Lo scioglimento dei ghiacci

In collaborazione con la Casa editrice Ensemble vi parlerò di un romanzo che esprime la libertà di scelta e la libertà del sentirsi una donna senza dare spiegazioni, all’altra parte, delle proprie azioni.

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Trama: Roberta è una studiosa dello scioglimento dei ghiacciai. Ha un marito, una figlia, una vita serena. Quando le viene proposto di girare un porno, accetta senza esitare. Roberta non parla, non si confida, non cerca consenso né disapprovazione, non fa dichiarazioni politiche, non chiede scusa, non chiede niente. Nei tempi del #metoo e del revenge porn, Roberta sceglie di farsi sbattere da tre uomini davanti a una telecamera. Mentre il mondo intorno a lei frana, e i ghiacciai continuano silenziosi scivolare.

Data di uscita: 12 novembre 2020

Pensieri:

“Lo scioglimento dei ghiacci” non è il classico romanzo che si limita a narrare una storia, ma permette di porsi tante domande sul movimento #metoo e sul revenge porn.

Per chi non lo sapesse il #metoo è una campagna femminista volta a denunciate le molestie e le violenze contro le donne, soprattutto sul posto di lavoro. E’ un movimento che si è diffuso a partire dal 2017 e si è fatto strada in molti paesi ed è un hashtag usato sui social per aiutare a dimostrare la presenza e la frequenza della violenza sessuale e delle molestie subite dalle donne.

In questo racconto viene narrata la storia di Roberta, una donna che svolge uno studio sullo scioglimento dei ghiacci. Una donna di intelletto, valorosa nonché una mamma ma anche una moglie. Una donna che vive una vita la sua vita appieno, ma di sfondo ha deciso di mostrare alla società e alla famiglia un’altra parte di lei. La protagonista non si limita a girare scene hard, ma spera che il film arrivi sotto gli occhi di quelli che la conoscono. Il suo gesto diventa provocatorio. Roberta, che agli occhi del marito è sempre stata sorridente e concentrata sulle sue priorità, nasconde un segreto: ha deciso di girare un video soft porno. Un video in cui mostra la bellezza del suo corpo e la dolcezza che brama dalla passione. Una passione che al marito, dopo aver scoperto di tale video, sembra essere qualcosa di diverso rispetto a quella che hanno a letto.

L’autore è riuscito ad entrare nella psiche di un uomo e nei suoi pensieri ed è riuscito nel difficile tentativo di cogliere la complessità di una crisi identitaria della quale anche gli uomini sono vittime.

Nel testo è possibile far visione di una similitudine fra lo scioglimento dei ghiacci, ma anche lo “scioglimento” della donna dalle catene della società. Come i frammenti dei ghiacciai provocano delle cause, anche le azioni di Roberta si ripercuotono sul marito, sulla figlia ma anche sui suoi conoscenti.

Non è semplice rientrare come un’osservatore attivo all’interno del romanzo, è complesso per certi versi ma meravigliosamente esplicito e liberatorio. Un’analisi della libera volontà di Roberta, dei sentimenti sconnessi e contemporaneamente struggenti del marito. Una società che rimane inibita davanti a tale coraggio di mostrarsi nuda senza limiti. La storia verte anche sui pregiudizi che la società ha. Dei pregiudizi che devono essere abbattuti e affrontati a testa alta.

Ciò che mi ha meravigliato è la prontezza e la sicurezza con cui l’autore sia riuscito a collegare due temi, il problema climatico e il problema della società con una metafora stupenda “lo scioglimento dei ghiacciai”. Cruciani ci mostra come ancora, nella nostra società, sia presente l’impronta patriarcale in cui il corpo della donna è dell’uomo, di chi la sposa.

La signorina Crovato

Un breve racconto di Luciana Crovato edito dalla Fazi editore.

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RECENSIONE: La signorina Crovato (Luciana Boccardi)

“Ma in realtà tutti, ognuno per suo conto, eravamo l’ultima ruota del carro.L’unica verità era che … il carro non c’era!”

La signorina Crovato edito dalla @faziedièuna storia di un’infanzia rubata e intrisa di dolore narrata in prima persona. L’opera racconta delle vicende della protagonista, Luciana Crovato, dall’infanzia fino al sua gioventù. 

La signorina Crovato è un romanzo autobiografico che racconta la storia di una famiglia in tempo di guerra. E’ un testo breve ma forte, pieno di sentimenti contrastanti, di una ebrezza magnifica.

Ci si riesce ad immergere negli occhi di una bambina che è impaurita e piena di speranza.

