Servo e Serva

La vita domestica di Horace Lamb: insensibile, spilorcio, tiranno, è l’unico a ignorare la passione segreta tra sua moglie e il cugino. Patrimoni e matrimoni, tradimenti e crudeltà quotidiane: il meglio di Ivy Compton-Burnett in un romanzo che lei stessa considerava il suo preferito, insieme a Il capofamiglia.

Fazi Editore ha portato in Italia un titolo davvero particolare: Servo e Serva.

servo e serva

Trama:

Il pater familias Horace Lamb, nobile tirannico, sadico e avaro, trascorre le giornate vessando la servitù e i numerosi figli (ma non la consorte: fra i due è lei quella ricca). Insieme a lui e alla moglie Charlotte vive il cugino Mortimer, uomo al contrario molto pacifico, che non si è mai sposato, è nullatenente ed è segretamente innamorato di Charlotte, la quale altrettanto segretamente lo ricambia. Quando la donna parte per un lungo viaggio in America l’equilibrio della casa traballa: il nuovo precettore dei bambini, Gideon, la sua opprimente madre Gertrude e la remissiva sorella Magdalen entrano con prepotenza nelle dinamiche familiari e rimescolano le carte in tavola… E nel consueto gioco di sotterfugi, cattiverie e dialoghi avvelenati che come sempre domina le pagine di Compton-Burnett, la servitù si riserva questa volta un ruolo di rilievo, conquistando a poco a poco la scena e assurgendo al ruolo di irriverente protagonista.
Patrimoni e matrimoni, tradimenti e crudeltà quotidiane: Ivy Compton-Burnett al suo meglio, in un romanzo che, insieme a Il capofamiglia, lei stessa considerava il suo preferito.

Cosa ne penso?

Ci troviamo in un romanzo che ci fa tuffare in una Inghilterra dell’800 non lontana dai nostri problemi moderni d’amore, in una famiglia borghese dove gli intrighi e le delusioni sono nascosti tra le parole, tra la tirannia del padre e l’amore nascosto dalla moglie.

Questo romanzo non si sviluppa come un classico romanzo a cui tutti siamo abituati, in cui l’ambientazione si sviluppa ma mano che i protagonisti pongono in essere le proprie azioni.

È un romanzo che si affaccia come se fosse un’opera teatrale infatti la caratteristica principale di questo titolo è il fatto che non è una narrazione in terza persona ma tutto si basa sulle conversazioni che avvengono tra i protagonisti. Non è un romanzo che butta all’interno della sua storia tanti personaggi, ma rimane lineare sempre sugli stessi e tutte le vicende che si presentano in tale storia tra misteri e amori nascosti, avvolge dal più piccolo personaggio a quello principale.

Una lettura veloce che riesce ad appassionare il lettore perché la metodologia di scrittura dell’autrice britannica certamente permette di cullarsi su un caldo divano e godersi tutto il pomeriggio intero in compagnia di Servo e Serva.

Ho letto queste poco più di 300 pagine in una notte sola e posso dire che ad ogni personaggio, nella sua moltitudine, mi sono veramente affezionata. Nonostante si vada a parlare di tirannia del padre nei confronti dei figli e che abbia rovinato la loro giovane infanzia per poi riuscirsi a riprendere, ma non viene perdonato… ho compreso che aldilà di tutto e dei suoi comportamenti un po’ tossici, mi sono affezionata anche al suo personaggio, d’altro lato abbiamo la pugnalata che riceve dalla moglie in quanto tra intrighi e dolori ha un amore segreto con il cugino del marito.

Tra dialoghi divertenti, con battute dirette e molto vivaci, troviamo anche le figure dei servi che ma mano nella storia prendere una posizione prioritaria tanto da diventare il nucleo in cui si svolge il romanzo. Non rimangono al margine, diventano l’essenza della evoluzione della storia.

Burnett si è dedicata al nucleo essenziale di una famiglia, ai dispetti, alla evoluzione dei pensieri e dei sentimenti, all’evoluzione anche dell’essere umano e del concetto da tirannia a una sorta di flessibilità verso le scelte dell’altro.

Quello che più mi ha affascinato è proprio la privazione dell’ambiente, la fragilità su cui si costituisce la tematica oggetto della storia e la dinamicità delle conversazioni che ti fanno rispecchiare e ad entrare come se tu stesso fosse un personaggio della vicenda.

Ovviamente è un grande posto ce l’ha anche la traduzione che fatta in maniera eccellente, senza sbavature e senza frasi che non abbiano un senso compiuto.

Sangue e cenere

In uscita oggi, 24 Marzo, Sangue e Cenere dell’autrice Jennifer L. Armentrout. Sangue e Cenere è il primo, appassionante episodio della nuoca serie fantasy Blood And Ash.

Dopo tanto tempo sono tornata sulle righe dei fantasy e come non farlo con la cara Jennifer che ci illustra una storia piena di eventi sospetti e momenti frenetici?

Trama:

Scelta dalla nascita per dare vita a una nuova era, Poppy non è mai stata padrona della propria vita. La sua è un’esistenza solitaria, in cui tutto le è proibito: nessuno può guardarla, né toccarla o rivolgerle la parola.
Non è nemmeno libera di usare il proprio dono… Può solo aspettare il giorno della sua Ascensione, chiedendosi che cosa accadrà, mentre preferirebbe di gran lunga stare con le guardie, a combattere il male che ha distrutto la sua famiglia. Ma lei, la Vergine, non ha mai potuto decidere per se stessa.

