Our Dining Table – Bis Volume 2: recensione del manga Boys Love di Mita Ori pubblicato da Flashbook

Ci sono manga che si leggono tutti d’un fiato e poi si dimenticano.
E poi ci sono storie che restano, come il profumo di un piatto cucinato con cura.

Our Dining Table – Bis Volume 2, scritto e disegnato da Mita Ori e pubblicato da Flashbook, appartiene senza esitazioni a questa seconda categoria. È il ritorno di una delle coppie più dolci e genuine del panorama Boys Love contemporaneo: Yutaka e Minoru, ormai insieme da un anno, pronti a fare un passo importante nella loro relazione.

In questo volume, l’autrice non cerca svolte drammatiche o tensioni forzate. Al contrario, sceglie di raccontare la crescita di un amore che si consolida attraverso la comunicazione, il rispetto e la condivisione della quotidianità. Tra gelosie leggere, rapporti familiari complessi e il desiderio di costruire una casa insieme, Our Dining Table conferma la sua natura di comfort manga, capace di offrire calore emotivo senza mai cadere nella banalità.

Se ami i manga Boys Love slice of life, le storie che parlano di famiglia e sentimenti sinceri, e le opere che mettono al centro la cura reciproca, questo volume merita assolutamente la tua attenzione.

Trama: Yutaka e Minoru, che si sono conosciuti mangiando degli onigiri, hanno iniziato a frequentarsi come coppia e mentre vivono una “prima volta” dopo l’altra, le stagioni si susseguono e i due iniziano a parlare di convivenza. Tuttavia, quando Minoru incontra Kanzaki, un compagno di università che ha una cotta per Yutaka, diventa un po’ ansioso…

Recensione

Mita Ori e la delicatezza dell’amore che cresce

Con Our Dining Table – Bis Volume 2, scritto e disegnato da Mita Ori e pubblicato da Flashbook, torniamo in un mondo narrativo che non ha mai avuto bisogno di eccessi per funzionare. Un mondo fatto di tavole imbandite, parole dette al momento giusto, silenzi rispettati e sentimenti che crescono senza clamore.

Dopo aver conosciuto Yutaka e Minoru nei volumi precedenti, questo secondo volume bis non stravolge ciò che già amavamo della serie. Al contrario, lo approfondisce, lo rafforza e lo rende ancora più umano. È una storia che non cerca colpi di scena, ma piccoli passi avanti. Ed è proprio in questi passi che risiede la sua forza.

Un amore che attraversa le stagioni

Yutaka e Minoru stanno insieme da un anno. Le stagioni passano, il tempo scorre, e con lui cresce anche il loro legame. Non siamo più nella fase dell’innamoramento timido o delle esitazioni iniziali: qui ci troviamo davanti a una coppia che ha già imparato a conoscersi, a rispettarsi, a comunicare.

Arriva così un momento naturale, quasi inevitabile: il desiderio di fare un passo in più, di andare a vivere insieme. Non come fuga romantica o gesto impulsivo, ma come scelta ponderata, nata da una quotidianità condivisa e dalla volontà di costruire qualcosa di stabile.

Mita Ori racconta questo passaggio con la sua solita grazia. Nessuna enfasi eccessiva, nessuna drammatizzazione inutile. Solo due persone che si interrogano, parlano, si ascoltano.

La gelosia, senza veleno

Nel corso del volume entra in scena Kanzaki, ex compagno di università di Yutaka, che in passato aveva una cotta per lui. È una situazione che, in molti manga Boys Love, sarebbe stata il pretesto perfetto per creare tensioni artificiose, incomprensioni e silenzi carichi di rancore.

Qui no.

Minoru prova una lieve gelosia, umana, spontanea, ma non tossica. Yutaka, fedele al suo carattere, è immediatamente trasparente: presenta Minoru come il suo fidanzato, senza esitazioni, senza ambiguità. Kanzaki, dal canto suo, non diventa un antagonista fastidioso o insistente, ma una figura matura, capace di accettare la realtà e trasformarla in un’occasione di crescita personale.

Questo incontro dura poco, non sconvolge la narrazione, ma serve a far emergere un lato più “pepato” di Minoru, aggiungendo una sfumatura nuova al suo personaggio senza mai tradirne la dolcezza.

Famiglia, legami e responsabilità

Uno degli aspetti più toccanti di questo volume è il focus sul rapporto di Minoru con la sua famiglia, in particolare con il fratellino minore, il padre e la nonna. Emergono incomprensioni, distanze emotive, disillusioni che non vengono urlate, ma sussurrate.

Minoru si preoccupa profondamente per il fratello più piccolo, soprattutto nel momento in cui decide di trasferirsi e iniziare una nuova vita con Yutaka. Eppure, è proprio il fratellino — nonostante la giovane età — a dimostrare una sorprendente maturità emotiva, comprendendo la felicità di Minoru e sostenendolo con parole semplici ma potentissime.

È bellissimo osservare come questa famiglia, imperfetta ma autentica, diventi più luminosa proprio grazie alla presenza di Yutaka. Non come elemento che “aggiusta” tutto, ma come presenza gentile che porta equilibrio, ascolto e calore.

Una comfort zone che non annoia

La vera forza di Our Dining Table – Bis Volume 2 sta nel suo rifiuto della tossicità narrativa. Qui non ci sono giochi di potere, bugie trascinate per capitoli, gelosie corrosive o drammi costruiti ad arte. C’è invece una storia che parla di famiglia, sentimenti, cura reciproca, generosità emotiva.

