Wind Chaser – Recensione del manhua (Toshokan): correre quando non resta nient’altro

Ci sono storie che non si leggono soltanto: si respirano, si vivono, si corrono. Wind Chaser – Più veloci del vento, edito da Toshokan, è una di queste. Un manhua che intreccia la memoria storica della Seconda Guerra Mondiale con la delicatezza di un’amicizia nata tra i binari e la pista d’atletica.
In un’epoca in cui il cielo di Taiwan era solcato dai bombardieri e la vita poteva spezzarsi da un momento all’altro, due ragazzi scelgono di correre. Non solo per superarsi, ma per resistere, ricordare e lasciare una traccia che vada oltre la distruzione.

Con questo articolo voglio raccontarti perché questa opera, vincitrice del Golden Award al 17° International Manga Award, è molto più di una semplice storia di sport e guerra: è una riflessione sulla fragilità e sulla forza dell’essere umano.

Trama

Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, i cieli di Taiwan sono attraversati senza sosta da aerei militari. Le esplosioni si susseguono, l’aria odora di polvere da sparo. In questo caos, due adolescenti si riconoscono nella stessa fame di velocità.

Miyahara Ryo, appassionato di treni, contagia con questo amore Yin Li-Sen. Affascinati dai convogli che sfrecciano sulle rotaie e uniti dal desiderio di superarsi, i due sognano di lasciare un segno nell’atletica leggera giapponese. Iniziano a sfidarsi in pista, ma la guerra incombe e il futuro si fa incerto. Tra desideri e promesse infrante, il tempo scandito dai bombardamenti costringe chi resta a fare i conti con le conseguenze.

A volte correre non basta. A volte correre è tutto ciò che si può fare.

Nota: l’opera ha vinto il Golden Award al 17° International Manga Award.


Cosa ne penso?

La casa editrice Toshokan riesce sempre a portare al pubblico delle perle di storie, forse di nicchia, ma proprio per questo preziose. Sono opere che parlano al cuore, che raccontano l’essere umano nelle sue contraddizioni, nei suoi drammi e nelle sue speranze. Wind Chaser – Più veloci del vento appartiene esattamente a questa categoria: un racconto che non si limita a intrattenere, ma che trasmette emozioni autentiche, crude e al tempo stesso delicate.

Avevo letto tanti commenti entusiasti su Instagram, feedback pieni di ammirazione e gratitudine per questo manhua, e alla fine non ho resistito: ho deciso anch’io di recuperarlo. Una volta immersa nelle sue pagine, ho capito perché. La frase riportata sul retro della copertina – “A volte correre non basta. A volte correre è tutto ciò che si può fare” – è diventata per me il nucleo centrale non solo della storia, ma della riflessione che suscita. È una frase che condensa dolore e speranza, fatica e resistenza. È una frase che si sente vibrare sotto pelle.

Siamo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il cielo di Taiwan, finalmente, comincia a liberarsi dai fumi della battaglia; i treni tornano a solcare le rotaie, e gli esseri umani riprendono timidamente il loro quotidiano. Ma Taipei porta ancora le cicatrici dei bombardamenti. Case distrutte, famiglie spezzate, vite perdute. In mezzo a queste rovine si muovono due ragazzi, due anime giovani che scelgono di inseguire un sogno. Non è un sogno grandioso, non è un’impresa eroica: è la corsa. Il loro desiderio è sfidarsi, rincorrere quel treno che a Taipei era chiamato “la nobildonna”, cercare ogni volta di essere più veloci, di superare i propri limiti, di lasciare un’impronta.

Ma in realtà non è solo la storia di due giovani che competono su una pista d’atletica. È un intreccio di emozioni e responsabilità, una parabola sull’amicizia, sul peso del passato, sul valore della memoria. La narrazione si muove come onde, tra flashback e presente, facendoci comprendere quanto il passato di Taiwan – bombardamenti, perdite, distruzioni – continui a premere con forza sul presente. Le vite dei due ragazzi diventano il riflesso di un’intera generazione: famiglie distrutte, amici

scomparsi, desideri che non trovano compimento. Ma anche sogni che vengono raccolti e trasmessi, come una torcia che passa di mano in mano.

Correre, in questo manga, diventa simbolo universale. È l’unico gesto che resta possibile quando tutto sembra perduto. Correre significa ricordare chi non c’è più, portare avanti un desiderio, non fermarsi davanti all’assurdità della guerra. Correre è resistenza, ma è anche libertà.

La storia è cruda e intensa. Da una parte c’è la guerra, con la sua violenza, i suoi bombardamenti, la sua capacità di distruggere case e anime. Dall’altra c’è la tenerezza, la forza dei legami umani, la volontà di abbracciarsi, di sostenersi a vicenda, di aiutare chi porta un dolore troppo grande per essere sopportato da solo. Un padre che ha perso moglie e figlio, un amico che ha visto morire il proprio compagno di vita: tutti cercano in qualche modo di restare in piedi, di non lasciarsi travolgere.

Non è una storia facile. Non consola, non edulcora. È una storia necessaria, perché attraverso le immagini e le parole ci ricorda che non siamo lontani da quelle stesse tragedie. La guerra non appartiene solo al passato: ancora oggi ci circonda, ci sfiora, ci minaccia. Wind Chaser ce lo dice senza retorica, con la potenza semplice della narrazione.