UN DOVERE…

Il futuro del regno è sulle sue spalle, anche se lei quel fardello non lo ha mai voluto. Perché anche la Vergine ha un cuore, un’anima, dei desideri. E quando nella sua vita entra Hawke, la guardia incaricata di proteggerla e sorvegliarla, il destino e il dovere si intrecciano inesorabilmente con il desiderio. Quel giovane dagli occhi dorati alimenta la sua rabbia, la spinge a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto, la sfida a provare sensazioni nuove e inesplorate.

UN REGNO…

Abbandonato dagli dei e temuto dai mortali, un nuovo regno sta risorgendo dalle ceneri. Determinato a riprendersi ciò che gli spetta, l’Oscuro avanza assetato di vendetta. Ma più l’ombra del male si avvicina, più il confine tra ciò che è giusto o sbagliato diventa sottile. E quando la trama insanguinata che tiene insieme il suo mondo inizia a sfaldarsi, Poppy non rischia soltanto di essere ritenuta indegna dagli dei, ma anche di perdere il proprio cuore e la sua stessa vita.

Cosa ne penso?

Sangue e Cenere è un fantasy dalla scrittura inebriante.

L’autrice riesce, con semplicità e coinvolgimento, a trascinarti parola dopo parola fino alla conclusione del libro. E’ una storia che ti fa immergere nelle vicende, nel dolore delle perdite, negli amori di cui narra. Le ore passano e ti ritrovi lì, sulla tua poltrona, a divorarti un malloppo di più di seicento pagine.

La cosa più bella e spontanea è che tutto questo, alla fine, ti lascerà un brivido perché sai che Sangue e Cenere è il primo volume. Non è la fine, ma l’inizio e questa avventura inizia con Poppy e la sua voglia di infrangere le regole.

Sangue e Cenere ha come protagonista una fanciulla ormai orfana, di nome Penellaphe Balfour dal soprannome Poppy che è destinata ad Ascendere. Non le è permesso parlare o toccare nessuno tranne pochi eletti o farsi vedere in viso. Ben presto un uomo misterioso di nome Hawke, ben celebrato nella città, diventa la sua guardia e le vicende iniziano a mutarsi.

Il personaggio di Poppy affronta tante paure, tante perdite. Una ragazza rimasta orfana dopo aver perso i genitori che hanno cercato di proteggerla, dei divieti che sono assoluti per la Vergine che deve Ascendere e da cui dipende l’ascensione di tutti i Lord e le Lady.

Nonostante la sua figura devota agli dei, lei è tutt’altro. Una ragazzina incontrollabile e testarda, abile con le armi, piena di dubbi e con la fiducia semplice.

Le battute che si scambiano Poppy e Hawke vi lasceranno perplessi, pieni di dubbi, pieni di ‘voler scoprire’ ancora e ancora.

Un mutarsi di eventi che vi lasceranno esclamare all’ultima pagina: ‘Dimmi che non finisce così, devo leggere come continua’.

E’ vero, il personaggio di Hawke lo si può definire un po’ tossico come Poppy la si può definire una fanciulla stupida, ma alla fine è un fantasy che cattura l’attenzione e secondo me i loro personaggi andranno a migliorare nei prossimi episodi.

Questa storia trabocca di ‘amore‘, di suspence, di lealtà, di coraggio.

Una protagonista forte, un destino da spezzare e da reinventare.

Il romanticismo che fuoriesce da queste pagine è eccitante, intrigante e ti tiene teso come delle corde di un arco. Una combinazione di momenti focosi e momenti in cui vorresti che succedesse qualcosa, ma la volontà d’animo della protagonista è più forte.

Le prime pagine introducono questo mondo composto da Ascesi, Atlantiano e altre specie soprannaturali, fanciulle e fanciulli che hanno una missione, il dono di Poppy, la storia di Poppy.

Un inizio lento, ma necessario a parer mio per permettere di mettere delle basi su cui muoversi liberamente appena preso il via dai capitoli successivi.

Sostanzialmente i capitoli sono formati da venti pagine ciascuno, salvo alcuni che sono più lunghi. Ogni volta che finivo un capitolo mi dicevo ‘ questo è l’ultimo ‘ e alla fine mi sono divorata questo fantasy in due giorni.

In realtà già dall’inizio avevo dei sospetti sulle vicende, su qualcuno che si presentava dal nulla e come magari si sarebbe evoluta la storia, ma ho continuato la lettura curiosa di dove andasse a parare. Ho ritenuto, a volte, che le conversazioni fossero un po’ sciocche, ma ho continuato ad andare avanti e alla fine la mia barca di curiosità è giunta a destinazione lasciandomi una sensazione positiva soprattutto per il finale particolare.

In alcuni punti è una storia ‘prevedibile’ ma non lasciarti spaventare da questo e goditi questo viaggio tra mortali e atlantiani.

Il ragazzo dietro la mascherina vol 2

Dopo il tanto atteso primo volume in cui ci siamo catapultati in questo meraviglioso yaoi con delle sfumature molto calorose da farti sentire alle Hawaii… finalmente possiamo goderci il secondo volume! Sto parlando proprio del mio amato Il ragazzo dietro la mascherina, portato in Italia dalla MagicPress.

* NB in patria è stato annunciato anche il terzo volume.

Colgo l’occasione anche per acclamare una richiesta: vorrei tanto leggere in italia il titolo Please Don’t Bite Me so much! sempre di Mitsuru Sango.

