20 nodi di Elena x

Siete in cerca di un fumetto che vi possa sorprendere e farvi commuovere? Spesso ci dimentichiamo che anche i nostri autori italiani meritano molta attenzione soprattutto per le meravigliose illustrazioni di storie che ci regalano e oggi voglio parlarvi appunto di ’20 Nodi’ di Elena X.

Lucca project contest 2022

20 nodi. Lucca project contest 2022 - Elena X

Trama:

Renata Colle si trova in barca a vela assieme a suo padre quando viene annunciato il primo lockdown del 2020. Invece di rientrare e rinchiudersi in un appartamento, il padre Vittorio, che non ha mai avuto l’occasione di stare con lei, le propone di proseguire la navigazione. Destinazione: Africa. Ma l’oceano, così come la vita, è mosso da correnti invisibili e imprevedibili, e il viaggio di Renata e Vittorio si trasforma in qualcosa di molto più estremo e personale. Un naufragio dell’anima, una lotta sfiancante per ritrovare la propria rotta interiore e prendere in mano la propria vita.

Cosa ne penso?

Un vasto oceano che si incontra con il cielo.

“20 nodi” di Elena X ( su instagram @elena.ics ) mi ha dannatamente sorpreso e fatto piangere.

Una storia semplice ma allo stesso tempo piena di emozioni e una delicatezza che lascia una impronta vivida.

Ringrazio la Edizione BD per questo meraviglioso pensiero di lettura.

“20 nodi” è un fumetto illustrato con disegni dinamici e freschi che ci porta alla scoperta di Ren e del suo rapporto con il padre.

La storia si sviluppa nel 2020, durante il lockdown. Ren accetta la proposta di suo padre e va in barca a vela con lui per poi scoprire la verità che si cela dietro a quel viaggio. Un viaggio alla esplorazione dei confini e dei sentimenti, tra debolezze umane e sensi di colpa, Ren scopre i veri sentimenti del padre e troverà la forza per salvarsi.

Ho trovato meraviglioso come si dia tanto spazio ai dettagli e ai particolari del mare, delle stelle, dei pensieri. Una vastità di acqua che grida libertà quando un mondo si ferma in preda a panico e alla sofferenza.

Ren scoprirà un mondo diverso da quello che ha sempre vissuto, si farà tante domande come “Com’era uscire di casa ogni giorno?”. I punti di vista possono cambiare facilmente, soprattutto quando non cammini più sulla terraferma ma navighi per giorni interi e i tuoi unici compagni sono i gabbiani.

Ho sofferto insieme a Ren quando il padre si è liberato del macigno che si portava dentro di se, una dolcezza paterna che ho apprezzato tantissimo perché mi ha fatto riflettere su quanto il tempo sia davvero breve e quando poco valore diamo alle persone che ci circondano.

Un po’ dispersa e malinconica, proprio come la protagonista, vi suggerisco di abbracciare questa storia. 

All About J

Tra le nuove uscite del mese di Novembre in casa Jpop, c’è assolutamente da sottolineare la fantastica box dedicata al titolo ‘All About J’ di Asumiko Nakamura.

La bellezza e la cura della box ci trasportano in una storia ambientata tra gli anni cinquanta e settanta e avvicinando ciascun volume si comporrà un quadro meraviglioso.

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Trama: 

La storia racconta in retrospettiva la travagliata vita di J, donna in corpo di uomo, affascinata dalla figura di Marylin Monroe ma vittima di abusi da parte del padre sin dalla più tenera età. Durante i suoi anni presso un rigido collegio cattolico, J conosce e sviluppa sentimenti per Paul, uno studente ebreo dalla personalità rigida e composta, rimasto orfano di padre in seguito ai genocidi compiuti durante il secondo conflitto mondiale. Ma Paul è solo la prima delle tante persone che costelleranno la vita di J…

Cosa ne penso?

Trovare le parole per descrivere questa storia è davvero dura.

All about J‘ è qualcosa di innovativo per gli anni in cui è ambientato, navighiamo tra gli anni cinquanta e sessanta dove il concetto di ‘libertà sessuale’, ‘gender bender’ e ‘omossessualità’ non si è ancora radicato nella società e nella mente delle persone, ma tuttavia si riesce a respirare un’aria di maturità e di evoluzione.

All About J

Il personaggio di J è una icona splendida e fugace , un ragazzo effemminato amante della famosa Marilyn Monroe che con il suo corpo riesce a conquistare il cuore e lo sguardo di uomini e donne. Adoro anche i riferimenti a Some Like It Hot.

Segnato da un passato drastico e colmo di sofferenze, con un padre che contemplava la bellezza del suo bambino come un oggetto da palcoscenico e da esibizionismo per poi cadere nel bivio dell’alcolismo e dell’ossessione e una madre che dannata dalla visione finisce in psichiatria.

J prova un amore spropositato per il padre e per le sue attenzioni, tanto da rimanere scioccato e privo di parole per più di un anno. A tredici anni si è ritrovato con una vita cambiata e uno sguardo perso nell’oblio della disperazione.