È una comfort story, sì. Ma non una comfort story vuota. È una lettura che rassicura senza anestetizzare, che consola senza risultare banale. Mita Ori dimostra ancora una volta di saper “prendersi cura” del lettore, accompagnandolo in una quotidianità che fa bene al cuore.

In un panorama in cui spesso il Boys Love viene spinto verso estremi narrativi sempre più intensi, Our Dining Table sceglie la strada opposta: quella della semplicità, dell’onestà emotiva, dell’amore che non ha bisogno di nascondersi.

Ed è proprio per questo che resta.

Il Guardiano del Faro e il Gabbiano di Kaya Azuma: recensione del manga Flashbook tra Fantasy e Boy’s Love

Ci sono manga che ti catturano con la trama, altri con i disegni, altri ancora con un’emozione difficile da spiegare.
Il Guardiano del Faro e il Gabbiano appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria.

Presentato come un manga Boys Love, il primo volume della nuova opera di Kaya Azuma — autrice e disegnatrice di Dear Gene, titolo che resta ancora inedito in Italia ma che meriterebbe assolutamente di arrivare nel nostro mercato — sorprende per la sua natura silenziosa, quasi contemplativa. È una storia che non corre, non forza, non chiede attenzione a gran voce. La ottiene comunque.

Ambientato in un faro isolato, sospeso tra mare e terra, questo manga racconta l’incontro tra solitudine e cambiamento, tra cura e metamorfosi, scegliendo una narrazione lenta e suggestiva che si discosta dai canoni più immediati del genere BL. Un racconto che incuriosisce proprio perché sembra voler andare altrove, almeno per ora.

Se ami scoprire manga che lasciano spazio all’interpretazione, alle sfumature emotive e ai silenzi, sei nel posto giusto.
E se vuoi continuare a parlare di manga, BL, webtoon e fumetti con uno sguardo critico ma appassionato, trovi altre recensioni e contenuti anche sulla mia pagina Instagram @book_dealer_, dove racconto letture, novità editoriali e riflessioni senza filtri sul mondo del fumetto.

Trama: L’anziano Evan è un solitario guardiano del faro. La sua unica compagnia è il gatto Bart. Un giorno salva un gabbiano moribondo trovato in riva al mare. Durante la notte scopre che il gabbiano si è trasformato in un ragazzo.

Recensione

Solitudine, cura e metamorfosi ai confini del mare

Kaya Azuma, autrice e disegnatrice già nota per Dear Gene, un’opera che personalmente spero di vedere prima o poi pubblicata anche in Italia, torna con una storia che conferma una sensibilità narrativa molto precisa: pochi fronzoli, molta atmosfera, e personaggi che parlano più nei silenzi che nei dialoghi.

Il Guardiano del Faro e il Gabbiano, pubblicato da Flashbook, viene presentato come un manga Boys Love. Eppure, leggendo questo primo volume, si ha subito la sensazione che l’etichetta non basti, o forse arrivi troppo presto. Qui non siamo davanti a un BL nel senso classico del termine, ma a una storia di solitudine, di accudimento e di cambiamento, che sceglie di prendersi il suo tempo prima di dire chiaramente dove vuole arrivare.

Ed è proprio questo a renderla interessante.

Una torre, il mare, e una vita ereditata

Evan è il guardiano del faro. Vive solo, in una torre circondata dal mare, collegata alla terraferma soltanto durante le ore di bassa marea, quando una stretta lingua di terra emerge dall’acqua. È una vita scandita da ritmi ripetitivi: dormire di giorno, lavorare di notte, osservare il mare, calcolare rotte, mantenere accesa una luce che serve agli altri, mentre lui resta fermo.

Il suo ruolo non è una scelta improvvisata, ma un’eredità. È stato suo padre a trasmettergli questo compito, insieme ai racconti, alla disciplina e a quella silenziosa accettazione di un’esistenza isolata ma necessaria. Evan non si lamenta, non sogna apertamente altro. La sua solitudine non è drammatizzata: è semplicemente lì, come il mare che lo circonda.

Poi arriva la tempesta.

Il gabbiano

Durante una notte di mare in burrasca, Evan scorge una piccola imbarcazione in difficoltà. Corre sotto la pioggia, sfida il vento, ma quando finalmente raggiunge il punto da cui proviene il pericolo, non trova naufraghi, né superstiti. Trova solo un gabbiano ferito.

Lo porta con sé. Lo asciuga. Lo scalda. Gli resta accanto per tutta la notte, consapevole che quelle ore saranno decisive per la sua sopravvivenza.
E al mattino, il gabbiano non c’è più.

Al suo posto, Evan trova un bambino con delle ali.

È qui che la storia compie il suo vero passo laterale. Non verso il romanticismo, non verso l’azione, ma verso il fantasy.

René e il tempo che accelera

Il bambino misterioso viene chiamato René. Non si sa cosa sia davvero, né come sia possibile la sua trasformazione. La storia non corre a giustificarsi, non fornisce immediatamente regole o spiegazioni. Accetta il mistero come parte integrante del racconto.

René cresce in modo anomalo. In pochi mesi impara a parlare, a leggere, a fare calcoli. Cresce fisicamente, mentalmente, emotivamente, fino a diventare un adulto nel giro di pochissimo tempo. Kaya Azuma usa questa crescita accelerata come strumento narrativo, non come semplice curiosità fantastica: René non attraversa l’infanzia come farebbe un essere umano, e questo influenza profondamente il modo in cui si relaziona a Evan e viceversa.

