Il curioso caso di Benjamin Button

Se siete amanti della lettura classica e dei casi particolari, sicuramente Il curioso caso di Benjamin Button con la nuova edizione a cura della Caravaggio editore può fare assolutamente il caso vostro.

Un romanzo del 1922 realizzato da Francis Scott Fitzgerald ho ricevuto moltissima attenzione, soprattutto per gli elementi di cui si compone tanto da ottenere anche un film con protagonista Brad Pitt.

L’opera ha ricevuto una nuova edizione editata dalla Caravaggio editore e a cura di Enrico de Luca, l’opera si compone da 80 pagine allegate con delle illustrazioni che rendono l’atmosfera del romanzo davvero piacevole da leggere.

Trama:

“Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e parzialmente stipato in una delle culle, sedeva un vecchio di circa settant’anni. I suoi radi capelli erano quasi bianchi, e dal mento gli cresceva una lunga barba grigiastra, che ondeggiava in maniera ridicola avanti e indietro, mossa dalla brezza che entrava dalla finestra.”

Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) è un testo a metà strada fra il surreale e il satirico incluso nella raccolta I racconti dell’età del jazz (Tales of the Jazz Age). F. Scott Fitzgerald prese spunto da un’osservazione di Mark Twain, vale a dire che è un peccato che la miglior parte della nostra esistenza venga all’inizio e quella peggiore alla fine. Perciò, la particolare narrazione ripercorre “a ritroso” le tappe della vita del protagonista, costretto a nascere anziano e morire bambino. Il regista David Fincher ne ha tratto ispirazione per l’omonimo film del 2008 con Brad Pitt e Cate Blanchett.

Cosa ne penso?

Il curioso caso di Benjamin Button è uno di quei casi che riescano a rimanere impressi nella mente di un lettore o di chi ha visionato anche il film. La sua particolarità è proprio l’elemento centrale ossia un bambino che nasce già con delle sembianze di un settantenne e la sua evoluzione di vita fino ad arrivare ad essere un neonato. Nel 2008, l’opera è stata trasposta per il grande schermo da David Fincher.

In questa meravigliosa opera vediamo la vita essere completamente capovolta dal suo nascere fino a morte ma la particolarità più eclatante, appena il mio, è come lo stesso Benjamin Button riesca, nonostante le difficoltà che si presentano nel corso della sua vita, ad amarla completamente.

In realtà, lo stesso Fitzgerald ammise all’epoca che quest’opera non è oggetto del suo ingegno bensì ha preso ispirazione dalle parole di Mark Twain:

“«This story was inspired by a remark of Mark Twain’s to the effect that it was a pity that the best part of life came at the beginning and the worst part at the end. By trying the experiment upon only one man in a perfectly normal world I have scarcely given his idea a fair trial. Several weeks after completing it, I discovered an almost identical plot in Samuel Butler’s Note-Books.»”

L’opera apre le sue porte con la nascita nel 1860 di Benjamin Button, una figura che già dalla sua nascita ha creato grande scalpore nell’ospedale in quanto il bambino nasce con l’aspetto di un anziano.

Già dalle prime battitura dell’opera si può ben percepire come in realtà il padre di Benjamin sia davvero sconfortato dalla situazione è molto imbarazzato, ma nonostante tutto si prende cura di quel bambino con le sue particolarità.

La vita di Benjamin continua nelle sue vesti, nonostante il sospetto che da vecchio pian piano si ringiovanisce, e inizia a porre le sue prime esperienze di vita fino ad avere la sua prima relazione sentimentale.

Benjamin si trova nell’età della baldoria, nell’età di voler divertirsi e assaporare la sua libertà difatti va da festa in festa e cerca in tutti i modi di viversi al meglio quei momenti. Tuttavia la sua relazione amorosa inizia a sbriciolarsi, tanto che la coppia giunge anche al divorzio e Benjamin parte per la guerra e nel 1910 si scopre che la coppia spetta un figlio.

Dopo che Benjamin ha terminato la sua corriera accademica decide di trasferirsi in Italia, nello stesso luogo in cui si trova suo figlio Roscoe, ma tra i due il rapporto è molto teso. Nel frattempo Roscoe ha un figlio che inizierà a giocare con ‘suo padre’, vista che le sembianze di quest’ultimo lo porteranno ad essere sempre più giovane e le sue cure verranno affidate ad una badante.

Un’opera che riesce andare al di là dell’immaginazione, a capovolgere tutti quei concetti a cui abbiamo sempre creduto e a cui ci siamo sempre abituati della vita ossia la sua nascita, la sua evoluzione fino a giungere la morte e con sempre con sospetto di un bambino che ma mano gli anni possa crescere fino a diventare anziano con delle rughe ma se tutta questa realtà venisse capovolta con uno schiocco di dita?

Se non avete mai letto un libro dedicato a quest’opera, non posso fare altro che consigliarvi assolutamente la edizione della Caravaggio editore.

Althénopis di Fabrizia Ramondino

Se siete alla ricerca di un titolo che possa davvero sorprendervi e che sia stato pubblicato in varie lingue e abbia un gran trascorso le sue spalle, sicuramente questa opera di nome ‘Althénopis’ edita Fazi Editore può far al caso vostro.

