La conquista del cielo

Dopo la famosa e brillante uscita ‘La scelta di Pandora‘, Edizione BD torna con un meraviglioso capolavoro di Yudori intitolato ‘La conquista del cielo‘.

Un meraviglioso manga intrinseco di messaggi e di ricerca dell’amor proprio e della conquista del cielo, sotto molti aspetti.

La conquista del cielo - Yudori

Trama:

Nell’Olanda del XVI secolo, Amelie è una giovane cattolica sposata con Hans, agiato mercante con la passione del collezionismo. Un ruolo, quello della moglie umile e accondiscendente, che mal si accorda al suo carattere ribelle e curioso… Finché il marito non porta dai suoi viaggi una giovane schiava arrivata da terre lontane, frantumando il fragile equilibrio della casa. A poco a poco, però, le due donne stringeranno un legame che le spingerà verso la libertà. 

Cosa ne penso?

La conquista del cielo‘ è uno di quei manga che ti apre la mente e ti trasporta in un contesto lontano, seppur vicino alla nostra realtà, che sa emozionare ed insegnare.

La conquista del cielo

La talentuosa artista coreana Yudori, ha rappresentano in quest’opera una miriade di etichette associate alla donna e di sentimenti negativi e positivi che una moglie può provare.

Nell’Olanda del XVI secolo, Amelie si trova in una realtà abbastanza stretta. La sua femminilità è cupa e poco vistosa, ma i suoi occhi volano come un uccello libero nel cielo così vasto, ma tutto da scoprire. E’ sposata con Hans, un giovane mercante dal viso meraviglioso. Pare che qualunque verità del mondo, debba essere da lui conosciuta e contemplata proprio grazie alla sua bellezza, ma non riesce a conquistare il cuore distante di Amelie.

La giovane cattolica è intraprendente e ribelle, non riesce a soffermarsi solo sul ruolo che le è stato assegnato da quella società poco ridimesionata e così, si ritrova a condividere il tetto della sua dimora con una mera giovane schiava delle terre lontane.

Lo stile di disegno di Yudori coglie subito l’attenzione del lettore. Con le sue linee pulite, visi grezzi e reali, raffigura lo sguardo della sofferenza e dell’affetto. Amelie viene raffigurata nella sua pura nudità, un corpo privo di forme che diventa cibo per soddisfare i suoi doveri coniugali finché non viene sostituita da una bellezza esotica e corposa.

La conquista del cielo

Amelie si troverà ad affrontare le etichette della classica moglie casalinga e devota alla volontà del marito, ma la notte cela un’altra realtà: quella di una donna che ama sognare e che vorrebbe, un giorno, conquistare il cielo. A pochi passi si incuriosisce dell’evoluzione dell’umanità, dei mulini, dell’aria e dell’acqua che bolle fino a creare una piccola mongolfiera e cercare di far tornare quella docile ragazza alle sue terre lontane.

Dall’altro lato, la giovane, dovrà combattere anche con il desiderio di essere l’unica donna nella vita di suo marito. La sua figura inizia ad essere messa da parte, il suo ruolo inizia a diventare più piccolo e fragile. Tra odio e compassione, Amelie cerca di non sprofondare nell’abisso.

Quest’opera riflette la volontà di evolversi e di trovare un proprio posto nel mondo, nonostante i vincoli e le difficoltà. L’ingegno di una donna che non deve essere limitato solo perché non è un uomo, ma che tutti hanno la possibilità di portare l’umanità ad un passo più evolutivo.

Un concetto che ritroviamo ancora nella nostra cruda realtà, in cui la bellezza è soggetta ancora a delle valutazioni mediocri e superficiali. La nascita dei dubbi, delle riflessioni annesse al proprio essere e alle proprie forme. La fragilità che può derivare da un amore frivolo senza sentimento, dalla condanna di essere una donna etichettata e limitata ad un ruolo che non le appartiene.

La conquista del cielo

Amalie cerca, in qualche modo, di andare oltre a quelle aspettative prive di evoluzione che Hans e gli altri personaggi che la circondano, cercano di ostacolare. Amelie va oltre, in un modo sconvolgente e coraggioso, cercando anche di salvare l’identità di quella giovane schiava che balla libera nel cielo.

Anche la religiosità, in quest’opera, svolge un ruolo fondamentale. Amelie vuole raggiungere il cielo per sentirsi più vicina a Dio, ma nel suo percorso riesce a comprendere che Dio è già vicino a lei.

Raybearer – Jordan Ifueko

Tra le nuove uscite della Fazi Editore consiglio assolutamente da recuperare ‘Raybearer‘, un fantasy con una narrazione davvero particolare.

Raybearer - Jordan Ifueko - copertina

Trama:

Tarisai ha sempre desiderato il calore di una famiglia: è cresciuta in isolamento, nel selvaggio e lussureggiante regno di Swana. Sua madre, Lady, è una donna potente e temuta, che non le ha mai dimostrato affetto e che la spedisce nella Città di Oluwan, la capitale dell’impero arit, a competere con altri bambini per entrare a far parte del Concilio del principe Dayo, l’erede al trono. Undici di loro verranno selezionati per essere consacrati attraverso il potere del Raggio, che li legherà a vita al futuro imperatore impegnandoli a proteggerlo. Ma il destino di Tarisai è segnato da un crudele incantesimo di Lady, che vuole che la figlia uccida il principe, invece di amarlo e difenderlo. Tarisai è davvero obbligata a essere la pedina nei giochi politici di sua madre? In una capitale piena di intrighi e magia, la giovane dovrà decidere chi considerare davvero la sua famiglia e a chi, invece, voltare le spalle. Nulla conta più della lealtà. Ma cosa accade quando giuri di proteggere colui che sei nata per distruggere? L’esordiente Jordan Ifueko, nuovo fenomeno del fantasy americano, si è ispirata alle terre dell’Africa occidentale per dare vita a un’avventura dal ritmo serrato sul conflitto tra dovere e giustizia, lealtà e amore, obbedienza e autodeterminazione.

