Recensione “Rime in prima copia”

Buongiorno cari lettori, oggi vi porto una raccolta di poesie di Antonio Semproni intitolata “Rime in prima copia”.

Potete acquistarlo su Amazon.

L’editore è Controluna Edizioni e potete acquistare la raccolta direttamente cliccando qui

Copertina: mi piace moltissimo.
Titolo: Rime in prima copia
Autore: Antonio Semproni
Data di rilascio: I edizione settembre 2020
Genere: Poesie
Trama: Rime in prima copia è una raccolta di brani scritti in rima baciata e rima alternata che esprimono la semplicità dell’autore nel descrivere ciò che non è carnale, ma bensì astrale. Pensieri, ombre, spirito.

Valutazione: Ho trovato molto piacevole le modalità di scrittura semplice, ciò non significa che sono banali ma bensì esaustive e sorprendentemente facili da comprendere per i lettori principianti sia per gli amanti della poesia. Il tema principale di queste poesie è l’Uomo, ma non nella sua carne ma bensì nella sua essenza più astratta. Spirito, anima, ombra.

Viene data una immagine alla morte qualificandola come una calda coperta. La grande abilità dell’autore sono la cura delle rime baciate e alternate per tutta la raccolta, dando una forte accentuazione alle parole che finiscono le frasi.

Non elencherò tutte le poesie trattate, ma ve ne citerò alcune per farvi immergere ancor di più nella lettura delle parole di Antonio. E’ un libro che consiglio di acquistare perché il nostro caro autore è riuscito a parlare di svarianti argomenti con semplicità, mettendo su carta i suoi più limpidi pensieri e rendendo i lettori, partecipi del viaggio nella sua testa e nel suo cuore.

Il ritmo di rima è presente in tutte le poesie, vi è una omogeneità delle modalità utilizzate. Devo ammettere che ci sono poesie che mi sono piaciute un po’ meno perché forse non ne ho compreso appieno il significato: es. la poesia festa, coinquilino.

I versi ricercano l’esistenza stessa dell’essere e delle cose della vita, si appropriano di espressioni quotidiane e semplici. I testi delineano l’incertezza e la temporaneità delle vicende umane in ogni squarcio della loro sorte.
Pensieri personali del libro: Nella prima poesia intitolata “Ombra” lo scrittore enuncia una metrica di rima alternata in cui viene esplicata l’ombra dell’uomo come una essenza distaccata dalla carne -il corpo- .

La poesia “Spirito” intravede lo spirito stretto nelle cose e nei luoghi, come se fosse rinchiuso in una scatola, stretto tra le mani e le braccia, come se fosse uno strumento.

La poesia “Anima senza corpo” si caratterizza da una metrica di rima baciate. La immagine dell’animo che prende possesso di sé e del suo essere nella notte tetra volando nel cielo con le ali, come se fosse un uccello.

Il treno che corre per mete indefinite e l’Identità che si mixa e si confonde fra i grandi spazi della terra percorsi, come se le piacesse giocare finché l’uomo non la scopre e la fa sua, ma lei già si trova nel luogo di destinazione indefinito del treno. Come se fosse un gioco “acchiappa il ladro”, ma con una dolcezza assoluta di conquistare qualcosa che già è proprio inconsciamente.

La poesia “Insalata” mi ha fatto sorridere grazie alla sua ironia e simpatica in cui viene mostrata la verità sulla gente – o la presupposta verità -.

Altre poesie come Girotondo mi hanno riempito il cuore di pensieri e sentimenti, perché nella lettura di questa poesia si ha anche una voglia di canticchiarla come se fosse una vera e propria canzone.