All About J

Dopo aver perso il padre davanti ai suoi occhi e ritrovarsi una madre rinchiusa, la sua infanzia è stata accompagnata da un’adozione di una donna che ha cercato di arricchire il futuro del ragazzo facendolo vivere e percorrere lo studio nel collegio maschile.

In questi anni di giovinezza e spensieratezza, J, inizia a sviluppare le sue prime esperienze come il fumo e il travestimento. Una eleganza che riesce ad ammaliare uomini di tutte l’età, una trasposizione di canto e femminilità fuori dal comune gli fa accrescere la sua notorietà nel club tanto da divenire desiderata da tutti.

La vera idola di J diviene una sorta di ispirazione, tanto da influenzare anche lo stesso ragazzo e il suo fascino splendente, ma la vita da studente non è semplice infatti J viene osservato da Paul, il suo compagno di stanza, un ragazzo di tre anni più grande.

All About J

Tra i due si crea una elettricità statica non definibile, ma determinabile. Paul e J nonostante facciano del sesso, non riescono a comprendere i sentimenti che nascono e si muovono nel profondo.

Le loro vite si dividono e maturano in maniera completamente diversa, J percorre la sua vita fino ai diciannove anni a New York sempre come diva dello spettacolo mentre Paul finisce a lavorare per uno studio di avvocati.

Qualcosa però porterà i due ad incontrarsi nuovamente, in circostanze diverse che porteranno ad una maggiore consapevolezza di loro stessi, del loro passato, del loro futuro e dei loro sentimenti.

Non sono gli unici personaggi noti di attenzione, perché anche se vi sono personaggi di contorno, sono tutti indispensabili per una crescita narrativa e delle tematiche. Un filo rosso che segna un destino scritto nelle stelle? Paul e J sicuramente in età adolescenziale non avevano idea dell’esistenza di una possibilità nell’amare una persona dello stesso sesso se non dopo una elaborazione a distanza di anni.

Asumiko Nakamura ci accompagna attraverso una storia che mette a nudo l’eleganza dell’essere umano, la fragilità e la compostezza di un personaggio come J che ha assistito al crollo del proprio cuore e della propria famiglia, la determinazione e la forza di coloro che affrontano i loro sentimenti e i loro oscuri problemi con riguardo. Di grande nota anche la sensualità dei suoi disegni così unici e singolari.

All about J nella sua box, crea emozioni uniche e indelebili. C’è la presenza di scene forti come lo stupro, non è semplice dunque lo consiglio solo a chi è pronto a tuffarsi in una storia ben dettagliata e profonda.

E’ un manga onesto e profondamente emozionante, che non ha paura di affrontare determinate tematiche ed è la prima volta che osservo in un manga anche le due strade religiose e la presenza di personaggi ebrei.

Amare ed essere amati, ferire ed essere feriti…

All About J

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Le lupe di Pompei

Siete in cerca di un romanzo appassionante che riesca a farvi immergere in unaPompei drammatica ma allo stesso tempo gloriosa?

Avete amato Circe o La canzone di Achille o altri retelling e siete in cerca di qualcosa che vi possa rimanere impresso?

Le lupe di Pompei” di Elodie Harper è un romanzo acuto, intraprendente e dinamico che vi trasporterà in un tempo lontano tra una vita di lusso e la povertà. Edito dalla Fazi Editore, Le lupe di Pompei è un titolo che suggerisco di recuperare.

le lupe di pompei

Trama:

Le lupe di Pompei sono Amara, Didone, Vittoria, Berenice, Cressa. Ma nessuna di loro si chiama davvero così. Questi sono i loro nomi da schiave, costrette alla prostituzione nel bordello cittadino dal cinico padrone Felicio. Nella Pompei antica, che procede ignara incontro al proprio destino, vivendo contrasti abissali tra ricchezza e miseria, uomini e donne, cittadini liberi e schiavi privi di qualunque diritto, le ragazze che abitano il postribolo tentano ogni giorno di sopravvivere alla brutalità delle loro notti. Qualcuna, come Amara, ricorda un passato di libertà ed è decisa a riconquistarlo con ogni mezzo; altre, al contrario, sono nate schiave e non hanno conosciuto un’esistenza diversa. Ma nonostante il dolore di ogni storia personale e la continua gara per procacciarsi clienti, denaro e pane, le lupe possono contare le une sulle altre, farsi custodi delle reciproche debolezze e paure, proteggersi a vicenda ogni volta che è possibile, senza perdere la capacità di cogliere minuscole gioie quotidiane, ma soprattutto senza perdere la speranza: le strade di Pompei sono piene di opportunità e perfino chi non ha più nulla può trovare un’occasione per rovesciare la sorte in suo favore.
Con Le lupe di Pompei, primo capitolo di una trilogia imbastita sullo sfondo di una realtà lontana nel tempo ma brulicante di vita, Elodie Harper mette in scena un denso, avvincente racconto di resistenza umana e femminile, riuscendo a dar voce alle donne le cui storie sono rimaste ai margini della Storia.

Cosa ne penso?

“Senza fine sarà la notte

ed è strada che si deve percorrere”.

