Masek Club Serie – Junho

Siete degli amanti a 360 gradi del mondo manga/manhwa, ma non volete soffermarvi solo a questi contenuti? Entra in gioco l’amplia libreria delle Light Novel BL

Oggi vi parlo di ‘Masek Club Serie – Junho‘ che potete acquistare cliccando qui sul sito Sinnah Store. (a Settembre sono in uscita dei titoli meravigliosi da non perdere!!)

Masek Club Serie – Junho di Perry E. Greene (Autore) FoxyLamento (Illustratore)

Junho masek club 1

Trama:

“Quando si sbaglia, redimersi è sempre difficile, soprattutto quando c’è un cuore infranto di mezzo.
Junho è un giovane ragazzo con un passato burrascoso alle spalle. Ed è proprio il suo passato ad avvicinarlo a uno dei locali più esclusivi della città: Il Masek Club dove entrerà a far parte dello staff, diventando uno dei ragazzi più ambiti della cerchia notturna. Un Ragazzo di bronzo.
Ma “non è tutto bronzo ciò che luccica”.

La vita di Junho non è contornata solo da piaceri, divertimento e soldi. Il problema più grande è il suo vicino di casa: Soobin, il suo ex e giovane studente in veterinaria. La convivenza così vicina non è semplice e Soobin sembra non aver dimenticato il torto subito quando stavano insieme.

Cosa ne penso?

Storia scritta da Perry E. Greene con le illustrazioni ad opera di @foxy_lamento edito da @sinnah.store (grazie ancora per la copia 💓)

Il primo volume si apre con un’ottima narrativa che scorre velocemente facendoci addentrare nel “Masek Club” in cui incontreremo personaggi davvero particolari e piccanti.

Una trama semplice, ma mai banale. Questo mondo gira intorno a pochi luoghi, ma i personaggi dinamici rendono il tutto più frizzante e accattivante!

Il nostro protagonista sarà “Junho” un ragazzo fuori dall’ordinario che viene definito “Ragazzo di Bronzo” una etichetta  elité per chi lavora nel locale notturno per omosessuali. Una novel che già dalle prime pagine ci fa addentrare in un nuovo mondo con diversi punti di vista e intrighi sempre più profondi.

Junho ha un rapporto di amore e odio con Soobin, d’altro canto un personaggio davvero particolare e intraprendente che mi ha incuriosita fin da subito. Tra i due c’è un ex rapporto amoroso e Junho non fa altro che essere pensieroso nei confronti del suo ex ragazzo.

Ma chi sono i “Ragazzi di bronzo”? Dei meravigliosi fanciulli che hanno un aspetta affascinante e si nascondano dietro maschere creative.

Ciò che caratterizza particolarmente questo primo volume è la presenza anche di alcuni pensieri diretti dei personaggi, conversazioni verso se stessi e maggior dettagli sulle loro vicende!

Non avremo solo Junho come punto di riferimento, ma lo sguardo di osservazione si muoverà anche verso altri personaggi e tanti altri ancora da scoprire nel maggior dettaglio.

Un’edizione ben realizzata, con una copertina favolosa e delle illustrazioni da non perdere assolutamente! È la prima volta che mi addentro in una lettura del genere, non sono solita alle novel se non quelle online, ma potermi godere questo meraviglioso primo volume mi ha davvero resa felice nonché ho trovato la storia molto interessante e curiosa dei suoi svolgimenti.

I dialoghi si arricchiscono di realtà, non troveremo solo semplici conversazioni ma anche piccole imprecazioni naturali derivanti da situazioni ed eventi che i personaggi affrontano. Situazioni piccanti e litigi da scoprire! 

Una giornata cominciata male

State cercando per quest’estate un romanzo che vi faccia letteralmente incollare sulle sue pagine e che la lettura sia scorrevole, emozionante, intraprendente e fresco di novità che vi faccia anche ragionare su alcuni concetti della società moderna che sono davvero importanti in ambito legale? Certamente questa recensione allora fa il caso vostro perché stiamo parlando del nuovo romanzo uscito dalla Fazi Editore intitolato “Una giornata cominciata male” di Michele Navarra.

Trama:

Durante una sera d’agosto sferzata da un nubifragio estivo, l’imprenditore romano Federico Santini guida a tutta velocità verso l’Argentario per raggiungere Claudia, la sua ultima conquista, mentre rimugina sull’ennesima questione legale in cui lo sta trascinando la sua ex moglie. Tra distrazione ed eccesso di velocità, l’auto di Santini travolge un ciclista. Non sembra esserci nessuno nei paraggi, e l’uomo, incurante dell’accaduto, riprende la sua corsa.
Nel giro di pochi giorni, però, tutto precipita. La mattina di Ferragosto, Santini si risveglia con la mente confusa e la memoria offuscata in un luogo che non conosce. Non riesce a ricordare nulla della notte precedente e, mentre decide di cercare Claudia nella speranza di scoprire cos’è accaduto, si trova invischiato nelle indagini su un terribile omicidio. Sarà l’avvocato Gordiani ad accettare di aiutare Santini, provando a districare la matassa e a ricostruire i fatti avvenuti a Ferragosto. Insieme alla sua abile quanto affascinante collaboratrice, l’avvocato trascorrerà le calde giornate d’estate tra Roma e l’Argentario, tra yacht ormeggiati nei porticcioli e suggestivi scorci del paesaggio toscano, cercando di farsi strada verso la verità e, possibilmente, verso la giustizia.

Cosa ne penso?

Ci troviamo di fronte a un titolo davvero meraviglioso, una lettura che si ambienta nelle circostanze di omicidi, truffe, e tanto altro nell’ambito penale. Un romanzo tutta l’italiana che si ambienta nelle nostre calde giornate d’estate di Roma e Argentario con dei personaggi davvero sorprendenti e soprattutto ci danno un panorama di cosa succede quando si va in causa e soprattutto dei vari ragionamenti che un avvocato o un giudice possono fare.

