Pigpen Vol. 1 – Il thriller psicologico più disturbante del catalogo Jundo

Con Pigpen, Kim Carnby, celebre autore di Sweet Home e Bastard, torna a indagare l’abisso della mente umana, affiancato dai disegni taglienti e disturbanti di Beom Sik Cheon.
Pubblicato in Italia da Jundo, questo nuovo titolo si presenta come un thriller psicologico di tensione pura, dove nulla è come sembra e ogni silenzio pesa quanto una minaccia.

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Trama: Un giovane si risveglia sulla spiaggia di un’isola sconosciuta, privo di qualsiasi ricordo. Non sa chi sia, né come sia arrivato lì. Viene accolto da una famiglia che gestisce una piccola pensione, apparentemente tranquilla e ospitale. Tuttavia, dietro l’accoglienza gentile si cela un’ombra di inquietudine.
Mentre il ragazzo cerca di ricostruire la propria identità, l’isola rivela lentamente la sua natura ambigua: gli ospiti scompaiono, le barche non tornano, e il silenzio diventa ogni giorno più assordante. Perché è finito lì? E soprattutto… potrà mai andarsene?

Recensione

Analisi narrativa

Kim Carnby dimostra ancora una volta la sua abilità nel costruire tensione psicologica. La narrazione procede con un ritmo lento e controllato, che permette di approfondire non solo la psiche del protagonista ma anche quella dei personaggi secondari. L’amnesia del giovane funge da leva narrativa, generando suspense e inquietudine. Le domande senza risposta, i silenzi, gli sguardi sospettosi e le azioni ambigue della famiglia creano un tessuto narrativo denso di ambiguità, dove il lettore si trova immerso nella stessa confusione del protagonista. È una tensione costruita in modo chirurgico, dove ogni elemento apparentemente banale ha un peso simbolico e emotivo, e dove l’orrore si manifesta più come sensazione che come evento concreto.

Personaggi

I personaggi sono tratteggiati con grande precisione psicologica. Il padre rappresenta l’autorità e il controllo estremo, la madre incarna la vigilanza ossessiva e la manipolazione, mentre le sorelle incarnano due poli opposti della follia, una impulsiva e infantile, l’altra seducente e calcolatrice. Il fratello taciturno contribuisce a generare un senso di minaccia latente. Il giovane protagonista funge da specchio per il lettore, permettendo di vivere in prima persona la tensione, la confusione e la paura dell’ignoto. Il rapporto tra i personaggi è costruito in modo da generare costantemente dubbi, sospetti e un senso di claustrofobia psicologica.

Aspetto visivo e atmosfera

Beom Sik Cheon, al disegno, accompagna Carnby con un linguaggio visivo che amplifica l’inquietudine narrativa. La scelta cromatica è dominata da toni freddi e scuri, blu, viola e grigi opachi, che conferiscono all’isola e alla pensione un senso di isolamento totale. Le espressioni dei personaggi sono accentuate e deformate nei momenti di tensione, aumentando la sensazione di disagio. Le ombre e la gestione dello spazio nelle tavole non sono meri dettagli estetici, ma strumenti narrativi che contribuiscono a creare suspense e angoscia.

Temi principali

Il volume esplora la memoria come prigione, l’identità smarrita e l’isolamento imposto. L’isola e la pensione non sono solo ambientazioni, ma rappresentazioni della mente del protagonista e dei conflitti interiori che lo attraversano. L’opera indaga anche il tema della falsa ospitalità, mostrando come ciò che appare sicuro e accogliente possa nascondere pericoli e menzogne. La psicologia dei personaggi e le dinamiche familiari diventano quindi il vero centro dell’orrore.

Conclusione

Pigpen Vol. 1 è un thriller psicologico potente, raffinato e disturbante. Kim Carnby conferma di essere uno dei maestri del genere, capace di costruire tensione, ambiguità e inquietudine senza ricorrere a effetti spettacolari o a shock immediati. L’opera richiede attenzione e partecipazione emotiva, ma ripaga il lettore con un’esperienza intensa e immersiva. Jundo dimostra ancora una volta di saper selezionare opere dal linguaggio narrativo complesso e capace di lasciare un segno duraturo. Pigpen non è un semplice webtoon da leggere: è un’esperienza psicologica da vivere, dove il silenzio, la sospensione e l’ombra contano più delle parole.

“Se Insisti…” di Niiyama: Recensione del Boys’ Love che Esplora la Dualità tra Ufficio e Notte

Il Genio di Niiyama Ritorna: L’Arte della Dualità e della Seduzione in un Manga

Se c’è un’autrice nel panorama Boys’ Love contemporaneo che sa tessere trame di sensualità, ironia e incredibile profondità psicologica, quella è Niiyama. E con la sua ultima opera, “Se Insisti…”, pubblicata in Italia da Magic Press, conferma il suo talento cristallino in modo inequivocabile. Questo non è solo un manga; è una sorprendente esplorazione della doppia vita e del potere del carisma che ti cattura fin dalla prima pagina.

La narrazione ruota attorno a Shinobu Urakawa, l’uomo delle mille maschere: un insignificante impiegato di giorno, il magnetico e narcisista “principe” di un locale notturno la sera. L’introduzione del suo collega Hikaru Omoteya, l’affascinante uomo delle vendite, rompe questo precario equilibrio, innescando una dinamica incandescente. Sei pronto a scoprire come Niiyama gestisce questa tensione narrativa esplosiva e perché “Se Insisti…” è un titolo imprescindibile per ogni appassionato del genere?

Trama: Di giorno, Urakawa Shinobu non è altri che un semplice impiegato, ma di notte si trasforma in un playboy sempre alla ricerca di nuove prede. Nessuno sa della sua doppia vita. O almeno, così doveva essere.
Un sera, il principe narcisista del reparto vendite, Omoteya Hikaru, visita il gay bar che Shinobu frequenta. L’invasione di Hikaru nel suo locale preferito è un problema per Shinobu, che vede in lui un possibile rivale. In un tentativo di recuperare il suo terreno di caccia, Shinobu decide di fare una mossa verso Hikaru: “Stavi aspettando, vero? Che io facessi colpo su di te, intendo.”

