Witch and the Beast

Credo di aver trovato il seinen dell’anno!

Non sto scherzando, oggi voglio parlarvi di ‘Witch and the Beast‘ una nuova uscita edita PaniniComics ed è un’opera composta da dieci volumi in corso.

E’ l’unica opera di Kōsuke Satake, almeno secondo la fonte di AnimeClick e questa cosa mi ha destato tanta dubbiosità, ma non bisogna mai fermarsi alle apparenze!

copertina

Trama:

In una città abitata dalle streghe, un giorno giunge un uomo che trasporta una bara in compagnia di una ragazza con gli occhi di una bestia. I due seguono le loro prede, le streghe, scatenando una feroce battaglia a ogni loro incontro.

Cosa ne penso?

Sono pronta ad essere travolta da quest’opera!

Se la trama non vi suggerisce un granché come elementi, allora continua a leggere le mie impressioni perché a fine della recensione correrai in fumetteria ad acquistarlo! (eheh, inoltre è anche appena uscito il volume 2).

The Witch and the Beast

Esteticamente la cover sa fare il suo buon lavoro con la raffigurazione di questi due individui con una eleganza non indifferente, ma la veste non fa il monaco perché in realtà hanno un mondo alle loro spalle tutto da scoprire.

I disegni, già dalla prima tavola, ti fanno rimanere a bocca aperta. Sono rimasta sorpresa dai dettagli e dall’armonia con cui si riesce a seguire sia le battaglie che la narrazione stessa. Ci sono in rilievo i minimi dettagli, tanto che in una scena in cui c’è Ashaf in primo piano si riesce a vedere come il focus sia concentrato su di lui realizzando una sorta di sfocatura ai personaggi di contorno e all’ambiente alle sue spalle.

The Witch and the Beast

Ma qual è il punto decisivo che già dal primo volume mi ha fatto subito pensare di aver fatto Jackpot?

“Sai come si scioglie la maledizione di una strega? Il primo metodo e ricevere un bacio dal principe azzurro, il secondo è quello che la strega che ti ha maledetto cambi idea per capriccio.”

Un mondo governato dalla magia e dalla presenza di maghi, streghe, bestie magiche e misteri che si celano ad ogni angolo.

Ashef e Guideau, in prima battuta, sono alla ricerca di una strega, ma non una qualunque, bensì quella che ha maledetto Guideau la ragazza dall’aspetto felino.

Questi due strani soggetti si trovano alla Città di Cremisi e riescono a percepire della magia da parte di una strega. Tutto avviene in maniera ingannevole e minuziosamente, tant’è che si troveranno in mezzo ad una battaglia e verrà scoperto anche un terzo metodo per sciogliere la maledizione… ma in maniera temporanea.

The Witch and the Beast

Ashef, un mago di basso livello, l’ho trovato fin da subito un personaggio curioso, si porta dietro una bara per governare e gestire il potere, dall’altro lato abbiamo Guideau che nasconde la sua vera forma ed è una ragazza abbastanza schietta con un carattere aggressivo. Entrambi lavorano per un’associazione che si occupa di tutti i casi che girano introno alla magia, dall’apertura di una scatola sigillata all’eliminazione delle streghe.

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Staygold vol.1

Una storia un po’ inusuale che avuto un grande successo in Giappone e che finalmente arrivato anche in Italia grazie alla Jpop Manga. Probabilmente l’elemento caratterizzante di questo titolo possa far storcere il naso a più lettori, ma bisogna andare anche oltre proprio grazie anche alle caratteristiche e alla identità dei personaggi.

Staygold‘ un’opera BL di sei volumi completa in patria con una sfumatura di slice of life che ci farà innamorare.

copertina

Trama:

Yuuji vive con suo fratello minore e con i nipoti Hayato e Kikka, figli di sua sorella. Già tre anni sono trascorsi da quando la donna è fuggita, lasciando i suoi bambini, e Hayato è ora un adolescente. Un giorno sconvolge tutti tingendosi i capelli di biondo, e Yuuji non riesce proprio a capire il motivo di questo gesto. Che sia l’inizio di una fase di ribellione?

Cosa ne penso?

‘Un 𝙞𝙣𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤𝙡𝙡𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 amore non corrisposto.’

Come ti comporteresti se ho il tuo sentimento d’amore crescesse con l’andare avanti degli anni ma non riuscisse a raggiungere la persona destinataria?

Staygold

La situazione familiare dei Nakayama è complessa e gira intorno a una sorta di triangolo amoroso che non riesce a trovare la porta per la soluzione. Un fratello e una sorella che sono stati lasciati a casa del loro zio perché la madre probabilmente è scappata con un pescatore, uno zio d’altro canto che cerca di affrontare quotidianamente una relazione che non potrà mai trovare la felicità e una ambigua situazione che porterà effetti su tutti quanti.

