Sleeping on the Paper Ship: Un Viaggio Emotivo tra Oscurità e Rinascita

In questo articolo vi parlo della profondità narrativa di “Sleeping on the Paper Ship“, un’opera straordinaria firmata Teki Yatsuda che, in soli due volumi, offre una narrazione intensa e coinvolgente, capace di far emergere i lati più oscuri e al contempo rinvigorenti dell’animo umano, trasportandoci in un Giappone devastato dalla guerra dove la sofferenza si trasforma in arte e la disperazione in speranza. Edito da Starcomics l’opera è conclusa in due volumi.

Trama: 1949, Yokohama. In un Giappone devastato dalla guerra, Kei Kitahara è uno sceneggiatore di successo ma, per una sorta di strana maledizione, le persone che ispirano le sue storie finiscono inevitabilmente per diventare vittime di sciagure. Per questo Kei decide di deporre la penna, che era la sua unica ragione di vita. Un giorno, l’incontro con un giovane e affascinante fotografo riaccende in lui il desiderio di scrivere…

Cosa ne penso?

In un panorama in cui le opere narrativamente profonde sono sempre più rare, Sleeping on the Paper Ship si distingue come un capolavoro che attraversa i confini del tempo e della sofferenza, abbracciando le tematiche più oscure e al contempo terapeutiche dell’animo umano. Concluso in due volumi, questo manga boys’ love di Teki Yatsuda non è semplicemente una lettura: è un viaggio emotivo e filosofico, dove la penna diventa un mezzo per esplorare l’inquietudine, le cicatrici del passato e la speranza di una rinascita.

Ambientato nel 1949, nella devastata Yokohama post-bellica, il protagonista Kei Kitahara è un rinomato sceneggiatore la cui vita è segnata da una misteriosa maledizione: ogni persona che ispira le sue storie sembra condannata a un tragico destino. Questa spirale di sventure lo porta a deporre la penna, la sua unica ragione di esistere, fino a quando l’incontro con un giovane e affascinante fotografo riaccende in lui il desiderio di scrivere. Qui, Yatsuda ci offre un personaggio tormentato, il “principe delle sofferenze“, che porta con sé il peso di un passato intriso di oscurità e una metafora vivente del “Dio della Morte” che incarna la sua lotta interiore.

Narrazione Coinvolgente e Atmosfera Inconfondibile

La forza di Sleeping on the Paper Ship risiede nel suo metodo narrativo unico, capace di tenere il lettore incollato alle pagine senza mai cedere a

momenti di noia. L’uso sapiente della china e il disegno meticoloso di Yatsuda creano un’ambientazione cupa e intensa, quasi palpabile, in cui la luce fatica a emergere ma, proprio in quel lento risveglio, si percepisce la possibilità di una rinascita. La dualità della luce e dell’oscurità si riflette non solo nelle tavole, ma anche nelle vite dei personaggi, che si danneggiano a vicenda pur rappresentando l’uno per l’altro un’ancora di salvezza.

L’approfondimento psicologico dei personaggi è uno degli aspetti più notevoli di questa opera. Kei Kitahara, segnato dalle esperienze traumatiche della sua infanzia e dalla costante ombra del “Dio della Morte”, incarna la battaglia interiore tra il desiderio di abbandono e la volontà di riscoprire la luce.

La narrazione diventa così un percorso filosofico, dove l’oscurità rappresenta un ostacolo da superare per emergere e ritrovare il senso della vita. Il rapporto con l’altro personaggio, il fotografo, si configura come una relazione ambivalente: entrambi si feriscono e, al contempo, si sostengono nel difficile cammino verso la guarigione, simbolo di una rinascita simile a quella della fenice.

Le illustrazioni di Teki Yatsuda sono un elemento imprescindibile di questa esperienza di lettura. Ogni tavola è una finestra che apre sul dolore, sulla bellezza e sulla complessità dell’essere umano. La cura nei dettagli, la scelta delle inchiostrazioni e la capacità di creare ambientazioni storiche realistiche fanno di questa opera non solo un capolavoro narrativo, ma anche un esempio eccezionale di arte visiva. Yatsuda conferma, ancora una volta, il suo talento nel dare vita a personaggi e ambientazioni che rimangono impressi nella mente del lettore ben oltre la chiusura dell’ultimo volume.

Sleeping on the Paper Ship è un manga che sfida il lettore a confrontarsi con le proprie paure e a riconoscere il valore del dolore come parte integrante del percorso verso la luce.

Se siete alla ricerca di un’opera profonda, capace di unire dramma, introspezione psicologica e una raffinata estetica visiva, questo titolo rappresenta una tappa obbligata. Con la sua narrazione intensa e le sue tematiche complesse, Teki Yatsuda ci regala un viaggio emozionante e, allo stesso tempo, catartico, in cui ogni pagina è un invito a riflettere sull’essenza stessa dell’esistenza.