E spesso le parole non bastano. Si sbriciolano nell’aria, leggere e impotenti. A volte sono i gesti a parlare più forte. A volte è il silenzio che abbraccia e conforta più di mille discorsi. Questo manhua è come quel silenzio: avvolge, fa riflettere, lascia un segno. È una corsa che continua anche dopo aver chiuso il libro.

Claudine di Riyoko Ikeda – Il manga che racconta il coraggio di essere sé stessi

Ci sono opere che non si dimenticano, che si insinuano silenziosamente nell’anima e lasciano una ferita dolce, pulsante. “Claudine” di Riyoko Ikeda non è solo un manga: è una dichiarazione d’identità, una battaglia interiore raccontata con grazia e struggimento.
In questo articolo esploreremo l’impatto emotivo e sociale di una delle storie più potenti e dimenticate della mangaka de “Le Rose di Versailles“. Una storia che interroga il lettore su ciò che significa essere sé stessi in un mondo che spesso impone maschere, etichette, gabbie. Preparati a scoprire un capolavoro senza tempo, in cui il coraggio dell’essere autentici è al centro di tutto.

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Trama: Fin dalla più tenera età, Claudine de Montesse si sente un ragazzo intrappolato in un corpo femminile. Costretto dalla madre ad andare in cura da uno psichiatra, dovrà mettere a nudo il suo cuore e, dall’infanzia all’adolescenza, scoprirà come affrontare un mondo che non lo capisce rimanendo fedele a sé stesso… senza rinunciare all’amore e ai suoi sentimenti.

Cosa ne penso:

Ci sono storie che arrivano silenziose e poi restano. Non perché siano semplici da leggere, ma perché dentro di loro pulsa una verità che scuote l’anima.

“Claudine”, volume unico di Riyoko Ikeda, è una di quelle opere che parlano sottovoce, ma arrivano al cuore con una forza travolgente. È una storia che attraversa il tempo, che tocca tematiche ancora oggi attualissime: l’identità di genere, la difficoltà di amare ed essere amati, il dolore dell’incomprensione e il coraggio di mostrarsi per ciò che si è davvero.

Ambientato nella Francia borghese di fine Ottocento, Claudine è molto più di un manga: è il ritratto struggente di una persona che nasce nel corpo di una donna, ma che fin da bambina si sente, si riconosce, vive come un uomo. Una condizione che porta Claudine a scontrarsi con una società incapace di comprenderla, figlia di convenzioni rigide, cieca di fronte alla verità dell’essere.

Ma cos’è l’identità, se non la voce più autentica di ciò che siamo?
Claudine ama, desidera, lotta per essere riconosciuto. Eppure, l’amore, per chi come lui non rientra negli schemi, diventa spesso una battaglia dolorosa. Claudine conosce la gioia dell’infatuazione, ma anche la profonda ferita del rifiuto. Nessuna relazione sembra poter esistere fuori dal giudizio, fuori dalla morale dominante. Il suo cuore cerca un amore che non chiede permesso, che non si giustifica… ma trova spesso solo solitudine.

Claudine è una donna transgender in un mondo che non ha ancora parole per accoglierla. La sua è una lotta silenziosa e luminosa, fatta di scelte coraggiose, di atti di verità, di passi che sfidano il buio dell’ignoranza. Non si nasconde. Si espone, con fierezza e dolore, dicendo al mondo: “Io sono questo. Io sono un uomo.”

Ma cosa accade quando anche chi dovrebbe capirti, chi dice di amarti, ti guarda con pietà? O ti ama a metà?
Eppure, anche nella solitudine, ci sono spiragli di luce. Piccoli gesti, sguardi sinceri, parole che non giudicano ma accolgono. È nella figura della sua amica d’infanzia, ad esempio, che Claudine trova uno spazio di comprensione autentica. È lì che l’amore, quello puro, silenzioso e rispettoso, riesce a manifestarsi senza condizioni.

“Claudine” è un manga che parla di dolore, ma anche di speranza.
È un’opera che ci chiede: quanto coraggio serve per essere davvero sé stessi, quando il mondo ti rifiuta?
E, allo stesso tempo: quanto amore può nascere quando qualcuno ti vede per ciò che sei davvero, e ti ama per questo?

Riyoko Ikeda firma una delle sue opere più intime e rivoluzionarie, capace di raccontare la sofferenza dell’identità non riconosciuta, la difficoltà dell’amore vissuto fuori dalle convenzioni, ma anche la bellezza dell’autenticità. Una bellezza fragile, struggente, eppure incancellabile.

«Nessun uomo nato tale avrebbe mai potuto amare una donna con la stessa profondità.»

Questa frase, tra le ultime del volume, colpisce come un pugno e accarezza come una carezza. Ci ricorda che l’amore, quello vero, non ha genere, non ha etichette, non ha confini. Ha solo voce. E merita di essere ascoltata.

Cos’è che non va con la segretaria Kim? Il fumetto romantico che mescola amore, mistero e risate

Cosa succede quando una segretaria impeccabile decide di licenziarsi dopo nove anni di servizio, lasciando il suo carismatico (e narcisista) capo senza parole? Cos’è che non va con la segretaria Kim? non è solo una commedia romantica, ma un viaggio tra sentimenti, misteri e dinamiche lavorative che rompono i classici schemi delle storie d’amore.