Trama:

Il timido Sayama nasconde tutto il giorno il volto dietro una mascherina, ma Saikawa è riuscito a guadagnarsi la sua fiducia e a diventare il suo ragazzo. Tuttavia, sono ancora tanti i lati oscuri del passato di Sayama che Saikawa vorrebbe scoprire e i due ragazzi devono ancora imparare a conoscere sé stessi e a esplorare il loro rapporto.

Cosa ne penso?

Una storia che cattura l’attenzione del lettore in pochi secondi e fa affezionare ai suoi personaggi.

La dolcezza con cui vengono raccontati i problemi sociali, le difficoltà interiori delle persone, i lati oscuri e l’amore che può andar oltre a tutto questo rende questo manga imperdibile.

Un racconto che nel primo volume ci ha fatto affacciare al personaggio di Sayama che con le sue difficoltà e la sua mascherina sempre sul volto, vede i suoi muri sociali crollare bacio dopo bacio grazie a Saikawa, ma non è solo questo.

Il secondo volume mette un po’ di pepe nella romantica e fresca storia d’amore tra i due personaggi diversi come il giorno e la notte, ma che si completano in maniera impeccabile.

Il ragazzo dietro la mascherina vol 2 mette in risalto non solo i grandi passi che Sayama e Saikawa hanno fatto nel tempo, ma anche come in realtà Saikawa è un ragazzo apparentemente sorridente ma con un passato e dei problemi che tiene stretto nel petto. Qui cresce la sintonia tra i due, ma non solo. Sayama capisce che come il suo amato è riuscito a farsi strada piano piano tra le sue paure, anche lui deve sostenerlo e deve prendere il coraggio di abbassare la sua fedele mascherina e gridargli “Ti amo“.

Nel volume due questa volta l’attenzione si rivolge sì, alla loro relazione, ma soprattutto al comportamento di Saikawa e ai suoi problemi familiari. Non mancherà anche l’entusiasmo di far entrare in gioco un terzo ragazzo di nome Tsuruga, un po’ scontroso in cui la sua personalità distaccata si è modellata a causa dei pettegolezzi e delle incomprensioni che si sono creati intorno a lui.

Tsuruga diventa pian piano parte della storia e questo rende tutto più piacevole perché ci fa sperare che nel terzo volume possano succederne delle belle!

Apprezzo sempre tantissimo i disegni così cute in alcuni casi imbarazzanti e di gelosia, ma anche i grandi lineamenti che si fanno vivi quando la situazione è tesa.

Quello che ho apprezzato maggiormente è la giusta dose di dolcezza, ma anche di evoluzione della storia che hanno caratterizzato il secondo volume.

Bill di Helen Humphreys

Se siete alla ricerca di un titolo che possa tenere incollato le pagine, sorprendervi pagina dopo pagina, catturare tutta la vostra attenzione per un pomeriggio intero e farvi enfatizzare con il personaggio e sorprendere e conoscere nuove curiosità e vicende veramente esistite allora dovete leggere soprattutto questo titolo Bill.

Bill” di Helen Hunphereys libro pubblicato dalla casa editrice Playground nel 2020.

Bill

La scrittura di questo romanzo è davvero sorprendente, perché nella maniera più semplice e più vicina al lettore come se fosse una sorta di confidenza o di una lettera, va a trattare di una notizia davvero scioccante e tra l’altro reale che è successa nel 1947 in Canada.

Cosa ne penso?

Siamo di fronte ad un romanzo che tra follia, psicologia, omicidi e anche poesia narra di due personaggi davvero interessanti sotto punti diversi ma sostanzialmente connessi.

Ci sono state due frasi all’interno del romanzo che mi hanno fatto comprendere l’aspetto più profondo del protagonista, un ragazzo che in adolescenza assistito ad un omicidio da parte di un uomo per cui provava ammirazione, affetto o anche un amore ossessivo e ne è rimasto anche in età adulta quasi assorbito, come se questa persona per cui provava l’affetto forse il punto centrale della sua stessa vita, come se fosse l’universo.

“Mi manca Bill, mi manca quel pezzo del mio passato in cui ci conoscevamo e ci appartenevamo. E mi manca il futuro che non avevo mai avuto.mi manca la possibilità reale di un lieto fine.mi manca l’invenzione di una macchina che trasforma un’azione sbagliata in pensiero, la rabbia in amore.”

Una vittima che ammira il suo carnefice, una vittima che è affezionata al suo carnefice, una vittima che sogna un futuro da condividere con il suo carnefice.

In realtà questo carnefice viene individuato da Leonard come suo salvatore, come se fosse un eroe è presentato e non giornata nuvolosa che lo abbia liberato da qualsiasi ostacolo che si presentasse nella sua vita.

Leonard Flint è un bambino che viene bullizzato a scuola, viene maltrattato dal padre in casa e vive una vita piena di dolore, ma la sua unica luce è Bill soprannominato Zampe di coniglio.

Bill è un uomo solitario, un uomo che si è distaccato dalla connessione con gli altri uomini, un uomo che lavora e lavora e si dedica attentamente a quel povero ragazzo che gli sta sempre fra i piedi.

Siamo di fronte a una storia che prende di petto un omicidio, un omicidio commesso alla luce del giorno con una tranquillità è una serenità che ti fa venire i brividi.

Un omicidio che viene commesso e l’unica scusante è “se l’è cercata”.