Le Lupe di Pompei è un romanzo accattivante e sorprendente. Tra citazioni di Ovidio, Marziale, Graffiti a Pompei e descrizioni accurate, ti ritrovi catapultato anni or sono, in una Pompei trafficata da libertà e schiavismo con i nobili e la plebe che cercano di sopravvivere alla dura realtà con tutti i mezzi a disposizione.

Elodie Harper ci fa scortare in queste scoperte uniche e sorprendenti, dalle ‘lupe‘ che vendono loro stesse per uscire dal tunnel della schiavitù. Amara, Didone, Vitoria, Berenice e Cressa sono donne divenute schiave, tutte con un passato differente, ma con un presente in comune.

Tra litigi, possessi, conflitti e amori nuovi, le nostre lupe affronteranno la realtà di una Pompei angusta e oscura.

Mi sono completamente fatta trasportare dal dinamismo e dalla cura narrativa dell’autrice, una scrittura che ti fa perdere la concezione del tempo, una narrativa che ti colpisce e un ambiente che ti trasporta come una zattera sul fiume. Il racconto prende il possesso di te stesso e del tuo tempo, ti fa vivere le difficoltà delle lupe, ti fa comprendere la necessità e il bisogno che provano gli schiavi della Pompei antica, ti senti anche stanco e rammaricato per le loro sfortune e i lori non averi.

Donne che hanno perso il diritto di amare e di essere amate, donne che hanno perso il loro nome, Donne che hanno perso il loro tempo ma non l’amore per la libertà.

Un succulente tratto drammatico delle schiave prostitute e della guerra di chi le governa, Le lupe di Pompei mostra senza paure e limiti quello che vivevano le donne e gli uomini quando la fortuna li abbandonava o quando le loro famiglie non potendosi permettere un pezzo di pane vendevano i loro figli. Una cruda realtà ormai abbandonata, ma che è esistita.

Elodie Harper riesce a mescolare in un unico volume romanzato una Pompei lontana ma piena di sentimenti che vivono ancora oggi.

l’uno dall’altro

Siete in cerca di un inebriante thriller che vi faccia compagnia in queste serate autunnali? Una delle ultime uscite Fazi Editore che vi consiglio di recuperare è certamente ‘L’uno dall’altro‘ di Philip Kerr. Una storia con una narrazione sorprendente e scorrevole che vi farà appassionare alle indagini di Bernie Gunther in pochi istanti!

Dall’autore della trilogia berlinese, proseguono le imperdibili indagini di Bernie Gunther con una nuova avventura del detective più scorretto di sempre.

La scheda di acquisto direttamente dal sito Fazi Editore.

Trama:

È il 1949, Gunther vive a Dachau e gestisce l’hotel della moglie, dove però nessuno mette mai piede. La donna è da tempo ricoverata in una clinica e lui è sempre più convinto di vendere la struttura e riprendere l’attività di investigatore. L’occasione perfetta gli si presenta a Monaco di Baviera: sommersa dal caos della sconfitta, la città pullula di affari sporchi, avidità dilagante, criminali di guerra in fuga e colpi bassi di ogni genere. Un luogo dove un investigatore privato può trovare tante opportunità di lavoro non del tutto rispettabili: ripulire il passato nazista della gente del posto, favorire i latitanti nella fuga all’estero, risolvere le rivalità tra malviventi… Finché una donna non si presenta nel suo ufficio: suo marito è scomparso. Trattandosi di un ricercato che dirigeva uno dei lager più feroci della Polonia, non vuole ricongiungersi con lui, ma solo assicurarsi che sia morto. Un lavoro abbastanza semplice. Ma nella Germania del dopoguerra nulla è semplice: accettando il caso, Bernie affronta molto più di quanto si aspettasse, e presto si ritrova in pericolo, circondato da sciacalli, in un paese sconfitto e diviso, dove è difficile distinguere gli amici dai nemici, gli uni dagli altri…

Cosa ne penso?

L’uno dall’altro’ è un brillante romanzo di indagini che percorre la crisi di una Germania del dopoguerra con le sue pieghe nella società. Un tratto malinconico nonché anche struggente della società di una Berlino del 1949 che sorprende pagina dopo pagina.

“L’uno dall’altro” è il sequel post-trilogia relativa le indagini di Bernie Gunter, ma la bellezza di questo volume unico è che lo si può leggere anche senza il recupero degli antecedenti.

La narrazione piena di suspance e di momenti aggressivi, ci accompagna in ricerche e in scoperte sorprendenti che percorrono l’attività di indagine di Bernie Gunther.

Gunther decide di vendere l’albergo di sua moglie, dove lavorava durante la sua vita quotidiana e pian piano ritorna a prendere le redini della sua attività di investigatore privato specializzato nella scomparsa delle persone. La sua prima cliente è una donna che desidera accertarsi che il suo marito, ex ufficiale delle SS, sia davvero morto in quanto l’uomo pare scomparso dalla fine della guerra, probabilmente ucciso, ma qualcuno pare l’abbia avvistato a Salisburgo.

Tra sgradevoli incontri e nuove rivelazioni, non mancano anche la presenza di vicende storiche che arricchiscono sempre di più le pagine di questo noir rendendolo fresco e dinamico.

