I gatti di Ulthar e altre storie: Un Viaggio Nell’Inquietudine di Lovecraft, Adattato da Gō Tanabe

I gatti di Ulthar e altre storie è una di quelle opere che cattura l’anima e la trascina nel profondo abisso della psiche umana, unendo la maestria di H.P. Lovecraft con la sensibilità visiva di Gō Tanabe. Questo manga, edito da J-Pop, raccoglie tre storie tratte dal Ciclo dei Sogni, offrendo una lettura che oscilla tra il drammatico, il soprannaturale e l’horror psicologico.

Se sei un amante delle atmosfere oscure e inquietanti, questo volume è l’ideale per immergerti nel mondo lovecraftiano in una veste completamente nuova.

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Trama: In questo volume sono adattati le storie di “I gatti di Ulthar”, “Celephaïs” e “Gli altri dei”, scritti originalmente tra il 1920 e il 1921 e appartenenti, insieme ad altri, al Ciclo dei Sogni.

Cosa ne penso?

In I gatti di Ulthar e altre storie, Gō Tanabe non solo adatta i racconti di Lovecraft con maestria, ma li arricchisce con il suo tratto inconfondibile, portando alla vita mondi di oscuro fascino e angoscia. Le tre storie incluse in questo volume sono:

  1. Celephaïs
    La prima storia ci presenta un uomo che, schiacciato dalla realtà, trova rifugio nell’uso dell’hashish, cercando di rifugiarsi in un mondo onirico. Celephaïs è il suo sogno ricorrente, un luogo immaginario dove la fantasia diventa rifugio e ossessione. La storia esplora i confini tra sogno e realtà, in un crescendo di dissociazione e desiderio di fuga. L’illusoria perfezione di Celephaïs diventa l’ancora di salvezza del protagonista, ma questa ricerca di evasione lo porta a un punto senza ritorno.
  2. I gatti di Ulthar
    Ulthar è una cittadina che nasconde un mistero macabro: mentre i gatti vengono trattati con grande rispetto, un’oscura coppia vive nel bosco rapendo e uccidendo questi animali. L’arrivo di una carovana, con un bambino misterioso e un gatto che scompare, porta con sé una maledizione che cambierà il destino della coppia. La storia, pur essendo un horror soprannaturale, svela le sfumature della crudeltà e della giustizia che si manifesta in modo inatteso.
  3. Gli altri dèi
    La terza storia è un viaggio oscuro alla ricerca della verità sugli dèi, con il protagonista che si allontana dalla città per seguire un maestro. Il viaggio verso la vetta della montagna diventa simbolo di una ricerca di potere e conoscenza, ma allo stesso tempo di un destino inevitabile. La storia s’intreccia con temi religiosi e cosmici, esplorando l’ossessione umana per l’ignoto e il desiderio di conoscere forze che vanno oltre la comprensione umana.

Un Adattamento Visivo Straordinario

Personalmente, questo è il mio primo incontro con il lavoro di Gō Tanabe, e ne sono rimasta profondamente colpita. Il suo tratto distintivo, caratterizzato da un’eleganza morbida ma inquietante, si presta

perfettamente al mondo lovecraftiano. Le tavole sono dettagliate, con una maestria nelle ombre che amplifica l’atmosfera di mistero e paura. Nonostante l’assenza di rigide linee, il disegno di Tanabe riesce a mantenere una fluidità che sembra quasi astratta, come se ogni figura fosse in costante movimento, facendo da contraltare alla staticità della realtà descritta. Le espressioni dei personaggi e i dettagli minuziosi, dalle onde del mare alle pieghe dei vestiti, sono veri e propri capolavori di finezza visiva, contribuendo a rendere ogni scena ancora più carica di tensione.


Un’Opera per Gli Amanti del Mistero e dell’Oscuro

I gatti di Ulthar e altre storie non è solo una lettura per i fan di Lovecraft, ma anche per chi ama i manga che esplorano tematiche profonde e inquietanti. Le storie si adattano perfettamente al formato del manga, mantenendo intatta l’essenza dell’originale e arricchendola con la forza visiva del manga. Se non conosci ancora l’opera di Gō Tanabe, questo volume è un’ottima occasione per avvicinarti al suo talento. E se sei un fan di Lovecraft, non puoi fare a meno di apprezzare come Tanabe riesca a restituire l’orrore e la maestosità psicologica che caratterizzano la scrittura dello scrittore americano.