Se cerchi un manga leggero, ma con colpi di scena intriganti e personaggi indimenticabili, allora preparati a innamorarti di questa storia — che ha conquistato sia in versione cartacea che come K-Drama!

Trama: 

Dal carattere arrogante e vigoroso Youngjoon è il vicepresidente di una grande società. Kim Miso è stata la sua segretaria preferita, considerando il record di permanenza alle sue dipendenze, nove lunghi anni. Improvvisamente intende lasciare il lavoro. Nulla e nessuno sembra potersi opporre alla sua scelta…

Cosa ne penso?

Cos’è che non va con la segretaria Kim? ci porta nel mondo degli affari, dove la protagonista, Kim Mi-so, una segretaria impeccabile e determinata, decide di dimettersi dopo nove anni di ininterrotto servizio per il suo capo, Lee Young-joon, un uomo affascinante ma narcisista. La scelta di Kim non nasce da un capriccio, ma dalla volontà di riscoprire se stessa e vivere finalmente la sua vita, al di là della dedizione al lavoro.

Questa scelta innesca una reazione a catena: Young-joon, abituato ad avere tutto sotto controllo, si ritrova destabilizzato e determinato a scoprire il motivo reale dietro la decisione di Kim. Nasce così un gioco di tensioni emotive, incomprensioni e dolci battibecchi che alimentano una dinamica irresistibile tra i due protagonisti.


Misteri e segreti che avvolgono il cuore

Non si tratta solo di una storia d’amore. Il manga nasconde una trama più

profonda e avvincente, che si svela man mano che la lettura prosegue. Già tra il secondo e il terzo volume emergono indizi su un passato doloroso e su legami segreti tra i due protagonisti, regalando un tocco di suspense che rende impossibile interrompere la lettura.

Questo sottile equilibrio tra romanticismo e mistero dà alla storia una marcia in più, catturando non solo gli amanti delle commedie romantiche, ma anche chi apprezza le trame con colpi di scena e rivelazioni inaspettate.


Personaggi secondari che danno vita alla storia

Il fascino di Cos’è che non va con la segretaria Kim? non si limita ai protagonisti. Il manga è arricchito da una serie di personaggi secondari che regalano momenti di leggerezza, comicità e riflessione. Dal migliore amico di Young-joon, che compare sempre nei momenti meno opportuni, al fratello del protagonista che diventa una figura chiave nella trama, fino alle sorelle di Kim, che rappresentano per lei un punto di riferimento emotivo.

Questi personaggi non sono semplici comparse, ma veri e propri pilastri che rendono la storia dinamica e ricca di sfaccettature, creando un microcosmo realistico e coinvolgente.


Un’edizione da collezione

La versione cartacea di questo manga non delude neanche sul piano estetico. La qualità della stampa, le pagine a colori, le illustrazioni extra e la cover rifinita con dettagli lucidi rendono l’edizione non solo piacevole da leggere, ma anche bellissima da collezionare. La cura dell’editore si riflette in ogni dettaglio, offrendo un prodotto che merita di occupare un posto d’onore nella libreria di ogni appassionato.


Conclusione: una lettura imperdibile

Cos’è che non va con la segretaria Kim?è molto più di una semplice storia d’amore: è un viaggio emozionante tra sentimenti, ambizione e segreti svelati poco a poco. Perfetto per chi cerca una storia romantica fuori dagli schemi, con personaggi forti e ben costruiti, momenti di dolcezza e colpi di scena che lasciano col fiato sospeso.

Se desideri una lettura che sappia farti sorridere, sospirare e, perché no, anche riflettere sull’equilibrio tra lavoro e vita personale, questo manga merita senza dubbio un posto nella tua lista.

Sleeping on the Paper Ship: Un Viaggio Emotivo tra Oscurità e Rinascita

In questo articolo vi parlo della profondità narrativa di “Sleeping on the Paper Ship“, un’opera straordinaria firmata Teki Yatsuda che, in soli due volumi, offre una narrazione intensa e coinvolgente, capace di far emergere i lati più oscuri e al contempo rinvigorenti dell’animo umano, trasportandoci in un Giappone devastato dalla guerra dove la sofferenza si trasforma in arte e la disperazione in speranza. Edito da Starcomics l’opera è conclusa in due volumi.

Trama: 1949, Yokohama. In un Giappone devastato dalla guerra, Kei Kitahara è uno sceneggiatore di successo ma, per una sorta di strana maledizione, le persone che ispirano le sue storie finiscono inevitabilmente per diventare vittime di sciagure. Per questo Kei decide di deporre la penna, che era la sua unica ragione di vita. Un giorno, l’incontro con un giovane e affascinante fotografo riaccende in lui il desiderio di scrivere…

Cosa ne penso?

In un panorama in cui le opere narrativamente profonde sono sempre più rare, Sleeping on the Paper Ship si distingue come un capolavoro che attraversa i confini del tempo e della sofferenza, abbracciando le tematiche più oscure e al contempo terapeutiche dell’animo umano. Concluso in due volumi, questo manga boys’ love di Teki Yatsuda non è semplicemente una lettura: è un viaggio emotivo e filosofico, dove la penna diventa un mezzo per esplorare l’inquietudine, le cicatrici del passato e la speranza di una rinascita.

