Il buio oltre la finestra triangolare

Cari lettori di manga, finalmente vi posso parlare del titolo “Il buio oltre la finestra triangolare” edito dalla MagicPress.

copertina

Per chi non lo sapesse il manga in Italia è uscito contemporaneamente, o quasi, con l’uscita dell’anime e potrete vederlo sui siti legali come crunchyroll.

Ero super emozionata perché attendevo questo titolo davvero da molto tempo e quindi quando ho scoperto della sua uscita anche qui in Italia, ne sono rimasta super entusiasta inoltre quello che mi ha più sorpreso è che i disegni sia del manga e dell’anime sono molto espressivi.

Parliamo delle cose più succulenti: è un manga di genere misterioso, paranormale, ma rientra nella categoria boy’s love.

Il buio oltre la finestra triangolare

Trama:

Il timido commesso di libreria Kosuke Mikado ha la capacità di vedere fantasmi e spiriti, un’abilità che vorrebbe non avere, dal momento che ciò che vede di solito lo terrorizza. Rihito Hiyakawa, un esorcista i cui poteri soprannaturali sono forti quanto le sue grazie sociali sono deboli, non sembra temere nulla, mortale o altro. Quando questa strana coppia si riunisce per risolvere i casi bizzarri che si presentano, i loro metodi di lavoro potrebbero non essere del tutto sicuri per il lavoro!

Il buio oltre la finestra triangolare

Cosa ne penso?

Trama e personaggi davvero intriganti.

Voglio partire dalle cose più chiare e che risaltano all’occhio: la copertina del primo volume ritengo che sia meravigliosa perché riesce ad esprimere la bellezza dei disegni di Tomoko Yamashita.

Viene raffigurato Mikado all’interno di un triangolo e con sopra disegnato una mano quasi sbiadita, presumo che questa mano va proprio a raffigurare il potere che ha Hiyakawa nel trapassarlo per sconfiggere le presenze paranormali.

Il buio oltre la finestra triangolare

Vorrei sottolineare che l’anime presenta delle lacune quindi suggerisco di seguire questa storia tramite il manga che comunque si conclude con il 10º volume.

Quali sono per me i pro di questa storia:

sicuramente i disegni perché sono molto espressivi negli occhi e riescono a trasmettere completamente le emozioni e sentimenti, anche di paura davanti a determinate scene un po’ macabre e un po’ dell’orrore al lettore; le tavole sono molto pulite e non hanno disegni uno soprastante all’altro o poco, chiari anzi la cosa maggiormente favorevole è la sua linearità sia nella lettura nonché anche nella distribuzione delle tavole stesse.

Non troverete scene propriamente appartenente al boy’s love in quanto parliamo sempre di un manga di genere misterioso e soprannaturale, dunque la cosa maggiormente più particolare non è il rapporto carnale o fisico che hanno i protagonisti ma bensì quello dell’anima e dunque spirituale, infatti questo mostra molto interesse anche nello scoprire queste modalità di esorcismo che si avanza nella storia.

Poi ritengo che due personaggi si riescono a contrastare l’un con l’altro sia a livello caratteriale sia livello di ruolo all’interno di questo metodo di esorcismo, perché da un lato abbiamo Mikado il commesso di una libreria che indossa gli occhiali per nascondere la sua possibilità di poter vedere i fantasmi e a molta paura di questa sfumatura di paranormale e dall’altro lato abbiamo Hiyakawa che invece è un esorcista che si è formato tramite Internet e ma riesce sempre a portare a termine tutti lavori che gli vengono dati.

Inoltre vorrei sottolineare come Mikado, tramite l’aiuto del suo collega, dovrebbe riuscire a superare tutte le sue paure che sono strettamente collegate con il suo potere e come l’elemento chiave dell’anima di Mikado sia anche necessaria per portare a termine tutti i misteri che l’hanno i due si trovano a portare avanti.

Il buio oltre la finestra triangolare

Nella stessa conversazione fra i due viene enunciato come il toccarsi l’anima possa portare a provare un godimento pari all’eccitazione di una eiaculazione.

Questo porta a fermarsi a porsi delle domande inerenti alla bellezza dei sentimenti che Tomoko Yamashita stia cercando di trasmettere in questo BL.

Non è la voglia della carne, ma dello spirito.

Perché è un buon titolo? Le idee sono fresche/nuove, la storia è guidata dalla trama e non dal semplice ed eccessivo romanticismo, l’ambientazione del personaggio è piuttosto insolita e particolare.

Shinko e la Magia Millenaria: il romanzo

Oggi vi voglio parlare del Romanzo “Shinko e la Magia Millenaria” edita dalla Kappalab.

Il romanzo Shinko e la Magia Millenaria trova la sua rappresentazione dal movie d’animazione giapponese ed è una storia divertente, magica che si ambienta nel raccontare le giornate dei bambini e in particolare di Shinko e i suoi amici, nel secondo dopoguerra del Sol Levante.

Shinko e la Magia Millenaria

Trama:

Shinko ha nove anni, una logica tutta sua, un nonno con cui condivide sogni e segreti, e, soprattutto un ciuffo di capelli ribelle capace di avvertirla quando sta per accadere qualcosa di particolare.

