Staygold vol.1

Una storia un po’ inusuale che avuto un grande successo in Giappone e che finalmente arrivato anche in Italia grazie alla Jpop Manga. Probabilmente l’elemento caratterizzante di questo titolo possa far storcere il naso a più lettori, ma bisogna andare anche oltre proprio grazie anche alle caratteristiche e alla identità dei personaggi.

Staygold‘ un’opera BL di sei volumi completa in patria con una sfumatura di slice of life che ci farà innamorare.

copertina

Trama:

Yuuji vive con suo fratello minore e con i nipoti Hayato e Kikka, figli di sua sorella. Già tre anni sono trascorsi da quando la donna è fuggita, lasciando i suoi bambini, e Hayato è ora un adolescente. Un giorno sconvolge tutti tingendosi i capelli di biondo, e Yuuji non riesce proprio a capire il motivo di questo gesto. Che sia l’inizio di una fase di ribellione?

Cosa ne penso?

‘Un 𝙞𝙣𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤𝙡𝙡𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 amore non corrisposto.’

Come ti comporteresti se ho il tuo sentimento d’amore crescesse con l’andare avanti degli anni ma non riuscisse a raggiungere la persona destinataria?

Staygold

La situazione familiare dei Nakayama è complessa e gira intorno a una sorta di triangolo amoroso che non riesce a trovare la porta per la soluzione. Un fratello e una sorella che sono stati lasciati a casa del loro zio perché la madre probabilmente è scappata con un pescatore, uno zio d’altro canto che cerca di affrontare quotidianamente una relazione che non potrà mai trovare la felicità e una ambigua situazione che porterà effetti su tutti quanti.

StayGold è un’opera che si presenta con dei disegni molto semplici, dettagliati verso i volti e gli sguardi ma meno strutturati verso l’ambiente circostante. Questa modalità stilistica di disegno mi ha colpito fin da subito perché non si concentra nell’arricchire le tavole bensì cerca di trasmettere la sensazione di disagio, di amore, di ambiente circostante in cui si muovono i personaggi stessi.

La nota di valore in quest’opera è la differenza di età tra i personaggi, abbiamo un ragazzo che è stato cresciuto e ha sempre visto come figura di riferimento il suo caro zio ma non è visto come una figura paterna ma bensì come una figura amorosa ossia destinatario dei sentimenti che si sono evoluti nel tempo.⠀

Staygold

Quello che mi incuriosisce davvero tanto e mi porta anche a suggerire e consigliare la lettura, almeno del primo volume, è sicuramente che nonostante stiamo parlando di un ragazzo che all’età di 13 anni matura dei sentimenti non sono frutto di una illusione o di un attaccamento troppo spropositato nei confronti dello zio che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita, ma bensì sono emozioni veri.

D’altra parte lo zio invece si comporta come un adulto che cerca di scoprire le radici di questo amore, cerca di comprendere i pensieri e la mentalità del ragazzo che ha sempre cresciuto e che anche cambiato il pannolino. È sorprendente come non si limita semplicemente a rimanere scioccato dall’affermazione ricevuta dal suo nipote e dell’amore che stato manifestato attraverso un bacio rubato, ma bensì cerca andare oltre.cerca di comportarsi come un adulto che si trova davanti una strada a due corsie e che cerca di comprendere quale sia la strada più adatta.

Tuttavia questa storia non parla solamente di un amore impossibile tra un tredicenne che esplora i confini dell’adolescenza ma bensì abbiamo anche un’altra facciata, ossia l’amore che non riesce a raggiungere la persona voluta dal punto di vista di un adulto.

Staygold

sicuramente il fatto di trovarsi di fronte a una storia che a questo elemento particolare della differenza di età abbastanza grande soprattutto perché ha per oggetto un personaggio minorenne dell’età di 13 anni possa far storcere un po’ il naso, dall’altra parte ritengo che sia davvero interessante verificare e vedere anche gli atteggiamenti dell’altra parte e anche il modo in cui si può evolvere la storia in sé.

Le opere di Hideyoshico hanno sempre una sfumatura di drammaticità e di emozioni non indifferenti. Mi sento di consigliare anche altri titoli inediti:

  • Romeo ga Rival (seinen)
  • Udagawa-chō de Mattete yo (Boy’s love)

Le madrine – Monica McInerney

Per molto tempo stavo cercando un romanzo che potesse davvero coinvolgermi e trasmettermi tantissime emozioni, finalmente l’ho trovato e oggi voglio parlarvi di ‘Le Madrine‘ di Monica McInerney – nuova uscita edita dalla Fazi editore.

le madrine

Trama:

Le madrine di Eliza conoscono tutti i segreti di famiglia: per quanto tempo ancora potranno tenerli per sé?