Recensione:

La Struttura Duale e la Profondità Psicologica di Shinobu

Il cuore pulsante di “Se Insisti…” risiede nella brillante costruzione del protagonista, Shinobu Urakawa, e nel suo contrasto identitario. Niiyama utilizza il meccanismo della doppia vita non come un semplice espediente narrativo, ma come un potente strumento di analisi psicologica. Di giorno, l’abbigliamento anonimo e la frangetta coprente simboleggiano la volontà di invisibilità di Shinobu sul posto di lavoro. Di notte, al contrario, emerge il suo vero carisma non negoziabile, espresso attraverso un linguaggio del corpo sincero e una padronanza della seduzione che lo rendono quasi una figura mitologica nel locale.

Questo gioco di maschere è gestito con una maturità sorprendente. La narrazione non si accontenta di mostrare il contrasto; lo usa per costruire una costante tensione emotiva, chiedendo implicitamente al lettore: quanto delle due identità è autentico?

L’Innesco Emotivo: La Dinamica tra Shinobu e Hikaru

L’arrivo di Hikaru Omoteya funge da vero e proprio catalizzatore, portando la storia oltre il mero intrattenimento. Hikaru è l’antitesi di Shinobu in ufficio (sicuro, popolare), ma la sua vulnerabilità e l’attrazione ineluttabile per il seduttore notturno creano una chimica interpersonale elettrizzante.

La maestria di Niiyama si rivela nel rovesciamento dei ruoli: il seduttore (Shinobu) è forte e in controllo nella sfera privata, mentre l’uomo alfa (Hikaru) è quasi una “vittima” vulnerabile del suo fascino. Questa dinamica non è una forzatura, ma un motore narrativo che assicura che ogni interazione, sia essa un dialogo o una scena sensuale, sia funzionale all’evoluzione della loro relazione. Il lettore è costantemente in attesa del momento di collisione tra l’impiegato sfigato e il principe notturno.

Eccellenza Tecnica: Disegni e Ambientazione

Dal punto di vista tecnico e grafico, Niiyama dimostra un’abilità eccezionale nel Character Design e nella resa emotiva. L’espressività dei personaggi è un punto di forza critico: uno sguardo, un sorriso trattenuto, un gesto sensuale, tutto contribuisce a comunicare la sottile psicologia dei due protagonisti.

I dettagli sono curatissimi, ma ciò che eleva l’opera è la capacità di coordinare i momenti di introspezione (spesso comici, grazie anche ai personaggi secondari come il proprietario del bar e i divertentissimi gemelli) con le scene più sensualmente intense. In Niiyama, la sensualità non è mai fine a sé stessa, ma un linguaggio che i personaggi utilizzano per conoscersi e svelarsi.

In conclusione, “Se Insisti…” è un’opera matura, tecnicamente ineccepibile e narrativamente complessa che supera i confini del semplice Boys’ Love. È una lettura che entusiasma, conquista e conferma Niiyama come una delle voci più eleganti e penetranti del genere.


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The Pawn’s Revenge: Tensione Psicologica nel Boy’s Love

Se sei un appassionato/a di boy’s love e stai cercando un titolo che unisca tensione psicologica e relazioni ambigue, The Pawn’s Revenge di Evy, edito da Jundo Comics, potrebbe essere la tua prossima lettura. In questa recensione ti racconto perché questo primo volume è molto più di una semplice storia romantica e come i protagonisti si muovono in un mondo complesso e sfaccettato.

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Trama: Il prostituto Je-oh conduce una vita senza futuro dalla quale non riesce a sfuggire. Vive come una pedina mossa da mani invisibili. Un giorno viene rapito da Seong-rok, un serial killer, in missione per conto della sua compagna, un’ex prostituta. I motivi dietro a tale gesto s’ignorano. Je-oh, stanco del suo ruolo, utilizzerà ogni parte del suo corpo alla ricerca della sua vendetta contro l’intera scacchiera.

Cosa ne penso?

Ho iniziato The Pawn’s Revenge molto tempo fa, ma lo avevo interrotto all’incirca intorno al decimo capitolo. Probabilmente perché in quel periodo leggevo davvero tante opere contemporaneamente e questa storia era finita un po’ in secondo piano. Ora, grazie all’edizione Jundo, ho avuto l’occasione di riprenderla dall’inizio, con una prospettiva più chiara e una maggiore attenzione ai dettagli.

Questo primo volume, che raccoglie i primi cinque capitoli, introduce il lettore in un racconto che si muove su dinamiche psicologiche complesse, senza però chiarire del tutto i comportamenti e le motivazioni dei protagonisti. È evidente che The Pawn’s Revenge voglia costruire lentamente la propria tensione, concentrandosi più sulla caratterizzazione interiore che sull’azione immediata.

La storia ruota attorno a Je‑oh e Seong‑don, due personaggi dalle personalità molto diverse ma legati da un rapporto difficile da decifrare.
Je‑oh, nonostante la sua condizione di prostituto, non viene mai presentato come vittima: è un personaggio che vive la propria realtà con un senso di accettazione lucida, quasi rassegnata, ma mai debole. È consapevole del contesto in cui si trova e sceglie di affrontarlo con una calma che diventa la sua forma di resistenza.

Seong‑don, invece, rimane volutamente sfuggente. I suoi comportamenti e atteggiamenti, spesso contraddittori, lasciano intuire un passato tormentato o una motivazione più profonda che l’autrice, almeno per ora, decide di non svelare. In questo senso, il volume resta più introduttivo che esplicativo: costruisce un’atmosfera densa, ma non fornisce ancora gli strumenti per comprendere davvero chi siano i protagonisti e cosa li spinga a muoversi in un rapporto tanto ambiguo.

Dal punto di vista grafico, Evy si distingue per un tratto pulito e per la cura con cui rappresenta le espressioni e i silenzi, che diventano il vero linguaggio dei personaggi. Tuttavia, proprio per la sua natura di volume introduttivo, la narrazione risulta ancora frammentaria: si percepisce che la storia ha del potenziale, ma che le sue fondamenta devono ancora consolidarsi.

Consiglierei The Pawn’s Revenge a chi apprezza storie dal tono psicologico, con dinamiche complesse e relazioni caratterizzate da tensione e ambiguità emotiva. Onestamente, i primi cinque capitoli non mi hanno fatto esaltare l’opera, ma lasciano intravedere spunti interessanti che potrebbero svilupparsi nei volumi successivi.