StayGold è un’opera che si presenta con dei disegni molto semplici, dettagliati verso i volti e gli sguardi ma meno strutturati verso l’ambiente circostante. Questa modalità stilistica di disegno mi ha colpito fin da subito perché non si concentra nell’arricchire le tavole bensì cerca di trasmettere la sensazione di disagio, di amore, di ambiente circostante in cui si muovono i personaggi stessi.

La nota di valore in quest’opera è la differenza di età tra i personaggi, abbiamo un ragazzo che è stato cresciuto e ha sempre visto come figura di riferimento il suo caro zio ma non è visto come una figura paterna ma bensì come una figura amorosa ossia destinatario dei sentimenti che si sono evoluti nel tempo.⠀

Staygold

Quello che mi incuriosisce davvero tanto e mi porta anche a suggerire e consigliare la lettura, almeno del primo volume, è sicuramente che nonostante stiamo parlando di un ragazzo che all’età di 13 anni matura dei sentimenti non sono frutto di una illusione o di un attaccamento troppo spropositato nei confronti dello zio che ha avuto un ruolo fondamentale nella sua vita, ma bensì sono emozioni veri.

D’altra parte lo zio invece si comporta come un adulto che cerca di scoprire le radici di questo amore, cerca di comprendere i pensieri e la mentalità del ragazzo che ha sempre cresciuto e che anche cambiato il pannolino. È sorprendente come non si limita semplicemente a rimanere scioccato dall’affermazione ricevuta dal suo nipote e dell’amore che stato manifestato attraverso un bacio rubato, ma bensì cerca andare oltre.cerca di comportarsi come un adulto che si trova davanti una strada a due corsie e che cerca di comprendere quale sia la strada più adatta.

Tuttavia questa storia non parla solamente di un amore impossibile tra un tredicenne che esplora i confini dell’adolescenza ma bensì abbiamo anche un’altra facciata, ossia l’amore che non riesce a raggiungere la persona voluta dal punto di vista di un adulto.

Staygold

sicuramente il fatto di trovarsi di fronte a una storia che a questo elemento particolare della differenza di età abbastanza grande soprattutto perché ha per oggetto un personaggio minorenne dell’età di 13 anni possa far storcere un po’ il naso, dall’altra parte ritengo che sia davvero interessante verificare e vedere anche gli atteggiamenti dell’altra parte e anche il modo in cui si può evolvere la storia in sé.

Le opere di Hideyoshico hanno sempre una sfumatura di drammaticità e di emozioni non indifferenti. Mi sento di consigliare anche altri titoli inediti:

  • Romeo ga Rival (seinen)
  • Udagawa-chō de Mattete yo (Boy’s love)

Le madrine – Monica McInerney

Per molto tempo stavo cercando un romanzo che potesse davvero coinvolgermi e trasmettermi tantissime emozioni, finalmente l’ho trovato e oggi voglio parlarvi di ‘Le Madrine‘ di Monica McInerney – nuova uscita edita dalla Fazi editore.

le madrine

Trama:

Le madrine di Eliza conoscono tutti i segreti di famiglia: per quanto tempo ancora potranno tenerli per sé?

Figlia unica dell’amatissima ma inaffidabile Jeannie, madre giovane e irregolare, Eliza Miller ha sempre potuto contare sul sostegno delle sue affezionate madrine, Olivia e Maxie. Riguardo al padre Eliza non ha mai saputo nulla: Jeannie le ha promesso che le avrebbe rivelato la verità il giorno del suo diciottesimo compleanno. Poco prima della fatidica data, però, è scomparsa all’improvviso, cambiando ogni cosa. Molti anni più tardi, Eliza, ormai trentenne, è una donna solitaria, introversa e dedita soprattutto al lavoro. Quando nell’arco della stessa giornata viene licenziata e sfrattata di casa, decide di accettare l’invito di Olivia a raggiungerla a Edimburgo per fare una sorpresa a Maxie che sta per sposarsi. Questo viaggio sarà per Eliza l’occasione per uscire dal guscio ovattato nel quale si è rinchiusa, ma soprattutto per indagare sull’identità di suo padre. Per scoprire chi è quest’uomo misterioso, però, dovrà capire chi era davvero sua madre: le madrine hanno custodito per anni i segreti di Jeannie, ma ora è tempo che la verità venga a galla.

Cosa ne penso?

«Le conosceva da quando era nata; erano le migliori amiche di sua madre; non potevano non avere le risposte alle sue domande».

