Domani, l’arcobaleno

Siamo nel periodo del Pride Month e come non inaugurarlo con uno dei titoli più belli? Jpop Manga ci ha annunciato e portato, per questo mese, l’opera di Noriko Kihara intitolata ‘Domani, l’arcobaleno‘.

E’ una di quelle opere che conosco da un po’ di tempo e che ne ho già suggerito, tempo fa, la lettura e oggi sono finalmente contenta di potervene parlare!

copertina

Trama:

La storia segue le vicende di un ragazzo gay che lavora come drag queen in un bar e che prova dei sentimenti per un suo amico, apparentemente eterosessuale.

Cosa ne penso?

Domani, l’Arcobaleno” è una di quelle opere che consiglio caldamente a chi ama il genere boys love. Questo manga è ricco di emozioni coinvolgenti, è in grado di lasciare un segno profondo nel cuore del lettore.

Domani, l'arcobaleno

Non si tratta della classica storia d’amore in cui i protagonisti si innamorano a prima vista o sono legati da un’amicizia d’infanzia. Qui, ci troviamo di fronte a un giovane che lavora in un bar gay e intrattiene il pubblico con spettacoli travestendosi da donna, mentre dall’altra parte c’è un ragazzo eterosessuale che soffre di insonnia e lavora in un’azienda.

Prima di incontrarsi, i due comunicano attraverso un’applicazione che permette di chattare con sconosciuti, offrendo un modo per liberarsi dai pensieri ossessivi che possono affiorare durante una giornata lavorativa, o semplicemente per chiacchierare. È così che si incontrano.

Domani, l'arcobaleno

Inizialmente, Chitose, noto anche come Whip nel suo show, non ha alcuna intenzione di incontrare l’uomo che è entrato a far parte della sua vita attraverso i messaggi, per timore di spaventarlo essendo gay e lavorando in un bar gay. Tuttavia, il destino ha voluto che i due si incontrassero quando Shinogu rintraccia il bar dove lavora la giovane star e si siede al bancone.

La loro relazione non inizia nel modo migliore. Whip non voleva incontrarlo e ci sono state alcune battute infelici che hanno rovinato l’atmosfera tra di loro. Ma la storia si sviluppa in modo appassionante, emozionante e piena di conflitti che porteranno i due ragazzi a crescere come individui e a far evolvere la loro relazione.

Domani, l'arcobaleno

Chitose è un ragazzo fragile, nonostante si mostri come una ragazza coraggiosa e determinata durante i suoi spettacoli. La sua anima nasconde molta paura per ciò che è veramente e per come la società potrebbe giudicarlo, essendo solo un ragazzo che ha imparato a indossare il ruolo di Drag Queen. Shinogu, d’altra parte, è un ragazzo che non ha la forza di imporsi, soprattutto nel suo ambiente lavorativo, dove viene visto come un capo facile da manipolare. Ma grazie al sostegno di Chitose, il suo carattere inizia a trasformarsi.

“Anche se sbagliamo, anche se ci facciamo del male, possiamo perdonarci ogni volta.”

Questa citazione rappresenta l’essenza e l’importanza di ogni passaggio che i due protagonisti affrontano nel loro percorso. Imparano ad accettarsi con i loro pregi e difetti, a ascoltare i loro cuori e a superare gli ostacoli che possono spaventare, ma che insieme diventano più facili da superare.

Chitose viene spesso considerato una figura incoerente, perché dice che non bisogna mai innamorarsi di un eterosessuale e che ciò comporta sempre grandi problemi, ma il destino ha voluto che si innamorasse proprio di un eterosessuale. Questo aspetto rende la storia ancora più interessante, perché mostra come l’amore possa superare gli stereotipi. Non c’è scritto da nessuna parte che un eterosessuale non possa amare qualcuno dello stesso sesso e che le relazioni non debbano necessariamente sbriciolarsi ancor prima di iniziare.

Domani, l’Arcobaleno” parla di coraggio, forza, determinazione e paura. Paura della società, paura di se stessi e paura dell’altro. Paura di deludere, di non essere abbastanza e di commettere errori. Quest’opera ci insegna a fare il primo passo, ci incoraggia ad andare oltre le opinioni degli altri e persino i nostri stessi pensieri. Se una persona ci fa stare bene, perché dovremmo privarci di un sorriso?

Domani, l'arcobaleno

Consiglio vivamente “Domani, l’Arcobaleno” a coloro che cercano una storia che sprigioni speranza, che sia nell’amore o nella speranza stessa di accettarsi e di trovare il coraggio per affrontare una società che spesso si chiude in sé stessa.

Herald of Red volume 1 di 4

Oggi ti darò degli ottimi motivi per cui recuperare un’opera tutta italiana, che possa davvero sorprenderti in poco tempo.

Vi sto per parlare della nuova opera di Rinaldo di Lorenzo, edita UpperComics intitolata ‘Herald of Red’. Questa è la seconda opera che l’autore realizza, la prima è un volume unico intitolato ‘HellCyclopedia‘.

Herald of Red 1 - Italiano

Trama:

Il pianeta ghiacciato di Vonrot si trova molto lontano dal sole, ma è collegato a esso attraverso un cristallo che genera un imponente pilastro di fiamme: il cristallo Quasar. La sua luce consente la vita sul pianeta.L’improvviso furto del cristallo spinge Kilian, membro di spicco dell’ordine dei Cavalieri Nova, ad addentrarsi nelle gelide terre della zona eclissata per salvare la sua gente.Ma sarà davvero la nobiltà d’animo che muove le gesta del Cavaliere Nova?Dalla incandescente penna dell’autore del best seller rivelazione del 2022 Hellcyclopedia, arriva la prima serie di Rinaldo di Lorenzo! La verità è solo un inganno riflesso sul ghiaccio, solo l’ardore di un Cavaliere Nova può scalfirla!