In poche parole, Sleeping on the Paper Ship non è soltanto un manga; è un’esperienza emotiva e artistica che riesce a toccare le corde più profonde dell’anima umana, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di chi lo legge.

Se i gatti scomparissero dal mondo: Un Viaggio Riflessivo nel Manga di Starcomics

LA COMMOVENTE MINI-SERIE MANGA TRATTA DAL ROMANZO BESTSELLER EDITO STARCOMICS. SERIE COMPLETA DI 4 VOLUMI.

Quando scopre di avere una malattia incurabile e pochi giorni da vivere, un giovane cade nella più profonda disperazione. La paura di morire è tanta da prendere in considerazione la proposta di un diavolo, che gli offre di prolungare la sua vita a un prezzo: per ogni ventiquattro ore di vita in più, il diavolo potrà scegliere qualcosa che scomparirà del tutto dal mondo.

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Trama: 

In Sekai Kara Neko ga Kieta Nara un giovane apprende di essere in fin di vita a causa di un tumore al cervello. Gli si para innanzi un diavolo, proponendogli uno scambio: il prolungamento della sua esistenza in cambio della cancellazione di qualcosa dalla sua vita: il suo primo amore, l’amico, suo padre… Un uomo vive il conflitto interiore tra la prospettiva di morire e quella di vedersi sottratti amore, amicizia e famiglia.

Cosa ne penso?

Sei un amante dei manga e cerchi una lettura che ti faccia riflettere? La nuova uscita di StarcomicsSe i gatti scomparissero dal mondo” potrebbe essere proprio ciò che fa per te.

Questo titolo mi ha sempre incuriosito nella sua versione libro, che era già nella mia lista delle letture estive. La sorpresa è stata grande quando Starcomics ha annunciato una reinterpretazione in stile manga.

Se i gatti scomparissero dal mondo

Mentre leggevo il primo volume, devo ammettere che mi ha colto alla sprovvista. Non avevo idea di cosa aspettarmi, quindi mi sono immersa nella lettura senza aver letto la trama. Sapevo solo che il romanzo originale era molto apprezzato e discusso.

Il disegno del manga è semplice e poco dettagliato, ma a mio avviso si adatta perfettamente allo stile narrativo dell’opera. Fin dalle prime pagine, mi sono ritrovata a riflettere su quanti oggetti diamo per scontati nel nostro mondo e su cosa accadrebbe se uno di essi scomparisse improvvisamente. Le persone dimenticherebbero di aver mai usato quell’oggetto? I ricordi associati ad esso svanirebbero?

Se i gatti scomparissero dal mondo

Nel primo capitolo, ad esempio, viene esplorata la scomparsa del telefono. Il protagonista osserva che, sorprendentemente, le persone sembrano adattarsi bene a una vita senza telefoni, come se non ne avessero mai avuto bisogno. Questo spunto narrativo offre un’interessante riflessione su quanto ci adattiamo e su come certi oggetti influenzano le nostre vite e i nostri ricordi.

La storia analizza sfumature che spesso trascuriamo. Ci invita a guardarci intorno e a cogliere l’essenza del momento presente, invece di lasciarci distrarre dagli oggetti che ci circondano. Questo primo volume riesce a trasportarci nel cuore dell’opera, offrendo numerosi spunti di riflessione.

Sono molto curiosa di leggere anche il romanzo originale quest’estate. “Se i gatti scomparissero dal mondo” è un’opera che consiglio a chi cerca una lettura riflessiva, capace di offrire un’analisi profonda del mondo che ci circonda e dell’importanza degli oggetti che possediamo e del loro impatto sulla nostra esistenza.

Un college femminile e disegni raffinati, torna in Italia la mangaka Asumiko Nakamura con il suo Girl’s Love ‘A White Rose in Bloom’

Asumiko Nakamura torna a conquistare il panorama italiano con “A White Rose in Bloom“, un’opera Girl’s Love edita da Star Comics. Sebbene l’autrice sia già conosciuta per le precedenti opere a tono boys’ love, questa volta ci presenta una storia svolta all’interno di un college femminile esplorando nuovi aspetti e sfacettature della sua narrazione.

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Trama:

Ruby studia in un prestigioso collegio europeo. Va tutto bene finché non scopre che non potrà tornare a casa per Natale. Sarà bloccata a scuola assieme ad un’altra studentessa, la bella e fredda Steph. Cercando di avvicinarsi alla compagna, Ruby si interessa sempre di più a lei.

Cosa ne penso?

Asumiko Nakamura ritorna in Italia con un’opera Girl’s Love intitolato ‘A White Rose in Bloom’ edito da Starcomics.
La mangaka nella postfazione chiarisce che quest’opera è il suo primo GL con una storia lunga. Nakamura è già nota in Italia per diversi titoli editati da altre case editrici come Compagni di classe e All about J.