È il 1955, trentesimo anno dell’Era Showa, e il Giappone punta alla modernizzazione pur rimanendo legato alle proprie tradizioni. E così, mentre i ciclomotori sostituiscono le biciclette, i manga di Astro Boy sono ormai più letti dei classici letterari, James Dean arriva al cinema con La valle dell’Eden, e la radio è ancora il mezzo di comunicazione principale, la vita si svolge ancora principalmente all’aria aperta, dove Shinko e i suoi amici possono soddisfare la loro voglia di esplorazione. Sia di luoghi, sia dell’animo umano.

Cosa ne penso?

Dopo aver visto con grande emozione il film e aver letto il romanzo, posso finalmente esprimere i miei pareri su questa storia tanto divertente quanto dolce.

Shinko e la magia millenaria è un racconto adatto a tutti, dai più piccini ai più grandi perché con semplicità e dolcezza vi trasporterà in mille avventure.

Shinko e la Magia Millenaria, la recensione | Cinema - BadTaste.it

La sensibilità dei bambini al mondo circostante.

Questo è quello che mi ha fatto più tremare l’anima di questo racconto.

I bambini sono eternamente dolci e padroni del mondo. Con pochi elementi riescono a passare interi pomeriggi a giocare con il sorriso sulle labbra e con due parole riescono a diventare amici per la pelle.

Questo romanzo ci racconta la nascita e la forza dell’amicizia che sopravvive sia davanti alla felicità che agli ostacoli.

Shinko e la magia millenaria: Recensione del film adattato da Cannarsi

Siamo nella meravigliosa primavera del 1955 nella prefettura di Yamaguchi, ossia nel secondo dopoguerra del Sol Levante.

Shinko Aoki ha nove anni e la sua particolarità è la sua Rosetta, un ciuffetto che appariva morbidamente sollevato, privo di energia. La bambina è sempre cresciuta con le meravigliose storie raccontate dal nonno con l’occhio in ceramica.

Shinko ha una sorellina, che come lei, ama l’avventura ed è sempre in movimento. Accompagnata dai suoi super amici, ci troveremo a scoprire le giornate quotidiane del suo gruppetto ma anche la tristezza di alcuni eventi.

Nella classe del gruppo d’amici giunge Kiiko Shimazu, studentessa appena trasferitasi dalla capitale Tokyo, che al primo giorno indossa il profumo della defunta madre ma non viene compresa dai suoi compagni di classe, tanto da essere schernita.

Kiiko verrà avvicinata da Shinko, Hachiro, Kotaro, Tatsuyoshi e gli altri amici fino a diventare parte integrante del gruppo.

Le due bambine fanno amicizia e ben presto mostreranno di essere l’una l’opposta dell’altro, ma si completano a vicenda.

Kiiko decide, per ringraziare la gentilezza di Shinko, di farle assaggiare dei dolci del suo papà. Questi dolci pieni di whisky saranno l’inizio della storia.

“La promessa del domani, è che domani rideremo tutti insieme.”

Tra la commedia e il dramma degli eventi, viene raccontato molto come è la vita in quel periodo e come la gente si muove nella società. Tra l’agricoltura, la natura e la novità dei motori… il paesino di Mitajiri si trova davanti ad una grande evoluzione.

Consiglio la lettura del romanzo per essere travolti dalla visione pura dei nostri bambini.

Obsessed with a Naked Monster

Buongiorno cari lettori e lettrici del mondo yaoi, oggi torno con una nuova uscita della Jpop intitolata “Obsessed with a Naked Monster” vol. 1 con la splendida edizione Deluxe intitolata Azami: il cardo.

copertina

Trama:

La saga dei giovani protagonisti di Love Whispers, Even in the Rusted Night e The Proper Way to Write Love continua in questa nuova infuocata serie della grande Ogeretsu Tanaka!

Hayashida ha picchiato il suo ex fidanzato ma nel rapporto con l’attuale compagno, Shuna, tutto pare essere diverso. O almeno così sembra in teoria, perché Hayashida non riesce ancora ad aprirsi completamente con lui. Inoltre, Shuna sta per essere trasferito in un’altra città… È questo l’inizio della fine della giovane relazione?

Cosa ne penso?

Dopo aver letto tutto d’un fiato questo meraviglioso volume posso certamente esprimere le mie sensazioni a caldo.

Ancora una volta ci troviamo immersi in un mondo Boy’s love molto complicato e allo stesso tempo dinamico perché abbiamo due personaggi da un passato torrido e diverso, per alcuni aspetti, e un presente che ma mano si avanza con il volume, riesce a mutare, lasciando il lettore pieno di dubbi e di suspense.

Obsessed with a Naked Monster

Ovviamente questa dinamicità, questi cambiamenti e anche questi dubbi sono tutti aspetti positivi a parer mio perché ti fanno affezionare sempre di più ai nostri personaggi.

Il volume in questione si apre mostrando fin da subito la relazione tra Hayashida e Shuna e i loro rapporti di intimità (che ci fanno sempre un gran piacere).

Ho avuto dei brividi che mi hanno percorso per tutta la schiena ogni volta che la storia del presente si collocava con dei flashback a ciascun passato dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda Hayashida.

In certi momenti la loro relazione sembra essere piatta come se fosse arrivata al punto di rottura o che ci siano delle incomprensioni o disagi legati a sentimenti del passato, ma nonostante gli ostacoli e nonostante le difficoltà i nostri giovani ragazzi continuano a lavorare su loro stessi e sul loro rapporto.

Come già citato precedentemente nel volume deluxe si può scoprire nel dettaglio il comportamento di Hayashida e il suo passato e vecchio amore. Un piccolovolume davvero molto disturbante per il nostro animo perché vi renderà ancora più empatici con questo personaggio.