Un giro su se stesso per chiamare l’ombra a raccolta
e poi lasciare il paese imboccando una svolta
ma non si lascia tutto il resto in una sola volta
la storia di un uomo è la sua vita che si racconta
prendendo il tempo innocuo per la coda
l’avventura avrà inizio alla prossima strofa
gira in tondo, vagabondo, intorno al mondo
l’avventura avrà inizio laggiù in fondo
gira in tondo, vagabondo, per tutto l’equatore
l’avventura avrà inizio fra ventiquattr’ore
quando il sole cede alla luna
allora avrà inizio l’avventura
ma tu giri veloce così è sempre giorno

gira veloce gira in tondo
ti gira la testa e si spicca il ricordo
gira in tondo gira in fretta
è vuoto nella tasca e fumo nella testa
non hai che il tuo corpo
e non trattiene il ricordo
gira in fretta gira in tondo
senza fermarti, nemmeno un secondo
senza specchiarti, nemmeno un ricordo
l’avventura sarà iniziata? Ieri o l’altro ieri?
Gira in tondo e si spiccano i pensieri
gira fino a che la strada avrà fine in una spiaggia
lì il mare e il giro di un vortice tra le tue brac
cia

La poesia “Procede” descrive esattamente la mia vita con semplici parole.

La poesia “Sipario” è uno spazio di parole che stringe con forza intorno ai ricordi. Questi ricordi rimangono dietro ad un velo, mentre la lunga esistenza dell’uomo percorre il suo tratto di vita senza fermarsi.

Il cielo ha solo il sole e se ne sta sereno
io ho solo gli occhi e negli occhi il vero
il cielo non ha colori, gli manca l’arcobaleno
in cielo mi manca l’ombra, non sono intero
il sole ha i raggi e il vento i miei capelli
il cielo ha i figli, un nugolo di uccelli
che non gli dà pensieri, stride a ciel sereno
che è figlio solo suo, pare un corpo alieno
il sole è un cero e il cielo lo porta in silenzio
il tetto del cielo è una cupola e il cielo un tempio
di notte il cielo è nero e io scivolo nel fondo
il cielo è un pozzo e io volto le spalle al mondo
nel tetto del cielo è il seme e il cielo è un campo
schiantato dal vento, io sono un germe di fango
schiantato sulla terra, maturo un frutto osceno
il cielo ne è il padre, eppure mi resta straniero

Cielo padre


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆

Ringrazio Antonio di avermi dato la possibilità di recensire la sua raccolta e per la sua immensa disponibilità.

Recensione “Il grande me”

Buongiorno carissimi lettori, oggi vi voglio portare qui sul blog un libro molto particolare, tratta di una tematica di cui tutti siamo partecipi: la perdita.

Voglio già ringraziare dalle prime righe la collaborazione con la casa editrice Fazi Editore sempre disponibile nel darmi la possibilità di leggere i romanzi in uscita.

«Non è forse questo un pensiero di morte? Non è la morte, essa stessa, una potenza smisurata che contiene in sé, al contempo, la più grande fragilità della vita, non fosse altro per il fatto che la rinnega e con essa è incompatibile?»

Copertina: Davvero bella
Titolo: Il grande me
Autore: Anna Giurickovie Dato
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Simone, davanti alla consapevolezza di una morte certa, viene raggiunto a Milano dai suoi tre figli, dopo molti anni di lontananza. È l’inizio di un periodo doloroso, ma per Carla si tratta anche dell’ultima occasione per recuperare del tempo con suo padre. Simone, angosciato dal pensiero di aver fallito e di non poter più cambiare il suo passato, ripercorre le tappe della propria eccentrica esistenza, vissuta con grande passione e voracità. Mentre la sua lucidità mentale vacilla sempre più, vuole usare il poco tempo che gli resta anche per rimediare a vecchi errori e confessa ai figli un segreto. In Carla e i suoi fratelli riaffiorano ricordi di anni lontani, i momenti dell’infanzia in cui la famiglia era ancora unita e quelli legati alla separazione dei genitori, nel tentativo di ricostruire una verità dai contorni sempre più incerti. I ragazzi non possono far altro che assecondare il padre, tra realtà e delirio, mentre la malattia si dilata richiedendo sempre più attenzioni e occupando la totalità delle loro giornate. Inizia così una ricerca – anche interiore – dai risvolti inaspettati, che porterà Carla e la sua famiglia a scontrarsi con un’ulteriore dura realtà, oltre a quella della vita e della morte. Sarà un confronto necessario, che Carla ha cercato e allo stesso tempo sfuggito per anni, ma che ora dovrà affrontare con tutta la forza di cui è capace.