Il loro rapporto, almeno in questo primo volume, non è romantico. È fatto di cura, di protezione, di presenza. Evan si comporta come qualcuno che accoglie un essere fragile e bisognoso d’amore, non come un uomo che si innamora. René, dal canto suo, osserva, imita, apprende, cercando un posto nel mondo partendo dall’unica persona che gli abbia mai offerto sicurezza.

Ed è proprio qui che il manga cammina su un filo sottilissimo.

Boys Love o qualcos’altro?

Alla fine del volume, Kaya Azuma inserisce una nota molto chiara: il secondo volume conterrà elementi che faranno rientrare pienamente l’opera nel genere Boys Love. È una dichiarazione onesta, quasi preventiva, che sembra voler preparare il lettore a un cambiamento di direzione.

Ed è inevitabile, arrivati a questo punto, fermarsi a riflettere.

Perché il primo volume funziona benissimo anche senza quella prospettiva. Potrebbe essere letto come un racconto autoconclusivo, una storia malinconica e delicata sull’incontro tra due solitudini, sulla trasformazione come evento naturale, sul tempo che scorre in modo diverso per chi vive ai margini.

L’idea che questo legame possa evolversi in senso romantico suscita curiosità, sì, ma anche una certa cautela. Non tanto per un giudizio di valore, quanto per la delicatezza dell’equilibrio costruito fin qui. Sarà interessante vedere come l’autrice gestirà questa transizione, senza tradire il tono intimo e misurato che caratterizza il primo volume.

Un manga che resta addosso

Visivamente, Il Guardiano del Faro e il Gabbiano è coerente con il suo contenuto: linee pulite, atmosfere quiete, un uso dello spazio che enfatizza il silenzio e l’isolamento. Non è un manga che punta sull’impatto immediato, ma sulla persistenza. Ti resta addosso più per ciò che suggerisce che per ciò che mostra.

È una lettura che incuriosisce, che spiazza leggermente, che non cerca di piacere a tutti, ma si rivolge a chi apprezza storie lente, sospese, con un retrogusto malinconico.

In attesa del secondo volume, resta una certezza: Kaya Azuma sa scrivere storie che respirano, e sa farlo senza urlare, senza forzare emozioni, affidandosi a un ritmo antico, quasi fuori dal tempo. Proprio come un faro che continua a illuminare il mare, notte dopo notte, anche quando nessuno sembra guardarlo.
Inoltre tra le prime pagine a colori, sembra esserci un notevole spoiler che scopriremo prossimamente?

Navillera Like a Butterfly: Recensione dei Volumi 1 e 2 – Il coraggio di volare non ha età

Iniziare una nuova lettura è sempre un salto nel buio, ma raramente capita di trovare un’opera capace di abbracciarti sin dalle prime pagine. Navillera: Like a Butterfly è stata per me una scoperta folgorante, una di quelle storie che suggerisco a chiunque stia cercando il coraggio di compiere un passo decisivo nella propria vita. Spesso ci sentiamo limitati dal giudizio altrui o dal peso degli anni, lasciando i nostri sogni chiusi in un cassetto. Questa opera, invece, ci spinge a riaprire quel cassetto con forza.

Ti piace scoprire storie che toccano il cuore? Se vuoi restare aggiornato sulle mie letture, vedere i dettagli delle edizioni cartacee e scambiare opinioni sui titoli del momento, seguimi sul mio profilo Instagram @book_dealer_.
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Trama:

Shim Deok-chul è un postino in pensione di 70 anni che decide di realizzare il suo sogno di una vita: imparare il balletto. Questa decisione non incontra il favore della sua famiglia, ma Deok-chul non si arrende e si iscrive a una scuola di danza. Lì incontra Lee Chae-rok, un ballerino di 23 anni che ha un grande talento ma sta attraversando un periodo difficile e pensa di abbandonare la danza. Il loro incontro darà vita a un legame unico che cambierà per sempre le vite di entrambi.

Recensione:

L’opera si regge su una struttura binaria dove i due protagonisti non sono solo personaggi, ma archetipi di mancanze opposte.

Shim Deok-chul: La Resistenza all’Ageismo

Deok-chul è costruito per scardinare il pregiudizio sociale sulla vecchiaia (ageismo). Tecnicamente, la sua evoluzione nei primi due volumi non è lineare ma esplosiva: la sua decisione di indossare un tutù non è un vezzo, ma una necessità ontologica. Egli deve “diventare” ciò che ha sempre contemplato per dare un senso compiuto alla propria esistenza. È l’uomo che ha esaurito il tempo del “dovere” (famiglia, lavoro, Stato) e reclama il tempo dell’essere.

Lee Chae-rok: La Semiotica della Solitudine

Chae-rok rappresenta la gioventù alienata. La sua abitazione — uno spazio minimalista, asettico e privo di calore — è la proiezione visiva della sua paralisi emotiva. Tecnicamente, Chae-rok possiede il “corpo” (la giovinezza e la tecnica), ma ha perso il “soffio” (la motivazione). Il rapporto con Deok-chul innesca una osmosi esistenziale: l’anziano apprende la tecnica per non morire dentro, il giovane apprende la passione per ricominciare a vivere.


Analisi Tematica: Il Corpo come Campo di Battaglia

1. Il Conflitto tra Identità Individuale e Aspettativa Sociale

Il secondo volume eleva il conflitto portandolo sul piano sociologico. La reazione della famiglia di Deok-chul è il nucleo del dramma: il rifiuto dei figli di vedere il padre in calzamaglia è la proiezione della loro paura della vulnerabilità. L’opera denuncia come la società tenda a “standardizzare” l’anziano, privandolo del diritto al desiderio. Navillera grida che il corpo, a qualsiasi età, resta uno strumento di espressione e non un oggetto di decoro sociale.