Ambientato nel 1949, nella devastata Yokohama post-bellica, il protagonista Kei Kitahara è un rinomato sceneggiatore la cui vita è segnata da una misteriosa maledizione: ogni persona che ispira le sue storie sembra condannata a un tragico destino. Questa spirale di sventure lo porta a deporre la penna, la sua unica ragione di esistere, fino a quando l’incontro con un giovane e affascinante fotografo riaccende in lui il desiderio di scrivere. Qui, Yatsuda ci offre un personaggio tormentato, il “principe delle sofferenze“, che porta con sé il peso di un passato intriso di oscurità e una metafora vivente del “Dio della Morte” che incarna la sua lotta interiore.

Narrazione Coinvolgente e Atmosfera Inconfondibile

La forza di Sleeping on the Paper Ship risiede nel suo metodo narrativo unico, capace di tenere il lettore incollato alle pagine senza mai cedere a

momenti di noia. L’uso sapiente della china e il disegno meticoloso di Yatsuda creano un’ambientazione cupa e intensa, quasi palpabile, in cui la luce fatica a emergere ma, proprio in quel lento risveglio, si percepisce la possibilità di una rinascita. La dualità della luce e dell’oscurità si riflette non solo nelle tavole, ma anche nelle vite dei personaggi, che si danneggiano a vicenda pur rappresentando l’uno per l’altro un’ancora di salvezza.

L’approfondimento psicologico dei personaggi è uno degli aspetti più notevoli di questa opera. Kei Kitahara, segnato dalle esperienze traumatiche della sua infanzia e dalla costante ombra del “Dio della Morte”, incarna la battaglia interiore tra il desiderio di abbandono e la volontà di riscoprire la luce.

La narrazione diventa così un percorso filosofico, dove l’oscurità rappresenta un ostacolo da superare per emergere e ritrovare il senso della vita. Il rapporto con l’altro personaggio, il fotografo, si configura come una relazione ambivalente: entrambi si feriscono e, al contempo, si sostengono nel difficile cammino verso la guarigione, simbolo di una rinascita simile a quella della fenice.

Le illustrazioni di Teki Yatsuda sono un elemento imprescindibile di questa esperienza di lettura. Ogni tavola è una finestra che apre sul dolore, sulla bellezza e sulla complessità dell’essere umano. La cura nei dettagli, la scelta delle inchiostrazioni e la capacità di creare ambientazioni storiche realistiche fanno di questa opera non solo un capolavoro narrativo, ma anche un esempio eccezionale di arte visiva. Yatsuda conferma, ancora una volta, il suo talento nel dare vita a personaggi e ambientazioni che rimangono impressi nella mente del lettore ben oltre la chiusura dell’ultimo volume.

Sleeping on the Paper Ship è un manga che sfida il lettore a confrontarsi con le proprie paure e a riconoscere il valore del dolore come parte integrante del percorso verso la luce.

Se siete alla ricerca di un’opera profonda, capace di unire dramma, introspezione psicologica e una raffinata estetica visiva, questo titolo rappresenta una tappa obbligata. Con la sua narrazione intensa e le sue tematiche complesse, Teki Yatsuda ci regala un viaggio emozionante e, allo stesso tempo, catartico, in cui ogni pagina è un invito a riflettere sull’essenza stessa dell’esistenza.

In poche parole, Sleeping on the Paper Ship non è soltanto un manga; è un’esperienza emotiva e artistica che riesce a toccare le corde più profonde dell’anima umana, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di chi lo legge.

The Reaper and the Waiting: Un Amore Oltre la Vita

Se c’è una storia capace di toccare corde profonde nel cuore dei lettori, questa è sicuramente The Reaper and the Waiting.

Pubblicata in collaborazione tra Jundo e Star Comics, l’opera di Jayessart ci trasporta in un viaggio emozionante, delicato e visivamente splendido, che va oltre le convenzioni del Boys’ Love, riuscendo a conquistare anche un pubblico più ampio. Questo webtoon, nato come successo digitale sulla piattaforma WEBTOON, si presenta ora anche in una bellissima edizione cartacea, dimostrando come certe storie possano superare i confini del formato e lasciare un segno indelebile.

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Trama: Un Mietitore e un’anima misteriosa che lo segue ovunque. Un mistero da risolvere. Tristi ricordi andati perduti. Cosa sarà successo fra loro due? 

Cosa ne penso?

The Reaper and the Waiting inizia con un incontro apparentemente semplice ma che nasconde un universo di emozioni complesse. La storia ruota attorno a due protagonisti: un Mietitore, figura oscura ma affascinante, e un’anima misteriosa che lo segue ovunque, quasi a cercare risposte che il tempo ha cancellato. Un mistero da risolvere, ricordi tristi e perduti che riaffiorano e domande che richiedono risposte… ma cosa sarà successo fra loro due?

Fin dal prologo, il lettore viene catturato da un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà, dove ogni pagina sembra un dipinto ad acquerello, capace di raccontare non solo una storia d’amore, ma un’esperienza di vita, di morte, e di rinascita.