Valutazione: È una storia disturbante per l’anima. È la storia e i sentimenti di Simone affetto da cancro al pancreas incurabile e che pian piano degenera fino al cedimento del corpo e lasciando libero lo spirito. È la storia di tranci di vita dei tre fratelli di 36, 24 e 22 anni. Mario, Laura e Carla che assistono il loro padre dopo una vita lasciato alla solitudine derivante dal divorzio con la loro madre.

Simone degenera, Simone ricorda l’amore di sua madre, Simone ripercorre i tasti del pianoforte e pizzica le corde della chitarra con la memoria. Simone è un uomo colto, amante della lettura, ricercatore della verità e pauroso della solitudine, quella essenza che da bambino tanto cercava.

Carla, una piccola donna che si prende cura del padre, sente l’amore che gli scivola dalle mani. Ha paura, si sente debole davanti a quella cruda realtà. Una realtà che non lascia scampo, a una chemioterapia che non aiuta. Si sente stretta, a volte, nei panni che ricopre. Vorrebbe percorrere la sua sessualità, dare da mangiare al suo corpo. Sfogare il suo calore e sognare di essere felice e che quella perdita, in realtà, non avverrà mai.

“Il grande me” è un racconto che mostra il dolore della perdita, il dolore di perdere la propria vita, la risposta della nostra anima davanti alla morte, il bisogno di amare più intensamente l’altra persona fino all’ultimo istante e la forza di capire come reagire alla malattia.


Pensieri personali del libro: Come ci si sente quando si perde qualcuno? A tratti vuoti, a tratti malinconici. A volte ti senti forte da poter reagire e trovare la soluzione, altre volte vorresti sederti sulla poltrona accanto a lui e sussurrargli all’orecchio che lo ami tanto.

Sono loro Carla, Laura e Mario a dover sostenere Simone. Devono sostenerlo anche nelle crisi, nella lucidità e nella pazzia, il loro papà.

Un segreto si filtrerà nella famiglia, uno di quelli che possono spezzarla o unirla. Un segreto trattenuto nella gola per troppo tempo.

Come ti senti quando dovrai salutare qualcuno che ami? Quando dovrai dirgli addio? Quando sai che quel luccichio negli occhi sarà l’ultima volta che lo vedrai?

Come reagirà il tuo cuore e la tua mente?

I ricordi saranno realtà? Si mischieranno con la quotidianità e dipingeranno la tua vista con le lacrime?

Questo racconto è straziante, malinconico. Una stretta al cuore. Lo volevo lasciare, lí sul comodino, per non pensare di nuovo a quel dolore. Al dolore della perdita. Lo volevo dimenticare e continuavo a dire tra me e me “Dannazione”. Ma dannazione devo continuarlo. Devo leggerlo fino all’ultima parola. Se dovrò, avrò la debolezza di piangere e di asciugarmi le lacrime.

Quando leggerai questo libro sii pronto a sentirti nudo. Nudo nel senso di libero da tutte quelle responsabilità che ti porti sulle spalle ogni giorno. Quando leggerai questo libro non dovrai essere forte, non dovrai essere coraggioso, non dovrai cercare un motivo con una forza superiore sul perché stai perdendo qualcuno. Dovrai guardarti dentro, tra le vibrazioni della tua mano, attraverso il riflesso delle tue lacrime.

Ci sono momenti in cui ti chiedi se l’altro lo conosci davvero. Se tutto quello che hai sempre visto di lui è la realtà o è una piccola Sub realtà che lui ti vuole mostrare. E ti inizi a porre delle domande: qual è il tuo piatto preferito? Qual è il tuo colore preferito? Qual è il tuo più grande rimpianto?


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Lo consiglio davvero tanto. È un libro da brividi, oltretutto la scrittrice ha una prosa magnifica e riesce, con semplici parole e un linguaggio molto da conversazione, a trasmette emozioni da far venire la pelle d’oca.

Recensione “L’amore malato”

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di un libro tradotto dal francese all’italiano chiamato “L’amore malato” di Amélie Cordonnier ricevuto con grande entusiasmo dalla casa editrice Gremese che ringrazio profondamente.