2. La Danza come Metafora di Elevazione

La danza classica in Navillera non è un semplice sport, ma una semiotica del volo. In un mondo dominato dalla “gravità” (problemi economici, malattie, giudizi), il balletto rappresenta l’unico momento di sospensione. Ogni passo è un atto di ribellione contro la biologia e le convenzioni.


Valutazione Artistica e Linguaggio Visivo

Il lavoro di HUN e Jimmy brilla per una coerenza stilistica straordinaria, esaltata dalla qualità editoriale del marchio Gaijin:

  • Il Tratto Grafico: Jimmy opta per linee morbide e pulite. Non c’è spigolosità; il disegno fluisce come un movimento di danza. Questa scelta tecnica serve a mettere in risalto l’espressività anatomica e la fragilità dei volti.
  • La Colorazione Emozionale: L’uso magistrale dei colori contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, quasi onirica. Le tonalità pastello non sono solo estetiche, ma servono a mitigare la durezza dei temi trattati, rendendo l’esperienza di lettura “un abbraccio”, come sottolineato nella nostra analisi sentimentale.
  • L’Architettura della Pagina: La scelta di inserire aforismi e citazioni tra i capitoli conferisce all’opera un ritmo meditativo. Queste brevi pause filosofiche preparano il lettore all’interiorizzazione del messaggio contenuto nelle tavole successive.

Conclusione: Il Coraggio di Essere

Navillera è un’opera necessaria perché ci mette “a muso duro” davanti alle nostre rinunce. Ci insegna che la paura del fallimento è un ostacolo trascurabile rispetto alla certezza del rimpianto. Non importa se siamo giovani senza una meta o anziani con una vita già scritta: il diritto di volare appartiene a chiunque abbia il coraggio di staccare i piedi da terra.

“Non è il corpo che ci impedisce di volare, ma il peso dei giudizi che accettiamo di portare sulle spalle.”mo ricevere.

Fall in love, you false angels + First kiss bundle J-pop manga. Coco Uzuki arriva in Italia!

Se pensate che i manga shojo siano tutti dolci timidezze e primi amori esitanti, preparatevi a ricredervi.

Con First Kiss e Fall in Love, You False Angels, Coco Uzuki ci regala due opere intense, provocanti e incredibilmente sincere.
Arrivati finalmente in Italia in un bundle esclusivo pubblicato da J-Pop Manga, questi titoli raccontano l’adolescenza in tutte le sue sfumature – tra emozioni che bruciano, maschere sociali e connessioni profonde.
In questo articolo vi porto alla scoperta di due storie che, pur diversissime nello sviluppo, condividono una sensibilità autoriale potente e un tratto grafico capace di far vibrare ogni dettaglio.


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Cosa ne penso:

First Kiss

Avete mai desiderato un manga che vi raccontasse l’amore adolescenziale senza troppi filtri, con un pizzico di audacia e quel tocco dolce-amaro che solo i primi sentimenti sanno lasciare?

Allora preparatevi a innamorarvi (e arrossire un po’) con First Kiss, finalmente arrivato in Italia grazie a J-Pop Manga in un bundle imperdibile insieme a Fall in Love, You False Angels. First Kiss è una raccolta di quattro mini storie, ciascuna con protagonisti adolescenti diversi, ma uniti da un filo conduttore: il desiderio di esplorare, scoprire e lasciarsi travolgere dalle emozioni.

Ma dimenticate i classici cliché degli amori timidi e impacciati: qui si va dritti al punto, con dinamiche che sorprendono per spontaneità, chimica e quella voglia impaziente di avvicinarsi, corpo e cuore.

Coco Uzuki non si limita a raccontare storie romantiche: disegna tensione, pelle, sguardi, esitazioni che bruciano e sorrisi che incantano. Il suo tratto è pulito, sensuale, sempre capace di sottolineare un dettaglio che fa battere il cuore. Personalmente conoscevo già First Kiss, ma rileggerlo in italiano è stato come ritrovare una vecchia emozione – e questa nuova edizione è deliziosa.

Se cercate un primo assaggio dell’universo di Uzuki, questo è il punto di partenza perfetto.

Fall in Love, You False Angels

Fall in Love, You False Angels di Coco Uzuki è una lettura che mi ha profondamente coinvolta, e sono entusiasta che finalmente sia disponibile anche in Italia. Questo manga offre una prospettiva affascinante sulla dualità della natura umana, rappresentata attraverso i suoi protagonisti: Otogi Katsura e Toki Ninomae. 

Otogi Katsura, presidente del consiglio studentesco, incarna l’immagine della perfezione: bella, gentile e adorata da tutti. Tuttavia, dietro questa facciata angelica si cela una personalità calcolatrice e determinata, pronta a tutto per mantenere il suo status sociale. Questa dualità è esplorata in modo avvincente nel manga, offrendo spunti di riflessione sulla pressione sociale di conformarsi a determinati standard.    

Dall’altro lato, Toki Ninomae, vicepresidente del consiglio, è l’archetipo del “bravo ragazzo”: gentile, intelligente e sempre disponibile. Tuttavia, anche lui nasconde un lato più oscuro, che emerge quando si trova coinvolto nel mondo di Otogi. Questa scoperta aggiunge profondità al suo personaggio, mostrando che nessuno è veramente ciò che appare in superficie.   