Cosa ne penso?

Spesso siamo così abituati a leggere manga giapponesi che tendiamo a trascurare le opere italiane che meritano di essere scoperte.

Herald of Red di Rinaldo di Lorenzo ci farà immergere in un mondo governato dal ghiaccio, da un cristallo Quasar, ma anche dalla presenza dei Cavalieri Nova.

Per gli appassionati di storie d’azione e per coloro che desiderano rivivere le emozioni del passato con i Cavalieri dello Zodiaco, questa opera rappresenta un’ottima fonte di ispirazione, offrendo un’esperienza avvincente che ti terrà incollato alle pagine con grande suspense.

Dalla prima tavola fino all’ultima, l’autore è abile nel creare un’atmosfera avvolgente che tiene il lettore con il fiato sospeso. La narrazione coinvolgente rende i personaggi vivaci e pieni di energia, alternando abilmente momenti di comicità e situazioni pericolose di grande tensione. In questo modo, il lettore si trova immerso in un contesto vibrante, sempre in attesa di scoprire quale avventura o pericolo si presenterà successivamente.

La prima particolarità che voglio sottolineare è come ogni personaggio, dal principale al secondario e anche a quelli di sfondo, hanno tutti una propria identità. Nessun personaggio viene lasciato in secondo piano, nessun dettaglio viene lasciato al dubbio ma bensì tutto è connesso da un filo logico.

Come ogni buona storia di shonen battle, inizia con un impatto non indifferente verso il nucleo della storia, questo per cercare di attirare l’attenzione fin da subito cercando di scoprire le proprie carte ma mano che la lettura va avanti.

Ci troviamo di fronte alla seconda opera realizzata dall’autore, e già possiamo confrontarla con la precedente HellCyclopedia, notando significative differenze e un’evidente evoluzione sia nel tratto artistico che nell’attenzione dedicata ai dettagli. Osserviamo un perfezionamento nello sguardo dei personaggi, nelle loro espressioni e movenze, nonché nelle battute che pronunciano. Inoltre, viene raggiunta una maggiore coerenza tra la situazione in cui si trovano i personaggi e il loro carattere distintivo, aggiungendo un ulteriore livello di profondità e coinvolgimento alla narrazione.

Desidero porre particolare enfasi sui titoli di ogni capitolo, poiché contengono parole chiave di grande importanza che si collegano all’evoluzione della trama. Ad esempio, “La guerra del ghiaccio e del fuoco” rappresenta le prime scintille di un conflitto inaspettato che si scatena nella città. Da un lato, emergono i Rauh dalla fredda coltre di ghiaccio, mentre dall’altro gli araldi si ergono come difensori instancabili della loro società.

Vonrot è stata fin dall’origine un pianeta disabitato e molto freddo, ma gli Araldi del rosso, compresero il suo immenso potere e fecero in modo che il calore del sole potesse giungere fino al pianeta.

Sin dalle prime pagine, ci imbatteremo in un vero e proprio spettacolo di colori, in cui illustrazioni magnifiche e creative riempiono ogni spazio. Durante il percorso di lettura, inoltre, incontreremo schede appositamente dedicate all’approfondimento dei personaggi, offrendo al lettore un’ulteriore comprensione delle loro identità e delle loro caratteristiche distintive.

L’autore padroneggia abilmente un tratto di disegno sottile e delicato, intessendo linee che si fondono armoniosamente sulla pagina. Attraverso questa maestria, riesce a evocare con chiarezza la rappresentazione della battaglia, occupando con maestosità ogni porzione della tavola con tonalità di grigio.

Tra il confine sottile tra illusione e realtà, i protagonisti si troveranno di fronte a dure verità celate dietro l’inganno, e dovranno dimostrare un’animo saldo e coraggioso per affrontarle. Durante la lettura, i momenti di suspense saranno abbondanti, ma ciò che rende questa storia veramente significativa è la possibilità di una profonda riflessione sulle proprie certezze. La psiche dei personaggi viene messa a nudo, alimentando la loro forza d’animo e la volontà di proteggere le persone a cui tengono. Attraverso queste pagine, vi attende un viaggio che vi regalerà non solo intrattenimento, ma anche una stimolante esplorazione dei vostri valori più profondi.

‘La disperazione non porta a nulla di buono’

Nel complesso, questo primo volume è riuscito a stimolare la mia creatività, alimentando l’interesse verso lo sviluppo della trama. Sono impaziente di scoprire i veri ruoli che i vari personaggi ricoprono, da quelli che ingannano a quelli che nascondono le verità per trarne vantaggio personale. Inoltre, sono ansiosa di approfondire la battaglia attorno al cristallo di quasar e di comprendere appieno la sua rilevanza e necessità per la città. Questo romanzo mi ha intrattenuto e, allo stesso tempo, ha generato una curiosità crescente che mi spinge a continuare la lettura per svelare tutti i misteri che si celano dietro questa storia coinvolgente.

Il curioso caso di Benjamin Button

Se siete amanti della lettura classica e dei casi particolari, sicuramente Il curioso caso di Benjamin Button con la nuova edizione a cura della Caravaggio editore può fare assolutamente il caso vostro.

Un romanzo del 1922 realizzato da Francis Scott Fitzgerald ho ricevuto moltissima attenzione, soprattutto per gli elementi di cui si compone tanto da ottenere anche un film con protagonista Brad Pitt.

L’opera ha ricevuto una nuova edizione editata dalla Caravaggio editore e a cura di Enrico de Luca, l’opera si compone da 80 pagine allegate con delle illustrazioni che rendono l’atmosfera del romanzo davvero piacevole da leggere.

