Un mondo di donne

Un mondo di donne non è un semplice romanzo, ma bensì un thriller psicologico realizzato durante la pandemia. Un thriller che vi farà vivere un’avventura quasi da film, un romanzo che fonde suspense psicologica, noir e fantascienza.

In collaborazione con la Fanucci editore – potete acquistarlo cliccando qui.

Trama

La maggior parte degli uomini è morta. Tre anni dopo la pandemia nota come Manfall, i governi resistono ancora e la vita continua, ma un mondo gestito da donne non è sempre un posto migliore. Il dodicenne Miles è uno degli ultimi ragazzi in vita e sua madre, Cole, lo proteggerà a tutti i costi. In fuga dopo un orribile atto di violenza – e perseguitata dalla sua stessa sorella spietata, Billie – tutto ciò che Cole vuole è crescere suo figlio da qualche parte in cui non sarà una semplice risorsa riproduttiva o un oggetto sessuale. Un posto chiamato casa. Per arrivarci, Cole e Miles dovranno attraversare un’America profondamente diversa, travestiti da madre e figlia. Da una base militare a un bunker di lusso, da una comune anarchica a Salt Lake City ai seguaci di un culto pronto a riconoscere Miles come risposta alle loro preghiere, i due saranno costretti a muoversi velocemente perché Billie e il suo sinistro equipaggio saranno sempre più vicini. 

Cosa ne penso?

Prendete questo libro e rinchiudetevi in una stanza.

Vi mostrerò come una realtà possa diventare ancora più stressante, pesante e inconsciamente paralizzante.

Un mondo di donne della Lauren Beukes è un romanzo che ti entra nella mente, che ti farà pensare per giorni e notti al suo racconto.

Immaginati un mondo abitato da tanti, troppi esseri umani. Ora immagina un virus chiamato Manfall e immagina che questo virus colpisca solo gli uomini che sviluppano un tumore mortale.

Cosa succederà? Che il mondo diverrà un mondo di donne.

Lo stile della scrittrice è incantevole, è riuscita a realizzare personaggi veri con emozioni, pensieri e sentimenti non superficiali. Ha creato un mondo devastato, caratterizzato dalla paura e dalla voglia di proteggere l’altro. Gli uomini sono a rischio. Bisogna preservare la specie. Ma come?

I superstiti immuni vengono utilizzati come cavie da laboratorio per scoprire il perché il virus non li attacca, vengono usati per la riproduzione della specie, si trasformeranno da esseri umani ad oggetti.

Le prime pagine vi daranno una visione della vita da fuggitivi di Cole e Miles, perché dopo la morte del padre di Miles, Cole vuole tornare in Sudafrica e di allontanarsi dagli Stati Uniti, le preoccupazioni di non farsi scoprire, di riuscire a nascondere Miles chiamandolo Mila facendo pensare a tutti che sia una femmina.

Man mano comprenderemo che il virus HCV, Human Culgoa Virus compisce in realtà tutta la popolazione ma ha una particolarità: essendo portatore di tumore alla prostata, le sue vittime saranno solo gli uomini. Una pandemia che si è iniziata a diffondere nel 2020 e si estende in maniera sempre più avanzata portandosi dietro tanti morti e pochi superstiti che sono immuni al virus.

Un mondo sempre stato in mano agli uomini si evolve in una società che verrà organizzata dalle donne, pronte a fare sacrifici e a combattere contro la realtà che le circonda.

Cole e Miles incontreranno una nemica in quell’ambiente così pericoloso: Billie, la sorella di Cole che vuole catturare il nipote per rivenderlo e farci dei soldi. Cole è una madre che vuole difendere il proprio figlio, vuole essere una buona madre, vuole far crescere Miles con libertà e nella libertà vuole che lui trovi la sua strada. Deve salvarlo dalla pressione della società, dalla malvagità delle persone, dall’essere un oggetto per la ripresa del mondo.

La storia è piena di flashback, dagli anni d’oro prima della pandemia fino a raggiungere alle vicende intorno a Cole, Milles e Billie.

Un racconto dove vi è un rovescio della medaglia, una sottolineatura di come il mondo non deve essere governato dagli uomini o da sole donne, ma come ci debba essere collaborazione ed equilibrio.

Il mondo non è mai stato giusto e corretto, ma specialmente non lo è adesso. La paura ci rende tutti dei piccoli dittatori.

Phobia Vol. 0

E’ da un po’ che non porto nuove scoperte, quella di oggi è Phobia Vol. 0 edito dalla Upper Comics realizzato da Gaetano Scoglio e Sheila Gomez Arribas.

Potete fare un salto nella pagina ufficiale cliccando qui.

Data di uscita: 27 Giugno 2021
Genere: Horror/Psicologico

“Negli abissi del subconscio, esiste un tetro mondo abitato da ogni sorta di orrore.”

Trama:

Il “terrore scarlatto” è un teppista che tra una rissa e l’altra si diverte sadicamente a punire i bulli che osano affrontarlo. Una notte, dopo l’ennesima rissa, il ragazzo si immerge in un profondo sonno, per poi risvegliarsi in un mondo grottesco, abitato da tutte le fobie che tormentano l’animo umano.

Mettendo a dura prova il suo coraggio, riuscirà Scare a dominare le sue fobie ed usarle come chiave per tornare alla realtà? O soccomberà nelle profondità dell’abisso onirico?

Cosa ne penso?

sono un’amante del genere horror e questo volume, grazie anche alla sua copertina particolare, mi ha incuriosito molto. Il ragazzo soprannominato il Terrore scarlatto lo potrei definire una sorta di eroe-cattivo con la capigliatura alla Marvel che picchia chiunque gli dia fastidio e finisce in un mondo parallelo definito Phobia. In questo ambiente non si troverà da solo perché incontrerà altri personaggi che, proprio come lui, dovranno dominare le proprie paure.