Figlia unica dell’amatissima ma inaffidabile Jeannie, madre giovane e irregolare, Eliza Miller ha sempre potuto contare sul sostegno delle sue affezionate madrine, Olivia e Maxie. Riguardo al padre Eliza non ha mai saputo nulla: Jeannie le ha promesso che le avrebbe rivelato la verità il giorno del suo diciottesimo compleanno. Poco prima della fatidica data, però, è scomparsa all’improvviso, cambiando ogni cosa. Molti anni più tardi, Eliza, ormai trentenne, è una donna solitaria, introversa e dedita soprattutto al lavoro. Quando nell’arco della stessa giornata viene licenziata e sfrattata di casa, decide di accettare l’invito di Olivia a raggiungerla a Edimburgo per fare una sorpresa a Maxie che sta per sposarsi. Questo viaggio sarà per Eliza l’occasione per uscire dal guscio ovattato nel quale si è rinchiusa, ma soprattutto per indagare sull’identità di suo padre. Per scoprire chi è quest’uomo misterioso, però, dovrà capire chi era davvero sua madre: le madrine hanno custodito per anni i segreti di Jeannie, ma ora è tempo che la verità venga a galla.

Cosa ne penso?

«Le conosceva da quando era nata; erano le migliori amiche di sua madre; non potevano non avere le risposte alle sue domande».

Mi sono cimentata in questa nuova lettura senza sapere davvero cosa aspettarmi, e posso solamente dire che a fine lettura ho sentito un vuoto dentro. Questo romanzo non è solamente una lettura che consiglio a chi vuole trovare una scrittura coinvolgente, molto scorrevole e che sappia davvero intrattenere il lettore, ma anche per chi sta cercando una storia che riesca nelle sue mille sfumature raccontare qualcosa.

Le madrine’ è una storia che parla di una ragazza che è stata cresciuta da una madre che l’ha sempre coccolata con mille storie della sua adolescenza creando un bellissimo rapporto tra madre e figlia che a volte nonostante le sue lacune, è riuscito a lasciare un segno.

Tanti racconti, tanti sorrisi e tanti abbracci hanno fatto crescere Eliza come la donna consapevole della creatività di cui godeva la madre, ma non era un rapporto fine a se stesso che racchiudeva solamente queste due donne bensì coinvolgeva anche le due migliori amiche della madre che hanno avuto un ruolo davvero fondamentale nella crescita della ragazza.

Olive e Maxie, due donne da caratteri diversi, da vite completamente opposte che è un certo punto si sono interrotte per poi incontrarsi nuovamente. Due migliori amiche che tutti vorremmo della nostra vita, due donne di cui a cui si può fare affidamento.

Eliza, fin da bambina, è cresciuta in un contesto in cui la madre la riempiva di bellissimi pensieri e che veniva lo stesso tempo viziata dalle sue migliori amiche, un passato davvero burrascoso in cui in assenza del padre l’unica figura di riferimento erano queste tre donne che facevano parte della sua vita oltre anche ad una sua amica.

Il tempo passa, la ragazza torna da un viaggio insieme a una delle sue madrine sempre in giro per il mondo, tornando a casa scopre qualcosa di sconvolgente.

Ad un certo punto tutto diventa nero, i secondi sembrano ore e la scena è impressa nei suoi occhi, Eliza tornando a casa da uno dei suoi innumerevoli viaggi con le madrine troverà una scena che la segnerà per tutta la vita.

Il punto di non ritorno del cuore di Eliza, ma il momento in cui tutte sue domande si sparpagliano come una goccia nell’oceano. Anni dopo, alla ricerca di suo padre, farà delle scoperte agghiaccianti sulla sua famiglia.

Un viaggio alla ricerca di se stessi, un viaggio alla ricerca dei tanti perché di cui si componeva le sue domande e anche alla ricerca di un amore che potesse travolgerla.

Monica McInerney ci trasporta in questa vita complessa e drammatica con una scrittura possente, fresca, coinvolgente. Vengono rappresentate quattro donne completamente diverse per il loro carattere, per i loro pensieri e per il loro modo di agire. Quattro figure in cui noi possiamo rispecchiarci, nelle problematiche della vita quotidiana, nei pensieri di un adolescente e di un adulto.

Consiglio questa storia soprattutto per chi sta cercando il racconto di una vita quotidiana, delle sue delusioni dei suoi momenti di felicità che possono davvero farti aprire gli occhi e riscaldarti il cuore. Durante la lettura mi sono sentita completamente trasportata in queste dinamiche familiari, che nonostante siano diverse dalla mia realtà, mi hanno permesso di aprire gli occhi verso un rapporto diverso da quello che si instaura tra madre e figlia ma è possibile creare il concetto di famiglia anche con altre persone che non hanno stesso sangue.

La stanza grigia

Stai cercando un titolo davvero sorprendente che parla di quegli elementi negativi in una relazione amorosa come un’ossessione per l’altra persona o per il tuo grande amore? Sei alla ricerca di un titolo tutto italiano che ti faccio entrare in un mondo completamente diverso da quello che ti sei sempre immaginato sull’amore?

La stanza grigia‘ un’opera italiana edita Upper Comics.