A White Rose in Bloom

La sua caratteristica primordiale che permette di riconoscere facilmente le sue opere, è il tratto di disegno composto principalmente da linee libere e morbide, come i capelli dei suoi personaggi e visi appuntiti ma che risultano essere eleganti allo stesso tempo. Il suo stile di disegno basato più sul bianco e con poco riempimento di china, regala disegni raffinati da togliere il fiato.

Nel suo primo girls’ love, Nakamura, ci fa addentrare in un college femminile presentandoci due studentesse che risultano essere l’antitesi l’una dell’altra. Ruby e Steph, già dalle prime pagine, vengono ben delineate nelle loro caratteristiche e differenze.

A White Rose in Bloom

Da un lato abbiamo una ragazza con dei problemi in famiglia in cui si ritrova a subire gli effetti derivanti dal divorzio dei suoi genitori, mentre Steph risulta essere una figura un po’ misteriosa che non viene messa alla risalta immediatamente, ma che piano piano farà scoprire le sue carte. Steph è una studentessa molto alta e popolare nel collage femminile, tanto da risultare essere un affascinane Principe tra le fanciulle, con i suoi lunghi capelli.

A White Rose Bloom l’ho trovato, nel suo primo volume, interessante per l’incipit anche se non presenta nulla di nuovo o frizzante ma questo apprezzamento è dato sia dalla volontà dell’autrice nel addentrarsi in un genere diverso dalle precedenti opere, ma anche nel creare due protagoniste interessanti.

A White Rose in Bloom

Dall’altro lato durante la lettura, seppur scorrevole, ho notato qualche carenza narrativa. Ci sono alcuni punti che mi sono piaciuti di più rispetto ad altri e alcuni a cui ho dovuto prestar più attenzione. Nel complesso il primo volume mi ha intrigato, ma non colpito in maniera eccellente, tuttavia attenderò la lettura dei prossimi volumi per farmi una idea completa sull’opera.

Attualmente A White Rose in Bloom è composto da tre volumi in corso.

Un horror da brividi, Shenze la nuova opera pubblicata in collaborazione tra Starcomics e Jundo

Se siete degli amanti delle letture horror e volete cimentarvi in qualcosa di intenso che saprà davvero prendervi anche psicologicamente, Shenze, è la nuova opera pubblicata in collaborazione tra Starcomics e Jundo. Potete trovare l’opera completa anche sull’applicazione di Jundo.
Shenze è un’opera breve realizzata dalle stesse autrici di Spider Web, opera precedentemente pubblicata da Jundo in una box di 5 volumi completa.

copertina

Trama:

Xu Shenze fa continuamente lo stesso strano sogno. Con il passare degli anni, l’ombra oscura che vede diventa sempre più grande fino al giorno in cui riesce a entrare nel mondo reale, distruggendo la vita del giovane. Eventi inquietanti si succedono e i suoi genitori incontrano improvvisamente una fine raccapricciante. Solo e impaurito, quando sente parlare di una presunta “città dei sogni”, Xu decide di raggiungerla per ottenere delle risposte.

Cosa ne penso?

All’inizio era solo un sogno strano.
La cosa che mi ha colpito di più è stata l’ombra davanti a me.

Tra un passato oscuro e una realtà misteriosa:
Ti sei mai sentito così vicino al senso di vendetta da offuscarti la vista? Questo è il sentimento di Xu Shenze, un ragazzo che nei suoi sogni vede sempre un’ombra e, piano piano, questa presenza cerca di avvicinarsi a lui e ai suoi cari, tanto da rendere quasi nulla la sottile distinzione fra realtà e sogno.

Shenze

Un’opera tetra e misteriosa che riesce a farti rabbrividire. Un mix perfetto per chi ama questo genere di storie horror ed è alla ricerca di titoli che possono sorprenderlo.

DALLA CINA, UN MANHUA DA INCUBO
All’inizio era solo un sogno strano. Piano piano che il tempo passava, Shenze sentiva una presenza come se fosse parte della sua vita. Sogni oscuri, presenze misteriose e forti mal di testa.

Una volta che il cambiamento ha inizio, non è possibile fermarlo. L’enigma del paese di Shitou, la scomparsa dei genitori di Xu Shenze e una serie di omicidi vi faranno vivere un’esperienza da brividi.

L’opera si presenta molto bene, lineare e cupa, con disegni interessanti e psicologici. Ci sono forti richiami alle tenebre, alla confusione mentale e alle figure criptiche.

Shenze

La particolarità è che già dai primi capitoli si percepisce una sorta di pesantezza di inquietudine che grava sull’opera. I corvi sono un elemento molto presente in Shenze, come se fossero una parola chiave. Ottimi feedback per quanto riguarda i momenti di climax e suspense. Mi piacciono in particolare le astrazioni utilizzate in alcune parti del disegno, vivaci in contrasto con il contesto in cui si presentano, ma confusionarie al punto giusto da farti capire che sono coerenti.