In questo campo ‘parallelo‘ le paure sono amiche e nemiche, dipende se ognuno di loro riesca non solo a dominarle, ma anche ad utilizzarle per uscire da quel mondo.

Gli ostacoli sono molteplici e il brutto carattere di Terrore scarlatto non renderà le cose semplici. Phobos crea un portale tra la dimensione Phobia e il mondo degli esseri umani e si nutre di tutte le paure che infestano il sonno degli esseri umani, per questo quando si risvegliano non ricordano i loro sogni.

Esistono degli esseri umani definiti Dominatori proprio perché riescono a dominare le loro paure e non possono essere separate da esse.

Ho notato una particolarità interessante inerente allo stile del disegno: è molto fumettistico. Nonostante siamo difronte ad un manga prettamente italiano, lo stile utilizzato non è quello orientale né tantomeno alla manhwa, ma bensì fumettistico occidentale. Le scene di lotta, di sorpresa, di rabbia sono ben definite e chiare. Non ci sono scene confusionarie o che lasciano il lettore un po’ perplesso su ‘da dove arriva il pugno?’.

L’unica pecca che ho da sottolineare sono particolarmente due: la prima cosa è il titolo in copertina. Non è chiaro che ci sia scritto Phobia, infatti all’inizio avevo letto qualcosa come Dbobio ( whaaat?) e la seconda è che quando leggi il manga devi -forzatamente- aprilo e lascia dei segni sulla brossura.

Tutto sommato sembra una nuova avventura

Star Red Recensione

Buongiorno a tutti cari lettori, oggi vi parlo di un meraviglioso manga edito dalla Jpop che mi ha fatto innamorare pagina dopo pagina. Parlo proprio di Star Red un volume unico sci-fi!

La nostra Moto Hagio è un’autrice importante della storia della cultura pop giapponese e negli anni ’70 ha rivoluzionato gli shojo manga andando a ridefinire i canoni e inserendo nuovi elementi per quelli che erano gli standard dell’epoca.

Potete acquistarlo cliccando qui.

Trama: Nel XXIII secolo Marte è utilizzato dai terrestri come una colonia penale, per “ospiti” condannati ai lavori forzati. Red è nata in questo mondo difficile e anche se volesse non potrebbe nasconderlo: Marte marchia i suoi figli con il segno inconfondibile degli occhi rossi. Ma dona loro anche un’altra eredità: sensazionali poteri ESP! Un’abilità incredibile che tuttavia Red rifiuta di accettare e che percepisce come una compensazione per la distruzione della sua amata terra… 

  • Autore: Moto Hagio
  • Numero volumi: Volume unico
  • Pagine: 560

Cosa ne penso?

Star Red ha vinto nel 1980 il Seiun Award, prestigioso premio nipponico annuale della letteratura fantascientifica. 

Moto Hagio riesce a trasportarci in un mondo mistico e futuristico in cui gli esseri umani si dividono in razze: alieni, marziani, terrestri etc. e la nostra protagonista porterà sulle proprie spalle il fardello di un segreto, di una storia dimenticata e modificata. La paura e la tenacia della nostra Sei (soprannominata Star Red) sarà presente in ogni pagina. Ben vediamo fin da subito che non sono i classici disegni moderni, ma bensì ci stiamo avventurando in un universo composto da tavole con disegni “vintage”, alla vecchia maniera, ma nonostante tutto sono davvero splendidi. Riescono a rimanere vividi e ad esprimere tramite le espressioni facciali di tutti i personaggi i sentimenti che li avvolgono ma sono rimasta sbalordita di alcune tavole in particolare dedite all’universo e non solo. Sono tavole che avvolgono due facciate e ti fanno rimanere di stucco.

La bella e coraggiosa Sei è una giovane donna dai capelli neri tinti, una leader di un circolo di motociclisti nella Terra del 23° secolo. In realtà lei nasconde un segreto: essendo nata su Marte e dunque essendo una marziana i suoi veri capelli sono bianchi e i suoi occhi sono rossi. Purtroppo Marte è stato oggetto di molte liti e guerre tanto che in passato la razza marziana con il tempo è stata studiata e sterminata.

Un uomo che diverrà il padre adottivo di Sei conosce la sua storia e l’aiuta nel nascondere la sua vera identità ma nulla sa che ben presto la nostra eroina si imbatterà in un’avventura e in un dolce amore.

Sei ha sempre desiderato tornare su Marte finché non incontrerà uno strano individuo di nome Erg che sembrerebbe avere i suoi stessi poteri e l’aiuterà a tornare, di nascosto, sul pianeta natale.

Da qui parte il viaggio di Sei e di Erg alla ricerca di altri marziani e di informazioni per capire come sono riusciti a sopravvivere nel sottosuolo. Ma Sei verrà accettata dalla sua stessa razza o la condanneranno a morte per i suoi poteri evoluti? Erg mostrerà la sua vera identità? E cosa succederà al Pianeta Rosso ormai invaso di terresti che sono immigrati?