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La rappresentanza di una Berlino spaccata in più fazioni, i patriotti e coloro che invocano la forza della razza. Un mix inebriante di politica, affari loschi e di misteri che è importanti. I personaggi sono tutti meravigliosi ed enigmatici, impossibile non apprezzarli.

Philip Kerr riesce a riprodurre un romanzo con grinta caratterizzato da personaggi, problematiche reali e finzione. Una mano che riesce a creare una storia poliziesca con un filo investigativo oscuro e introspettivo.

Lovesick e altre storie

La collezione di Junji Ito con la Jpop si amplia sempre di più fino a portarci anche ‘Lovesick e altre storie‘. Ricordo inoltre che questa raccolta premiata agli Eisner Award 2022, il maestro del terrore Junji Ito intreccia amore, ossessioni e sofferenza con i consueti risultati straordinari!

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Trama:

Ryusuke Fukata, dopo vari spostamenti in diverse città a causa del lavoro del padre, torna a vivere definitivamente nella città in cui aveva trascorso l’infanzia: Nanchou-shi.
Qui, una volta tornato a scuola, rincontra la sua vecchia amica Midori Shibayama, la quale a sua volta è tornata da poco in città insieme alla sua famiglia, e anche lei è sorpresa di aver ritrovato Ryusuke.
Sembra che fra le ragazze della città vada molto di moda giocare a “L’incrocio veggente”.

Il gioco prevede che una ragazza debba aspettare in piedi presso l’angolo di un incrocio stradale che passi qualcuno. Nel momento in cui una persona le passa accanto, la ragazza si deve coprire il viso e chiedere allo sconosciuto cosa le riserva il futuro.
Dopo il ritorno di Ryusuke, strani avvenimenti hanno cominciato a verificarsi in città, e tutto sembra essere collegato al passato che per anni l’ha tormentato. Inoltre, Midori ha degli incubi ricorrenti in cui trova sempre davanti a sé un giovane senza volto e vestito di nero la cui sola presenza la terrorizza. Possibile che i suoi incubi su questo anonimo ed inquietante personaggio abbiano a che fare con le tragedie che stanno affliggendo la scuola?

Cosa ne penso?

Lovesick Dead è un manga horror scritto e disegnato da Junji Ito nel 1996. Una storia prettamente impregnata di elementi dell’orrore e soprannaturali in cui gioca un forte ruolo la chiaroveggenza e l’influenza che questa possa avere sulla mente delle persone.

Lovesick e altre storie

Una raccolta unica che ci terrà compagnia nelle notte di questo autunno.

Il nucleo di queste quattrocento pagine è la vicenda che ha come protagonista Ryusuke Fukata che a causa del lavoro del padre, ritorna nella sua città natale. Questa cittadina ricoperta di nebbia cela un grande mistero in cui ha un forte impatto la chiaroveggenza: una nuova moda che trascina le persone a chiedere una predizione futura agli individui che si incontrano negli angoli della città. Ryusuke verrà perseguito da un senso di colpa a causa delle innumerevoli morti di ragazze che a causa dei loro sentimenti turbati e profondi, non trovano pace.

Il bel tenebroso dell’incroci” è un ragazzo affascinante che indossa abiti neri e degli orecchini, ma è in grado di dare responsi solo negativi a chi si affida a lui, negli angoli, per una predizione e tanto da influenzare anche la mente di quelle persone fino a renderle ossessive nel loro obiettivo.

Lovesick e altre storie

Le vicende si muovono in maniera lenta e pagina dopo pagina si viene colpiti da nuovi elementi che arricchiscono sempre di più la storia, una cosa però è certa: Ryusuke è strettamente connesso con queste morti e con la presenza di questo strano individuo.

Un racconto che non trova destinazione solo per il genere horror e non si consuma limitatamente a rappresentare in maniera grottesca e accattivante delle scene che si macchiano di possesso e dolore, ma anche una forza accecante dell’amore.

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Sorprendentemente viene mostrato, come in un racconto quasi fiabesco dell’orrore, il lato dell’oscurità con questo ragazzo tenebroso che fa giungere le persone a togliersi la vita a causa della negatività che le ingloba, ma anche dall’altro lato la luce che si oppone a questo caos con la identità di Ryusuke, colui che apparentemente ha dato inizio a queste vicende misteriose ma che in qualche maniera cerca di porne fine.

Questa storia mi ha totalmente catturata e fatto venir la pelle d’oca. Avrei voluto continuare a leggerla all’infinito.

La seconda narrazione invece prende il nome di Gli strani fratelli Hikizuri, una storia accattivante ma ambigua sotto tutti gli aspetti in quanto questi fratelli orfani hanno delle strane passioni: la spiritualità.

Narumi, la sorellina della famiglia Hikizuri cerca di suicidarsi e poco prima chiama al telefono un vecchio amico delle medie, Kotari. Per qualche strana circostanza si ritrova a convivere con il suo vecchio amico nella sua casa, ma viene trovata dai fratelli maggiori e trascinata nella sua abitazione. Kotari è stato invitato a casa della famiglia Hikizuri, ma uno scherzo di cattivo gusto si ritroverà sotterrato nel loro giardino.

