Fish Society – Panpanya

Dei validi motivi per cui scoprire le opere di Panpanya.
La nuova uscita intitolata ‘Fish Society’ ci mostra, attraverso vari racconti, la bellezza della vita e il sentirsi soddisfatti al raggiungimento di un obiettivo.

Tutti i volumi di Panpanya sono editati da Starcomics.

copertina

Trama:

Il cuore di questa nuova, preziosa raccolta è rappresentato dalla storia omonima, nella quale i pesci escono dal mare e iniziano a lavorare nel luogo a loro più congeniale: il porto! Il surreale fa capolino nella quotidianità, diventando sorprendentemente ordinario.

Cosa ne penso?

Ho scoperto per la prima volta Panpanya con il titolo “The tumbling Onigiri in the Town”. 

Le sue opere sono dei ritratti della realtà con un mix di fantascienza per sdrammatizzare i temi trattati ponendo un forte carattere anche ai disegni lineari, per i suoi personaggi, ma grotteschi per gli edifici e gli ambienti da contorno.

Fish Society

Uno dei motivi per cui rimango affascinata dalla sua narrazione è l’accompagnamento dei testi riflessivi e personali che Panpanya aggiunge tra un racconto e l’altro.

Le sue opere hanno un effetto magico per chi le legge, riesce a catturare l’attenzione e far riflettere anche su argomenti che possono passare in seconda linea.

Le sue opere hanno un effetto magico per chi le legge, riesce a catturare l’attenzione e far riflettere anche su argomenti che possono passare in seconda linea.

Nel nuovo volume intitolato “fish society” c’è la narrazione di circa venti racconti di vario genere, da quelli che riprendono la ricerca della “la storia della torta castella a vapore”, al concetto di insegne, la normalità, la casualità, il lungo viaggio fino al raggiungimento del tema principale che da voce al titolo “Fish Society”.

Fish Society

Tra le note che ho piacevolmente inciso nel cuore c’è quella intitolata “Ricordi che vengono ingranditi”. Panpanya racconta di un ricordo che gli è tornata in mente attinente a un numero scritto su una placca Metallica che all’epoca aveva memorizzato senza un motivo preciso. Racconta come, sia eccezionale, il nostro cervello. 

Nonostante il nostro corpo si evolve e cresce, di pari passo anche il nostro cervello cambia continuamente è a volte ritornano dei ricordi, che possono esse dilatati o modificato con il tempo, tutto d’un colpo.

I suoi volumi si arricchiscono dalla presenza di alcune pagine a colori e dalla singolarità del modus in cui narra le vicende avventuriere della protagonista principale.

Fish Society

In fish society la tematica è il cambiamento dell’evoluzione. La protagonista lavora presso un dipartimento di peschereccio e si interessa nel mostrare i vari tipi di pesci. Con l’avanzamento dell’evoluzione, entrano in gioco una nuova specie: dei pesci che sanno adattarsi al clima terreno e iniziano a lavorare anche loro nel peschereccio. Questo all’inizio può sembrare una grande fonte di lavoro, ma piano piano questa nuova specie inizia a prendere il sopravvento sull’uomo lasciando a casa i dipendenti. 

Si arriva ad un punto di distruzione per poi cercare il nuovo equilibrio.

Questa tematica, messa un po’ al fantasy, mi ha fatto riflettere anche sul concetto della nuova intelligenza artificiale o di qualsiasi altra tecnologia che prende il sopravvento sulla intellettualità dell’uomo. Arriveremo al punto di collasso o riusciremo a sopravvivere a questa crescita?

Avatar- The last Airbender Fumo e Ombre

Finalmente continua la saga dedicata ad Avatar The Last Airbender, con il suo nuovo volume ‘Fumo e Ombre’.

La tunuè è sempre in grado di creare volumi imperdibili e da collezione.

Il mondo di Avatar. The Last Airbender è un mondo vastissimo e orientarsi al suo interno, tra fumetti, film, serie tv e graphic novel non è facile. I titoli della saga in graphic novel sono sei – di cui i primi quattro sono già stati pubblicati da Tunué. Stiamo parlando di:
– Avatar. The Last Airbender. La promessa 
– Avatar. The Last Airbender. La ricerca 
– Avatar. The Last Airbender. La frattura
– Avatar. The Last Airbender. Fumo e ombra
– Avatar. The Last Airbender. Nord e Sud
– Avatar. The Last Airbender. Imbalance

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Trama:

La Nazione del Fuoco è minacciata da una profezia raccontata dai Kemurikage, figure misteriose che si pensa esistano solo nella leggenda: “rimuovi Zuko dal trono o il paese morirà!”. I disordini aumentano mentre la New Ozai Society si prepara a fare la sua mossa contro la corona e i bambini iniziano a scomparire dalle loro case in circostanze misteriose. Avatar Aang e i suoi amici stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per salvarli, ma sarà abbastanza? Età di lettura: da 10 anni.

Cosa ne penso?

Sono molto affezionata alla saga di Avatar – The last airbender e questo volume è una favola.

Ogni personaggio è vivo ed emozionante.

Ognuno di loro ha un proprio mondo all’interno, così forte e ben caratterizzato e si vede attraverso le loro personalità, le loro paure, le loro convinzioni.

Con queste avventure non si annoia mai!