Il primo volume di una potente epopea fantasy ambientata in un mondo ricco di tradizioni magiche, leggende e riti ancestrali, ma anche colmo di segreti pericolosi.

Cosa ne penso?

Raybearer è uno di quei fantasy che ti fa viaggiare tra terre lontane.

Un mondo governato da popoli e culture diverse, ma qualcuno che cerca sempre di distruggere la quiete con la conquista del potere.non troveremo solamente umani, ma anche personaggi che riescono ad utilizzare la magia e hanno dei tratti particolari.

Tarisai è una ragazza che sempre cresciuta in isolamento, non ha mai effettivamente goduto dell’affetto della madre nonostante quest’ultima fosse in vita e fosse vicino a lei. La sua adolescenza è sempre stata caratterizzata da bugie bianche, da racconti di storie mai completi, di una carezza che non è lei ma arrivata.

Si troverà ad un certo punto ad essere catapultata in un mondo aperto, si distaccherà da quella ce l’hai qui è sempre cresciuta per conoscere altre persone ma con un unico obiettivo: uccidere.

In realtà lei non sa bene qual è l’obiettivo della sua missione, ancora una volta rimane all’oscuro di tutto ma le sento una voce dentro di sé, una voce connessa alla mente di sua madre che nel momento opportuno la farà entrare in azione.

Fatta di me’ è una frase che troveremo spesso nel primo volume di questo fantasy, potrei definirlo anche la frase di apertura e di conclusione del primo volume. È una fase che al suo interno riesce a immagazzinare quello che è Tarisai e quello che dovrebbe fare.

Lady, sua madre, la manda nella capitale di Aritsar per entrare nel consiglio degli undici del principe ereditario Ekundayo. Tarisai appare davanti ai membri, grazie all’analisi del suo essere attraverso un dono speciale, come una ragazza pura e libera da qualsiasi malignità (proprio grazie al fatto di essere cresciuta in isolamento e all’oscuro delle vere intenzioni di sua madre). Il suo dovere sarà quello di amare il Principe ed esserne devota.

La vita di Tarisai lontana da Bhekina House è più dinamica e piena di misteri. Di volta in volta, inizia ad avvicinarsi al Principe e a creare un vero e proprio legami di fiducia e affetto, ma nulla è dimenticato tanto che la ragazza inizierà a sentire dentro la sua testa delle voci sussurrate da parte della madre per farle compiere il grande atto.

Nulla è perduto, ma niente è sicuro. Tarisai si troverà a combattere dinanzi a due realtà: quella costruita dalla madre e quella che lei stessa vuole crearsi.

Un romanzo pieno di colpi di scena e interessante sotto molti punti di vista, sia a livello di ribellione verso il proprio sangue nonché anche nella creazione di legami che vanno oltre al destino.

La perplessità è rivolta verso lo stile narrativo, a volte è calzante e lineare mentre altre volte sembra essere più lento e meno pressante. Questo potrebbe far risultare in alcuni capitoli, la lettura più pesante. Il mondo di Jordan Ifueko è ben strutturato secondo la sua gerarchia ed elementi fantasy con riferimenti al folklore e non solo.

The High Mountain Court – I cinque regni di Okrith volume 1

Se siete alla ricerca di un fantasy che posso farvi appassionare fin dalle prime righe sicuramente ‘The High Mountain Court – I cinque regni di Okrith‘ può fare al caso vostro. Nuova uscita della HarperCollins!

Siamo di fronte a una storia che ha dell’incredibile, tra streghe e principi ci troveremo ad essere catapultati in regni e pieni di terrore alla ricerca della libertà.

Trama:

UNA STREGA SOLITARIA.
UN TALISMANO DIMENTICATO.
UN PRINCIPE POTENTISSIMO.
E UN MONDO CHE STA PER SPROFONDARE NEL CAOS…


Remy, diciannove anni, teme di essere l’unica strega rossa ancora viva, ed è determinata a restare tale. Ma il Re della Corte del Nord, che ha massacrato la sua famiglia e messo una taglia sulle teste delle streghe rosse, ha altri piani: vuole distruggere la sua specie una volta per tutte.
Quando i guerrieri che governano le Corti scovano il suo nascondiglio, Remy si ritrova faccia a faccia con Hale, l’affascinante – e molto determinato – Principe della Corte dell’Est. Lui ha bisogno di una strega rossa per mettere fine alla guerra con la Corte del Nord, e in cambio l’aiuterebbe a sfuggire ai nemici che la braccano.
Eppure, nonostante l’innegabile attrazione che vibra tra loro, la giovane non è certa di potersi fidare. Al tempo stesso, se vuole salvare se stessa e la sua gente e aiutare il Regno a sbarazzarsi di un tiranno sanguinario, ha altra scelta?
Così, con una guerra alle porte e i cacciatori di streghe alle calcagna, Remy accetta di partire insieme al principe alla ricerca di due potenti talismani che potrebbero aiutarli nella loro missione.
Sarà un viaggio insidioso, e non solo per i pericoli che i due giovani dovranno affrontare. Perché il destino li ha fatti incontrare solo adesso, ma le loro anime potrebbero essere indissolubilmente intrecciate da sempre.