Trama:

Mentre la seconda guerra mondiale volge al termine e da Napoli giunge il grido di una città martoriata, a Santa Maria del Mare, paesino immaginario di poche anime annidato sulla costa, la protagonista di Althénopis trascorre le sue giornate tra giochi infantili e divertenti avventure. La piccola appartiene a una famiglia bizzarra, giunta lì dall’esotica isola di Porto Quì: il padre diplomatico è sempre in viaggio, la madre, donna algida e distante, è assillata da continue emicranie e la nonna, figura onnipresente e piena di fascino, è avvolta da un’aura di mistero dai contorni quasi onirici. Nell’esistenza quotidiana della bambina, ai parenti e agli amici si alterna la presenza degli “scugnizzi”, che rubano gli spiccioli ai passanti nella piazza del paese. Nonostante in casa si disapprovino certi comportamenti, la piccola, ignorando un atteggiamento che non le appartiene, si lascerà coinvolgere in mille peripezie mischiandosi con i coetanei di ogni ceto sociale, sospesa tra l’ingenuità dell’infanzia e le incomprensibili stranezze dell’età adulta. Quando all’improvviso il padre muore, la famiglia è costretta a trasferirsi altrove e viene ospitata da diversi parenti prima di stabilirsi definitivamente a Frasca. La ragazza, nel frattempo, diventa donna e all’inizio degli anni Cinquanta decide di intraprendere un misterioso e solitario viaggio al Nord. Al ritorno, il confronto con la madre, sempre più sola e bisognosa di attenzioni, sarà inevitabile, facendosi presto scontro drammatico e portando alla luce dinamiche complesse rimaste latenti troppo a lungo.

Cosa ne penso?

Qual è effettivamente il motivo per cui suggerisco questa calda lettura?

Le motivazioni possono essere svariate, ma quella che mi mira sottolineare è il fatto che siamo di fronte a un romanzo che accoglie il lettore abbracciando in maniera molto calorosa portando in un viaggio che varia dal 1940 e anni successivi facendoci diventare parte di quei trascorsi agghiaccianti e della vita quotidiana dei suoi personaggi.

Siamo di fronte a un romanzo che è uscito per la prima volta nel 1981 e si imposta in maniera critica con una tipologia di narrazione molto ricca, piena di sfumature ma soprattutto dedita a trasformarsi in un diario confidenziale con chi lo sta leggendo.

Althénopis viene definita un’opera che presenta qualcosa di diverso da tanti romanzi che si scrivono al giorno d’oggi, un romanzo che possiede una potenza carismatica e molto memoriale non che è un complesso di racconti e di luoghi, di persone che ci fanno scoprire ma mano l’abilità di scrittura dell’autrice.

La particolarità che mi ha emozionato davvero tanto è la rappresentanza dei luoghi e delle persone che li vivono, vi è un’alta attenzione nella descrizione dell’ambiente circostante permettendo al lettore stesso di sentirsi proiettato all’interno del racconto e di conoscere le sfumature di quegli anni.

In questo romanzo l’autrice ci fa passare in tre tappe molto importanti della sua vita collocate in tre luoghi differenti partendo da Napoli fino a raggiungimento di Roma: Santa Maria del Mare, Le case degli zii e infine Bestelle dein Haus. Una mutazione della sua identità, del suo essere e della sua crescita personale nonché anche all’interno della società.

Questi aspetti ci permettono di conoscere al meglio in maniera trasparente è molto dinamica la protagonista e tutto ciò che la circonda, passando dalle conoscenze o dei parenti, i luoghi che hanno influenzato il suo modo di essere e soprattutto il risultato che l’autrice ha raggiunto. Fabrizia mette in grande nota anche il drammatico periodo che sta affrontando, parlando di sé da bambina, di fatto il tempo in cui si svolgono questi fatti parte durante la seconda guerra mondiale che sta svolgendo al suo termine a Napoli.

Negli anni 50 la donna decide di prendere coraggio e intraprendere un nuovo viaggio, tornando dopo tempo da sua madre ormai anziana. Si crea così una sorta di dialogo e di spazio in cui vengono presentate la figura della madre e della figlia.

È stato un romanzo davvero molto interessante da intraprendere, molto distante dalla tipologia di letture che preferisco ma anche molto educativo perché in un certo senso ci permette di conoscere una realtà diversa da quella raccontata o da quella che ci viene cantata dalla storia non che anche la possibilità di ascoltare e osservare da uno sguardo di una bambina che diventa adulta e delle relazioni che quest’ultima intraprende durante il suo viaggio.

Quello che colpisce maggiormente quando si sta cercando il romanzo sicuramente è la copertina maestosa che ha deciso di utilizzare la Fazi editore, forse se io dovessi essere molto critica il punto dolente è sicuramente il modo in cui si presenta il tasto perché siamo di fronte a uno scompartimento molto rigido con difficoltà di creare degli spazi per far riposare l’occhio del lettore ma bensì ci troviamo davanti a un testo privo di conversazioni che possono alleggerire la lettura, oppure di spazi di andare a capo che permettono di creare delle piccole colonne o paragrafi.

Witch Watch

In Italia è arrivata una storia ricca di divertimento e situazioni bizzarre! Witch Watch saprà conquistarvi fin da subito con il suo primo volume edito StarComics. Un’opera composta da 11 volumi in corso.

copertina

Trama:

Morihito, un ragazzo dalla forza sovrumana, sta per iniziare a convivere con la sua amica d’infanzia Niko, durante il suo allenamento per diventare una strega. I due adolescenti faranno i conti anche con le magie imprevedibili di Niko.