Luciana è una bambina di solo 4 anni che impara ben presto il gusto aspro della vita. Un racconto intriso di eventi traumatici e di prime volte, avvenimenti che circonderanno sia Luciana che tutta la sua famiglia.

La storia viene narrata a Venezia nel 1936 e la dolce Luciana vive con la mamma e il suo papà, finché un giorno, un terribile incidente riuscirà a capovolgere e a distruggere la quiete della famiglia.

L’incidente coinvolgerà il caro papà di Luciana, un grande amante della musica e porterà Marcella a prendersene cura. Si presenteranno da quell’avvenimento una serie di situazioni collegate a problemi di alcolismo, difficoltà per la bambina di relazionarsi con le bambine della sua età e provare emozioni limpide e pure.

Il bene che ci volevamo era il nostro ossigeno, il mutuo soccorso era il cemento di una complicità più unica che rara. Quando si è disperati a quel punto, o ci si odia, o ci si ama ancora di più.”

Gleen Ganges: il fiume di notte

Una graphic novel con dei disegni meravigliosi editata dalla Cocopress.

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Se svuoto la mente dai pensieri … il momento presente sembra infinito … eterno

“Il presente è qui solo per un istante e poi scompare per sempre”

Vi è mai venuta l’impressione di fare le stesse cose ogni giorno nelle stesse modalità? Come se avessi viaggiato nel tempo e tu stai ripetendo e esattamente la stessa azione. 

Hai mai avuto mille pensieri prima di andare a dormire? Pensieri che sembrano così lontani ma che si intrinsecano nella tua vita di tutti i giorni: le guerre, le malattie, le discriminazioni …

Spesso quando passeggio per strada e vedo le persone camminare spensierate succede quasi sempre qualcosa… inizio a notare i loro movimenti meccanici come per esempio buttare a terra della carta. Perché l’ha buttata? Da dove l’avrà presa? Forse era un fazzoletto o erano delle caramelle? Chissà che gusto aveva quella caramella.

Pensiamo tanto, pensiamo spesso. Pensiamo su tutto quello che ci circonda. Ci facciamo i monologhi nella testa e ci diamo anche delle risposte, il più delle volte.

“𝗚𝗹𝗲𝗻𝗻 𝗚𝗮𝗻𝗴𝗲𝘀 𝗶𝗻: 𝗜𝗹 𝗳𝗶𝘂𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝘁𝘁𝗲” della @cocopress è un fumetto con dei disegni meravigliosi ed una estetica che attira sicuramente, ma mette a fuoco quante domande si pone una persona durante la sua vita. Domande che vadano dalle piccole questioni ai grandi elementi che circondano la nostra essenza.

Un viaggio che scorre proprio come un fiume. Un mix di esplorazioni in diversi contesti come “l’importanza di arrivare in biblioteca prima che chiuda”, i videogame, i rapporti di coppia. 

La cura del dubbio

Oggi vi parlerò di una Graphic Novel della bao publish che mi ha entusiasmato moltissimo.

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Non importa come, lei deve trovare l’antidoto al dubbio! Troppe persone soffrono ancora per questa malattia e lei si preoccupa di prendere la via lunga e tortuosa… E magari anche infruttuosa! 

Avete presente lo sviluppo scientifico che si basa tutto su gli esperimenti per riuscire a trovare l’antidoto o la soluzione a qualcosa che turba tanto l’uomo? Vi presento “La Cura del dubbio” edito dalla baopublish e realizzato da elisabetta romagnoli .

La graphic novel si concentra nel punto chiave del dubitare e come le persone nella propria vita quotidiana possono essere soggette al dubbio e come bisogna curarlo.

Mentre stai facendo la spesa potresti avere il dubbio su quali ingredienti da comprare per la tua cena, dunque stai dubitando delle tue scelte e potresti essere portato al Centri del dubbio.

In questo contesto, il dubbio viene visto come una sorta di malattia che chi guarda la persona dubbiosa o gli si avvicina potrebbe essere contagiata.

Entro cinque anni il Dottore Davelio dovrà lavorare per riuscire a trovare un antidoto. La perfezione non esiste ma il governo deve riuscire a realizzare una società che renda e cittadini felici, sani e sicuri. Il 22% della popolazione mondiale è ancora vittima del dubbio.

Durante gli esperimenti, gli scienziati sono usciti a capire che l’istinto di sopravvivenza del topo lo allontana dall’esperienza di pericolo appena vissuta e quando a paura ovviamente dubita.