Hayashida è un ragazzo distante, soffre la solitudine più di chiunque altro ed è impaurito.

Ha paura delle ricadute del suo passato, prova il dolore di non riuscire a far del bene alla persona che ama e Shuna, un dolce ragazzo che ama immensamente, presto si trasferirà per due anni a Osaka per lavoro.

Il centro di raccolta delle emozioni e della trama è tutta destinata ad una solafoto che ritrae Hayashida con il suo ex fidanzato. 

Obsessed with a Naked Monster

Shuna crede di non essere abbastanza, ha paura che la sua allontananza possa peggiorare la situazione e che un rapporto come il loro possa soffrirne della distanza ma sorprendentemente l’aspettarsi e il vedersi dopo tanto tempo può riaccedendere grandi sentimenti.

Una piccolezza che non ho apprezzato tanto è che durante la lettura il salto che si fa tra il presente e  il passato è davvero così sottile da confondere alcune volte il lettore e dover leggere più volte la stessa parte perché è un po’ confusionario.

Un volume che mostra in tutta la sua pienezza dei sentimenti contrastanti di amore e sofferenza, la dedizione e la passione che le persone possono metterci all’interno di una relazione ma soprattutto la forza e la volontà di camminare insieme passo dopo passo per un futuro felice.

Nella edizione Deluxe invece si provano dei forti brividi perché riesce a farci capire ancor di più l’ottica della sofferenza e delle paure che Hayashida prova nella sua attuale relazione e gli sbagli che ha commesso con il suo Yumi.

Inoltre il grande senso di responsabilità verso la famiglia, il non voler mollare, il dover tenere i denti stretti e lo stress che la vita quotidiana d’ufficio e della propria esistenza possa comportare.

Obsessed with a Naked Monster

La nostre grande mangaka, autrice di altri volumi già portati in Italia dalla J-Pop, ha sempre un’ottima capacità di saper descrivere le espressioni facciali ed è bravissima a raffigurare i momenti intimi tra i nostri giovani e bellissimi protagonisti.

Nonostante questo, ammetto che i lineamenti dei personaggi in tutti i volumi proposti dalla nostra mangaka, sono quasi sempre gli stessi, tanto a volte, da rendere difficile il distinguere un personaggio dall’altro perché le caratteristiche di diffirenza sono minime.

La edizione portata in Italia dalla Jpop è magnifica sia per la sua stampa e tavole, nonché per la copertina e la cura anche di farci deliziare della Deluxe per chi fosse interessato.

Whisper Me a love song vol. 1

Buongiorno cari lettori manga! Oggi vi porto una nuova uscita della Star Comics di questa estate: Whisper Me a love song vol. 1. – un yuri che parla di un amore a prima vista.

copertina

Trama: 

Himari, una ragazza semplice e piena di vita, durante il concerto di benvenuto per le matricole perde la testa per Yori, la cantante del gruppo. Himari decide di confessare alla senpai ciò che prova facendola innamorare a prima vista di sé, anche se in maniera del tutto diversa…

Cosa ne penso?

Nel volume ” Whisper me a love song” ci troviamo in una storia in cui il sentimento nasce da ‘una prima canzone’.

Durante il giorno della cerimonia d’ammissione al liceo, la matricola Himari si ‘innamora a prima vista’ di Yori, la cantante provvisoria della band che si esibisce alla festa.

Questo ‘ amore a prima vista ‘ diventa la chiave dell’intero racconto perché da un lato abbiamo Himari che continua a sollecitare questo sentimento che non è ‘amore’ in senso sentimentale bensì è una profonda ammirazione e dall’altro lato abbiamo Yori che viene investita da queste parole a doppio senso tanto da innamorarsi veramente.

E’ un manga a sfondo scolastico musicale con dei tratti comici nonché personaggi simpatici e un ottimo equilibrio fra le protagoniste, ma c’è qualcosa che non mi convince.

Whisper Me a Love Song

Il volume è composto da alcune pagine a colori mentre le altre saranno sempre in bianco e nero. La scelta di aver colorato alcune pagine che rappresentano momenti importanti del volume mi ha davvero lasciato una impressione positiva.

“…Mi sono innamorata a prima vista della Senpai

I disegni sono davvero molto belli e semplici, le espressioni sul viso delle ragazze è molto umano. Nonostante la trama in cui ci sono Himari e Yori si innamorano l’un dell’altra in maniera diversa, percepisco che manca qualcosa nel racconto. Durante la lettura non ho incontrato momenti particolari che sconvolgono la scena o aggiungono un carattere più accentuato per rendere il tutto più grintoso.

Le protagoniste non presentano particolarità rispetto ad altri volumi dello stesso targer, ma sono carine nelle loro situazioni e molto vere. Le loro espressioni/atteggiamenti o risposte sono molto evocative e pertinenti agli eventi.

Whisper Me a Love Song

Himari con la frase “amore a prima vista” intende esprimere alla sua senpai come è rimasta affascinata dalla sua voce durante la live della cerimonia. Innocentemente c’è uno scambio di significati differenti fra i termini, tanto da far pensare a Yori che la sua kohai si stesse dichiarando.

Fra mille pensieri e confusioni, Yori è solo una cantante provvisoria della band ma gli altri membri insistono per farla rimanere. Un compito le viene affidato, ossia quello di scrivere una canzone d’amore … ma come si fa?

