione. Inizialmente il racconto è piano, lento, per aumentare di gradazione di eccellenza già dal sesto capitolo. Una storia piena di scoperte e suspense che non lasciano al lettore il tempo di annoiarsi.

La narrazione si articola su due fronti: la storia che narra del soldato Reinhard Friedman che durante l’invasione della Polonia per mano dell’esercito nazista, entra in una chiesa e scopre la raccolta di Chopin e le lettere della sua amata Apollonia Dabrowska.

È ben strutturato anche la formazione stessa del romanzo e la presenza di note di comprensione a fine di ciascun capitolo.

Chi è il protagonista? Reinhard Friedman è un alto ufficiale nazista che scopre delle lettere fra il grande maestro musicale Chopin e la sua amata, lettere rimaste per molto tempo in segreto fino alla loro scoperta. Ci sono delle lettere di Apollonia che non sono mai stata inviata dal compositore musicale. C’è una grande impronta di carattere storico dell’avventura scritta dall’autore, che ci permette di percorrere la vita di Chopin e fino alla sua morte, andando ad analizzare i dati storici verificati con la fantasia enunciata dallo scrittore.
Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Voglio ringraziare l’autore per avermi dato la possibilità di recensire e leggere entrambi i suoi titoli, sono davvero curiosa di scoprire le vicende che verranno trasmesse nel terzo titolo. Sono libri molto interessanti e soprattutto pieni di amore per la scrittura, per la lettura e soprattutto per la musica in quanto è un tema molto concentrato.

Recensione “Dietro la maschera ovvero Il potere di una donna”

Buongiorno lettori accaniti! Oggi vi parlo di un classico in collaborazione con la Caravaggio Editore che ringrazio immensamente per avermi fornito la copia cartacea e per la splendida opportunità di leggere questo romanzo travolgente.

Potete acquistarlo sul loro sito ufficiale cliccando qui.

«Sono una strega, e un giorno la mia maschera cadrà e mi vedrete per quella che sono, vecchia, brutta, cattiva e dannata. Fate attenzione a me finché siete in tempo. Vi ho avvertito. Adesso amatemi a vostro rischio e pericolo.»

Copertina: Semplice e diretta.
Titolo: Dietro la maschera ovvero Il potere di una donna.
Autore
: Louisa May Alcott
Data di rilascio: Data di rilascio della Caravaggio 13 ottobre 2020.
Genere: Narrativa
Trama: Dietro la maschera ovvero Il potere di una donna (Behind a Mask, or a woman power) svela una Alcott diversa da quella che siamo abituati a conoscere. È la Alcott degli esordi, che mette al centro della narrazione la donna, cosciente della propria autonomia, orgogliosa della propria femminilità e forte della propria determinazione, trascinando il lettore in un vortice di passioni, sotterfugi e colpi di scena. Protagonista della storia è Jean Muir, una donna apparentemente senza scrupoli che lotta con tutta sé stessa per raggiungere i propri obiettivi ricorrendo a qualsiasi tipo di stratagemma e che, consapevole della propria condizione, la utilizza a proprio vantaggio, indossando scientemente la maschera che rispecchia la personalità che la società si aspetta che abbia. Non si tratta solo di una storia avvincente narrata in modo eccezionale, ma di un racconto dal ritmo incalzante attraverso il quale, capitolo dopo capitolo, si scoprono elementi non solo della vita della protagonista, ma anche del passato della scrittrice.

Valutazione: E’ un romanzo appartenente alla collana dei classici ritrovati.

Premetto che è la mia prima lettura della scrittrice e no, non ho letto Piccole Donne anche se ho il romanzo nella mia libreria.

Da questo testo così sorprendente e innovativo, sono riuscita ad immergermi nella scrittura di Louisa May Alcott con una semplicità da far venire i brividi. Non c’è stato un solo attimo nel racconto che mi ha fatto venire voglia di chiuderlo e passare ad altro. Ero completamente presa e trasportata nelle vicende della protagonista: Jean Muir.

“Forza, il sipario è calato, quindi posso essere me stessa per qualche ora, ammesso che le attrici siano mai sé stesse”

Una donna diversa dalla società, piena di carattere e di passione con una grande qualità di interpretazione di un ruolo che poco le appartiene. Riesce, tramite le sue parole, a far innamorare gli uomini della famiglia Coventry.

Il potere della donna è proprio la forza di agire con modalità tali da sottomettere gli eventi a suo piacere, sottraendosi con perfidia, alle regole della società del tempo.

E’ uno scritto che permette di mette al centro il ruolo della Donna nelle sue mille sfumature, cosciente della propria autonomia e della propria essenza di femminilità, con perfidia e determinazione travolge l’essere maschile. Non si fa ingannare dal destino né dall’agire degli uomini, ma con carattere e dedizione, Jean Muir, persegue il suo obiettivo fino a raggiungerlo.

E’ un’opera frizzante e innovativa, certamente diversa da quella che si potrebbe spettare dal periodo in cui è stato scritto. La figura femminile principale è caparbia, orgogliosa e senza scrupoli. Riveste il ruolo di istruttrice per poter compiere la sua scena più brillante.

E’ un’attrice che vive la vita come se fosse un palcoscenico di Teatro. Si gode l’ambientazione e le battute degli uomini e delle donne che la circondano, penetra nella famiglia aristocratica per conquistare le grazie dei membri a cui presta servizio.

 
Pensieri personali del libro: E’ una lettura travolgente che non permette al suo lettore di distaccarsene in maniera semplice, come se fosse una ragnatela in cui agitandosi troppo velocemente si rimane incastrati per sempre.

E’ un mondo frenetico, diverso. La società ottocentesca che viene narrata è caratterizzata dalla ideologia di sovranità e di sottomissione delle classi sociali. Jean Muir odia i membri della famiglia presso cui opera come istruttrice, ma è in grado di indossare una maschera che farà di lei una vera donna amabile e sincera – per quanto sia possibile nella bugia – .

La conquista dei falsi valori, il cambiamento dei personaggi dell’opera con l’avvenire della presenza di Muir, l’amore oltre ogni età e le bugie che si propagano nella famiglia sono gli elementi forza del romanzo.

E’ una donna manipolatrice, attrice sagace e determinata, che indossa la sua maschera per ottenere la rivalsa che la vita le deve.

Questa lettura mi ha ricordato il titolo “Uno, nessuno e centomila” di Luigi Pirandello in cui egli espone la sua teoria in cui ogni uomo e donna, indossa sempre una maschera. Ciò avviene a seguito del tentativo di individuare una propria identità, che porta a tre quesiti: “Chi siamo?” , “Cosa crediamo di essere?” e infine “Chi siamo per gli altri?”

Sistema di valutazione: ★★★★★ |

“Jean, credo che voi siate una strega. La Scozia è la casa di strane, misteriose creature, che assumono forme adorabili per tormentare povere anime deboli. Siete una di quelle belle imbroglione?”

Ringrazio ancora la casa editrice per questa lettura meravigliosa.