Un omicidio che porterà a comprendere la connessione tra i due personaggi.

Dopo che Bill affrontato il suo giudizio e la sua condanna, è rimasto per anni nel carcere per poi piombare una casa psichiatrica incontrerà qualcuno del suo passato, ma la sua memoria non lo aiuterà a ricordare.

Leonard Flint dopo aver studiato per anni medicina ed essere diventato un brillante psichiatra, va a lavorare nell’Istituto di gene mentale in Canada. Le aspettative del suo lavoro e le ansie erano davvero tante, la responsabilità che cadeva sulle sue spalle assorbiva tutte le sue energie, ma nella nube di responsabilità e di paure di sbagliare nel suo lavoro, Leonard incontra Bill.

Inizia l’ossessione di Leonardo e nei confronti dell’uomo del suo passato, una ossessione che porterà lo stesso ragazzo a sbagliare tante volte sia nel suo ambito lavorativo, ma anche nei rapporti con i suoi colleghi. Degli errori, degli sbagli, delle azioni che involontariamente il giovane psichiatra ha commesso e come se tutto il suo essere fosse stato influenzato indirettamente da quell’uomo del suo passato per cui provava e provo ancora tanta ammirazione.

Un andamento veloce della storia, un dolore che si trascina dall’adolescenza fino all’età adulta, una mancanza che senti nelle mani, una mancanza che ti penetra nel pensiero.

Tutto questo è quello che Leonard trova, giorno dopo giorno quando vede Bill nel box in cui lavora. Il lavoro di psichiatra inizia diventare una realtà lontana, lo stesso Leonard dopo un grosso sbaglio che ha comportato la fine della sua attività, si trova a essere da Dottore a paziente per la terapia.

Un romanzo sorprendente, un romanzo che alla sua fine vi lascerà il cuore pieno di pensieri e di brividi.

Nippon Monogatari. La missione di Kintaro

Buongiorno cari lettori, oggi vi voglio parlare di questo meraviglioso titolo della Oblomov grazie all’autrice Elisa Menini “Nippon Monogatari. La missione di Kintaro“.

Suggerisco tale titolo agli amanti delle storie giapponesi, a chi vuole affacciarsi con interesse alle tradizioni folclorica giapponese.

La trilogia portata dalla ce è composta dai seguenti titoli:

  • Nippon Yokai. Il gioco delle dieci storie
  • Nippon folklore. Leggende e miti dal Sol Levante
  • Nippon Monogatari. La missione di Kintaro

Trama:

Nella tradizione folclorica giapponese, il monte Fuji è sacro, molto amato e rispettato. Ci sono molte leggende e dicerie, una di questa recita: “chi scala una volta nella vita il monte Fuji è saggio. Ma chi lo scala due volte è pazzo”. Kintaro, il famoso eroe della cultura nipponica, è impegnato nell’impresa più importante della sua giovane vita: raggiungere la cima del monte Fuji per raccogliere l’acqua miracolosa che sola può salvare la vita della madre, gravemente ammalata. Nella sua ascesa al monte è accompagnato dall’uccellino Honpo, già protagonista del precedente best seller Nippon Yokai, e dagli aiutanti Kuma, l’orso e Washi, l’aquila. 

Cosa ne penso?

Questo volume è composto da un’unica storia che inizia con il viaggio di Kintaro verso la vetta del monte Fuji per trovare l’acqua miracolosa per salvare sua madre da una grave malattia, sarà accompagnato dai suoi amici avventurieri e tra le luci del sole e l’oscurità della notte dovranno affrontare molti ostacoli e alcune perdite.

Dallo stile ironico, alla saggezza dietro le azioni del nostro eroe, questa storia è composta da disegni illustrati in maniera impeccabile e linee libere realizzando un ottimo equilibrio tra le tavole che accompagna con delicatezza e senza indugi, lo sguardo del lettore nella narrazione.

Dietro a questa storia c’è un grande insegnamento e proprio come viene citato sia nelle prime pagine “chi scala una volta nella vita il monte Fuji è saggio. Ma chi lo scala due volte è pazzo” comprenderemo come Kintaro, dopo questo viaggio, è cresciuto come uomo.

Nel duro viaggio verso la vetta, le ore trascorrono secondo la suddivisione del tempo giapponese composto da sei ore diurne e sei notturne, ognuna che viene associata ad un animale zodiaco cinese, ma la bellezza in particolare è che questa distinzione viene rappresentata nella novel mediante diverse palette di colori per permettere di comprenderne maggiormente la distinzione.

L’aspetto grafico è ben curato e ti lascia davvero a bocca aperta per la cura e la dedizione che vi è dietro a questo volume e ricordo che il duro lavoro promosso da Elisa Menini per realizzare un adattamento della leggenda dell’eroe Kintaro. 

L’orso e L’usignolo Recensione

Buongiorno cari lettori, oggi vi porto alla scoperta di un mondo fantasy con elementi tutti nuovi. L’orso e L’usignolo edito dalla Fanucci Editore è il primo capitolo di un mondo fantasy che ti farà innamorare della Russia e delle sue ambientazioni.

Puoi acquistarlo cliccando qui.

L'orso e l'usignolo (Fanucci Editore) di [Katherine Arden, Maria Teresa De Feo]

Trama: In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l’inverno dura la maggior parte dell’anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alëša tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell’inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può “vedere” e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell’intera comunità: le colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. Vasilisa è l’unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre: l’Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini.