Conclusione

The Pawn’s Revenge è un’opera che punta a costruire tensione e introspezione più che azione immediata. Un’opera consigliata a chi cerca emozioni sottili e relazioni intricate, dove ogni gesto e silenzio dei personaggi racconta più di mille parole. Evy dimostra un talento particolare nel tratteggiare la psicologia dei protagonisti e lascia il lettore curioso di scoprire cosa accadrà nei prossimi volumi.

Il nostro Eden senza Dio 3 – Recensione del manga Omegaverse di Yuma Ichinose (Magic Press)

Il nostro Eden senza Dio è uno dei titoli Omegaverse più discussi e apprezzati degli ultimi anni. Con il terzo volume, pubblicato in Italia da Magic Press, Yuma Ichinose continua a costruire un racconto delicato, emotivo e sorprendentemente maturo all’interno di un genere che spesso viene ridotto ai suoi elementi più istintivi.

Questo articolo offre una panoramica completa del volume 3, con trama, contesto e una sezione dedicata alla recensione personale, utile sia ai nuovi lettori sia a chi segue la serie.

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Trama: L’inverno è finito e la primavera ha inizio. Nishio e Takai stanno per iniziare il terzo anno delle superiori. I due giovani amanti coltivano la loro relazione in segreto, come se quei sette giorni passati nel ripostiglio della palestra non fossero mai accaduti. Intanto, però, il secondo calore si avvicina sempre di più… Proprio durante la settimana di studio intensivo, in un luogo senza via d’uscita, saranno di nuovo costretti a fuggire.

Recensione:

Maturazione, cambiamento e legame: il cuore narrativo del volume

La storia si apre con un cambio di stagione che diventa metafora di un passaggio interiore: la primavera prende il posto di un inverno pieno di tensioni emotive, segnando l’inizio del terzo anno delle superiori per Nishio e Takai. È un avanzamento scolastico, certo, ma soprattutto un ingresso in una fase nuova e più adulta del loro rapporto, che cresce con una naturalezza disarmante.

Yuma Ichinose usa con destrezza i meccanismi tipici dell’Omegaverse. I segnali fisici – feromoni, reazioni corporee, percezioni sensoriali – non sono mai un espediente gratuito, ma diventano veri strumenti narrativi. Attraverso questi piccoli dettagli si costruisce un linguaggio silenzioso, un territorio emotivo in cui i due protagonisti imparano a leggersi e a conoscersi senza forzature.

Takai si conferma un ragazzo altruista, capace di offrire sostegno senza pretese. Nishio, inizialmente più chiuso, impara a lasciare spazio ai propri sentimenti e a restituire l’affetto ricevuto con una maturità crescente. La loro unione non è determinata dal ruolo Alpha/Omega: nasce da una scelta reciproca, da un desiderio sincero di condividere il proprio mondo e crescere insieme.

Un Omegaverse diverso dal solito: sensibilità, rispetto e introspezione

Il tratto distintivo di questo volume è l’attenzione con cui viene trattato il legame tra Alpha e Omega. In molte opere del genere, la connessione è rappresentata come un vincolo puramente fisico; qui diventa una porta spalancata su temi più profondi.

Non c’è mai sensazionalismo, né erotizzazione superflua. La tensione tra i protagonisti resta nel campo delle emozioni: un gesto trattenuto, un silenzio che pesa, uno sguardo che svela più di mille parole. È un racconto che mette al centro la vulnerabilità, la cura reciproca, il bisogno di essere compresi.

La scrittura di Ichinose è misurata, sensibile, sempre attenta a mostrare anziché spiegare. Così emergono la fragilità di Nishio, la dolce determinazione di Takai e quella capacità rara di comunicare anche senza voce.

Disegno e regia delle tavole: quando la delicatezza diventa stile

Dal punto di vista grafico, questo terzo volume rappresenta uno dei momenti più riusciti dell’intera serie. Le tavole sono costruite con equilibrio, quasi come se seguissero una coreografia emotiva. Il tratto delicato, gli spazi bianchi che respirano, le espressioni contenute ma intensissime: tutto contribuisce a creare un’estetica morbida e coerente con la storia.

Rispetto ai volumi precedenti, si nota una maturità maggiore: linee più fluide, movimenti più naturali, sguardi più precisi nel raccontare ciò che i personaggi non dicono ad alta voce. Anche i dialoghi, mai ridondanti, accompagnano questa delicatezza, favorendo una lettura scorrevole ma densa di significato.

Approfondimenti narrativi e nuovi spunti per il futuro

Fra le presenze più interessanti del volume spicca il padre di Takai, introdotto con discrezione ma portatore di un potenziale narrativo enorme. La sua comparsa lascia intravedere dinamiche familiari che potrebbero diventare fondamentali nei prossimi capitoli.

Il volume procede con un ritmo dolce, misurato, ma prepara il terreno a tensioni nuove. È evidente che Nishio e Takai stanno entrando nella fase più complessa della loro storia: quella in cui sentimenti, desideri e responsabilità iniziano a intrecciarsi con il mondo che li circonda. La sensazione finale è quella di un legame che cresce in intensità, capace di andare oltre i confini dell’Omegaverse per diventare una storia di formazione, fiducia e reciproca scoperta.


The Fragrant Flower Blooms with Dignity: perché il volume 1 di Saka Mikami è un piccolo capolavoro shonen sentimentale

C’è qualcosa di profondamente disarmante nelle storie che parlano di gentilezza nascosta dietro un volto severo. The Fragrant Flower Blooms with Dignity è una di quelle opere che, con eleganza e sincerità, scava nell’animo dei suoi personaggi, regalandoci un racconto di crescita, scoperta e tenerezza.
Saka Mikami ci introduce in un mondo di contrasti, dove due scuole e due persone, imparano che le differenze possono diventare ponti e non barriere.