La loro casa e il loro giardino sono completamente avvolti da un’atmosfera particolare e immersa nelle anime che vagano, tant’è che hanno anche una tomba per i loro genitori. Una famiglia disfunzionale, con aspetti macabri e con uno strano senso dell’umorismo, cercano di varcare la soglia del rito per invocare i propri genitori dall’aldilà.

Andando avanti incontreremo altre mini storie che sono sempre incentrate nel mostrare in maniera particolare la profondità e la mestichezza della creatività di Junji Ito.

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Rabbits’ forest vol.1

Arriva in Italia una nuova opera di Enjo – precedentemente è stato pubblicato il titolo Depth of Field – ed ora possiamo coccolarci con la nuova serie intitolata Rabbits’ Forest edita StarComics. Attualmente il titolo è composto da due volumi in corso ed è un Boy’s love non censurato con un’ambientazione scolastica.

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Trama:

Tamaki Yuminaga è sempre stato un bambino socievole, di quelli che sorridono spesso, e ciò che Shunta Shii ha adorato sin dall’inizio di lui è proprio il suo viso sorridente. La loro amicizia è proseguita nel tempo, anche se Tamaki, essendo più grande di un anno, si è iscritto a scuola e diplomato prima. Elementari, medie, superiori… un rapporto costante e duraturo, ma che a un certo punto inizia a intensificarsi sempre più, tanto che in Shunta è scattato qualcosa, da quando ha visto Tamaki piangere davanti alla porta di casa. Il suo sentimento non è casto. Non è appropriato. Non è bello. Mentre i divieti aumentano, i ragazzi approdano al liceo e il loro rapporto comincia improvvisamente a cambiare… Rabbits’ Forest è una storia emozionante e coinvolgente scritta da uno degli autori di Boys’ Love più promettenti degli ultimi anni. Assolutamente da non perdere!

Cosa ne penso?

Come faccio a farti provare quello che provo io?

Rabbits’ forest è la storia di due amici di infanzia con un anno di differenza. Tamaki Yuminaga è un ragazzo sorridente e Shunta Shii ama quel suo sorriso.

Rabbits' Forest

Una storia che percorre un tempo lunghissimo e cerca, in qualche maniera, di trovare una evoluzione drastica. I sentimenti di Shii aumentano finché non esplodono e mettono Tamaki nella circostanza di prendere in considerazione il suo amico di infanzia.

“Se un ragazzo ti dicesse che gli piaci, come reagiresti? Perché c’è un ragazzo vicino a te a cui piaci”

Durante la lettura di questo primo volume si rimane avvolti dalla consapevolezza e dalla crescita dei sentimenti di Shunta Shii ed è una sensazione così palpabile e forte che mette anche il lettore nella condizione di pensare a come i propri sentimenti hanno inizio alla giovane età. 

Quando hai iniziato a voler dare il primo bacio o il primo abbraccio? Come ti sei sentito quando hai provato un forte affetto per qualcuno?

Rabbits' Forest

Una consapevolezza che rende Shii agitato nei confronti di Tamaki, tanto da avere anche quella fase di ribellione e di evitarlo fortemente quando quest’ultimo ha trovato per la prima volta una fidanzata.

C’è la dura prova di resistenza di Shunta perché si impone verso Tamaki, come se volere o volare, doveva necessariamente provare ad avere una relazione con lui – forse questa cosa di possesso non mi ha entusiasmata. Se Shii da un lato deve affrontare la dura realtà dei suoi sentimenti, anche Tamaki ha una grande problematica: sua madre lavorava di notte e a causa dei tanti uomini con cui giaceva e poi la tradivano ha imposto a suo figlio innumerevoli divieti per plasmarla in un uomo che non tradisce, tuttavia i problemi di Tamaki (in quanto non riesce ad andare oltre con le ragazze) sono traumi a causa delle vicende inerenti a sua madre e i suoi fidanzati.

Rabbits’ forest mette a nudo la voragine di sentimenti che una persona inizia a provare con la crescita, un mix di sofferenze e di comprensioni verso se stessi che non sono sempre semplici da gestire. Il volume non presenta scene hot, ma la censura in questo primo volume non è presente. Ho apprezzato molto la lentezza del manga e il modo in cui Enjo si è pres* il tempo per sviluppare i personaggi e i sentimenti.

Rabbits' Forest

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Vanishing my first love vol.1

Un titolo atteso e desiderato da molti e il delirio per recuperarlo, parlo proprio di Vanishing my first love.

La Starcomics ha portato in Italia un gioellino che vi consiglio assolutamente da recuperare.

Dopo l’indimenticabile My Love Story!!, la maestra Aruko torna a cimentarsi con una storia tenera e divertente scritta da Wataru Hinekure, in una delle serie sentimentali più iconiche degli ultimi anni che ha completamente ribaltato le regole del fumetto per ragazze!

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Trama

Aoki è innamorato della sua vicina di banco Hashimoto. Un giorno, prendendo in prestito la gomma da cancellare della ragazza, nota per caso che sopra c’è una scritta accanto a un cuoricino: è il nome di Ida, un loro compagno di classe. Inutile dire che Aoki ci rimane malissimo, se non che lo stesso Ida, vedendo che Aoki ha una gomma con scritto il suo nome, crede che il ragazzo sia innamorato di lui fraintendendo completamente i suoi sentimenti! Sarà solo l’inizio di una serie di comici e dolci equivoci. La stagione dei primi amori è appena cominciata!