Una giornata cominciata male” non è semplicemente un thriller legale che si concentra sulla storia in sé che ha un protagonista un po’ egocentrico è particolare, che riesce sempre a scamparla nelle situazioni più difficili. Ma parliamo di un titolo che mette in dubbio il concetto di giustizia e legge, perché non sempre questi due concetti vanno di pari passo e non sempre sono uno analogo all’altro.

Esattamente qual è la definizione di giustizia o qual è la definizione di legge? Il nostro avvocato cerca di concentrarsi sulle soluzioni più importanti per far uscire il suo cliente dalle situazioni più particolari e riesce effettivamente nel suo compito ma riesce anche a mettere in dubbio ciò che sono i principi della nostra società.

Durante la lettura verrete catapultati all’interno di un processo, con le sue analogie, con le sue eccezioni, con le sue complicanze. Queste circostanze non annoieremo mai il lettore perché si troverà pagina dopo pagina ad essere sorpreso dalle 1000 novità e soprattutto dagli eventi che si evolvono.

Legge e Giustizia

spesso quando pensiamo a questi due concetti andiamo a dedurre in automatico che siano due termini che si accompagnano verso la strada della positività all’interno di una società, spesso perché noi stessi cittadini ci affianchiamo al concetto di legge e di autorità che devono garantire la giustizia per ciascun caso. Ma cosa succede esattamente se nonostante ci sia una legge questa comunque non riesca a garantire la giustizia?

Ci sono delle situazioni in cui all’interno di un caso bisogna necessariamente presentare in tribunale o davanti al giudice comunque delle prove, prove che devono garantire che il proprio cliente venga assolto dalle accuse, ma spesso le prove possono non garantire la giustizia, e questo romanzo fa aprire davvero tanto gli occhi su questo concetto.

L’imprenditore Federico Santini è davvero un personaggio tutto da scoprire proprio per il suo essere così egocentrico e fuori dalla norma, possiamo confermare tra noi che sicuramente è uno di quei soggetti che farebbe saltare i nervi a chiunque. Combina un guaio uno dopo l’altro.

Michele Navarra riesce a trasportarti in un mondo ricco di emozioni per quanto siano complesse e soprattutto la sua scrittura riesce ad accompagnare in maniera ottimale la lettura, ha una metodologia di scrittura molto fluida, ricca e molto calzante.

I personaggi sono tutti ben definiti, ciascuno con il proprio carattere per quanto possa essere particolare, ciascuno con i propri pensieri e le proprie motivazioni. Ti senti catapultato davvero come se stessi guardando un film, un film che abbia per oggetto la particolarità della società e della legge italiana.

“La giustizia, quella giustizia di cui lei parla, signor Santini, non esiste, non è di questo mondo…Esiste la legge, che è fatta dagli uomini ed è un qualcosa di estremamente imperfetto…” 

Legendborn

Siete in cerca di un fantasy e che vi faccia letteralmente innamorare della storia in chiave moderna di re Artù e della tavola rotonda? Certamente questo nuovo titolo fantasy edito dalla Fazi editore può fare al caso vostro.

Legendborn non è solo un fantasy, attenzione vi spiegherò in questa recensione anche degli argomenti molto particolari che vengono toccate all’interno di questo titolo che sono ritrovabili anche nelle note dell’autrice a fine pagina del romanzo.

legendborn

Trama:

Il primo capitolo di una nuova appassionante serie fantasy in cui l’intrigante mondo delle società segrete dei college americani fa da cornice a un’avventura che affonda le sue radici nella leggenda di re Artù.

Dopo che sua madre ha perso la vita in un incidente, la sedicenne Bree Matthews vuole lasciarsi tutto alle spalle. Il programma per liceali promettenti organizzato dall’Università della Carolina del Nord sembra l’occasione perfetta. Proprio durante la sua prima festa al campus, però, Bree nota delle misteriose presenze soprannaturali che seminano caos e violenza fra gli studenti per nutrirsi della loro energia. Un ragazzo tenebroso e affascinante di nome Selwyn Kane interviene per cancellare nei testimoni qualsiasi memoria dell’attacco, ma la sua magia non ha effetto su Bree che, anzi, ricorda di colpo molti particolari riguardo alle circostanze in cui è scomparsa la madre: possibile che la sua morte nasconda dei segreti magici? L’occasione per approfondire il mistero arriva grazie a Nick, il ragazzo più popolare dell’università, che le confessa l’esistenza della società segreta dei Leggendari. Quando questi si rivelano essere i discendenti dei cavalieri di re Artù e annunciano che una guerra magica sta per scoppiare, Bree deve decidere fino a che punto spingersi per scoprire la verità: userà la sua magia per abbattere la società, o si unirà alla battaglia?
Clamoroso successo di vendite e critica, Legendborn, in fase di pubblicazione in nove paesi e con una serie tv in corso di produzione, è l’inizio di una grande storia ricca di suspense: un’avventura imperdibile per tutti gli amanti del fantasy.

Cosa ne penso?

Avete mai letto la storia di re Artù, ma in chiave moderna?

Legendborn” il primo volume di questo meraviglioso fantasy che si intreccia tra magia e storia riesce a sorprendere il lettore già dalle prime pagine fino ad accompagnarlo in un’avventura senza precedenti.

La protagonista Bree è in cerca di una risposta. Una risposta che le farà andare incontro a mille misteri da risolvere e a tante morti da dover sopportare.

Una ragazza nera che sente sulle sue spalle la pesantezza delle discriminazioni e degli sguardi, un concetto particolarmente immerso nel senso di “rispetto per la propria gente”.