Mi sono cimentata in questa nuova lettura senza sapere davvero cosa aspettarmi, e posso solamente dire che a fine lettura ho sentito un vuoto dentro. Questo romanzo non è solamente una lettura che consiglio a chi vuole trovare una scrittura coinvolgente, molto scorrevole e che sappia davvero intrattenere il lettore, ma anche per chi sta cercando una storia che riesca nelle sue mille sfumature raccontare qualcosa.

Le madrine’ è una storia che parla di una ragazza che è stata cresciuta da una madre che l’ha sempre coccolata con mille storie della sua adolescenza creando un bellissimo rapporto tra madre e figlia che a volte nonostante le sue lacune, è riuscito a lasciare un segno.

Tanti racconti, tanti sorrisi e tanti abbracci hanno fatto crescere Eliza come la donna consapevole della creatività di cui godeva la madre, ma non era un rapporto fine a se stesso che racchiudeva solamente queste due donne bensì coinvolgeva anche le due migliori amiche della madre che hanno avuto un ruolo davvero fondamentale nella crescita della ragazza.

Olive e Maxie, due donne da caratteri diversi, da vite completamente opposte che è un certo punto si sono interrotte per poi incontrarsi nuovamente. Due migliori amiche che tutti vorremmo della nostra vita, due donne di cui a cui si può fare affidamento.

Eliza, fin da bambina, è cresciuta in un contesto in cui la madre la riempiva di bellissimi pensieri e che veniva lo stesso tempo viziata dalle sue migliori amiche, un passato davvero burrascoso in cui in assenza del padre l’unica figura di riferimento erano queste tre donne che facevano parte della sua vita oltre anche ad una sua amica.

Il tempo passa, la ragazza torna da un viaggio insieme a una delle sue madrine sempre in giro per il mondo, tornando a casa scopre qualcosa di sconvolgente.

Ad un certo punto tutto diventa nero, i secondi sembrano ore e la scena è impressa nei suoi occhi, Eliza tornando a casa da uno dei suoi innumerevoli viaggi con le madrine troverà una scena che la segnerà per tutta la vita.

Il punto di non ritorno del cuore di Eliza, ma il momento in cui tutte sue domande si sparpagliano come una goccia nell’oceano. Anni dopo, alla ricerca di suo padre, farà delle scoperte agghiaccianti sulla sua famiglia.

Un viaggio alla ricerca di se stessi, un viaggio alla ricerca dei tanti perché di cui si componeva le sue domande e anche alla ricerca di un amore che potesse travolgerla.

Monica McInerney ci trasporta in questa vita complessa e drammatica con una scrittura possente, fresca, coinvolgente. Vengono rappresentate quattro donne completamente diverse per il loro carattere, per i loro pensieri e per il loro modo di agire. Quattro figure in cui noi possiamo rispecchiarci, nelle problematiche della vita quotidiana, nei pensieri di un adolescente e di un adulto.

Consiglio questa storia soprattutto per chi sta cercando il racconto di una vita quotidiana, delle sue delusioni dei suoi momenti di felicità che possono davvero farti aprire gli occhi e riscaldarti il cuore. Durante la lettura mi sono sentita completamente trasportata in queste dinamiche familiari, che nonostante siano diverse dalla mia realtà, mi hanno permesso di aprire gli occhi verso un rapporto diverso da quello che si instaura tra madre e figlia ma è possibile creare il concetto di famiglia anche con altre persone che non hanno stesso sangue.

La stanza grigia

Stai cercando un titolo davvero sorprendente che parla di quegli elementi negativi in una relazione amorosa come un’ossessione per l’altra persona o per il tuo grande amore? Sei alla ricerca di un titolo tutto italiano che ti faccio entrare in un mondo completamente diverso da quello che ti sei sempre immaginato sull’amore?

La stanza grigia‘ un’opera italiana edita Upper Comics.

Trama:

In amore vince chi fugge…
Se ci riesce.

Cosa fareste per appagare la vostra sete di amore?
Angelica è disposta a tutto per essere corrisposta dal ragazzo che ama. Anche a rapirlo e rinchiuderlo in un’angosciante stanza grigia.
Riuscirà a farsi amare dal suo ostaggio, o il suo caro amore troverà il modo di evadere?

Arriva finalmente il primo fumetto thriller scritto da Kiria EternaLove, alias Chiara Scarpitta, e disegnato dal tratto inconfondibile di Marilena Wu.
Lasciatevi rapire dall’inquietante creatività della youtuber e scrittrice che ha lasciato senza fiato migliaia di lettori!

Cosa ne penso?

Credo di essermi fatta incantare dalla semplicità e dalla pazzia di questo volume, “La stanza Grigia”. Un racconto in cui una pazza innamorata, rapisce il destinatario del suo amore rinchiudendolo in una stanza insonorizzata per parecchi giorni sperando che prima o poi il suo amore possa essere ricambiato.