Sono curiosa di scoprire il seguito dei volumi e osservare come Yori affronterà questa illusione d’amore.

Consiglio la lettura chi vuole leggere un manga semplice e non impegnativo.

L’infanzia giapponese di Myo Chan

Buongiorno cari amanti del mondo orientale! Oggi vi suggerisco il titolo L’infanzia giapponese di Myo Chan  edito dalla Oblomov edizione.

Potete acquistarlo tramite questo link

Trama:

Tra rito e gioco: una bimba racconta i “doveri” dei piccoli giapponesi.

Cosa ne penso?

Ci troviamo davanti ad un mini manuale delle dodici usanze giapponese più famose. Nel volume troveremo anche dei tutorial per poterli realizzare!

La nostra piccola amica Miyoko ci accompagnerà in questo piccolo viaggio tra le usanze giapponesi e ci insegnerà come poter riprodurre alcuni oggetti utilizzati.

Nella prima settimana di Gennaio è molto importante per i giapponesi celebrare l’inizio dell’anno. In passato i festeggiamenti duravano 15 giorni, questo perché l’inizio è considerato fondamentale. Tutti i rituali si svolgono per lo shogatsu, che siano relativi alla decorazione della casa, all’andamento del tempio o alla preparazione del cibo che sono legati al significato di augurio… tra cui abbiamo lo Shishi-mai – La danza del leone.

Un uomo mascherato da leone danza al suono di un tamburo e di un flauto e si sostiene che se morde la testa è un augurio.

Il 3 Febbraio c’è una cerimonia di stagione chiamata Setsubun che significa ‘divisione delle stagioni’ e ci dovrebbero essere quattro Setsubun, una per ogni passaggio di stagione, ma è rimasta solo quella di febbraio. I bambini creano una maschera che raffiguri un ONI, ossia un mostro malvagio che dovrà essere scacciato.

Il 3 Marzo è la festa delle bambine e viene definita Momo No Sekku che significa fioritura dei peschi ed è una festa per augurare la buona salute e la felicità delle figlie femmine. Le bambole vengono sistemate su una scala in base alla nobiltà e vengono offerti dei Mochi.

Alla stagione dei ciliegi quando si apre una finestra entrano i petali di ciliegio tra cui si possono inserire nelle tisane.

Il 5 maggio è Tango No sekku, la festa dei bambini maschi e si espongono delle armature in miniatura con la takana e con l’arco. I bambini indossano un elmo di carta di giornale fatto da loro.

Giugno invece è il mese della pioggia per questo si realizza un Terureru-Bozu, ossia un bambino del raggio di sole.

Il 7 luglio si festeggia il Tanabata, la festa romantica. La nostra classica ‘Via lattea’ viene definita il fiume d’argento dove due stelle luminose sono Hikoboshi e la sua donna Orihime che possono vedersi solo in quella notte.

In estate si realizza un carro fatto di legno su cui sopra si appoggia un tamburo gigante e i bambini battono a tempo, così possono tirarlo tutti insieme e il suono del tamburo è un richiamo per gli dei. I bambini durante questa festa indossano lo Happi, un vestito simile al kimono ma più corso sia dalle maniche che di lunghezza gonna.

A settembre si osserva la luna piena e viene definito Otsukimi. Si preparano le erbe e le polpette per la luna e la si ringrazia per la sua bellezza.

Nel mese di ottobre spesso ci sono i tifoni che scompigliano i capelli. Dunque la gente chiude gli amado e si rimane al buio raccontandosi delle storie.

C’è una festa chiamata Shichi-go-san, letteralmente 7,5,3 e vengono festeggiati solo i bambini che hanno questa età. I bambini di 3 e 5 anni e le bambine di 7 anni.

L’ultimo giorno dell’anno è una notte speciale e si mangiano i soba a mezzanotte. Vengono definiti Toshi koshi soba ossia i soba per passare gli anni.

FATTI ODIARE – KIRAIDE ISASETE

La Starcomics ha fatto uscire Fatti odiare vol. 1 con il secondo volume a fine settembre. Fatti odiare è una storia omegaverse meravigliosa.

Con il termine omegaverse si va ad indicare una sottogenere di fiction in cui i generi maschili e femminili si dividono in omega, alpha e beta. Le persone che rientrano nella categoria alpha sono dominanti, i beta vengono definiti “i comuni esseri umani” invece gli omega (nel genere maschile) possono rimanere incint* .⠀
Gli alfa si trovano a capo della società e gli omega come ultimi nella scala sociale.⠀

copertina

Trama: 

Naoto Koga è un omega che ai tempi del liceo venne violentato da un compagno alpha, rimanendo gravido. Dopo la terribile esperienza, Naoto iniziò a odiare tutti gli alpha ma nonostante tutto volle crescere la bambina che portava in grembo, fin quando non nacque quell’angioletto che chiamò Shizuku. La bimba divenne così la cosa più importante della sofferta vita di Naoto, in un mondo in cui gli omega vengono maltrattati e discriminati. Le cose cambiano completamente quando l’uomo incontra il giovane alpha Hauzuki ad un appuntamento di gruppo a cui è stato costretto a partecipare.

Cosa ne penso?