Trama:

“Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e parzialmente stipato in una delle culle, sedeva un vecchio di circa settant’anni. I suoi radi capelli erano quasi bianchi, e dal mento gli cresceva una lunga barba grigiastra, che ondeggiava in maniera ridicola avanti e indietro, mossa dalla brezza che entrava dalla finestra.”

Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) è un testo a metà strada fra il surreale e il satirico incluso nella raccolta I racconti dell’età del jazz (Tales of the Jazz Age). F. Scott Fitzgerald prese spunto da un’osservazione di Mark Twain, vale a dire che è un peccato che la miglior parte della nostra esistenza venga all’inizio e quella peggiore alla fine. Perciò, la particolare narrazione ripercorre “a ritroso” le tappe della vita del protagonista, costretto a nascere anziano e morire bambino. Il regista David Fincher ne ha tratto ispirazione per l’omonimo film del 2008 con Brad Pitt e Cate Blanchett.

Cosa ne penso?

Il curioso caso di Benjamin Button è uno di quei casi che riescano a rimanere impressi nella mente di un lettore o di chi ha visionato anche il film. La sua particolarità è proprio l’elemento centrale ossia un bambino che nasce già con delle sembianze di un settantenne e la sua evoluzione di vita fino ad arrivare ad essere un neonato. Nel 2008, l’opera è stata trasposta per il grande schermo da David Fincher.

In questa meravigliosa opera vediamo la vita essere completamente capovolta dal suo nascere fino a morte ma la particolarità più eclatante, appena il mio, è come lo stesso Benjamin Button riesca, nonostante le difficoltà che si presentano nel corso della sua vita, ad amarla completamente.

In realtà, lo stesso Fitzgerald ammise all’epoca che quest’opera non è oggetto del suo ingegno bensì ha preso ispirazione dalle parole di Mark Twain:

“«This story was inspired by a remark of Mark Twain’s to the effect that it was a pity that the best part of life came at the beginning and the worst part at the end. By trying the experiment upon only one man in a perfectly normal world I have scarcely given his idea a fair trial. Several weeks after completing it, I discovered an almost identical plot in Samuel Butler’s Note-Books.»”

L’opera apre le sue porte con la nascita nel 1860 di Benjamin Button, una figura che già dalla sua nascita ha creato grande scalpore nell’ospedale in quanto il bambino nasce con l’aspetto di un anziano.

Già dalle prime battitura dell’opera si può ben percepire come in realtà il padre di Benjamin sia davvero sconfortato dalla situazione è molto imbarazzato, ma nonostante tutto si prende cura di quel bambino con le sue particolarità.

La vita di Benjamin continua nelle sue vesti, nonostante il sospetto che da vecchio pian piano si ringiovanisce, e inizia a porre le sue prime esperienze di vita fino ad avere la sua prima relazione sentimentale.

Benjamin si trova nell’età della baldoria, nell’età di voler divertirsi e assaporare la sua libertà difatti va da festa in festa e cerca in tutti i modi di viversi al meglio quei momenti. Tuttavia la sua relazione amorosa inizia a sbriciolarsi, tanto che la coppia giunge anche al divorzio e Benjamin parte per la guerra e nel 1910 si scopre che la coppia spetta un figlio.

Dopo che Benjamin ha terminato la sua corriera accademica decide di trasferirsi in Italia, nello stesso luogo in cui si trova suo figlio Roscoe, ma tra i due il rapporto è molto teso. Nel frattempo Roscoe ha un figlio che inizierà a giocare con ‘suo padre’, vista che le sembianze di quest’ultimo lo porteranno ad essere sempre più giovane e le sue cure verranno affidate ad una badante.

Un’opera che riesce andare al di là dell’immaginazione, a capovolgere tutti quei concetti a cui abbiamo sempre creduto e a cui ci siamo sempre abituati della vita ossia la sua nascita, la sua evoluzione fino a giungere la morte e con sempre con sospetto di un bambino che ma mano gli anni possa crescere fino a diventare anziano con delle rughe ma se tutta questa realtà venisse capovolta con uno schiocco di dita?

Se non avete mai letto un libro dedicato a quest’opera, non posso fare altro che consigliarvi assolutamente la edizione della Caravaggio editore.

Althénopis di Fabrizia Ramondino

Se siete alla ricerca di un titolo che possa davvero sorprendervi e che sia stato pubblicato in varie lingue e abbia un gran trascorso le sue spalle, sicuramente questa opera di nome ‘Althénopis’ edita Fazi Editore può far al caso vostro.

Trama:

Mentre la seconda guerra mondiale volge al termine e da Napoli giunge il grido di una città martoriata, a Santa Maria del Mare, paesino immaginario di poche anime annidato sulla costa, la protagonista di Althénopis trascorre le sue giornate tra giochi infantili e divertenti avventure. La piccola appartiene a una famiglia bizzarra, giunta lì dall’esotica isola di Porto Quì: il padre diplomatico è sempre in viaggio, la madre, donna algida e distante, è assillata da continue emicranie e la nonna, figura onnipresente e piena di fascino, è avvolta da un’aura di mistero dai contorni quasi onirici. Nell’esistenza quotidiana della bambina, ai parenti e agli amici si alterna la presenza degli “scugnizzi”, che rubano gli spiccioli ai passanti nella piazza del paese. Nonostante in casa si disapprovino certi comportamenti, la piccola, ignorando un atteggiamento che non le appartiene, si lascerà coinvolgere in mille peripezie mischiandosi con i coetanei di ogni ceto sociale, sospesa tra l’ingenuità dell’infanzia e le incomprensibili stranezze dell’età adulta. Quando all’improvviso il padre muore, la famiglia è costretta a trasferirsi altrove e viene ospitata da diversi parenti prima di stabilirsi definitivamente a Frasca. La ragazza, nel frattempo, diventa donna e all’inizio degli anni Cinquanta decide di intraprendere un misterioso e solitario viaggio al Nord. Al ritorno, il confronto con la madre, sempre più sola e bisognosa di attenzioni, sarà inevitabile, facendosi presto scontro drammatico e portando alla luce dinamiche complesse rimaste latenti troppo a lungo.