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Titolo: The Fragrant Flower Blooms with Dignity
Autrice: Saka Mikami
Editore italiano: J-Pop Manga
Demografica: Shonen
Volumi pubblicati in Giappone: 18 (in corso)
Genere: Romance, Slice of Life, Commedia scolastica

Trama: La Chidori High è una scuola maschile prevalentemente frequentata da studenti di bassa estrazione sociale e con voti pessimi; la Kikyo Girls’ High invece è una scuola femminile che ha come studentesse le figlie di famiglie ricche e prestigiose. Queste due scuole, che sono situate una di fianco all’altra, sono in continua disputa fra loro. Rintaro Tsumugi è uno studente del secondo anno della Chidori dall’aspetto da delinquente, ma dal carattere gentile, che un giorno, mentre sta aiutando nella pasticceria di famiglia, incontra Kaoruko Waguri. I due vanno subito d’accordo anche perché Kaoruko non sembra dare importanza all’aspetto del ragazzo, ma questa sensazione di pace viene rapidamente turbata quando Rintaro scopre che la ragazza frequenta la Kikyo. Questa rivelazione segna l’inizio di una faticosa storia fra i due, mentre lottano contro le limitazioni imposte dalle loro scuole e dall’ambiente circostante, nel tentativo di trovare la loro strada.

Feedback:

Saka Mikami costruisce il primo volume di The Fragrant Flower Blooms with Dignity con una consapevolezza narrativa sorprendente. La scelta di ambientare la storia in due scuole contrapposte non è un semplice espediente: diventa un motore simbolico che mette in scena la tensione tra classi sociali, aspettative e pregiudizi.

Il ritmo della narrazione è equilibrato: non si affida a colpi di scena forzati, ma cresce attraverso il dialogo e la gestualità dei personaggi. Ogni interazione è curata nel dettaglio, dagli sguardi fugaci ai piccoli silenzi, e contribuisce a rendere reale la connessione emotiva tra Rintaro e Kaoruko.

La scrittura visiva di Mikami si distingue per la precisione delle tavole e la capacità di alternare momenti comici a scene di intima introspezione. Non è un manga che punta solo al sentimento, ma alla costruzione di un’identità: quella di due giovani che imparano a vedersi e farsi vedere per ciò che sono davvero.

Il parallelo con Romeo e Giulietta è evidente ma ben dosato: i protagonisti appartengono a mondi opposti, eppure la loro relazione diventa una sintesi armonica tra due realtà che si rifiutavano di comunicare. Qui, però, non c’è tragedia, bensì una sottile promessa di cambiamento.


Personaggi: due poli che si incontrano

Rintaro Tsumugi

Rintaro è il cuore pulsante dell’opera. Alto, dai lineamenti severi e lo sguardo deciso, è il tipico ragazzo che il mondo fraintende. Mikami riesce a dare spessore psicologico a un personaggio che, dietro la corazza del suo aspetto intimidatorio, nasconde una profonda empatia.
La sua crescita è lenta, coerente, reale. L’autrice utilizza i gesti — più che le parole — per mostrare la delicatezza di Rintaro, e lo fa con una regia narrativa che rende ogni scena densa di significato.

Kaoruko Waguri

Kaoruko è la luce che rompe le ombre di Rintaro. Con la sua passione per le torte e la sua spontaneità, diventa un ponte tra due mondi. Pur provenendo da una scuola d’élite, Kaoruko è tutto fuorché snob: è una ragazza altruista, sincera e determinata.
Narrativamente, funge da catalizzatore della crescita di Rintaro, ma non è ridotta a “spalla romantica”: ha un arco personale ben definito, fatto di sogni, sacrifici e un costante desiderio di migliorarsi.


Le Illustrazioni: espressività e cura delle tavole

Sul piano grafico, The Fragrant Flower Blooms with Dignity è un piccolo gioiello di equilibrio visivo.
Il tratto di Mikami è pulito ma non privo di carattere, e la gestione delle prospettive dinamiche regala profondità anche alle scene più quotidiane. L’autrice gioca con il ritmo delle inquadrature, alternando dettagli ravvicinati a tavole panoramiche che amplificano la componente emotiva.

Le espressioni di Kaoruko sono una delle cifre stilistiche dell’opera: dolci, buffe, autentiche. Quelle di Rintaro, invece, racchiudono tutta la fragilità di un ragazzo che impara a lasciarsi guardare.
Ogni tavola diventa così un piccolo esercizio di regia e sensibilità visiva.


Conclusione

Il primo volume di The Fragrant Flower Blooms with Dignity è un perfetto esempio di come uno shonen romantico possa coniugare leggerezza e profondità, senza mai scadere nella banalità.
Saka Mikami ci offre una storia che parla di percezione, di coraggio, e della bellezza che nasce quando si impara a vedere oltre le etichette.
Rintaro e Kaoruko non sono solo due protagonisti: sono due prospettive che si incontrano, e nel loro incontro trovano la libertà di essere sé stessi.

Il mio adorabile poliziotto – l’amore che matura con il tempo: la recensione completa del manga di Niyama (Magic Press)

Torniamo a parlare di Boys Love con un titolo che ha conquistato lettori in Giappone e ora arriva finalmente anche in Italia in una box curata da Magic Press: Il mio adorabile poliziotto, firmato da Niyama.
Una storia che mescola dolcezza, ironia e un’intensa riflessione sull’amore adulto, le seconde possibilità e il coraggio di accettare se stessi.

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Trama: Seiji Tajima è un ex-poliziotto, ora negoziante quarantenne e single, amico stretto di un pubblico ufficiale chiamato Shin Nakamoto. Shin, che conosce Seiji sin da quando l’uomo era nella polizia e lui era solo uno studente di scuola superiore, ha a lungo covato un amore segreto per lui, ma ormai si è accontentato di restargli a fianco come amico. Finché un giorno, per caso, Seiji menziona l’idea di provare a tentare la fortuna in campo sentimentale con un uomo… In quel momento, i sentimenti di Shin tornano violentemente alla ribalta.

Recensione

Il mio adorabile poliziotto è un Boys Love che si distingue per la maturità emotiva e per la lucidità narrativa con cui affronta i sentimenti tra due uomini che si ritrovano in un momento fragile delle loro vite.

Niyama costruisce con maestria un rapporto che non nasce dalla passione improvvisa, ma dalla familiarità del quotidiano: lo sguardo che si incrocia dietro al banco del negozio, la routine del quartiere, il piccolo disordine domestico che diventa intimità. È proprio questa normalità a rendere l’opera autentica.