Smoking Behind the Supermarket with You: Recensione Manga Jpop 2022

In questo mese di Luglio, in casa Jpop vengono sfornati nuovi titoli da non perdersi! Dopo Mr. Villain’s Day off, oggi vi parlo di Smoking behind the supermarket with you di Jinushi e vi do dei validi motivi per cui recuperarlo.
Ricordo che l’opera è nata nel 2022, attualmente è composta da 4 volumi in corso e in Italia è uscito nel mese di Luglio il primo volume.

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copertina

Trama: L’impiegato Sasaki riesce a sopportare il proprio lavoro certo che alla fine della giornata lavorativa potrà vedere Yamada, l’impiegata sempre allegra del suo minimarket preferito. Un giorno, Sasaki arriva in ritardo al negozio e Yamada è già uscita. Ma proprio quando sta per andarsene nota una giovane donna con i piercing che fuma dietro il negozio…

Cosa ne penso?

Tra i vari manga seinen inediti che mi hanno appassionato di più negli ultimi tempi, spicca senza dubbio “Smoking behind the supermarket with you” di Jinushi, ora finalmente disponibile in cartaceo grazie alla Jpop manga. Questo manga ha catturato l’attenzione di molti, tanto da vincere il Tsugimanga Award nel 2022 nella categoria web manga.

Scoperto per caso, questo manga mi ha immediatamente appassionato con la sua trama unica e i suoi personaggi affascinanti.
La storia ruota attorno al rapporto tra Sasaki, un impiegato di 45 anni, e Yamada, una cassiera di 24 anni. In questo intreccio si inserisce anche una misteriosa donna con piercing e un carattere spavaldo e diretto. Sasaki è un uomo goffo e stressato dal lavoro, che trova sollievo nel mettersi in coda alla cassa di Yamada, la sua cassiera preferita.

La dolcezza e il sorriso di Yamada offrono a Sasaki un senso di leggerezza e appagamento, un rifugio dalle difficoltà quotidiane e dai problemi con il suo capo.

In Giappone non è permesso fumare ovunque, e Sasaki, alla ricerca di un posto per una sigaretta dietro al supermercato, incontra una ragazza con piercing e capelli legati che gli dice: “Ehi, qui si può fumare”.

Questo momento segna l’inizio di una routine e un punto di incontro per i due. Man mano che la storia progredisce, la ragazza inizia a mandare segnali a Sasaki, ma la sua goffaggine gli impedisce di coglierli pienamente. La trama si infittisce con un alone di mistero, spingendo i lettori a esclamare: “Sasaki, svegliati!”.

Nonostante l’importante differenza d’età tra i protagonisti, “Smoking behind the supermarket with you” gestisce la situazione in modo naturale e non forzato. Sasaki rappresenta perfettamente l’uomo giapponese di mezza età che cerca di trovare momenti di felicità nelle piccole cose, mentre Yamada è una giovane intraprendente, capace di prendere l’iniziativa e determinata.

La mia esperienza con questo manga è stata estremamente positiva. La trama è coinvolgente e dinamica, mantenendo alta l’attenzione del lettore senza mai annoiare. La qualità del prodotto offerto da Jpop è eccellente, e il rapporto qualità-prezzo è davvero apprezzabile. I disegni, sebbene non particolarmente distintivi o indimenticabili, si adattano perfettamente all’opera e ai suoi personaggi. Sono semplici, lineari e ben curati, contribuendo alla fluidità della lettura.

In conclusione, “Smoking behind the supermarket with you” è un manga che consiglio vivamente. Ogni capitolo aggiunge valore alla storia, mantenendo viva la curiosità e l’interesse. Jinushi ha creato un’opera che riesce a combinare leggerezza e profondità, offrendo una lettura piacevole e riflessiva.

Estate e fuochi d’artificio: Summer Ghost la nuova opera edita da Jpop manga

Summer Ghost è quell’opera che richiama il sapore dell’estate, ma allo stesso tempo sa colpire nei punti più profondi del nostro essere.

È una storia forte, di coraggio e dolorosa.

Trama: 

Tomoya, Aoi e Ryo sono studenti delle scuole superiori che si sono incontrati tramite Internet, parlando della leggenda metropolitana dei “Summer Ghosts”. La leggenda narra che il fantasma di una giovane donna appare quando vengono accesi i fuochi d’artificio.

Cosa ne penso?