La storia inizia nel raccontarci la vita di Naoto, un omega soppresso dalla società che vede di malocchio questa ‘categoria debole’ e per questo non è raro trovare situazioni di bullismo e violenza. Infatti Naoto alle superiori è stato violentato da dei ragazzi tanto da rimanere incinto di Shizuku, la sua adorabile bambina che nonostante l’età di cinque anni si rileva davvero matura e coraggiosa nel supportare il suo papà.

Fatti odiare - Kiraide Isasete

La madre di Naoto, preoccupata per l’avvenire del figlio, decide di iscriverlo ad un party per single affinché possa trovare la sua anima gemella. A questo party incontrerà Hauzuki, un ragazzo di 17 anni che si innamora tanto da definire l’omega la sua anima gemella.

Naoto a causa della sua categoria d’appartenenza viene rifiutato in tantissimi lavori perché l’odore dei suoi feromoni porta ad alterare gli alpha tanto da venire aggredito. L’unico posto di lavoro che riesce a trovare è fare il bidello proprio, a grande sorpresa, nella scuola di Hauzuki.

Hazuki ha un passato particolare e infatti nella sua scuola si fa passare per un beta e non per un alpha, ma davanti a Naoto non riesce a nascondere il suo amore. Lo segue, lo cerca e lo vuole.

Ma non è amore tutto ciò che luccica, infatti Naoto scappa dalla situazione perché odia tutti gli alpha, senza distinzioni. Per fortuna con lui c’è la sua adorata figlia che lo aiuterà nei momenti più difficili, tanto da incoraggiarlo a buttarsi e a rilevare i suoi veri sentimenti sia a se stesso ma anche ad Hazuki.

Fatti odiare - Kiraide Isasete

I disegni sono semplici anche se non apprezzo i lineamenti utilizzati per disegnare il profilo dei personaggi. La dolcezza di Shizuku prende il sopravvento pagina dopo pagina, facendo innamorare il lettore di tutta la forza che emerge dalla bambina. Una storia di dolore, inferiorità. Una storia che ci parla di come esistano le distinzioni anche in base ad una categoria che non si sceglie, ma si nasce. Naoto riesce a mutare notevolmente dalle prime pagine fino alle ultime, tanto che nella storia extra KIRAIDE ISASETE ci regala delle pagine di dolcezza fra Naoto e Hauzuki.

Non vedo l’ora di scoprire il secondo volume e di immergermi ancora una volta in questa storia omegaverse.

Non è solo un manga che parla di una relazione d’amore, ma è molto di più. E’ addentrarsi nella società. E’ mostrare i sentimenti negativi e positivi delle persone. E’ scoprire le sfumature della sessualità e dell’accettazione verso se stessi.

Superiori. Il ritorno del mito della razza. Le bugie della scienza sulla superiorità dell’uomo bianco

Buongiorno cari lettori, oggi vi parlo di un titolo interessante edito dalla HarperCollins uscito in data 29 Ottobre “Superiori. Il ritorno del mito della razza. Le bugie della scienza sulla superiorità dell’uomo bianco “.

Un titolo che consiglio di leggere per tutti coloro che sono appassionati di romanzi che trattano di tematiche strettamente collegati alla società, al concetto di superiorità nonché anche alla ‘razza‘.

Puoi acquistarlo cliccando qui

Trama: Dopo gli orrori perpetrati dal Nazismo durante la Seconda guerra mondiale, il mondo della scienza ha voltato le spalle all’eugenetica e agli studi sulle differenze razziali. Da allora, tuttavia, una rete globale di intellettuali razzisti e segregazionisti ha lavorato nell’ombra per finanziare ricerche e fondare riviste specializzate che si propongono di diffondere e sostenere con dati scientifici una presunta diversità nelle capacità cognitive delle diverse razze. Eppure, anche se la stragrande maggioranza degli scienziati e degli studiosi ha rifiutato con decisione queste teorie, considerando il concetto di razza un costrutto sociale, l’idea in qualche modo è sopravvissuta nel modo in cui gli scienziati concepiscono la genetica e le varianti tra i diversi gruppi umani. Sviscerando le affermazioni e il lavoro degli scienziati contemporanei che studiano la biodiversità umana, e che per lo più affermano di attenersi ai dati, “Superiori” dimostra come persino nella comunità scientifica mainstream sia tuttora radicata l’idea che il concetto di razza abbia un fondamento biologico. La nostra comprensione di caratteristiche complesse quali l’intelligenza, e degli effetti delle influenze ambientali e culturali sull’uomo dal livello molecolare in su, è in costante crescita, eppure la speranza di trovare delle semplici differenze genetiche tra le “razze” – in grado di spiegare la diversa distribuzione delle malattie tra le varie etnie, o la povertà, o i risultati nei test scolastici, o semplicemente di giustificare i presupposti culturali – resiste ostinatamente. In un momento in cui la minaccia del nazionalismo etnico torna ad affacciarsi in tutto il mondo, Angela Saini, autrice britannica di origini indiane, esplora il concetto di razza dalle origini a oggi, e con il contributo di genetisti, antropologi, storici e sociologi di tutto il mondo analizza con rigore le teorie della “scienza della razza”, ne denuncia la natura insidiosa e distruttiva, e ci ricorda che dal punto di vista biologico siamo di gran lunga più simili che diversi.

Cosa ne penso?

‘Superiori’ di Angela Saini è stato pubblicato nel 2019 negli UK. E’ un libro che riesce a mostrare al lettore il mondo che gira intorno al concetto di ‘razza‘ e ‘superiorità‘. Un saggio costruito intorno a interviste con esperti, biologi e analisi promosse dalla stessa autrice, studio di teorie scientifiche sul razzismo del XIX secolo ma attraverso una linea delineata dalla storia del British Museum, della Seconda Guerra Mondiale e dell’eugenetica.