Cosa ne penso?

Doremì, che diamine stai facendo?

Witch Watch

Ah no, la protagonista di Witch Watch non è la pasticciona Doremì, ma si chiama Niko. 

Una ragazzina strega che combina un guaio dopo l’altro e il suo amico di infanzia Morihito Otogi, un liceale con poteri da Oni, cercherà di proteggerla dai pericoli derivanti da una vecchia profezia.

Mentre Morihito cercherà di trovare una soluzione a tutti i pasticci creati da Niko con la sua magia imperfetta, quest’ultima si esulterà lasciandosi andare in preda a fantasticherie amorose vivendo sotto lo stesso tetto con il suo grande amore. 

Witch Watch

Una commedia piena di magia e risate che sa davvero sorprendere, nonostante i tanti titoli degli ultimi tempi che ci presentano maghe e streghe con del potenziale e con una virtù ben salda, la nostra Niko saprà sorprenderci.

La sua magia non è perfetta, o almeno non lo è la sua spiegazione prima dell’utilizzo. Passeremo da finestre e tazze rotte a tipi che sacrificano i loro capelli diventando pelati. Un mix completo per chi vuole leggere qualcosa di fantasioso ma anche romantico con un pizzico di comicità che non guasta mai.

Morihito è un Oni molto potente che vive tra persone normali. Non ha amici oltre alla sua amica di infanzia e Niko separata da lui quando erano bambini a causa dei suoi doveri di strega.

Ma ora Niko è tornata dal suo addestramento e sua madre ha scelto per lei Morihito come famiglio.

Witch Watch

Appena ho concluso la lettura di questo primo volume sono rimasta sorprenda come mi sia venuta in mente “Doremì, la strega pasticciona”. Ci ricordiamo tutti, o quasi, le avventure piene di guai della dolce strega dai capelli rossi, ma Nico ci porterà in una comicità tutta fresca e frizzante!

I disegni sono puliti e dinamici, ogni capitolo è ricco di battute e di una comicità che sa mantenere alto l’umore dei suoi lettori.

Perché dare una opportunità a Witch Watch?

🌱 se siete in cerca di una storia divertente e rilassante da leggere nei momenti di relax 

🌱 se volete immergervi in guai e soluzioni bizzarre

🌱 se siete alla ricerca di un nuovo husbando o una wife 

Witch Watch – opera composta da 11 volumi in corso edita Starcomics. Scritta da Kenta Shinohara autore di Kanata no Astra.

I Want to Be the Wall

Si sta avvicinando il Pride Month e la Starcomics ha deciso di arricchire la collana Queer di Star Comics con I WANT TO BE THE WALL. La serie di Honami Shirono, completa in tre volumi, approfondisce con sensibilità e comicità la sfera dell’asessualità e dell’aromanticismo.

tra il 31 maggio e il 1 luglio 2023, acquistando in fumetteria un qualsiasi volume della collana Queer (ON OR OFF e MY SON IS PROBABLY GAY compresi) si riceverà in omaggio una speciale illustration card raffigurante uno dei 7 manga rappresentativi della collana Queer.

copertina

Trama:

Yuriko, una donna asessuale, accetta di sposarsi per accontentare i genitori. Il suo nuovo compagno di vita è Gakurouta, un uomo omosessuale, innamorato del suo amico di infanzia.

Cosa ne penso?

Honami Shirono, parlami ancora di queste tematiche. 

“non posso innamorarmi, non mi è mai capitato” e il dolore di sentirsi sbagliata quando inizi a capire di più te stessa per la prima volta o come l’amore che ti trascini dietro da dieci anni che non sarà mai corrisposto.

Il Pride Month è alle porte ed è sempre meraviglioso vedere come l’amore in tutte le sue sfumature venga accolto e abbracciato dalla gente. 

I want to be the wall

In questa nuova opera scopriamo i margini della asessualità e il concetto dell’essere aromantica con un matrimonio di convivenza tra Yuriko e Gakurota.

Un primo volume che apre le porte verso una storia macchiata dal dolore e dal conforto, tra le parole di Gakurota scopriamo un amore non corrisposto per il suo amico d’infanzia, un sentimento ormai che si trascina da dieci anni e il desiderio che si tramuta in lacrime.

Mentre la figura di Yuriko ci fa scoprire una tematica che non è spesso chiacchierata o trattata, l’essere “aromantica” ossia il non provare amore/non essersi mai innamorati, strettamente connesso al concerto di “asessualità”.

Nella vita, attraverso le varie esperienze, succede a tutti di scoprire passo dopo passo qualche lato di se stessi ma il momento più crudo è quando ne parli con qualcuno e loro ti guardano con gli occhi accusatori e giudicatori del “ma sei seria?”. Questi sono i primi sentimenti di Yuriko, una fujoshi appassionata del mondo boy’s love nelle sue piene sfumature ma che non riesce ad approfondire la tematica dell’amore nella vita reale o negli shojo perché non ha mai provato il “batti cuore”.

I want to be the wall

Due persone dalle problematiche diverse che cercheranno nel matrimonio di convenienza a sostenersi a vicenda, creando una interpretazione per la società della loro vita da sposini perfetta.