Quello che continuo ad apprezzare molto di questi fumetti è quanto siano estremamente ben realizzate le storie e la cura che viene prestata per mantenere i personaggi coerenti con i personaggi che abbiamo originariamente incontrato nella serie TV.

Fumo e ombre parte proprio dal punto in cui ci ha lasciato il terzo volume.

E’ davvero formidabile vedere quanto sia impulsivo Zuko, anche nel prendere decisioni senza pensarci bene e il prezzo che gli costa, ma nonostante questo mi piace vedere le conseguenze delle sue scelte e le conseguenze.

Questo volume è ambientato nella Nazione del fuoco che viene investito da rapimenti e caos provocati dagli spiriti.

Gli spiriti stanno rapendo i bambini della Nazione del Fuoco e la New Ozai Society sfrutta il panico che ne deriva per rafforzare la loro affermazione secondo cui Zuko è troppo debole per essere il Signore del Fuoco. 

In questo capitolo si evidenzia il rapporto teso e fragile di Zuko con se stesso, la sua gente e la sua famiglia diventa di nuovo evidente. 

Il suo desiderio è quello di essere un leader fermo, ma giusto e lotta contro le ideologie che suo padre violento ha imposto per tutta la sua vita. 

The Demon King’s Champions

Ditemi la verità, anche voi siete alla ricerca di un isekai che sia astuto, ma soprattutto che sia una grandissima figata.

Non vorrei dire e non vorrei vantarmene, ma ho proprio un titolo adatto per voi e parlo dell’opera The Demon King’s Champions edita da Jundo e potete trovarla anche lettura digitale sulla loro applicazione.

The Demon King's Champion

Trama:

Durante l’ennesima notte trascorsa con il suo videogioco preferito, l’hardcore gamer “75” muore a causa di un infarto. L’uomo si reincarna in un personaggio del videogioco a cui stava giocando trovandosi durante una battaglia contro un boss. Senza equipaggiamento o abilità usa la sua intelligenza per stringere un’alleanza con Devo, il Re dei Demoni. Per continuare a servirlo 75 dovrà salire di livello e sconfiggere tutti i suoi nemici, rischiando la sua ultima vita…

Cosa ne penso?

Ammetto le mie colpe, anch’io da grande nerd spesso mi capita di passare notti in bianco oppure di completare una maledetta missione ed è proprio questo il punto iniziale di questa magnifica storia.

Il nostro personaggio è talmente ossessionato da questi videogame che passa tantissimi notte insonne finché non ha un infarto e si ritrova in un gioco. L’inizio ormai lo conosciamo tutti come in ogni ottima storia il nostro protagonista si troverà sempre davanti ha delle difficoltà e dovrà avere un ottimo ingegno per saper superare le nuove sfide e conoscere il modo in cui è stato trasportato.

Il problema nasce all’origine ossia il fatto che il ragazzo, è vero che è stato trasportato in un videogame, ma quale sarebbe il senso se viene già portato davanti a un mostro enorme che potrebbe ucciderlo semplicemente schiacciandolo con un piede?

Per uscire da quella situazione davvero difficile del dungeon, 75 ossia il nome del nostro protagonista, dovrà riuscire a trovare un modo per sconfiggere il boss finale.

Devo dire che leggendo questa storia mi sono fatta tantissime risate e questo grazie anche a come è stato realizzato il personaggio che è davvero ironico, molto spontaneo delle sue battute e non vuole morire di nuovo in poco tempo. Dietro questa storia nasce e si nasconde anche una grande creatività e senso dell’umorismo che sicuramente danno tantissimo valore sia la narrazione non che anche alle emozioni che riesce a trasmettere a chi lo legge.

Secondo voi qual è il metodo che utilizzerà 75 nel sconfiggere il boss finale di un dungeon? Sono davvero dubbiosa se farvi lo spoiler cercando di farvi ridere e quindi necessariamente farvi acquistare direttamente il titolo oppure lasciarvi sospesi.

Credo che la mia forza di volontà sia davvero fragile e quindi sarò qui a darvi un piccolo indizio oltre che ha una mano: 75 per sconfiggere il maestoso boss inquietante e forzuto deciderà di inventarsi una storia davvero particolare e stramba ossia quello di essere suo figlio. Giustamente il boss vuole ben capire come è possibile che un essere così principiante e piccolo e senza poteri possa essere il figlio del Re dei demoni.

Tuttavia 75 decide di sedersi a tavolino e dimostrare attraverso un test di paternità con il sangue che effettivamente suo figlio solo dopo essersi lamentato del fatto che il sangue del re dei demoni e schifosamente verde fluoro.

Il racconto del coniglio – Extra No love Zone

Pochi giorni fa è uscito un extra tanto atteso dai lettori di boy’s love ‘Il racconto del coniglio‘ edito PaniniComics.

Per chi ama No love Zone avere la fortuna di ritrovarsi nella propria libreria una edizione così stupenda che ci accompagna in nuove avventure dei personaggi, riscalda davvero il cuore.