Angelica è una ragazza che si innamora in maniera ossessiva e suggestiva di un ragazzo che l’ha aiutata in pochi momenti della sua vita scolastica.

Questa ossessione ha portato la ragazza a  creare, per sei mesi, una stanza destinata a rinchiudere Marco. Una stanza dalle pareti grigie con pochi averi necessari per la sopravvivenza del giovane.

Iniziano così dei giorni angoscianti che porteranno Marco ad avere delle apparenti visioni fino a farlo credere pazzo. 

La storia con questi elementi che rincorrono il genere thriller e psicologico mi hanno solleticato il palato. Ho apprezzato tanto anche l’aspetto più enigmatico della mente umana connessa all’amore – ossessione e al rifiuto che diviene accettazione. 

Le tavole sono ben disposte e organizzate, inoltre danno quel senso di dimensione pari a qualcosa di organizzato, sistemato e posizionato correttamente come una stanza vuota e chiusa.

Probabilmente avrei voluto sapere maggiormente sulla figura del fratello di Angelina e del movente per le sue azioni, ma sarà davvero un volume unico o ci sarà il seguito?

Mononogatari – vol.1

La tipologia di opere che più apprezzo sia da vedere che da leggere sono sicuramente quelle che riescono ad avere come elementi caratterizzanti i demoni, i fantasmi che prendono possesso degli umani e i personaggi che abbiano un carattere duro, definito ma sorprendente.

In Italia è arrivato il primo volume dedicato alla serie Mononogatari, una storia che si presentano già dal primo volume con una copertina celeste pastello e i personaggi che hanno le vesti tendente al rosa che si sfuma verso bianco. Una grafica che ho gradito molto!

leggi l’intera recensione e ti dirò dei motivi per cui recuperare quest’opera composta da 15 volumi in corso.

copertina

Trama:

Hyoma Kunato è un ragazzo che detesta gli tsukumogami, spiriti in grado di possedere oggetti inanimati, poiché uno di loro gli ha rubato qualcosa per lui molto importante. Il protagonista, appena trasferitosi a Kyoto, dovrà però convivere con una ragazza di nome Botan Nagatsuki, la quale invece vuole bene agli tsukumogami e li tratta come membri della sua famiglia.

Cosa ne penso?

Oltre alla versione manga, è disponibile anche la visione dell’anime che consiglio vivamente di recuperare.

Sono molteplici le storie che conosciamo che hanno come elementi definita tori quelli di spiriti che prendono possesso di oggetti o di esseri umani e che possono avere dei comportamenti buoni o cattivi, ma Mononogatari cos’ha di diverso?

Mononogatari

In tutte le storie che ho letto, molto probabilmente l’elemento in comune oltre essere gli spiriti è anche la tipologia di comportamento adottato dai personaggi, spesso sono caratterizzati da ragazzi in età adolescenziale che iniziano a maturare un comportamento molto distaccato nei confronti della realtà e duro sia a causa di vicende che hanno toccato il loro passato o anche per l’ambiente circostante.

Ciò che mi piace maggiormente di questa storia è che il personaggio nonostante abbia un carattere davvero forte e abbia delle idee ben realizzate, strutturate e difficili da smuovere, riesce comunque ad ascoltare il parere degli altri e a modificare o comunque a tener conto anche di queste cose. Hyoma Kunato è un ragazzo che dà la caccia e odia davvero questi spiriti, tuttavia per determinate circostanze si troverà a convivere con loro e cosa potrà succedere?

Mononogatari

Una convivenza che sicuramente sarà dura sia per il ragazzo nonché anche per la controparte perché si troveranno a vivere con un personaggio dal carattere abbastanza duro, ma anche ambiguo. I legami inizieranno a spezzarsi ed a instaurarsi, tuttavia la lettura è davvero sorprendente e mai noiosa, la disposizione delle tavole è ben realizzata e di semplice lettura, la narrazione scorre tranquillamente e i disegni sono dettagliati, creativi e formosi nei combattimenti.

Verso la parte finale del primo volume avremo una porta spalancata perché si entra effettivamente nel vivo della prima tappa di questa storia e inizieranno a nascere davvero tanti dubbi che verranno poi scoperti con i volumi successivi.

Storie di fantasmi giapponesi – Kappalab

Sei un amante delle letture giapponesi ma ancor di più di quelle che si macchiano di fantasmi e presenze oscure?