Avvincente e pieno di romanticismo, magia e passione, il primo libro dell’attesissima saga dedicata ai Cinque Regni di Okrith è un high fantasy pieno di adrenalina, abitato da guerrieri straordinari, potenti streghe e misteriosi talismani che possono mettere a dura prova i piani del destino. 

Cosa ne penso?

Questo primo volume si apre con una magnifica mappa di Okrith e in maniera molto docile ci sentiamo piano piano tra i suoi angoli.

La protagonista in questione è Remy, una ragazza di soli 19 anni che ha perso i genitori ed è sempre in grave pericolo a causa di quello che è. In queste terre vige la caccia alle streghe rosse, Remy è una di quelle. La sua identità e sempre a rischio per questo deve sempre cambiare posto e la sua vita ma mano diventa sempre più difficile. In questo viaggio di sotterfugi viene accompagnata da Heather, una strega bruna, che nonostante non ci siano legami di sangue è il suo punto di riferimento.

La vita di Remy cambia all’improvviso, mentre lavorava nella locanda incontra il Principe della Corte dell’Est di nome Hale, un uomo che cercherà di portare la pace tra i regni ma ha bisogno di una strega rossa per fermare la guerra. La prima vera battaglia per Hale, però, è quello di conquistare la fiducia della strega rossa. Il passato di Hale è profondo e sofferente, nonostante il suo carattere arrogante cercherà di custodire Remy e di proteggerla.

Una storia che ispirata a nuovi regni immersi nel fantasy, che fanno a catapultare il lettore in regni caratterizzati da dolore e la violenza ma in come tutte le storie c’è un principe e anche una principessa, ma in questo caso una strega molto importante, che cercheranno di riportare la pace su questi territori. A.K Mulford ha uno stile di narrazione veloce, calzante ma che riesce in qualche modo a trasportare il lettore in cui l’ambientazione, in quelle nature e in quei campi estesi non che anche nella drammaticità delle situazioni che vivono i personaggi.

Nonostante può essere che alcuni elementi siano classici di questo genere, a volte possono sembrare essere scontati, tuttavia ci saranno dei momenti che lasceranno il lettore davvero sorpreso.un primo volume che si legge tutto d’un fiato, ci si innamora dell’evoluzione anche della relazione fra il principe e la Strega rossa.

Tra momenti di imbarazzo e momenti di lotta, riusciamo a comprendere anche la psicologia dei personaggi e il loro modo di pensare e di agire.

In questo libro non troviamo solamente le streghe come elemento fantasy, ma bensì ci saranno fae e umani. Una lotta per la sopravvivenza, una lotta per riacquistare il potere che si aveva nel passato e cercare di ricongiungersi con la propria famiglia.

Le streghe rosse, fin dai tempi antichi, sono sempre state fonte di potere ma nella realtà che vive Remy, non è più così.sono state ricercate e cacciate, in tante sono morte infatti la nostra Strega pensa di essere l’unica sopravvissuta finché non viene a scoprire una realtà davvero sconcertante.

Un fantasy completo in tutti suoi elementi perché parla di avventura, romanticismo, amicizie, famiglia e magia e riesce a creare tutto questo in un mondo che già dal suo primo volume riesce a farti immergere in un viaggio magnifico.

Se dovessi trovare una nota dolente probabilmente sarebbe il fatto che alcuni tratti della narrazione (ad esempio il viaggio di Remy e Hale) e possono sembrare davvero molto veloce e questo non ti permette di assaporare passo dopo passo tutti gli eventi, tuttavia nonostante possa trovare questi piccoli difetti, posso dire che è una ottima lettura.

No love zone

Finalmente si sta dando più spazio anche ai Manhwa, ma in particolar modo ai boy’s love. Oggi voglio parlarvi una delle ultime uscite della Panini Comics conclusa di 4 volumi e tutta a colori. Parlo proprio di ‘No love Zone’, una storia piena d’amore e di dolcezza.

copertina

Trama:

L’impiegato Lee Eun-gyeom ha un carattere socievole per quanto sia sfortunato nelle relazioni amorose. Un giorno al lavoro incontra il nuovo superiore Han Jihyuk, un giovane capace di fargli provare forti sensazioni… prima di rendergli la sua vita un inferno.

Cosa ne penso?

È una di quelle serie che ho letto tantissime volte e non posso fare a meno di suggerirlo perché sta cercando una storia d’amore che si volga piano piano, che riesce a trasmettere un sentimento puro e trasparente e non necessità di quell’elemento di tossicità di cui si stanno caratterizzando la maggior parte dei racconti boy’s love.

L’amore a prima vista è un tale cliclé

No Love Zone

No love zone probabilmente non rientra esattamente tra le mie top five dei manhwa preferiti, ma sicuramente rientra in una categoria di titoli che voglio necessariamente nella mia libreria. E’ composta da 2 stagioni e 64 capitoli (c’è in aggiunta una side story). La nostra edizione è composta da 4 volumi conclusiva.

L’edizione che ha realizzato la Panini per questo titolo è davvero fantastica, già dalla cover posso vedere che il titolo a un certo rilievo e a una tipologia di riflesso davvero magnifico per non parlare anche poi al suo interno in cui le pagine sono ben strutturate e tutte a colori.

Diciamoci la verità tra me e te, chi non ha mai sognato una relazione d’amore in ufficio tra scartoffie e conferenze?