Per chi non conoscesse No love zone è un Manwha boy’s love che racconta le vicende dell’’impiegato Lee Eun-gyeom che ha un carattere socievole per quanto sia sfortunato nelle relazioni amorose. Un giorno al lavoro incontra il nuovo superiore Han Jihyuk, un giovane capace di fargli provare forti sensazioni… prima di rendergli la sua vita un inferno.

copertina Il racconto dell coniglio. No love zone extra. Vol. 5

Trama:

Eungyeom è un coniglio dalle orecchie corte, Jihyeok è una possente tigre. Nonostante le differenze e l’apparente incompatibilità, i due sono destinati all’amore anche in questo strano e buffo universo…

Cosa ne penso?

No Love Zone è già un manhwa boy’s love affascinante di per sé, ma l’extra dedicato alla storia di Eungyeom e Jihyeok in sembianze di coniglio e tigre aggiunge un tocco magico e irresistibile alla trama. La scelta di rappresentare i protagonisti con tratti animaleschi dona loro un aspetto unico, e questa particolare combinazione rende l’intera esperienza avvincente e romantica.

Uno degli aspetti più coinvolgenti di questa storia è il personaggio di Eungyeom, il coniglietto dalle orecchie corte. Fin da bambino, ha dovuto affrontare la discriminazione e l’isolamento a causa delle sue caratteristiche diverse. Nonostante ciò, il suo spirito laborioso e il suo amore per la famiglia lo rendono davvero affascinante e profondo. La dedizione mostrata verso i suoi due fratellini, combinata con il suo impegno a sorridere nonostante le difficoltà, lo rendono un personaggio estremamente interessante.

La storia si sviluppa in modo coinvolgente quando Eungyeom incontra il cucciolo di tigre, Jihyeok, che sembra molto più grande della sua specie. L’accoglienza del cucciolo in casa da parte dei fratellini di Eungyeom crea una situazione delicata, poiché il paese è preoccupato per la presenza di una specie così pericolosa. L’attenzione di Eungyeom nel mantenere il segreto della tigre e nel proteggere la sua vita quotidiana aggiunge una grande tensione alla trama.

La figura di Jihyeok, il tigrotto, è altrettanto affascinante. Il ricordo dei vecchi momenti con Eungyeom e la determinazione a proteggerlo dimostrano il legame speciale che li unisce sin da piccoli. La sua lealtà e il suo coraggio nel difendere il piccolo coniglietto dagli scherni e dalle minacce rendono il personaggio di Jihyeok incredibilmente affettuoso e avvincente.

Un elemento davvero notevole dell’extra è come entrambi i personaggi, nonostante le diverse sembianze animali, mantengano intatti i loro tratti distintivi e autentici. Questo dimostra che la loro vera natura non è influenzata dalla forma fisica, e la forza del loro carattere rimane costante anche in questa versione particolare.

L’extra può essere goduto indipendentemente dalla conoscenza della storia originale, e questo la rende ancora più speciale. L’edizione edita da Panini contribuisce all’esperienza complessiva, con pagine a colori e una copertina particolare che cattura l’attenzione dei lettori.

In questo extra dedicato a Eungyeom e Jihyeok, le scene hot potrebbero aggiungere un ulteriore livello di intimità alla loro relazione, permettendo ai lettori di immergersi ancora di più nella loro storia d’amore. Queste scene possono anche fornire uno sguardo più profondo e intenso sulle emozioni e i sentimenti dei personaggi, mostrando il loro amore e la passione in modo autentico.

In conclusione, l’extra di No Love Zone è un’avventura coinvolgente e romantica che trasporta i lettori in un mondo di trame affascinanti e personaggi indimenticabili. La combinazione unica di tratti animaleschi e un amore intenso rendono questa storia un vero capolavoro del genere boy’s love, mentre l’edizione di Panini aggiunge un tocco di eleganza all’esperienza di lettura. Non vedo l’ora di scoprire altre opere che possano emozionarmi come questa straordinaria aggiunta a No Love Zone.

Skip & Loafer

Mi trovo nella città di Tokyo. Non sono abituata a questi rumori e a queste luci. Quante linee metropolitane ci sono? Nel mio vecchio paese di provincia c’era una sola stazione che dopo un paio di anni è stata chiusa.
Sono pronta a questa nuova avventura!

‘Skip & loafer’ è una commedia scolastica tutta da scoprire! Grazie a Jpop di averci portato in Italia quest’opera magnifica.

copertina

E’ presente anche l’anime e il manga ad oggi è composto da otto volumi in corso. Nel 2023 l’opera si è aggiudicata il Kodansha Manga Award come miglior manga generale.

Trama:

Mitsumi Iwakura ha sempre avuto grandi sogni: lasciare la sua piccola città, iscriversi in un’università di primo livello per poi contribuire alla crescita del Paese prima di ritirarsi nella sua città natale. È così concentrata sul suo obiettivo che non si rende conto di tutto ciò di cui non è all’altezza, procurando dispiacere e preoccupazione in amici e parenti.
Può un’ingenua ragazza di campagna sopravvivere a Tokyo?

Cosa ne penso?

‘È così difficile… visto che alle medie eravamo solo in otto non mi ero mai accorta di quanto fossero complesse le relazioni personali’

Una nuova vita, un nuovo inizio, delle nuove relazioni…

Tutti siamo spaventati quando cambiamo le nostre abitudini e le nostre amicizie, la paura di sbagliare e di non essere compresi, la paura di buttarci a capofitto in qualcosa che per noi sia nuovo e la paura di non piacere per quello che siamo.