La curiosità maggiore sorge proprio tra le note della stessa autrice, una storia che riflette la sua storia. 

“Quando è morta mia madre, ho scoperto che rappresentavo la terza generazione consecutiva di figlie che avevano perso la madre un giovane età nella nostra famiglia (…)”.

La giovane Bree soffre di DLPC ossia il Disturbo da lutto persistente complicato che la porterà a diventare un membro dell’Ordine, affrontare le prove, la magia, i sanguemaghi e soprattutto a scoprire cosa si cellera dietro ai numerosi attacchi dei demoni.

“Legendborn” non è solo un libro fantasy, ma una forma di conoscenza che viene tramandata dall’autrice per ampliare la conoscenza verso alcune condizioni e verso i lutti.

“Molte persone vivono  con questi disturbi non diagnosticati e soffrono in silenzio a causa del modo in cui la nostra società gestisce il dolore e la morte”.

Re Artù e il suo risveglio. Tutto gira intorno alla Tavola rotonda e a come i suoi cavalieri, prima o poi, vengano chiamati. Una relazione particolare tra Bree e Nick arricchisce questa storia con un po’ di romanticismo, un amore che ad un certo punto verrà rotto.

Un sotterfugi di magia rossa e oscura, di linfomagia (ispirata alla storia e alle tradizioni spirituali afroamericane) e tanta determinazione nel scoprire la verità, ma i cavalli sulla scacchiera si muovono e nascono nuovi problemi e situazioni complesse che porteranno Bree ad accogliere dentro di sé più di un antenato.

Una storia inebriante e frizzante, piena di innovazione che non abbia mai. Tracy Deonn ha un modo di narrare unico, che ti permette di immaginare passo dopo passo ciascun viale dell’Universita, i demoni, le difficoltà, i sentimenti di Bree che si sgretolano e i suoi batticuore, i conflitti interiori dell’Ordine ma soprattutto mostra come, grazie ad un romanzo, si possa esporre molta informazione.

Non solo verso la tematica del DLPC, ma anche nei confronti della comunità afroamericana e come ancora possano sentirsi oppressi e pieni di preconcetti. In una parte del libro mi ha particolarmente colpito come “i camerieri e altra servitù fosse gente di colore” e come Bree si sentisse sconvolta e irritata da tale visione.

Aldilà della grande creatività di Tracy Deonn, mi sento di suggerire questo primo volume soprattutto per il grande elaborato che vi è dietro. Un’amore per La tavola rotonda, per l’Ordine, per le tradizioni, per la magia. 

La ragazza dimenticata

In questa estate afosa non c’è niente di meglio che dedicarsi ad un meraviglioso mistero e quale titolo è il caso di leggere? Per oggi vi super consiglio la nuova uscita HarperCollins con “La ragazza dimenticata” di Karin Slaughter che ancora una volta ci sorprendete con la sua maestosa scrittura.

La ragazza dimenticata

Trama:

Una ragazza con un segreto… Longbill Beach, 1982. Emily Vaughn si prepara per il ballo di fine anno. Per una ragazza come lei, intelligente, brillante e popolare, quell’evento dovrebbe essere la degna conclusione e il coronamento della sua carriera scolastica. Ma Emily ha un segreto. E per questo entro la fine della serata verrà messa a tacere per sempre. Un omicidio mai risolto… Longbill Beach, 2022. Sono passati quarant’anni, e l’omicidio di Emily è ancora avvolto nel mistero: i suoi amici più cari hanno fatto quadrato, mantenendo il più stretto riserbo su di lei e sull’accaduto; la sua ricca e potente famiglia si è chiusa in se stessa; i suoi concittadini hanno scelto di voltare pagina e di lasciarsi quella terribile vicenda alle spalle. Ma tutto questo sta per cambiare… L’ultima occasione per trovare l’assassino… Andrea Oliver, agente degli US Marshal al suo primo incarico, è stata assegnata alla squadra che si occupa della sicurezza di una nota giudice federale che ha ricevuto minacce di morte. Ma il suo vero scopo è un altro: ottenere giustizia per Emily Vaughn. Scoprire chi l’ha uccisa e perché il killer è ancora a piede libero. Prima che trovi il modo di mettere a tacere anche lei… La ragazza dimenticata è un thriller incalzante, a tratti angosciante, che scava nel profondo dell’animo umano, mettendone in evidenza luci e ombre, bassezza e generosità.

Cosa ne penso?

Ancora una volta le storie realizzate da questa autrice riescono ad immergersi in una pozza di oscurità e di mistero che lascia il lettore sempre esterrefatto.

Un mix di idee, di personaggi e di strade diverse che ogni personaggio va a percorrere porteranno alla fine, Andrea Oliver, a investigare su un mistero che non ha mai trovato la sua luce per molti anni e a scoprire i relativi colpevoli.

Un’idea geniale che pagina dopo pagina trascina il lettore all’interno di questa storia che si caratterizza da due parti una relativa al passato dove abbiamo come soggetto la ragazza dimenticata Emily Vaughn e dall’altro lato abbiamo l’agente Oliver che è in cerca della verità.

Ci sono molte citazioni inerenti alla costituzione, le leggi federali, all’ambientazione della società e delle sue idee nei confronti della donna, dell’aborto, delle ragazze incinte che devono necessariamente sposarsi e come l’adolescenza viene vissuta e viene raffigurata la società del 1980 intrinseca di musica, party e droga.

In un certo punto il lettore inizierà a fare delle ipotesi, a farsi tante domande e cercare anche di trovare delle risposte tra le parole della sua autrice ma tutto rimarrà un mistero e alcune ipotesi, forse, potranno anche rilevarsi soddisfacenti per trovare la soluzione adatta finché non si arriverà all’ultima pagina.