L’autrice ci mostra l’altra faccia della medaglia della nostra cruda e dubbiosa realtà. E se il dubbio fosse un reato? E se l’uomo non può, in nessuna azione della sua giornata, dubitare delle sue scelte?

Recensione “Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri”

Buongiorno community! Oggi vi parlo di un libro di cui mi sono super innamorata in collaborazione con la HarperCollins e il titolo del libro è “Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri

Una interessante lettura che consiglio a tutti di leggere soprattutto per gli amanti del mondo orientale.

Copertina: bellissima
Titolo: Omoiyari. L’arte giapponese di vivere in armonia con gli altri
Autore: Erin Niimi Longhurst 
Data di rilascio: 2021
Genere
: Meditazione e focalizzazione
Trama: Omoiyari è il sentimento di empatia e compassione che ci spinge a compiere gesti altruisti. In un mondo diviso e in continuo mutamento, abbiamo bisogno di ritrovare il senso di comunità e di capirci a vicenda. Ma il cambiamento deve partire da noi stessi perché, per poterci occupare degli altri, dobbiamo innanzitutto prenderci cura di noi. Per questo la prima parte del libro, Omoi, è incentrata sul migliorare la conoscenza di sé attraverso vari aspetti come kirei (la pulizia e l’organizzazione), mottainai (evitare gli sprechi) e zakka (la bellezza delle cose più varie). La seconda parte, Omoiyari, è dedicata a come trasmettere gioia agli altri vivendo con empatia, altruismo, rispetto e riconoscenza, senza mai un secondo fi ne.

L’autrice spiega quindi alcuni temi come wa (armonia), omotenashi (l’arte dell’ospitalità) e onkochishin (imparare dal passato). Questo libro ci aiuterà a mettere in pratica il concetto di omoiyari e a intraprendere così un percorso di crescita personale che ci cambierà, perché anche il più piccolo gesto di gentilezza può fare un mondo di differenza.

Pensieri personali del libro: Questo libro pieno di fotografie, di consigli, di termini meravigliosi nonché di ricette ma anche di istruzioni come per esempio per la celebrazione del tè è un vero e proprio “manuale per se stessi”.

L’ho letto in mezza giornata e ad ogni pagina sottolineavo passaggi meravigliosi. Mi ha colpito in particolare la dolcezza dell’autrice nel parlare di tematiche un po’ complesse da capire alla prima lettura e la grandezza nel saper approfondire qualcosa che dentro di noi è sempre esistita, è speciale.

Il saper cogliere la bellezza nelle cose. Il saper dare rispetto al mondo che ci circonda, alla natura, alla società, agli individui ma anche alle cose materiali.

L’accuratezza nel preparare e ordinare la propria giornata. La precisione nel saper cogliere insegnamenti in ogni dove.

Omoiyari è un’estensione del pensiero in relazione agli altri, una sorta di proiezione. La chiave sta nel diventare più sensibile si bisogni delle persone intorno a noi. 

Per potervi occupate degli altri dovete prima prendervi cura di voi stessi.

Omoiyari significa estendere i propri pensieri agli altri. Non attraverso le parole, ma con i fatti.

Questo è quello che scrive Erin Niimi Longhurst per spiegare un concetto così ampio e complesso. Semplici parole, dirette al lettore, che possa invogliarlo a promuovere riflessioni sottili per se stesso e per il mondo.

“il più corte è colui che sorride invece di infuriarsi”.

Parliamo del termine Teinei: fare le cose con grazia e cura nei dettagli ed è un tratto culturale (anche) che ha a che fare con l’educazione e il rispetto.

Le tradizioni Giapponesi, inutile negarlo, sono meravigliose ma lo è ancora di più la delicatezza che trasmettono in ciascuna relazione. La cura per le conversazioni, per i gesti. Il non vergognarsi nel chiedere scusa e nel mostrare la propria vulnerabilità.


Sistema di valutazione: ★★★★★

Recensione “Quel prodigio di Harriet Hume”

In collaborazione con la casa editrice Fazi Editore, oggi voglio parlarvi un bellissimo romanzo intitolato “Quel prodigio di Harriet Hume“. Uno scritto di Rebecca West, molto interessante sia per la sua narrazione nonché per la scheda particolare di ciascun personaggio.