Tra disegni dark, elementi psicologici e tensioni, Shenze diventa realtà anche nel suo formato cartaceo. In collaborazione tra Starcomics e Jundo, è possibile leggere l’opera completa sulla app di Jundo.

La gente impazzisce come se fosse l’apocalisse, il paesaggio si incupisce ed è come se la notte regni sovrana costantemente.


X6 – Crucisix

Per coloro che cercano un’immersione nelle profondità più torbide della psiche umana, X6 – Crucisix, edito dalla Starcomics, si presenta come un viaggio straordinario nel lato oscuro e disturbante della mente umana. Quest’opera trasuda eleganza narrativa, intrecciando con maestria la crudeltà della realtà con i misteri più oscuri della psiche.

‘X6 – Crucisix’ inaugura la testata ‘Guro’ di Star Comics

Trama:
Più che alla spensierata vita di un ragazzino delle elementari, l’esistenza del giovane Shun Uruma assomiglia a un vero e proprio inferno. Subisce infatti dei terribili maltrattamenti da parte di cinque compagni di classe, che lo considerano una “cavia” a tutti gli effetti… Fortunatamente per lui, può contare sul premuroso fratello minore e sulla protezione dei genitori. Un giorno, però, i suoi cinque aguzzini lo privano anche della famiglia, ricorrendo a un’azione diabolica. Ora che ha perso tutto e ha conosciuto un inferno senza vie d’uscita, in Shun nasce un oscuro “desiderio”, che sotto la guida del nonno, ex membro di un’unità segreta durante la guerra, lo vedrà rinascere. Trascorsi quattro anni, Shun si ripresenta davanti ai suoi perenni nemici…

Cosa ne penso?

“non importa quanto sia doloroso, continuerò a mentire per non spegnere il sorriso del mio fratellino…”

E’ una delle serie più oscure e disturbanti uscite negli ultimi periodi. ‘X6 – Crucisix’ è un concentrato di rinascita, di vendetta, liberazione e oscurità dell’essere umano.

X6 - Crucisix (Manga) | AnimeClick.it

Dalle prime pagine veniamo immersi in uno stato d’animo particolare, sensibile, agghiacciante e disturbante: il bullismo.

Shun Uruma inizia a scoprire cos’è l’inferno. Diventa una vera cavia’ di divertimento di un gruppo di ragazzini che vogliono sperimentare i maltrattamenti, fino a far l’atto più atroce e controverso che possa compiere l’essere umano.

All’inizio il divertimento era concentrato solo sulla sua esistenza, ma questo non bastava. I cinque ragazzi prendono di mira anche la famiglia di Shun Urama fino a creare un incidente in cui i suoi genitori e il suo adorato fratellino perdono la vita.

X6 - Crucisix (Manga) | AnimeClick.it

Fin dalle prime pagine, ci troviamo catapultati in un mondo in cui il protagonista lotta contro l’oppressione implacabile inflittagli dai suoi aguzzini, una lotta che si sviluppa in modo doloroso e angosciante.

Il protagonista, nonostante le continue vessazioni, cerca di mantenere la sua forza interiore, sorridendo una volta tornato a casa per proteggere il suo adorato fratellino.

Tuttavia, i suoi aguzzini non accennano a dare tregua, infliggendo maltrattamenti atroci giorno dopo giorno, al punto da spingere il ragazzo sull’orlo del suicidio.

La trama si snoda attraverso una danza sinistra, rivelando la parte più scura e dannosa della mano umana. L’autore, con un tocco inquietante, costruisce un mondo narrativo che esplora i recessi nascosti delle menti dei suoi personaggi. X6 – Crucisix sfida il lettore a confrontarsi con le angosce, le ossessioni e le perversioni umane, rivelando la complessità della natura umana in modo tanto elegante quanto sconcertante.

X6 - Crucisix inaugura la collana Guro di Star Comics

La Starcomics ha dato vita a un’opera che non teme di esplorare le profondità inesplorate della psiche umana. X6 – Crucisix rappresenta una lettura per coloro che cercano un’esperienza letteraria cruda e malata, una storia che si insinua nelle pieghe della mente e lascia il lettore affascinato, sconvolto e incapace di staccarsi dalle sue pagine.

Goodbye, Eri

Prese dalla fuga, mi sono cimentata in un genere completamente diverso dalle mie classiche letture e sono qui a scrivervi i miei pareri.

Goodbye, Eri una nuova opera di Tatsuki Fujimoto edito Starcomics in due meravigliose versioni, opera conclusiva di un volume.

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Trama:

La madre di Yuta, sofferente di una malattia in fase terminale, chiede al figlio di filmarla per lasciargli un ricordo. Il giovane inizialmente accetta, rifiutandosi in seguito di registrare i suoi ultimi momenti. In preda allo sconforto, intende suicidarsi gettandosi dal tetto dell’ospedale, dove incontra una strana ragazza che attira la sua attenzione…

Cosa ne penso?