Nell’incantevole scenario della tundra russa, il primo capitolo di una nuova trilogia fantasy. Un’appassionante storia dal sapore antico sull’eterna lotta tra il Bene e il Male.

Cosa ne penso?

Da tanto tempo stavo cercando di avventurarmi in un mondo fantasy con elementi differenti dai soliti libri ed eccolo qui L’orso e L’usignolo sembra proprio far al caso mio.

Ammetto che all’inizio della lettura non riuscivo a star dietro alla scrittura di Katherine Arden perché in maniera intrepida riesce a mettere in una pagina tantissime informazioni che a volte confondono il lettore. Ero partita a razzo, un po’ preoccupata ma fiduciosa, e alla fine ne sono rimasta contenta. Ho iniziato ad apprezzare il primo volume della trilogia circa poco prima di raggiungere la metà. Lo so è un po’ tardi ma cercavo di trovare la posizione giusta per cullarmi nella storia e godermi il viaggio.

I primi capitolo sono una introduzione alla famiglia della nostra protagonista Vasja, ogni personaggio ha un suo destino e un suo profilo ben strutturato.

È una fredda e cupa notte quando Marina muore dando alla luce una bambina di nome Vasilisa (Vasja) e Petr il capofamiglia dovrà occuparsi dei destini dei suoi figli da solo.

Le ambientazioni Russe sono meravigliose lasciandoti una immagine ben impressa di tutti i passi che Vasja fa nel bosco e sulla neve. Qual è la particolarità di Vasja? La piccola bambina particolare, che nessuno riesce a domare e può parlare con i demoni che le si aggirano intorno. Nei boschi, nella casa, nei luoghi in cui va fino a prendere il soprannome di strega del villaggio. Vasja però non è l’unico personaggio interessante della storia.

Quando Vasja raggiunge l’età di sette anni, suo padre parte per Mosca con l’obiettivo di trovare una moglie sia per sé e un marito per la figlia maggiore. Che cosa troveranno? La sua adorata figlia maggiore verrà data in moglie al cugino del principe russo, mentre lui sposa la figlia del Gran Principe, Anna.

La donna non è compatibile però con i luoghi in cui ci sono demoni e spiriti.

Nel villaggio arriva Prete Konstantin e il suo fine è quello di far perdere certe abitudini al popolo, come quella di nutrire i demoni che vivono nelle case e nei boschi. Dunque se da un lato abbiamo le credenze di Vasja, dall’altro lato c’è la fede di Padre Kostantine che poterà al disastro del villaggio. Il prete portando la luce nel villaggio farà venire meno le preghiere pagane e danneggerà i raccolti e non solo, porterà anche alla nascita dell’Orso, la creatura che divorerà il mondo.

Un bellissimo fantasy che posso consigliare a chi si vuole avventurare nella creatività russa.

Lore Olympus.

La nuova uscita della Jpop è proprio il Webtoon di Rachel Smythe “Lore Olympus” pubblicato per la prima volta nell’applicazione webtoon nel 2018.

Il fumetto è una rivisitazione moderna della relazione tra la dea greca e il dio Persefone e Ade.

Lore Olympus: Volume One: UK Edition : Smythe, Rachel: Amazon.it: Libri

Trama:

Pettegolezzi scandalosi, feste sfrenate e amore proibito: assisti a cosa fanno gli dei dopo il tramonto in questa rivisitazione elegante e contemporanea di una delle storie più famose della mitologia greca, dalla geniale creatrice Rachel Smythe. Persephone, giovane dea della primavera, è nuova nell’Olimpo. Sua madre, Demetra, l’ha allevata nel regno dei mortali, ma dopo che Persephone ha promesso di addestrarsi come vergine sacra, le è permesso di vivere nel mondo affascinante e in rapido movimento degli dei. Quando la sua coinquilina, Artemide, la porta a una festa, la sua intera vita cambia: finisce per incontrare Hades e sente una scintilla immediata con l’affascinante ma incompreso sovrano degli Inferi. Ora Persephone deve navigare nella confusa politica e nelle relazioni che governano l’Olimpo, scoprendo allo stesso tempo il proprio posto e il proprio potere.

Cosa ne penso?

Questo webtoon ha del grande potenziale: è stato pubblicato per la prima volta sull’applicazione Webtoon 2018 ed ancora in corso e attualmente la sua pubblicazione è settimanale e siamo arrivati fino al capitolo 183.

Questa nuova edizione edita dalla J-Pop, contiene i primi 25 capitoli. Una storia molto amata dal pubblico e presenta delle tavole meravigliose, anche l’edizione è davvero fantastica e ben curata con colori vividi.

Partiamo subito col botto: perché vi consiglio di recuperare questa storia?

I motivi sono molteplici in quanto il lettore riesce a catapultarsi nella storia ed empatizzare con i personaggi, ma soprattutto con la figura della dea della primavera, Persephone.

Lo stile utilizzato per le illustrazioni è sorprendente e Rachel Smythe ha infuso i miti greci con un tocco contemporaneo. Infatti Lore Olympus lo si può definire una rivisitazione della storia d’amore tra dei in chiave moderna.

Non troveremo solo delle conversazioni standard e piene di profondità, ma si alternano con comicità e battute del tutto moderne.

Tutta la storia gira intorno all’Olimpo e ai suoi Dei, che in fin dei conti non sono tanto diversi dai comuni mortali con sentimenti di invidia, gelosie, problemi politici.