Un racconto drammatico ed enigmatico, pieno di suspence che fa elettrizzare il lettore nell’andare avanti con questi salti tra passato e presente che man mano riescono a mettere insieme il puzzle.

Dinamico e ben composto come sempre le modalità di narrazione della cara Slaughter, mi fa venire sempre i brividi per la maestosità in cui riesce a creare dei personaggi che tra una bugia e un’arroganza si creano una propria identità e agiscano in modo personale nella storia, come se, fossero reali.

Sabriel – Garth Nix

Siete in cerca di un ricco fantasy autoconclusivo, ma vi faccia viaggiare in luoghi lontani e oscuri?

Allora Sabriel di Garth Nix fa al caso vostro, edito dalla Fazi Editore.

Incluso nella lista di «Time» dei migliori cento libri young adult di sempre, Sabriel è uno straordinario viaggio di formazione in un mondo pieno di magia e mistero, dove le forze magiche circolano libere e il confine tra la vita e la morte è sempre più labile.

sabriel

Trama:

Garth Nix, stella del firmamento della letteratura fantasy, torna in libreria con Sabriel, il primo capitolo della trilogia del Vecchio Regno: ormai un grande classico.

Sabriel studia in un prestigioso college per sole ragazze non lontano dal Muro che divide il territorio di Ancelstierre dal magico e pericoloso Vecchio Regno, dove suo padre ricopre la carica di Abhorsen, il protettore che ha il compito di impedire ai morti di tornare nel mondo dei vivi. Da quando la famiglia reale è decaduta, i morti sono diventati sempre più forti e intrepidi, minacciando di sopraffare l’intero regno. Quando il padre di Sabriel viene imprigionato nel mondo della Morte da una pericolosa creatura, la ragazza si mette in viaggio per salvarlo. Lungo la strada, troverà come compagni di viaggio Mogget, un antico spirito costretto nella forma di un gatto bianco, e il giovane mago Touchstone, che verrà liberato da un incantesimo durato decenni ma rimarrà intrappolato sotto il peso di dolorosi ricordi. Ogni passo nelle profondità del Vecchio Regno li avvicinerà a minacce mai viste prima, che costringeranno Sabriel ad affrontare il proprio destino in una battaglia con le vere forze della vita e della morte. Chi proteggerà i vivi quando i morti torneranno?

Cosa ne penso?

L’arma potente di Garth Nix è la realizzazione di ambienti particolari che fanno immergere il lettore in tempi lontani e in mondi pieni di ombre e magie.

Sabriel è un fantasy da non perdere, se siete in cerca di qualcosa che possa catturare la vostra attenzione e ridere, contemporaneamente, per le battute comiche che vengono scambiate tra i personaggi.

Sabriel è una ragazza di diciotto anni che si ritrova con un grande potere fra le mani. Viene inseguita da temibili nemici e la sua vita e le difficoltà che dovrà affrontare non saranno semplici.

All’inizio pensavo che fosse il classico fantasy che ripeteva delle nobili gesta di una ragazza troppo sempliciotta che potesse sconfiggere qualsiasi male, ma man mano che ci si addentra nella lettura in realtà si viene travolti dalla amarezza dei sentimenti della ragazza e dalle difficoltà di prendere la decisione giusta nei momenti di sconforto e difficoltà.

E’ una ragazza forte e determinata, con la testa sulle spalle ed è intelligente. Nonostante la sua inesperienza e il grande carico che gli è stato tramandato da suo padre, cerca di gestire i nemici e i suoi obiettivi in maniera sorprendente.

Sabriel e suo padre hanno un marchio di magia particolare e potente perché possono comunicare con i morti e i dannati dell’Antico Regno. Solo loro possono affrontare queste creature e rimandarle alle porte della morte.

Tutto cambia durante il primo semestre della scuola di Sabriel, in quanto suo padre, l’Abhorsen, scompare e Sabriel viene involontariamente promossa all’Abhorson. Albhorsen è un titolo, un marchio, un segno identificativo.

Nonostante la grande maestria di scrittura, che non stanca mai l’occhio a continuare a leggere e la grande presa fino a metà libro… ho notato un calo.

Un sottotono di ambientazione ed eventi che si sono tramutati in evoluzioni troppo veloci che mi hanno fatto chiedere “questa cosa quando è successa?

Se non fosse per queste particolarità, avrei promosso il libro ad ottimi voti.

Padri

Se siete in cerca di un romanzo che vi tenga sulle spine e che vi tenga compagnia in queste sere in cui si sta avvicinando l’estate, volete leggere qualcosa di particolare e di diverso, qualcosa di profondo e che mi trasmette delle emozioni allora continuate a leggere questa recensione.

Padri” di Giorgia Tribuiani edito dalla Fazi Editore, è una scoperta da non farsi sfuggire.

Trama:

È un pomeriggio di primavera quando, con lo stesso corpo e la stessa età del giorno della propria morte, Diego Valli risorge. Si risveglia sul pianerottolo di quello che era stato il suo appartamento, tira fuori le chiavi, prova a infilarle nella serratura ma si trova faccia a faccia con il figlio Oscar, lasciato bambino e invecchiato ormai di oltre quarant’anni. Da qui, ha inizio una vicenda di riconciliazioni e distacchi, una storia intensa e sincera sul rapporto tra padri e figli e sulla necessità del perdono.
Una volta riconosciuto il padre, Oscar affronta il comprensibile straniamento aggrappandosi alle incombenze della quotidianità, mentre Clara, sua moglie, non crede al miracolo e si oppone all’idea di ospitare in casa uno sconosciuto. A complicare le cose, si aggiunge l’arrivo di Gaia, la figlia della coppia, che torna nella città natale per trascorrere le vacanze. Di nascosto dalla madre, che è spesso via per lavoro, Gaia finalmente ha l’occasione di conoscere suo nonno: un uomo profondo, amante della musica, più simile a lei di quanto sia mai stato suo padre. Oscar, al contrario, scoprirà aspetti di Diego che non pensava gli appartenessero.
Dopo il perturbante e vertiginoso Blu, Giorgia Tribuiani torna con un romanzo dalla prosa tesa e accattivante che si appunta su una storia a tre voci di rabbia e dolore, parole non dette e seconde occasioni. Una riflessione sulla famiglia dalla trama originale in bilico tra realtà e impossibile per un’autrice che, come poche, sa scavare nell’animo umano per far emergere il rimosso e stimolare la comprensione con uno stile personale notevole e a tratti sorprendente.