L’amore malato di Amelie Cordonnier, giornalista e scrittrice francese che ha scritto una storia che affronta in modo diretto e reale un problema che riguarda tutti noi: la violenza verbale.

Potete acquistarlo anche su Amazon cliccando qui

Copertina: semplice
Titolo: L’amore malato
Autore: Amélie Cordonnier
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa, Romanzo
Trama: «LA VIOLENZA DELLE PAROLE È MENO GRAVE DEI PUGNI SOLO PERCHÉ NON LASCIA LIVIDI?» L’AMORE MALATO È L’ESORDIO LETTERARIO CHE HA CONQUISTATO E TURBATO MIGLIAIA DI LETTORI FRANCESI. PER SETTE ANNI HA CREDUTO CHE AURÉLIEN NE FOSSE FINALMENTE USCITO. E POI, SENZA PREAVVISO, UNA MATTINA DI SETTEMBRE, L’INCUBO HA RIPRESO VITA. AURÉLIEN, CHE PURE SOSTIENE DI AMARLA, HA RICOMINCIATO A VOMITARLE ADDOSSO INSULTI CON UNA VIOLENZA INAUDITA, DELLA QUALE HA RESO SPETTATORI ANCHE I DUE FIGLI. CADUTA L’ILLUSIONE DEL CAMBIAMENTO, DA QUEL GIORNO LEI HA PRESO L’ABITUDINE DI ANNOTARE LE OSCENITÀ E LE OFFESE CHE AURÉLIEN LE RIVOLGE, PER TENERNE TRACCIA E INSIEME PROVARE A DISINNESCARLE, NELLA PATETICA SPERANZA CHE VADANO A INCROSTARSI NELLE NOTE DELLO SMARTPHONE INVECE CHE NELLA SUA ANIMA. MA ORA, NON È PIÙ DISPOSTA A SOPPORTARE TUTTO QUESTO. RESTARE? ANDARSENE? IL 3 GENNAIO COMPIRÀ QUARANT’ANNI, E NEL DISPERATO TENTATIVO DI AGGRAPPARSI A QUALCOSA CHE LE DIA LA FORZA NECESSARIA, SI IMPONE DI PRENDERE UNA DECISIONE PROPRIO ENTRO QUELLA DATA. DUE SETTIMANE PER RIPERCORRERE I RICORDI, LE SPERANZE, LA DISILLUSIONE, NELL’IMMINENZA DI UN NATALE CHE A QUELL’ANGOSCIA AGGIUNGE LO STRIDORE DELLE INEVITABILI CERIMONIE FAMILIARI. CON UNA SCRITTURA NERVOSA E ASCIUTTA CHE MANTIENE UNA DISTANZA QUASI DOCUMENTARIA DAL RACCONTO – A PARTIRE DAL «TU» USATO PER LA PROTAGONISTA IN LUOGO DELLA PRIMA PERSONA SINGOLARE –, AMÉLIE CORDONNIER METTE IN SCENA LA STORIA DI UN AMORE MALATO. UNA DI QUELLE STORIE DI VIOLENZA CONIUGALE CHE DISTRUGGONO UNA DONNA PUR SENZA LASCIARLE LIVIDI SULLA PELLE.


Valutazione: È un romanzo che mette su pagine bianche e senza vergogna, la violenza verbale. Una violenza di ciò è facile esserne destinatari. Nella nostra società tante vite vengono distrutte da parole che sono pesanti come massi. Nella nostra vita almeno una volta abbiamo ascoltato parole che ci hanno lacerato l’anima.

È un romanzo dalla lettura scorrevole e forse. Una vera e propria denuncia a quelle parole dette da uomini e donne contro gli altri. “Sei troppo grassa” “Sei una merda” “Non vali niente”.

Dire che nella tua vita non hai mai ascoltato queste parole equivale a mentire a se stessi.