Il nostro Eungyeom mentre aspetta il treno, ha un colpo di fulmine con un tipo che rispecchia proprio il suo tipo ideale, ma viene fermato da una signora con degli ideali particolari sulla vita e ha quasi rischiato di arrivare tardi a lavoro. Un ragazzo di 29 anni che non ha molta fortuna in amore, il suo ultimo fidanzato è un buono a nulla e gli chiede sempre dei soldi. Sul posto di lavoro però incontra il famoso ragazzo del treno che realtà si scopre essere il suo caporeparto, Han Jihyeok ha solo 29 anni ed è alto e affascinante, e farà sgobbare il nostro Eungyeom.

Quando leggo le storie di questo genere mi viene in mente che magari il concetto di legame di destino possa essere vero, infatti i nostri personaggi in realtà hanno qualcosa in comune e non è la prima volta che si incontrano.

Questo manhwa è esilarante, pieno di momenti di suspence e dolcezza e i suoi personaggi sono ben caratterizzati con i loro pregi e difetti. Presenta scene piccanti e la costruzione del loro rapporto avviene in maniera lenta, dettagliata e funzionale. Non è una relazione che nasce a caso, non è una relazione che si evolve senza una base solida, ma si crea in maniera così dolce e spontaneo che lettore si ritrova a tifare tantissimo per loro due.

Eungyeom è un ragazzo che si lascia trascinare dalla passione e trova sempre delle persone che non riescono ad apprezzarlo per quello che è. Dopo che i suoi genitori l’hanno lasciato, lui si è rimboccato le maniche ed è riuscito a trovare un lavoro abbastanza stabile ma la sua realtà e la sua quotidianità verrà completamente messa in subbuglio da Jihyeok.

I disegni sono semplici, emotivi ed entusiasmanti. Anche la colorazione dell’ambiente circostante, dei particolare, dei personaggi, riesci a trasmettere una esperienza completamente nuova per il lettore facendo apprezzare ancora di più questa tipologia di storie.

Sono davvero contenta che finalmente si possa dare spazio anche questa storia e sinceramente spero che possono essere portate anche altri acconti che valgono davvero la pena di essere eletti.ogni volta che leggo No love zone, mi sento come una bambina a Natale e sono davvero felicissima di poterlo sfogliare e ammirare ogni giorno della mia libreria.

The Tumbling Onigiri in the Town

Mi piace uscire dalla mia zona confortevole delle letture e provare sempre cose nuove e sperimentare anche generi diversi. Oggi voglio parlarvi di un titolo che mai avrei pensato che potesse piacermi e vi spiegherò anche per quale motivo.

Sicuramente siamo abituate alle classiche cover dei manga in cui vengono rappresentati i personaggi o a prima vista sembrano dei manga, il volume di cui voglio parlare oggi in realtà al primo sguardo sembra essere un romanzo.

The Tumbling Onigiri in the Town è la mia prima esperienza con Panpanya – edito StarComics nuova uscita.

Trama:

Dopo essersi trovata alle prese con la classificazione di nuove specie animali, la protagonista di questi episodi parte per un lungo e affascinante viaggio sul monte Tsukuba, di cui vuole scoprire i segreti, lasciandosi guidare dalla voce prodotta dal bizzarro biglietto premio che ha vinto. Si apre così il sesto volume della collana panpanya works, una nuova serie di avventure da scoprire attraverso le tavole dense di personaggi e di simboli a cui lo stile di “panpanya” ci ha abituati!

Cosa ne penso?

Il mio primo approccio con Panpanya è stata decisamente un’ottima scoperta, i motivi possono essere molteplici ma quello che è riuscito fin da subito a incuriosirmi è il modello stilistico che ha deciso di adottare e alle tipologie di storie brevi che racconta all’interno dei volumi incentrati alla tradizione del folkloristica giapponese.

All’interno del titolo ‘The Tumbling Onigiri in the Town possiamo trovare nove brevi racconti che ci mostreranno una realtà alternativa e bizzarra, ma piena di insegnamenti molto importanti, alternati con due brevi saggi e piccoli pezzi di diario personale.

La protagonista è una bambina che ama informarsi, ricercare e annotare le nuove informazioni. Proprio questa caratteristica ci accompagnerà per tutto il volume.

The Tumbling Onigiri in the Town

La nostra piccola ricercatrice attraverso le sue brevi esperienze riesce a trasmetterci dei messaggi importanti. Nel primo racconto, intitolato ‘Ho trovato uno Tsuchinoko‘, ci viene insegnato come spesso è più importante riuscire ad osservare la situazione dell’altro e non rinchiudersi in un egocentrico egoismo.

Viene raccontato un animale la cui esistenza non è di fatto certa ma si presume in Giappone che più persone l’abbiano visto, proprio lo Tsuchinoko, con i suoi tratti distintivi sono le dimensioni equivalenti a quelle di una lattina di birra e la capacità di effettuare dei altissimi salti. La nostra protagonista riesce a catturarne un esemplare e decide, a primo sguardo, di portarlo presso un ente locale che si interessa di racchiudere in una enciclopedia delle creature.

The Tumbling Onigiri in the Town

Nonostante le sue ricerche inerenti a questa creatura così misteriosa vanno avanti in maniera molto rapida, il suo rapporto affettivo si salda sempre di più finché riesce a comprendere che in realtà nonostante per la scienza sia davvero importante venire a capo di nuove creature e portare al mondo nuove scoperte, per lei molto più importante che questo animaletto riesca a vivere in maniera tranquilla e pacifica nel suo habitat.