Questa non è una semplice storia d’amore, ma un racconto che parla di speranza, di attese, e di quel desiderio profondo di comprendere l’altro, anche quando sembra impossibile. Le figure del Mietitore e dell’anima incarnano la dicotomia tra il passato e il presente, tra ciò che è stato perso e ciò che potrebbe essere ritrovato. La leggenda del filo rosso del destino, che lega due anime attraverso il tempo e le difficoltà, è al centro di questo racconto. E qui, Jayessart riesce a reinterpretarla in maniera nuova e struggente, donandoci un Boys’ Love che parla a tutti, senza distinzione di genere.

L’autrice, con il suo tratto delicato e il suo uso sapiente dei colori, riesce a evocare emozioni intense, che colpiscono fin dalle prime pagine. Ogni scelta cromatica non è casuale: i toni pastello e i colori tenui si alternano a sfumature più cupe e intense, rappresentando perfettamente i sentimenti contrastanti dei personaggi.

Una delle qualità più affascinanti di The Reaper and the Waiting è l’arte visiva. January Sun, sotto lo pseudonimo di Jayessart, crea un’esperienza unica, dove ogni scena sembra parlare al lettore. Le illustrazioni sono delicate, quasi eteree, ma sanno anche diventare taglienti e incisive nei momenti più drammatici. È un’opera che riesce a trasmettere la sofferenza di due anime che si cercano, si trovano, e cercano di ricostruire un legame che sembra perduto.

Le espressioni dei personaggi, la loro fisicità, e il modo in cui interagiscono con il mondo che li circonda sono descritti con una profondità tale da far sembrare il fumetto vivo e pulsante. Anche chi non è un appassionato del genere Boys’ Love può rimanere incantato da questa storia, proprio perché è una narrazione che va al di là delle etichette e dei generi, esplorando i temi universali dell’amore e del perdono.

Cartaceo o Digitale: Emozioni Intatte

Ho avuto l’opportunità di leggere The Reaper and the Waiting sia in formato digitale su Jundo che nell’edizione cartacea curata da Star Comics, e posso dire con sicurezza che l’esperienza emozionale rimane inalterata. In entrambi i formati, la storia riesce a colpire con la stessa intensità, a testimonianza della forza narrativa di questo titolo. Le illustrazioni, anche su carta, mantengono la loro delicatezza, mentre il racconto si dipana con il giusto ritmo, alternando momenti di quiete e introspezione a scene più drammatiche e intense.

Un Inno all’Amore e al Destino

The Reaper and the Waiting è un inno a quell’amore che va oltre il tempo, che non conosce confini e che continua a vivere anche quando tutto sembra perduto. Il Mietitore, con la sua eterna missione, e l’anima che non vuole lasciarlo, rappresentano la speranza di un futuro che può essere riscritto, anche quando sembra impossibile. La sofferenza del dover stare accanto a qualcuno che non ci riconosce più è una metafora potente che tocca il cuore, e il modo in cui Jayessart la rappresenta è semplicemente magnifico.

Se amate le storie che sanno toccare nel profondo e siete alla ricerca di un’opera che vi faccia riflettere e commuovere, The Reaper and the Waiting è una lettura che non potete perdere.

Conclusione

Questa storia Boys’ Love è molto più di un semplice webtoon: è un viaggio nell’anima, un’esplorazione dei sentimenti umani più profondi, e una celebrazione del potere dell’amore. La collaborazione tra Jundo e Star Comics ha portato alla luce un piccolo gioiello che merita di essere scoperto, apprezzato, e ricordato. Non perdete l’occasione di immergervi in questa narrazione visiva e toccante, che resterà con voi a lungo, anche dopo aver girato l’ultima pagina.

Takahashi del negozio di biciclette | Manga Josei – Jpop Manga

Il quadro del mondo josei si amplia con l’arrivo dell’opera Takahashi del negozio di biciclette editato da Jpop Manga!

Un’opera che saprà regalarvi delle coccole e farvi godere dei personaggi antipodi l’un l’altro ma con un forte carattere di vita quotidiana e i problemi che emergono dalla stessa e dal relazionarsi con le altre persone.

copertina

Trama:

Tomoko Hanno, Panko per gli amici, è una trentenne in un momento difficile. Sul lavoro, il suo capo le dedica attenzioni sempre più eccessive e preoccupanti, e anche un collega la mette a disagio con continui inviti indesiderati.

L’unico uomo che pare trattarla con decenza e che a lei non dispiace avere attorno è Takahashi, un coetaneo dai modi spicci e all’apparenza poco raccomandabile, che lavora in un negozio di biciclette nel quartiere di Tomoko.

Da quando la giovane donna ha avuto bisogno della sua assistenza, è nata fra i due una tenera e goffa amicizia, fatta del piacere semplice di condividere momenti e di potersi parlare con naturalezza. Che stia per nascere qualcosa di più fra i due ragazzi?

Cosa ne penso?

‘Takahashi del negozio di biciclette’ è la nuova opera editata da Jpop manga da cui è stata tratta anche una serie televisiva, trasmessa su TV Tokyo dal 4 novembre al 23 dicembre 2022.

Takahashi del negozio di biciclette

Tomoko Hanno, soprannominata ‘Panko‘ per gli amici, è una ragazza trentenne che va a lavoro in bicicletta con la sua fetta di panino in bocca. Ha una personalità dinamica, un po’ smarrita e goffa ma leggendola ti affezioni in poco tempo.