È una storia forte che suggerisco sicuramente a chi non ha problemi a leggere di abusi sessuali e domestici, a chi non ha problemi ad affrontare particolari tematiche.

I Dei che incontriamo in questo volume sono divertenti, si prendono costantemente in giro e si ingannano a vicenda. Partecipano alle feste, cercano di riflettere sulla loro posizione e c’è anche chi cerca di difendere la persona amata.

Nella versione moderna di Smythe, Persephone si è appena trasferita in città e sta cercando di orientarsi, quando Hades la vede a una festa e paragona la sua bellezza a quella di Afrodite. 

Persephone fin a quel momento è sempre vissuta in una campana di vetro nel mondo dei mortali perché sua madre vorrebbe che nulla accadesse alla famigerata Dea della primavera. Di una bellezza non indifferente, alla festa riesce ad incantare Hades e poco più tardi si ritroveranno sotto lo stesso tetto.

Un brutto scherzo realizzato da Afrodite, la dea della bellezza, che gelosa dei pettegolezzi ha deciso che la cotta di Hades andasse in mille pezzi.

Ci saranno momenti anche comici dopo il risveglio di Persephone, come l’incontro con il cane di Hades il guardiano dell’Oltretomba che si fa accarezzare come un grosso cucciolo.

Incontreremo anche Artemis che cercherà di proteggere Persephone che inconscia delle gelosie e delle cattive azioni potrebbe facilmente cadere in qualche trappola e Eros che dispiaciuto per la cattiveria di sua madre nei confronti della Dea della primavera cerca di spiegare il motivo per cui è tenuto in pugno.

Afrodite ascolta i pettegolezzi del mondo dei mortali in cui si dice che Psyche è la donna più bella e chiede a Eros di farla innamorare della creatura più rivoltante. Ma cosa succederà?

Persephone inizierà a comprendere di essere innamorata di Hades, ma come riuscirà a superare tutti gli ostacoli?

Un amore che combatte tra luce e tenebre.

La cura e l’empatia con cui Smythe sia nella storia che nei disegni riesce a sbalordirti.

Una storia di stregoneria

Oggi sono tornata con un nuovo titolo, ma questa volta un romanzo fantasy edito dalla Rizzoli con una copertina e sovracopertina da urlo!

Vi sto parlando di “Una storia di stregoneria” sequel del bestseller del New York Times A Tale of Magic.

A tale of Witchcraft di Chris Colfer è il secondo libro di quella che dovrebbe essere la trilogia prequel della saga principale dello scrittore, “La terra delle storie

Una storia di stregoneria - Chris Colfer - copertina

Trama:

Brystal e i suoi amici hanno salvato i regni dalla minaccia della Regina dei Ghiacci e sono riusciti a far accettare la comunità magica in tutto il mondo. Potrebbero finalmente concedersi di festeggiare, ma quando una strega misteriosa dal nome di Lady Mara arriva all’accademia, tutto cambia all’improvviso. Lady Mara comincia a reclutare fate per la sua scuola di stregoneria rivale, con intenzioni tutt’altro che benevole… Molto presto l’amica di Brystal, Lucy, rimane intrappolata in un complotto oscuro che minaccia di sterminare l’umanità. In giro per il mondo, la pace faticosamente acquisita sta per sgretolarsi e la rabbia per la legalizzazione della magia si sta diffondendo di nuovo in tutti i regni a causa delle menzogne diffuse da un pericoloso clan, noto come la Fratellanza Virtuosa. L’obiettivo è chiaro: sterminare ogni forma di vita magica, a cominciare da Brystal

Cosa ne penso?

Questo romanzo fantasy è un racconto adatto per qualsiasi età, già a partire dai 10 anni.

È una storia che ci presenta due punti focali importanti: da un lato avremo il concetto di umanità e di come ci sia e non ci sia, l’accettazione della magia e dunque di qualcosa che è aldilà della nostra portata, dall’altro lato abbiamo le fate che riescono a utilizzare la loro magia per portare un po’ di solidarietà e amore sulle nostre terre.

Come si sa, laddove ci siano novità o qualcosa di diverso, è normale ci sia sempre la parte contraria, infatti, incontreremo in questo viaggio la Fratellanza Virtuosa che cercherà in tutte le maniere di fare affossare la possibilità che la magia possa prendere parte della vita quotidiana degli umani.

La quattordicenne Brystal Evergreen è destinata a grandi cose, se riuscirà a sopravvivere nell’opprimente Regno del Sud. 

Brystal Evergreen ha cambiato il mondo, ma il viaggio è appena iniziato…

Brystal Evergreen è sicuramente il personaggio centrale di questo pezzo, ma ce ne sono molti altri che portano il loro sapore alla storia e tengono agganciato il lettore. Ogni personaggio ha il proprio retroscena, che funge da pezzo del puzzle più grande. 

Il personaggio con maggior rilievo da metà storia sarà Lucy che subirà una grande evoluzione e crescita interiore portando anche un conflitto con la sua migliore amica Brystal.

Un’altalena di eventi che si incrociano come se fossero pezzi di un puzzle.

Un ammasso di sentimenti contrastanti che riescono a fare immergere il lettore ancora di più in questa storia prettamente fantasy e a farsi anche innamorare e tifare per i suoi personaggi.

Ci si riesce ad emergere dalla sua lettura, molti temi interessanti come l’amore e l’amicizia dunque se siete in cerca di un fantasy della scrittura scorrevole ma anche dall’impressione di riuscire a farti emergere proprio come se tu facessi parte degli medesimi eventi, questo è il titolo che fa per te.