Il mio primo approccio con Tatsuki Fujimoto finalmente è arrivato. Durante il ritorno del Comicon stavo guardando le prossime uscite edite starcomics e qualcosa dentro di me mi sussurrava “Goodbye, Eri … ti piacerà”.

Goodbye, Eri

Presa dalla curiosità  della trama e dai feedback che ho letto per le sue precedenti opere, alla fine ho ceduto e mi sono avventurata tra le pagine di Goodbye, Eri.

Un approccio al dir poco particolare e drammatico. Un’opera che non ha bisogno di tanti dialoghi per mostrare un’atmosfera soffocante e profonda, ma che con il suo stile particolare riesce a lasciare qualcosa al lettore a fine lettura.

Mentre leggevo le prime tavole sentivo un macigno sul petto. Una richiesta davvero assurda quella della madre, come si fa a chiedere al proprio figlio di essere ripresi durante la malattia fino all’ultimo respiro? 

Goodbye, Eri

Ma andando avanti ho iniziato a realizzare quanto i ricordi, le foto e i video ci permettono di idealizzare le persone che abbiamo conosciuto, a volte trasformandole da pessime persone a individui puri e magnifici.

Yuta affronta il lutto della madre in un modo tutto suo, montando e modificando le intere ore dedicate durante le sue scuole medie per creare un film d’effetto con protagonista sua madre e i suoi ultimi respiri – che mai sono stati girati. 

Un’angoscia davvero struggente che rende la lettura pesante e particolare (cosa che ho adorato).

Tuttavia mentre Yuta pensa alla fine della sua vita, viene in un certo senso motivato e salvato da una strana ragazza che gli chiede di girare un nuovo film diverso da quello precedente, ma che riuscisse ad emozionare i suoi spettatori.

Goodbye, Eri

Yuta inizia così una nuova “vita” incoraggiandosi di girare mini video per poi assemblarli e creare qualcosa di unico che lo rappresentasse e che mostrasse al mondo l’adolescenza che affronta passo dopo passo.

la realtà però non è così incline ad essere docile e sorridente con il ragazzo, perché Eri, la ragazza strana, ha un segreto che porterà a rendere l’opera da un piano realistico e sofferente a introdurre degli elementi più freschi e fantasy.

Goodbye, Eri lo suggerisco a chi vuole assaporare lo stile narrativo e creativo di Fujimoto o vuole approcciasse e per la prima volta. Non è una lettura di passaggio, né una semplice da prendere nei momenti di relax e conforto, ma è struggente, drammatica e in un certo senso la definirei anche “romantica”.

Romantica dal punto di vista della rappresentazione delle persone. Yuta nei suoi video mostra le parti belle delle persone e non i loro difetti, cercando di ricordarsi di loro sotto quella luce.

Goodbye, Eri

Un finale d’effetto che mi ha risollevato un po’ dal polverone oscuro dell’opera. L’ho goduta piano piano e sono contenta di questo primo approccio. Per me Fujimoto è un nuovo autore da aggiungere alla lista – per quando voglio essere un po’ masochista e soffrire.

Soloist in a cage vol 1.

Sono rimasta entusiasta quando la StarComics ha annunciato questo titolo, da una parte perché sono rimasta sorpresa del fatto che una storia sconosciuta, e spesso sottovalutata, sia stata apprezzata a tal punto da farne una stampa, ma soprattutto per la bellezza dei suoi disegni e della profondità del dolore che si porta dietro.

una storia composta da soli tre volumi, conclusi in patria e adesso in corso in Italia.

copertina

Trama:

Nata e cresciuta in una squallida e nevosa prigione grande quanto una città, una giovane ragazza vive da sola insieme a suo fratello minore, ancora neonato. Ma quale sarà il loro fato? Riusciranno a sopravvivere da soli in questo gelido inferno?

Cosa ne penso?

Non capisco perché “Soloist in a cage” – nuovo titolo della Starcomics – non abbia ricevuto l’attenzione che di merita, ma provvederò io a farvi conoscere questo titolo e a farvelo apprezzare!

1️⃣ Comprare Soloist in a cage perché è un titolo composto da soli tre volumi e ha dei disegni stupendi – come se stessi leggendo una graphic novel tragica, ma in realtà si cimenta anche a dare strada ai sentimenti.

Soloist in a Cage

2️⃣ vi farà capire che non tutti gli assassini sono senza cuori, infatti tra i tre più temuti il loro leader chiamano “Il demolitore” in realtà è altruista perché porta del cibo ai suoi vicini ossia due bambini senza genitori di nome Locke e Chloe.