“Storie di fantasmi giapponesi” edito da Kappalab può far al caso tuo. Una raccolta di mini storie che ti trasporteranno in un mondo distaccato dalla tua realtà e ti rimaranno i brividi sulla pelle

Trama:

Ci attirano, ci affascinano, ci spaventano e spesso ci lasciano con un impensabile senso di vuoto. Le storie di fantasmi giapponesi aleggiano tra l’orrore e il romanticismo, in un limbo costellato da spettri di principesse, cortigiani, guerrieri e briganti che non trovano pace per essere stati costretti ad abbandonare il mondo terreno prima di aver compiuto fino in fondo il loro percorso, e infestato da oggetti o esseri talmente antichi da acquisire un’anima e mutarsi così in mononoke. Vendetta, risentimento, nostalgia, altruismo, amore: ogni spirito, umano o animale, ha il suo personale motivo per mostrarsi ai viventi, e ognuno lo fa in modo diverso.

“Storie di fantasmi giapponesi” raccoglie i più celebri racconti di genere della tradizione del Sol Levante, come quello di Hoichi, il suonatore cieco di biwa, o quello di Oyuki, la dama delle nevi, che tornano qui nella loro dimensione originale. Questi racconti costituiscono un serbatoio culturale e folcloristico per grandi autori e registi giapponesi, fra cui Rumiko Takahashi per “Lamù”, Shigeru Mizuki per “Kitaro del cimitero”, Isao Takahata per “Pompoko” e Hayao Miyazaki per “La Principessa Mononoke”.

Cosa ne penso?

Non succede spesso che una lettura riesca a trasportarmi in una realtà dove il tempo si ferma e dove la mia mente si concentra solamente a quelle parole che rigo dopo rigo riescono a suscitare il mio interesse.

“Storie di Fantasmi giapponesi” È una racconta di innumerevole mini storia che si concludono in due o tre pagine, che riusciranno ad acculturarvi tantissimo del mondo dei fantasmi ma non solo. la maggior parte dei racconti sono tratti da antichi libri giapponesi e alcune storie hanno un’origine cinese, quindi abbiamo la nascita di un libro che riesce a racchiudere due culture molto interessanti.

nella prima parte ci addentriamo in piccoli racconti che hanno nella maggior parte dei casi come protagonisti preti e spiriti, nonostante la brevità con cui si concludono comunque riescono a mostrare tanto interesse e curiosità che nasce nel lettore e io mi sono sentita trasportata in quei luoghi così bui e mi sono trovata anche di fronte a questi spiriti maligni che cercavano di trovare la strada per la virtù .

Nella seconda parte invece abbiamo dei racconti più friabili perché si presentano più coincisi e parlano di insetti e anche della trasposizione dal corpo umano alle sensazioni di entrare nel corpo di un insetto e questa cosa mi ha ricordato un po’ un anime che ho concluso poco tempo fa che si chiama “ Raven Of the inner palace “.

Quello che mi ha colpito maggiormente è la cultura che vi è dietro questi racconti, Yakumo Koizumi è un giornalista – scrittore nato in Grecia, ma sposato con la figlia di samurai di Matsue è riuscito in questa raccolta a racchiudere due mondi simili ma diversi che si addentrano nell’oscurità della vita e del mondo.

Sheol Spectrum

Alle prese con un fumetto prettamente italiano che riuscirà a sorprendervi già dalle prime tavole. Un’opera che si presenta già dalla sua trama con un contesto davvero forte e con un mondo parallelo dove i nostri giocatori dovranno riuscire a vincere e usare l’intelletto per sopravvivere.

Parlo di Sheol Spectrum edito Upper Comics. Un titolo thriller e psicologico che si conclude con due volumi.

Trama:

“I gentili giocatori sono pregati di prepararsi al game e… Bentornati nello Sheol!”

Metropoli di Gehinnom, Amerine è una gamer, per arrotondare hackera i server dei giochi per assicurarsi vittoria e stipendio.

Dopo l’ennesima truffa, riceve un’email sospetta e si ritrova nello Sheol, un’angosciante metropoli speculare a Gehinnom.

Insieme ad altri 98 individui, dovrà lottare per la sua vita e la sua libertà, tra sfide d’ingegno sul filo del rasoio, riusciranno le sue abilità a cambiare le regole del gioco?

Cosa ne penso?

Ma se dei criminali venissero trasportati in una realtà distaccata dal mondo umano e iniziassero a far parte di un gioco cruciale in cui il primo che riesce a raggiungere la meta potrà essere liberato?

Sheol Spectrum, uno Shonen composto da due volumi che riesce a stregarvi con poche pagine.

Ammetto che il mio interesse è salito pagina dopo pagina. Le tavole sono piene e i disegni li ho trovati molto morbidi e agevoli anche se possano sembrare “stonanti” rispetto alla follia e la dinamicità di cui si macchia la storia.