Seiji è un protagonista meravigliosamente imperfetto: un uomo adulto che usa la comicità come difesa, che parla senza filtri e vive senza porsi troppe domande, ma che nasconde un fondo di malinconia e una tenerezza disarmante. È l’emblema di chi non sa più se l’amore fa per lui, ma che finisce per esserne travolto.
Shin, al contrario, è composto, serio, riflessivo. Rappresenta il desiderio represso, la costanza, la fedeltà silenziosa. In lui c’è la pazienza di chi ha amato in segreto e la dolcezza di chi sceglie di aspettare.

La differenza d’età tra i due non è trattata come elemento di scandalo, ma come occasione di confronto generazionale. Shin è l’uomo che cresce e si fortifica, Seiji quello che riscopre la voglia di vivere. Entrambi cambiano, si influenzano, si educano l’uno all’altro.

Ciò che sorprende è l’abilità di Niyama nel dosare dramma e ironia: quando la tensione emotiva si fa più intensa, una battuta di Seiji rompe l’atmosfera e riporta la storia a terra, senza farla mai cadere nel melodramma.
L’autrice non idealizza i suoi personaggi: li lascia umani, buffi, contraddittori. Persino la gatta di Seiji diventa una presenza viva e coerente nel racconto, un piccolo simbolo di equilibrio domestico e affetto sincero.

Dal punto di vista grafico, il tratto è pulito ma espressivo, con una particolare attenzione agli sguardi e alla gestualità. Le scene più intime non risultano mai eccessive, ma mantengono una sensualità sobria, perfettamente bilanciata al tono complessivo.

Il ritmo narrativo si mantiene costante per tutti e tre i volumi, accompagnando il lettore in una crescita sentimentale che culmina nel terzo, dove entrambi i protagonisti si confrontano con il futuro, non più come due individui separati, ma come coppia.


La Box Magic Press

L’edizione italiana proposta da Magic Press raccoglie i tre volumi della serie più una storia extra di 16 pagine, in cui Shin e Seiji incontrano i protagonisti di Se insisti, un’altra opera di Niyama pubblicata dalla stessa casa editrice.
La box è curata nei dettagli, con stampa di qualità, copertine opache e inserti a colori, rendendola un piccolo gioiello da collezione per gli amanti del genere Boys Love.


Conclusione

Il mio adorabile poliziotto è una storia di rinascita e autenticità, dove l’amore non è idealizzato, ma vissuto nella sua forma più quotidiana e sincera. È il racconto di due uomini che, nonostante il tempo e le paure, imparano ad accettare se stessi e a concedersi la felicità.

Niyama dimostra di saper scrivere con equilibrio e sensibilità, alternando sorrisi e riflessioni, senza mai forzare l’emotività. È un’opera che parla con leggerezza di argomenti complessi, come la maturità sentimentale, la solitudine e la libertà di amare chi si vuole, indipendentemente dal genere.

Una lettura consigliata a chi cerca nel Boys Love non solo romanticismo, ma umanità, ironia e crescita personale.
Personalmente, lo considero uno dei titoli più completi e raffinati arrivati in Italia negli ultimi anni nel panorama BL.

Voto personale: 8/10

Morgana e Oz di Miyuli – la magia del cuore tra streghe e vampiri (Kudos Edizioni)

Ci sono storie che ti entrano dentro piano piano, fino a diventare parte della tua quotidianità. Morgana e Oz è una di quelle: una serie che ho seguito con costanza su Webtoon, capitolo dopo capitolo, e che ogni volta è riuscita a portarmi un piccolo momento di serenità.
Ora, grazie a Kudos Edizioni, l’opera di Miyuli arriva finalmente anche in Italia, e il suo debutto ufficiale al Lucca Comics & Games 2025 è stato uno dei momenti più attesi dagli appassionati di webtoon e fumetto fantasy.

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Trama

In un mondo dove il conflitto tra streghe e vampiri dura da secoli, l’odio reciproco sembra ormai una legge immutabile. Ma proprio in questo scenario nasce una storia capace di rompere gli schemi.
La protagonista, Morgana, è una giovane strega del casato Witherberry, impulsiva, curiosa e con una magia difficile da controllare. Durante uno scontro tra clan, incontra Oz, un vampiro gentile e altruista, molto diverso da come le streghe sono abituate a immaginare i nemici.
Il loro legame, all’inizio fragile e inaspettato, si trasforma in un’amicizia profonda e poi in qualcosa di più. Due giovani che, pur appartenendo a mondi opposti, trovano il coraggio di guardarsi con occhi nuovi e di mettere in discussione tutto ciò che hanno sempre creduto.

Recensione

Morgana e Oz è un webtoon che incanta per la sua capacità di mescolare elementi fantasy e romantici con una leggerezza che conquista.
L’autrice Miyuli, nata in Lettonia e trasferitasi in Germania all’età di sette anni, è un’artista dal talento straordinario: la sua formazione alle Belle Arti e la sensibilità grafica si riflettono in ogni tavola. Il suo tratto è morbido, dinamico e ricco di dettagli; i colori sono caldi e luminosi, perfetti per dare vita a un mondo magico dove la luce e l’ombra convivono in armonia.

La relazione tra Morgana e Oz non è solo un amore impossibile tra due clan rivali, ma anche un racconto di crescita, accettazione e fiducia. Miyuli riesce a trasmettere messaggi profondi senza appesantire mai la narrazione, rendendo ogni episodio un piccolo frammento di poesia visiva.
Il ritmo è equilibrato, alterna momenti teneri ad altri più intensi, e riesce sempre a sorprendere con una naturalezza rara. La costruzione dei personaggi è uno dei punti più forti dell’opera: non esistono buoni o cattivi assoluti, ma individui pieni di sfumature, mossi da paure, desideri e sogni.

Dal punto di vista grafico, l’edizione italiana di Kudos Edizioni è un vero gioiello: un volume corposo, completamente a colori, con oltre 300 pagine che riprendono fedelmente la brillantezza del webtoon originale. Alla fine del volume, alcune illustrazioni inedite accompagnano il lettore in un viaggio ancora più intimo tra i protagonisti, rendendo l’esperienza di lettura completa e appagante.