Skip & Loafer

Mitsumi Iwakura è una ragazza di campagna che si è trasferita a Tokyo per iniziare il liceo. Una realtà che alle prime battute la rende nervosa, tanto da arrivare in ritardo il primo giorno di scuola e di vomitare sul vestito costoso della professoressa. Una ragazza acqua e sapone non abituata a relazionarsi con molte persone, con la testa un po’ per le nuvole e che ha già deciso la sua carriera.

In questa nuova scuola conoscerà nuove persone che, nonostante siano diverse da lei, la iniziano ad apprezzare per la sua spontaneità. Tra le prime giornate al karaoke, le prime battute e le prime uscite si crea già i primi ricordi di questa nuova avventura.

In compagnia di Iwakura conosceremo altri personaggi con personalità diverse, ma che nascondono ognuno di essi delle preoccupazioni.

Uno dei primi è Sōsuke Shima, un ragazzo dall’aria solare e frizzante ma a volte con uno sguardo solitario e freddo. 

Skip & Loafer

E’ un ragazzo che cerca di leggere tra le righe e di aiutare le persone in difficoltà. Riesce a tranquillizzare Iwakura nei momenti più complessi, come il primo giorno di scuola, e ha una personalità tutta da scoprire.

Una di quelle bellezze un po’ misteriose.

Tra i personaggi c’è anche la ragazza bella e popolare come Yuzuki Murashige che in realtà ha un carattere docile e molto alla mano. E’ l’esatto esempio di come spesso il vestiario non fa il monaco. Nonostante sia molto apprezzata dai ragazzi, non ha un carattere altezzoso, ma bensì anche lei comprende che il suo aspetto spesso può crearle dei problemi nel relazionarsi con le persone.

Ma tra uno dei miei preferiti c’è Narumi Kanechika, il ragazzo del club del teatro. Una personalità sgargiante e cristallina, si butta a capofitto nelle conversazioni ed è molto sicuro di se stesso. Non importa il ruolo che deve interpretare durante una recitazione se sia donna o uomo, ma lo farà sempre con professionalità e grinta. Il suo elemento caratterizzante è il fatto che indossa i tacchi e lo rende davvero interessante.

Skip & Loafer

Skip & loafer è una commedia scolastica che consiglio a chi vuole avventuriarsi in una lettura che possa riscaldare il cuore.

E’ un’opera che apprezzo per le diverse personalità di personaggi che vengono rappresentati, dai personaggi di città con le loro problematiche all’immagine di Iwakura la campagnola con una realtà differente.

Mi sento molto vicina a questa storia proprio per il ‘trasferimento di realtà’ che vive la protagonista.

Io sono passata dalla città al paese, all’inizio avevo paura di come rapportarmi alle persone, al loro modo di ‘dire’ e di fare le cose perché variano da luogo a luogo. Il sentirsi al proprio agio in una realtà completamente diversa da quella in cui si è abituati a vivere, può essere una esperienza davvero emozionante.

Solitamente quando ci si approccia a opere del genere si pensa che si mira immediatamente a creare una sorta di connessione romantica tra i personaggi, in realtà, Skip & loafer, naviga nelle tematiche delle amicizie, del sentirsi al proprio agio, del ragazzo che si veste da ragazza, dalla sfrontata ragazza popolare che in realtà è timida e alla mano al ragazzo apparentemente spensierato.  

E’ una storia che mostra le difficoltà liceali sia nell’approcciarsi alla scuola, ma anche a creare nuovi legami.

Una delle caratteristiche che preferisco è il fatto che Iwakura non rappresenta la classica ragazza figa dai capelli lunghi e ciglia folte, in realtà è molto semplice con i suoi capelli a caschetto, il suo essere imbranata e spesso non in grado di leggere le reazioni o le intenzioni altrui e con le sue facce spaventose e ambigue.

E’ una ragazza ingenua che lavora intensamente in tutto quello che fa. Ho apprezzato molto anche come Shima, il ragazzo biondo e popolare, sia un contrasto di Iwakura ma creando una connessione con lei, diventa il suo punto di inizio per rapportarsi con le persone di città.

Skip and Loafer

Jakov Pasynkov di Ivan Turgenev

Jakov Pasynkov è stato pubblicato per la prima volta nel 1855 si presenta come un’opera che raccoglie uno stampo romantico, ambientato tra i salotti pietroburghesi e le selvagge estremità dell’impero russo.

Con la cura della Caravaggio Editore, ad oggi, possiamo vederci di questa meravigliosa lettura composta da poco più di 90 pagine e con la presenza di illustrazioni.

Trama:

“Egli entrava nel regno dell’ideale senza difficoltà e senza sforzo; la sua anima vergine era pronta in qualsiasi momento a presentarsi davanti al «sacrario della bellezza»; essa aspettava solo il cenno, solo il contatto di un’altra anima… Pasynkov era un romantico, uno degli ultimi romantici che mi sia capitato di incontrare.”

Jakov Pasynkov fu pubblicato per la prima volta nel 1855. In questo commovente racconto di stampo romantico, ambientato tra i salotti pietroburghesi e le selvagge estremità dell’impero russo, Turgenev ha voluto raffigurare un limpido animo di sognatore, quasi un archetipo dello spirito nobile che non riesce a trovare il suo posto nel mondo, conservandosi ingenuamente fedele agli ideali giovanili. Jakov Pasynkov non è solo la storia di un’amicizia iniziata ai tempi del collegio, ma anche il nostalgico tentativo di risalire a quel remoto sogno poetico che è il primo germoglio della vita interiore.