RECENSIONE: Quel prodigio di Harriet Hume (Rebecca West)

Copertina: Molto vistosa
Titolo: Quel prodigio di Harriet Hume
Autore: Rebecca West
Data di rilascio: 2020
Genere
: Narrativa
Trama: Harriet Hume è una donna straordinaria, affascinante, come non ne esistono nella Londra dei primi del ‘900. Pianista squattrinata, amante della musica e della natura, Harriet volteggia leggera per i giardini di Kensington raccontando storie favolose sugli alberi e nutrendo gli anatroccoli del lago. Libera, stravagante ed estremamente femminile, Harriet  Hume è anche dotata di straordinari poteri che le permettono, al pari di una strega, di prevedere il futuro e leggere nel pensiero dell’amato Arnold Condorex. Egli, al contrario, è un uomo spregiudicato, privo di scrupoli, capace di tutto pur di ottenere la promozione sociale cui ambisce da sempre. Non potrebbero esistere due personaggi letterari più distanti tra loro, eppure, come vittime di un sortilegio, Harriet e Arnold si attraggono e respingono in una battaglia tra amore e odio, necessità e distacco. Harriet è infatti l’unica in grado di smascherare gli inganni e le macchinazioni inscenate dall’amante, trasformandosi in una sorta di intima coscienza dell’uomo che sarà condotto, grazie a lei, a una profonda crisi esistenziale.

“Si, siamo i due opposti”, disse Harriet, “ma certo non c’è niente di male in questo. C’è il Nord e il Sud, e tra loro non c’è conflitto.”

“Tuttavia entrambi hanno la loro posizione”, le spiegò lui, “in uno spazio esteso nel quale c’è posto per tutti. Nel mondo degli spiriti non è la stessa cosa.”


Valutazione: Un ottimo racconto per chi vuole immergersi in una storia d’amore d’altri tempi e godersi del punto di vista maschile, in questo caso di Arnold Condorex – uno spregiudicato uomo politico.

Una narrazione in certi versi molto forte, che mostra una storia diversa dalle classiche vicende amorose nonché presenta una cura nell’ambientazione, nelle espressioni ma anche una grande cura nel realizzare la scheda di ciascun personaggio in maniera ben definita e lineare con il tempo di narrazione.

Una storia d’amore dove Harriet e Arnold non possono sfuggire al fato, al destino… definitelo come volete. Potete anche parlare del ‘filo rosso’, ma il loro amore è legato.

Di tutte le donne che aveva conosciuto lei era la più eterea. Amarla era come avvolgersi in una lunga sciarpa di puro spirito. E tuttavia, per quel che concerne l’amare, com’era umana!


La figura di Harriet Hume mi è piaciuta particolarmente perché in maniera unica e speciale riesce a comprendere i pensieri e le azioni del suo amato, anche se non sono incline con il termine ‘azioni giuste’.

Pensieri personali del libro: Il romanzo Quel prodigio di Harriet Hume non si concentra a mostrare una narrazione piena di energia e suspence, ma riesce a far sì che il lettore mediante la penna della scrittrice riesca a viaggiare insieme ai protagonisti nella lotta della loro riconciliazione.

I due personaggi si incontrano da giovani, Harriet è una pianista che cerca di mantenersi con la sua arte, ma Arnold sa che non è quella la vita che vuole. Un pomeriggio Harriet riesce a comprendere i pensieri di Arnold, andando a eliminare quel loro equilibrio armonioso mentre Arnold non riesce a fare i conti con questa capacità di Harriet.

Man mano il tempo passa i due iniziano ad incontrarsi sempre meno mentre le loro vite prendono due traiettorie diverse anche se resteranno sempre legati. Questo loro legame diventerà un circolo dal quale non poter più uscire. 
Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆

Ringrazio come sempre la fiducia della CE.

Recensione “Il cerchio di pietre”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi sono tornata con un nuovo romanzo di un autore emergente che ha pubblicato il suo libro con la casa editrice GoWare. Vi parlo di Enrico Graglia e il suo romanzo “Il cerchio di pietre”

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

Copertina: Molto particolare
Titolo: Il cerchio di pietra
Autore: Enrico Graglia
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama:
Vincenzo, ragazzo di provincia, fa una strana scoperta al fiume. Ne derivano sogni oscuri e vivide allucinazioni, che ostacolano la sua relazione con l’intraprendente e affascinante Lavinia e lo spingono a credere che in gioco ci sia più della propria sanità mentale. È possibile che qualcuno – o qualcosa – stia cercando di mettersi in contatto con lui? E cosa ci fa un antico e misterioso cerchio di pietre nella campagna piemontese? Ad aiutare Vincenzo, lo scrittore-guru Saverio, in cerca di riscatto da un’esistenza mediocre.
I tre protagonisti di questa storia dark, che affonda le sue radici nella provincia italiana, si confronteranno con l’ignoto, causa delle nostre più grandi paure, in cui a decidere l’esito dell’eterno scontro fra Bene e Male è la fragilità stessa dell’animo umano.