Conclusione

Morgana e Oz è un’opera che parla dritta al cuore. È dolce, divertente, visivamente splendida e capace di affrontare temi universali come la diversità, la comprensione e la ricerca della propria identità.
Se siete alla ricerca di una lettura fantasy che unisca magia, emozione e una narrazione di grande sensibilità, questo titolo è assolutamente da non perdere.
Sono certa che, proprio come è successo a me, anche voi vi lascerete incantare da Morgana, da Oz e dal mondo straordinario che Miyuli ha saputo creare con la sua arte.

EAT di Nagabe – Il ritorno dell’autore di The Girl from the Other Side

Con EAT, Nagabe torna in Italia grazie a J-POP Manga, portando un’opera disturbante, poetica e intensamente umana. Un volume unico che esplora il desiderio, la paura e la fame, sia fisica che spirituale,attraverso personaggi intrappolati tra istinto e tenerezza.
In questa recensione analizziamo temi, simbolismi e il ritorno di uno degli autori più raffinati del manga contemporaneo.

Attenzione: la seguente recensione puo’ contenere spoiler.

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Trama:

Per Lufria, noto per essere l’insegnante di legge più severo in circolazione, l’immagine è tutto. Per gli studenti ritardatari o che infrangono le regole, la tolleranza è zero. Anche se non lo ammetterebbe mai, però, anche il più rigido dei lupi può ritrovarsi a sognare cose proibite. Lufria ama molto osservare l’atto del mangiare e, dopo essere stato aggredito e morso da un suo allievo, si rende finalmente conto del perché: non desidera altro che essere divorato. Un bisogno recondito all’apparenza molto difficile da realizzare… oppure no?

Feedback:

Con EAT, Nagabe torna finalmente in Italia, e lo fa con la forza di un autore che non teme di spingersi nei territori più profondi e controversi dell’animo umano. Pubblicato da J-POP Manga in edizione regular e variant, questo volume unico rappresenta una delle uscite più attese dell’anno — e per chi è riuscito ad accaparrarsi una delle 200 copie limited con firma dell’autore, anche un piccolo tesoro da collezione.

Per chi, come me, ama visceralmente Nagabe, EAT è molto più di un nuovo titolo: è un ritorno a quella poetica oscura e introspettiva che da sempre contraddistingue la sua opera. Ho letto EAT per la prima volta tempo fa, ma rileggerlo ora in questa nuova edizione mi ha riportata a quella stessa, identica sensazione di turbamento e fascinazione che solo lui sa provocare.

E non posso negarlo: tra tutte le sue opere, questa è probabilmente quella che porto più nel cuore.

Se dovessi definirlo, direi che EAT si muove sulle stesse frequenze emotive di The Girl from the Other Side, ma con un tono più carnale, più disturbante, più spinto nella dimensione psicologica e nel simbolismo corporeo.

È un racconto che parla di desiderio, trauma e fame, non solo la fame fisica, ma quella interiore, quella che divora dall’interno chi non riesce a trovare pace con sé stesso.

Il protagonista, Lufria, è un professore di diritto, noto all’interno dell’università come “il sicario” per via del suo aspetto elegante e minaccioso: mantello nero, guanti bianchi, sguardo impenetrabile. Dietro la sua compostezza però si nasconde una mente complessa, segnata da un passato traumatico.

Alle scuole medie, Lufria fu morso da un compagno, Liza — un episodio che segnerà per sempre la sua psiche. Quel morso, doloroso e violento, innesca in lui una pulsione ambigua, un intreccio di paura e desiderio che nel tempo si trasforma in una forma di feticismo: l’attrazione per l’atto di mangiare, per le mandibole che si muovono, per i denti che affondano nella carne.

Ma il punto cruciale di EAT non è il feticismo in sé: è il desiderio di essere mangiato, di essere divorato.

Lufria è un lupo che non vuole cacciare, ma essere preda. E questa contraddizione diventa il cuore psicologico del volume: la ricerca di un annientamento che non è morte, ma una forma estrema di intimità, quasi un ritorno all’origine.

A innescare il conflitto è l’incontro con Gulla, uno studente alto, ingenuo e costantemente affamato. Gulla è un erbivoro, e non dovrebbe mangiare carne, ma ne è attratto, affascinato dal suo sapore proibito. È in lui che Lufria rivede il riflesso del proprio istinto represso: un desiderio che non osa ammettere.

Tra i due nasce un legame ambiguo, fatto di tensione, silenzi e un’intimità che si muove sul filo tra tenerezza e pericolo. A completare il triangolo psicologico interviene proprio Liza, ora docente di psicologia, che torna nella vita di Lufria come un’ombra dal passato, riaprendo la ferita mai guarita.

La scrittura visiva di Nagabe è, come sempre, impeccabile. Il suo tratto delicato e morbido riesce a rendere poetica anche la violenza, a dare un’aura quasi sacra al desiderio. Ogni tavola è costruita con equilibrio e silenzio: i bianchi diventano respiro, le ombre suggeriscono tutto ciò che resta non detto.

Il risultato è un racconto profondamente sensuale e psicologico, dove la fame diventa metafora dell’amore più estremo — quello che vuole divorare e, allo stesso tempo, essere divorato.

A chi ha amato la malinconia di The Girl from the Other Side o la dolce inquietudine di Monotone Blue, EAT offrirà un’esperienza più oscura, più esplicita e, per certi versi, più umana.

Nagabe in questo volume tocca il punto più intimo della sua poetica: la vulnerabilità del desiderio.

Personalmente, considero EAT una delle opere più complesse e riuscite dell’autore, capace di svelare un lato ancora più cupo e maturo della sua sensibilità narrativa.

E confesso che mi piacerebbe moltissimo vedere un futuro spin-off, che esplori la psiche del professore o le origini del legame con Gulla, perché certi personaggi lasciano un segno troppo profondo per restare confinati in un solo volume.

Spero inoltre che EAT possa rappresentare solo l’inizio di una nuova stagione editoriale dedicata a Nagabe in Italia, e che J-POP Manga ci regali presto anche altri suoi inediti, come SMILE.

Perché ogni opera di questo autore è un viaggio nel lato più puro e crudele dell’animo umano — un luogo dove la bestialità e la tenerezza convivono, come carne e spirito. EAT è un volume che non si dimentica. È disturbante, poetico, sensuale e, in fondo, terribilmente vero. E chi ama davvero Nagabe sa che non potrebbe essere altrimenti.