Trama:

In amore vince chi fugge…
Se ci riesce.

Cosa fareste per appagare la vostra sete di amore?
Angelica è disposta a tutto per essere corrisposta dal ragazzo che ama. Anche a rapirlo e rinchiuderlo in un’angosciante stanza grigia.
Riuscirà a farsi amare dal suo ostaggio, o il suo caro amore troverà il modo di evadere?

Arriva finalmente il primo fumetto thriller scritto da Kiria EternaLove, alias Chiara Scarpitta, e disegnato dal tratto inconfondibile di Marilena Wu.
Lasciatevi rapire dall’inquietante creatività della youtuber e scrittrice che ha lasciato senza fiato migliaia di lettori!

Cosa ne penso?

Credo di essermi fatta incantare dalla semplicità e dalla pazzia di questo volume, “La stanza Grigia”. Un racconto in cui una pazza innamorata, rapisce il destinatario del suo amore rinchiudendolo in una stanza insonorizzata per parecchi giorni sperando che prima o poi il suo amore possa essere ricambiato.

Angelica è una ragazza che si innamora in maniera ossessiva e suggestiva di un ragazzo che l’ha aiutata in pochi momenti della sua vita scolastica.

Questa ossessione ha portato la ragazza a  creare, per sei mesi, una stanza destinata a rinchiudere Marco. Una stanza dalle pareti grigie con pochi averi necessari per la sopravvivenza del giovane.

Iniziano così dei giorni angoscianti che porteranno Marco ad avere delle apparenti visioni fino a farlo credere pazzo. 

La storia con questi elementi che rincorrono il genere thriller e psicologico mi hanno solleticato il palato. Ho apprezzato tanto anche l’aspetto più enigmatico della mente umana connessa all’amore – ossessione e al rifiuto che diviene accettazione. 

Le tavole sono ben disposte e organizzate, inoltre danno quel senso di dimensione pari a qualcosa di organizzato, sistemato e posizionato correttamente come una stanza vuota e chiusa.

Probabilmente avrei voluto sapere maggiormente sulla figura del fratello di Angelina e del movente per le sue azioni, ma sarà davvero un volume unico o ci sarà il seguito?

Mononogatari – vol.1

La tipologia di opere che più apprezzo sia da vedere che da leggere sono sicuramente quelle che riescono ad avere come elementi caratterizzanti i demoni, i fantasmi che prendono possesso degli umani e i personaggi che abbiano un carattere duro, definito ma sorprendente.

In Italia è arrivato il primo volume dedicato alla serie Mononogatari, una storia che si presentano già dal primo volume con una copertina celeste pastello e i personaggi che hanno le vesti tendente al rosa che si sfuma verso bianco. Una grafica che ho gradito molto!

leggi l’intera recensione e ti dirò dei motivi per cui recuperare quest’opera composta da 15 volumi in corso.

copertina

Trama:

Hyoma Kunato è un ragazzo che detesta gli tsukumogami, spiriti in grado di possedere oggetti inanimati, poiché uno di loro gli ha rubato qualcosa per lui molto importante. Il protagonista, appena trasferitosi a Kyoto, dovrà però convivere con una ragazza di nome Botan Nagatsuki, la quale invece vuole bene agli tsukumogami e li tratta come membri della sua famiglia.

Cosa ne penso?

Oltre alla versione manga, è disponibile anche la visione dell’anime che consiglio vivamente di recuperare.

Sono molteplici le storie che conosciamo che hanno come elementi definita tori quelli di spiriti che prendono possesso di oggetti o di esseri umani e che possono avere dei comportamenti buoni o cattivi, ma Mononogatari cos’ha di diverso?

Mononogatari

In tutte le storie che ho letto, molto probabilmente l’elemento in comune oltre essere gli spiriti è anche la tipologia di comportamento adottato dai personaggi, spesso sono caratterizzati da ragazzi in età adolescenziale che iniziano a maturare un comportamento molto distaccato nei confronti della realtà e duro sia a causa di vicende che hanno toccato il loro passato o anche per l’ambiente circostante.

Ciò che mi piace maggiormente di questa storia è che il personaggio nonostante abbia un carattere davvero forte e abbia delle idee ben realizzate, strutturate e difficili da smuovere, riesce comunque ad ascoltare il parere degli altri e a modificare o comunque a tener conto anche di queste cose. Hyoma Kunato è un ragazzo che dà la caccia e odia davvero questi spiriti, tuttavia per determinate circostanze si troverà a convivere con loro e cosa potrà succedere?

Mononogatari

Una convivenza che sicuramente sarà dura sia per il ragazzo nonché anche per la controparte perché si troveranno a vivere con un personaggio dal carattere abbastanza duro, ma anche ambiguo. I legami inizieranno a spezzarsi ed a instaurarsi, tuttavia la lettura è davvero sorprendente e mai noiosa, la disposizione delle tavole è ben realizzata e di semplice lettura, la narrazione scorre tranquillamente e i disegni sono dettagliati, creativi e formosi nei combattimenti.