Un’opera che sa intrattenere e trattare di tematiche che al giorno d’oggi hanno bisogno di spazio e di essere conosciute in maniera dolce e non superficiale. 

Potrei definirlo come un tocco delicato, ma che sa lasciare il segno.

I want to be the wall

Sono davvero curiosa di scoprire le pagine del secondo volume, mi sono soffermata molto sui sentimenti che vengono espressi da entrambi i protagonisti, Yuriko e Gakurota, e mi è venuta una stretta al cuore.

Le conversazioni sono semplici, abituali e quotidiane ma che aprono le porte verso la bellezza del conoscersi e riprovarci. Riprovare a trovare la serenità e il proprio equilibrio, anche in una situazione di mera apparenza per chi li circonda ma che nel loro matrimonio riescano a sostenersi e trovare qualcuno con cui essere se stessi.

Mi piace molto come Honami Shirono abbia predisposto l’andatura della narrazione, una vita quotidiana che non rende la lettura sgradevole o noiosa, ma incalzante nella sua semplicità.

I want to be the wall un’opera conclusa di tre volumi che farà breccia nel vostro cuore.

Of machines and Beasts

Amate le storie piene di battaglia con elementi particolari che si evolvono nel post apocalittico? Allora ‘Of Machines And Beasts‘ fare proprio il caso vostro. Un’opera che sarà trasportata in Italia grazie Jundo e potete leggerlo sia in maniera digitale sulla loro applicazione o acquistando il cartaceo.

Of Machines and Beasts

Trama:

L’umanità è morta! Risorgendo dalle ceneri, due razze opposte combattono per ciò che resta del mondo: I Cyborg, simbolo del progresso tecnologico, e gli Spiriti Bestia, tornati a essere un tutt’uno con la natura. Hei Tong Shi, uno spietato assassino cyborg che odia tutto – tranne il sarcasmo – è costretto ad accompagnare un gruppo di Spiriti Bestia in una ricerca per ripristinare il mondo distrutto. Ma non è mai facile sfuggire al proprio passato. Chi erediterà la terra nella guerra fra macchine e natura?

Cosa ne penso?

La curiosità che mi ha trasmesso questo titolo è andata bene oltre alle mie aspettative, è una storia a cui ho dato il primo sguardo attraverso l’applicazione e devo dire che già i colori mi hanno totalmente conquistata.

Avendo in mano il primo volume cartaceo posso già dirvi le mie impressioni attinenti sia alla qualità del volume nonché ai primi capitoli della storia, è una storia ancora in corso ed è di un autore di origini cinesi chiamato Chenxi.

Sicuramente la qualità di Jundo è tutta da apprezzare perché parliamo di volumi da un prezzo abbastanza economico 9,90 euro, una qualità molto eccellente sia per la carta e anche per il fatto che parliamo di storia che sono totalmente a colori.

Of machines and beasts presenta le sue prime tavole con un epilogo concentrato sulla fine del mondo. In questo mondo non ci sono più esseri umani, la società e la umanità che conosciamo ma siamo in un post apocalittico che presenta due nuove figure ossia i cyborg e gli spiriti bestia.

Come in ogni grande storia post apocalittica sappiamo bene che gli elementi determinanti sono quelli di riuscire a realizzare dei personaggi sorprendenti e battaglie non saranno mai noiose, caratterizzati da creatività.

L’intera umanità è estinta a causa di un enorme attacco, nel primo volume non scopriamo nel perché, né da chi e neanche secondo quale metodo, ma ci concentreremo nell’analisi delle prime due figure che incontreremo ossia un cyborg e uno spirito bestia che cercheranno di raggiungere il passo degli spiriti bestia. Qual è la caratteristica di queste due figure?

La prima è la rappresentazione di un essere umano con dei pezzi meccanici e dal potere di infezione cibernetica, sia un meccanismo di difesa del proprio corpo che trasforma le parti mancanti in parti metalliche portando fino alla fine alla realizzazione di un vero e proprio robot che si andrà a sostituire all’essere umano cancellando qualsiasi suo ricordo della vita precedente. Dall’altro lato abbiamo la figura dello Spirito bestia ossia degli esseri che abusando dei propri poteri, vengono trasformati nella bestia ossia nell’animale a cui sono legati.

Hei Tong Shi è il protagonista con una cattiva nomina. Lui è uno spietato assassino cyborg che ha un compito da portare a termine, una promessa fatta ad un amico in punta di morte ossia quello di ripristinare l’ormai mondo distrutto. Il nostro amato assassino riuscirà a conquistare i vostri cuori soprattutto dimostrando delle battaglie che lo coinvolgeranno la sua grande forza anche caratterizzata da un comportamento e da battute abbastanza ironiche e provocanti.

Yuri is my job

Il mondo dello yuri si sta espandendo e Starcomics ci sorprende con il titolo ‘Yuri is my job‘ in uscita contemporaneamente con l’anime distribuito da Crunchyroll. E’ possibile recuperare l’opera nella box contenente i due volumi o ciascun volume singolarmente.