𝘐 𝘨𝘪𝘰𝘤𝘩𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘱𝘳𝘢𝘷𝘷𝘪𝘷𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘲𝘶𝘪𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘤𝘦𝘯𝘪𝘤𝘰 e la nostra protagonista verrà catapultata in un mondo parallelo, invisibile ad occhio umano, in cui ci saranno 33 squadre e solo i più abili riusciranno a sopravvivere.

La sopravvivenza è un frutto che tutti vogliono tenersi stretto e quando sei condannato a scegliere e a giocare in un mondo con delle regole distorte, il tuo cervello inizia a elaborare mille finali.

Ci troviamo nello Sheol in cui sono rinchiusi 98 individui e tra sfide d’ingegno bisogna saper trovare la porta giusta per la propria libertà.

Molto interessante il fatto di trovare più pagine opache e a colori durante la lettura. Il racconto si muove in maniera veloce ma non accelerata, questo rende giustizia anche alla tematica del “correre e acchiappare la preda” di cui si fa vece.

I personaggi sono uno più particolare dell’altro e le prime due sfide sono molto interessanti, anche se mi sarebbe piaciuto approfondire maggiormente la presenza dei tre personaggi che sembrano avere un fulcro importante nella storia. La nota stonante, a parer mio, è che in realtà non c’è un incipit o un “prima”, ma si viene direttamente catapultati nello Sheol e iniziano subito i giochi.

Le idee alla base di quest’opera sono molto chiare, nulla avviene per caso. I personaggi e le loro schede di raffigurazione danno un maggior inquadramento della situazione per il lettore e le scene sono pulite e non distorte. La narrazione decade veloce e appassionante, ho trovato le tavole ben disposte e piene. 

Hiraeth – L’ultimo viaggio

Siete alla ricerca di un titolo che vi possa accompagnare in avventura ultraterrena e che allo stesso tempo vi riesca ad emozionare e trasmettervi anche messaggi importanti per la vita?

Il titolo di cui vi sto per parlare è uno di quelli che vi prende il cuore e ve lo riempie di passione, di amore e anche di tantissime carezze perché va a toccare tematiche non spesso semplici da gestire, non spesso semplici anche da discutere ma riesce a farlo attraverso un cammino gioioso e pieno di avventura che vi lascerà con un finale che vi toccherà anche l’anima.

copertina

Trama:

Mika, una giovane studentessa, sta affrontando con enorme difficoltà il lutto per la perdita della sua migliore amica. Disperata e sola, in preda a quel sentimento di nostalgia e rimpianto che i gallesi chiamano hiraeth, è determinata a ricongiungersi con lei… nell’aldilà. Tuttavia, prima che possa accadere l’irreparabile, la ragazza viene salvata da due viaggiatori: un misterioso dio senza nome e un immortale, Hibino, che segue il dio nella speranza di scoprire da lui come porre fine alla propria esistenza. Insieme ai due nuovi compagni, Mika inizia così un viaggio verso Yomi, la terra dei morti, luogo mitico in cui speranza e disperazione si intrecciano. Ma anche di fronte alle meraviglie e alla magia che le si sono ora schiuse davanti, riuscirà la giovane a trovare una via d’uscita dal suo dolore?

Cosa ne penso?

È bello scovare delle bellezze racchiuse in piccole storie che a volte ci aiutano ad approfondire i nostri pensieri, altre volte ci pongono davanti a delle domande e in alcuni casi ci coccolano tra le lacrime.

Hiraeth - L'ultimo viaggio

Hiraeth – L’ultimo viaggio è una storia indelebile, una di quelle che mentre le leggi ti trasporta in un mondo parallelo e profondo che si arricchisce tra avventure e momenti di riflessione per poi giungere ad una fine che ti lascia con una lacrima accompagnata da una piccola smorfia di sorriso.

Un viaggio in cui accompagneremo una giovane ragazza pronta a morire dopo la perdita della sua migliore amica, un rapporto indelebile e profondo che la spinge a sacrificare la sua vita per ricongiungersi con lei, la sua anima destinata.
Mika incontrerà due ragazzi, dagli spiriti diversi e dalle strade complesse e turbolente. Una creatura divina nata dai desideri e dalle preghiere degli uomini che percorrerà la strada per arrivare al suo luogo di quiete eterna e un ragazzo diventato immortale che dopo anni e decenni che ha visto il mondo cambiare e ha conosciuto mille occhi e visi, vuole assaporare la morte.

Hiraeth - L'ultimo viaggio

Hiraeth è una storia che trasmette dei brividi profondi, proprio come nella sua opera precedente dell’autrice “Oltre le Onde” ancora una volta riesce a lasciarmi un segno indelebile dentro.