Cosa ne penso?

Attraverso l’opera magistrale Jakov Pasynkov, ho avuto il privilegio di immergermi nell’affascinante mondo letterario di Ivan Turgenev per la prima volta. Desidero esprimere la mia gratitudine alla Caravaggio Editore per averci regalato un racconto intriso di intensità, romanticismo e profonda amicizia, da gustare in un pomeriggio avvolto nell’atmosfera incantata di un buon tè o un cremoso caffè latte.

La straordinaria abilità narrativa di Turgenev ha il potere di creare un ambiente in cui il lettore si sente immediatamente accolto, come se il protagonista stesso volesse aprire il suo cuore a colui che sta sfogliando le pagine, rivelando i suoi sentimenti tormentati e una vita permeata di sensibilità.

Pasynkov, con la sua complessità, ha suscitato in me una gamma di emozioni contrastanti: a volte avrei voluto abbracciarlo calorosamente, mentre in altri momenti avrei desiderato rimproverarlo per le sue brutte abitudini. L’opera si apre con una prospettiva ravvicinata sulla frantumazione dei sentimenti del protagonista nei confronti di una dolce donna, un amore che non ha trovato il suo porto sicuro, ma è stato invece offuscato da illusioni e malintesi.

Nonostante l’opera sia stata originariamente pubblicata nel lontano 1855, la narrazione di Turgenev si rivela sorprendentemente attuale. La sua scrittura si distingue per la sua autenticità, senza indulgere in artifici o complicate acrobazie linguistiche, ma offrendosi sinceramente, senza la necessità di creare un testo di grandiosità pretenziosa.

È evidente quanto l’autore abbia amato ritrarre un personaggio come Jakov Pasynkov. La sua vita, scandita tra momenti di gioia e di tristezza, si sviluppa in un modo che risulta stranamente familiare, quasi tangibile nella sua quotidiana esistenza. In mezzo a un amore spezzato e alla riscoperta di un’amicizia, ci si immerge in una novella che accende le fiamme del cuore.

‘ L’amavo. Amavo lei, la calma, onesta, impenetrabile, incorruttibile Sof’ja; quando se ne andò, per poco non impazzii per il dolore.. Da allora non ho più amato nessuno.’

Le parole di Pasynkov dedicate a Sof’ja rivelano il nucleo stesso dell’animo del protagonista. Un uomo umile, severo verso se stesso, ma profondamente innamorato dell’amore e della sua unica donna, l’unica che abbia mai amato.

L’edizione curata da Pietro Verzina per la Caravaggio Editore è un esempio di eccellenza nella traduzione, accompagnata da preziose note esplicative per le parole russe con i loro significati. Il titolo originale “Dalle memorie di una persona a riposo” si trasforma magicamente in “Jakov Pasynkov” tra le pagine di questa pregiata pubblicazione

Gli unici indiani buoni

Tra le ultime uscite della Fazi Editore, voglio condividere delle piccole note in riferimento a ‘Gli unici indiani buoni’. Uno scritto di Stephen Graham Jones che rientra nella collana Darkside della casa editrice, creando una atmosfera horror – fantasy con rilevanti riferimenti alla cultura indiana, alla visione della Donna lupo, ma soprattutto alla violenza e alla discriminazione verso i ‘Piedi Neri’ e la supremazia dei bianchi.

Gli unici indiani buoni - Stephen Graham Jones - copertina

Trama:

Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy sono quattro giovani indiani cresciuti insieme in una riserva ai confini col Canada. Il legame che li univa si è spezzato quando Ricky è morto all’improvviso: una rissa fra ubriachi, secondo la versione ufficiale. Ma è davvero andata così? Sono passati ormai dieci anni, i ragazzi sono diventati uomini e si sono più o meno integrati nella società bianca, lasciandosi alle spalle gli eccessi di gioventù ma anche un fardello con il quale non hanno mai fatto davvero i conti: le regole e le tradizioni della riserva. Il ricordo dell’amico scomparso, però, non li ha mai abbandonati. Con esso, torna prepotentemente a turbare le loro coscienze un episodio del passato che li ha segnati, mettendo fine per sempre alla loro innocenza: una battuta di caccia finita male. Una storia difficile da dimenticare, che oggi torna a perseguitarli. È Lewis il primo ad accorgersi di una presenza inquietante in casa sua, e a questo punto ognuno di loro inizia ad avere paura, per sé e per i propri cari…

Una spietata caccia all’animale che si tramuta in una terrificante caccia all’uomo: vincitore dei più importanti premi nell’ambito del genere e campione di vendite, Gli unici indiani buoni è un horror mozzafiato in cui una fine analisi sociale si fonde perfettamente con la tensione di una storia da incubo.

Cosa ne penso?

Gli Unici Indiani Buoni” di Stephen Graham Jones è un romanzo che affronta con maestria la complessità dei personaggi e l’intersezione dell’identità culturale.

Attraverso una trama avvincente e una scrittura potente, l’autore ci conduce in un viaggio emozionale che lascia un’impronta duratura. La storia si svolge all’interno di una riserva indiana, offrendo uno sguardo intimo e autentico sulla vita delle persone che vi abitano. Jones crea un cast di personaggi incredibilmente realistici, ciascuno con la propria storia unica e le sue battaglie interiori.