E’ un’opera composta da 12 volumi in corso.

copertina

Trama:

Hime è la principessa della scuola: ammirata da tutti, non sbaglia mai. Così, quando ferisce accidentalmente Mai, la manager di un caffè, è pronta a sdebitarsi lavorando per non rovinare la sua reputazione. Hime scopre che si tratta di un locale a tema, dove lo staff tutto al femminile finge di frequentare una scuola privata per accontentare al meglio i clienti. Sotto la guida della ragazza più graziosa, Hime non può far a meno che arrossire ed essere goffa. In questo nuovo ambiente scopre ogni giorno qualcosa di nuovo sul suo lavoro e sui suoi sentimenti.

Cosa ne penso?

Mi piace lanciarmi in nuove sfide e svariare sempre i miei generi di lettura, ma oggi voglio parlarvi di “Yuri is my job”. 

Yuri Is My Job!

La Starcomics ci ha portato questo delizioso Yuri in Italia in concomitanza con l’anime prodotto da Crunchyroll. 

Solitamente lo Yuri non è esattamente uno dei primi generi che leggo con frequenza, ma questo mi ha davvero fatto ridere!

L’opera si presenta come una commedia scolastica che si concentra su tre focus: caffetteria scolastica, ragazze carine e illusioni.

Yuri Is My Job!

In primis ci verrà presentata la protagonista, una ragazzina super carina che riesce ad ammagliare qualsiasi persona posi lo sguardo su di lei. Dai capelli lunghi e mossi, il suo vero obiettivo è riuscire a sposarsi un uomo ricco e ottenere una posizione prestigiosa e per questo motivo rifiuta tutti i ragazzi che si dichiarano.  – un po’ la capisco sinceramente. 

Mi piace che la protagonista non sia la solita scellerata un po’ confusa, ma che sia una ragazza che ha delle idee salde e molto chiare e mira verso la vittoria del suo obiettivo!

Tuttavia questa quiete di vita solare viene disturbata da un incontro: difatti si scontra contro una ragazza, quest’ultima si “rompe” un braccio e la nostra protagonista finisce a lavorare part-time presso una caffetteria alquanto particolare.

Yuri Is My Job!

Non è tutto rosa e fiori, una narrazione calzante che vibra tra momenti comici e momento un po’ più seri ci presentano le varie sfaccettature dei caratteri delle ragazze che lavorano in questo cafe particolare.

La prima regola è non dire a nessuno del proprio lavoro, ma in meno di tre secondi la nostra piccola star riesce a frantumare questa regola. (Ci vuole molto impegno a non farsi beccare e diciamo che lei non è molto furba). 

Il suo carattere un po’ egocentrico in realtà nasconde un lato imbranato e combina guai e il suo vero “io” viene in poco tempo smascherato e si troverà a fare i conti con la realtà: verrà odiata da tutti?

La storia è ricca di momenti comici e soft, molto piacevole da leggere e da gustarsi anche nella versione anime. I disegni sono molto dettagliati, carini ed estroversi anche nel mostrare le emozioni dei vari personaggi.

Yuri is My Job!

Le indagini del Marlow Murder Club

Diciamoci la verità non è semplice trovare un libro che sappia davvero conquistare lettore e che abbia anche una nota di comicità all’interno di investigazioni e omicidi misteriosi, ma sono qui per risolvere il problema: ‘Le Indagini del Marlow Murder Club‘ edito Fanucci Editore, mi ha conquistata!

Le indagini del Marlow Murder Club - Robert Thorogood

Trama:

Judith Potts ha settantasette anni ed è beatamente felice. Vive da sola in una villa un po’ dimessa appena fuori Marlow, non c’è nessun uomo nella sua vita che le dica cosa fare o quanto whisky bere, e per tenersi occupata crea i cruciverba per i giornali nazionali. Una sera, mentre nuota nel Tamigi, è testimone di un brutale omicidio. La polizia locale non crede alla sua storia, così decide di investigare da sé, e ben presto a questa missione si uniscono Suzie, una dog-sitter dal cuore puro, e Becks, la sobria e composta moglie del parroco. Insieme sono il Marlow Murder Club. Quando un altro cadavere viene ritrovato, si rendono conto di avere per le mani un vero e proprio serial killer. E l’enigma che volevano risolvere diventa una trappola da cui potrebbero non trovare via d’uscita…

Cosa ne penso?

Ero alla ricerca di una lettura particolare e chi potesse coinvolgermi in maniera frizzante e creativa, mi sono addentrata in Le Indagini del Marlow Murder Club dello scrittore Robert Thorogood ed è stato subito amore.

Durante la lettura mi sono fatta coinvolgere dagli attimi di comicità di cui si arricchisce la scrittura dell’autore in grado di smorzare la tensione derivante dagli omicidi e dalle investigazioni senza uscita.

Se siete appassionati di investigazioni e dai modus operandi di ricerca della polizia e volete ricoprire il ruolo di un investigatore, allora questa lettura può fare al caso vostro perché le nostre eroine non sono dei poliziotti, ma bensì delle comuni cittadine che non riescono a farsi i fatti propri.

Un romanzo rompicapo che riesce a sorprendere il lettore in qualsiasi momento, ricco di momenti evolutivi, divertenti, ben studiati e strutturati ma soprattutto tutte le carte in tavola verranno capovolte e mischiate da momento all’altro.

La nostra protagonista Judith Potts è una donna di 67 anni con un carattere vivace e schietto, mentre giace nella sua grande villa apposta vicino al Tamigi sente uno sparo proveniente dalla casa del suo vicino che si trova dall’altra parte della sponda del fiume.