La trama prende piede quando Otogi, nel tentativo di mantenere la sua immagine impeccabile, rivela accidentalmente il suo lato più duro a Toki. Invece di giudicarla, Toki le propone di diventare “compagni di crimine”, un accordo che li lega in un gioco di apparenze e verità nascoste. Questo sviluppo crea una dinamica intrigante, dove entrambi i personaggi navigano tra le aspettative degli altri e la loro vera identità.

Lo stile artistico di Coco Uzuki è un altro punto di forza del manga. Le sue illustrazioni catturano l’essenza emotiva dei personaggi, rendendo ogni scena coinvolgente e autentica. Le espressioni facciali e i dettagli dei personaggi aggiungono profondità alla narrazione, permettendo ai lettori di connettersi emotivamente con la storia.

È interessante notare che, secondo alcune voci, il manga potrebbe essere adattato in un anime. Questa notizia ha suscitato entusiasmo tra i fan, che attendono con ansia ulteriori dettagli e conferme ufficiali.  

In conclusione, “Fall in Love, You False Angels” è un’opera che combina elementi di romanticismo, dramma e introspezione psicologica. La storia di Otogi e Toki offre una riflessione sulle maschere che indossiamo nella società e sulle sfide di essere autentici in un mondo che premia le apparenze. Consiglio vivamente questo manga a chi cerca una lettura che sia sia coinvolgente che stimolante. 

Sopravvivere o soccombere? Leviathan, una nuova opera edita da Starcomics dalle tonalità dark

Tra le ultime letture che mi hanno conquistato, voglio assolutamente consigliarvi “Leviathan“, un’opera in tre volumi che vi lascerà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Nazionalità di quest’opera è francese, una storia davvero interessante e piena di suspence per chi ama il tema della sopravvivenza dell’essere umano e gli aspetti psicologici.

copertina

Trama: Nelle profondità della galassia, il Leviatano, un’enorme navicella spaziale, galleggia alla deriva. Durante un saccheggio i predatori scoprono il diario di uno studente, Kazuma, che racconta gli eventi accaduti nella nave. Leggendolo si scopre che un sopravvissuto al disastro si nasconde da qualche parte nel labirinto di rovine…

Cosa ne penso?

L’essere umano è davvero un menefreghista?

Tra le ultime letture che mi hanno conquistato, voglio assolutamente consigliarvi “Leviathan“, un’opera in tre volumi che vi lascerà senza fiato.

Leviathan (Shiro Kuroi)

È un’opera in cui Francia e Giappone si stringono la mano, realizzata da Kuroi Shiro ed edita da Star Comics, questa storia ci catapulta a bordo di Leviathan, un vascello spaziale alla deriva nelle profondità della galassia. Al suo interno, un gruppo di studenti e professori lotta per la sopravvivenza dopo un misterioso disastro.

Attraverso il diario dello studente Kazuma, veniamo a conoscenza degli eventi accaduti e delle dinamiche che si sono create tra i sopravvissuti. La storia si trasforma così in un’analisi profonda dell’animo umano, mettendo alla luce i lati più oscuri e primordiali che emergono in situazioni estreme.

Leviathan (Shiro Kuroi)

Tra thriller e psicologia, Leviathan ci tiene incollati alle pagine con un ritmo incalzante e una trama ricca di colpi di scena. Non mancano momenti di forte tensione e scene cruente, che rendono la lettura ancora più coinvolgente.

Se il tema centrale apparentemente sembra essere la sopravvivenza e di capire se si vuole essere predatori oppure vittime, dall’altro lato c’è il profondo aspetto della psiche umana.

Ma ciò che rende davvero speciale quest’opera è la sua capacità di scavare a fondo nella psiche umana. Ci troviamo di fronte a dilemmi morali complessi, ci interroghiamo sulla natura del bene e del male e sulle scelte che siamo disposti a fare per sopravvivere.

Leviathan (Shiro Kuroi)

L’autore, Kuroi Shiro, si ispira a opere come “Aula alla Deriva” di Kazuo Umezz e “I Fiori del Male” di Shuzo Oshimi, creando un mix esplosivo di generi che lo rende unico nel suo panorama.

Personalmente, ho trovato Leviathan un’opera davvero sorprendente e rileggerla è stato un vero piacere. La qualità dell’edizione Star Comics è impeccabile, con copertine suggestive e una box da collezione davvero fantastica. Inoltre al termine il terzo volume c’è una sezione dedicata all’intervista fatta a Kuroi Shiro per comprendere al meglio gli aspetti dell’opera.

Se amate le storie che vi fanno riflettere e che vi mettono alla prova con emozioni forti, Leviathan è assolutamente da non perdere. Preparatevi a un viaggio indimenticabile tra le profondità della galassia… e soprattutto, dentro voi stessi.

La figlia del boss e il suo babysitter

Sei alla ricerca di un titolo che possa regalarti dei momenti di relax tra un sorriso e una coccola? Una delle migliori opere che mi viene in mente è proprio ‘La figlia del boss e il suo babysitter‘ con l’uscita del secondo volume per la Ishi Publishing e la disponibilità dell’anime su CrunchyRoll, la vostra serata relax è assicurata!

La figlia del boss e il suo babysitter

Trama:

Continuano le avventure di Kirishima alle prese col suo nuovo ruolo di babysitterdella piccola Yaeka. Questo volume è pieno di episodi che vi faranno a volte rideree a volte piangere: i cioccolatini di San Valentino preparati con Ayumi (unastudentessa golosa), il primo amico di Yaeka e molto altro ancora!