Nonostante a prima vista possa sembrare un semplice manga sci-fi, in realtà vengono affrontati temi molto più profondi. Durante la lettura incontreremo la paura del diverso, l’odio verso l’altrui razza, il sentimento della razza superiore e razza inferiore. Sei è una vera eroina di stampo femminista. Non si ferma davanti a nessun pericolo e continua a percorre in maniera intrepida il proprio cammino. Nonostante i grandi pregi riscontrati in questo volume c’è da dire che ci sono anche gli aspetti negativi. Hagio ha messo troppi personaggi che si sovrastano e come risultato abbiamo i personaggi principali come Sei e Erg e altri membri che sono ben caratterizzati, mentre i personaggi secondari sono raffigurati senza una caratteristica particolare per la loro esistenza nella storia. Un po’ come se fossero solo di contorno.

La ragazza con l’occhio di vetro e altre storie di amore dark

Buongiorno a tutti lettori! Oggi vi parlerò di La ragazza con l’occhio di vetro e altre storie di amore dark in collaborazione con la CE Cut-Up Publishing. Un romanzo concentrato su diverse storie dark realizzato da di Stefano Fantelli (Autore), Moreno Burattini (Prefazione).

Potete acquistarlo tramite il mio link

Trama: “Molti miti femminili hanno, non per caso, una tripartizione: tre le Moire, le Parche, le Nornem germaniche, le Brigit in Irlanda, le Roznicy slave. Tre anche le Marie sotto la croce (e tre, di nuovo, le sorelle vampire di Stoker). Stefano Fantelli, da brujo qual è, rinnova le sue e le nostre paure ancestrali, con un’abilità di scrittura in grado di farci temere, e al tempo stesso desiderare, l’incontro con le sue incarnazioni delle antiche divinità femminili…”

Cosa ne penso?

Personalmente non ho apprezzato la carta con cui è stato stampato. Le pagine sono trasparenti e spesso si ha la sovrapposizione fra il testo anteriore e quello posteriore creando una sorta di “riflesso” delle parole. Voglio sottolineare come, nonostante il titolo e la trama siano così curiosi, alla fine della lettura non mi è rimasto molto. Purtroppo nonostante i diversi racconti riportati, nessuno è riuscito a darmi una buona impressione anche perché, durante i dialoghi, ho notato una sorta di “monotonia” fra le conversazioni presenti nelle diverse storie dark. Questo carattere mi ha dato la sensazione che in realtà non ci fosse un personaggi diverso dall’altro ma che fossero tutti la stessa persona.

Ero già consapevole della presenza di alcune situazioni particolari raccontate nei testi, ma ho ben capito anche grazie a questo titolo che purtroppo non so apprezzare romanzi che contengono effusioni sessuali aggressive, particolari e tendenti a ciò che io definirei “strano”.

Mi è rimasta impressa, in senso positivo, la prefazione realizzata da Moreno, inoltre è molto interessante come abbiano aggiungo anche delle immagini chiave per descrivere le storie narrate ed è molto particolare il linguaggio utilizzato da Stefano.

E’ possibile trovare nel romanzo 17 storie di amori impossibili in una chiave horror da lasciare i brividi. Il sentimento che incontreremo sempre durante questo viaggio è “l’amore” sotto mille sfumature con la presenza di figure femminili mistiche, malvagie, particolari.

Recensione “Odio gli uomini”

In collaborazione con la Garzanti vi presento Odio gli uomini, un saggio che sicuramente porterà molto da discutere e da riflettere. Parla di tematiche forti, presenti e interessanti. Tematiche che tutti dovrebbero conoscere e trattare anche nella vita di tutti i giorni e non solo nelle ‘giornate importanti’.

Pubblicato inizialmente da un piccolo editore in Francia, “Odio gli uomini” ha subito minacce di interdizione e di denunce penali da parte di un funzionario del ministero francese per la Parità di genere, con l’accusa di incitamento all’odio. Il libro è oggi diventato un bestseller pubblicato in tutto il mondo, con il quale Pauline Harmange lancia un grido di battaglia, provocatorio quanto urgente, per le donne di ogni luogo e di tutte le età.

Copertina: Diretto e importante
Titolo: Odio gli uomini
Autore: PAULINE HARMANGE
Data di rilascio: 2021
Genere
: Saggio
Trama: Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini, e istintivamente lo hanno sempre negato. Ma se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile vita di uscita dall’oppressione, e desse inizio a una nuova forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere. 

Harmange 4


Pensieri personali del libro: Odio gli uomini di Pauline Harmange.

Le donne sono state spesso accusate di odiare gli uomini, e istintivamente lo hanno sempre negato. Ma se invece non credere agli uomini, disprezzarli, e perché no, persino odiarli, fosse una risposta utile al sessismo dilagante? Se questa reazione offrisse una possibile vita di uscita dall’oppressione, e desse inizio a una nuova forma di resistenza? Forse, proprio odiando gli uomini, si potrà essere finalmente libere. Pubblicato inizialmente da un piccolo editore in Francia, Odio gli uomini ha subito minacce di interdizione e di denunce penali da parte di un funzionario del ministero francese per la Parità di genere, con l’accusa di incitamento all’odio. Il libro è oggi diventato un bestseller pubblicato in tutto il mondo, con il quale Pauline Harmange lancia un grido di battaglia, provocatorio quanto urgente, per le donne di ogni luogo e di tutte le età.

Nel suo libro, Harmange, volontaria di lunga data per un ente di beneficenza che combatte contro gli abusi sessuali, cita i dati del 2018 che rivelano come il 96 per cento delle persone condannate per violenza domestica fossero uomini, così come il 99 per cento di quelli condannati per violenza sessuale. Le donne, ha affermato, «sono incoraggiate dalla società, dalla letteratura e da tutto il resto ad amare gli uomini, ma dobbiamo assolutamente avere il diritto di non farlo». 