Valutazione: “Il cerchio di pietra” è il primo libro di questo autore e sono rimasta davvero sbalordita sia per la grande capacità di saper narrare con precisione qualsiasi avvenimento che gira intorno al personaggio principale ma riuscire anche a trasmettere le emozioni al lettore. Non è semplice riuscire a realizzare con grande effetto delle storie dark e fantasy, senza annoiare chi legge, ma questo non è il caso di Enrico.

Mi sono appassionata pagina dopo pagina al mondo che ha creato ed è un libro che suggerisco soprattutto a chi ama il fantasy, l’horror o comunque vuole leggere qualcosa di diverso.


Pensieri personali del libro: La scrittura di Enrico è possente, definita e rende la lettura davvero molto scorrevole. Il lettore non si annoierà mai durante il viaggio e ne rimarrà davvero stupito fino all’ultima pagina. Mi sono piaciuti i personaggi, ben descritti e immersi in maniera coerente nella trama. Nel racconto è possibile ritrovare alcuni temi come l’amore e l’amicizia usando però, visioni negative come gli incubi.

Il personaggio del romanzo si chiama Vincenzo e ha 19 anni, è un ragazzo di provincia che un giorno, si imbatterà in qualcosa di misterioso e diverso dalla realtà. Il giorno in cui si imbatte in questa nuova avventura, Vincenzo è al fiume con gli amici per divertirsi, ma scopre tra le acque del fiume una pietra particolare: una pietra che presenta delle incisioni.

Da questo momento le avventure di Vincenzo si immergeranno nel mondo del mistero e il ragazzo inizierà ad avere delle visioni nelle quali si dibattono paure, mostri, oblio.

Le vostre paure sono intatte.

Le avete scritte nella vostra struttura genetica, non potete strapparvele di dosso.

E così ogni epoca ha i suoi mostri.

E noi li incarniamo tutti.

Vincenzo sarà accompagnato da Lavinia e Saverio, uno scrittore saggio che potrebbe essere l’anello mancante per chiarire la verità sulla pietra.

Sono personaggi veri, sinceri, trasparenti. Non sono personaggi creati con caratteristiche che si differenziano dall’essere umano, ma portano con loro i pregi e difetti di ciascuno di noi.

E’ una storia avvincente, con immagini che ti fanno battere il cuore fin su per la gola.

Le emozioni dei personaggi traboccano fuori dal romanzo fino a travolgere il lettore. La paura, la determinazione, la confusione, il caos e lo smarrimento diventano stati d’animo anche di chi legge e non solo di chi li vive nel viaggio.


Sistema di valutazione:
★★★★ ☆ |

Complimenti all’autore per il suo romanzo. E’ super consigliato.

E’ un romanzo geniale, passionale, che travolge il lettore dalla prima pagina fino all’ultima. Un mondo pieno di avventure, misteri, enigmi, paure e tormenti. Non è semplice riuscir ad incastrare ogni tassello della storia con così tanta armonia senza far traboccare il racconto nella noia. Un romanzo forte, avvincente che farà rimanere il lettore entusiasta fino alla fine.

Recensione “Tutta un’altra storia”

Buon pomeriggio lettori! Oggi torno con un romance di un autore emergente – Davide Consoli.

Un romanzo che si ambienta nella Genova del 1996 e si immerge nei detti e nelle azioni di quel tempo, ormai andati perduti. La sensibilità, la dolcezza e la morbidezza nel creare e modellare le relazioni.

Puoi acquistare il romanzo su Amazon cliccando qui.