Il sentirsi insicuri, inferiori agli altri, esclusi ed emarginati dalla società sono sentimenti che ognuno di noi ha provato nella vita. Alcuni riescono a sorridere, altri piangono, alcuni combattono, ma ciò che accomuna tutti sono questi sentimenti.

Summer Ghost è un’opera forte e profonda. Non è una lettura da passeggio né una lettura che ti farà sorridere; al contrario, va a toccare con delicatezza e profondità le ferite e le sofferenze interiori. È una storia coraggiosa nel dolore, capace di commuoverti e insegnarti il bisogno di farsi forza, ammettere le proprie debolezze e saperle accettare e superare.

Scritta da Otsuichi e disegnata da Ino Mikichi, questa opera presenta disegni vibranti che danno luce e profondità alla storia stessa. La narrazione e i disegni si abbracciano in maniera meravigliosa, creando un’esperienza unica. Ambientata in un’estate immersa nell’oscurità, l’unica luce proviene dalle scintille dei fuochi d’artificio, simbolo del collegamento tra il fantasma dell’estate, una studentessa defunta, e un gruppo di ragazzi sconosciuti uniti per affrontare questa esperienza.

“Per vedermi c’è una condizione…” – la frase del fantasma dell’estate diventa il filo conduttore delle vite dei ragazzi che, nella loro diversità, riusciranno a comprendersi.

Perché adoro così tanto quest’opera? Molto tempo fa vidi il film per caso, e ogni minuto mi faceva nascere un peso sul petto. È uno di quei sentimenti che ti avvolgono completamente quando c’è una forte empatia verso l’argomento o i personaggi. Ricordo di aver asciugato le lacrime per tutta la durata del film, fino ad arrivare alla fine con un sorriso sul volto.

Quando Jpop ha annunciato questa meraviglia, sono rimasta incredula. Desidero condividere con voi i sentimenti che mi ha trasmesso, affinché possano coinvolgere anche voi e farvi desiderare di recuperare sia il film sia il manga.

Le scene catturate sono significative ed evocative: dal cielo notturno stellato al senso di speranza e paura dei ragazzi mentre guardano l’immenso cielo; dalle lacrime raffigurate agli sguardi di angoscia e terrore sui loro volti.

Summer Ghost è un’opera che trasmette un senso di speranza per il cambiamento e, allo stesso tempo, di accettazione. Racconta della necessità di trovare il proprio posto nel mondo e nella vita, del desiderio di sentirsi apprezzati.

È facile riconoscersi nella storia, ma a volte è difficile abbracciare completamente questi sentimenti. Summer Ghost è come un abbraccio amorevole dopo il dolore.

Problemi di pancreatite ed alcol raccontati nella nuova opera di Kabi Nagata

Ritorna in Italia l’autrice Kabi Nagata con la sua scrittura frizzante, edita dalla casa editrice Jpop con l’opera ‘Il mio povero pancreas – Eppure la mia vita è un po’ migliorata’.

Il mio povero pancreas – Eppure la mia vita è un po’ migliorata: una lettura toccante e profonda. Kabi Nagata, con la sua sensibilità unica, torna a conquistare i lettori con “Il mio povero pancreas – Eppure la mia vita è un po’ migliorata”, un manga autobiografico che narra il suo percorso di lotta contro la pancreatite e l’alcolismo.

Kabi Nagata ha collezionato negli anni i più prestigiosi premi di settore dall’Harvey Award e il Crunchyroll Anime Award al Premio Boscarato. Il best-seller che l’ha lanciata nel mondo del manga è il volume unico La mia prima volta – My Lesbian Experience with Loneliness dove l’autrice fa i conti con la sua sessualità.
J-POP Manga ha pubblicato anche le successive opere dell’autrice: Lettere a me stessa – Dopo la mia prima voltaLa mia fuga alcolica – Scappando dalla realtàDiario di una guerriera single – Il mio matrimonio con me stessa.

Trama:

In questo nuovo manga dell’autrice de “La mia prima volta”, Nagata Kabi prosegue il racconto delle sue vicende più intime, svelando senza compromessi i propri umanissimi limiti e il coraggio con il quale, ogni volta, si ritrova ad affrontarli. I suoi precedenti con l’alcol hanno causato alla nostra una grave pancreatite, con conseguente ricovero in ospedale. La diagnosi non lascia dubbi: per lei non rimane altra scelta che smettere del tutto di bere. Un’impresa non facile da portare a termine, in special modo nel bel mezzo della pandemia da Coronavirus. L’esigenza di dover migliorare a tutti i costi la propria salute condurrà finalmente Kabi ad amare se stessa?