Prison city, come ben si può già intendere dal suo nome, è proprio una città – prigione che contiene più di cinquantamila detenuti tra cui Chloe e il suo fratellino che da sette ormai non escono dalla loro stanza, un luogo senza legge dove domina il più forte. I tre detenuti più famosi e temuti stanno cercando di fuggire per ritornare dopo tanto tempo, dalle loro famiglie. Nonostante la complicanza data dalla sicurezza, riescono a cogliere il momento ideale per progettare la loro fuga e nel momento dell’azione qualcosa va storto. Chloe non sa chi è il suo vicino, non ha mai visto il suo viso ma ben capisce che da quel momento tutto cambierà perché quel cibo che spesso gli viene depositato dietro la sua porta, non ci sarà più. Il destino vuole che la ragazza si arma di coraggio per la salvezza sua e del suo fratellino Locke e che vada alla ricerca della libertà inseguendo il “demolitore”.

Soloist in a Cage

“Locke io sono tua sorella e farò di tutto per te… se tu vuoi vivere, io…” 

Si avrà inizio al dolore.

Chloe ama danzare e ha sempre ballato per far ridere il suo amato fratellino, ma un giorno la danza e il massacro si uniranno dandole il soprannome di “la solista fantasma”, perché il suo modo di mettere fuori gioco la gente è come una danza elegante in un giorno di neve.

Soloist in a Cage

Un intreccio di emozioni profonde, di drammaticità e di coraggio che circondano la protagonista, il suo passato e la ricerca del fratellino perso durante la fuga. Non è semplice riuscire ad osservare con occhi limpidi la bellezza di questi disegni, perché in alcuni tratti vanno a trasmettere l’arroganza e l’aggressività degli assassini o delle persone che per sopravvivere decidono di mettere fine alla vita altrui e dove vive la legge del più forte.

Ho apprezzato tantissimo i disegni perché, con maestria ed eleganza, riescono a far emergere il lettore nella drammaticità di quel momento, nella profondità della violenza e del dolore che è un essere umano possa provare soprattutto quando viene immerso in una realtà così tragica ma soprattutto quando i suoi giorni iniziano e finiscono la città prigione. Una città in cui l’essere umano non ha vita, il suo unico obiettivo è sopravvivere e saper correre molto velocemente.

La bellezza del senso di responsabilità e del ruolo della sorella maggiore che viene ricoperto da Chloe, vi stupirà e vi lasceranno però increduli su come una bambina così giovane fosse realtà avrebbero pure un grande coraggio e determinazione tanto da sopravvivere in quel luogo dove gli adulti creano caos e disagio, ma soprattutto come una fanciulla possa essere in grado anche di raggiungere il suo obiettivo nonostante tutti gli ostacoli che la vita riserva.

Soloist in a Cage

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The decagon house murders

Siete in cerca di un giallo da leggere sotto l’ombrellone? Volete leggere qualcosa di unico e pieno di sorprese con disegni favolosi e personaggi particolari con soprannomi di epoche passate? Allora “The decagon house murders” la nuova uscita StarComics composta da solo cinque volumi farà al caso vostro!

copertina

Trama: 

Un gruppo di universitari facenti parte del “Club dei misteri” si reca in una casa su un’isola sperduta; in quel luogo si dice sia avvenuto un violento omicidio di massa mai risolto. Armati solo dei dettagli dell’evento e delle chiavi della casa, i ragazzi intendono scavare a fondo sul mistero che aleggia sull’abitazione, ma possono davvero fidarsi di ciò che sanno sul caso? Ma soprattutto, potranno davvero fidarsi l’uno dell’altro?
Il manga prende spunto dal romanzo omonimo di Yukito Ayatsuji.

Cosa ne penso?

Ebbene sì, questo titolo ha delle solidi basi per diventare il mio titolo del momento. 

Hiro Kiyohara mi ha conquistata in un millesimo di secondo grazie ai suoi disegni ambientali e rappresentativi davvero fenomenali. Le ultime pagine mi hanno lasciata con un nodo in gola che alimenta la mia curiosità per il secondo volume, ricordiamoci però che l’autore della storia è Yukito Ayatsuji.

Di cosa parla questo titolo dal significato agghiacciante? 

Ci troviamo in un’isola abbandonata in cui c’è una casa diagonale. Una perfetta casa costruita in una maniera illustre e particolare che nasconde dei misteri. Il club del giallo si è riunito e i suoi membri vengono soprannominati con i celebri nomi di autori e autrici di gialli e misteri. 

Abbiamo Ellery Queen, Gaston Leroux, Agatha Christie,S.S Van Dine, John Dickson Carr, Edgar Allan Poe e La Baronessa Orczy.

Sono pronti a scoprire le tenebre che si celano dietro l’incendio e l’omicidio del 21 Settembre e la scomparsa del presunto assassino. 

The Decagon House Murders
la raffigurazione della casa diagonale

Ma i giochi sono iniziati ancor prima che le nostre pedine potessero iniziare ad investigare, infatti, saranno anche loro oggetto di un gioco ancora più macabro che porterà a perdere il controllo.