Copertina: Molto carina la vista di Genova e la raffigurazione di due persone che si pensano, ma forse i colori sono troppo accesi.
Titolo: Tutta un’altra vita
Autore: Davide Consoli
Data di rilascio: 2020
Genere
: Romanzo romance
Trama: Genova, settembre 1996. Willy è uno studente di scuola Superiore con la passione per la scrittura e la recitazione. La sua quotidianità si alterna tra scuola, amici, prove teatrali e pomeriggi trascorsi sugli scogli di boccadasse nella scrittura di un manoscritto. Una tranquillità stravolta dall’arrivo in classe di Martina, che altera sin da subito equilibrio tra lui, gli amici e la sua ex ragazza Anna li sa, anch’ella sua compagna di classe. Questo però senza intaccare la sua passione per il teatro e la recitazione che, articolandosi tra le rappresentazioni e la promessa del regista di trasformare il suo manoscritto in sceneggiatura da mettere in scena, lo porta a sognare a occhi aperti sul suo futuro artistico. Il suo obiettivo è quello di far arrivare il manoscritto alla redazione del talk show giovanile “amici”, per parlare della tematica valori al e del suo contenuto: il tema è la famiglia e soprattutto l’incredibile rapporto tra un nonno e il suo nipote, in un contesto contemporaneo e giovanile. Un sogno che suscita la perplessità dei suoi amici più intimi, che essendo più grandi di lui, cercano di tenerlo con i piedi ben piantati a terra. Prevarrà la disillusione o Willy insisterà nel seguire la sua strada? Chi, tra Martina e Anna li sa, saprà stargli vicino?


Valutazione: Quando ho ricevuto il romanzo dall’autore, mi sono complimentata per la cura della copertina (flessibile) e per la stampa usata nel romanzo. Ho già comunicato all’autore le piccole modifiche che potrebbe apportare all’interno del libro. Nonostante sia un romanzo di 230 pagine, la lettura scorre molto velocemente ed è molto accurata. Inoltre il lessico utilizzato dall’autore è molto semplice e sono presenti anche elementi che ricordano molto il periodo in cui è ambientato il romanzo.

La sistematicità del romanzo è ben realizzata, diretta e curata. Si riescono a percepire tutte le emozioni che l’autore vuole trasmettere con le situazioni che si vanno ad intrecciare e a sviluppare durante la narrazione. È possibile immergersi nel fine degli anni 90, ritrovare i detti e gesti che ad oggi risultano inusuali. C’è un’ottima padronanza della punteggiatura, a parte qualche piccolo miglioramento nella elencazione per esempio dei capitoli all’inizio dell’introduzione al romanzo. Mi è piaciuto fin da subito la descrizione promossa nei confronti dei luoghi, dei personaggi e del loro carattere. Ciascun personaggio viene identificato secondo un proprio modo di pensare, secondo le proprie azioni e quindi è possibile anche riuscire a comprendere come agiscono e pensano.


Pensieri personali del libro: Un romanzo romance interessante che rimette a fuoco i ruoli che possono presentarsi nella scuola come la ragazza più desiderata dalla classe, il burlone di turno, la classificazione dei professori buoni da quelli cattivi. Mi sono affezionata al personaggio di Willy, che nella sua difficoltà e incertezza rincorre il proprio sogno senza preoccuparti della realtà circostante. Mi sono immersa nella situazione, nelle complessità ma anche nei dialoghi comuni e adolescenziali che Willy intraprende con i suoi compagni di classe e non solo. Una storia d’amore che prende due vie, una incertezza da risolvere e un amore da acchiappare. Questa storia che percorre la vita di ciascun adolescente, è scritta con semplicità tanto da far immergere il lettore in una vicenda comune che a tutti, nella vita, è capitato da affrontare.

Non è una storia surreale, complessa e piena di elementi che ti lasciano dire “beh, non ci credo”. Anzi, è tutto il contrario. Davide ha raccontato qualcosa di così quotidiano, che a volte ci dimentichiamo anche di averlo vissuto, ma è così bello e puro riuscire a vedere le stesse situazioni tramite un altro punto di vista.

L’autore ci narra della generazione degli anni ’90, dei desideri che questi ragazzi vogliono realizzare. Ci mostra come in pochi anni la società può mutare, crescere, svilupparsi. Come le tradizioni possono venire lasciate man mano in disparte, come i rapporti possono rinforzarsi e soprattutto quanto possono essere importanti i rapporti.

“Willy e Martina si guardarono negli occhi per qualche istante, fino a quando lei, intimidita, con un sorriso abbassò lo sguardo.”


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ |

Ringrazio l’autore per la fiducia e per aver collaborato con me.

Recensione “Che fine ha fatto Liz?”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un romanzo thriller di un’autrice emergente di nome Chiara Citrini.