Cosa ne penso?

Il supporto dei miei genitori si è dimostrato molto più efficace di tutti gli altri tentativi che avevo fatto per smettere di bere. (…)

Kabi Nagata è un’autrice capace di instaurare un profondo legame con il lettore; non è facile trovare manga autobiografici che riescano a creare una sintonia e a trasmettere messaggi educativi in modo trasparente.

Il mio povero pancreas - Eppure la mia vita è un po' migliorata

Le sue opere, pubblicate dalla casa editrice Jpop, sono tutte volumi autoconclusivi che mettono in luce le difficoltà psicologiche e fisiche dell’autrice, riuscendo in qualche modo a trasformare le sue esperienze negative in insegnamenti educativi per il prossimo e per chi legge.

Il mio povero pancreas – Eppure la mia vita è un po’ migliorata” è il nuovo manga di Kabi Nagata, fresco e malinconico, uscito il 10 aprile, che narra il suo percorso terapeutico con alti e bassi, evidenziando i pro e i contro del bere e le difficoltà nell’affrontare la disintossicazione, come nel suo caso dall’alcol.

La caratteristica distintiva delle opere dell’autrice sono i suoi disegni, migliorati rispetto ai lavori precedenti, caratterizzati da un tratto vivace e una colorazione arancione fluo.

Il mio povero pancreas - Eppure la mia vita è un po' migliorata

In questo singolo volume, Nagata mostra la sua fragilità psicologica e la tendenza a fuggire quando deve affrontare passi cruciali. Viene narrato come sia fuggita dall’ospedale in due occasioni mentre stava ricevendo cure terapeutiche per la pancreatite causata dall’abuso di alcol.

Leggere questo manga è come consultare un diario personale, permettendo di esaminare le difficoltà che possono presentarsi nella vita di chiunque e offrendo riflessioni educative.

Perché sento la necessità di leggere ogni nuova opera di Nagata? Principalmente perché credo che sia estremamente coraggioso esporre le proprie difficoltà e mettersi a nudo di fronte ai lettori senza cercare compassione o simpatia, ma semplicemente condividendo esperienze personali che possono essere di aiuto ad altri. Apprezzo anche come, in ogni volume, l’autrice sia onesta riguardo alla propria fragilità ma dimostri anche la volontà di migliorarsi, un messaggio di incoraggiamento che ritengo estremamente prezioso.

“Fino ai miei ventotto anni ero sempre stata convinta di non avere il diritto di bere alcol”.

Questo manga non è solo un racconto, ha un valore più profondo che spero molti possano apprezzare. È un tipo di lettura che potrebbe non essere adatta a tutti, ma che auspico venga compresa da molti.

Il mio povero pancreas - Eppure la mia vita è un po' migliorata

La vita di Kabi Nagata, come viene narrata nei suoi volumi unici, sembra un film, con situazioni bizzarre e comportamenti stravaganti, come il contatto con un’agenzia di escort o il problema con l’alcol, entrambi trattati in questo manga.

Queste situazioni, pur sembrando assurde e surreali dall’esterno, evidenziano la capacità dell’autrice di esplorare profondamente la propria vita e trasformarla in capolavori di scrittura.

Il motivo principale per cui Nagata tende a bere costantemente è che fino ai ventotto anni si è sempre sentita esclusa dalla società adulta, pensando di non avere il diritto di bere alcol. Tuttavia, una volta provato, l’alcol è diventato un rifugio per affrontare lo stress, i problemi di concentrazione e il sonno, diventando una sorta di stampella per la sua sopravvivenza quotidiana. Liberarsi da questa dipendenza non è semplice.

D’altro canto, è bello osservare il rapporto dell’autrice con i suoi genitori. Nonostante le difficoltà di comunicazione, i disturbi alimentari, l’abuso di alcol e lo shopping compulsivo, l’autrice riesce a far sentire il lettore come un’amica intima a cui confidare i propri segreti.

La luna e l’acciaio

E’ arrivato in Italia una nuova opera di Daruma Matsuura, autrice di ‘Kasane’ un manga horror e psicologico, dalle sfumature storiche e con un personaggio particolare: un samurai che non può maneggiare le spade.