Cosa ne penso?

Qual è effettivamente il motivo per cui suggerisco questa calda lettura?

Le motivazioni possono essere svariate, ma quella che mi mira sottolineare è il fatto che siamo di fronte a un romanzo che accoglie il lettore abbracciando in maniera molto calorosa portando in un viaggio che varia dal 1940 e anni successivi facendoci diventare parte di quei trascorsi agghiaccianti e della vita quotidiana dei suoi personaggi.

Siamo di fronte a un romanzo che è uscito per la prima volta nel 1981 e si imposta in maniera critica con una tipologia di narrazione molto ricca, piena di sfumature ma soprattutto dedita a trasformarsi in un diario confidenziale con chi lo sta leggendo.

Althénopis viene definita un’opera che presenta qualcosa di diverso da tanti romanzi che si scrivono al giorno d’oggi, un romanzo che possiede una potenza carismatica e molto memoriale non che è un complesso di racconti e di luoghi, di persone che ci fanno scoprire ma mano l’abilità di scrittura dell’autrice.

La particolarità che mi ha emozionato davvero tanto è la rappresentanza dei luoghi e delle persone che li vivono, vi è un’alta attenzione nella descrizione dell’ambiente circostante permettendo al lettore stesso di sentirsi proiettato all’interno del racconto e di conoscere le sfumature di quegli anni.

In questo romanzo l’autrice ci fa passare in tre tappe molto importanti della sua vita collocate in tre luoghi differenti partendo da Napoli fino a raggiungimento di Roma: Santa Maria del Mare, Le case degli zii e infine Bestelle dein Haus. Una mutazione della sua identità, del suo essere e della sua crescita personale nonché anche all’interno della società.

Questi aspetti ci permettono di conoscere al meglio in maniera trasparente è molto dinamica la protagonista e tutto ciò che la circonda, passando dalle conoscenze o dei parenti, i luoghi che hanno influenzato il suo modo di essere e soprattutto il risultato che l’autrice ha raggiunto. Fabrizia mette in grande nota anche il drammatico periodo che sta affrontando, parlando di sé da bambina, di fatto il tempo in cui si svolgono questi fatti parte durante la seconda guerra mondiale che sta svolgendo al suo termine a Napoli.

Negli anni 50 la donna decide di prendere coraggio e intraprendere un nuovo viaggio, tornando dopo tempo da sua madre ormai anziana. Si crea così una sorta di dialogo e di spazio in cui vengono presentate la figura della madre e della figlia.

È stato un romanzo davvero molto interessante da intraprendere, molto distante dalla tipologia di letture che preferisco ma anche molto educativo perché in un certo senso ci permette di conoscere una realtà diversa da quella raccontata o da quella che ci viene cantata dalla storia non che anche la possibilità di ascoltare e osservare da uno sguardo di una bambina che diventa adulta e delle relazioni che quest’ultima intraprende durante il suo viaggio.

Quello che colpisce maggiormente quando si sta cercando il romanzo sicuramente è la copertina maestosa che ha deciso di utilizzare la Fazi editore, forse se io dovessi essere molto critica il punto dolente è sicuramente il modo in cui si presenta il tasto perché siamo di fronte a uno scompartimento molto rigido con difficoltà di creare degli spazi per far riposare l’occhio del lettore ma bensì ci troviamo davanti a un testo privo di conversazioni che possono alleggerire la lettura, oppure di spazi di andare a capo che permettono di creare delle piccole colonne o paragrafi.

Witch Watch

In Italia è arrivata una storia ricca di divertimento e situazioni bizzarre! Witch Watch saprà conquistarvi fin da subito con il suo primo volume edito StarComics. Un’opera composta da 11 volumi in corso.

copertina

Trama:

Morihito, un ragazzo dalla forza sovrumana, sta per iniziare a convivere con la sua amica d’infanzia Niko, durante il suo allenamento per diventare una strega. I due adolescenti faranno i conti anche con le magie imprevedibili di Niko.

Cosa ne penso?

Doremì, che diamine stai facendo?

Witch Watch

Ah no, la protagonista di Witch Watch non è la pasticciona Doremì, ma si chiama Niko. 

Una ragazzina strega che combina un guaio dopo l’altro e il suo amico di infanzia Morihito Otogi, un liceale con poteri da Oni, cercherà di proteggerla dai pericoli derivanti da una vecchia profezia.

Mentre Morihito cercherà di trovare una soluzione a tutti i pasticci creati da Niko con la sua magia imperfetta, quest’ultima si esulterà lasciandosi andare in preda a fantasticherie amorose vivendo sotto lo stesso tetto con il suo grande amore. 

Witch Watch

Una commedia piena di magia e risate che sa davvero sorprendere, nonostante i tanti titoli degli ultimi tempi che ci presentano maghe e streghe con del potenziale e con una virtù ben salda, la nostra Niko saprà sorprenderci.

La sua magia non è perfetta, o almeno non lo è la sua spiegazione prima dell’utilizzo. Passeremo da finestre e tazze rotte a tipi che sacrificano i loro capelli diventando pelati. Un mix completo per chi vuole leggere qualcosa di fantasioso ma anche romantico con un pizzico di comicità che non guasta mai.

Morihito è un Oni molto potente che vive tra persone normali. Non ha amici oltre alla sua amica di infanzia e Niko separata da lui quando erano bambini a causa dei suoi doveri di strega.