È una favola fantasy sulle fate, sulle streghe, sui re e infine sui politici. Ci sono unicorni e grifoni, carrozze magiche, castelli, nani, orchi, elfi, goblin e troll. L’autore riesce a far incontrare etica e moralità.

Ho apprezzato molto come sia stata affrontata la questione inerente alla ingiustizia e all’uguaglianza, ed è stato interessante leggere quanto fosse profondo il pregiudizio contro la comunità magica in questo mondo oppressivo. 

In questa storia, i personaggi stessi hanno lottato per trovare accettazione dentro di sé e nelle loro vite, ed è stata particolarmente interessante leggere le lotte di Brystal per combattere i suoi demoni interiori e superare la negatività e l’oscurità nella sua vita sia mentalmente che fisicamente. ( perché brystal sente delle voci nella sua mente).

Cara Rose Gold

Oggi finalmente torno con un libro edito dalla Fazi editore intitolato Cara Rose Gold. Un romanzo davvero avvincente rientrante nel genere thriller, ma ritengo che c’è molto di più. Nonostante sia una lettura molto soft, con una scrittura molto delicata e alla portata di tutti, si riescono a trattare sotto molte sfumature e punto di vista, tematiche non semplici da gestire e neanche da parlare.

Viene enunciato il rapporto morboso ossessivo fra una madre e una figlia, il senso di egocentrismo e la volontà che qualcuno si preoccupi per noi stessi, sentirsi importanti e sentirsi non soddisfatti di quello che si ha.

Trama:

Una madre che non dimentica. Una figlia che non perdona. Un gioco molto pericoloso.
Durante i primi diciotto anni della sua vita, Rose Gold Watts ha creduto di essere gravemente malata: era allergica a qualsiasi cosa, era costretta a portare una parrucca, si spostava utilizzando una sedia a rotelle. Nonostante il sostegno della piccola comunità di Deadwick, che ha organizzato raccolte fondi e offerto spalle su cui piangere, nonostante tutti i medici consultati, gli esami effettuati e gli interventi subiti, nessuno è mai riuscito a capire cosa non andasse in lei. Fino al terribile giorno in cui è emersa la verità più spaventosa: era tutta una messinscena architettata dalla madre.
Dopo aver scontato cinque anni di prigione per abuso di minore, Patty Watts non ha un posto dove andare e implora sua figlia di accoglierla. I vicini non l’hanno perdonata e sono scioccati quando Rose Gold accetta.
Patty insiste, non vuole altro che una riconciliazione, ha perdonato la sua piccola cara che l’ha tradita testimoniando al processo contro di lei. Ma la ragazza conosce sua madre: Patty Watts non è una che lascia correre. Sfortunatamente per lei, Rose Gold non è più una bambina indifesa, ed è da molto tempo che aspetta questo momento… È l’ora della resa dei conti: sarà un duello spietato, combattuto a colpi di bugie e condotto da due abilissime manipolatrici.

Cosa ne penso?

Non bisogna soffermarsi solo su quello che si riesce a percepire leggendo la trama, bensì bisogna andare oltre. Questo libro va a toccare tantissime tematiche molto pesanti con una scrittura davvero morbida che permette al lettore di non annoiarsi e riuscire a godere appieno tutto il racconto. Non ci sono momenti noiosi, non ci sono momenti in cui lettore vorrebbe mollare la storia perché ogni personaggio è veramente caratterizzato molto bene e gli eventi si incastrano l’un con l’altro in maniera armoniosa.

Ritengo più che altro, che già da poco dopo la metà del libro, si riesce a percepire il finale anche se ammetto che le ultime pagine mi hanno lasciato veramente con un grande pensiero, ossia mi ha permesso di realizzare un mio proprio finale e mi ha permesso di mettermi sia nei panni della madre, sia nei panni della nostra protagonista.

Cosa possiamo trovare in questo libro?

Sicuramente riusciamo a incontrare un rapporto molto morboso e ossessivo tra una mamma che ama in maniera incondizionata alla propria figlia, nonostante abbia alle spalle un passato pieno di ferite e di abusi, dall’altro lato abbiamo una figlia che all’inizio sembra essere una vittima e che per tutta la sua vita si trova essere distane dagli amici, dalla famiglia e soprattutto è soggetta a discriminazioni e anch’essa ad abusi.

Una figlia che cerca tutte per tutto di risanare un rapporto con il proprio padre, andando anche a enunciare bugie affinché il suo obiettivo sia raggiunto.

Una madre che passa anni in carcere e viene discriminata dall’intera società perché viene vista come una madre abusiva della propria figlia, una madre indegna di essere chiamata come tale.

Dunque sotto questo punto di vista possiamo notare come viene anche enunciato una problematica che è presente anche nella nostra società ossia una persona quando sbaglia e passa degli anni in carcere, quando viene rilasciata sulla sua testa sarà sempre scritto: sono stato in carcere, e questo non permette in realtà che il carcerato rientri in maniera abituale all’interno della società ed è come se fosse condannato a vita.

Incontreremo anche la sindrome di sindrome di Münchausen per procura.

Esattamente che cos’è questa sindrome? All’interno del libro, troveremo molti momenti in cui si riuscirà a percepire l’essenza di questa sindrome: è una rara malattia psichiatrica e comportamentale, per effetto della quale i soggetti colpiti provocano sintomi (o semplicemente li inventano) a carico delle persone dipendenti dalle loro cure; il tutto, al solo scopo di attirare l’attenzione.