Cosa ne penso?

L’opera “Kumichō Musume to Sewagakari“, anche nel secondo volume, porta avanti le vicende che coinvolgono la figlia del boss, una bambina timida e solitaria, e il suo nuovo babysitter, quest’ultimo è anche chiamato nella cerchia dello Yakuza come il ‘Demone‘. Quello che sorprende maggiormente, a prima vista, è la delicatezza con cui la storia si sviluppa attraverso i suoi disegni; entrambi i primi volumi pubblicati presentano pagine a colori.

The Yakuza’s Guide to Babysitting Season 2 Renewal Status, Update ...

Sorprendentemente, nonostante la tematica dello Yakuza si sia ormai diffusa ampiamente negli anime e nei manga, la morbidezza di quest’opera rimane palpabile. Diversamente dalla classicità che caratterizza altre opere, “La figlia del boss e il suo babysitter” riesce a veicolare messaggi di valori ed educazione.

Letta superficialmente, potrebbe sembrare un’opera media, non sorprendente in modo eccessivo ma neanche troppo blanda; in realtà, se si presta maggiore attenzione alle sfumature delle espressioni dei personaggi e alle vicende che coinvolgono la bambina protagonista e il suo accompagnatore, così come tutti i personaggi secondari che arricchiscono la narrazione, si può percepire che il cuore della storia non si concentra solo sugli eventi di giochi al parco o accompagnamento a scuola.

Piuttosto, si sofferma su due lati molto importanti dei protagonisti: da una parte, una bambina che a causa della sua posizione è stata sempre allontanata dagli altri compagni, sia nei giochi che nello studio, sviluppando un carattere più solitario e taciturno; dall’altra parte, un giovane ragazzo il cui unico modo di vivere è stato sfruttare la sua forza fisica, tanto da essere definito in maniera dispregiativa come un demone.

Attraverso una differenza di età e di modi di espressione, entrambi i personaggi riescono a bilanciare la propria figura. Durante la narrazione, si percepisce una reale evoluzione dei personaggi, compresi quelli secondari, creando un’armonia che passa da un tono cupo a uno più luminoso e felice. Non è tanto il contesto dello Yakuza che viene presentato in modo forte e pressante, ma piuttosto la bellezza del messaggio di fondo, ovvero che tutti possono cambiare, spesso bastando un approccio più confidenziale.

Sono particolarmente affezionata a questo titolo da quando ho visto l’animazione; sono contenta che la casa editrice gli abbia dato la possibilità di essere pubblicato. La qualità del cartaceo, secondo me, ha un prezzo giusto in rapporto alla qualità della carta e al formato realizzato. Credo soprattutto che sia una storia molto dolce da leggere e affrontare quando ci si sente di malumore o per rilassarsi dopo una giornata di studio o lavoro.

The Yakuza's Guide to Babysitting Trailer Introduces Tooru Kirishima

Legami d’amore vol3

Se siete amanti delle vecchie storia allora dovete leggere assolutamente questa recensione perché oggi parliamo del terzo volume di Legami d’amore edito dalla Magic Press edizioni!

Trama:

Proprio quando Ryomei sembra aver finalmente manifestato interesse per Ao, quest’ultimo si ritrova costretto a trasferirsi da casa di sua nonna in un’altra città a causa degli impegni dei propri genitori. Riuscirà Ao a far valere le proprie ragioni e a rimanere in quella che ormai considera la sua casa? Ma soprattutto, visti gli atteggiamenti sempre scostanti di Ryomei, ne varrà la pena?

Cosa ne penso?

Una storia d’amore tra Ao e Riyoumei, piena di sorprese e problemi di cuore.

Ao è un ragazzo delle superiori di 17 anni, mentre il Riyoumei è un uomo più adulto che lavora nel tempio del quartiere dove vive Ao e questo porterà anche i due personaggi ad avere una conoscenza di dieci anni.

La storia si concentra su delle emozioni che sono cresciute pian piano nel cuore di Ao, tanto da rendere anche complicato l’approccio nei confronti del suo amore e quest’ultimo all’inizio rifiutava di poter avere un’attrazione nei confronti di un ragazzino ma soprattutto di un uomo.

Nel terzo volume ci concentriamo sull’evoluzione palpabile della situazione e anche dei sentimenti che finalmente riescono a trovare una porta aperta ed essere abbastanza trasparenti. C’è una notevole sottolineatura dei pensieri dei personaggi rendendo piacevole la lettura, possiamo ben osservare come l’autrice dà molta importanza sia alle espressioni ma soprattutto all’esprimere le emozioni che sono nettamente reali.

È una storia che non lascia da parte nessun dettaglio, possiamo osservare l’amore che viene colto da un ragazzo adolescente nei confronti di un uomo che si è sempre preso cura di lui fin dall’infanzia e dall’altro lato possiamo anche osservare i tanti dubbi che nascono da questi sentimenti ma anche dalla nascita riflessiva di emozioni che fanno battere il cuore da parte di Riyoumei.

Possiamo incontrare durante la lettura momenti di imbarazzo, momenti che esprimono tanta felicità e altri che si portano dietro un po’ di angoscia tuttavia si dà anche grande spazio i personaggi secondari che vanno ad arricchire il contesto, permettendo ai personaggi di evolvere la propria identità ma soprattutto di aiutarli nel percorrere insieme questa strada.