Ma ora Niko è tornata dal suo addestramento e sua madre ha scelto per lei Morihito come famiglio.

Witch Watch

Appena ho concluso la lettura di questo primo volume sono rimasta sorprenda come mi sia venuta in mente “Doremì, la strega pasticciona”. Ci ricordiamo tutti, o quasi, le avventure piene di guai della dolce strega dai capelli rossi, ma Nico ci porterà in una comicità tutta fresca e frizzante!

I disegni sono puliti e dinamici, ogni capitolo è ricco di battute e di una comicità che sa mantenere alto l’umore dei suoi lettori.

Perché dare una opportunità a Witch Watch?

🌱 se siete in cerca di una storia divertente e rilassante da leggere nei momenti di relax 

🌱 se volete immergervi in guai e soluzioni bizzarre

🌱 se siete alla ricerca di un nuovo husbando o una wife 

Witch Watch – opera composta da 11 volumi in corso edita Starcomics. Scritta da Kenta Shinohara autore di Kanata no Astra.

I Want to Be the Wall

Si sta avvicinando il Pride Month e la Starcomics ha deciso di arricchire la collana Queer di Star Comics con I WANT TO BE THE WALL. La serie di Honami Shirono, completa in tre volumi, approfondisce con sensibilità e comicità la sfera dell’asessualità e dell’aromanticismo.

tra il 31 maggio e il 1 luglio 2023, acquistando in fumetteria un qualsiasi volume della collana Queer (ON OR OFF e MY SON IS PROBABLY GAY compresi) si riceverà in omaggio una speciale illustration card raffigurante uno dei 7 manga rappresentativi della collana Queer.

copertina

Trama:

Yuriko, una donna asessuale, accetta di sposarsi per accontentare i genitori. Il suo nuovo compagno di vita è Gakurouta, un uomo omosessuale, innamorato del suo amico di infanzia.

Cosa ne penso?

Honami Shirono, parlami ancora di queste tematiche. 

“non posso innamorarmi, non mi è mai capitato” e il dolore di sentirsi sbagliata quando inizi a capire di più te stessa per la prima volta o come l’amore che ti trascini dietro da dieci anni che non sarà mai corrisposto.

Il Pride Month è alle porte ed è sempre meraviglioso vedere come l’amore in tutte le sue sfumature venga accolto e abbracciato dalla gente. 

I want to be the wall

In questa nuova opera scopriamo i margini della asessualità e il concetto dell’essere aromantica con un matrimonio di convivenza tra Yuriko e Gakurota.

Un primo volume che apre le porte verso una storia macchiata dal dolore e dal conforto, tra le parole di Gakurota scopriamo un amore non corrisposto per il suo amico d’infanzia, un sentimento ormai che si trascina da dieci anni e il desiderio che si tramuta in lacrime.

Mentre la figura di Yuriko ci fa scoprire una tematica che non è spesso chiacchierata o trattata, l’essere “aromantica” ossia il non provare amore/non essersi mai innamorati, strettamente connesso al concerto di “asessualità”.

Nella vita, attraverso le varie esperienze, succede a tutti di scoprire passo dopo passo qualche lato di se stessi ma il momento più crudo è quando ne parli con qualcuno e loro ti guardano con gli occhi accusatori e giudicatori del “ma sei seria?”. Questi sono i primi sentimenti di Yuriko, una fujoshi appassionata del mondo boy’s love nelle sue piene sfumature ma che non riesce ad approfondire la tematica dell’amore nella vita reale o negli shojo perché non ha mai provato il “batti cuore”.

I want to be the wall

Due persone dalle problematiche diverse che cercheranno nel matrimonio di convenienza a sostenersi a vicenda, creando una interpretazione per la società della loro vita da sposini perfetta.

Un’opera che sa intrattenere e trattare di tematiche che al giorno d’oggi hanno bisogno di spazio e di essere conosciute in maniera dolce e non superficiale. 

Potrei definirlo come un tocco delicato, ma che sa lasciare il segno.

I want to be the wall

Sono davvero curiosa di scoprire le pagine del secondo volume, mi sono soffermata molto sui sentimenti che vengono espressi da entrambi i protagonisti, Yuriko e Gakurota, e mi è venuta una stretta al cuore.

Le conversazioni sono semplici, abituali e quotidiane ma che aprono le porte verso la bellezza del conoscersi e riprovarci. Riprovare a trovare la serenità e il proprio equilibrio, anche in una situazione di mera apparenza per chi li circonda ma che nel loro matrimonio riescano a sostenersi e trovare qualcuno con cui essere se stessi.

Mi piace molto come Honami Shirono abbia predisposto l’andatura della narrazione, una vita quotidiana che non rende la lettura sgradevole o noiosa, ma incalzante nella sua semplicità.

I want to be the wall un’opera conclusa di tre volumi che farà breccia nel vostro cuore.

Of machines and Beasts

Amate le storie piene di battaglia con elementi particolari che si evolvono nel post apocalittico? Allora ‘Of Machines And Beasts‘ fare proprio il caso vostro. Un’opera che sarà trasportata in Italia grazie Jundo e potete leggerlo sia in maniera digitale sulla loro applicazione o acquistando il cartaceo.

Of Machines and Beasts

Trama:

L’umanità è morta! Risorgendo dalle ceneri, due razze opposte combattono per ciò che resta del mondo: I Cyborg, simbolo del progresso tecnologico, e gli Spiriti Bestia, tornati a essere un tutt’uno con la natura. Hei Tong Shi, uno spietato assassino cyborg che odia tutto – tranne il sarcasmo – è costretto ad accompagnare un gruppo di Spiriti Bestia in una ricerca per ripristinare il mondo distrutto. Ma non è mai facile sfuggire al proprio passato. Chi erediterà la terra nella guerra fra macchine e natura?