Panpaya riesce in maniera stilistica molto leggera e confortevole, a mostra al lettore come spesso si tende a non osservare attentamente quello che ci circonda. In ulteriori brevi racconti viene mostrato come le piccole cose, che noi definiamo rifiuti, ad esempio la carta di una caramella, un domani possono diventare oggetti di valore.

Un altro racconto intitolato ‘E poi…’ ci raffigura il viaggio della nostra protagonista accompagnato da un biglietto gigante caratterizzato da una evoluta tecnologia tanto da permettergli di parlare, memorizzare le informazioni e ad essere anche un’ottima guida turistica. Ci viene offerto un punto di vista che diviene momento di riflessione. Una città stravolga dalla tecnologia, dall’evoluzione della scienza e la bellezza della natura che rimane ad una età grezza e fertile.

Panpanya riesce nei minimi dettagli a raffigurare le realtà sotto punti di vista diversi, diventando così spunto di riflessione, dando la possibilità di osservare alcune dinamiche da un’altra angolatura.

I brevi racconti vengono accompagnati da illustrazioni a colori e pagine che si trasformano in un diario personale. Riesce a creare un piccolo mondo comandato da fantasia e realtà che si mischia in maniera così composta e compatibile che capirne la differenza diventa impossibile.

Therapy Game Restart vol 1

Amanti dei Boy’s love al rapporto!

Alla Starcomics piace viziarci e noi siamo più che felici a leggere di nuove le avventure delle nostre coppie preferite!

Dopo il grande entusiasmo per Secret XXX e la box Therapy Game che contiene i due volumi, si ritorna con Therapy Game Restart volume 1, ossia il sequel della box.

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Trama:

Shizuma e Minato ora sono una coppia: nei manga questo è spesso il punto di arrivo, il finale della storia d’amore, ma in realtà è solo un punto di partenza! I due ragazzi dovranno imparare a fare funzionare la loro relazione anche attraverso le varie sfide della quotidianità. Shizuma, ad esempio, ormai ha terminato gli studi da veterinario e ha iniziato a lavorare: le sfide professionali lo assorbono totalmente, e fatica a trovare il tempo per il suo ragazzo! Come la prenderà Minato?

Cosa ne penso?

Credo di essere davvero una sentimentalista quando si parla di boy’s love.

Fin da subito, con il volume unico di Secret XXX, mi sono trovata immersa in una storia dolcissima ed emozionante. Therapy Game ha avuto, a suo modo, un grande impatto sul mio cuore e sapere che le mie coppie preferite sono ritornate con un nuovo sequel mi rende contentissima!

Therapy Game Restart

Therapy Game Restart non è solo una storia boy’s love, ma nel suo modo più soft e dolce, cerca anche di parlare di alcune tematiche e mostrare le insicurezze delle persone. Shizuma ha sempre avuto relazioni con le donne, ma al cuore non si comanda e ha trovato per la prima volta, dopo una delusione d’amore, una persona che lo ama in maniera incondizionata.

Minato è sempre stato uno spirito libero, gli piace attrarre le persone a sé come un gioco di tira alla fune, ma in realtà dietro a questa maschera si cela il bisogno di ricevere un caloroso abbraccio e Shizuma riesce a far cadere quell’immagine così virile e forte che Minato si era creato.

Una coppia che in un modo o nell’altro è riuscita a sopravvivere alle crisi iniziali della conoscenza e della frequentazione, ma in amore sappiamo bene che non è sempre tutto tranquillo.

Le prime incertezze, le prime paure, i primi bisogni di dimostrare un affetto ancora più pieno e deciso. Shizuma e Minato in questo primo volume si troveranno ad affrontare dei piccoli ostacoli che saranno decisivi per la loro relazione.

Therapy Game Restart

Una coppia che cerca di sopravvivere alle gelosie, ai momenti di lontananza e ai dubbi della nuova vita che stanno per percorrere.

Shizuma ormai non è più un ragazzino ed entra, per la prima volta, nel vero mondo del lavoro. Questo porterà a creare un distacco notevole nei confronti di Minato che a sua volta inizierà a provare la solitudine e la paura che quella felicità che è riuscito ad avere potrebbe scomparigli tra le mani.

Un momento in cui i sentimenti dei due ragazzi riusciranno a raggiungere anche il lettore in maniera silenziosa, ma feroce. Mi sono ritrovata a piangere nei momenti di debolezza di Minato perché i suoi sentimenti sono così trasparenti e veri che è impossibile rimanerne estranei.

L’autrice è sempre riuscita a creare queste coppie che, nel loro modo di vivere la vita sentimentale e quella quotidiana, possano in qualche maniera far rispecchiare la lettrice o il lettore. Questa serie è diventata rapidamente una delle mie preferite e non posso far a meno di sfogliare e risfogliare le sue meravigliose pagine. Un’opera, compresa di Secret XXX e Therapy Game, che mostra delle relazioni non tossiche, ma dolci e piene di amore. Una rappresentanza a trecentosessanta gradi delle emozioni più pure come l’amore, l’abbandono, il trauma.

Therapy Game Restart

Fangs vol1

Se siete degli appassionati dei vampiri e non vi siete mai persi una storia con loro come protagonisti, di certo non potete perdervi questo magnifico titolo che finalmente è arrivato in Italia grazie alla StarComics.