La donna protagonista del romanzo è sposata con un uomo che la violenta verbalmente ad alternanza. Come se fosse un valzer. Lei a volte lo giustifica, a volte lo accetta, a volte rimane zitta finché non riuscirà il 3 Gennaio ad andarsene. La sua vita non è legata solo al suo matrimonio instabile ma anche ai suoi due figli: Romane e Vadim, che in una maniera o nell’altra riescono a far comprendere alla madre che loro capiscono cosa succede nelle mure di casa.


Pensieri personali del libro: Aurélien non è un uomo solo violento. È un padre che ama i suoi figli, un marito che ama sua moglie, ma anche un uomo che disprezza la donna che ha al suo fianco. Non è ignaro delle sue parole. Lui sa, è cosciente e violenta consapevolmente la donna. Le chiede scusa con una mano e con l’altra le dice che è una puttana o una merda, o ancor peggio si mette a ridere davanti ai suoi stessi figli denigrando il fisico della moglie.

Bipolarismo? Forse sì. Forse è questa la causa del suo male? Eppure Aurelién per amore della sua famiglia va da uno psicologo, corre tre volte a settimana per dare libero sfogo al suo stress, ma questo non basta. Non basta neanche il giorno in cui Lei se ne va di casa.

La cattiveria di quest’uomo non ha una fonte di origine. Entra, nella loro vita, come il vento che accede alla casa tramite le finestre.

La protagonista nel bene e nel male, sa che deve fare una scelta : Resti o Vai via.

La forza e il coraggio del 3 Gennaio sarà oggetto di una grande battaglia che lei ha vissuto e ricordato.

Per sette anni la loro vita piena di insulti era stata messa in standby come se il marito stesse aspettando il momento giusto per incominciare con le sue volgarità.

La protagonista ha sempre fatto una lista di cose, e ora, anche di insulti e umiliazioni per osservare quanto poco tempo passasse da una frase accentuata da “sei una merda” a “sai quanto ti amo”.

Lei sperava che in quei sette anni Aurelién fosse guarito, come se fosse stato solo un raffreddore momentaneo che avesse travolto suo marito. Ma non era un semplice raffreddore, è una febbre perenne. Una febbre perenne di insulti e continui sbalzi di comportamento. Come se esistessero due Aurelién. Uno amorevole e l’altro che distrugge tutto ciò che lo circonda.

Lei ha una grande forza. Ci prova e ci ha sempre provato ad allontanarsi da quell’uomo, ma è innamorata. Innamorata così tanto da dare altre possibilità a quel mostro.

La violenza verbale non è meno aggressiva di quella fisica, non ha minora importanza e non è da sottovalutare.


Sistema di valutazione: ★★★★★ |

Questo è un Romanzo con la r maiuscola. Un racconto che tutti dovrebbero leggere e custodire nel cuore.

Recensione “Follia”

Buongiorno lettori, oggi vi parlo del titolo che la maggior parte di noi hanno letto e amato “Follia” di Patrick Mcgrath.

Personalmente non l’ho apprezzato come tante altre persone. Ho sempre desiderato leggerlo, sperando che le mie aspettative fossero soddisfatte, ma invece mi sono ritrovata con un libro che strutturalmente è ben realizzato e con una bella trama, ma con tanti punti di domande.

«Le donne romantiche, riflettei. Non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.»

Copertina: ho cercato prettamente questa copertina perché è l’edizione che più apprezzo
Titolo: Folli
Autore: Patrick McGrath
Data di rilascio: 1998 (questa edizione)
Genere: Classico, Narrativa
Trama: Una grande storia di amore e morte e della perversione dell’occhio clinico che la osserva. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la “follia” che percorre il libro è solo nell’amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell’occhio clinico che ce lo racconta.

Valutazione: Follia è un romanzo che si concentra sui disturbi mentali, o meglio ancora, psichiatrici. Viene raccontato, tramite il narratore nonché stesso psichiatra Peter Cleave, l’inizio della fine per Stella Raphael.

Chi è Stella Raphael? Stella è la moglie del dottore Max Raphael, uno psichiatra che lavora all’interno di una struttura. Sono sposato e hanno un figlio di none Charlie. Viene designata la classica famiglia felice con un posto di lavoro, ma qui le cose vengono sconvolte.