Cosa ne penso?

La curiosità che mi ha trasmesso questo titolo è andata bene oltre alle mie aspettative, è una storia a cui ho dato il primo sguardo attraverso l’applicazione e devo dire che già i colori mi hanno totalmente conquistata.

Avendo in mano il primo volume cartaceo posso già dirvi le mie impressioni attinenti sia alla qualità del volume nonché ai primi capitoli della storia, è una storia ancora in corso ed è di un autore di origini cinesi chiamato Chenxi.

Sicuramente la qualità di Jundo è tutta da apprezzare perché parliamo di volumi da un prezzo abbastanza economico 9,90 euro, una qualità molto eccellente sia per la carta e anche per il fatto che parliamo di storia che sono totalmente a colori.

Of machines and beasts presenta le sue prime tavole con un epilogo concentrato sulla fine del mondo. In questo mondo non ci sono più esseri umani, la società e la umanità che conosciamo ma siamo in un post apocalittico che presenta due nuove figure ossia i cyborg e gli spiriti bestia.

Come in ogni grande storia post apocalittica sappiamo bene che gli elementi determinanti sono quelli di riuscire a realizzare dei personaggi sorprendenti e battaglie non saranno mai noiose, caratterizzati da creatività.

L’intera umanità è estinta a causa di un enorme attacco, nel primo volume non scopriamo nel perché, né da chi e neanche secondo quale metodo, ma ci concentreremo nell’analisi delle prime due figure che incontreremo ossia un cyborg e uno spirito bestia che cercheranno di raggiungere il passo degli spiriti bestia. Qual è la caratteristica di queste due figure?

La prima è la rappresentazione di un essere umano con dei pezzi meccanici e dal potere di infezione cibernetica, sia un meccanismo di difesa del proprio corpo che trasforma le parti mancanti in parti metalliche portando fino alla fine alla realizzazione di un vero e proprio robot che si andrà a sostituire all’essere umano cancellando qualsiasi suo ricordo della vita precedente. Dall’altro lato abbiamo la figura dello Spirito bestia ossia degli esseri che abusando dei propri poteri, vengono trasformati nella bestia ossia nell’animale a cui sono legati.

Hei Tong Shi è il protagonista con una cattiva nomina. Lui è uno spietato assassino cyborg che ha un compito da portare a termine, una promessa fatta ad un amico in punta di morte ossia quello di ripristinare l’ormai mondo distrutto. Il nostro amato assassino riuscirà a conquistare i vostri cuori soprattutto dimostrando delle battaglie che lo coinvolgeranno la sua grande forza anche caratterizzata da un comportamento e da battute abbastanza ironiche e provocanti.

TABI – THE JOURNEY OF LIFE

Una delle bellezze derivanti dal Comicon è proprio la nuova opera di Aki Irie editata dalla Jpop ‘TABI – THE JOURNEY OF LIFE‘.

In Italia sono state editate le altre due opere ossia Il mondo di Ran e Nuvole a Nord-Ovest e per chi vuole scoprire altre sfumature della nostra mangaka sicuramente questa raccolta di racconti è imperdibile.

copertina

Trama:

Una raccolta di racconti originali per vivere tutte le sfaccettature dei mondi fantastici di Aki Irie e perdersi nell’inconfondibile tratto dei suoi disegni. Tra i racconti anche un divertente episodio inedito de Il Mondo di Ran.

Cosa ne penso?

Una delle sfumature che più mi sorprende di Aki Irie è il suo modo di disegnare e illustrare le ambientazioni, ma anche le emozioni dei personaggi che riesce a creare. Ogni volta che mi butto a capofitto nelle sue opere, rimango sempre sorpresa di come riesce a comunicare in maniera poetica ed elegante tutte le emozioni che cerca di racchiudere all’interno delle linee che tratteggia e dei disegni da mozzafiato che riesce a creare.

L’elemento identificativo che ci permette di riconoscere subito i suoi tratti di disegno è proprio grazie all’evoluzione che ci mette nel realizzare le ambientazioni e in questo volume unico, nonostante sia una raccolta di racconti con degli extra anche dedicati al Il mondo di Ran, il suo stile riesce a conquistare il cuore del lettore ed è impossibile non acquistarlo.

Tabi - The Journey of Life

Ogni singola storia dell’opera racchiude una motivazione per cui è stata realizzata e a fine volume possiamo godere sia di tavole extra nonché di sussunte spiegazioni dedicate ai racconti.

Il primo racconto in cui ci imbattiamo si intitola Harukoma e aldilà della bellezza dei disegni sia della donna e sia dello sguardo chiaro verso l’ambiente e verso l’arte, quello che mi ha colpito maggiormente è come la ragazza sia sempre attenta a quello che la circonda a causa di un’azione malvagia che vuole compiere suo fratello ossia quello di ucciderla, tutto viene arricchito dalla bellezza del canto e della musica che riescono a sciogliere la tensione che la porta nel cuore facendole godere anche di momenti gioiosi della vita.

Tabi - The Journey of Life

Aki Irie spiega verso la fine del volume che le piace il canto, la musica, le canzoni popolari giapponesi e che uno dei suoi strumenti preferiti è proprio la voce umana e per questo voleva dare un forte carattere a questo suo amore proprio realizzando un mini racconto che lo racchiudesse come protagonista.

Andando avanti ci imbattiamo in vari racconti che riescono a mostrare dei lati gentili nonché anche delle difficoltà delle persone, molti messaggi educativi e di incoraggiamento nel non lasciarsi sconfiggere dagli ostacoli e nel cercare di osservare sempre la parte bella della vita e di tutto ciò che ci circonda come la natura, il cielo o l’essere umano è stesso.