Fangs‘ apre le porte a una delle opere più attese per gli amanti dei boy’s love. Una storia che ci permette di addentrarci all’interno della società dei papiri e capire anche i loro meccanismi e le loro gerarchia.

copertina

Trama:

Un vampiro che ha perso la ragione assale delle persone in un club e il diciannovenne En rimane coinvolto. Il ragazzo riesce a sopravvivere, ma diventa lui stesso un vampiro e finisce nelle mani di Ichii, che appartiene al Reparto Protezione, settore Salute e Benessere della “Fangs”, un’organizzazione per la difesa dei diritti di queste creature. Essa promuove il cosiddetto “pairing system”, un contratto stipulato tra due vampiri che ha lo scopo di soddisfare le reciproche necessità e trovare così una soluzione all’impulso di succhiare sangue. In quanto “vergine”, En viene approcciato da numerosi vampiri più anziani e, impaurito, finisce d’impulso per affermare di voler diventare pair del suo tutore Ichii…!

Cosa ne penso?

Fangs è un’opera che riesce a creare delle vibes diverse dai soliti boy’s love. Trasmette sensazioni e atmosfere armoniose, ma allo stesso tempo riesce a rendere i suoi personaggi interessanti e (sexy) enigmatici. 

FANGS

Di opere che trattano di vampiri c’è ne sono davvero tante, ma è raro trovare qualche elemento che li differenza. In Fangs invece ci concentriamo non tanto il rapporto in sé tra umani e vampiri, come possiamo riscontrare in altre opere molto conosciute, ma il rapporto che vivono i vampiri nella loro società.

Billy Balibally è riuscita a realizzare un mondo intorno a queste figure che spesso abbiamo visto trattare sia in serie tv, in romanzi ma anche in  altri manga.

Tuttavia la figura del vampiro viene associata a qualcosa di negativo, di ostile nei confronti della società umana e osservata come un male da combattere, ma in Fangs si stravolgono i punti di vista.

FANGS

Presenta degli elementi davvero innovativi come ad esempio il pairing system, parliamo di un sistema in cui si va a stipulare un contratto tra due vampiri con lo scopo di cibarsi a vicenda e questo aiuta anche a sconfiggere quelle dicerie negative in cui i vampiri attacco non necessariamente gli umani.

Ci addentriamo per la prima volta in un vero e proprio sistema di società dei vampiri che è governato più o meno con le stesse decadenze di quello umano, in cui c’è il più forte e ovviamente dall’altro lato c’è anche più debole. In questo caso si parla di vampiri con più anni o che sono dei principianti come per esempio il nostro protagonista En, che è stato assalito da un vampiro che ha perso il controllo.

En si trova a scoprire un mondo completamente diverso da quello in cui è sempre cresciuto, difatti inizia scoprire nuove opportunità ma anche a temere per la sua incolumità.

FANGS

Nel primo volume andremo a scoprire la relazione che si crea tra En e Ichii, un vampiro che diviene il tutore del nuovo new entry in società. Un rapporto che già dall’inizio inizia essere un po’ titubante ma anche molto accattivante con delle atmosfere particolari e piccanti.

Devo necessariamente spendere anche alcune parole inerenti allo stile di disegno, credo che effettivamente il mio occhio si sia innamorato letteralmente dal disegno dell’autrice. Si mostra fin da subito uno stile di disegno con delle linee molto moderne, pulite e soprattutto dinamiche che riescono attraverso alle espressioni e i gesti a far comprendere i sentimenti positivi e negativi provati dei personaggi ma anche la passione che li circonda. Ho apprezzato tantissimo il modo in cui lui riesce a organizzare le tavole all’interno di una pagina creando un riempimento organizzato, facile da comprendere ed espressivo.

Infine suggerisco questo titolo a tutti coloro che sono amanti delle storie romantiche, amanti anche di scoprire generi diversi che si distaccano un po’ dal classico cliché di questi caratterizza il proprio genere ma soprattutto se si voglia conoscere anche un po’ la struttura e la raffigurazione vampiri in maniera diversa rispetto a quella che siamo abituati a conoscere.

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Witch and the Beast

Credo di aver trovato il seinen dell’anno!

Non sto scherzando, oggi voglio parlarvi di ‘Witch and the Beast‘ una nuova uscita edita PaniniComics ed è un’opera composta da dieci volumi in corso.

E’ l’unica opera di Kōsuke Satake, almeno secondo la fonte di AnimeClick e questa cosa mi ha destato tanta dubbiosità, ma non bisogna mai fermarsi alle apparenze!

copertina

Trama:

In una città abitata dalle streghe, un giorno giunge un uomo che trasporta una bara in compagnia di una ragazza con gli occhi di una bestia. I due seguono le loro prede, le streghe, scatenando una feroce battaglia a ogni loro incontro.

Cosa ne penso?

Sono pronta ad essere travolta da quest’opera!

Se la trama non vi suggerisce un granché come elementi, allora continua a leggere le mie impressioni perché a fine della recensione correrai in fumetteria ad acquistarlo! (eheh, inoltre è anche appena uscito il volume 2).

The Witch and the Beast

Esteticamente la cover sa fare il suo buon lavoro con la raffigurazione di questi due individui con una eleganza non indifferente, ma la veste non fa il monaco perché in realtà hanno un mondo alle loro spalle tutto da scoprire.

I disegni, già dalla prima tavola, ti fanno rimanere a bocca aperta. Sono rimasta sorpresa dai dettagli e dall’armonia con cui si riesce a seguire sia le battaglie che la narrazione stessa. Ci sono in rilievo i minimi dettagli, tanto che in una scena in cui c’è Ashaf in primo piano si riesce a vedere come il focus sia concentrato su di lui realizzando una sorta di sfocatura ai personaggi di contorno e all’ambiente alle sue spalle.