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Trama:

Nel Giappone del 1800, Konosuke Ryudo è un samurai di basso rango che non riesce a trovare dignità nella vita e neanche nella morte. A causa di una strana maledizione, il metallo si deforma a contatto con la sua pelle, rendendo impossibile per l’uomo sia il lavoro che la ricerca dell’oblio impugnando una katana, per duellare o compiere il rito del seppuku. In preda alla disperazione, proprio mentre si sta rassegnando a una morte priva di onore, Konosuke si ritrova a salvare una donna bellissima e sconosciuta, in fuga da un gruppo di inseguitori. Lei inizia a seguirlo e a comportarsi come fosse sua moglie: quale mistero nasconde? Il suo ingresso nella vita del samurai sarà per lui salvezza o dannazione?

Cosa ne penso?

L’autrice Daruma Matsuura, già nota per l’opera Kasane -un manga horror psicologico – ritorna in Italia con un nuovo titolo dedicato all’onore e alla figura del samurai, ‘La luna e l’Acciaio’.

Tra onore e disprezzo, il nostro samurai si trova in bilico tra il voler cessare la sua vita per mano di una spada,  ma la difficoltà  nel poterlo fare perché egli non può toccare le metallo. L’onore di un samurai vige proprio su questo: quello di perire sotto la lama di una spada. 

E’ un manga storico, drammatico con un pizzico di fantasy che coinvolge nella sua narrazione il dolore e l’onore di un samurai, nonché il mistero di una figura femminile che sopraggiunge nella vita di Konosuke Ryudo all’improvviso.

Konosuke Ryudo viene disprezzato dagli altri compaesani, tanto da indurre il samurai di basso rango a una scelta difficile: far cessare la sua vita. In un momento di debolezza e di caduta della sua vita, compare una nuova moglie dal cuore puro e misterioso che lo aiuta a cambiare.

L’onore di un samurai si racchiude nella sua spada e cosa è un samurai senza di essa? Questo è il grande picco di orgoglio che lacera il cuore di Kounosuke Ryuudo a causa della sua strana maledizione. Il sudore, l’amarezza di poter infangare il buon nome della propria famiglia.

il dubbio di chi sia questa donna e del perché voglia proprio sposarsi con lui. Il perché si cimenta ad essere così benevola e altruista?

Un’opera che prende le redini per essere un ottimo manga già dalle prime pagine.

Le prime due pagine sono a colori. I disegni sono freschi, puliti e movimentati. Ho apprezzato molto la delicatezza con cui vengono rappresentati gli occhi e lo sguardo dei personaggi e come, nel suo modo rude, il samurai abbia uno sguardo e delle mime facciali che riescano a trasmettere i suoi sentimenti.

太陽と月の鋼 // The Steel of Sun and Moon di Manga seinen storico e misterioso attualmente composto da 7 volumi in corso.

KIJIN GENTOSHO – DEMON HUNTER

Kijin Gentosho – Demon Hunter‘ la nuova uscita editata dalla Panini Comics che merita di essere letta per tre ragioni: protagonista molto interessante sia per la sua caratteristica ma anche per il modo di agire, il ‘romance‘ che traspare già dal primo volume e anche per i disegni.

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Trama:

Nel periodo Edo, una fanciulla del santuario chiamata “Itsukihime” vive nel villaggio di montagna di Kadono. Jinta, un giovane che funge da guardiano della fanciulla nonostante sia un estraneo, incontra un misterioso demone che parla del lontano futuro. Da Edo fino all’era Heisei, la storia segue un uomo demone che viaggia nel tempo mentre si interroga continuamente su cosa comporti brandire una spada.

Cosa ne penso?

Kijin Gentosho – Demon Hunter è uno di quei titoli che fin da subito riesce a catturare l’attenzione perché ho una copertina coinvolgente e davvero molto particolare. La storia prende vita da una light novel realizzata da Motoo Nakanishi ed è stata trasportata in formato manga attraverso aiuto di Yū Satomi, l’autore di Noah of the blood sea, che si è dedicato la realizzazione di disegni.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

Fin da subito veniamo catapultati in un Giappone moderno, diverso dalle vibrazioni che ci viene emanata dalla copertina del primo volume ma in realtà è un elemento centrale è imprescindibile che permette di capire effettivamente qual è la danza che si vuole interno della narrazione. Jinta, il guardiano della Itsukihime, è in grado di viaggiare nel tempo e questo è un concetto particolare e sorprendente che sicuramente ci rilascerà nei successivi volumi una interpretazione molto particolare anche dell’atteggiamento proposto dal protagonista.