Cos’è il razzismo? Che cosa significa superiorità?

Il mondo delle eugenetica è stato messo da parte dall’avvenuta delle guerre mondiali e del nazismo, due eventi che hanno ‘scombussolato’ il concetto di razza.

«La chiave per capire il significato della razza è comprendere il potere. Quando si vede come questo ha plasmato – e continua a plasmare – il concetto di razza, come influenza anche i fatti scientifici, tutto comincia finalmente ad avere senso»

Riusciamo a incontrare questo cambio di termine dallo studio dell’Uomo delle caverne e le varie posizioni geografiche e dunque la differenza fra un Uomo e l’altro, al concetto di razza enunciato dal Nazismo.

Un distacco dal concetto che ci siamo sempre raccontati, una influenza da parte degli scienziati per percorrere la via giusta della società.

Saini sottolinea che scientificamente, possiamo essere tutti la stessa specie, ma sono le strutture di potere umane che ci separano. 

Nel terzultimo capitolo del libro troveremo un capitolo chiamato “Caste” ci riporta alla realtà macabra e forte del moderno di stratificazione sociale presente in India e va a sottolineare che la discriminazione razziale è molto dilagante anche nei paesi tecnologicamente più avanzati.

Uno sguardo dettagliato all’interconnessione delle scienze e ai suoi aspetti sociali e politici. Mi è piaciuto molto lo stile usato dalla scrittrice nonché giornalista per raccontare in parole semplici cosa significa ‘razza’. Un libro pieno di informazioni, di riflessioni e dichiarazione. Crea nuovi concetti e ne frantuma di vecchi. Una continua scoperta ad ogni pagina. Un saggio davvero affascinante.

“I responsabili del progetto ribadivano che la loro ricerca andava contro i miti razziali.la loro intenzione dichiarata era rimpiazzare l’ignoranza e il pregiudizio con fatti scientifici concreti, e chiarire che siamo una singola specie umana, unita nelle nostre comuni origini.il loro piano era di cercare le differenze non per dimostrare l’inferiorità o la superiorità, come avevano fatto i nazisti nell’ottocento, ma per usare la piccola differenza nel profondo dei nostri genomi al fine di aiutare a costruire un quadro della migrazione umana.”

Saini scrive: Bisogna fare delle acrobazie mentali per essere intellettuale razzista alla luce delle informazioni scientifiche che abbiamo oggi, ma chi vuole farlo lo farà. I razzisti troveranno una conferma ovunque possono, anche se significa lavorare un po’ più duramente del solito.

La carta da parati gialla e altri racconti

Buongiorno cari lettori di classici, oggi vi presento “La carta da parati gialla e altri racconti” edito dalla Caravaggio Editore. Siamo difronte ad un mini romanzo composto da 110 pagine a cura di Enrico De Luca.

Potete acquistare il romanzo cliccando qui

Trama: Charlotte Perkins Gilman, da veemente femminista qual era, dedicò la propria vita e la propria produzione letteraria a favore dell’uguaglianza di genere, dell’autonomia della donna e della sua libertà, della valorizzazione delle sue capacità e dei suoi desideri, contro gli stereotipi della società dell’epoca che la consideravano e la collocavano esclusivamente all’interno delle mura domestiche, nelle vesti di madre e moglie.
Nella Carta da parati gialla, racconto in forma di diario segreto, in parte autobiografico, Gilman denuncia i rischi del cosiddetto “riposo forzato” al quale ella stessa era stata costretta dopo il parto. Cosa si cela al di là dei vorticosi e intricati arabeschi che la protagonista si ritrova a scrutare quotidianamente e in modo ossessivo? La stessa autrice ce ne svela la chiave di lettura nell’articolo Perché ho scritto “La carta da parati gialla”? che accompagna il testo della presente edizione curata da E. De Luca.
Altre due figure femminili sono al centro dei successivi due racconti La sedia a dondolo e Quando ero una strega che offrono un ulteriore saggio dell’originale stile della scrittrice statunitense.

«[…] Molti anni dopo mi è stato detto che il grande specialista aveva ammesso agli amici di aver modificato il suo trattamento della nevrastenia dopo aver letto La carta da parati gialla. Esso non aveva lo scopo di far impazzire le persone, ma di salvare le persone dal divenir pazze, e ha funzionato.»

Cosa ne penso?

Come sempre la Caravaggio riesce a stupirci per la cura e la dedizione che ci mette in ogni titolo che pubblica. Come nei precedenti volumi, il font utilizzato dalla casa editrice è singolare e particolare. Ho notato un cambio di flessibilità della copertina, se nei volumi precedenti avevamo una flessibilità maggiore tanto a volte da danneggiare anche la piegatura del libro stesso, in questo volume ho notato una miglior consistenza.

Un classico poco conosciuto ma stampato in più edizioni. Mi ha affascinato davvero molto la scrittura di Charlotte Perkins Gilman ed è stata una bella scoperta visionare il suo sguardo da femminista tramite il romanzo stesso.

Non è semplice parlare in maniera così diretta di una tematica che per tempo, anche tutt’oggi, fa storcere molto il naso: la depressione. La depressione è sempre stata una di quelle malattie dove venivi catalogato immediatamente come “pazzo” ed escluso dal resto della società. In questo volume viene mostrato come la depressione possa colpire una persona e come quest’ultima possa sentirsi sotto gli occhi degli altri.