Da quel momento iniziano i segnali in cui la nostra protagonista capisce che per far salire a galla la verità c’è bisogno di una mano ,anche se la polizia all’inizio sembra essere titubante nel coinvolgere in un caso investigativo una comune cittadina, ma la sua determinazione non si ferma neanche davanti agli ostacoli o limiti dettati dalla legge, in tutte le maniere la nostra protagonista, affiancata da incredibili e coraggiose amiche, riuscirà a trovare il colpevole.

Judith inizia a investigare privatamente correndo da una parte all’altra cercando di scovare l’assassino prima che quest’ultimo possa commettere una nuova vittima, ogni volta che si avvicina a una prova importante questa diventa inaccessibile sfumando qualsiasi possibilità di raggiungere la verità.

Bisogna risolvere un mistero che collega tre omicidi, vittime che in qualche modo sono connesse tra di loro ma allo stesso tempo non lo sono. L’apparenza può ingannare e nella piccola cittadina di Marlow in cui la vita quotidiana dei suoi cittadini si trascina di giorno in giorno nella normalità, tra le sue strade si cela un assassino che si porta dietro un credo.

Lo stile narrativo di Robert Thorogood è davvero spaziale, riesce a creare una tensione magica che si affievolisce grazie alla complicità delle battute tra i personaggi o delle varie situazioni ma che riesce a mantenere solida l’interesse verso le investigazioni e verso le connessioni che vengono effettuate dai personaggi per uscire a trovare il colpevole. Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, soprattutto per chi è amante di questo genere troverà una lettura scorrevole che non si macchia solo di omicidi ma anche di altre tematiche come l’amicizia, il coraggio di prendere una posizione della propria vita e nell’essere più altruisti.

La protagonista per me è un ideale di donna molto particolare, siamo di fronte a una donna adulta dall’età di 67 anni che vive beatamente nella sua villa ereditata e che ha un passato turbolento ma questo non è motivo di abbattimento del suo animo perché ciò che le ha passato è una nota che la resa ancora più coraggiosa e diretta della vita che lei sta affrontando tutti i giorni. Mi piace come sia stata rappresentata anche l’amicizia fra le donne che si conoscono e cercano di investigare insieme sugli omicidi, vengono rappresentate tre donne completamente diverse con pensieri diversi e anche ideali diversi ma questo non è motivo di contrasto tra di loro ma bensì di unione.

Ciò che mi piaciuto maggiormente è sicuramente la nota di comicità che non è comune nei libri di questo genere, credo che sia un elemento che possa sgrammaticare la tensione che si viene a creare ma soprattutto che rende la lettura più alternante cercando di non appesantire troppo la lettura stessa.

A chi suggerisco questo libro? Sicuramente a chi vuole scoprire per la prima volta quest’autore, a chi cerca una lettura che possa essere una lettura di mezzo tra altri titoli ma soprattutto chi vuole scoprire un romanzo che valga la pena davvero di avere in libreria.

Twilight Out Focus

Sei alla ricerca di un boy’s love elettrizzante e che ti faccia palpitare il cuore? La scelta ricade sicuramente sulla nuova uscita Jpop intitolata ‘Twilight Out Focus‘, una meravigliosa storia resa ancora più unica grazie alla box della Jpop con all’interno tre illustration + instagram pvc card e i due volumi ‘Twilight Out Focus’ e ‘Twilight Out Focus Overlap’.

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Trama:

Mao Tsuchiya e Hisashi Otomo sono compagni di dormitorio. Hisashi è gay, così i due hanno stabilito alcune regole di convivenza: per prima cosa, Mao non dovrà svelare a nessuno il segreto di Hisashi; come seconda regola, Hisashi non dovrà interessarsi a Mao; inoltre nessuno dovrà interferire nei bisogni personali e sessuali dell’altro. Tutto sembra procedere tranquillamente finché il club di cinema, di cui anche Mao fa parte, decide di produrre un film di genere Boys’ Love, con Hisashi come protagonista…

Cosa ne penso?

Le stelle della sera dopo la pioggia sono bellissime, solo per noi due. Proprio come se fossimo in un film.

Emozionarsi mentre si legge un’opera ha sempre qualcosa di poetico e unico. Questo è quello che mi è successo con Twilight Out Focus.

Twilight Out Focus

Mao e Hisashi sono coinquilini di stanza che tra un segreto e l’altro hanno deciso di “girare” un video di promessa elencano tre regole indissolubili. Inizia così la loro vivace conoscenza tra alti e bassi. Il loro rapporto si evolverà in maniera leggiadra e profonda, facendo desiderare al lettore di averne ancora di più. 

La crescita personale dei personaggi e del loro rapporto non avviene casualmente, ci troviamo su una strada ben delineata e tratteggiata che ci farà provare la pelle d’oca.

Twilight Out Focus

Mao è un membro del club di cinema e devono girare un film per la scuola a tema BL. Un tema particolare e coraggioso da portare in una scuola maschile, ma il protagonista dal volto tenebroso e con vibes da teppista chi sarà? Senza ombra di dubbio entra in gioco Hisashi che di recitazione non me sa nulla, ma si impegnerà a dar valore al ruolo che gli è stato attribuito. 