Jinta chi è? e’ il nostro protagonista, un ragazzo che ha una caratteristica particolare perché viene denominato come guardiano demone ossia ha dei tratti demoniaci, ma utilizza la sua forza è sotto il letto per proteggere una sua cara amica d’infanzia che ai tempi del Giappone feudale nel periodo Edo, rappresenta la figura di Itsukihime.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

Nel primo volume si riesce ad avere un quadro generale di chi saranno i personaggi che governeranno questa storia, e anche la differenza della tipologia di demoni che si possono incontrare durante la lettura ossia abbiamo i demoni classici quelli che potenzialmente agiscono senza una base di strategia e quelli governati dall’intelletto che sono in grado di agire e pensare.

Kijin Gentosho - Demon Hunter

La narrazione è molto conforme, segue un andamento alto e basso che non annoia durante la lettura del primo volume e ritengo che sia davvero sorprendente come la tipologia di storia e i disegni riescono ad approcciarsi in maniera armoniosa. Già da metà volume si iniziano a sviluppare alcune ipotesi e alcuni pensieri attinenti sia al perché si combatte, al motivo per cui si brandisce una spada e il desiderio di sconfiggere i demoni. Queste sono le domande che attanagliano il protagonista principale e secondo me danno una idea generale su come potranno svilupparsi i seguenti volumi.

Sono curiosa di continuare la lettura e scoprire se Jinta riuscirà a capire cosa comporta brandire una spada e quali responsabilità ricadono sul suo essere un uomo-demone.

Mononogatari – vol.1

La tipologia di opere che più apprezzo sia da vedere che da leggere sono sicuramente quelle che riescono ad avere come elementi caratterizzanti i demoni, i fantasmi che prendono possesso degli umani e i personaggi che abbiano un carattere duro, definito ma sorprendente.

In Italia è arrivato il primo volume dedicato alla serie Mononogatari, una storia che si presentano già dal primo volume con una copertina celeste pastello e i personaggi che hanno le vesti tendente al rosa che si sfuma verso bianco. Una grafica che ho gradito molto!

leggi l’intera recensione e ti dirò dei motivi per cui recuperare quest’opera composta da 15 volumi in corso.

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Trama:

Hyoma Kunato è un ragazzo che detesta gli tsukumogami, spiriti in grado di possedere oggetti inanimati, poiché uno di loro gli ha rubato qualcosa per lui molto importante. Il protagonista, appena trasferitosi a Kyoto, dovrà però convivere con una ragazza di nome Botan Nagatsuki, la quale invece vuole bene agli tsukumogami e li tratta come membri della sua famiglia.

Cosa ne penso?

Oltre alla versione manga, è disponibile anche la visione dell’anime che consiglio vivamente di recuperare.

Sono molteplici le storie che conosciamo che hanno come elementi definita tori quelli di spiriti che prendono possesso di oggetti o di esseri umani e che possono avere dei comportamenti buoni o cattivi, ma Mononogatari cos’ha di diverso?

Mononogatari

In tutte le storie che ho letto, molto probabilmente l’elemento in comune oltre essere gli spiriti è anche la tipologia di comportamento adottato dai personaggi, spesso sono caratterizzati da ragazzi in età adolescenziale che iniziano a maturare un comportamento molto distaccato nei confronti della realtà e duro sia a causa di vicende che hanno toccato il loro passato o anche per l’ambiente circostante.

Ciò che mi piace maggiormente di questa storia è che il personaggio nonostante abbia un carattere davvero forte e abbia delle idee ben realizzate, strutturate e difficili da smuovere, riesce comunque ad ascoltare il parere degli altri e a modificare o comunque a tener conto anche di queste cose. Hyoma Kunato è un ragazzo che dà la caccia e odia davvero questi spiriti, tuttavia per determinate circostanze si troverà a convivere con loro e cosa potrà succedere?

Mononogatari

Una convivenza che sicuramente sarà dura sia per il ragazzo nonché anche per la controparte perché si troveranno a vivere con un personaggio dal carattere abbastanza duro, ma anche ambiguo. I legami inizieranno a spezzarsi ed a instaurarsi, tuttavia la lettura è davvero sorprendente e mai noiosa, la disposizione delle tavole è ben realizzata e di semplice lettura, la narrazione scorre tranquillamente e i disegni sono dettagliati, creativi e formosi nei combattimenti.