Verso la parte finale del primo volume avremo una porta spalancata perché si entra effettivamente nel vivo della prima tappa di questa storia e inizieranno a nascere davvero tanti dubbi che verranno poi scoperti con i volumi successivi.

Hiraeth – L’ultimo viaggio

Siete alla ricerca di un titolo che vi possa accompagnare in avventura ultraterrena e che allo stesso tempo vi riesca ad emozionare e trasmettervi anche messaggi importanti per la vita?

Il titolo di cui vi sto per parlare è uno di quelli che vi prende il cuore e ve lo riempie di passione, di amore e anche di tantissime carezze perché va a toccare tematiche non spesso semplici da gestire, non spesso semplici anche da discutere ma riesce a farlo attraverso un cammino gioioso e pieno di avventura che vi lascerà con un finale che vi toccherà anche l’anima.

copertina

Trama:

Mika, una giovane studentessa, sta affrontando con enorme difficoltà il lutto per la perdita della sua migliore amica. Disperata e sola, in preda a quel sentimento di nostalgia e rimpianto che i gallesi chiamano hiraeth, è determinata a ricongiungersi con lei… nell’aldilà. Tuttavia, prima che possa accadere l’irreparabile, la ragazza viene salvata da due viaggiatori: un misterioso dio senza nome e un immortale, Hibino, che segue il dio nella speranza di scoprire da lui come porre fine alla propria esistenza. Insieme ai due nuovi compagni, Mika inizia così un viaggio verso Yomi, la terra dei morti, luogo mitico in cui speranza e disperazione si intrecciano. Ma anche di fronte alle meraviglie e alla magia che le si sono ora schiuse davanti, riuscirà la giovane a trovare una via d’uscita dal suo dolore?

Cosa ne penso?

È bello scovare delle bellezze racchiuse in piccole storie che a volte ci aiutano ad approfondire i nostri pensieri, altre volte ci pongono davanti a delle domande e in alcuni casi ci coccolano tra le lacrime.

Hiraeth - L'ultimo viaggio

Hiraeth – L’ultimo viaggio è una storia indelebile, una di quelle che mentre le leggi ti trasporta in un mondo parallelo e profondo che si arricchisce tra avventure e momenti di riflessione per poi giungere ad una fine che ti lascia con una lacrima accompagnata da una piccola smorfia di sorriso.

Un viaggio in cui accompagneremo una giovane ragazza pronta a morire dopo la perdita della sua migliore amica, un rapporto indelebile e profondo che la spinge a sacrificare la sua vita per ricongiungersi con lei, la sua anima destinata.
Mika incontrerà due ragazzi, dagli spiriti diversi e dalle strade complesse e turbolente. Una creatura divina nata dai desideri e dalle preghiere degli uomini che percorrerà la strada per arrivare al suo luogo di quiete eterna e un ragazzo diventato immortale che dopo anni e decenni che ha visto il mondo cambiare e ha conosciuto mille occhi e visi, vuole assaporare la morte.

Hiraeth - L'ultimo viaggio

Hiraeth è una storia che trasmette dei brividi profondi, proprio come nella sua opera precedente dell’autrice “Oltre le Onde” ancora una volta riesce a lasciarmi un segno indelebile dentro.

Un’opera racchiusa in una box di tre volumi che non ha avuto la sua giusta fama e sono qui per narrarvela, sperando che voi possiate gustare, insieme a me, quelle parole sul concetto di “vita” e di “morte” che a volte ci sfuggono nella quotidianità.

Quando perdiamo qualcuno sentiamo una tristezza che ci avvolge completamente o quando perdiamo noi stessi ci catapultiamo nel nulla senza uscita. Una narrazione che riesce a sprigionare un grande senso di “ricerca del sentirsi appagati” nonostante si vada incontro a morte certa, ma se nel momento del passo successivo verso il nulla sentissimo il cinguettio degli uccelli?

Hiraeth - L'ultimo viaggio

I disegni con la raffigurazione di cigni, uccelli selvaggi, di sfondi sereni e cupi ci immergono nel percorso che Mika e i suoi compagni hanno deciso di percorrere senza girarsi indietro. Una strada che ci avvicinerà alla vita di altre persone che hanno paura di cessare la loro esistenza e di chi, dopo un semplice addio, decide di dimenticare.
Un finale davvero commovente che ci farà apprezzare ancora di più il senso della vita che ci viene trasmessa con Hiraeth.

Creature dell’assenza

Oggi voglio parlarvi di un breve racconto che merita di essere letto “Creature dell’assenza” di Gloria Bernareggi (Autore)  Sephira Riva (Autore).