Mao non sa mentire davanti all’obiettivo, ma riesce a inquadrare in maniera elegante e passionale tutti i suoi soggetti e in particolare modo Hisashi. Il viso del suo coinquilino inizia a brillare come se fosse visto da Mao sotto una nuova luce, e in questo momento perché il suo cuore sta battendo così forte?

Twilight Out Focus

Un rapporto che si trasforma da semplici coinquilini a qualcosa di più, un amore che cresce giorno dopo giorno nonostante le circostanze. 

Un’opera che mi ha fatto emozionare e provare la pelle d’oca grazie anche a come ha rilievo l’importanza dell’obiettivo e della videocamera. Una tematica che a volte può sembrare secondaria, ma che ultimamente riscontro sempre di più nelle opere: la bellezza di immortalare un viso e i suoi sentimenti.

Twilight out focus ci accompagna in un viaggio di due volumi in cui verrà dato spazio non solo ai personaggi principali, ma anche allo sfondo come il presidente del secondo anno e ai relativi film che gira il club di cinema.

Mi è piaciuto vedere in prima tappa la certezza di Mao verso il cinema e la videocamera, le emozioni di Hisashi sia a fronte di una rottura relazionare nonché alla nascita di un nuovo sentimento ma anche il suo cambiamento caratteriale verso i membri del club e il suo “sorridere” di più. 

Twilight Out Focus

Posso definire l’opera soddisfacente sotto molti punti di vista, a partire dai disegni e dalla impostazione dei livelli. Si trovano spesso inquadrature stile “cinematografiche” dei visi di Mao e Hisashi, dei loro momenti romantici e un po’ più drammatici e si percepisce la loro felicità.

Mi è piaciuto conoscere il lato “spento” di Hisashi a causa del suo passato, ma vedere anche come abbia preso di pugno l’opportunità di cambiare e come il suo viso sia più vivace.

Ho trovato Mao un personaggio coraggioso e allo stesso tempo fragile, con la paura che il suo amore fosse non corrisposto e la voglia di fare di più per se stesso e per l’altro. 

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TABI – THE JOURNEY OF LIFE

Una delle bellezze derivanti dal Comicon è proprio la nuova opera di Aki Irie editata dalla Jpop ‘TABI – THE JOURNEY OF LIFE‘.

In Italia sono state editate le altre due opere ossia Il mondo di Ran e Nuvole a Nord-Ovest e per chi vuole scoprire altre sfumature della nostra mangaka sicuramente questa raccolta di racconti è imperdibile.

copertina

Trama:

Una raccolta di racconti originali per vivere tutte le sfaccettature dei mondi fantastici di Aki Irie e perdersi nell’inconfondibile tratto dei suoi disegni. Tra i racconti anche un divertente episodio inedito de Il Mondo di Ran.

Cosa ne penso?

Una delle sfumature che più mi sorprende di Aki Irie è il suo modo di disegnare e illustrare le ambientazioni, ma anche le emozioni dei personaggi che riesce a creare. Ogni volta che mi butto a capofitto nelle sue opere, rimango sempre sorpresa di come riesce a comunicare in maniera poetica ed elegante tutte le emozioni che cerca di racchiudere all’interno delle linee che tratteggia e dei disegni da mozzafiato che riesce a creare.

L’elemento identificativo che ci permette di riconoscere subito i suoi tratti di disegno è proprio grazie all’evoluzione che ci mette nel realizzare le ambientazioni e in questo volume unico, nonostante sia una raccolta di racconti con degli extra anche dedicati al Il mondo di Ran, il suo stile riesce a conquistare il cuore del lettore ed è impossibile non acquistarlo.

Tabi - The Journey of Life

Ogni singola storia dell’opera racchiude una motivazione per cui è stata realizzata e a fine volume possiamo godere sia di tavole extra nonché di sussunte spiegazioni dedicate ai racconti.

Il primo racconto in cui ci imbattiamo si intitola Harukoma e aldilà della bellezza dei disegni sia della donna e sia dello sguardo chiaro verso l’ambiente e verso l’arte, quello che mi ha colpito maggiormente è come la ragazza sia sempre attenta a quello che la circonda a causa di un’azione malvagia che vuole compiere suo fratello ossia quello di ucciderla, tutto viene arricchito dalla bellezza del canto e della musica che riescono a sciogliere la tensione che la porta nel cuore facendole godere anche di momenti gioiosi della vita.

Tabi - The Journey of Life

Aki Irie spiega verso la fine del volume che le piace il canto, la musica, le canzoni popolari giapponesi e che uno dei suoi strumenti preferiti è proprio la voce umana e per questo voleva dare un forte carattere a questo suo amore proprio realizzando un mini racconto che lo racchiudesse come protagonista.

Andando avanti ci imbattiamo in vari racconti che riescono a mostrare dei lati gentili nonché anche delle difficoltà delle persone, molti messaggi educativi e di incoraggiamento nel non lasciarsi sconfiggere dagli ostacoli e nel cercare di osservare sempre la parte bella della vita e di tutto ciò che ci circonda come la natura, il cielo o l’essere umano è stesso.