La mamma Patty farà di tutto per curare la sua bambina, ma cosa succederà quando le malattie di cui Patty enuncia non esistono? Cosa succederà quando la vita di Rose Gold viene rovinata per cure non necessarie e sintomi provocati (in)volontariamente?

Potremmo semplicemente parlare di egocentrismo, di voglia di essere un po’ troppo sotto i riflettori, ma in realtà questa sindrome è molto di più.

I punti che mi sono piaciuti di più e assolutamente la possibilità di girare nella mente di Patty, la mamma di Rose Gold, E scoprire tantissime verità da altre angolazioni dalla stessa scena.la immersione in pensieri e azioni che all’inizio sembrano assurde, sbagliate ma che ma mano durante la lettura della storia si riescono a percepire fino in fondo e a comprenderne anche il perché.

Dall’altro lato sono rimasta affascinata dalle azioni promosse da Rose Gold, soprattutto nel passaggio dalla sua innocenza al suo vero io dove c’è un veramente un grande mutamento.

a chi suggerisco questa lettura? Giusto questa lettura che sta cercando un romanzo thriller molto semplice, con un’altra ma non complessa ma che riesce a toccare tematiche interessanti e mostrare al lettore come si possa conoscere tantissime cose anche tramite una storia. Inoltre questo racconto va a riprendere una storia veramente accaduta.

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Shinko e la Magia Millenaria: il romanzo

Oggi vi voglio parlare del Romanzo “Shinko e la Magia Millenaria” edita dalla Kappalab.

Il romanzo Shinko e la Magia Millenaria trova la sua rappresentazione dal movie d’animazione giapponese ed è una storia divertente, magica che si ambienta nel raccontare le giornate dei bambini e in particolare di Shinko e i suoi amici, nel secondo dopoguerra del Sol Levante.

Shinko e la Magia Millenaria

Trama:

Shinko ha nove anni, una logica tutta sua, un nonno con cui condivide sogni e segreti, e, soprattutto un ciuffo di capelli ribelle capace di avvertirla quando sta per accadere qualcosa di particolare.

È il 1955, trentesimo anno dell’Era Showa, e il Giappone punta alla modernizzazione pur rimanendo legato alle proprie tradizioni. E così, mentre i ciclomotori sostituiscono le biciclette, i manga di Astro Boy sono ormai più letti dei classici letterari, James Dean arriva al cinema con La valle dell’Eden, e la radio è ancora il mezzo di comunicazione principale, la vita si svolge ancora principalmente all’aria aperta, dove Shinko e i suoi amici possono soddisfare la loro voglia di esplorazione. Sia di luoghi, sia dell’animo umano.

Cosa ne penso?

Dopo aver visto con grande emozione il film e aver letto il romanzo, posso finalmente esprimere i miei pareri su questa storia tanto divertente quanto dolce.

Shinko e la magia millenaria è un racconto adatto a tutti, dai più piccini ai più grandi perché con semplicità e dolcezza vi trasporterà in mille avventure.

Shinko e la Magia Millenaria, la recensione | Cinema - BadTaste.it

La sensibilità dei bambini al mondo circostante.

Questo è quello che mi ha fatto più tremare l’anima di questo racconto.

I bambini sono eternamente dolci e padroni del mondo. Con pochi elementi riescono a passare interi pomeriggi a giocare con il sorriso sulle labbra e con due parole riescono a diventare amici per la pelle.

Questo romanzo ci racconta la nascita e la forza dell’amicizia che sopravvive sia davanti alla felicità che agli ostacoli.

Shinko e la magia millenaria: Recensione del film adattato da Cannarsi

Siamo nella meravigliosa primavera del 1955 nella prefettura di Yamaguchi, ossia nel secondo dopoguerra del Sol Levante.

Shinko Aoki ha nove anni e la sua particolarità è la sua Rosetta, un ciuffetto che appariva morbidamente sollevato, privo di energia. La bambina è sempre cresciuta con le meravigliose storie raccontate dal nonno con l’occhio in ceramica.

Shinko ha una sorellina, che come lei, ama l’avventura ed è sempre in movimento. Accompagnata dai suoi super amici, ci troveremo a scoprire le giornate quotidiane del suo gruppetto ma anche la tristezza di alcuni eventi.

Nella classe del gruppo d’amici giunge Kiiko Shimazu, studentessa appena trasferitasi dalla capitale Tokyo, che al primo giorno indossa il profumo della defunta madre ma non viene compresa dai suoi compagni di classe, tanto da essere schernita.

Kiiko verrà avvicinata da Shinko, Hachiro, Kotaro, Tatsuyoshi e gli altri amici fino a diventare parte integrante del gruppo.

Le due bambine fanno amicizia e ben presto mostreranno di essere l’una l’opposta dell’altro, ma si completano a vicenda.

Kiiko decide, per ringraziare la gentilezza di Shinko, di farle assaggiare dei dolci del suo papà. Questi dolci pieni di whisky saranno l’inizio della storia.

“La promessa del domani, è che domani rideremo tutti insieme.”

Tra la commedia e il dramma degli eventi, viene raccontato molto come è la vita in quel periodo e come la gente si muove nella società. Tra l’agricoltura, la natura e la novità dei motori… il paesino di Mitajiri si trova davanti ad una grande evoluzione.

Consiglio la lettura del romanzo per essere travolti dalla visione pura dei nostri bambini.