«Padri testimonia come in minime storie possono rivelarsi spazi immensi. Un libro d’amore in senso largo, come accettazione e accoglienza dell’altro, quindi comprensione dell’umano al di là del proprio perimetro individuale. Certo c’è anche di più: la voce del perdono, la generosità di offrire sempre altre occasioni di fronte alla mancanza, all’assenza, ai sempre possibili errori che accompagnano i giorni che ci sono dati. Alla fine, verrebbe solo da dire, da parte di chi scrive come di chi legge: non è niente, è la vita soltanto».
Remo Rapino

Cosa ne penso?

Una volta che si inizia questo romanzo è impossibile fermarsi, ogni parola ti porta a leggere quella successiva fino a terminare il libro.

Sicuramente è una storia molto suggestiva, tra l’altro parla di un salto temporale molto particolare e dei personaggi che con il loro carattere così spontaneo e loro pensieri così reali, vi faranno venire i brividi.

Parla di occasioni perse, di occasioni recuperate, di opportunità nuove e di conoscenze da non abbandonare. Difficoltà che ci potrebbe essere di fronte ad una perdita per poi essere catapultati in una realtà in cui quella perdita appartenente a passato, di quel corpo che prima giaceva in una bara e adesso è vivo e vegeto di fronte a te e ti sta salutando.

Spiegato in questa maniera molto superficiale penserete che in realtà questo romanzo rientra particolarmente del genere thriller e non in una narrativa, ma è qui che vi state sbagliando.

In realtà è semplicemente una riflessione inerente alle relazioni che intercorrono all’interno della famiglia, tra madre e padre, tra madre e figlia, tra figlia e padre, tra padre e padre. Un romanzo che si alterna fra impossibilità in realtà, tra illusione e pazzia, tra opportunità e fragilità.

La scrittrice realizza una narrazione molto veloci, non si sofferma in realtà molto sui particolari o sugli ambienti circostanti ma cerca di affrontare questa tematica e questa storia in maniera molto confidenziale con il lettore.

Infatti non troverete dei simboli che annunceranno una conversazione, ma troverete un testo compatto che scorre velocemente, che i vostri pensieri iniziano essere coordinati in simbiosi con la lettura che state affrontando.

I personaggi sono sempre in cerca del contatto, dell’amore, di sentimenti puri e reali che non vengono distinti e combinati con i sogni. Cercano qualcosa di concreto a cui acchiapparsi e affidarsi.

Il tutto nasce con una classica famiglia composta da madre, padre e una figlia universitaria che ogni tanto decide di tornare a casa a fare compagnia ai suoi genitori. Un giorno però, sentiranno bussare alla porta e una volta aperta, si trovarono di fronte un signore che ha lo sguardo confuso, convinto che quell’appartamento fosse la sua abitazione per poi scoprire che in realtà non è così.

Si potrebbe pensare che sia un ubriacone, già qualcuno che sta giocando un brutto scherzo ma osservandolo bene quell’uomo davanti alla porta è Diego Valli, il papà di Oscar, deceduto parecchi anni prima quando Oscar aveva solamente otto anni.

“Padri” incalza perfettamente il rapporto morboso, classico, pieno di fragilità e di emozioni particolari struggenti che possono vivere all’interno di una famiglia. Le difficoltà, i litigi, le verità.

Questo titolo lo consiglio per chi vuole approfondire la tematica della famiglia, dei rapporti che intercorrono tra un soggetto all’altro, delle verità nascoste o delle verità che pensiamo di conoscere.

In cucina con i bento dello Studio Ghibli

Siete gli amanti della cucina giapponese ma non sapete mai come creare quei gustosi piatti a casa vostra? Allora non potete perdere assolutamente questa nuova edizione della Kappalab con le magnifiche ricette con dei disegni davvero molto particolare che stuzzicano sia la creatività non che anche l’acquolina.

Trama:

Dal norimaki di pollo allo tsuta age di gamberi, dal teriyaki di zucca all’asazuke di ravanello, dal nori daikon mochi ai gyoza, fino al kabayaki di sgombro, tante ricette di cucina giapponese per creare bento originali ispirati ai personaggi dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata.

Con la parola bento si intende comunemente quello che in occidente viene considerato il “pranzo al sacco”. Più nello specifico, con la parola bento viene identificata la scatola stessa in cui sono inserite le pietanze che devono essere consumate fuori casa, al lavoro o a scuola, ma anche il cibo in essa contenuto.

In questo libro ci occuperemo di una categoria di bento molto particolare: i kyaraben o charaben (bento dei personaggi) dedicati agli indimenticabili protagonisti dei film dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. 

Da il mio vicino Totoro a Ponyo sulla scogliera, da Principessa Mononoke a Il castello errante di Howl, tutti i cartamodelli e le ricette giapponesi per imparare la famosa arte del bento.

Cosa ne penso?

A fronte delle 144 pagine contenute in questo libro, possiamo trovare tantissime ricette che smuoveranno la nostra creatività e non che anche il nostro stomaco.