Fuori da questa prospettiva abbiamo altri personaggi invece che giocano la carta degli investigatori esterni al luogo del delitto. Delle lettere apparentemente prive di significato sono giunte ad alcuni ragazzi che agiranno per scoprire la verità su quell’incendio mentre i loro amici, sull’isola, rischieranno la vita.

Un manga intraprendente che riesce a rendere vivo l’amore per i misteri e gli omicidi. Io sono particolarmente innamorata di questi contesti e vedere come, man mano, i personaggi espongono le loro idee il mio cervello elabora i pensieri e le informazioni cercando di captare il fondo di verità è davvero promiscuo.

The Decagon House Murders

Il finale mi ha lasciata entusiasta anche se già immaginavo il suo andamento ma è proprio per questo che mi intriga ancora di più! 

È come mangiare patatine alla paprika, più ne assapori e più le desideri.

Questo titolo è proprio così, come un pacco di patatine piccanti

Boys Run the Riot

La StarComics ci sforna sempre dei titoli imperdibili e anche questo titolo ‘Boys run the riot‘ è una storia da custodire nel cuore.

Composta da solo quattro volumi con una magnifica box, ci immergeremo in una storia di identità di genere, alla ricerca della propria espressione di libertà e un forte coraggio e determinazione per far ascoltare alla società la propria voce.

copertina

Trama: 

Ryō sa di essere transgender, ma non ha nessuno con cui confidarsi riguardo alla confusione che prova; non può dirlo a sua madre, che gli chiede in continuazione il motivo per cui si veste da ragazzo, e di certo non può dirlo a Jin, il nuovo studente trasferito che sembra essere un bullo. L’unico momento in cui si sente a proprio agio è quando indossa i suoi vestiti preferiti: solo allora il mondo intorno si dissolve e rimane solo la sua personalità.
Un giorno, mentre fa shopping, Ryō vede qualcosa di inaspettato: Jin sta comprando gli stessi vestiti che tanto ama. I due si incontrano e decidono di creare insieme un proprio marchio di abbigliamento per aiutare tutti a sentirsi a proprio agio. Alla fine, Ryō ha trovato qualcuno con cui aprirsi ed essere se stesso.

Boys Run the Riot

Cosa ne penso?

Come si può spiegare a parole un mondo in cui la gente lotta ogni giorno per mostrare alla società che le persone hanno mille sfumature e non è tutto bianco o nero?

Boys run the riot è una storia di coraggio, di ammirazione, di presa di potere verso se stessi e verso il proprio futuro.

Ryo è un liceale rinchiuso in un corpo di una donna. I suoi pensieri e i suoi sentimenti vengono denigrati dalla gente circostante perché non riescono ad andare oltre a loro stessi. Ryo combatte a modo suo questa visione così superficiale che la gente ha del mondo, cerca di trovare la sua ancora per tornare in superficie e respirare l’aria limpida della libertà.

Tutto inizia da liceali che vivono nella loro bolla incompresa, nelle loro passioni discriminate, nella loro apparenza che viene criticata, nel loro corpo che scompiglia i loro cuori.

Inizia da un dolore che cerca di trovare la sua strada verso la luce, verso il senso di accettazione, verso l’uscita da questo mondo così rude e crudele.

Boys Run the Riot

Ryo e Jin diventano amici, due personalità opposte che si trovano a guardare il cielo nello stesso punto e vogliono puntare a rendersi liberi ed esporre a tutti i loro pensieri. Una battaglia che cerca il nome di libertà, una battaglia che trova la sua voce in un brand di vestiti.

Una storia che inizia già dalla prima pagina a toccare tematiche LGBTQ+ ma non solo, il contesto dell’accettazione di un liceale nella scuola, l’osservazione di come anche i professori a volte non sentono questo senso di responsabilità nel creare un ambiente in cui una persona possa svilupparsi a suo agio.

È un mix di emozioni e di insegnamenti importante.

La battaglia più dura è quella verso se stessi e Ryo, ma non solo lui, riesce a raffigurare esattamente queste lacrime che vengono versate.

La legge del più forte riesce a schiacciare i più deboli, ma proprio quei deboli ribalteranno la situazione e diverranno forti.

I disegni dedicati alle espressioni dei personaggi è ciò che mi fa amare ancor di più questo manga. Non è solo una storia che trova spazio e contesto in una tematica così importante e presente nella nostra società, ma cerca proprio di mettere a nudo gli occhi dei personaggi e le loro emozioni.

Sono rimasta incantata anche dal coraggio della professoressa di basket che nonostante i suoi colleghi decifrano Ryo come “una ragazza che si isola” non si sofferma alle apparenze, ma cerca di trovare una scorciatoia che possa farla avvicinare alla sua voce.

Boys Run the Riot

I contesti in cui ci troviamo, ognuno di noi, a combattere ogni giorno non necessariamente devono essere uno uguale all’altro, ma a modo proprio ognuno combatte ogni giorno una battaglia.