Creiamo un po’ di confusione e sediamoci comodi per ascoltare.
Tutto nasce dall’esperienza che una persona ha vissuto. Io posso catalogarvi gli uomini che ho incontrato in tre grandi categorie e posso dirvi che potrei definire tutti gli uomini come esseri che tendono ad essere giustificati solo perché sono quello che sono, mi spiego meglio. Nella mia vita ho avuto molte relazioni, e no non sono una donna facile ma semplicemente cercavo del calore. Un calore che mi è stato strappato e rovinato già dalla prima relazione adolescenziale. Il mio primo ragazzo dopo due anni di relazione mi ha tradito, il secondo ragazzo mi riempiva di bugie e mi ha alzato le mani – a volte per scherzo, mi continuavo a dire-, il terzo mi snobbava come se fosse normale che io fossi la sua fidanzata e non dovevo pretendere nulla di più – come attenzioni, affetto.- e la lista da descrivere è davvero lunga.
Odio gli uomini è un titolo forte, ma non fermatevi al termine “Odio” sotto una concezione negativa, estrema, difficile da comprendere e da provare. E’ un odio di come gli uomini vengono giustificati nelle situazioni, mentre la donna deve essere perfetta. La donna deve essere un’amica, una mamma, una Donna con la d maiuscola, deve saper cucinare, lavare e stirare, deve essere intelligente e avere un buon lavoro – e su questo ho tante cose da esprimere, anche nel mio campo universitario di legge. La donna deve fare sempre più fatica rispetto ad un uomo, voi non ci credete?
Prendiamo per esempio l’ambito lavorativo dell’avvocatura.
Mi è stato detto più volte “una donna che intraprende questa carriera deve uscire le pall*, ma si sa che le donne per natura non ce le hanno e che non saranno mai delle brave avvocatesse.”
Ho ascoltato le storie di mie colleghe laureate che hanno intrapreso il tirocinio e venivano escluse sia dai loro colleghi nonché anche dal loro dominus perché erano delle donne ed era meglio che, anziché capire come affrontare una sentenza e un dibattito, facesse i caffè e le fotocopie.
Mi sono sentita dire durante una delle tante relazioni, specialmente l’ultima in cui sono stata umiliata sotto tutti i punti di vista “sai Fra, hai un carattere forte e determinato… gli uomini maturano a 30 anni e poco più, non te la prendere se ti ha trattato così, deve ancora crescere. Perché non lo perdoni?”
Esattamente chi dovrei perdonare? L’unica cosa che devo perdonare è me stessa e la mia voglia di non abituarmi alla mediocrità.
Non avete mai subito discriminazioni? Ne siete sicure?
“Le donne alla guida sono un pericolo costante”, “Sai, forse dovresti impegnarti di più per raggiungere i tuoi obiettivi, alla fine si sa che le donne stanno sempre un passo indietro agli uomini”, “Hai provato ad andare ad un esame con una bella scollatura? Vedrai che il prof ti farà passare”.

l termine misandria (dal greco μίσος (mísos), “odio”, “avversione”, e ανήρ, gen. ανδρός (anēr, gen. andrós), “uomo”) indica un sentimento ed un conseguente atteggiamento di avversione, ostilità, odio, disprezzo o pregiudizio nei confronti del genere maschile.

Questo è l’argomento che viene enunciato nel libro. Non siate ostili verso questo saggio, capisco che può non piacere o non rientrare nelle proprie corde.

“Sei cattiva se dici di no ad un uomo, sei una stronz* e puttan* se non vuoi realizzarti come madre nella vita, sei fragile ed è colpa tua, se sei romantica e ti aspetti che l’uomo ti venga a salvare su un cavallo bianco è colpa tua.. hai visto troppe volte il Titanic o la bella addormentata nel bosco.”

Siete mai state attaccate verbalmente solo perché avete espresso la vostra opinione di non voler figli? Io tante volte. Mi ricordo di aver avuto un litigio assurdo con un parente, tutto questo solo perché non mi sento pronta e non riesco a proiettarmi in un futuro con una bella casa gigante con il cancello bianco, una famiglia piena di amore con tre figli, un cane e un gatto e un bel marito che quando torna da lavoro trova il piatto per la cena già pronto e riscaldato.
Io mi immagino un futuro avventuriero, pieno di lavoro, pieno di conoscenze, di viaggi. Una donna in carriera piena di passioni e di amore per tutto tranne che per l’altro. C’è chi ritiene questo futuro così solo, ingenuo, triste ma vi dico una cosa: la mia proiezione è frutto dell’esperienza. Preferisco la carriera ad un uomo mediocre.


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Recensione “Ickabog”

Buon pomeriggio lettori, oggi vi porto nel mondo di Ickabog della J.K. Rowling in collaborazione con la Casa Editrice Salani Editore.

Se siete interessati ad acquistarlo potete farlo cliccando qui.

Siamo tornati in una nuova avventura narrata dalla cara zia Rowling. Non è il mondo di Harry Potter, quindi dovete essere pronti a viaggiare per la grande valle e tra le grinfie della gente, e chissà, magari riusciremo ad incontrare l’Ickabog.

Copertina. Bella e particolare
Titolo: Ickabog
Autore: J.K.Rowling
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy per bambini
Trama: C’era una volta un regno chiamato Cornucopia. Una minuscola nazione ricca e prospera, famosa per i suoi formaggi, gli ottimi vini, i dolci deliziosi e le salsicce succulente. Sul trono siede un sovrano benevolo, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono pigre, tra banchetti sontuosi e battute di caccia, con la fida compagnia dei suoi lord, Scaracchino e Flappone. Tutto è perfetto… O quasi. Secondo la leggenda, infatti, un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. Ogni persona di buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma le leggende sono strane e a volte prendono una vita propria… Quando questo accade, toccherà a due giovani amici, Robi e Margherita, affrontare un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero mostro. Solo così speranza e felicità potranno tornare a Cornucopia.