The Witch and the Beast

Ma qual è il punto decisivo che già dal primo volume mi ha fatto subito pensare di aver fatto Jackpot?

“Sai come si scioglie la maledizione di una strega? Il primo metodo e ricevere un bacio dal principe azzurro, il secondo è quello che la strega che ti ha maledetto cambi idea per capriccio.”

Un mondo governato dalla magia e dalla presenza di maghi, streghe, bestie magiche e misteri che si celano ad ogni angolo.

Ashef e Guideau, in prima battuta, sono alla ricerca di una strega, ma non una qualunque, bensì quella che ha maledetto Guideau la ragazza dall’aspetto felino.

Questi due strani soggetti si trovano alla Città di Cremisi e riescono a percepire della magia da parte di una strega. Tutto avviene in maniera ingannevole e minuziosamente, tant’è che si troveranno in mezzo ad una battaglia e verrà scoperto anche un terzo metodo per sciogliere la maledizione… ma in maniera temporanea.

The Witch and the Beast

Ashef, un mago di basso livello, l’ho trovato fin da subito un personaggio curioso, si porta dietro una bara per governare e gestire il potere, dall’altro lato abbiamo Guideau che nasconde la sua vera forma ed è una ragazza abbastanza schietta con un carattere aggressivo. Entrambi lavorano per un’associazione che si occupa di tutti i casi che girano introno alla magia, dall’apertura di una scatola sigillata all’eliminazione delle streghe.

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Staygold vol.1

Una storia un po’ inusuale che avuto un grande successo in Giappone e che finalmente arrivato anche in Italia grazie alla Jpop Manga. Probabilmente l’elemento caratterizzante di questo titolo possa far storcere il naso a più lettori, ma bisogna andare anche oltre proprio grazie anche alle caratteristiche e alla identità dei personaggi.

Staygold‘ un’opera BL di sei volumi completa in patria con una sfumatura di slice of life che ci farà innamorare.

copertina

Trama:

Yuuji vive con suo fratello minore e con i nipoti Hayato e Kikka, figli di sua sorella. Già tre anni sono trascorsi da quando la donna è fuggita, lasciando i suoi bambini, e Hayato è ora un adolescente. Un giorno sconvolge tutti tingendosi i capelli di biondo, e Yuuji non riesce proprio a capire il motivo di questo gesto. Che sia l’inizio di una fase di ribellione?

Cosa ne penso?

‘Un 𝙞𝙣𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤𝙡𝙡𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 amore non corrisposto.’

Come ti comporteresti se ho il tuo sentimento d’amore crescesse con l’andare avanti degli anni ma non riuscisse a raggiungere la persona destinataria?

Staygold

La situazione familiare dei Nakayama è complessa e gira intorno a una sorta di triangolo amoroso che non riesce a trovare la porta per la soluzione. Un fratello e una sorella che sono stati lasciati a casa del loro zio perché la madre probabilmente è scappata con un pescatore, uno zio d’altro canto che cerca di affrontare quotidianamente una relazione che non potrà mai trovare la felicità e una ambigua situazione che porterà effetti su tutti quanti.

StayGold è un’opera che si presenta con dei disegni molto semplici, dettagliati verso i volti e gli sguardi ma meno strutturati verso l’ambiente circostante. Questa modalità stilistica di disegno mi ha colpito fin da subito perché non si concentra nell’arricchire le tavole bensì cerca di trasmettere la sensazione di disagio, di amore, di ambiente circostante in cui si muovono i personaggi stessi.

La nota di valore in quest’opera è la differenza di età tra i personaggi, abbiamo un ragazzo che è stato cresciuto e ha sempre visto come figura di riferimento il suo caro zio ma non è visto come una figura paterna ma bensì come una figura amorosa ossia destinatario dei sentimenti che si sono evoluti nel tempo.⠀

Staygold

Quello che mi incuriosisce davvero tanto e mi porta anche a suggerire e consigliare la lettura, almeno del primo volume, è sicuramente che nonostante stiamo parlando di un ragazzo che all’età di 13 anni matura dei sentimenti non sono frutto di una illusione o di un attaccamento troppo spropositato nei confronti dello zio che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita, ma bensì sono emozioni veri.

D’altra parte lo zio invece si comporta come un adulto che cerca di scoprire le radici di questo amore, cerca di comprendere i pensieri e la mentalità del ragazzo che ha sempre cresciuto e che anche cambiato il pannolino. È sorprendente come non si limita semplicemente a rimanere scioccato dall’affermazione ricevuta dal suo nipote e dell’amore che stato manifestato attraverso un bacio rubato, ma bensì cerca andare oltre.cerca di comportarsi come un adulto che si trova davanti una strada a due corsie e che cerca di comprendere quale sia la strada più adatta.

Tuttavia questa storia non parla solamente di un amore impossibile tra un tredicenne che esplora i confini dell’adolescenza ma bensì abbiamo anche un’altra facciata, ossia l’amore che non riesce a raggiungere la persona voluta dal punto di vista di un adulto.

Staygold

sicuramente il fatto di trovarsi di fronte a una storia che a questo elemento particolare della differenza di età abbastanza grande soprattutto perché ha per oggetto un personaggio minorenne dell’età di 13 anni possa far storcere un po’ il naso, dall’altra parte ritengo che sia davvero interessante verificare e vedere anche gli atteggiamenti dell’altra parte e anche il modo in cui si può evolvere la storia in sé.