Se volete assolutamente riprodurre quei magnifici piatti gustosi ma soprattutto con una grande creatività come raffigurazione dei vostri personaggi preferiti dello studio ghibli, tanti gusti e tante salse da poter assaporare comodamente dalla vostra cucina allora non potete assolutamente non sfogliare questo magnifico libro pieno di illustrazioni.

Già la copertina ci presenta una estetica e un design davvero molto curato e assolutamente da avere da nostra libreria.

Partendo già dalla prima pagina possiamo osservare che abbiamo di fronte annoi un sommario composto da una introduzione, il ricettario, i Bento dello studio ghibli con una grande vastità di ricette.

A pagina cinque e troviamo subito il bento e le sue origini quindi a fronte di vari disegni che accostano il lato destro del testo, possiamo trovare la parola Bento come viene scritta, cosa significa, quali sono le sue origini, qual è l’utilizzo dello hoshi-ii, E soprattutto viene spiegato che in queste pagine ci si occupa delle varie categorie di bento molto particolari.

procedendo con la nostra bellissima lettura possiamo trovare la regola giapponese del 4.2.1, una piccola regola che spesso ritroviamo anche negli anime, come comporre il vento e quindi come creare anche figure dolcissime che vanno ad arricchire esteticamente il nostro piatto, come usare questo libro e il materiale e strumenti.

Le ricche informazione non si fermano solamente a questo perché vengono annunciati i personaggi ossia gli ingredienti da utilizzare, come modellare il riso, la frittata da disegno, i coloranti naturali quindi come creare il rosso, rosa o fucsia, l’arancio, il giallo etc.

Penso che la parte che più mi sia piaciuta è proprio il tutorial inerente alla creazione dei piccoli totoro sia quello di colore blu e sia quello di colore bianco.

La cosa interessante è che questo libro di ricette si sia particolarmente ispirato ed è dedicato ai vari film realizzati dallo studio ghibli:

  • totoro
  • nekobus
  • ponyo
  • marco
  • kaguya
  • jiji
  • san

E tantissimi altri titoli ancora! Possiamo essenzialmente osservare un rapporto fra i film più acclamati e i bento che si possono realizzare rappresentando i nostri personaggi preferiti.

Barbarities

Oggi vorrei parlarvi di un titolo che già dal suo annuncio mi aveva creato davvero tanta curiosità, vi darò in questa recensione anche degli ottimi motivi per recuperarlo immediatamente e non farvi assolutamente scappare questa storia che ha dell’incredibile.

Parlo proprio di “Barbarities“, il nuovo BL annunciato e portato in Italia dalla Magic Press!

Trama:

Tanto tempo fa, in una terra lontana, un uomo chiamato Visconte Adam venne incaricato di diventare la guardia del corpo di un Lord molto importante per il paese. Adam, che è bisessuale, rimane affascinato da Joel, nipote del Lord. Nel frattempo. il successore al trono di un regno vicino si innamora del suo aiutante…

Barbarities

Cosa ne penso?

Sono completamente attratta da questa storia con uno sfondo storico e con personaggi davvero maestosi.

Tra intrighi di corte e amori proibiti, abbiamo i nostri due personaggi: da un lato il nipote di Lord Montague dal nome Joel mentre dall’altro la sua nuova guardia del corpo Adam.

Parliamoci chiaramente, Barbarities non è il classico boy’s love dove la storia gira intorno ai protagonisti e non ha una vita ed essenza propria, bensì in questa trama possiamo notare che in realtà è come se noi stessimo difronte ad un film.

La storia ha un suo movimento, si evolve in maniera passionale, drammatica, ironica, sorprendente e di passo abbiamo anche i nostri protagonisti Joel e Adam che si muovono nel contesto, avendo dei propri pensieri e dosando in maniera interessante, anche le proprie azioni.

Non è una storia d’amore che si consuma in maniera semplice, infatti possiamo scoprire nel primo volume come il visconte e la sua guardia del corpo abbiano iniziato ad avvicinarsi, a confidarsi l’un con l’altro e anche ad allontanarsi.

E’ la prima volta che leggo qualcosa di Tsuta Suzuki e sono rimasta sorprendentemente appassionata, infatti non vedo l’ora che esca il secondo volume, delle vicende di questi tempi lontani con i suoi intrighi e con la bellezza non indifferente di Adam che è soprannominato un dongiovanni che miete vittime ovunque si posi il suo sguardo.

Possiamo osservare anche una crescita e una maturità da parte di Adam che da un dongiovanni passerà ad essere un uomo meno altezzoso o quantomeno più rigido con i propri sentimenti, perché comprende per la prima volta in vita sua, che i suoi pensieri sono occupati da un solo nome.

Barbarities

Dall’altro lato abbiamo Joel, un uomo giovane e di intelletto. Non si lascia scalfire dalle dicerie che girano per i nobili nei confronti del suo orgoglio, al ché possiamo anche durante la lettura notare che è un uomo solitario, poco influente nelle conversazioni sociali ma rende bene nel lavoro che ricopre. Infatti, egli di astuzia, comprende come tenersi sotto la buon’ala anche della Chiesa che è il nucleo essenziale della società in cui vivono.

I disegni di Tsuta Suzuki sono impeccabili. Aldilà della composizione delle tavole ben lineari e semplici da seguire, il carattere del suo disegno è lineare, semplice ma intenso che rimane impresso nella mente del lettore.

Mi sono davvero innamorata della particolarità visiva dei protagonisti, sono due bellissimi uomini che ritraggono le caratteristiche lineari del viso e della composizione del corpo degli uomini di quel periodo.

Barbarities

Adam nonostante la sua grandissima bellezza e la particolarità dell’avere i capelli biondi e lisci, dall’altro lato abbiamo Joel con i capelli corti, neri e ricci. Un meraviglioso contrasto e soprattutto possiamo notare che anche caratterialmente sono l’uno l’opposto dell’altro.