Rowling, Ickabog
Rowling, Ickabog

Valutazione: Una fiaba per bambini che ci immerge nella cittadina di Cornucopia che a causa della presenza dell’Ickabog viene travolta dalla paura e dal terrore. All’interno del libro troveremo dei disegni coerenti con il capitolo che terminiamo di legge. Sono disegni fatti da bambini e con cura e divertimento, si riesce ad arricchire il mondo di Ickabog. Mi ricorda tanto Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

E’ un mondo diverso da quello che siamo abituati a conoscere della Rowling, non è Harry Potter, non troveremo della magia nascosta ma troveremo la cattiveria, l’inganno, il dolore e la dolcezza tra queste pagine. L’arroganza dell’uomo, l’inganno che porta alla morte e soprattutto all’illusione.

Un mix di sentimenti invaderanno il lettore che si sentirà smarrito fra quelle frasi cariche di fantasia ma anche di realtà.


Pensieri personali del libro: Probabilmente i messaggi secondari che vengono ad incontrarsi all’interno della fiaba non potranno essere colti a vista d’occhio da un bambino e questa forse è la pecca più grande. In realtà per essere una fiaba per ragazzi è abbastanza cruda, a volte mi è venuto il dubbio che non fosse un thriller sotto mentite spoglie di un fantasy.

Tutta la fiaba si basa su una cosa principale: la menzogna. Il mondo di Cornucopia si fa innondare dalla cattiveria e dal terrore per l’Ickabog, una bestia alta quanto due cavalli dagli occhi enormi. Ma l’Ickabog non l’ha mai visto nessuno, se non per i nobili di corte eppure ha ucciso tante persone. La gente nei dintorni inizia a credere alla presenza di questo mostro perché ignari della realtà e non conoscono nient’altro al di fuori del Regno.

Com’è semplice ingannare chi ignora ciò che esiste dall’altra parte del muro?

E’ la classica dimostrazione che una realtà può essere distorta a proprio piacimento e che, nonostante i mille intrighi, la verità salirà sempre a galla.

Vengono messi in mostra molti lati dell’essere umano: dall’egocentrismo e mancanza di buon senso del Re, all’astuzia dei suoi compari, all’intelligenza di Margherita e Robin, alla tenacia dei Cavalieri Ribelli.

Nessuno avrebbe mai più detto che lui era egoista, vanitoso e crudele! Per il bene di un ingenuo, vecchio pastore puzzolente e del suo inutile bastardino lui, Re Teo il Temerario, avrebbe dato la caccia all’Ickabog! Certo, il mostro non esisteva, però era comunque molto bello ed eroico da parte sua andare fino all’altro capo del paese, di persona, solo per dimostrarlo!

Re Teo e il capitolo 10.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | 

Ringrazio ancora per la copia in omaggio.

Recensione “Il cerchio di pietre”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi sono tornata con un nuovo romanzo di un autore emergente che ha pubblicato il suo libro con la casa editrice GoWare. Vi parlo di Enrico Graglia e il suo romanzo “Il cerchio di pietre”

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

Copertina: Molto particolare
Titolo: Il cerchio di pietra
Autore: Enrico Graglia
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama:
Vincenzo, ragazzo di provincia, fa una strana scoperta al fiume. Ne derivano sogni oscuri e vivide allucinazioni, che ostacolano la sua relazione con l’intraprendente e affascinante Lavinia e lo spingono a credere che in gioco ci sia più della propria sanità mentale. È possibile che qualcuno – o qualcosa – stia cercando di mettersi in contatto con lui? E cosa ci fa un antico e misterioso cerchio di pietre nella campagna piemontese? Ad aiutare Vincenzo, lo scrittore-guru Saverio, in cerca di riscatto da un’esistenza mediocre.
I tre protagonisti di questa storia dark, che affonda le sue radici nella provincia italiana, si confronteranno con l’ignoto, causa delle nostre più grandi paure, in cui a decidere l’esito dell’eterno scontro fra Bene e Male è la fragilità stessa dell’animo umano.


Valutazione: “Il cerchio di pietra” è il primo libro di questo autore e sono rimasta davvero sbalordita sia per la grande capacità di saper narrare con precisione qualsiasi avvenimento che gira intorno al personaggio principale ma riuscire anche a trasmettere le emozioni al lettore. Non è semplice riuscire a realizzare con grande effetto delle storie dark e fantasy, senza annoiare chi legge, ma questo non è il caso di Enrico.

Mi sono appassionata pagina dopo pagina al mondo che ha creato ed è un libro che suggerisco soprattutto a chi ama il fantasy, l’horror o comunque vuole leggere qualcosa di diverso.


Pensieri personali del libro: La scrittura di Enrico è possente, definita e rende la lettura davvero molto scorrevole. Il lettore non si annoierà mai durante il viaggio e ne rimarrà davvero stupito fino all’ultima pagina. Mi sono piaciuti i personaggi, ben descritti e immersi in maniera coerente nella trama. Nel racconto è possibile ritrovare alcuni temi come l’amore e l’amicizia usando però, visioni negative come gli incubi.

Il personaggio del romanzo si chiama Vincenzo e ha 19 anni, è un ragazzo di provincia che un giorno, si imbatterà in qualcosa di misterioso e diverso dalla realtà. Il giorno in cui si imbatte in questa nuova avventura, Vincenzo è al fiume con gli amici per divertirsi, ma scopre tra le acque del fiume una pietra particolare: una pietra che presenta delle incisioni.