Potrete acquistare il romanzo su Amazon attraverso questo link – clicca qui

Copertina: Assolutamente no. E’ super pixelata. Non ha una immagine nitida e ben definita.
Titolo: Che fine ha fatto Liz?
Autore: Chiara Citrini
Data di rilascio: 2020
Genere: Thriller
Trama: Nella tranquilla cittadina di Holladay, nello Utah, vive la famiglia Cooper, composta da Liam, il capofamiglia, la moglie Liz e la figlia Amelia. La loro vita agiata e dall’apparenza perfetta è in realtà segnata da una terribile tragedia: la perdita della secondogenita Estelle, avvenuta tre anni prima. Un giorno Liam, rientrando a casa da un viaggio di lavoro, scopre che la moglie è sparita. Molti sono gli scenari che si profilano: rapimento a scopo di estorsione? Allontanamento volontario? Suicidio? Omicidio? Per ragioni diverse, sembrano tutte opzioni plausibili. A condurre le indagini c’è Christopher Warren, enigmatico detective che nasconde un segreto inconfessabile. Qualcuno trama nell’ombra, arrivando a minacciarlo di morte. Più ci si addentra nel caso, più ogni certezza sembra sgretolarsi. In una corsa contro il tempo, tutti si chiedono: che fine ha fatto Liz?


Valutazione: Ho analizzato questo romanzo con un occhio molto critico perché già non mi ha convinto la scelta di utilizzare un’immagine di copertina super pixelata. Non comprendo la scelta di utilizzare un’immagine così poco chiara e definita sapendo che la copertina è un elemento fondamentale nella vendita, soprattutto di un romanzo.

Non mi è piaciuto per niente le modalità di stampa soprattutto per quanto riguarda il font e la scelta di andare a capo ogni frase scritta. Penso che sia una cosa, per un lettore, davvero snervante.

Per quanto riguarda invece il racconto: suggerisco di fare capitoli più intensi e più lunghi anziché realizzare capitoli molto brevi che in realtà non raccontano nulla. Un altro punto di vista che vorrei sottolineare è soprattutto la questione riguardante alle conversazioni fra i protagonisti, questo perché ho notato una carenza di conversazioni intriganti e soprattutto di sentimenti provati dagli stessi protagonisti.

Durante la lettura non ho provato delle emozioni particolari e non ho compreso le emozioni provate dagli stessi protagonisti questo perché ho avuto l’impressione che in realtà ero davanti a una scrittura passiva, quindi che non si concentrava molto sulla esposizione dei sentimenti ma più che altro solo sulla narrazione, e quindi di andare ad esplicare al lettore l’andamento della storia.

E’ fondamentale all’interno di un romanzo, secondo il mio parere, di qualsiasi categoria esso sia, riuscire a concentrarsi oltre sulla narrazione della storia stessa ma anche sulle emozioni che le persone provano e soprattutto analizzare e descrivere i luoghi che circondano gli stessi personaggi questo per permettere al lettore di immaginarsi e di buttarsi a capofitto all’interno della lettura.

In ogni conversazione manca soprattutto chi è l’interlocutore. Posso comprendere che ad esempio se ci sono due soggetti all’interno di una stanza, è normale che la conversazione avvenga fra loro, ma è bene anche andare a descrivere le tonalità di voce con cui un soggetto esclama una frase o un termine, le emozioni che un soggetto prova.

Io in realtà non sono riuscita ad immaginare neanche la descrizione fisica dei protagonisti, né di Liz, né dell’investigatore e neanche di Liam. Soprattutto ho trovato un capitolo intero di quattro pagine che era solamente formato da conversazioni senza l’analisi di nient’altro.


Pensieri personali del libro: Partiamo dal presupposto che ci sono più punti negativi che a favore del romanzo, la cosa positiva è che è una lettura scorrevole e la storia è molto interessante. Però purtroppo oltre a questo non riesco a trovare nient’altro.

Liam Cooper è un famosissimo editore che viaggia spesso per questioni lavorative e vive una vita molto agiata. Ha una figlia di nome Amelia e purtroppo un’altra figlia che ha perso la vita, Estelle. La vita di Liam è solo all’apparenza perfetta, in realtà è un forte bevitore, un uomo cinico e violento che nasconde un segreto.

Il secondo protagonista è Christopher Warren. E’ un detective e un uomo con un terribile segreto. Detesta Liam Cooper poiché sembra insofferente alla scomparsa della moglie e lo vede spesso in uno stato alquanto discutibile.


Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆

Non mi sento di dare una stella al romanzo perché comunque comprendo il lavoro che è stato fatto dietro, apprezzo la storia e apprezzo la scrittura dell’autrice, ma ci sono tantissimi altri punti che purtroppo mi fanno valutare in maniera negativa il romanzo.

Recensione “Requiem”

Buon pomeriggio lettori accaniti, oggi torniamo con un libro dal genere Thriller e pieno di misteri. In collaborazione con l’autore emergente Marco Antonio Abbagnara vi parlerò del suo titolo “Requiem“.