Barbarities è una storia che si compone semplicemente da quattro volumi, in realtà lo spesso del manga è ben corposo e devo dire che il rapporto qualità-prezzo è eccellente.

Quindi, recapitolando i buoni motivi per cui recuperare questa storia sono:

  • è composto solo da quattro volumi finiti.
  • la storia ha una sua evoluzione eccellente e non è messa a caso giusto per creare un contesto in cui si muovono i personaggi
  • i personaggi hanno un’ottima graduazione di evoluzione e inoltre non si affretta la storia nel primo volume, ma tutto viene dosato in maniera eccellente per appagare il lettore
  • il rapporto qualità e prezzo della Magic Press è ottimale, infatti abbiamo un volume abbastanza corposo a soli 7,90 euro.

Il mistero di Four-Pools

Sono davvero contenta che nella mia libreria dedicata ai libri e alla lettura dei classici si è aggiunto anche questo titolo da parte della Caravaggio Editore. Proprio così, vi sto parlando del titolo “Il mistero di Four-Pools“, un meraviglioso scritto a cura di Miriam Chiaromonte che si è preoccupata di portarci in Italia questa prima traduzione integrale.

Trama:

Proprio mentre stavamo per salire il paio di gradini in pietra che conducevano verso il pendio, la guida al comando si fermò improvvisamente, e afferrandomi per il braccio puntò un tremante indice verso la pozza.
«Cos’è quello?» ansimò.
Sforzai gli occhi nel buio ma non riuscii a vedere nulla.
«Lì, quella cosa nera sotto la riva» disse, alzando la sua candela e gettando la luce verso l’acqua.
Tutti lo vedemmo e riconoscemmo con un fremito di orrore.

Nella produzione di Jean Webster, autrice del celebre Papà Gambalunga, ci imbattiamo in un interessante giallo pubblicato in forma anonima nel 1908: Il mistero di Four-Pools. Ambientato nella Shenandoah Valley (Virginia dell’Ovest) negli anni successivi alla Guerra Civile, il romanzo narra le vicende dal punto di vista del newyorkese Arnold Crosby, la cui vacanza al Sud viene stravolta da strani eventi – un furto e un omicidio – collegati a presunti fantasmi che turbano la tranquillità della Piantagione Four-Pools. Grazie all’intervento del reporter Terry Patten – accolto dalla critica come «il successore di Sherlock Holmes» – il singolare evolversi delle vicende confermerà non solo la capacità dell’autrice di destreggiarsi con un genere nuovo rispetto a quelli a lei più congeniali, ma anche il suo attivismo in campo sociale attraverso un forte messaggio umanitario.

Cosa ne penso?

Se sei in cerca di un romanzo che possa catturare la tua attenzione e che ti tenga compagnia per massimo due giorni, e ti vada ad intrigare e incuriosire così tanto che ne vuoi sapere sempre di più capito dopo capitolo, allora continua a leggere questa recensione perché è proprio dedicata a te.

Sono così felice di aver avuto la possibilità di leggere questo romanzo dalle tinte misteriose, particolari e caratterizzate sul concetto di investigazioni ma non solo.

La grande cura che possiamo riscontrare all’interno di questo romanzo edito dalla Caravaggio è davvero impressionante, già dal font che viene utilizzato e rimane coerente con tutta la sua collezione, è possibile trovare anche delle illustrazioni all’interno della storia che rendono il tutto più magico. La Caravaggio è in grado sempre di portarci titoli di classici ritrovati che devono esserci necessariamente nella libreria di ciascun lettore, soprattutto mi prenderò cura di convincervi nell’acquistare questo volume.

Perché è vero che questo romanzo parla di un omicidio, ma è anche vero che tutto già intorno a prestare attenzione a quello che ci circonda ma soprattutto osservare con occhio diverso da quello che può fare un avvocato di diritto societario o gente del posto per scovare la verità.

Un classico ritrovato, dove si presta attenzione nel riportarlo in Italia nella sua traduzione integrale e ci permette di osservare come in questo titolo nonostante abbia una tendenza ad essere un thriller accompagnato anche dalla investigazione, in realtà non è solo questo. Si possono scorgere già dai primi capitoli iniziali, ma anche dalla prosecuzione della lettura, che questa storia vada aldilà alle circostanze dell’omicidio, ma parla anche di una tematica da non tralasciare: i diritti dei neri.

Questo perché? Perché ci fa comprendere come spesso anche nelle piccole cose, si tende a guardare dall’alto verso il basso le persone di colore, e questo romanzo lo mette in attenzione sottolineandolo parecchie volte.

In questa cittadina situata nella Virginia dell’Ovest, ci sono dei neri che sono ritenuti degli schiavi e spesso vengono frustati dalla nobiltà, ma bisogna comprendere che non sono meno esseri umani delle altre persone. Questo ci fa capire come all’interno della lettura è possibile percepire anche dei messaggi importanti per la nostra società da non lasciare in disparte.

Sono rimasta particolarmente attirata dalla voracità e dall’intelletto del nostro investigatore nel riuscire a percepire degli indizi che non sono stati osservati o compresi da tutte le persone che erano sulla scena, come in pochi conversazione e con l’osservanza semplicemente della scena è riuscita a trovare la verità e a far capire che spesso non bisogna perseguire delle idee che ci siamo creati in testa ma bisogna saper guardare oltre e con gli occhi chiari.

Se siete amanti dei misteri e anche della tenacia di Sherlock Holmes allora posso dirvi che l’ispettore che prenderà carico nel comprendere le vicende, mascherare i fantasmi che si aggirano in questa cittadina, difendere i più deboli e giungere alla verità per scarcerare una persona che stata resa imputata solo su delle ipotesi, vi farà innamorare.