Verso la parte finale del primo volume avremo una porta spalancata perché si entra effettivamente nel vivo della prima tappa di questa storia e inizieranno a nascere davvero tanti dubbi che verranno poi scoperti con i volumi successivi.

Insomniacs After School

Siete alla ricerca di un manga seinen che possa davvero appassionarvi e insegnarvi anche qualcosa? Continua a leggermi e vedrai che ti convincerò!

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Trama:

Nakami è un liceale serio e studioso, ma è tormentato dall’insonnia e il suo costante nervosismo non lo rende molto popolare a scuola. Per questo, è alla disperata ricerca di un posto per isolarsi e cercare di strappare qualche ora di sonno. Un giorno si ritrova nel vecchio club di Astronomia della scuola, un’aula abbandonata e ritenuta “posseduta” in cui vengono accatastati banchi, sedie e armadietti. In mezzo al disordine, scopre anche una sua compagna di classe, Magari Isaki. Esattamente al contrario di Nakami, Isaki è molto popolare e benvoluta dai suoi compagni ma, proprio come lui, soffre d’insonnia e riesce a dormire in pace solo nell’aula del defunto club. Dopo aver stabilito di poter dividere il loro minuscolo rifugio, i due scopriranno di avere molto di più in comune che un disturbo del sonno.

Cosa ne penso?

Quanto è bello vedere editato un titolo che si segue in altre lingue?

Una delle uscite che mi ha trasmesso più emozioni è proprio “Insomniacs After School” edito Jpop.

La Jpop ha realizzato per il lancio del primo volume sia l’edizione regular che la variant e mi inchino a questa bellezza stratosferica – credo proprio che sia una delle mie variant preferite.

Perché mi piace così tanto questo titolo?

Insomniacs After School

Principalmente perché anche io ci sono dei periodi durante l’anno in cui soffro di insonnia. Non parlo di una situazione in cui il cervello va ad elaborare tanti pensieri e quindi non si riesce a conciliare il sonno, ma bensì sono periodi in cui proprio il sonno decide di essere tuo nemico e vuoi abbracciare solo le vibrazioni della notte.

È questo sostanzialmente il concetto principale che porta avanti quest’opera e devo dire che non è neanche l’unico titolo che va a rendere nota la situazione e la problematica inerente all’insonnia. (Ad esempio abbiamo anche Call of night)

Insomniacs After School

Insomniacs after school non è solamente un titolo a cui tengo particolarmente per una questione affettiva e di tematica, penso che sia uno di quei titoli che devono essere sottolineati  perché hanno carattere e al suo interno abbiamo un’alternanza tra momenti in cui i nostri personaggi si conoscono, cercano di creare un proprio rifugio dove andare a placare questa insonnia ma dall’altro lato abbiamo un grande spazio anche per la sceneggiatura e l’ambiente circostante per esempio la visione di paesaggi con la pioggia, la visione di un gatto etc.

Mi piace questo modo stilistico di cullare la narrazione della storia avvicinandosi sia a una maniera intrigante alla tematica ma accompagnarla anche con momenti più rilassanti in cui l’occhio del lettore cade sulla visione della sceneggiatura ben curata.

La serie parla di due compagni di classe che soffrono di insonnia e si rifugiano nella stanza dedicata al club di astronomia che non viene visitata da nessuno a causa di alcune voci macabre che si aggirano. È un manga scolastico che riesce ad attrarre l’attenzione per via del modo in cui i due cercano di affrontare il loro problema.

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Le copertine dei volumi sono una più bella dell’altra, ne consiglio la lettura se si cerca qualcosa di rilassante ma accattivante.

Ricordo che è stata annunciato l’anime di ‘Kimi wa Houkago Insomnia’ ma non si sa ancora la data di uscita – probabilmente nella primavera del 2023.

Lovesick e altre storie

La collezione di Junji Ito con la Jpop si amplia sempre di più fino a portarci anche ‘Lovesick e altre storie‘. Ricordo inoltre che questa raccolta premiata agli Eisner Award 2022, il maestro del terrore Junji Ito intreccia amore, ossessioni e sofferenza con i consueti risultati straordinari!

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Trama:

Ryusuke Fukata, dopo vari spostamenti in diverse città a causa del lavoro del padre, torna a vivere definitivamente nella città in cui aveva trascorso l’infanzia: Nanchou-shi.
Qui, una volta tornato a scuola, rincontra la sua vecchia amica Midori Shibayama, la quale a sua volta è tornata da poco in città insieme alla sua famiglia, e anche lei è sorpresa di aver ritrovato Ryusuke.
Sembra che fra le ragazze della città vada molto di moda giocare a “L’incrocio veggente”.