La loro profondità e complessità rendono il romanzo coinvolgente sin dalle prime pagine. Le relazioni tra i personaggi sono dipinte con un realismo crudo e toccante. L’autore esplora temi come la famiglia, l’amicizia, l’amore e la lealtà, mostrando come questi legami si intreccino con l’identità culturale e la lotta per l’appartenenza. Ogni personaggio porta con sé i pesi del passato e cerca una forma di redenzione o di riconciliazione con se stesso e con la propria cultura.

Jones affronta anche temi complessi come il razzismo, la violenza e l’ingiustizia sociale, sfidando gli stereotipi e portando alla luce la profonda resilienza e determinazione dei personaggi nell’affrontare tali sfide. La trama avvincente tiene il lettore sulle spine, mentre le rivelazioni si svelano e i segreti vengono svelati.

La scrittura di Jones è affilata e potente, trasmettendo le emozioni dei personaggi in modo vibrante e coinvolgente. Il suo stile narrativo crea un senso di immersione totale nella storia, permettendo al lettore di connettersi profondamente con le esperienze dei personaggi.

Ci troviamo immersi in un romanzo intriso di oscurità e illusioni, un’opera che si distingue per la sua capacità di affascinare e coinvolgere il lettore. In “Gli Unici Indiani Buoni“, il lettore viene trasportato in un intricato mondo di vendetta, in cui la soddisfazione si fa strada giorno dopo giorno, mettendo a repentaglio la vita dei quattro protagonisti: Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy. Questi personaggi, tutti di origini indiane, si ritrovano ad affrontare un senso di alienazione nella società dominata da individui di discendenza bianca. Esclusi, discriminati e costretti ad affrontare atteggiamenti di distacco, trovano la loro sopravvivenza nella caccia ai wapiti e nella vendita delle carni sul mercato.

Tuttavia, un giorno la loro quiete viene brutalmente spezzata da un evento che segna una svolta nella loro esistenza collettiva: la perdita di un amico e l’uccisione di un intero branco di wapiti. In un’atmosfera che sembra all’apparenza consueta, con una giornata nuvolosa e innevata come tante altre, l’inizio di tutto prende forma.

L’inclusione di elementi folkloristici nativi americani nel contesto del romanzo conferisce una profondità e un’autenticità straordinarie alla narrazione. Jones dimostra una sensibilità acculturata nel trattare tali tematiche, portando alla luce la ricchezza e la complessità delle tradizioni indigene.

Il mio matrimonio felice

Tra le mie opere preferite c’è sicuramente ‘Watashi no Shiawase na Kekkon’, la nuova opera editata dalla Jpop con il nome ‘Il mio matrimonio felice‘.

Una storia che ha bisogno di essere letta e ascoltata, con le sue pagine che si arricchiscono di profumo di ciliegio e un passato torrido.

Per chi volesse vivere questa nuova storia romantica consiglio sia la lettura dell’opera, attualmente composta da 4 volumi (tratta dalla light novel), ma si può dedicare anche alla visione dell’adattamento animato.

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Trama:

La sua sorellastra aveva tutto: bellezza, una buona educazione, persino poteri psionici. Lei al contrario era la figlia indesiderata: trasandata, senza alcuna educazione né poteri, era considerata alla stregua di una serva. Persino il suo migliore amico, che era sempre stato dalla sua parte, aveva finito per sposare la sua sorellastra. Vista come un fastidio, è stata cacciata di casa e data in sposa ad un uomo che si dice essere orribile e spietato. Ma sono davvero reali le voci sul suo futuro marito?

Cosa ne penso?

Il mio matrimonio felice‘, al sentire nominare questo titolo può sembrare una storia banale e piena di cliché che non possa rilevare nulla di nuovo al mondo del lettore, ma così non è.

Il mio matrimonio felice

Miyo Saimori è una ragazza che nasconde tra le mani tante ferite e lavori pesanti, nonostante sia un membro di una delle famiglie che possiede delle abilità sovrannaturali eccezionali; viene trattata peggio di una serva. Lei non era né figlia, né serva, ma era il nulla nella sua famiglia. Dopo la morte di sua madre, il padre ha sposato la donna del suo amore dando alla luce una seconda figlia. Quest’ultima è bionda, con il viso tenero e una grande capacità, a differenza di Miyo dai capelli scuri e rovinati.

Il mio matrimonio felice

Miyo aveva delle piccole speranze che l’aiutavano ad affrontare giorno dopo giorno le ingiustizie, le grida e l’indifferenza: il sapere che ci fosse qualcuno che potesse tenere davvero a lei, come il suo amico di infanzia. Ma nulla va come dovuto, Miyo viene convocata per trattare di un matrimonio e la lieve speranza aveva preso vita sul suo viso per poi sbriciolarsi in pochi istanti.

Sua sorella viene data in sposa a Kouji mentre lei si sarebbe ritrovata a vivere tra le mura della famiglia Kudou, nota per il suo carattere spietato…

‘Quindi… non mi serbi rancore?’

‘Nessun rancore. Ormai ho dimenticato certi sentimenti.’