Creature dell'assenza - Gloria Bernareggi,Sephira Riva - copertina

Trama:

Estate 1996: è trascorso poco meno di un anno dal termine della guerra che ha portato all’indipendenza della Croazia. Nel paese di Preko, l’anziana Petra tenta di superare il lutto per la morte della suocera, sentendosi però isolata e incompresa, anche dal marito Joso. Ad alterare la loro routine, la nipote Marina: una giovane donna traumatizzata dalla morte prematura dei suoi amici durante il conflitto. Marina entrerà in contatto con una creatura dall’aspetto di bambina, Jadranka, l’incarnazione dell’assenza, che rappresenta il vuoto lasciato dai defunti ed entra con delicatezza nella quotidianità di chi sta cercando di imparare a gestire il proprio dolore e stabilire un nuovo equilibrio. Una scrittura limpida senza retorica e melodrammi: non una tragedia ma un delicato realismo magico che si coniuga con un vissuto storico e personale doloroso, fatto anche di atmosfere trasognate e sospese.

Cosa ne penso?

Mi sono sentita trasportata nel paese di Preko, in Croazia, in tempi lontani e troppo distanti dalla modernità. Siamo nel 1996.

La storia che narra di Petra e sua nipote Marina hanno avuto un impatto suggestivo verso la mia anima, tanto da riempirmi il cuore.

Un piccolo racconto di ottanta pagine circa che riesce a soddisfare l’interesse del lettore e lasciare un retrogusto amaro e dolce non facile da dimenticare.

La vita è fatta di lutti, tutti prima o poi ce ne andremo e spesso dietro a questo passaggio ci lasciamo delle briciole. Chi parla di anime che rimangono sigillate in uno spazio di limbo e chi parla di “assenza”.

Questo è il racconto di come Preta cerca di affrontare il lutto di sua suocera, che era come una seconda madre per lei e il dolore di Marina per la perdita degli amici. Un periodo brusco piene di guerre che hanno lasciato un odore di polvere e sangue che macchia le carni.

Preta una donna con le lunghe rughe sul viso, si crea uno scudo verso quel lutto così difficile da gestire e da digerire e non accetta di buon occhio sua nipote che per qualche tempo si stabilizzerà da lei. Una ragazza dai capelli ricci e molto vivace, ma che ha gli occhi spenti e cupi. 

Un rapporto che dalle prime pagine si presenta essere spezzato e ingestibile, un odio superficiale e una incompatibilità che porta le due donne a distaccarsi piano piano. 

Marina inizia ad avere delle visioni.

Visioni che derivano da un’ombra che si sposta in qualsiasi punto davanti a lei, prendendo forma di una ragazza dai capelli biondi. L’Assenza di quando qualcosa se ne va. Il suo nome è “Jadranka” è non è l’unica creatura esistente in quel paesino.

Marina inizia a trovare nella sua angoscia e tristezza, una luce di affetto da questa creatura che cerca di farle addolcire il sapore amaro della perdita con dei ricordi più gioiosi. 

Dopo aver assaporato il sapore salato delle acque nere nel mare, Marina, trova un modo per riprendersi la sua felicità.

Jandraka diventa il punto di connessione tra la zia e la nipote, che nonostante i due caratteri differenti e i loro lutti distanti, trovano il loro equilibrio. 

Un rapporto che inizia a maturare e affievolire, creando dolci note di quotidianità. 

Petra affronta il suo dolore, così come lo fa Marina ma entrambe sanno che tutti prima o poi lasceremo questa terra.

Un breve racconto soddisfacente che riesce a catapultarti in quel paesino con le vecchie tradizioni e con creature particolari. Una storia di famiglia che trova noti dolenti e si muove come una barca in mezzo alla tempesta per trovare il suo molo di sicurezza. Un racconto che mette alla luce la necessità, a volte, di saper cogliere e abbracciare quel dolore e quello che ne rimane.

Volevo complimentarmi con le autrici Gloria Bernareggi e Sephira Riva sia per aver creato un breve racconto di grande intensità, ma anche per avermi dato questa opportunità unica di viaggiare tra le sue pagine.

Yoake no Uta vol.1

Ti parlo di un titolo che può fare al caso tuo, e sai perché?

Lullaby of the Dawn‘, ma anche conosciuto come Yoake no Uta è uno di quei BL che hanno coraggio ad addentrarsi in elementi differenziali che li rendono unici e al contemplo interessanti anche per chi non si approccia facilmente al boy’s love.

Una storia che intreccia fantasy e romanticismo con il giusto tocco, composto da tre volumi in corso è stato annunciato dalla StarComics e finalmente sarà disponibile dall’8 Febbraio in tutti gli shop online e librerie.

copertina

Trama:

In una certa isola vivono individui scelti per proteggere la gente comune dalle creature che emergono dal mare. Elva adempie a questo dovere, anche se possiede un corpo maledetto che ha smesso di crescere. Un ragazzo di nome Alto desidera liberare Elva, giurando di rimanere al suo fianco per sempre.
Dopo otto anni di convivenza, il corpo di Elva, che si pensava avrebbe retto solo per pochi anni, ha iniziato a mostrare segni di ripresa per un motivo sconosciuto.

Cosa ne penso?

“La tristezza della solitudine indebolisce gli uomini e li uccide.”