Un’opera racchiusa in una box di tre volumi che non ha avuto la sua giusta fama e sono qui per narrarvela, sperando che voi possiate gustare, insieme a me, quelle parole sul concetto di “vita” e di “morte” che a volte ci sfuggono nella quotidianità.

Quando perdiamo qualcuno sentiamo una tristezza che ci avvolge completamente o quando perdiamo noi stessi ci catapultiamo nel nulla senza uscita. Una narrazione che riesce a sprigionare un grande senso di “ricerca del sentirsi appagati” nonostante si vada incontro a morte certa, ma se nel momento del passo successivo verso il nulla sentissimo il cinguettio degli uccelli?

Hiraeth - L'ultimo viaggio

I disegni con la raffigurazione di cigni, uccelli selvaggi, di sfondi sereni e cupi ci immergono nel percorso che Mika e i suoi compagni hanno deciso di percorrere senza girarsi indietro. Una strada che ci avvicinerà alla vita di altre persone che hanno paura di cessare la loro esistenza e di chi, dopo un semplice addio, decide di dimenticare.
Un finale davvero commovente che ci farà apprezzare ancora di più il senso della vita che ci viene trasmessa con Hiraeth.

Creature dell’assenza

Oggi voglio parlarvi di un breve racconto che merita di essere letto “Creature dell’assenza” di Gloria Bernareggi (Autore)  Sephira Riva (Autore).

Creature dell'assenza - Gloria Bernareggi,Sephira Riva - copertina

Trama:

Estate 1996: è trascorso poco meno di un anno dal termine della guerra che ha portato all’indipendenza della Croazia. Nel paese di Preko, l’anziana Petra tenta di superare il lutto per la morte della suocera, sentendosi però isolata e incompresa, anche dal marito Joso. Ad alterare la loro routine, la nipote Marina: una giovane donna traumatizzata dalla morte prematura dei suoi amici durante il conflitto. Marina entrerà in contatto con una creatura dall’aspetto di bambina, Jadranka, l’incarnazione dell’assenza, che rappresenta il vuoto lasciato dai defunti ed entra con delicatezza nella quotidianità di chi sta cercando di imparare a gestire il proprio dolore e stabilire un nuovo equilibrio. Una scrittura limpida senza retorica e melodrammi: non una tragedia ma un delicato realismo magico che si coniuga con un vissuto storico e personale doloroso, fatto anche di atmosfere trasognate e sospese.

Cosa ne penso?

Mi sono sentita trasportata nel paese di Preko, in Croazia, in tempi lontani e troppo distanti dalla modernità. Siamo nel 1996.

La storia che narra di Petra e sua nipote Marina hanno avuto un impatto suggestivo verso la mia anima, tanto da riempirmi il cuore.

Un piccolo racconto di ottanta pagine circa che riesce a soddisfare l’interesse del lettore e lasciare un retrogusto amaro e dolce non facile da dimenticare.

La vita è fatta di lutti, tutti prima o poi ce ne andremo e spesso dietro a questo passaggio ci lasciamo delle briciole. Chi parla di anime che rimangono sigillate in uno spazio di limbo e chi parla di “assenza”.

Questo è il racconto di come Preta cerca di affrontare il lutto di sua suocera, che era come una seconda madre per lei e il dolore di Marina per la perdita degli amici. Un periodo brusco piene di guerre che hanno lasciato un odore di polvere e sangue che macchia le carni.

Preta una donna con le lunghe rughe sul viso, si crea uno scudo verso quel lutto così difficile da gestire e da digerire e non accetta di buon occhio sua nipote che per qualche tempo si stabilizzerà da lei. Una ragazza dai capelli ricci e molto vivace, ma che ha gli occhi spenti e cupi. 

Un rapporto che dalle prime pagine si presenta essere spezzato e ingestibile, un odio superficiale e una incompatibilità che porta le due donne a distaccarsi piano piano. 

Marina inizia ad avere delle visioni.

Visioni che derivano da un’ombra che si sposta in qualsiasi punto davanti a lei, prendendo forma di una ragazza dai capelli biondi. L’Assenza di quando qualcosa se ne va. Il suo nome è “Jadranka” è non è l’unica creatura esistente in quel paesino.

Marina inizia a trovare nella sua angoscia e tristezza, una luce di affetto da questa creatura che cerca di farle addolcire il sapore amaro della perdita con dei ricordi più gioiosi. 

Dopo aver assaporato il sapore salato delle acque nere nel mare, Marina, trova un modo per riprendersi la sua felicità.

Jandraka diventa il punto di connessione tra la zia e la nipote, che nonostante i due caratteri differenti e i loro lutti distanti, trovano il loro equilibrio. 

Un rapporto che inizia a maturare e affievolire, creando dolci note di quotidianità. 