Da questo momento le avventure di Vincenzo si immergeranno nel mondo del mistero e il ragazzo inizierà ad avere delle visioni nelle quali si dibattono paure, mostri, oblio.

Le vostre paure sono intatte.

Le avete scritte nella vostra struttura genetica, non potete strapparvele di dosso.

E così ogni epoca ha i suoi mostri.

E noi li incarniamo tutti.

Vincenzo sarà accompagnato da Lavinia e Saverio, uno scrittore saggio che potrebbe essere l’anello mancante per chiarire la verità sulla pietra.

Sono personaggi veri, sinceri, trasparenti. Non sono personaggi creati con caratteristiche che si differenziano dall’essere umano, ma portano con loro i pregi e difetti di ciascuno di noi.

E’ una storia avvincente, con immagini che ti fanno battere il cuore fin su per la gola.

Le emozioni dei personaggi traboccano fuori dal romanzo fino a travolgere il lettore. La paura, la determinazione, la confusione, il caos e lo smarrimento diventano stati d’animo anche di chi legge e non solo di chi li vive nel viaggio.


Sistema di valutazione:
★★★★ ☆ |

Complimenti all’autore per il suo romanzo. E’ super consigliato.

E’ un romanzo geniale, passionale, che travolge il lettore dalla prima pagina fino all’ultima. Un mondo pieno di avventure, misteri, enigmi, paure e tormenti. Non è semplice riuscir ad incastrare ogni tassello della storia con così tanta armonia senza far traboccare il racconto nella noia. Un romanzo forte, avvincente che farà rimanere il lettore entusiasta fino alla fine.

Recensione “Che fine ha fatto Liz?”

Buon pomeriggio cari lettori, oggi torno con un romanzo thriller di un’autrice emergente di nome Chiara Citrini.

Potrete acquistare il romanzo su Amazon attraverso questo link – clicca qui

Copertina: Assolutamente no. E’ super pixelata. Non ha una immagine nitida e ben definita.
Titolo: Che fine ha fatto Liz?
Autore: Chiara Citrini
Data di rilascio: 2020
Genere: Thriller
Trama: Nella tranquilla cittadina di Holladay, nello Utah, vive la famiglia Cooper, composta da Liam, il capofamiglia, la moglie Liz e la figlia Amelia. La loro vita agiata e dall’apparenza perfetta è in realtà segnata da una terribile tragedia: la perdita della secondogenita Estelle, avvenuta tre anni prima. Un giorno Liam, rientrando a casa da un viaggio di lavoro, scopre che la moglie è sparita. Molti sono gli scenari che si profilano: rapimento a scopo di estorsione? Allontanamento volontario? Suicidio? Omicidio? Per ragioni diverse, sembrano tutte opzioni plausibili. A condurre le indagini c’è Christopher Warren, enigmatico detective che nasconde un segreto inconfessabile. Qualcuno trama nell’ombra, arrivando a minacciarlo di morte. Più ci si addentra nel caso, più ogni certezza sembra sgretolarsi. In una corsa contro il tempo, tutti si chiedono: che fine ha fatto Liz?


Valutazione: Ho analizzato questo romanzo con un occhio molto critico perché già non mi ha convinto la scelta di utilizzare un’immagine di copertina super pixelata. Non comprendo la scelta di utilizzare un’immagine così poco chiara e definita sapendo che la copertina è un elemento fondamentale nella vendita, soprattutto di un romanzo.

Non mi è piaciuto per niente le modalità di stampa soprattutto per quanto riguarda il font e la scelta di andare a capo ogni frase scritta. Penso che sia una cosa, per un lettore, davvero snervante.

Per quanto riguarda invece il racconto: suggerisco di fare capitoli più intensi e più lunghi anziché realizzare capitoli molto brevi che in realtà non raccontano nulla. Un altro punto di vista che vorrei sottolineare è soprattutto la questione riguardante alle conversazioni fra i protagonisti, questo perché ho notato una carenza di conversazioni intriganti e soprattutto di sentimenti provati dagli stessi protagonisti.

Durante la lettura non ho provato delle emozioni particolari e non ho compreso le emozioni provate dagli stessi protagonisti questo perché ho avuto l’impressione che in realtà ero davanti a una scrittura passiva, quindi che non si concentrava molto sulla esposizione dei sentimenti ma più che altro solo sulla narrazione, e quindi di andare ad esplicare al lettore l’andamento della storia.

E’ fondamentale all’interno di un romanzo, secondo il mio parere, di qualsiasi categoria esso sia, riuscire a concentrarsi oltre sulla narrazione della storia stessa ma anche sulle emozioni che le persone provano e soprattutto analizzare e descrivere i luoghi che circondano gli stessi personaggi questo per permettere al lettore di immaginarsi e di buttarsi a capofitto all’interno della lettura.

In ogni conversazione manca soprattutto chi è l’interlocutore. Posso comprendere che ad esempio se ci sono due soggetti all’interno di una stanza, è normale che la conversazione avvenga fra loro, ma è bene anche andare a descrivere le tonalità di voce con cui un soggetto esclama una frase o un termine, le emozioni che un soggetto prova.

Io in realtà non sono riuscita ad immaginare neanche la descrizione fisica dei protagonisti, né di Liz, né dell’investigatore e neanche di Liam. Soprattutto ho trovato un capitolo intero di quattro pagine che era solamente formato da conversazioni senza l’analisi di nient’altro.


Pensieri personali del libro: Partiamo dal presupposto che ci sono più punti negativi che a favore del romanzo, la cosa positiva è che è una lettura scorrevole e la storia è molto interessante. Però purtroppo oltre a questo non riesco a trovare nient’altro.