Shutline Vol. 8 (Magic Press) – Recensione completa: identità, salvezza e motori in fiamme

Il mondo del Boys Love – e in particolare quello più adulto, psicologico e con venature noir – ha trovato in Shutline una delle sue espressioni più vigorose. Pubblicato in Italia da Magic Press nella collana “Linea 801”, il volume 8 conferma che quella che poteva sembrare una semplice storia di meccanico e criminali nasconde molto di più. Con questo numero, la serie rompe gli indugi: le maschere cadono, le verità si profilano e la tensione aumenta. Nel presente approfondimento, esploriamo cosa funziona in questo volume, quali temi risuonano e perché – tradizione alla mano – questa lettura merita attenzione.

Trama:

GREN SI E’ CACCIATO IN QUALCOSA DI TROPPO GRANDE PER LUI E ADESSO E’ DAVVERO NEI GUAI. ROSS CONTINUA A INSISTERE CON SHIN PER OTTENERE QUALCOSA DI PIU’ DI UN’AUTO NUOVA, MA LUI NON HA NESSUNA INTENZIONE DI ACCONTENTARLO. JAY HA UN TEMPISMO PERFETTO E ANCHE SE SHIN NON RIESCE ANCORA A FIDARSI DI LUI, NON HA PIU’ INTENZIONE DI SUBIRE LA SITUAZIONE…

Feedback:

Con l’ottavo volume di Shutline, Kyou ci spinge oltre le strade polverose della redenzione: traiettorie di salvezza, relazioni instabili e un triangolo che non lascia scampo. Jay, Shin e Gren non sono solo personaggi: sono motori che rompono il silenzio e accelerano verso verità mai dette.

Nel mondo del Boys Love – e in particolare quello più adulto, psicologico e con venature noir – Shutline ha trovato una delle sue espressioni più vigorose. Pubblicato in Italia da Magic Press nella collana “Linea 801”, il volume 8 conferma che quella che poteva sembrare una semplice storia di meccanico e criminali nasconde molto di più. Con questo numero, la serie rompe gli indugi: le maschere cominciano a cadere, le verità si profilano e la tensione sale. Nel presente approfondimento esploriamo cosa funziona in questo volume, quali temi risuonano e perché – secondo la prospettiva tradizionalista che valorizza il “fare le cose come si devono fare” – questa lettura merita attenzione.

La trama, com’è giusto, tiene conto della serializzazione già avviata: si riparte con Gren che «si è cacciato in qualcosa di troppo grande per lui e adesso è davvero nei guai». Ross continua a insistere con Shin per ottenere qualcosa di più di un’auto nuova, ma Shin non ha nessuna intenzione di accontentarlo. Jay ha un “tempismo perfetto” e anche se Shin non riesce ancora a fidarsi di lui, non ha più intenzione di subire la situazione.

Nel dettaglio: il cuore della storia si concentra ormai sul triangolo tra Jay, Shin e Gren. Gren resta una presenza ambigua, un’ombra del passato di Shin che continua a muoversi su sentieri pericolosi, incapace di liberarsi da dinamiche distruttive. Jay, al contrario, si conferma il personaggio più enigmatico: mutevole, sempre pronto a reinventarsi, con un fascino che destabilizza e attrae allo stesso tempo. In questo volume, però, iniziano a cadere alcune maschere e il suo vero ruolo nella storia prende forma con maggiore chiarezza.


Shin, dopo un lungo percorso, sembra finalmente aprire gli occhi: i suoi sentimenti per Jay emergono con forza, e al tempo stesso prende coscienza che non sempre è possibile salvare chi non vuole essere salvato. Gren rimane per lui un legame difficile da recidere, ma il rapporto con Jay diventa sempre più centrale e inevitabile.

Un elemento che apprezzo particolarmente è l’ambientazione “meccanica” e “stradale”: l’essere meccanico senza officina, le auto che nascondono segreti, la strada e vite al margine. Questo conferisce al tutto un gusto noir ben definito — e non è un dettaglio da poco. In un panorama BL che spesso punta solo sull’emozione romantica, qui veniamo immersi in un contesto più “sporco”, reale, consapevole delle ferite e delle identità spezzate.
I temi che emergono con forza in questo volume sono quindi: la riparazione (non solo di auto, ma di relazioni, di identità), le maschere che cadono, la salvezza che non è garantita, l’attrazione instabile e le dinamiche di potere che si mescolano. La serie, tradizionalmente, richiama i codici del noir – e ciononostante li reinterpreta nel contesto Boys Love con eleganza.

Dal punto di vista narrativo, il volume funziona: mantiene ritmo, tensione, propone svolte ben calibrate. I personaggi guadagnano profondità — anche quei ruoli che parevano marginali assumono peso, confermando la capacità di Kyou di tessere una trama corale in cui nulla è lasciato al caso. Il formato e la pubblicazione curata da Magic Press contribuiscono: una presentazione solida, che rispetta la tradizione del fumetto/manhwa di qualità.

Qualche riserva: se non hai letto i volumi precedenti, potresti trovarti spiazzato — questo non è un volume che riparte da zero, ma si inserisce in un percorso già avviato. Inoltre, lo stile adulto e con venature critiche richiede una certa predisposizione: se cerchi qualcosa di leggerissimo, potresti restare un po’ inibito. Infine, alcuni nodi restano ancora da sciogliere — in fondo questo volume funge da preludio all’arco successivo più che da conclusione definitiva.

In conclusione: Shutline Vol. 8 conferma che la serie non è solo un diversivo per appassionati BL, ma una lettura di spessore: costruita, matura, che mescola tradizione (il recupero del noir, della meccanica, delle maschere) con un gusto contemporaneo e audace. Se hai seguito la serie fin qui, non puoi perdertelo. Se invece stai pensando di iniziare… preparati a un viaggio intenso e pieno di curve.

Arion di Yoshikazu Yasuhiko – Il mito rivive tra guerra, vendetta e destino

Nel panorama dei manga che attingono alla mitologia greca, Arion di Yoshikazu Yasuhiko si distingue come un’opera di rara potenza narrativa e visiva. Pubblicato da J-Pop Manga, il primo volume di questa trilogia ci immerge in un mondo dove gli dèi non sono solo leggende, ma protagonisti di un dramma senza tempo. In questa recensione, esploreremo la trama, i personaggi e lo stile artistico che rendono Arion un capolavoro imperdibile per gli appassionati del genere.