Dall’altro lato compare un ragazzo con i piercing, capelli ossigenati che all’apparenza sembra un tipo poco raccomandabile dal nome Takahashi che lavora nel negozio di biciclette e ogni mattina sente il rumore stridulo della bicicletta di Tomoko e pensa tra sé e sé ‘Dovrebbe sistemarla‘.

Due personalità che sono gli antipodi, mentre Takahashi è un ragazzo molto diretto senza freni, Tomoko è emotiva e impacciata, non riesce mai a dire di no e si caccia, per questo, nei guai.

Le strade tra i due ragazzi si incrociano e inizia a creare un nuovo percorso.

Takahashi del negozio di biciclette

Ciò che mi ha più attratto dell’opera, non conoscendola, sono stati i disegni. Nonostante sia stato realizzato nel 2019, la tipologia di disegno ricorda un po’ i manga shojo e josei degli anni più vecchi.

La particolarità anche dei balloon che a primo occhio possano sembrare lunghi e stressanti da leggere, in realtà smorzano la pesantezza della loro lunghezza (nelle prime pagine) con discorsi simpatici e quotidiani.

La prima impressione per questo volume è stata molto positiva, i due personaggi sono completamente diversi ma sembrano che in qualche maniera riescano a rimanere sulla stessa lunghezza d’onda. Inoltre, ciò che ho apprezzato anche maggiormente, sono state le prime pagine a colori del manga. Anche la cura della scelta dei colori pastellosi e chiari che possano trasmettere sintonia e dolcezza della storia.

Takahashi del negozio di biciclette

Come in ogni storia c’è anche il famoso triangolo amoroso con la presenza del collega di Panko, hanno la stessa età ed entrambi vengono da Tokyo ma sembra che alla prima uscita i loro mondi siano completamente diversi. ‘Doraemon? è per bambini’ la sua innocente ma cattiva frase ha toccato le corde sensibili di Tomoko che alla prima uscita si è sentita completamente distante e si incolpa del fatto di non saper dire di no.

Sono curiosa di scoprire come si evolve la storia e se Panko e Takahashi riusciranno a rimanere in sintonia e a smuovere i loro comportamenti.

Takahashi è un personaggio che mi piace molto perché per certi versi mi rappresenta. Spesso sono abbastanza diretta e questo può portare fraintendimenti e/o la gente vede di mal occhio il mio essere schietta e senza freni.

Takahashi, come me, viene giudicato sul suo modo di essere. Negli ultimi tempi sono davvero felice di vedere più opere shojo e josei che ricevono la giusta attenzione, a fronte anche delle ultime vicende di dibattito sulla questione.

Attualmente l'opera è composta da 7 volumi in corso, storia e disegni realizzati da Arare Matsumushi. 
Jitenshaya-san no Takahashi-kun | Manga Josei
Takahashi del negozio di biciclette

Studio Cabana – Jpop

È arrivato il primo volume di Studio Cabana, una storia shoujo che si concentra nell’ambito musicale e scolastico, dando vita a una storia piena di emozioni e personaggi davvero sorprendenti.

copertina

Trama: Yukari Maki è una liceale molto seria e diligente, al contrario del suo compagno di classe Yusuke Kusaka che invece ha una fama da vero e proprio delinquente. Quando, un giorno, la ragazza vede entrare Yusuke nello studio musicale “Cabana”, si insospettisce e, incuriosita, lo segue. Non appena Yukari sente il giovane cantare una canzone d’amore, con una splendida e toccante voce a metà tra dolcezza e malinconia, ne rimane tanto sorpresa quanto affascinata: è la scintilla di un amore. Sarà per i due ragazzi l’inizio di una storia appassionata e felice o di un’esperienza dolorosa e triste quanto la canzone che ha sciolto il cuore di Yukari?

Cosa ne penso?

Non pensavo davvero che quest’opera potesse conquistarmi fino a questo punto!

Studio Cabana

Spiegare cosa sia Studio Cabana è complicato. Piuttosto, vi direi di darci un’occhiata direttamente e di abbracciarlo col cuore, perché cercare di spiegare perché mi sento così è un’impresa.

E’ un manga che offre una storia intrigante, incentrata sul contrasto tra due studenti apparentemente opposti, Yukari Maki e Yusuke Kusaka.

La trama si sviluppa quando Yukari, una ragazza diligente che non sopporta le ingiustizie, scopre Yusuke, un ragazzo dalla fama di delinquente, entrare nello studio musicale “Cabana”. Ciò dà inizio a una serie di eventi che cambieranno le loro vite in modi inaspettati.

Studio Cabana

Tutta la storia si basa su un unico nucleo ossia la musica, la musica che riesce a far uscire le emozioni che una persona custodisce dal cuore, riesce a raggiungere chi lo ascolta e creare ulteriori emozioni. 

Quando Yukari ascolta Yusuke cantare una canzone d’amore con una voce che oscilla tra dolcezza e malinconia, scocca la scintilla dell’amore. Questo punto di partenza crea un interessante conflitto tra le apparenze e la vera natura dei personaggi.