Non denigrare gli altri per come appaiono, per come si vestono, per gli hobby che amano, per quello che provano, per i loro sentimenti fragili e delicati o semplicemente per le loro idee. 

Sii dinamico, guarda l’orizzonte e comprendi che dentro ciascuno di noi si nasconde un universo di meraviglie e quelle meraviglie hanno bisogno di uscire allo scoperto e di essere apprezzate, amate, accettate e coccolate.

Boy meets Maria

È arrivato un italiano uno volume assolutamente da non perdere, edito dalla StarComics il suo nome è ‘Boy meets Maria‘.

Un volume che quando lo concluderete vi farà sentire vuoti, vi farà scendere delle lacrime, vi arricchirà l’anima.

copertina

Trama:

Taiga Hirosawa è uno studente quindicenne scapestrato al suo primo anno di scuola superiore. Un giorno, assistendo alla performance del club scolastico di teatro, rimane affascinato da una talentuosa ballerina e attrice…salvo poi scoprire che in realtà è un lui!

Cosa ne penso?

Boy meets maria è drammatico, ironico, educativo.

Boy Meets Maria

Un mix di atmosfere che ti aiuteranno ad affrontare due tematiche chiave molto strong che può turbare la sensibilità di alcuni lettori.

Se non vuoi piangere durante la lettura, se non vuoi affrontare qualcosa di particolare ma hai bisogno di immergerti in qualcosa di tranquillo allora non iniziare questo titolo.

A fine lettura ho sentito i miei sentimenti turbati. In realtà era come se dentro di me si fosse creato una barriera di lacrime che veniva stimolata da attimi di gioia.

Nel centro della lettura, nel momento più profondo, ho sentito il mio cuore spezzarsi. Ho pianto. Un pianto quasi liberatorio per me e per la situazione dei protagonisti.

Mi è già capitato nel tempo, di leggere storie che raccontassero di persone “indefinite” e ogni volta sento una forte empatia nei confronti dei loro sentimenti perché mi pongo tante domande a cui da sola non so darmi una risposta.

Boy meets maria è così. Una ventata gelida di bellezza ma anche di oscurità.

Boy Meets Maria

Un racconto frammentato che permette di ricostruire l’anima di Taiga e di Yu, le loro lotte interne, i loro valori, le loro evoluzioni.

I supereroi. Sono sempre stati un punto di riferimento per i bambini e quando si vuole diventare uno di loro a volte si trova tanto orgoglio che nel momento in cui quel sogno ti viene infranto, ti senti vuoto dentro.

Questo è Taiga, un ragazzo cresciuto osservando con occhi luccicanti i supereroi dei cartoni, con una idea ben precisa in testa di voler difendere la persona a lui cara.

Dall’altro lato abbiamo Yu, soprannominato “La grande Maria” che con grande agilità riesce sia a danzare con grazia e femminilità e a ricoprire nella recitazione, i ruoli femminili.

Boy Meets Maria

Il suo passato tumultuoso, angosciante. Una strada piena di detriti che hanno lacerato piano piano il suo essere, ma che grazie alla carica di coraggio e di vitalità di Taiga, riuscirà a scoprire nuove parti di se stesso che non abbandonerà mai più.

Boy meets maria è la prosa del coraggio, vorrei così definirlo.  

Non è solo una lettura forte, come ho detto precedentemente si alterna anche in attimi di ironia e commedia. Nello sfondo troveremo i compagni di classe che si sentono turbati da come etichettare Yu. 

Questo ci fa comprendere come nella società la gente da molto valore, sbagliando, a come etichettare qualcosa o qualcuno … ma la cosa fondamentale non è essere noi? Io sono io, e va bene così. 

Posso essere anche un magnifico unicorno, non importa. 

Qui, nel contesto, c’è un messaggio educativo che suona a grande voce “A Yu piacciono le torte”. Detto così sembra una frase senza senso, ma in realtà nel contesto discorsivo in cui si dilaga ha un forte impatto emotivo.

Taiga sta spiegando ai suoi compagni che Yu può essere quello che vuole, una ragazza o un ragazzo, ma non cambierà il fatto che è la persona che decidere di essere.

Troveremo anche i due amici di Taiga che ci aiuteranno a smorzare la situazione tra una risata e l’altra, potrei definirli due comici di grande vedute che cercheranno di smuovere le acque e far capire a Taiga di cambiare modo di vedere le cose.

Maria, Yu. Indipendentemente dal ruolo che vuole ricoprire nella sua vita, si trova ad affrontare un passato che con forza gli ha imposto dei vincoli. 

Per favore, amate le persone per quello che sono e non per quello che voi vorreste che siano.

Che siano uomini o donne o genere indefinito, non importa. Ognuno è splendido a modo suo Boy Meets Maria ci educa in questo.