Lullaby of the Dawn non è un semplice boy’s love, ma è il boy’s love più atteso.

Lullaby of the Dawn

In molti mi hanno scritto “non vedo l’ora di leggere il primo volume” – “è la prima volta che ne sento parlare”, ora chiariamo qualsiasi dubbio.

Lullaby è uno di quei titoli che mi hanno sempre incuriosita, nonostante io non sono una cervellona in lingue e la mia antipatia verso di queste è davvero ben evidente, l’ho letto in russo. Mi correggo, mi sono fatta aiutare dal santo traduttore, ma comunque l’ho letto in russo. 

“Ma chi te la fa fare?” Mi dicevo tra me e me, la verità è che i disegni e le emozioni che riesce a trasmettere già dal suo primo volume valgono la pena di farsi annegare gli occhi con il collirio per evitare un bruciore allucinante.

È una di quelle storie che non è un mood di strappalacrime o cliché che ti fanno venire voglia di staccarti i capelli con la pinzetta, ma è una storia che si evolve dal suo seme fino a diventare una meravigliosa pianta colorata. 

Lullaby of the Dawn

Elva e Alto sono due personaggi che vivono in due realtà diverse ma connesse e riescono a trovare il loro filo rosso nonostante le complessità che derivano dalle voci di paese e dall’attività di Sacerdote di Elva.

Elva è un sacerdote macchiato dall’inchiostro nero del mare che ogni notte combatte contro dei mostri, di cui non si ha nessuna informazione. Non è l’unico sacerdote a svolgere questo lavoro, ma la peculiarità è che chiunque acceda a questo ruolo avrà i capelli bianchi e macchie di incontro sparse per il corpo e una vita breve. 

Lullaby of the Dawn

Alto, un ragazzo coraggioso e solare, non ascolta le voci dei compaesani, ma si cimenta a creare un rapporto di amicizia con il sacerdote.

Una complessità e relazione di amore e salvezza che si mischiano creando le corde giuste per un boy’s love d’effetto.

Abbiamo l’elemento fantasy e il romanticismo, ma non solo. La chiara veduta di una storia che sa evolversi in maniera chiara e compatta, senza bisogno di accelerare il risultato. Un contesto di espansione dei pensieri dei personaggi e delle loro emozioni che non lasceranno il lettore indifferente, ma soprattutto la grande forza di sostenersi l’un l’altro.

I disegni inizialmente saranno cupi, come se il mare nero fosse una vera maledizione che imbratta i primi capitoli. Sentirete la pesantezza della solitudine di Elva e della sua responsabilità, ma man mano che andrete avanti nella lettura scoprirete dei tratti più solari, più vividi e limpidi come per pronunciare uno spiraglio di luce verso il cammino del sacerdote grazie all’incontro con Alto.

Some Girls Do. Alcune ragazze lo fanno

È la prima volta che leggo qualcosa dell’autrice Jennifer Dugan e credo di essere rimasta folgorata dal suo stile narrativo.

“Some Girls Do. Alcune ragazze lo fanno” si presenta con un titolo accattivante e pieno di mistero, un romanzo contemporaneo che apre le porte a tematiche importanti e sfocia nel YA – young adult – trasformando una storia di vita quotidiana in qualcosa di scintillante ed educativo.

Edito dalla Fanucci Editore

Some Girls Do. Alcune ragazze lo fanno

Trama:

Morgan, velocista d’élite, è costretta a cambiare istituto alla fine del suo ultimo anno dopo che si scopre che essere gay è contro il codice di condotta della scuola privata cattolica che frequenta. Lì incontra Ruby, che ha due hobby: armeggiare con la sua Ford Torino blu 1970 e partecipare a concorsi di bellezza locali, quest’ultimo per realizzare i sogni della madre prepotente. Le due sono attratte l’una dall’altra e non possono negare i loro sentimenti. Ma mentre Morgan – dichiarata, orgogliosa e determinata a ricominciare da capo – non vuole dover tenere segreta la loro relazione in erba, Ruby non è ancora pronta a fare coming out. Con ciascuna ragazza su un percorso diverso per vivere ognuna la propria verità, riusciranno a proseguire insieme? 

Cosa ne penso?

Some Girls Do. Alcune ragazze lo fanno” un romanzo contemporaneo che riesce a catturare totalmente l’attenzione del lettore anche grazie alla bravura dell’autrice con questo stile narrativo molto semplice, dinamico e avvolgente che riesce a creare delle situazioni e dei personaggi che riescono a mescolarsi in maniera brillante e mai noiosa.

Un romanzo che si alterna in diversi capitoli che presentano sia la visione di Morgan sia la visione di Ruby, le due ragazze che saranno protagoniste di questa drammatica e avvincente storia che sfocerà da un piccolo litigio fino alla storia d’amore.

La copertina accattivante che si presenta con questi colori così enigmatici e pieni di calore, due ragazze nella piena età della crescita e della voglia di vivere si troveranno di fronte a delle situazioni diverse ma che in qualche modo le farà avvicinare nella drammaticità e nella ricerca di un senso di libertà che ormai sembra perso.