Una delle frasi d’effetto che mi ha sempre fatto venire i brividi. Quel senso di adattamento al buio, alle cattiverie, senza avere rancori o sentimenti negativi. Una beatitudine nella tristezza. Questo modo di essere si radica dentro Miyo, che è abituata a chiedere scusa per qualsiasi cosa o a tenere il capo chino.

Ci fa capire come questa ragazza, così fragile e spaventata, cerca di crearsi uno scudo per sopravvivere. Miyo è priva di abilità e ha paura di venire abbandonata, di nuovo, per questo.

Il mio matrimonio felice

I primi giorni in casa Kudou si alternano tra malfidenza e una certa curiosità di scoprire cosa si cela dietro agli occhi di quella ragazza fragile. Scopriranno di essere due anime che condividono lo stesso sapore del non essere accettati dalla loro famiglia. Il sentirsi distaccati, diversi, non amati sarà il punto di un nuovo inizio per entrambi.

Nel primo volume scopriamo maggiori sfumature dell’esistenza di Miyo, con le sue paure, le sue fragilità, il suo passato e il suo carattere. Verso la fine, negli ultimi capitoli, scopriremo un lato affettivo di Kudou che lo renderà l’antitetico delle mali voci che girano su di lui.

Perché per me ‘Watashi no Shiawase na Kekkon’ deve essere ascoltata? Non è una storia semplice e non è una storia banale. Parla di abusi e di indifferenza da parte della propria famiglia. Parla di come la forza e il coraggio possano sopravvivere anche dopo gli schiaffi e le urla. Mostra come, nonostante una persona abbia passato la sua vita nel baratro delle incertezze e della negatività, possa trovare il sorriso e una lieve affettuosità verso la vita.

Il mio matrimonio felice

È una storia di coraggio, una storia che dice ‘sì, anche tu puoi essere felice nonostante tutto’. Un modo per sostenere chi si sente amareggiato, lasciato nella solitudine o messo da parte, dalle persone che ritiene essere la sua famiglia.

The two lions

L’estate è iniziata e una delle nostre mangaka preferite è tornata!
Nagisa Furuya è di nuovo in Italia con la nuova opera ‘The two lions’ edita Starcomics. Un volume unico bello corposo che soddisferà la vostra ricerca di dolcezza e chiacchiere quotidiane.

Non perdetevi la nuova emozionante opera dell’autrice di All About Ocean Blue e You are in the Blue Summer!

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Trama:

Poco dopo aver cominciato l’università, Junpei, un ragazzo amichevole e di mentalità aperta, incontra nel campus lo scostante Leo. Parlando con lui scopre che ha frequentato il suo stesso liceo e che si tratta nientemeno che di “Demone Leone”, il temuto leader segreto della scuola! Junpei diventa così il primo amico di quel giovane che, per fuggire dai giorni trascorsi in solitudine a causa di un malinteso, ha scelto di frequentare un’università lontana e sta cercando di farsi dei nuovi amici. Col tempo, però, i suoi sentimenti per Leo si trasformeranno in qualcosa che va oltre l’amicizia…

Cosa ne penso?

Tutto inizia da un soprannome “Demone Leone”, le battute di corridoio e i chiacchiericci che si creano attorno a Onizuka Leo (“Oni” il primo kanji significa demone) rendono difficile la sua vita alle superiori. Leo è un ragazzo riservato, un po’ distaccato con dei capelli vistosi. Lo definiscono il leader segreto della scuola e tutti lo tengono a distanza..

The Two Lions

Io non ho amici” è l’unica certezza che ha sempre avuto, salvo Ryo il suo amico di infanzia.

Decide di frequentare un’università lontana per iniziare una nuova vita e abbandonare gli anni di solitudine. Ma il destino vuole che incontri Junpei, un ragazzo che è l’opposto di lui: vivace e sempre circondato da amici.

Tutto inizia da una bottiglia dimenticata sulla panchina e tra i due si crea un magnetismo irresistibile. Junpei è attratto dall’aura che avvolge Leo, mentre quest’ultimo cerca di mantenerlo a distanza.

Il destino ha già deciso i nostri passi, o almeno così si dice, giusto?

In qualche modo, Junpei e Leo si ritrovano a condividere i pasti, parlare dei loro interessi e partecipare a incontri che rafforzano sempre di più la loro amicizia.

Ma l’amicizia di Junpei sta diventando qualcosa di più profondo, qualcosa che fa battere il cuore.

The Two Lions

Ho conosciuto ‘The Two Lions’ qualche tempo fa, curiosando online, e la prima lettura mi ha lasciato senza fiato. Rileggerlo ora in questa versione italiana mi ha nuovamente riscaldato il cuore e, amando i suoi disegni, non mi stanca mai.

Chi sono i personaggi?

Oltre ai principali Leo e Junpei, sono presenti anche personaggi di contorno che, in un modo o nell’altro, influenzano la storia. Junpei è un ragazzo solare, sempre circondato da amici, spontaneo ma spesso perso nei suoi pensieri. Nonostante le sue incertezze, riesce sempre a ritrovarsi e ad esprimersi.

Leo, invece, è un ragazzo che è stato etichettato come solitario a causa delle malelingue a scuola. Prima di entrare all’università, non aveva mai invitato un amico a casa sua, e il suo sorriso sincero era un’illusione. In realtà, è un ragazzo affabile e responsabile.