Il gioco prevede che una ragazza debba aspettare in piedi presso l’angolo di un incrocio stradale che passi qualcuno. Nel momento in cui una persona le passa accanto, la ragazza si deve coprire il viso e chiedere allo sconosciuto cosa le riserva il futuro.
Dopo il ritorno di Ryusuke, strani avvenimenti hanno cominciato a verificarsi in città, e tutto sembra essere collegato al passato che per anni l’ha tormentato. Inoltre, Midori ha degli incubi ricorrenti in cui trova sempre davanti a sé un giovane senza volto e vestito di nero la cui sola presenza la terrorizza. Possibile che i suoi incubi su questo anonimo ed inquietante personaggio abbiano a che fare con le tragedie che stanno affliggendo la scuola?

Cosa ne penso?

Lovesick Dead è un manga horror scritto e disegnato da Junji Ito nel 1996. Una storia prettamente impregnata di elementi dell’orrore e soprannaturali in cui gioca un forte ruolo la chiaroveggenza e l’influenza che questa possa avere sulla mente delle persone.

Lovesick e altre storie

Una raccolta unica che ci terrà compagnia nelle notte di questo autunno.

Il nucleo di queste quattrocento pagine è la vicenda che ha come protagonista Ryusuke Fukata che a causa del lavoro del padre, ritorna nella sua città natale. Questa cittadina ricoperta di nebbia cela un grande mistero in cui ha un forte impatto la chiaroveggenza: una nuova moda che trascina le persone a chiedere una predizione futura agli individui che si incontrano negli angoli della città. Ryusuke verrà perseguito da un senso di colpa a causa delle innumerevoli morti di ragazze che a causa dei loro sentimenti turbati e profondi, non trovano pace.

Il bel tenebroso dell’incroci” è un ragazzo affascinante che indossa abiti neri e degli orecchini, ma è in grado di dare responsi solo negativi a chi si affida a lui, negli angoli, per una predizione e tanto da influenzare anche la mente di quelle persone fino a renderle ossessive nel loro obiettivo.

Lovesick e altre storie

Le vicende si muovono in maniera lenta e pagina dopo pagina si viene colpiti da nuovi elementi che arricchiscono sempre di più la storia, una cosa però è certa: Ryusuke è strettamente connesso con queste morti e con la presenza di questo strano individuo.

Un racconto che non trova destinazione solo per il genere horror e non si consuma limitatamente a rappresentare in maniera grottesca e accattivante delle scene che si macchiano di possesso e dolore, ma anche una forza accecante dell’amore.

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Sorprendentemente viene mostrato, come in un racconto quasi fiabesco dell’orrore, il lato dell’oscurità con questo ragazzo tenebroso che fa giungere le persone a togliersi la vita a causa della negatività che le ingloba, ma anche dall’altro lato la luce che si oppone a questo caos con la identità di Ryusuke, colui che apparentemente ha dato inizio a queste vicende misteriose ma che in qualche maniera cerca di porne fine.

Questa storia mi ha totalmente catturata e fatto venir la pelle d’oca. Avrei voluto continuare a leggerla all’infinito.

La seconda narrazione invece prende il nome di Gli strani fratelli Hikizuri, una storia accattivante ma ambigua sotto tutti gli aspetti in quanto questi fratelli orfani hanno delle strane passioni: la spiritualità.

Narumi, la sorellina della famiglia Hikizuri cerca di suicidarsi e poco prima chiama al telefono un vecchio amico delle medie, Kotari. Per qualche strana circostanza si ritrova a convivere con il suo vecchio amico nella sua casa, ma viene trovata dai fratelli maggiori e trascinata nella sua abitazione. Kotari è stato invitato a casa della famiglia Hikizuri, ma uno scherzo di cattivo gusto si ritroverà sotterrato nel loro giardino.

La loro casa e il loro giardino sono completamente avvolti da un’atmosfera particolare e immersa nelle anime che vagano, tant’è che hanno anche una tomba per i loro genitori. Una famiglia disfunzionale, con aspetti macabri e con uno strano senso dell’umorismo, cercano di varcare la soglia del rito per invocare i propri genitori dall’aldilà.

Andando avanti incontreremo altre mini storie che sono sempre incentrate nel mostrare in maniera particolare la profondità e la mestichezza della creatività di Junji Ito.

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