Il marito della donna continua a sostenere che la causa della sua malattia è un esaurimento nervoso che si porta dietro da tempo e che i dottori non riescono bene a comprendere.

Decidono dunque di trasferirsi in una tenuta di campagna per vivere la situazione in maniera più tranquilla e per respirare dell’aria fresca. La protagonista vivrà i suoi giorni in una stanza chiusa, dove la carta da pareti è gialla rovinata. I giorni passano ma il suo stato inizia a peggiorare.

Non è semplice riuscire a gestire una situazioni in cui si è dentro con entrambi i piedi. La protagonista cerca di appagare con le sue semplici azioni il volere del marito, rinunciando al tempo stesso, di dare vita al proprio desiderio. Questa situazione di stallo porterà la donna a peggiorare e vedere in quella semplice carta da parati gialla il peggio.

Scrittori e amanti

Buongiorno lettori,oggi vi parlo del titolo Scrittori e Amanti di Lily King. Un romanzo sorprendente ed elegante nella sua narrazione edito dalla Fazi Editore.

Puoi acquistarlo attraverso questo link.

Trama: Casey è una ragazza di trent’anni che ha fatto un patto con se stessa: non pensare ai soldi e al sesso, almeno al mattino. Appassionata di letteratura e aspirante scrittrice, si è indebitata pesantemente per pagarsi gli studi e ora si ritrova a vivere in una piccola stanza ammuffita e a lavorare come cameriera. Rimane però aggrappata al sogno che quasi tutti i suoi vecchi amici hanno ormai abbandonato e, con ostinata determinazione, ogni mattina scrive. Di recente ha perso la madre, con la quale aveva un rapporto di confidenza profonda e che rappresentava, sebbene vivesse dall’altra parte del paese, la sua unica ancora affettiva. E infine, gli uomini: reduce dall’ennesima relazione fallita in maniera inspiegabile, girovagando per librerie e happening letterari, Casey incontra due scrittori che cambieranno le cose. Da una parte c’è Silas, giovane poeta gentile e sognatore spiantato quanto lei, dall’altra Oscar, maturo padre di famiglia, autore affermato prigioniero del proprio talento…

Cosa ne penso?

La scrittrice è riuscita con questo romanzo di 331 pagine, a farmi innamorare sempre di più della sua protagonista Casey. Casey è una donna sulla trentina che ormai da sei anni sta tentando di concludere il suo primo romanzo. La sua vita, come i suoi sentimenti, sono incasinati. Lavora di sera come cameriera e vive dentro quattro mura sporche e prive di personalità. Spesso porta a spasso il “cane di Adam”, lo chiama così perché in realtà non si ricorda il suo vero nome. Adam è il suo affittuario che ben presto, tra un divorzio e un investimento, chiederà a Casey di andare via da casa.

Le emozioni della nostra scrittrice sono confuse ed estenuanti, per una vita intera è vissuta con il pensiero che suo padre non fosse una bella persona e la madre, ormai deceduta da poco tempo, ricompare come un’ombra indelebile nella sua casa. Il dolore del lutto rimarrà ancorato a Casey per molto tempo. Il romanzo non vuole farsi scrivere. Casey trova difficoltà a completarlo e a scrivere, in particolare, la scena dello stupro. Un evento doloroso, penetrante nelle sue emozioni ma necessario per lo svolgimento della storia.

Non è semplice la sua vita, tra un libro non concluso e le poche mance che recupera durante il lavoro, Casey incontra Oscar. Oscar è uno scrittore con due figli, un uomo che si scoprirà essere affettuoso e premuroso nei confronti della giovane, ma anche pieno di speranze di realizzare una vita di calore e abbracci. Non ha paura di buttarsi in una nuova relazione, mentre dall’altro lato la scrittrice tende a rimanere sulle sue, un po’ perché ha paura degli uomini, dall’altro perché nella sua vita è comparso Silas. Silas è un giovane poeta sulla trentina che al primo appuntamento con Casey le da buca tramite un messaggio per poi sparire per un po’ di tempo. Casey non lo pensa più, ritiene che un uomo che ti da buca al primo appuntamento non ne vale la pena.

La sua relazione con Oscar continua a progredire tra un’uscita e un bacio, anche Jasper e John (i figli di Oscar) iniziano ad abituarsi alla presenza di Casey nella loro vita.

Si giunge ad un punto di svolta per la vita della trentenne. Finalmente dopo sei anni ha concluso il suo primo romanzo, ma dopo aver ricevuto undici lettere di rifiuto ha avuto la fortuna di trovare un’agente. Ma cosa succederà? La sua vita verrà travolta, ora che si sente realizzata e verranno travolte anche le sue emozioni. Silas è tornato dopo un lungo viaggio in cui sentiva il bisogno di staccare e scappare via. Cosa succederà tra Casey e Oscar?

Casey troverà il suo cavallo vincente?

Lily King con questo scritto è riuscita ad appassionarmi alle scelte e ai pensieri di Casey. E’ un personaggio che vive le emozioni in maniera pura e trasparente. Vive una vita comune, tra alti e basse e ha difficoltà a realizzarsi. Chi è che non si vedrebbe in lei?