The Two Lions

Cos’è The Two Lions?

Se state cercando una storia realistica e dolce, questo manga fa al caso vostro. Lo stile artistico di Furuya è facilmente riconoscibile e non ci sono scene esplicite tra i personaggi. Tutto ruota attorno all’evolversi dell’amicizia e alla ricerca di una nuova felicità serena da parte dei protagonisti. Attraverso chiacchiere e pasti condivisi, avrete modo di conoscere Junpei, Leo e i loro segreti.

Nagisa Furuya ci coccola ancora una volta con una storia boys love agrodolce, intrisa di emozioni pure e infantili, arricchita da flashback che rendono il passato dei personaggi ancora più acerbo, contribuendo all’evoluzione dei loro caratteri.

Perché dovreste leggere questo volume?

  1. Nagisa Furuya ci guida attraverso il percorso di superamento delle esperienze passate, che diventano il punto di partenza per una trasformazione interiore.
  2. Questa storia non si limita a creare una semplice relazione amorosa, ma racconta la storia dei protagonisti e il viaggio della loro amicizia e dei loro sentimenti.
  3. Questo volume unico (cicciotello) vi farà provare tante emozioni.

Nagisa Furuya ha pubblicato altre opere in Italia, come ‘All About Ocean Blue’, e la raccolta box che contiene ‘The Blue Summer and You’ e ‘You are in the Blue Summer’.

L’estate in cui Hikaru è morto

Tra le news di Jpop super acclamate per questa estate abbiamo ‘L’estate in cui Hikaru è morto’. Un’opera molto chiacchierata sia per il suo target e sia per gli elementi particolari che lo contraddistinguono.

copertina

Trama:

Yoshiki e Hikaru sono due ragazzi coetanei cresciuti insieme in un piccolo villaggio. Un giorno, Yoshiki nota la presenza di qualcosa di diverso nel suo amico: una qualche entità ha preso il suo posto. Pur sapendolo, Yoshiki continua a essergli amico, ma nel frattempo nel villaggio iniziano a verificarsi strani incidenti…

Cosa ne penso?

Tra i titoli da leggere sotto l’ombrellone questa estate, non possiamo trascurare “L’estate in cui Hikaru è morto” (titolo originale: Hikaru ga Shinda Natsu), l’ultimo manga seinen edito dalla Jpop, composto attualmente da tre volumi.

L’estate in cui Hikaru è morto” è un’opera tanto attesa in Italia, che finalmente possiamo sfogliare e godere delle sue sfumature horror e soprannaturali.

Questo seinen non si limita a seguire i canoni del genere, ma presenta elementi che possono interessare un pubblico più vasto.

La trama di “Hikaru ga Shinda Natsu” è avvolgente e ricca di suspense. Ci troviamo di fronte a una storia misteriosa che ruota attorno a due ragazzi adolescenti, Hikaru e Yoshiki, cresciuti insieme in un piccolo villaggio.

L'estate in cui Hikaru è morto

Un giorno d’estate, Hikaru scompare tra le montagne per una settimana e, quando riappare, sembra che nulla sia successo. Tuttavia, il suo amico Yoshiki avverte delle vibrazioni insolite provenire dal suo affettuoso Hikaru, scoprendo così il segreto che si cela all’interno del suo corpo. Una presenza, definibile anche come “mostro“, ha preso possesso del corpo senza vita di Hikaru tra le montagne e cerca di vivere per la prima volta. Tuttavia, questa presenza mantiene i ricordi e i sentimenti che il vero Hikaru ha provato mentre era in vita, incluso l’amore verso il suo amico.

Man mano che il tempo passa, eventi strani iniziano ad accadere nel villaggio a causa della presenza di questa creatura, costringendo Yoshiki a confrontarsi con i suoi sentimenti contrastanti su come trattare questa creatura all’interno di Hikaru: continuare a considerarla un amico o cercare di allontanarla definitivamente.

L'estate in cui Hikaru è morto

Mokumoku Ren fa il suo debutto con questa meravigliosa opera, che non si limita a raccontare una storia misteriosa e horror, ma va oltre, cercando di arricchirla con una sottile sfumatura di romanticismo tra i due protagonisti.

Una particolarità che colpisce immediatamente nel primo volume è la bellezza delle tavole. I disegni dettagliati e ben realizzati mettono in risalto l’ambiente e i suoni del villaggio immerso nella natura, così come le complesse ed emozionanti sensazioni provate da Yoshiki e dalla creatura all’interno di Hikaru.

“‘Mi piaci da morire'”

“Allora vedi di non sparire mai più”.

È strano, inquietante, ma allo stesso tempo coinvolge il lettore nella sua narrazione. “L’estate in cui Hikaru è morto” presenta sentimenti contrastanti, un dolore profondo provato da Yoshiki che si sente “sbagliato” nel rimanere accanto a quell’essere che non è più il suo Hikaru, ma allo stesso tempo non vuole perderlo per sempre.

La Jpop ha curato l’edizione di “Hikaru ga Shinda Natsu” in modo impeccabile, offrendo una qualità grafica e di stampa eccellente. I disegni sono dettagliati e ben realizzati, capaci di trasmettere efficacemente l’atmosfera oscura e misteriosa della storia. La traduzione è fluida e la lettura risulta piacevole e scorrevole.