Ruby e Morgan sono due ragazzi liceali che si trovano ad affrontare degli ostacoli classici della propria età adolescenziale ma che possono anche incidere molto sulla loro età adulta e dunque per il loro futuro, della parte abbiamo una ragazza che si trova a sostenere sulle spalle un grande peso di responsabilità e di speranza rivolte da sua madre e dall’altro lato ci troviamo in una situazione in cui una ragazza che ha fatto combing out nella sua vecchia scuola, deve affrontare con la realtà che in realtà non dovrebbe esistere o se l’immaginazione a causa della propria libertà sessuale.

Alcune ragazze lo fanno, un titolo diretto che riesce a nascondere dei messaggi dietro il suo titolo ma che trovano spiegazione all’interno della storia.

Vi troverete ad iniziare il romanzo e a farvi domande, a ricercare tantissime risposte e a cercare anche un senso di felicità per queste due ragazze che si trovano ad affrontare delle realtà difficili e complesse; la bellezza nel complesso è data dallo stile narrativo fluido che accompagnerà in una lettura coraggiosa fino all’ultima pagina.

“Non sto passando la mia vita fingendo di essere qualcosa che non sono, o rendendomi più piccolo e più silenzioso, solo perché qualcun altro pensa che dovrei.”

Morgan è una ragazza aperta e possiamo definirla la star del coming out, non si limita a nascondersi dietro ad una realtà che non esiste ma ama e vive la sua libertà e il suo essere in maniera aperta e ama correre, viene sostenuta da amici e famiglia. Una ragazza con una vita tranquilla, ma che anche lei ha degli ostacoli da affrontare.

Ruby si ritrova, invece, ad essere rinchiusa in una gabbia in cui la madre omofobica e ossessionata dalla bellezza, vuole a tutti i costi che la sua cara bambina vinca un concorso. Una realtà ristretta e danneggiata, che porta Ruby a danneggiare la sua realtà adolescenziale, ma finché non avrà coraggio a svoltare pagina.

La storia d’amore si accende come un fuoco, ha bisogno di scintille per formare la sua base ed è proprio così che inizia: con un litigio e piccoli sorrisi.

Fiaba di Cenere

Ti racconto di una storia piena di coraggio e determinazione che ha come protagonisti due bambini che ricercano la volontà attraverso un viaggio che si mostrerà avere una destinazione inesistente, ma che insegnerà grandi valori.

Fiaba di Cenere” di Simone Pace presentato ed editato da EdizioniBD – dopo il debutto sull’app TacoToon – un nuovo capolavoro tutto italiano da non farsi sfuggire!

Trama:

L’esercito del fuoco sta avanzando e distrugge tutto ciò che incontra sul suo cammino, lasciandosi alle spalle solo morte e cenere. Un triste destino toccato anche a Marlo e Marfisa, due fratelli sopravvissuti alla distruzione della loro città d’origine, in fuga dalle fiamme della guerra che stanno consumando ogni cosa. Eppure, le leggende parlano di un luogo incantato, un posto sicuro le cui lande lussureggianti non sono mai state toccate dalle fiamme. Così, i due orfani si mettono in marcia, guidati dalla figura evanescente di una dama di fuoco, alla ricerca della salvezza. Un cammino lungo e dai pericoli indicibili, nel quale incontreranno personaggi unici e alcune tra le verità più oscure che si celano nel cuore umano.

Cosa ne penso?

Siamo cresciuti con la visione di fiabe che addolciscono la realtà dell’uomo e dei suoi vizi. Siamo cresciuti con la visione di fiabe che non hanno quasi mai l’aspro sapore della crudeltà, ma Fiaba di Cenere riesce con una narrazione quasi cruenta e danzante a mostrarci un mondo lontano, ma anche vicino a noi.

“in questo momento, tu dovresti essere già morta… però non lo sei e devo dimostrare che c’è una ragione perché sei fragile, ma non cadi. Sei piccola, ma non tremi (..)”

Non chiedere scusa per essere sopravvissuto.

Una storia che tra fiamme e colori danzanti, ci mostrano un mondo di crudeltà dove grandi e piccini cercano di sopravvivere.

Alla ricerca di un luogo che non ha mai conosciuto il fuoco e l’uomo, ci troviamo immersi nella drammaticità di una cittadina che perde il suo splendore a causa della guerra e cerca nel suo modo più disperato di sopravvivere. La crescita accelerata di una coppia di bambini, Marlo e Marfisa, che si trovano a rubare del cibo per vivere, imparano l’arte della spada per difendersi e cercano un proprio posto nel mondo.

La brutalità dell’uomo che distrugge tutto ciò che lo circonda e cerca nuovi posti in cui vivere e distruggere. Un ventre di malinconia e di profondità che nasconde un serpente di distruzione, ma il coraggio dell’essere umano anche nell’affrontare il fuoco.