Trama: Siamo nell’antica Tracia e Arion, figlio di Poseidone, vive con Demetra, sua madre cieca, fino al giorno in cui viene rapito da Hades. Condotto con l’inganno nell’Ade, Arion viene addestrato per diventare un guerriero; la sua formazione è guidata dalla vendetta: ad Arion è stato detto che la cecità di sua madre è stata causata da Zeus e solo la morte del re degli dèi rimuoverà la maledizione. Dopo l’addestramento Arion torna nel mondo dei vivi insieme al gigante Gidon per uccidere Zeus. Le cose però non vanno come previsto e Arion viene catturato dai soldati di Atena, figlia di Zeus, mentre insegue una ladruncola. Il protagonista avrà bisogno di alleati per uscire da questa difficile situazione… li troverà?

Feedback:

La trama del primo volume: il rapimento e la crescita di un eroe

La storia si apre con un mito primordiale: tre fratelli dividono il mondo.

  • Zeus ottiene il cielo e la regalità dell’Olimpo;
  • Poseidone riceve il dominio dei mari;
  • Hades, relegato nel mondo sotterraneo, riceve il regno delle tenebre.

Questa divisione, che agli occhi degli dèi appare naturale, lascia Hades con un senso di ingiustizia e desiderio di rivalsa. In questa prospettiva nasce il rapimento di Arion, figlio di Demetra e Poseidone, con l’inganno che lo convince a seguire Hades per aiutare la madre. Il ragazzo viene portato negli Inferi, dove cresce tra dolore, lacrime e addestramento, fino a diventare un guerriero in grado di affrontare divinità e uomini.

Il primo volume segue quindi Arion in questa fase di formazione, fino al suo arrivo alle mura dell’Olimpo, dove incontra Athena, incaricata di proteggere Zeus, e Lesphina, la ragazza che salva il suo cuore e lo accompagna nella scoperta di un mondo più complesso di quanto immaginasse.


Significati nascosti e tematiche

Al di là della trama epica, Arion lavora su diversi livelli di significato:

  • Vendetta e giustizia: il desiderio di Hades di ribellarsi al destino impone al lettore di riflettere sulla moralità e sulla conseguenza delle azioni degli dèi.
  • Destino vs volontà: Arion cresce con l’idea che il suo ruolo sia già scritto, ma la sua ribellione mostra come la volontà individuale possa ridefinire il mito.
  • Sacrificio materno e amore familiare: Demetra rappresenta l’amore che si confronta con il dolore e la cecità, simbolo della fragilità umana di fronte agli eventi cosmici.
  • Ambiguità morale degli dèi: Zeus appare potente e distaccato, Poseidone distante e ambiguo, Hades tormentato ma anche vendicativo. La complessità dei personaggi rende Arion un racconto maturo, lontano dalla semplice dicotomia bene/male.

Analisi dei personaggi principali

Arion

Arion non è solo un giovane guerriero, ma il fulcro emotivo dell’opera. Cresce tra inganni e responsabilità enormi, ma mantiene un nucleo morale che guida le sue azioni. La sua trasformazione da bambino impaurito a guerriero consapevole è rappresentata con grande delicatezza e realismo, mostrando il talento narrativo di Yasuhiko.

Zeus

Zeus è la figura di potere assoluto: distaccato, autoritario e spesso cieco rispetto alle sofferenze altrui. La sua presenza serve come monito della distanza tra gli dèi e gli uomini, e dell’inevitabilità della legge divina. La sua figura è allo stesso tempo minacciosa e tragica, perché incarnazione di ordine e giustizia superiore.

Poseidone

Padre ambiguo di Arion, Poseidone appare distante, simbolo della complessità dei legami familiari e della mancanza di protezione divina costante. La sua presenza sottolinea come il mito possa essere reinterpretato non solo come racconto eroico, ma anche come riflessione sulle responsabilità e i limiti della figura paterna.

Hades

Hades è il motore della vicenda. Il suo desiderio di vendetta e il senso di ingiustizia iniziale lo rendono un antagonista complesso. Yasuhiko lo umanizza profondamente: non è puro male, ma frutto di un destino crudele, il che introduce al lettore la relatività morale degli dèi greci.

Demetra

La madre cieca rappresenta l’amore materno, il sacrificio e la fragilità umana. La sua cecità simbolizza l’impotenza dell’umano di fronte al divino, ma anche la fede incrollabile e il desiderio di giustizia per il figlio.

Athena

Dea della guerra e della saggezza, Athena incarna la legge divina e la protezione dell’Olimpo. La sua iniziale ostilità verso Arion mostra il conflitto tra dovere e moralità, mentre la sua evoluzione suggerisce possibilità di redenzione e di alleanza.

Lesphina

Rappresenta la dimensione umana dell’opera: amore, compassione e legame emotivo. La sua presenza equilibra l’epicità tragica di Arion con un filo di speranza e umanità.


Lo stile artistico di Yoshikazu Yasuhiko

Yasuhiko dimostra ancora una volta la sua maestria con il tratto, caratterizzato da un uso sapiente del chiaroscuro e da composizioni che danno profondità narrativa. Le scene di battaglia sono coreografiche e visivamente dense, mentre i momenti più intimi mostrano introspezione e delicatezza. Il tratto denso e il predominio dei neri creano atmosfere drammatiche e coinvolgenti, perfette per raccontare un mito reso umano.


Conclusione

Il primo volume di Arion è un debutto potente: un racconto epico che combina mitologia, introspezione psicologica e grande resa artistica. L’opera mostra come il retelling greco possa diventare un mezzo per esplorare temi universali come destino, vendetta, amore e moralità.

Chi si avvicina per la prima volta alla mitologia attraverso questo manga troverà un ponte tra antico e moderno, tra tragedia e umanità. Gli appassionati del genere e i lettori alla ricerca di narrazioni profonde troveranno in Arion un capolavoro ancora poco valorizzato, che merita attenzione per la sua complessità, la forza dei personaggi e la potenza visiva.