Petra affronta il suo dolore, così come lo fa Marina ma entrambe sanno che tutti prima o poi lasceremo questa terra.

Un breve racconto soddisfacente che riesce a catapultarti in quel paesino con le vecchie tradizioni e con creature particolari. Una storia di famiglia che trova noti dolenti e si muove come una barca in mezzo alla tempesta per trovare il suo molo di sicurezza. Un racconto che mette alla luce la necessità, a volte, di saper cogliere e abbracciare quel dolore e quello che ne rimane.

Volevo complimentarmi con le autrici Gloria Bernareggi e Sephira Riva sia per aver creato un breve racconto di grande intensità, ma anche per avermi dato questa opportunità unica di viaggiare tra le sue pagine.

Yoake no Uta vol.1

Ti parlo di un titolo che può fare al caso tuo, e sai perché?

Lullaby of the Dawn‘, ma anche conosciuto come Yoake no Uta è uno di quei BL che hanno coraggio ad addentrarsi in elementi differenziali che li rendono unici e al contemplo interessanti anche per chi non si approccia facilmente al boy’s love.

Una storia che intreccia fantasy e romanticismo con il giusto tocco, composto da tre volumi in corso è stato annunciato dalla StarComics e finalmente sarà disponibile dall’8 Febbraio in tutti gli shop online e librerie.

copertina

Trama:

In una certa isola vivono individui scelti per proteggere la gente comune dalle creature che emergono dal mare. Elva adempie a questo dovere, anche se possiede un corpo maledetto che ha smesso di crescere. Un ragazzo di nome Alto desidera liberare Elva, giurando di rimanere al suo fianco per sempre.
Dopo otto anni di convivenza, il corpo di Elva, che si pensava avrebbe retto solo per pochi anni, ha iniziato a mostrare segni di ripresa per un motivo sconosciuto.

Cosa ne penso?

“La tristezza della solitudine indebolisce gli uomini e li uccide.”

Lullaby of the Dawn non è un semplice boy’s love, ma è il boy’s love più atteso.

Lullaby of the Dawn

In molti mi hanno scritto “non vedo l’ora di leggere il primo volume” – “è la prima volta che ne sento parlare”, ora chiariamo qualsiasi dubbio.

Lullaby è uno di quei titoli che mi hanno sempre incuriosita, nonostante io non sono una cervellona in lingue e la mia antipatia verso di queste è davvero ben evidente, l’ho letto in russo. Mi correggo, mi sono fatta aiutare dal santo traduttore, ma comunque l’ho letto in russo. 

“Ma chi te la fa fare?” Mi dicevo tra me e me, la verità è che i disegni e le emozioni che riesce a trasmettere già dal suo primo volume valgono la pena di farsi annegare gli occhi con il collirio per evitare un bruciore allucinante.

È una di quelle storie che non è un mood di strappalacrime o cliché che ti fanno venire voglia di staccarti i capelli con la pinzetta, ma è una storia che si evolve dal suo seme fino a diventare una meravigliosa pianta colorata. 

Lullaby of the Dawn

Elva e Alto sono due personaggi che vivono in due realtà diverse ma connesse e riescono a trovare il loro filo rosso nonostante le complessità che derivano dalle voci di paese e dall’attività di Sacerdote di Elva.

Elva è un sacerdote macchiato dall’inchiostro nero del mare che ogni notte combatte contro dei mostri, di cui non si ha nessuna informazione. Non è l’unico sacerdote a svolgere questo lavoro, ma la peculiarità è che chiunque acceda a questo ruolo avrà i capelli bianchi e macchie di incontro sparse per il corpo e una vita breve. 

Lullaby of the Dawn

Alto, un ragazzo coraggioso e solare, non ascolta le voci dei compaesani, ma si cimenta a creare un rapporto di amicizia con il sacerdote.

Una complessità e relazione di amore e salvezza che si mischiano creando le corde giuste per un boy’s love d’effetto.

Abbiamo l’elemento fantasy e il romanticismo, ma non solo. La chiara veduta di una storia che sa evolversi in maniera chiara e compatta, senza bisogno di accelerare il risultato. Un contesto di espansione dei pensieri dei personaggi e delle loro emozioni che non lasceranno il lettore indifferente, ma soprattutto la grande forza di sostenersi l’un l’altro.

I disegni inizialmente saranno cupi, come se il mare nero fosse una vera maledizione che imbratta i primi capitoli. Sentirete la pesantezza della solitudine di Elva e della sua responsabilità, ma man mano che andrete avanti nella lettura scoprirete dei tratti più solari, più vividi e limpidi come per pronunciare uno spiraglio di luce verso il cammino del sacerdote grazie all’incontro con Alto.