Tabi - The Journey of Life

Un altro racconto che mi ha fatto davvero sorridere si intitola Il principe viaggiatore e parla di un principe che vuole liberarsi delle responsabilità che ricadono sulle sue spalle ossia quella di dover governare un paese, un popolo e il suo animo non si rispecchia in queste responsabilità e cerca un modo per sfuggire e per custodire la sua libertà, tanto da far correre i soldati dietro alle sue scorribande.

Nella Postfazione ritroviamo anche delle parole dell’autrice:

“una volta, in una raccolta di mie opere, ho detto che manga dando forma a ciò che ci rapisce il cuore. È quello che penso ancora oggi. Spero che nelle vostre giornate, così pieni di impegni, abbiate la possibilità di imbattervi spesso in qualcosa di bello. Vi ringrazio.”

Trovare un messaggio che racchiude la gratitudine e un augurio dall’autrice credo che arricchisca la felicità del lettore nonché il buon animo dell’autore stesso.

Per tutta la durata dell’opera ci alterniamo tra racconti più brevi o racconti un po’ più lunghi, tuttavia la sorpresa non si limita solamente a vedere una tipologia di lavorazione diversa rispetto a quelle che siamo abituate in Italia con le altre due opere portate dalla stessa casa editrice, ma bensì vediamo anche una struttura della composizione delle tavole completamente diversa e innovativa.

La sorpresa più grande che possiamo ottenere da questo volume unico è sicuramente i disegni illustrativi che possiamo trovare alla fine del volume stesso, sono qualcosa di sorprendente e anche da immortalare all’interno di un quadro da appendere in camera perché sono poetica, sono maestose e gridano completamente tutta la bellezza dell’arte di disegno dell’autrice.

Goodbye, Eri

Prese dalla fuga, mi sono cimentata in un genere completamente diverso dalle mie classiche letture e sono qui a scrivervi i miei pareri.

Goodbye, Eri una nuova opera di Tatsuki Fujimoto edito Starcomics in due meravigliose versioni, opera conclusiva di un volume.

copertina

Trama:

La madre di Yuta, sofferente di una malattia in fase terminale, chiede al figlio di filmarla per lasciargli un ricordo. Il giovane inizialmente accetta, rifiutandosi in seguito di registrare i suoi ultimi momenti. In preda allo sconforto, intende suicidarsi gettandosi dal tetto dell’ospedale, dove incontra una strana ragazza che attira la sua attenzione…

Cosa ne penso?

Il mio primo approccio con Tatsuki Fujimoto finalmente è arrivato. Durante il ritorno del Comicon stavo guardando le prossime uscite edite starcomics e qualcosa dentro di me mi sussurrava “Goodbye, Eri … ti piacerà”.

Goodbye, Eri

Presa dalla curiosità  della trama e dai feedback che ho letto per le sue precedenti opere, alla fine ho ceduto e mi sono avventurata tra le pagine di Goodbye, Eri.

Un approccio al dir poco particolare e drammatico. Un’opera che non ha bisogno di tanti dialoghi per mostrare un’atmosfera soffocante e profonda, ma che con il suo stile particolare riesce a lasciare qualcosa al lettore a fine lettura.

Mentre leggevo le prime tavole sentivo un macigno sul petto. Una richiesta davvero assurda quella della madre, come si fa a chiedere al proprio figlio di essere ripresi durante la malattia fino all’ultimo respiro? 

Goodbye, Eri

Ma andando avanti ho iniziato a realizzare quanto i ricordi, le foto e i video ci permettono di idealizzare le persone che abbiamo conosciuto, a volte trasformandole da pessime persone a individui puri e magnifici.

Yuta affronta il lutto della madre in un modo tutto suo, montando e modificando le intere ore dedicate durante le sue scuole medie per creare un film d’effetto con protagonista sua madre e i suoi ultimi respiri – che mai sono stati girati. 

Un’angoscia davvero struggente che rende la lettura pesante e particolare (cosa che ho adorato).

Tuttavia mentre Yuta pensa alla fine della sua vita, viene in un certo senso motivato e salvato da una strana ragazza che gli chiede di girare un nuovo film diverso da quello precedente, ma che riuscisse ad emozionare i suoi spettatori.

Goodbye, Eri

Yuta inizia così una nuova “vita” incoraggiandosi di girare mini video per poi assemblarli e creare qualcosa di unico che lo rappresentasse e che mostrasse al mondo l’adolescenza che affronta passo dopo passo.

la realtà però non è così incline ad essere docile e sorridente con il ragazzo, perché Eri, la ragazza strana, ha un segreto che porterà a rendere l’opera da un piano realistico e sofferente a introdurre degli elementi più freschi e fantasy.

Goodbye, Eri lo suggerisco a chi vuole assaporare lo stile narrativo e creativo di Fujimoto o vuole approcciasse e per la prima volta. Non è una lettura di passaggio, né una semplice da prendere nei momenti di relax e conforto, ma è struggente, drammatica e in un certo senso la definirei anche “romantica”.

Romantica dal punto di vista della rappresentazione delle persone. Yuta nei suoi video mostra le parti belle delle persone e non i loro difetti, cercando di ricordarsi di loro sotto quella luce.

Goodbye, Eri

Un finale d’effetto che mi ha risollevato un po’ dal polverone oscuro dell’opera. L’ho goduta piano piano e sono contenta di questo primo approccio. Per me Fujimoto è un nuovo autore da aggiungere alla lista – per quando voglio essere un po’ masochista e soffrire.