Cosa ne penso?

Una commedia scolastica con dei tratti shojo e boy’s love che vanno a realizzare una storia unica e particolare da non farsi sfuggire. Solo nove volumi che ci faranno sognare, piangere e commuovere con sentimenti profondi e nuove conoscenze del proprio essere.

Vanishing My First Love

È possibile creare una grande confusione solo a causa di una gomma con inciso su un nome? Ebbene sì, in questa storia il vero colpevole di tutto il caos amoroso è proprio una gomma!

Diamo spazio a quattro personaggi: Aida, Ida, Aoki e Hashimoto. Il punto di inizio è il segreto che si promettono di mantenere Aoki e Hashimoto, ossia la cotta sentimentali di Hashimoto. Aoki però, per difendere questo segreto, si troverà a navigare in un mare di inspiegabili situazioni inverosimili che lo porteranno a realizzare una verità nuova. 

Questo porterà Ida a comprendere, in maniera letteralmente sbagliata, i sentimenti di Aoki che prenderanno una direzione diversa rispetto a quello che venivano espressi all’inizio della storia.

Vanishing My First Love

Aoki in realtà provava dei sentimenti per Hashimoto ma scoprendo che quest’ultima aveva una gomma con inciso il nome di Ida stava facendo di tutto per mantenere integro il segreto della sua amica, per poi scoprire che in realtà non è Ida l’oggetto del suo amore.

Una storia alla scoperta di nuovi sentimenti che incastreranno i nostri protagonisti in situazioni bizzarre, comiche ma anche tanto romantiche.   

La sensei Aruko ci regala anche in questa storia dei disegni maestosi che oltre a rendere i personaggi ricchi di espressività nei momenti di imbarazzo, di disagio e di felicità, riesce a creare atmosfere uniche  con cui esprimere la bellezza della storia ideata da Wataru Hinekure.

Una storia che riesce ad incontrare due generi che viaggiano su binari paralleli, arricchiti da tanti messaggi importanti e da nuovi sentimenti che prendono vita man mano che i personaggi vivono la loro quotidianità scolastica.

Vanishing My First Love

Un mix perfetto per chi vuole farsi coccolare in un abbraccio da personaggi veri e puri, con i loro problemi e le loro difficoltà che proveranno ad affrontare con coraggio e determinazione.

Le stanze infestate. Tredici racconti di fantasmi e una casa delle bambole. 

Siete in cerca di racconti dell’orrore adatto per questo Halloween? Volete immergervi in una lettura scorrevole dagli aspetti gotici, ma con delle edizioni particolari e ben realizzate?

Ho letto i tre volumi di “Le stanze infestate. Tredici racconti di fantasmi e una casa delle bambole” edito dalla Caravaggio Editore realizzati da Enrico De Luca (Autore) e Matteo Zanini (Autore) con l’aiuto di Daniele Serra (Illustratore).

Le stanze infestate. Tredici racconti di fantasmi e una casa delle bambole. Con Poster. Vol. 1 - Enrico De Luca,Matteo Zanini - copertina

Trama:

Nella grande, solitaria dimora dell’anziana professoressa Diletta Sapienza, c’è una misteriosa e imponente casa delle bambole con 13 stanze, depositarie di minuscoli segreti in parte celati tra bui pertugi e passaggi appena visibili nella tenue luce dei lampadari in miniatura. In ogni stanza è stato nascosto un libriccino, elegantemente rilegato e contenente una ghost story di un grande autore del passato, che Marco, giovane volontario, leggerà insieme alla donna. Attraverso la casa delle bambole i due protagonisti intraprenderanno, insieme al lettore, un lungo e graduale percorso di conoscenza di sé e del passato, alla scoperta di autori, opere e stili, da troppo tempo ingiustamente dimenticati. Con un racconto di Nathaniel Hawthorne.

Cosa ne penso?

Questo titolo è una immersione negli aspetti gotici dark di cui sono follemente innamorata e posso sostenere che la lettura è molto scorrevole, forse grazie anche alla grandezza del font nonchè anche dalla curiosità che nasce nel lettore andando avanti nella lettura.

Ho letto i primi tre volumi che trattano tutti della stessa storia in maniera continua e questo aiuta tantissimo al lettore anche ad immergersi, aldilà della storia in sé di Marco, un ragazzo che aiuta sua madre nel far volontariato conosce la professoressa Daniela Sapienza che ha una casa particolare dove nel salotto si trova questa casa delle bambole composta da 13 stanze. Non è solamente un racconto che permette al lettore di immergersi in una visione adolescenziale di un ragazzo che non essendo totalmente amante dei romanzi si trova a scoprire un mondo nuovo, ma anche per conoscere nuovi testi che normalmente non sono suggeriti.