Lontananza

In questo articolo blog vi parlerò con il cuore di un titolo che mi ha completamente catturato sotto molti punti di vista. La fragilità e la forza d’animo che emana Vigdis Hjorth con le sue parole, riesce a farvi immergere nella profondità dell’adolescenza e dei problemi con sé stessi e con i propri genitori.

lontananza

Trama:

Dopo Eredità, che ha reso celebre l’autrice a livello internazionale, torna Vigdis Hjorth con il suo ultimo romanzo: una nuova storia di famiglia in cui le bugie, i silenzi e i segreti si sciolgono lentamente sotto il flebile sole norvegese dopo decenni di gelo.

Johanna torna in Norvegia dopo trent’anni di assenza e, rompendo il divieto di contattare la famiglia, telefona alla madre, che ormai ha ottantacinque anni ed è vedova. Nessuna risposta. Per i suoi parenti Johanna non esiste più: è morta quando, appena sposata, studentessa di Legge per volere del padre avvocato, ha mollato tutto per diventare pittrice e si è trasferita nello Utah con il suo professore d’arte, con cui ha avuto un figlio. Johanna ormai è un’artista piuttosto quotata, ma persino i soggetti dei suoi quadri scatenano l’ira dei familiari, che in essi vedono una denigrazione ulteriore nei loro confronti, soprattutto per il modo in cui viene raffigurata la madre. Sono tanti gli argomenti rimasti insoluti che hanno condizionato Johanna nella sua vita di figlia, di donna, di artista e di madre: nella sua mente affiorano antichi ricordi di una donna all’apparenza leggera, spensierata, bellissima, ma quando riesce finalmente a spiegarsi alcuni episodi sconcertanti di cui è stata spettatrice, capisce che la madre non faceva che nascondersi dietro una corazza di convenzioni. Finché il lunghissimo silenzio fra le due donne si spezzerà in maniera violenta in un ultimo, spietato confronto.

Cosa ne penso?

Lontananza è un romanzo verso se stessi.

La lettura di questo romanzo si concentra nella narrazione di sentimenti ed emozioni di vita di una donna che dopo aver passato la sua intera esistenza ad aver perso piccole parti di sé stessa relative alla sua connessione con la figura materna e paterna che hanno comportato una grande evoluzione del suo essere, se riesci a percepire per tutta l’andamento della scrittura come le percezioni e riescono a uscire fuori ed entrare nel cuore del lettore.

Ti trovi in poco tempo, catapultato in un romanzo che tiene sulle spine, romanzo pieno di pensieri ed emozioni negative e che si sviluppano piano piano insieme al passare del tempo e alla crescita della protagonista.un distacco dei classici valori acquistiamo abituati dar conto, come se non andate accordo con un familiare fosse una cosa sbagliata, un concetto che è impossibile accettare.

Un romanzo dalle corde dolci e amare.

Un romanzo dalle spine velenose.

E’ una valanga di agitazione. E’ una connessione verso l’anima.

La protagonista, tra quelle pagine di diario, cerca di trovare indizi per sé stessa e per comprendere se alla fine della sua esistenza, il rapporto con la madre e la sorella può essere risanato. La sua arte urla resistenza, urla rancore, urla tante di quelle emozioni che chi le osserva si sente offeso.

La prospettiva del narratore è quella di Johanna e lei cerca di indovinare, tra un pensiero e l’altro, cosa fa la sua famiglia, cosa pensano e se sua sorella e sua madre la pensano. Non incontra sua madre da 30 anni ma ora Johanna vuole parlare con sua madre, ma sua sorella è contraria. 

Johanna ha fatto delle scelte che l’hanno allontanata dalla famiglia.
Non è diventata moglie di un avvocato come sua madre, e non è diventata una figlia obbediente come la sorella.

Lontananza riesce a mostrare la parte più dolorosa dei sentimenti, la parte più illusoria dei pensieri.

“Chissà cosa sta facendo mentre è distesa sul suo letto e guarda il soffitto” . Pensieri confusi, pensieri destinati all’esistenza che per tempo ha soffocato il suo io.

Il rincorrere pensiero dopo pensiero qualcuno che ti ha eliminato dal cuore. Percorrere il dolore di una infanzia marcia, di una infanzia andata in fumo. Dove il tuo io, non è davvero tuo ma di qualcun altro perché se non sei come vogliono loro allora non puoi essere nessuno.

Testa bacata” ti senti dire tra i sussurri delle urla e poi ti convinci davvero. Ami l’arte ma loro ti dicono che sia sbagliata, ti fai trascinare dalle volontà altrui e poi… poi ritrovi la luce, ritrovi te stessa ma agli altri non vanno bene, non importa se siano la tua mamma e il tuo papà, a loro non va bene se non segui i loro obblighi, e non consigli.

Fino all’ultima pagina, tu lettore, non saprai mai dove Vigdis Hjorth con questa storia voglia portarti. E’ un mistero, il mistero dei misteri.

Tu sei lì, inerte, a leggere pagina dopo pagina dei sentimenti non tuoi ma che in alcuni pezzi sono stati assorbiti dalla tua anima.

Sei lì a leggere del dolore altrui, di un’altra persona, di un’altra vita e non puoi far niente. A volte ti verrà voglia di urlare e chiedere alla protagonista ‘che diamine stai facendo?’, altre volte vorresti chiudere il libro e imprecare dicendo ‘No, non è possibile’, ma queste realtà esistono.

Esistono realtà rotte da piccole parole che diventano grandi fino ad essere addii.

Un racconto che narra della frattura tra una madre e una figlia, un dolore e un rancore che neanche il tempo è riuscito a sanare. Non sempre il detto ‘il tempo cura le ferite’ può risultare efficace.