La classica routine della famiglia Raphael viene messa sotto sopra da Edgar Stark, un artista detenuto all’interno della struttura perché è ossessionato dalla paura di essere abbandonato da chi ama. La prima vittima di Edgar è stata sua moglie Ruth, uccisa e decapitata.

Stella diviene la vittima di Edgar in un amore fugace, ossessivo e spaventoso. Stella è pronta a mollare tutto, la sua veranda su cui osservava il tramonto, suo figlio e suo marito per seguire un innamoramento nuovo e inibitorio.


Pensieri personali del libro: “Follia” è un titolo che rientra nella categoria dei classici libri. Quei classici libri che la gente loda e ama. La questione è: si può porre un giudizio negativo senza sentirsi un pesce fuor d’acqua?

Questo romano mi ha sempre incuriosito, fin dai primi giorni che lo vedevo esposto nelle librerie o sul web. Era in coda lettura da troppo tempo, e solo ora sono riuscita a portarlo a termine.

Mentre lo leggevo non sentivo la foga di terminarlo. Non sentivo l’esigenza di andare alla pagina successiva, mi chiedevo solo ‘chissà quanto durerà’. Una frase straziante per un lettore, ma ancora di più per una persona che ama queste tematiche.

Il romanzo sembra, almeno all’inizio, concentrarsi sulla figura di Edgar. Sulle motivazioni che hanno portato questo uomo a distruggere la vita della sua defunta moglie. Il perché costruisce teste con l’argilla per mostrare al mondo la vera essenza della persona, che in realtà, lo tradisce e lo umilia, secondo il punto di vista di Stark.

Stark e il suo amore ossessivo saranno l’inizio della rovina di Stella, una donna dalla bellezza esaustiva che inizierà a perdere la concezione del mondo perché i suoi pensieri saranno concentrati e dedicati solo nei confronti del detenuto.

Qual è il mio giudizio? È un libro che alla sua ultima pagina mi ha lasciato con un grande punto di domanda. Perché? Perché alla fin fine, oltre gli scenari di depressione e di caduta negli inferi di Stella, non vengono spiegati i processi con cui i protagonisti sono caduti in questo vortice. Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare l’ossessione sessuale di Stella per Edgar tanto da essere definita “animale” perché il suo odore era come quelle di una cagna in calore.

Qual è stato il momento in cui Stella ha compreso che in realtà lei non voleva essere aiutata da uno psichiatra, ma voleva continuare a scendere negli inferi del dolore e dell’amore per una persona nociva che la picchiava?

Viene solo narrata la storia dalla voce di Peter che riesce a mettere insieme i pezzi del puzzle tramite i racconti della stessa donna.

Forse questo mi ha deluso un po’, avrei voluto leggere il processo di annegamento e di solitudine della donna con l’accettazione del male.

Vengono spiegati come una persona che apparentemente sembra normale possa sviluppare una sorta di malattia associata alla depressione. Un distaccamento dalla realtà e dagli affetti fino a mutare ciò che la circonda.

Nonostante la brillantezza del racconto, mi spiace che non vengano spiegati i meccanismi di questo peggioramento. Cosa ha fatto scattare una ossessione in Stella? Come l’ha vissuta lei? Cosa ha portato, oltre la depressione e l’ossessività per un uomo che a suo malgrado l’amava in una maniera sbagliata, a fare un gesto così profondo?


Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ |

Non linciatemi. Sono molto sincera, mi aspettavo di più da questo classico e sono rimasta abbastanza delusa. La lettura è stata molto sforzata, il personaggio di Stella l’ho odiato e non vedevo l’ora di finirlo.

Recensione “La consistenza della Verza”

Buongiorno lettori! Vi parlo di un piccolo romanzo in collaborazione con la casa editrice bookabook.

Il titolo è “La consistenza della verza” di Bernardino Mattioli.

Potete acquistarlo cliccando qui.

«Siamo in mano a umori, istinti, scelte e rinunce. Siamo un suono soave e altre volte distorto. L’orecchio di chi ci ascolta lo decide, noi possiamo solo insistere nel crederci o arrenderci se abbiamo sonno.»