Quello che ho apprezzato maggiormente in questa raccolta, ricordo che a fine mese di ottobre uscirà il quarto volume, è la dedizione che si è avuta nei confronti della realizzazione nel complesso di questi libri, ossia di questi tre volumi. Le illustrazioni principali che possiamo osservare nella copertina sono qualcosa di maestoso e particolare che ti danno proprio un senso di antiquato e di particolare e unico che riesce a immergersi nella memoria del lettore nonchè anche la grafica interna che si distingue tra il racconto di Marco e della Professoressa e la rilegatura anche di quei testi che Marco stesso legge ad alta voce.

Una casa delle bambole che il nucleo essenziale del racconto è in questa casa ci sono 13 stanze, 13 stanze che raffigurano i 13 racconti dell’orrore e gotici che si affronteranno durante la lettura. Parliamo di storie inedite che hanno come oggetto i fantasmi che per la prima volta sono stati tradotti in italiano, quindi sono una vera e propria scoperta da gustare.

Sarà una serie composta da sei volumi in totale che ci faranno immergere in un mondo lontano innondato da avventure mai conosciute prima.

Happy of the end vol.1

Il ritorno in Italia di una delle autrici più amate e più particolari di sempre: Ogeretsu Tanaka. 

Happy of the end” edito da Jpop apre le porte, con il suo primo volume, ad una storia senza censure e con una grande profondità e stato d’animo verso i sentimenti di chi, amando le persone del proprio sesso, si sente escluso da una società buia.

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Trama:

Una mattina, Chihiro si sveglia tra i sacchi di spazzatura. Improvvisamente, un ragazzo gli si avvicina guardandolo con un sorriso sul volto. È così che a Chihiro tornano i ricordi della sera prima, quando fu abbandonato tra i rifiuti proprio da lui…

Cosa ne penso?

Un buon volume corposo che riesce a rendere giustizia allo sviluppo tra i due personaggi e anche del loro vissuto e del loro presente.

Happy of the End

I disegni della Ogeretsu sono sempre sorprendenti e ben dettagliati, con tavole pulite e con grande occhio per i particolari. Attenzione però, nonostante siano presenti scene di rapporti sessuali questi non hanno censure e in particolare volevo sottolineare anche la bravura nel riuscire a creare un doppio livello all’interno del disegno tra cui si distingue un oggetto in primo piano quasi sfocato e il soggetto in un secondo piano con nitidezza.

L’amore verso il partner dello stesso sesso e il rifiuto di essere accettati dalla propria famiglia: queste sono le problematiche di Chihiro Kashiwagi, un ragazzo di ventitré anni che si trova a camminare per la città senza una casa dove tornare o una famiglia da cui essere abbracciati nei momenti di angoscia, tutto questo semplicemente perché ha amato e prova attrazione per le persone dello stesso sesso. Chihiro per quattro anni ha avuto una relazione con il suo primo amore che l’ha folgorato nell’animo quando gli ha inviato la partecipazione al suo matrimonio con la sua partner. Chihiro aveva già capito che probabilmente i suoi sentimenti fossero gli unici a sopravvivere in quella relazione così fragile, tanto che, una volta al matrimonio del suo primo amore e vedendo la sua felicità è riuscito solo a congratularsi trascinandosi dietro un senso di disagio e di tristezza.

Happy of the End

Una complessità di pensieri e di paure che non si allontanano dalla nostra società odierna, le vibrazioni che la Ogeretsu riesce a trasmettere con i suoi disegni così vivi e trasparenti riescono a colpire il lettore.

Fino a metà volume scopriremo anche un’altra sfaccettatura di cui è protagonista Huang Haoran, un ragazzo di cui l’età è sconosciuta, ma per cui per vari motivi prende di mira Chihiro e piano piano, tra una paura e l’altra, riesce ad aprire una piccola porta verso il suo cuore.

Haoran è un personaggio avvolto dal mistero e una personalità ambigua e protettrice e dannosa verso se stesso, mentre Chihiro è più un ragazzo dal vissuto tremendamente sbagliato e pieno di angoscia.

Haoran ha compiuto vari lavori distruttivi per il fisico e per la mente, si è ritrovato a sostituire una persona sconosciuta per la sua vera madre mentre la sosteneva economicamente. Questo disagio interno del personaggio fa ben capire fin dove si può spingere lo stato di squilibrio che un adolescente diventato uomo, può provare.

Durante la lettura si riesce a conoscere meglio entrambi i personaggi, le tematiche che emergono durante la storia non sono semplici da digerire e suggerisco ampliamento di evitarne il recupero se non si è pronti ad affrontare tematiche di un certo calibro.

Happy of the End

Il finale del primo volume mi ha lasciato un amaro in bocca non indifferente, ho sentito un macigno sul cuore per la tristezza e l’angoscia dei personaggi verso la vita che mi ha davvero toccata.

“È perché ci sei tu che ho iniziato a sperare che forse per me è possibile continuare a vivere ed essere felice … è solo colpa tua”

*Nb: La storia è una immersione nella drammaticità dell’essere umano e delle complicanze che ancora si possono riscontrare nella vita quotidiana quando si ama qualcuno dello stesso sesso o quando ti ritrovi senza una madre e ti trovi a dover affrontare ad una tenera età le difficoltà della vita. I personaggi provano un disagio che viene riconosciuto e si abbracciano su questo fronte, tuttavia c’è un forte desiderio di morire ma anche di sopravvivere. Consiglio la lettura solo a chi riesce ad affrontare queste tematiche.