I disegni sono lineari e possiamo definirli in vecchio stile, quindi possiamo confermare che Legami d’amore è un titolo vintage che può far breccia nel cuore degli amanti del boy’s love.

Ao si trova davanti ad un bivio: tornare a casa con sua madre e suo fratello oppure rimanere dalla nonna e rimanere più vicino a Ryomei?

Una scelta non semplice per il suo cuore, ma i pensieri che gli frullano per la testa stanno iniziando a maturare e da un semplice e trasparente ragazzino sta diventando un adulto ben fatto!

Dall’altro lato chi ha detto che essere adulti ti rende più maturo nelle scelte difficili? Ryomei ha avuto una grande spinta nel capire quali sono i suoi veri sentimenti per quel ragazzino di cui si è sempre preso cura, ma il problema ora è: come si fa ad affrontare una separazione dopo così tanto anni?

Una storia che si sta evolvendo producendo i suoi frutti amorosi, complicazioni che stanno rendendo ardui i sentimenti dei nostri protagonisti e un miscuglio di sentimenti che rendono questa relazione sempre più accattivante e piena di sorprese!

In questo volume ho sostenuto Ryomei con tutta ne stessa, finalmente si sta togliendo i prosciutti dagli occhi e sta affrontando la verità: il suo cuore non può mentirgli. Riusciranno ad affrontare il problema della distanza? Ma soprattutto, perché il fratello gemello di Ao si è imbarazzato quando è entrato in pasticceria? 

Secondo me il quarto e ultimo volume, ci riserverà delle grandi sorprese!

Barbarities II di 4

L’avventura nel mondo di Barbarities continua con il secondo volume edito MagicPress.

Vi ricordo che è un BL composto da quattro titoli, ambientato in un raffinato paese straniero dove il passatempo preferito di dame e gentiluomini è mettere il naso negli intricati affari di corte.

Trama:

Grazie al suo alto rango, il visconte Adam è stato messo al fianco del giudice Lord Montague per assisterlo nella vita di corte. Tuttavia, più che alla politica e agli affari giudiziari, le attenzioni del visconte sono rivolte a Joel, il nipote di Lord Montague, del quale si innamora perdutamente. La fama di Adam, uno dei più noti dongiovanni del Palazzo reale, non lo aiuta però di certo a conquistare la fiducia di Joel, che è molto diffidente nei confronti del visconte. Intrighi di corte, amori e disamori in questo secondo volume di “Barbarities”!

Cosa ne penso?

Tra lettere minatorie e nuove rivolte.

Sveliamo il vaso di Pandora che si porta dietro il volume due di Barbarities!

Il volume uno con grande sorpresa ha avuto degli ottimi feedback e i disegni, a parer mio, sono sempre incredibili. Ma questo secondo volume vale la candela della serie? 

Avvincente e mai scontato, posso sostenere che ne vale assolutamente la pena. Le vicende politiche a carico di Joel si addentrano sempre di più in minacce e oscure presenze che mettono a rischio la pace collettiva, nuovi personaggi entrano in gioco per minacciare una popolazione e Adam cerca ancora di far breccia nel cuore del suo amato.

All photos about Barbarities page 1 - Mangago

Sono piacevolmente sorpresa anche per lo spazio che si dedica a Louis e al suo servo fidato, Gilles.

I personaggi si moltiplicano, ma tutti hanno un ruolo fondamentale e vivace nella storia.

Chi si schiera tra le braccia del bene e chi del male, le situazioni iniziano a complicarsi e a diventare anche un po’ piccanti sotto le coperte.

Quello che ci preme sapere è: Adam riuscirà a far breccia nel cuore di Joel? Joel si farà davvero incantare dalla bellezza maestosa del suo Visconte?

Rimango sempre più affascinata dai disegni. Sarà una mia debolezza, ma le immagini che ritraggono Louis, Joel e Adam mi fanno perdere un battito di cuore. La loro maestosità, eleganza e delicatezza, mi fa innamorare sempre di più di questo titolo facendolo rientrare tra le mie top ten dei BL !

Per Louis e Gilles vengono dedicati alcuni spazi che ci fanno comprendere in particolare modo la loro relazione sotto le coperte, ma non solo questo. Giocheranno un ruolo fondamentale che sorprenderà il lettore, soprattutto per quanto riguarda la problematica del ritorno di “Simon” che non sarà certamente positivo.

Alcune tavole raffigureranno anche Re Christopher, re di Lorraine e Luca, figlio dell’attuale re di Tance che addolciranno un po’ i nostri cuori con uno scambio innocente di regali e parole dolci.

Il buio oltre la finestra triangolare vol. 5

Il viaggio dedicato a ‘Il buio oltre la finestra triangolare’ si trova a metà strada e cosa ci riserverà il volume cinque?

Personalmente tra i volumi che ho letto ora, oltre a ritenere che la storia migliora passo dopo passo, proprio questo volume è uno dei miei preferiti.

Trama:

Hiyakawa, con il suo magnetico carisma e le sue doti paranormali, ha catturato non poco l’attenzionedel detective Hanzawa, aiutandolo a venire a capo di molti casi altrimenti etichettati come impossibili da risolvere. Inoltre, l’aiuto di Mikado sembra essere diventato ormai imprescindibile egli affari della coppia di detective dell’occulto vanno a gonfie vele, almeno fino a che non incappano in un caso che ha a che fare proprio con il passato di Mikado.

Cosa ne penso?