Come in ogni storia romantica ci sono anche gli ostacoli da affrontare, i primi sentimenti che iniziano a rimbombare e nuove emozioni da scoprire. Anche in questo caso abbiamo dei sentimenti che stanno nascendo e stanno trovando la loro strada, anche se dall’altra parte magari trovano un muro. 

Studio Cabana

Lo studio musicale “Cabana” agisce come un luogo simbolico, un rifugio dove le passioni. Maki è un personaggio che mi piace moltissimo. E’ fragile, diligente, sincera. 

L’arte del manga è nitida e ben curata, con momenti toccanti resi ancora più intensi dalla combinazione di disegni accurati e dialoghi ben scritti. La rappresentazione visiva della musica e delle espressioni emotive contribuisce a rendere l’esperienza di lettura coinvolgente.

La musica diventa come la cornice di un quadro, dandogli un tocco magico sia nei disegni che nelle parole delle canzoni. Non vedo l’ora di buttarmi sul secondo volume per scoprire cosa succede, risolvere i dubbi e vedere come si sviluppano le cose.

Studio Cabana

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La luna e l’acciaio

E’ arrivato in Italia una nuova opera di Daruma Matsuura, autrice di ‘Kasane’ un manga horror e psicologico, dalle sfumature storiche e con un personaggio particolare: un samurai che non può maneggiare le spade.

copertina

Trama:

Nel Giappone del 1800, Konosuke Ryudo è un samurai di basso rango che non riesce a trovare dignità nella vita e neanche nella morte. A causa di una strana maledizione, il metallo si deforma a contatto con la sua pelle, rendendo impossibile per l’uomo sia il lavoro che la ricerca dell’oblio impugnando una katana, per duellare o compiere il rito del seppuku. In preda alla disperazione, proprio mentre si sta rassegnando a una morte priva di onore, Konosuke si ritrova a salvare una donna bellissima e sconosciuta, in fuga da un gruppo di inseguitori. Lei inizia a seguirlo e a comportarsi come fosse sua moglie: quale mistero nasconde? Il suo ingresso nella vita del samurai sarà per lui salvezza o dannazione?

Cosa ne penso?

L’autrice Daruma Matsuura, già nota per l’opera Kasane -un manga horror psicologico – ritorna in Italia con un nuovo titolo dedicato all’onore e alla figura del samurai, ‘La luna e l’Acciaio’.

Tra onore e disprezzo, il nostro samurai si trova in bilico tra il voler cessare la sua vita per mano di una spada,  ma la difficoltà  nel poterlo fare perché egli non può toccare le metallo. L’onore di un samurai vige proprio su questo: quello di perire sotto la lama di una spada. 

E’ un manga storico, drammatico con un pizzico di fantasy che coinvolge nella sua narrazione il dolore e l’onore di un samurai, nonché il mistero di una figura femminile che sopraggiunge nella vita di Konosuke Ryudo all’improvviso.

Konosuke Ryudo viene disprezzato dagli altri compaesani, tanto da indurre il samurai di basso rango a una scelta difficile: far cessare la sua vita. In un momento di debolezza e di caduta della sua vita, compare una nuova moglie dal cuore puro e misterioso che lo aiuta a cambiare.

L’onore di un samurai si racchiude nella sua spada e cosa è un samurai senza di essa? Questo è il grande picco di orgoglio che lacera il cuore di Kounosuke Ryuudo a causa della sua strana maledizione. Il sudore, l’amarezza di poter infangare il buon nome della propria famiglia.

il dubbio di chi sia questa donna e del perché voglia proprio sposarsi con lui. Il perché si cimenta ad essere così benevola e altruista?

Un’opera che prende le redini per essere un ottimo manga già dalle prime pagine.

Le prime due pagine sono a colori. I disegni sono freschi, puliti e movimentati. Ho apprezzato molto la delicatezza con cui vengono rappresentati gli occhi e lo sguardo dei personaggi e come, nel suo modo rude, il samurai abbia uno sguardo e delle mime facciali che riescano a trasmettere i suoi sentimenti.

太陽と月の鋼 // The Steel of Sun and Moon di Manga seinen storico e misterioso attualmente composto da 7 volumi in corso.

KIJIN GENTOSHO – DEMON HUNTER

Kijin Gentosho – Demon Hunter‘ la nuova uscita editata dalla Panini Comics che merita di essere letta per tre ragioni: protagonista molto interessante sia per la sua caratteristica ma anche per il modo di agire, il ‘romance‘ che traspare già dal primo volume e anche per i disegni.

copertina

Trama:

Nel periodo Edo, una fanciulla del santuario chiamata “Itsukihime” vive nel villaggio di montagna di Kadono. Jinta, un giovane che funge da guardiano della fanciulla nonostante sia un estraneo, incontra un misterioso demone che parla del lontano futuro. Da Edo fino all’era Heisei, la storia segue un uomo demone che viaggia nel tempo mentre si interroga continuamente su cosa comporti brandire una spada.

Cosa ne penso?