Tabi - The Journey of Life

Un altro racconto che mi ha fatto davvero sorridere si intitola Il principe viaggiatore e parla di un principe che vuole liberarsi delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle ossia quella di dover governare un paese, un popolo e il suo animo non si rispecchia in queste responsabilità e cerca un modo per sfuggire e per custodire la sua libertà, tanto da far correre i soldati dietro alle sue scorribande.

Nella Postfazione ritroviamo anche delle parole dell’autrice:

“una volta, in una raccolta di mie opere, ho detto che manga dando forma a ciò che ci rapisce il cuore. È quello che penso ancora oggi. Spero che nelle vostre giornate, così pieni di impegni, abbiate la possibilità di imbattervi spesso in qualcosa di bello. Vi ringrazio.”

Trovare un messaggio che racchiude la gratitudine e un augurio dall’autrice credo che arricchisca la felicità del lettore nonché il buon animo dell’autore stesso.

Per tutta la durata dell’opera ci alterniamo tra racconti più brevi o racconti un po’ più lunghi, tuttavia la sorpresa non si limita solamente a vedere una tipologia di lavorazione diversa rispetto a quelle che siamo abituate in Italia con le altre due opere portate dalla stessa casa editrice, ma bensì vediamo anche una struttura della composizione delle tavole completamente diversa e innovativa.

La sorpresa più grande che possiamo ottenere da questo volume unico è sicuramente i disegni illustrativi che possiamo trovare alla fine del volume stesso, sono qualcosa di sorprendente e anche da immortalare all’interno di un quadro da appendere in camera perché sono poetica, sono maestose e gridano completamente tutta la bellezza dell’arte di disegno dell’autrice.

Magical Girl Risuka

Tra le nuove uscite Starcomics c’è un manga che si mista tra magia e vibes oscure. Un mix perfetto per chi ha voglia di catapultarsi in un mondo di umani che sono oggetto dei misteri dei maghi e delle loro formule.

Magical Girl Risuka uno shounen composto da cinque volumi in corso da non perdere!

copertina

Trama: 

La prefettura di Nagasaki, in Giappone, è un regno magico. I maghi che vivono al suo interno sono intrappolati nel Kyuushu, rappresentando comunque una minaccia tale da fare intervenire gli statunitensi durante la seconda guerra mondiale.
Figlia del più potente mago vivente, Mizukura Risuka ha dieci anni e vive fuori Nagasaki. Durante la ricerca del padre, uccide tutti i maghi malvagi che incontra sfruttando un incantesimo contenuto nel suo sangue, permettendole, per la durata di un minuto, di andare avanti velocemente nella propria vita, all’età di ventisette anni, quando è al culmine dei suoi poteri e poterli utilizzare. A farle da compagnia e guida c’è il sinistro Kugi Kizutaka, un genio sociopatico convinto che chiunque incontri sul suo cammino sia solo una potenziale pedina da sfruttare per i suoi fini.

Cosa ne penso?

Se la magia vuoi conquistare, Magical Girl Risuka devi acquistare.

Un titolo sorprendente che apre le sue prime pagine con delle tavole a colori e si conclude nelle medesime modalità. Un’avventura che vedrà come protagonisti principali due personaggi davvero particolari, da un lato abbiamo la maga di nome Misukura Risuka di dieci anni da cui pende sulla sua vita un’antica profezia e dall’altro lato abbiamo un essere umano di nome Kugi Kizutaka che ha degli ambigui pensieri connessi al concetto di vita e di magia.

Magical Girl Risuka

Anche se la storia si muove sui grandi passi di Risuka, l’attenzione ricade molto sul personaggio di Kizutaka, un bambino di dieci anni che vuole sottomettere gli esseri umani, che ritiene essere superflui e una massa di idioti, attraverso i suoi utili mezzi ossia i maghi.

La nota divertente è che, in realtà, anche Kizutaka stesso è un semplice umano, anzi, un bambino che ha una inclinazione verso gusti particolari e vuole essere coinvolto negli incidenti più macabri e profondi.

Il mondo creato in quest’opera viene governato dall’umanità, la vita delle persone scorre normalmente, ma a volte ci si ritrova incastrati in qualche formula magica che potrebbe condurre alla morte. Nelle alte mure vivono i maghi, ma sono una società chiusa e poco incline al lasciar passare chi non fa parte della loro gente.

Magical Girl Risuka

Kizutaka ha un occhio attento: rimanendo al centro dell’attenzione dei suoi compagni di classe, dei suoi insegnanti e delle situazioni in cui incorre riesce a cogliere i minimi dettagli che agli altri individui possono sfuggire e in questa maniera scopre in maniera veloce e funzionale la verità dietro l’identità di Risuka. I due decidono si stringere un patto, il ragazzo aiuterà la maga alla ricerca di suo padre e quest’ultima soddisferà gli ordini di Kizutaka. Kizutaka pensa di poterla usare come una pedina, ma presto si rende conto che Risuka è un fardello troppo complesso da gestire.

Il potere di Risuka è quello di essere la maga rossa del tempo, ossia lei è in grado di viaggiare nel tempo sia per spostarsi, ma anche per guarirsi ma non è in grado di utilizzare lo stesso potere sugli altri. Come riusciranno ad affrontare gli innumerevoli incidenti ambigui che si presenteranno in città?

Magical Girl Risuka, un’opera tratta dalla novel Shin Honkaku Mahou Shoujo Risuka, riesce a sorprenderci con dei disegni ben dettagliati che si muovono tra vibes grottesche e fantasiose.

A primo impatto viene da pensare se l’età dei ‘dieci anni’ con cui vengono rappresentati i ragazzini sia una età adeguata a seguito delle vicende e delle conversazioni complesse e notevoli che affrontano. Con certezza posso dire che, nonostante questa lieve perplessità, il primo volume mi ha davvero entusiasmata. Sono davvero felice di trovare in un’opera così particolare anche una grande dedizione per le pagine a colori che la rendono ancora più eccellente.