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Rabbits. Gioca se ne hai il coraggio

Hai amato squid game la serie tv, ma non sai proprio cosa leggere per entrare in quel mood di sopravvivenza? Sei stanco di leggere sempre i soliti thriller? Ti consiglio “Rabbits. Gioca se ne hai il coraggio” di Terry Miles edito HarperCollins!

Rabbits. Gioca se ne hai il coraggio - Terry Miles,Luigi Maria Sponzilli - ebook

Trama:

È un normalissimo giorno lavorativo, uguale a tanti altri. Ti hanno assegnato un compito che ti ha assorbito completamente, e quando guardi l’orologio ti accorgi che sono le 4:44 del pomeriggio. Controlli le e-mail, e scopri che hai 44 messaggi non letti. Sorpreso, ti rendi conto che è il 4 aprile: 4/4. E quando sali in macchina per tornare a casa il contachilometri segna 44.444. Una coincidenza? O hai appena visto l’ingresso della tana del coniglio? Rabbits è un colossale Alternate Reality Game che usa il mondo intero come scenario. Da quando è nato, nel 1959, si sono tenute dieci iterazioni e sono stati decretati nove vincitori. Nessuno conosce la loro identità, e non si sa nemmeno in cosa consista esattamente il premio che hanno vinto: forse una favolosa somma di denaro, forse un ingaggio nella CIA, forse addirittura l’immortalità o la chiave per decifrare l’universo. L’unica cosa certa è che più ci si addentra nel gioco, più diventa pericoloso: in passato sono morte delle persone, e il numero di vittime sta crescendo. E ora sta per iniziare l’Undicesima iterazione. K, affascinato da questo mondo segreto, cerca da anni un modo per partecipare. L’occasione si presenta quando il ricchissimo Alan Scarpio, presunto vincitore di una delle passate edizioni, lo contatta per affidargli una missione disperata: c’è qualcosa che non va nel gioco, e K deve risolvere il problema prima che inizi la nuova iterazione, o il mondo intero ne pagherà le conseguenze. Cinque giorni dopo Scarpio viene dato per disperso. Due settimane più tardi, K manca la scadenza. Inizia l’Undicesima iterazione. E tutto a un tratto è in gioco il destino dell’intero universo.

Cosa ne penso?

Questo romanzo dalle sfumature thriller, si apre con una introduzione davvero accattivante, già la copertina suscita curiosità al lettore e con questi colori così particolari e il disegno di un coniglio, che tra l’altro sarà anche l’oggetto del romanzo stesso maniera metaforica, lo rende un titolo da consigliare.

Rabbits è un gioco segreto. Sicuramente non ne hai mai sentito parlare se non per caso o sul dark web. Nessuno sa chi gestisce il gioco, come si fa ad entrare o chi ne siano i giocatori. Tu parteciperai senza sapere di essere in gioco, “La porta è aperta“, è l’unico indizio. Se riesci a trovare gli schemi, scoprire gli indizi e aprire la tua mente, il gioco potrebbe sceglierti. 

È in corso dal 1959 circa e fino ad adesso ci sono state dieci iterazioni, ora è in partenza l’undicesima ma quali sono i rischi di chi gioca a questo gioco segreto? Le vite si perdono a colpo di ciglia, coloro che gareggiano lo fanno sotto pseudonimi e senza alcuna reale comprensione della posta in gioco o di cosa viene assegnato al vincitore. 

Tutto ha inizio quando K. viene avvicinato da Alan Scarpio, un miliardario solitario etichettato come uno dei vincitori di un’iterazione passata di Rabbits. Davanti ad un piatto di torta a Seattle, Scarpio dice a K. che qualcosa non va nel gioco e che ha bisogno dell’aiuto di K. per comprenderne il problema, però prima che possa spiegare, Scarpio viene interrotto da una telefonata allontanandosi dal luogo lasciandosi dietro tante domande. Il giorno successivo Scarpio viene dichiarato disperso lasciando K. il peso di scoprire la verità.

Dalle sfumature di Squid Game ci troviamo ad affrontare una realtà più virtuale e innescata da logica, deduzione e grinta nel voler andare avanti. Rabbits si presenta come un libro tortuoso, con dinamiche che fanno su e giù come le montagne russe, personaggi nascosti e altri intraprendenti, un lettore che non può perdere l’attenzione nemmeno per una virgola e messaggi nascosti.

Terry Miles ci porta in un vero e proprio paese delle meraviglie dove i concorrenti vengono etichettati come conigli che devono correre da una parte all’altra per riuscire a snocciolare le problematiche connesse al gioco senza avere effettivamente degli indizi o una mappa su come muoversi. La modalità di narrazione e di investigazione che nasce dalla scrittura stessa, coinvolge totalmente il lettore che non riesce a distaccare i suoi occhi dalle pagine e continua per ore a immergersi in questo mondo davvero molto complesso e personaggi sono tutti i particolari. La narrazione salta nelle linee temporali, una narrazione con un ritmo lento e tanti elementi come ulti psichedelici di giochi per computer, doppelganger.