Il dolore e il bisogno di staccarsi dalla presenza della madre da un lato e la necessità di trovare l’amore, Casey si evolve ad ogni pagina. Un racconto travolgente, elegante e pieno di vita vera e non semplici illusioni.

Quando ho concluso il libro ho sentito la necessità, ancora più forte, di ricercare me stessa. Sento il bisogno di essere indipendente proprio come Casey e di realizzarmi. Sento il bisogno di raggiungere i miei sogni e chiuderli in pugno in segno di vittoria.

Un esperimento d’amore

Buongiorno cari lettori, oggi vi parlo di “Un esperimento d’amore” edito dalla Fazi editore. Potete acquistarlo cliccando qui.

Trama: Carmel McBain è figlia unica di genitori cattolici di origine irlandese appartenenti alla classe operaia. Rispetto a ciò che la vita nella loro desolata cittadina ha da offrire, sua madre per lei aspira a qualcosa di più: ha grandi ambizioni per la figlia, ed è determinata a superare le rigide barriere sociali dell’Inghilterra. E così spinge Carmel a ottenere una borsa di studio per la scuola del convento locale e poi a sostenere gli esami per un posto alla London University. E Carmel non la delude. Ma il successo ha un prezzo non indifferente: Carmel comincia un viaggio solitario che la porterà il più lontano possibile da dove è partita, sradicandola dai legami di classe e luogo, di famiglia e di fede. In fondo, sradicandola da se stessa. Nella Londra di fine anni Sessanta, sperimentando un passo alla volta la libertà, si confronterà con preoccupazioni del tutto nuove – sesso, politica, cibo e fertilità – e si troverà coinvolta in una grottesca tragedia.
Un romanzo inedito di Hilary Mantel: l’autrice della monumentale trilogia sui Tudor si allontana dalla narrativa storica per addentrarsi in territori squisitamente contemporanei raccontando luci e ombre dell’amicizia al femminile fra complicità, gelosie, crudeltà autoinflitte. Con l’acume che la contraddistingue Hilary Mantel esamina la grande sfida imposta dalla società alle giovani donne: ragazze che desiderano il potere degli uomini ma temono di abbandonare ciò che è appropriato per loro, mentre vengono spinte a eccellere, ma sempre senza emergere troppo.

Cosa ne penso?

Si può dir fin da subito che “Un esperimento d’amore” è una triste storia. La scrittura di Mantel riesce a trasmetterti le sensazioni, le delusioni, la felicità, le speranze dei suoi personaggi e delle loro vite.

La protagonista di questa storia è Carmel McBain. Carmel è figlia di genitori cattolici irlandesi della classe operaia che si sono stabiliti in una di quelle città nell’area di Liverpool. I genitori lavoravano e risparmiavano, ma questo non ha ostacolato la madre di Carmel a chiedere alla figlia di aspirare a qualcosa di più alto.

Carmel riteneva che la madre a modo suo fosse molto dura perché la rimproverava fin dalla giovane età di dover superare gli altri, di osservare cosa facessero gli altri e di essere sempre la prima.

Un esperimento d’amore narra della crescita di Carmel, della sua evoluzione come bambina e adolescente fino al raggiungimento del ruolo di moglie. Conosce la sua amica Karina fin in giovane età, sono amiche d’infanzia ma all’università conseguita negli anni ’70, conosce nuove ragazze tra cui Julianne – chiamata anche Julia -.

Nel college, Carmel, conosce e vive il sesso con il suo fidanzato Niall, scopre l’amore e studia, studia tanto per arrivare tra le prime e vuole ottenere la borsa di studio.

La narrazione è veloce e fluida, il lettore non riesce a staccarsi facilmente dalle pagine. La scrittura della Mantel riesce a catturarti e a trasportarti nella Londra dei fini anni ’70.

E’ possibile ritrovare nel contesto narrativo molti riferimenti cattolici-irlandesi, i problemi sulla povertà, sulla dimensione della donna e su come si dovevano comportare in pubblico e la differenza di classe sociale.

L’amicizia fra Carmel, Julianne e Karina è molto complicata. Da un lato abbiamo un’amicizia che soffoca, piena di pregiudizi e di occhiatacce, dall’altro abbiamo una sorta di sfida a far ampliare gli orizzonti. Mantel fa un ottimo lavoro nel portare queste tre ragazze molto diverse tra loro alla vita vivida ed esplorare la complessità del legame tra di loro.

Carmel non si fermerà solo a queste conoscenze, ma conoscerà altre donne nel college. La descrizione di Hilary Mantel di cos’è l’amore quando sente per la prima volta la voce e i pensieri di Lynette è davvero meravigliosa.

Viene rappresentato in maniera dettagliata le idee che si muovevano in quegli anni, dall’istruzione alle gonne, dalla postura al modo in cui le ragazze dovevano atteggiarsi davanti alla società andando ad eliminare gli accenti che potevano provocare imbarazzo. Non è solo un concentrato di ambientazione, dettagli sulla vita di Carmel, ma anche un carico susseguirsi di eventi che portano all’ultima pagina in cui c’è la tragicità che lascerà al lettore un momento di mente vuota.

Un’ottima descrizione del carattere di ciascuna delle ragazze e si sente il loro l’imbarazzo di essere giovani adulti, ma a volte non abbastanza adulte.  I primi dubbi sull’essere donna, sui rapporti sessuali, sulla possibilità di diventare la donna che guiderà il paese, la pillola contraccettiva per godersi in maniera libera la propria sessualità.