I disegni sono fumettistici, dinamici e formosi e si arricchiscono di colori vivaci ma allo stesso tempo cupi che rimangono impressi. Una danza di colori tra azzurro del cielo e del mare, il rosso del fuoco, il verde delle pianure. Una narrazione impregnata nel fantasy storico con la presenza di cavalieri, stregoni, luoghi medievali e villaggi.

Un fumetto che non ha paura di mostrare la distruzione e la speranza derivanti dalla guerra, un miscuglio di sentimenti e sensazioni che spingono Marfisa e suo fratello lontano dalla loro città. Due personaggi che a modo loro, troveranno una strada da percorrere con determinazione e fragilità.

Le lupe di Pompei

Siete in cerca di un romanzo appassionante che riesca a farvi immergere in unaPompei drammatica ma allo stesso tempo gloriosa?

Avete amato Circe o La canzone di Achille o altri retelling e siete in cerca di qualcosa che vi possa rimanere impresso?

Le lupe di Pompei” di Elodie Harper è un romanzo acuto, intraprendente e dinamico che vi trasporterà in un tempo lontano tra una vita di lusso e la povertà. Edito dalla Fazi Editore, Le lupe di Pompei è un titolo che suggerisco di recuperare.

le lupe di pompei

Trama:

Le lupe di Pompei sono Amara, Didone, Vittoria, Berenice, Cressa. Ma nessuna di loro si chiama davvero così. Questi sono i loro nomi da schiave, costrette alla prostituzione nel bordello cittadino dal cinico padrone Felicio. Nella Pompei antica, che procede ignara incontro al proprio destino, vivendo contrasti abissali tra ricchezza e miseria, uomini e donne, cittadini liberi e schiavi privi di qualunque diritto, le ragazze che abitano il postribolo tentano ogni giorno di sopravvivere alla brutalità delle loro notti. Qualcuna, come Amara, ricorda un passato di libertà ed è decisa a riconquistarlo con ogni mezzo; altre, al contrario, sono nate schiave e non hanno conosciuto un’esistenza diversa. Ma nonostante il dolore di ogni storia personale e la continua gara per procacciarsi clienti, denaro e pane, le lupe possono contare le une sulle altre, farsi custodi delle reciproche debolezze e paure, proteggersi a vicenda ogni volta che è possibile, senza perdere la capacità di cogliere minuscole gioie quotidiane, ma soprattutto senza perdere la speranza: le strade di Pompei sono piene di opportunità e perfino chi non ha più nulla può trovare un’occasione per rovesciare la sorte in suo favore.
Con Le lupe di Pompei, primo capitolo di una trilogia imbastita sullo sfondo di una realtà lontana nel tempo ma brulicante di vita, Elodie Harper mette in scena un denso, avvincente racconto di resistenza umana e femminile, riuscendo a dar voce alle donne le cui storie sono rimaste ai margini della Storia.

Cosa ne penso?

“Senza fine sarà la notte

ed è strada che si deve percorrere”.

Le Lupe di Pompei è un romanzo accattivante e sorprendente. Tra citazioni di Ovidio, Marziale, Graffiti a Pompei e descrizioni accurate, ti ritrovi catapultato anni or sono, in una Pompei trafficata da libertà e schiavismo con i nobili e la plebe che cercano di sopravvivere alla dura realtà con tutti i mezzi a disposizione.

Elodie Harper ci fa scortare in queste scoperte uniche e sorprendenti, dalle ‘lupe‘ che vendono loro stesse per uscire dal tunnel della schiavitù. Amara, Didone, Vitoria, Berenice e Cressa sono donne divenute schiave, tutte con un passato differente, ma con un presente in comune.

Tra litigi, possessi, conflitti e amori nuovi, le nostre lupe affronteranno la realtà di una Pompei angusta e oscura.

Mi sono completamente fatta trasportare dal dinamismo e dalla cura narrativa dell’autrice, una scrittura che ti fa perdere la concezione del tempo, una narrativa che ti colpisce e un ambiente che ti trasporta come una zattera sul fiume. Il racconto prende il possesso di te stesso e del tuo tempo, ti fa vivere le difficoltà delle lupe, ti fa comprendere la necessità e il bisogno che provano gli schiavi della Pompei antica, ti senti anche stanco e rammaricato per le loro sfortune e i lori non averi.

Donne che hanno perso il diritto di amare e di essere amate, donne che hanno perso il loro nome, Donne che hanno perso il loro tempo ma non l’amore per la libertà.

Un succulente tratto drammatico delle schiave prostitute e della guerra di chi le governa, Le lupe di Pompei mostra senza paure e limiti quello che vivevano le donne e gli uomini quando la fortuna li abbandonava o quando le loro famiglie non potendosi permettere un pezzo di pane vendevano i loro figli. Una cruda realtà ormai abbandonata, ma che è esistita.

Elodie Harper riesce a mescolare in un unico volume romanzato una Pompei lontana ma piena di sentimenti che vivono ancora oggi.