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L’autore Marco Abbagnara, nasce a Catania nel 1966. E’ un curatore d’arte e pittore ed ha prodotto, insieme ad un team, la sceneggiatura di una serie di fantascienza:“Savior”.
Attualmente vive a Gallarate Varese.

Copertina: Carina, avrei preferito la visione degli occhi meno accesa
Titolo: Requiem
Autore: Marco Antonio Abbagnara
Data di rilascio: 2020
Genere
: Thriller (giallo-noir)
Trama: Qual è il confine tra il bene e il male?

A New York spariscono degli uomini, violenti e vendicativi. Perché? Chi li ha presi? Che fine hanno fatto?

La bellissima Contessa Lucrezia Montecadì, magnate dell’arte e imprenditrice di successo a livello internazionale, si adopera per salvare vite umane attraverso le sua industria farmaceutica, la Radesa.

Fonda un’associazione no-profit per donne maltrattate, le fa difendere in tribunale, le sostiene economicamente e le aiuta e reinserirsi nella cosiddetta vita normale. Una vera benefattrice. Ma cosa nasconde nel suo container giallo?


Valutazione: La parola chiave rinvenibile durante la lettura è l’intreccio che sorge fra mistero e religione.

Durante la lettura ho riscontrato delle costruzioni di frasi prive di senso logico e l’utilizzo “povero” della punteggiatura.

A livello di lettura e narrazione posso dire che la storia è ben costruita, i misteri fanno gola al lettore ed ha una buona base anche per la realizzazione di un secondo volume.

Il personaggio principale del racconto è una donna: la Contessa Lucrezia Montecadì. Una donna dall’aspetto particolare che cerca di combattere e seppellire le sue fragilità e il suo passato oscuro cercando la redenzione nel presente. Il perdono e il peccato. La sua femminilità riesce a far breccia nei cuori degli uomini, riesce ad ammaliare chi la circonda e viene denominata la Benefattrice che ripulisce il mondo dai peccati degli uomini.

La Contessa Lucrezia non è la sola donna presente nel romanzo, ma vi è anche Adama, una donna che rappresenta l’opposto di Lucrezia. All’apparenza sembra una donna fragile, ma in realtà nasconde una grande forza. Ciò che accomuna ambe le donne è il loro passato orrido e profondo di oscurità. 

In molte scene si può osservare come le più persone presenti nel racconto siano circondate dalla bellezza dell’arte, del gusto e soprattutto dalla ricchezza. Le donne del racconto sono circondate da uomini potenti come politici e militari.

Sono presenti molte descrizioni ben dettagliate e precise, che permettono al lettore di immaginarsi ogni singolo passo. C’è una particolare descrizioni del Teatro San Carlo, è un teatro lirico di Napoli ed è tra i più famosi e prestigiosi al mondo. Fondato nel 1737, è il teatro più antico d’Europa e del mondo ad essere tutt’ora attivo.


Pensieri personali del libro: Il romanzo presenta continui flash back che possono rendere la lettura difficile di attenzione, ma che permettono di ricondurre a visioni e ricordi che facilitano la comprensione della psiche dei protagonisti. E’ un mix tra religione e mistero, tra potere e bellezza. E’ come immergersi in una stagione di American Horror Story, con la differenza che qui vige la creatività del tutto italiana.

Ci sono delle ottime descrizioni del territorio di Napoli ed è possibile per il lettore prepararsi ad un viaggio attraverso le bellezze della città esoterica del cimitero delle Fontanelle.

La forza principale del romanzo è la presenza di figure femminili complesse e diverse, sono Donne singolari e non le classiche fanciulle di società. Sono presenti scene di sesso, rituali, luoghi che suscitano un po’ di suspence e terrore al lettore.

E’ certamente un romanzo dalla trama introspettiva e psicologica. L’autore riesce, tramite la figura di Lucrezia, far valere due direzioni su cui il lettore può rispecchiarsi: la figura fragile di Lucrezia e il lato giustiziere della stessa.

Nel romanzo è possibile trovare i più svariati temi sempre più quotidiani nella nostra società: la forza della donna, la violenza, l’omosessualità – come nel caso di Lucrezia e Adama, due donne che si innamoreranno l’una dell’altra -, le riflessioni personali.


Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆ 

Ringrazio l’autore per avermi dato la possibilità di leggere e recensire il suo manoscritto. Suggerisco una revisione da parte di un editor a causa della presenza di tempi verbali errati, conversazioni poco ‘frizzanti’ e mancanza di punteggiature.