“mi sento fortemente attratto da te, come in una morsa… staccarmi mi destabilizza”

Il primo capitolo di questo nuovo volume si apre con un nuovo mistero da risolvere con i protagonisti Kosuke Mikado e Rihito Hiyakawa. 

Questa volta si troveranno ad affrontare una missione molto inquietante da svolgere, un individuo viene perseguitato da persone che continuano ad osservarlo e a sorridergli e nel momento in cui cambi il soggetto delle loro attenzioni, sarà proprio Mikado a dover correre lontano.

Principalmente posso affermare che questo quinto volume si aggira più che altro nei confronti della figura del detective Hiroki Hanzakawa che si troverà ad affrontare una visione dovrò molto particolare degli spettri.

“Tu cosa sei? Vittima o colpevole?”

Una domanda che risuonerà per tutto il volume ed è davvero interessante scoprire le varie sfumature che questa frase possa esprimere.

Il gruppo di ricercatori e di risoluzione dei misteri si amplia ancora di più perché non avremo solamente i due personaggi principali e il detective che avranno la missione di portare l’ordine nella società e ad eliminare tutte le maledizioni, ma come nei volumi precedenti si è aggiunto anche un altro personaggio davvero particolare interessante da scoprire ossia Keira Mukae che ricopre il ruolo di un indovino soprattutto nell’ambito della consulenza spirituale.

I misteri si aggirano in maniera molto profonda e oscura nei confronti del personaggio che viene soprannominato “il sensei” che si sostiene sia il capo di una misteriosa setta religiosa nota come “la dottrina del palmo lucente”.

Questo volume da il preambolo per immergersi nel passato di Hiyakawa che tra un mistero e l’altro inizierà a tornare a galla e la figura di Erika diverrà sempre più opprimente nelle indagini.

I disegni sono sempre maestosi e in linea con l’ambiente che si può percepire dalla storia, ci sono presenti alcune tavole più drammatiche e più opprimenti che raffigurano delle maledizioni o dei corpi che sono stati maledetti, tra l’altro la grandezza e soprattutto nel riuscire ad esprimere mediante le tavole anche le sensazioni percepite in quel momento dai personaggi dalle situazioni che stanno vivendo.

Ho notato sicuramente un miglioramento sia predisposizione delle bozze di conversazioni nonché anche per le ambientazioni che vengono raffigurate dando molto spazio anche all’espressione visiva di un personaggio che sta vivendo una situazione drammatica o comunque particolare che riesce proprio a suscitare nel lettore quei medesimi sentimenti.

Mermaid Prince

Catapultiamoci in questa nuova uscita Jpop che ci porta un viaggio in compagnia di tre storie conclusive piene di sentimento ed emozioni.

Mermaid Prince” una bellezza da non perdere!

copertina

Trama: Raccolta di tre storie brevi:

1. Ametsukigahara: Akari è una studentessa che non tiene ad alcuna cosa in particolare nella sua vita, se non all’amicizia con la sua compagna Fumika, che è intimorita dai ragazzi. Ma un giorno Fumika si trova un fidanzato, e qualcosa rende Akari ancora più stanca ed esausta di prima.

2. Yuuki no Hi: in un giorno nevoso, padre e figlio, entrambi senzatetto, trovano rifugio in una biblioteca. I bibliotecari, inizialmente diffidenti dei due, scopriranno che le apparenze ingannano…

3. Ningyo Ouji: la storia ha per protagonista Mugi, un ragazzo proveniente da Tokyo che si trasferisce ad Okinawa a seguito del matrimonio di sua sorella. Affascinato dalla figura mitologica della sirena, Muji un giorno incontra Madori, una ragazza con delle difficoltà in famiglia. La sua gentilezza lo renderà agli occhi di Madori un vero e proprio “principe” delle sirene.

Cosa ne penso?

“Mi sembrava di sentire il profumo del mare, ma per quanto camminassi non riuscivo a raggiungerlo.”

Il primo racconto si intitola “Ametsukigahara” racconta del senso di libertà intrappolato nel corpo di Akari Umino. Una ragazza diversa dalle altre, con la sua spiccata sensibilità verso il suo mondo interiore si sente come un uragano. Decide di vivere libera, di andare oltre alla solita fermata della stazione che la conduce a scuola ogni giorno. Vuole combattere quel senso di chiusura che prova fino a spingersi a togliersi le mutandine per un giorno. Incontra l’ex fidanzato della sua vecchia compagna di classe e in un giorno sfuggente, si consolano a vicenda per non incontrarsi mai più.

Mermaid Prince

Il secondo titolo è “Giorno di neve” una storia breve che racchiude l’incontro tra una ragazza che lavora in biblioteca e dei senza tetto e la spiccata metafora di un cinghiale che è stato investito per poi far nascere il suo piccolo durante la primavera. 

Il terzo racconto è quello che da vita al titolo del volume “Mermaid Prince” che vede come protagonisti Mugi e Matori. La loro connessione con una diceria che gira intorno ad una sirena e l’esaudire un desiderio. Sarà vero?

Personalmente sono rimasta attratta dal disegno molto semplice e diretto, ma la mia attenzione è caduta sulla spiccata sensibilità di ciascuna storia. Ognuna, a modo suo, è riuscita a trasmettermi emozioni particolari che mi hanno toccata nel profondo.

I vari protagonisti nelle varie situazioni si troveranno sempre ad affrontare la tematica della libertà e della fragilità di se stessi.

La copertina con questi colori vivaci che ricordano il fondo dell’oceano ci apre un volume con dei disegni semplici ma eleganti, pieni di sentimento.