Liam Cooper è un famosissimo editore che viaggia spesso per questioni lavorative e vive una vita molto agiata. Ha una figlia di nome Amelia e purtroppo un’altra figlia che ha perso la vita, Estelle. La vita di Liam è solo all’apparenza perfetta, in realtà è un forte bevitore, un uomo cinico e violento che nasconde un segreto.

Il secondo protagonista è Christopher Warren. E’ un detective e un uomo con un terribile segreto. Detesta Liam Cooper poiché sembra insofferente alla scomparsa della moglie e lo vede spesso in uno stato alquanto discutibile.


Sistema di valutazione: ★★,5 ☆☆☆

Non mi sento di dare una stella al romanzo perché comunque comprendo il lavoro che è stato fatto dietro, apprezzo la storia e apprezzo la scrittura dell’autrice, ma ci sono tantissimi altri punti che purtroppo mi fanno valutare in maniera negativa il romanzo.

Recensione “Gemini”

Buongiorno cari lettori, oggi torniamo con un nuovo romanzo intitolato “Gemini” dell’autore esordiente Omar Costerano.

Cliccando qui verrete trasportati sul sito web dello scrittore.

Potete acquistare il romanzo su Amazon cliccando qui.

GEMINI: Un viaggio nel tempo; un'avventura fantasy di tre gemelli (The magic's genesis Vol. 1) di [Omar Costenaro]

Copertina: Molto fantasy e singolare
Titolo: Gemini
Autore: Omar Costenaro
Data di rilascio: 2019
Genere: Fantasy
Trama: In un mondo post-bellico Syter e l’allievo Ologold si ritrovano improvvisamente privati di ogni potere.
In un mondo primordiale tre ragazzini lottano per sopravvivere.
Magia. Che cos’è? Un’arte occulta? Un’illusione? Un potere sovraumano? Un termine per definire qualcosa di indescrivibile?
Il vero dilemma però è un altro: come è nata la magia?
La leggenda narra che tutto ebbe inizio con tre gemelli, ma se i racconti tramandati per secoli non fossero del tutto veri? Un indimenticabile viaggio nel tempo per cambiare il passato, salvare il presente e riscrivere il futuro sarà l’unica chiave per svelare il mistero.


Valutazione: La scrittura utilizzata dall’autore è semplice e diretta nei confronti del lettori, non vi sono giri immensi per spiegare situazioni e di utilizzo di termini complessi di comprensione. Non apprezzo il font e lo spazio destinato nella pagina durante la stampa, fa sembra il romanzo un piccolo dizionario.

E’ un libro fortemente fantasy, basato sui salti temporali e le avventure che ne comportano: la gestione e il cambiamento che possono comportare gli spostamenti nel tempo. Ho percepito una morale profonda durante la lettura: le persone che siamo oggi, sono il risultato dalle azioni che abbiamo promosso nel passato ed è esattamente questa la base su cui si evolveranno gli stessi personaggi del racconto.

La narrazione è fluida, avvincente e piena di colpi di scena e permette di fantasticare nel mondo futuristico anche con la mente di ciascun lettore. Il racconto ci parla della storia di tre gemelli e sono i fondatori della magia. Si ha un intreccio delle vicende che accompagneranno il personaggio di Syter e del suo miglior allievo Ologold e la guerra che scoppierà fra i due popoli e la possibile uccisione futura dei tre gemelli

Ci si pongono molte domande sensate che verranno risolte solo alla fine del racconto.

Gemini non è solo un romanzo fantasy ma anche rinvenibile nella categoria della fantascienza perché sono presenti astronavi, pianeti da conquistare, tecnologia.

Pensieri personali del libro: Cos’è Gemini?

Gemini lo si può identificare, oltre come un romanzo, un viaggio nel tempo catturato dalla magia che cambierà il passato, il presente e riscriverà il futuro. E’ un insieme di battaglie, misteri e difficoltà da superare.

I personaggi sono ben definiti, ognuno ha le proprie caratteristiche che gli permettono di avere una identità. Le situazioni son ben spiegate, non ci sono buchi di trama che comportano ad avere dubbi e/o lacune di narrazione.

Chi è Ologold? Ologold è un bambino di nove anni e possiede i poteri magici. E’ un bambino molto testardo, ma coraggioso ed è allievo del maestro Syter – identificato come lo stregone più potente del mondo. Ambe i personaggi sono avvolti dal mistero che verrà risolto solo alla fine, in cui si avranno chiarimenti anche sulle loro origini e capacità. Ad accompagnare i personaggi di Syter e Ologold, abbiamo le vicende che incontreranno tre gemelli di undici anni di nome Jake, Andy e Luke, ma dalle caratteristiche assai diverse. Jake è il più razionale e saggio dei tre, mentre Andy è l’impulsivo e infine Luke è il pauroso.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ 

Ringrazio l’autore di avermi dato la possibilità di analizzare il suo romanzo e porre le mie valutazioni.

Recensione “Se avessi avuto gli occhi neri”

Buongiorno cari lettori, oggi torno nuovamente con una recensione per il nuovo romanzo di Gianfranco Sorge intitolato “Se avessi avuto gli occhi neri” pubblicato con la casa editrice goWare.

Ho già recensito in passato un altro romanzo dello stesso scrittore e potrete leggerla cliccando qui.

Se siete interessati all’acquisto del libro potete farlo tramite Amazon cliccando qui.