Le opere di Hideyoshico hanno sempre una sfumatura di drammaticità e di emozioni non indifferenti. Mi sento di consigliare anche altri titoli inediti:

  • Romeo ga Rival (seinen)
  • Udagawa-chō de Mattete yo (Boy’s love)

Le madrine – Monica McInerney

Per molto tempo stavo cercando un romanzo che potesse davvero coinvolgermi e trasmettermi tantissime emozioni, finalmente l’ho trovato e oggi voglio parlarvi di ‘Le Madrine‘ di Monica McInerney – nuova uscita edita dalla Fazi editore.

le madrine

Trama:

Le madrine di Eliza conoscono tutti i segreti di famiglia: per quanto tempo ancora potranno tenerli per sé?

Figlia unica dell’amatissima ma inaffidabile Jeannie, madre giovane e irregolare, Eliza Miller ha sempre potuto contare sul sostegno delle sue affezionate madrine, Olivia e Maxie. Riguardo al padre Eliza non ha mai saputo nulla: Jeannie le ha promesso che le avrebbe rivelato la verità il giorno del suo diciottesimo compleanno. Poco prima della fatidica data, però, è scomparsa all’improvviso, cambiando ogni cosa. Molti anni più tardi, Eliza, ormai trentenne, è una donna solitaria, introversa e dedita soprattutto al lavoro. Quando nell’arco della stessa giornata viene licenziata e sfrattata di casa, decide di accettare l’invito di Olivia a raggiungerla a Edimburgo per fare una sorpresa a Maxie che sta per sposarsi. Questo viaggio sarà per Eliza l’occasione per uscire dal guscio ovattato nel quale si è rinchiusa, ma soprattutto per indagare sull’identità di suo padre. Per scoprire chi è quest’uomo misterioso, però, dovrà capire chi era davvero sua madre: le madrine hanno custodito per anni i segreti di Jeannie, ma ora è tempo che la verità venga a galla.

Cosa ne penso?

«Le conosceva da quando era nata; erano le migliori amiche di sua madre; non potevano non avere le risposte alle sue domande».

Mi sono cimentata in questa nuova lettura senza sapere davvero cosa aspettarmi, e posso solamente dire che a fine lettura ho sentito un vuoto dentro. Questo romanzo non è solamente una lettura che consiglio a chi vuole trovare una scrittura coinvolgente, molto scorrevole e che sappia davvero intrattenere il lettore, ma anche per chi sta cercando una storia che riesca nelle sue mille sfumature raccontare qualcosa.

Le madrine’ è una storia che parla di una ragazza che è stata cresciuta da una madre che l’ha sempre coccolata con mille storie della sua adolescenza creando un bellissimo rapporto tra madre e figlia che a volte nonostante le sue lacune, è riuscito a lasciare un segno.

Tanti racconti, tanti sorrisi e tanti abbracci hanno fatto crescere Eliza come la donna consapevole della creatività di cui godeva la madre, ma non era un rapporto fine a se stesso che racchiudeva solamente queste due donne bensì coinvolgeva anche le due migliori amiche della madre che hanno avuto un ruolo davvero fondamentale nella crescita della ragazza.

Olive e Maxie, due donne da caratteri diversi, da vite completamente opposte che è un certo punto si sono interrotte per poi incontrarsi nuovamente. Due migliori amiche che tutti vorremmo della nostra vita, due donne di cui a cui si può fare affidamento.

Eliza, fin da bambina, è cresciuta in un contesto in cui la madre la riempiva di bellissimi pensieri e che veniva lo stesso tempo viziata dalle sue migliori amiche, un passato davvero burrascoso in cui in assenza del padre l’unica figura di riferimento erano queste tre donne che facevano parte della sua vita oltre anche ad una sua amica.

Il tempo passa, la ragazza torna da un viaggio insieme a una delle sue madrine sempre in giro per il mondo, tornando a casa scopre qualcosa di sconvolgente.

Ad un certo punto tutto diventa nero, i secondi sembrano ore e la scena è impressa nei suoi occhi, Eliza tornando a casa da uno dei suoi innumerevoli viaggi con le madrine troverà una scena che la segnerà per tutta la vita.

Il punto di non ritorno del cuore di Eliza, ma il momento in cui tutte sue domande si sparpagliano come una goccia nell’oceano. Anni dopo, alla ricerca di suo padre, farà delle scoperte agghiaccianti sulla sua famiglia.

Un viaggio alla ricerca di se stessi, un viaggio alla ricerca dei tanti perché di cui si componeva le sue domande e anche alla ricerca di un amore che potesse travolgerla.

Monica McInerney ci trasporta in questa vita complessa e drammatica con una scrittura possente, fresca, coinvolgente. Vengono rappresentate quattro donne completamente diverse per il loro carattere, per i loro pensieri e per il loro modo di agire. Quattro figure in cui noi possiamo rispecchiarci, nelle problematiche della vita quotidiana, nei pensieri di un adolescente e di un adulto.

Consiglio questa storia soprattutto per chi sta cercando il racconto di una vita quotidiana, delle sue delusioni dei suoi momenti di felicità che possono davvero farti aprire gli occhi e riscaldarti il cuore. Durante la lettura mi sono sentita completamente trasportata in queste dinamiche familiari, che nonostante siano diverse dalla mia realtà, mi hanno permesso di aprire gli occhi verso un rapporto diverso da quello che si instaura tra madre e figlia ma è possibile creare il concetto di famiglia anche con altre persone che non hanno stesso sangue.