Kijin Gentosho – Demon Hunter è uno di quei titoli che fin da subito riesce a catturare l’attenzione perché ho una copertina coinvolgente e davvero molto particolare. La storia prende vita da una light novel realizzata da Motoo Nakanishi ed è stata trasportata in formato manga attraverso aiuto di Yū Satomi, l’autore di Noah of the blood sea, che si è dedicato la realizzazione di disegni.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

Fin da subito veniamo catapultati in un Giappone moderno, diverso dalle vibrazioni che ci viene emanata dalla copertina del primo volume ma in realtà è un elemento centrale è imprescindibile che permette di capire effettivamente qual è la danza che si vuole interno della narrazione. Jinta, il guardiano della Itsukihime, è in grado di viaggiare nel tempo e questo è un concetto particolare e sorprendente che sicuramente ci rilascerà nei successivi volumi una interpretazione molto particolare anche dell’atteggiamento proposto dal protagonista.

Jinta chi è? e’ il nostro protagonista, un ragazzo che ha una caratteristica particolare perché viene denominato come guardiano demone ossia ha dei tratti demoniaci, ma utilizza la sua forza è sotto il letto per proteggere una sua cara amica d’infanzia che ai tempi del Giappone feudale nel periodo Edo, rappresenta la figura di Itsukihime.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

Nel primo volume si riesce ad avere un quadro generale di chi saranno i personaggi che governeranno questa storia, e anche la differenza della tipologia di demoni che si possono incontrare durante la lettura ossia abbiamo i demoni classici quelli che potenzialmente agiscono senza una base di strategia e quelli governati dall’intelletto che sono in grado di agire e pensare.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

La narrazione è molto conforme, segue un andamento alto e basso che non annoia durante la lettura del primo volume e ritengo che sia davvero sorprendente come la tipologia di storia e i disegni riescono ad approcciarsi in maniera armoniosa. Già da metà volume si iniziano a sviluppare alcune ipotesi e alcuni pensieri attinenti sia al perché si combatte, al motivo per cui si brandisce una spada e il desiderio di sconfiggere i demoni. Queste sono le domande che attanagliano il protagonista principale e secondo me danno una idea generale su come potranno svilupparsi i seguenti volumi.

Sono curiosa di continuare la lettura e scoprire se Jinta riuscirà a capire cosa comporta brandire una spada e quali responsabilità ricadono sul suo essere un uomo-demone.

Sheol Spectrum

Alle prese con un fumetto prettamente italiano che riuscirà a sorprendervi già dalle prime tavole. Un’opera che si presenta già dalla sua trama con un contesto davvero forte e con un mondo parallelo dove i nostri giocatori dovranno riuscire a vincere e usare l’intelletto per sopravvivere.

Parlo di Sheol Spectrum edito Upper Comics. Un titolo thriller e psicologico che si conclude con due volumi.

Trama:

“I gentili giocatori sono pregati di prepararsi al game e… Bentornati nello Sheol!”

Metropoli di Gehinnom, Amerine è una gamer, per arrotondare hackera i server dei giochi per assicurarsi vittoria e stipendio.

Dopo l’ennesima truffa, riceve un’email sospetta e si ritrova nello Sheol, un’angosciante metropoli speculare a Gehinnom.

Insieme ad altri 98 individui, dovrà lottare per la sua vita e la sua libertà, tra sfide d’ingegno sul filo del rasoio, riusciranno le sue abilità a cambiare le regole del gioco?

Cosa ne penso?

Ma se dei criminali venissero trasportati in una realtà distaccata dal mondo umano e iniziassero a far parte di un gioco cruciale in cui il primo che riesce a raggiungere la meta potrà essere liberato?

Sheol Spectrum, uno Shonen composto da due volumi che riesce a stregarvi con poche pagine.

Ammetto che il mio interesse è salito pagina dopo pagina. Le tavole sono piene e i disegni li ho trovati molto morbidi e agevoli anche se possano sembrare “stonanti” rispetto alla follia e la dinamicità di cui si macchia la storia.

𝘐 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘩𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘷𝘷𝘪𝘷𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘲𝘶𝘪𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘤𝘦𝘯𝘪𝘤𝘰 e la nostra protagonista verrà catapultata in un mondo parallelo, invisibile ad occhio umano, in cui ci saranno 33 squadre e solo i più abili riusciranno a sopravvivere.

La sopravvivenza è un frutto che tutti vogliono tenersi stretto e quando sei condannato a scegliere e a giocare in un mondo con delle regole distorte, il tuo cervello inizia a elaborare mille finali.

Ci troviamo nello Sheol in cui sono rinchiusi 98 individui e tra sfide d’ingegno bisogna saper trovare la porta giusta per la propria libertà.

Molto interessante il fatto di trovare più pagine opache e a colori durante la lettura. Il racconto si muove in maniera veloce ma non accelerata, questo rende giustizia anche alla tematica del “correre e acchiappare la preda” di cui si fa vece.

I personaggi sono uno più particolare dell’altro e le prime due sfide sono molto interessanti, anche se mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente la presenza dei tre personaggi che sembrano avere un fulcro importante nella storia. La nota stonante, a parer mio, è che in realtà non c’è un incipit o un “prima”, ma si viene direttamente catapultati nello Sheol e iniziano subito i giochi.

Le idee alla base di quest’opera sono molto chiare, nulla avviene per caso. I personaggi e le loro schede di raffigurazione danno un maggior inquadramento della situazione per il lettore e le scene sono pulite e non distorte. La narrazione decade veloce e appassionante, ho trovato le tavole ben disposte e piene.