Biografia di Gianfranco Sorge

Gianfranco Sorge è nato a Catania, dove tuttora risiede, il 25/10/1959. Conseguita la Maturità Classica, si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania, si è specializzato in Psichiatria e successivamente in Psicoterapia presso l’Istituto Italiano di
Psicoanalisi di Gruppo (I.I.P.G.).
Dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania in qualità di Dirigente Psichiatra, dal 2006/2007 insegna Psicopatologia presso la scuola di specializzazione del’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (sede di Catania). Ha pubblicato settantacinque di lavori scientifici.
La passione per la narrativa è nata al termine del percorso di formazione psicoanalitica concretizzandosi con la pubblicazione di numerosi racconti e romanzi alcuni dei quali hanno ricevuto importanti menzioni in premi letterari nazionali, le ultime delle quali sono state: la vittoria al XXXVIII edizione del Premio Leonforte nella sezione micro narrativa con il racconto intitolato Amaro: l’indifferenza; il terzo posto nella sezione Narrativa/Saggio alla seconda edizione del
Premio Letterario “Etnabook – Cultura sotto il Vulcano” con il romanzo intitolato: Perturbanti congiungimenti.
I suoi elaborati si pongono come un tentativo di trasferire nell’area del rappresentabile aspetti profondi del Sé.

Copertina: Particolare ed evocativa.
Titolo: Se avessi avuto gli occhi neri
Autore: Gianfranco Sorge
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Può il colore degli occhi incidere sulla vita di una persona, condizionandola?A seguito di un tentato suicidio, Stella finisce ricoverata in psichiatria e da lì prende le mosse il racconto della sua sofferta esistenza. Costretta a subire il matrimonio con Sebastiano, un uomo potente che non ama, tenterà di ottenere il proprio riscatto attraverso i figli. Santa, la primogenita, riuscirà a crearsi una vita indipendente. Carmelo avrà invece un’esistenza tormentata fin dalla nascita, quando il padre lo rifiuta perché non ha gli occhi neri come i veri “masculi siciliani”. Se avessi avuto gli occhi neri è anche un affresco della Sicilia dai primi del Novecento a oggi, che esplora la condizione delle donne siciliane, l’evolversi della famiglia, i mutamenti della società. Un viaggio alla ricerca di identità negate, della propria verità e del difficile percorso per accettarsi ed essere accettati. Una saga familiare dall’imprevedibile finale.


Valutazione: I romanzi di Gianfranco li ho sempre trovati evocativi ed esaustivi, come nel titolo “Perturbanti congiungimenti”, anche qui si riesce a percepire l’animo e l’amore per la scrittura dell’autore. La lettura è fluida, il romanzo è ben articolato con personaggi e luoghi ben descritti.

Il lettore riesce ad immergersi in una storia in cui il soggetto principale è l’Italia, una Italia diversa da quella attuale. Una Italia che vive per la tradizione, per i costumi popolari, per i dialetti, per la mentalità paesana.

Viene ben narrata la figura della donna siciliana e della sua condizione dagli inizi del Novecento ai nostri giorni. E’ possibile incontrare personaggi diversi fra loro: Stella, Carmelo, Sebastiano e Aurelia.

Il racconto affronta temi particolari come il concetto e ricerca della identità, la condizione della donna, la sessualità, la morte come sacrificio e purificazione, il disagio mentale, le problematiche della vecchiaia, il rapporto genitori-figli.

C’è un viaggio fra il passato e il presente dei personaggi e l’evidenzia differenziazione tra le ragazzine dei paesi di montagna e delle grandi città. Una differenza che influenza la stessa quotidianità delle donne, la loro crescita e dimensione terrena. Le prime dovevano sottostare al volere di padri e mariti, vige dunque il concetto di sottomissione e dominio e della figura del pater familias come era riconoscibile all’epoca romana, e dovevano rinunciare ai loro sogni per diventare mogli e madri, e svolgere dunque la figura della donna del medioevo dedita solo alla famiglia e alla cura dei bambini; alle seconde era permesso studiare ed essere indipendenti.

Con gli studi dettati dall’autore è possibile incontrare durante la lettura anche argomenti di psicologia e psichiatria che affrontano i temi come il suicidio, l’accettazione del corpo, il disturbo della identità vivibili in situazioni quotidiane e non sotto il punto di vista di un dottore e/o studioso.

Pensieri personali del libro: La forza del romanzo è la sua dimensione particolare e la vastità dei temi che affronta. Non è semplice riuscire a fronteggiare temi così presenti e vivi nel nostro presente e nella nostra società, senza mai cadere nel banale o nella superficialità. Gianfranco Sorge riesce a parlare con una dialettica, quasi amica, di temi difficili da affrontare.

Se avessi avuto gli occhi neri” è un ritratto di una famiglia siciliana e contemporaneamente il ritratto di una società vecchio stampo del ‘900.

Il romanzo si suddivide in due parti: la prima dedicata al personaggio di Stella e al suo tentato suicidio e alla sua condizione di vittima dell’uomo che aveva sposato; nella seconda parte si concentra sulle difficoltà che dovranno essere affrontate da Carmelo e dalla sua volontà di stravolgere la propria identità fino a porre un cambiamento radiale.

E’ un romanzo forte. E’ un romanzo che cattura l’attenzione del lettore e la travolge. E’ un romanzo che ti prende il fiato e lo fa a pezzettini come mille fogli di carta. E’ importante parlare di queste tematiche, è importante diffonderle ed è importante che la gente legga – senza spaventarsi e/o impressionarsi – di realtà fin troppo attuali.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio ancora una volta l’autore che si è affidato alla mia valutazione e mi ha permesso di conoscere questo secondo titolo.

Lo consiglio con tutto il cuore.