L’innocenza del buio

L’innocenza del buio è un nuovo horror italiano tutto da gustare per chi ama il genere.

Ci sono storie che hanno origine più antiche e non finisco mai per davvero. Questa è una di quelle

Un nuovo romanzo edito dalla Sperling & Kupler scritto da Roberto De Feo e Lucio Besana, riuscirà a trasportarvi in una storia che si alterna fra il 1919 e il 2019 ambientato in Italia. Un romanzo che cattura l’attenzione del lettore trascinandolo in una realtà scura e piena di misteri con dei ricordi che lasceranno delle macchie indelebili nei cuori dei ragazzi protagonisti.

Trama:

Dopo anni di ricerche, lo psichiatra infantile Christian Basili sembra aver trovato i soggetti che potrebbero avvalorare le sue teorie: quattro bambini che, pur non conoscendosi, condividono gli stessi ricordi di una vita passata. Frammenti sbiaditi degli anni trascorsi tra le due guerre in un castello al confine con la Francia, appartenuto ai coniugi Poitier. Matteo, Miriam, Kevin ed Erica si trasferiscono nel castello insieme a Christian e alla sua assistente Sara. Anche se non subito, l’esperimento si dimostra un successo: i ragazzi rammentano sempre più episodi della loro esistenza di un secolo prima. Memorie felici che presto, però, si rivelano un inganno: una forza oscura infesta il castello, un’entità misteriosa e crudele che vuole ridestarsi e tornare a fare del male.

Cosa ne penso?

L’innocenza del buio è un romanzo macchiato di inquietudine e maledizioni, racconta la storia di quattro ragazzi che vivranno nel loro tempo presente i ricordi di ragazzi sotto un altro nome che sono vissuti intorno al 1919 tra le due guerre e che avranno dei ricordi sbiaditi attinenti ad un castello e a una identità chiamata Madaime Poitier.

Le prime pagine si aprono presentando i vari i bambini e la vita che stanno vivendo nel 2019, ricordi che si mischiano con la realtà presente e un senso di inquietudine e di non appartenenza al posto che vivono insieme alle loro famiglie. Si inizia parlare di reincarnazione, di ricordi appartenenti a un tempo lontano, a bambini che iniziano ad avere nella loro mente e nel loro inconscio di ricordi sfumati che hanno bisogno di un mezzo per essere vissuti.

Lo sperimento si concentra sul far vivere per tre settimane questi ragazzi all’interno di un castello che rientra nei loro ricordi sbiaditi del 1919, il punto di connessione dello psicologo è quello di cercare un mezzo affinché i ragazzi possano riconoscere in maniera certa l’identità di quei nomi che rimbombano nella loro mente.

Un esperimento che dalle prime pagine sembra essere di interesse direttamente scientifico, con dei caratteri un po’ filosofici ma soprattutto che si concentrano nel fare un passo avanti per la scienza umana andando a parlare anche di concetti come reincarnazione, la possibilità di vivere una nuova vita e di mantenere i ricordi di quella precedente. Un mix di idee e di presupposti che rendono questo romanzo davvero innovativo e molto interessanti sotto tanti aspetti e sfumature, soprattutto per la tipologia di descrizione e di narrazione che viene utilizzata dai due scrittore.

Nulla è certo e niente è chiaro fino alle ultime pagine in cui lettore verrà investito da un carico di emozioni e di evoluzioni della storia davvero molto particolari e pieni di suspense.

Le vecchie storie narrate in tempo antichi se vengono trasportate nella nostra età, spesso, riescono a trasportare un significato: questo è il caso del pozzo e la strega, una storia che è il punto cruciale per l’avanzamento della narrazione e per i ragazzi che cercheranno di ritrovare la corda di connessione fra la loro realtà e quella vissuta nei cent’anni precedenti.

Ritengo che le storie più evocative sono quelli che hanno per protagonisti proprio dei ragazzi perché viene messo in gioco l’infantilità trasparente e innocua e la creatività della mente di un bambino ma anche le paure vive che un essere umano può conoscere. Un’esperienza diversa che potrebbe essere affrontata da un giovane adulto che non proverebbe le stesse emozioni e sensazioni di un bambino.

Pochi personaggi ma tutti i connessi in maniera molto logica, le memorie inizieranno grazie ad alcuni oggetti di collegate al passato, ad essere un punto di connessione e di elaborazione anche per lo sperimento. Un’ambientazione, come il castello, che è stato oggetto di ritrovo per bambini che sono stati abbandonati da genitori oppure sono orfani. Un punto in cui questi ragazzi possono definire casa e possono trovare la propria famiglia, ma cosa succede se quella famiglia inizia ad utilizzarti come strumento?

Roberto De Feo e Lucio Besana utilizzano una tipologia di narrazione alternante ossia tra il mondo reale e quello precedente, vi è una stretta connessione e riescono a realizzare il mix durante la struttura del romanzo, ossia non sono presenti dei capitoli appositi dedicati alla vita dei ragazzi del castello del 1919 e quello attinente al 2019, bensì sia un miscuglio di identità dei ragazzi di Matteo, Miriam, Kevin ed Erica alternati con le memorie di Chiara, Ennio, Gabriele e Irina.

La struttura stilistica la definirei poetica perché riesce ad avvolgere il lettore in maniera mistica e anche piena di inquietudine, facendo sì che lettore rimanga incollato alle pagine per ore e ore finché non termina l’ultima pagina, questa è stata un po’ la mia esperienza. Mi sono buttata a capofitto in questo romanzo horror in davvero pochissime ore e ne sono rimasta pienamente soddisfatta.