Copertina: semplice che riesce a trasmettere con chiarezza la libertà dai pregiudizi
Titolo: La consistenza della verza
Autore: Bernardino Mattioli
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Quando Girolamo investe l’ex compagna Elena e i suoi due bambini avuti con un altro uomo, la sua vita cambia per sempre. Da quel momento il suo passato, composto da eccessi e superficialità, viene sostituito da un presente pieno di dolore, menzogna e tanta incertezza. Un dubbio agita la sua mente: quella dell’amore della sua vita è stata una morte accidentale o un’uccisione premeditata? Nemmeno lui conosce la verità.
Giorno dopo giorno la sua mente si fa più instabile: ogni ricordo diviene labile, inafferrabile. A trentasette anni e con un ergastolo da scontare, Girolamo cerca ossessivamente il senso dell’esistenza, nel disperato tentativo di capire come rimettere sui giusti binari la sua vita.
Ma il senso dell’esistenza non è unico e immutabile. A volte il senso dell’esistenza bisogna costruirselo da soli.


Valutazione: La scrittura di Bernardino è scorrevole, semplice e molto ironica. Viene narrato il racconto con grande “nonchalance” e con un tono confidenziale. Riesce a mettere a nudo il personaggio, facendolo affrontare con la realtà e con i ricordi. Far porre tante domande tante quante risposte. Durante la lettura si riesce a percepire alcuni disagi di Girolamo che vengono condivisi dallo stesso lettore. È come una lettura che si riflette, senza cattiveria, verso di noi.

Il tema centrale che viene percorso è sopratutto il nucleo della nostra civiltà, i pregiudizi, la inconsapevolezza delle azioni e la ipocrisia.


Pensieri personali del libro: È un breve romanzo di novanta pagine che parla della vita di Girolamo da dietro le sbarre del carcere. Perché è in carcere? Perché ha investito la sua ex compagna Elena e i suoi due figli avuti con un altro uomo.

Girolamo si pone tante domande e poche risposte, ha un figlio adottivo di colore che si chiama Severino che lo accusa di averlo adottato solo perché così facendo Girolamo possa redimersi.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Grazie mille alla Casa Editrice Bookabook per questo dono.

Recensione “Storia improbabile di un nerd”

Buongiorno lettori oggi vi voglio parlare di un libro fantasy di uno scrittore emergente, Elia Migliozzi ( su instagram: @eliamigliozziofficial)

Potete acquistare il suo scritto su Amazon cliccando qui.

Storia Improbabile Di Un Nerd di [Elia Migliozzi]

Copertina: Molto particolare
Titolo: Storia improbabile di un nerd
Autore: Elia Migliozzi
Data di rilascio: 2019
Genere: Fantasy
Trama: Ryan è un nerd incallito, uno studente svogliato di Medicina e Chirurgia e un appassionato di videogiochi. Da ormai molti anni ogni notte sogna sempre la stessa donna, una ragazza triste ma allo stesso tempo speranzosa, il suo nome è Aesdeth. E quando il sogno diviene realtà, la sua vita cambia davvero. Tra angeli e demoni inizia un viaggio avventuroso dove niente è come sembra. Un romanzo visionario e con una gran verve ironica, decisamente molto “cool”, dove l’eterna lotta tra bene e male e la loro inscindibilità, il concetto di personalità che nega la natura di un essere: “Non per forza un demone è cattivo ed un angelo buono: è parlando con loro ed ascoltandoli che si rivelano veramente per quello che sono”, ma sopratutto il salto nel vuoto spinti solo dall’amore, ne fanno un’opera godibile e brillante.

Valutazione: Il racconto è molto interessante, ricco di avventura e sorprese. È un racconto che si concentra soprattutto su due figure: angeli e demoni. Nella trama possiamo leggere di angeli e demoni, ma non solo! L’autore ha avuto una grande capacità di intrecciare miti e religioni differenti: angeli, demoni, dei dell’olimpo, mitologie varie. La trama ci parla di angeli e demoni, della lotta eterna che esiste tra le due fazioni.

L’autore è molto concentrato sul racconto, molto prolisso, ma si è preoccupato poco di definire sentimenti e gli stati d’animo di ciascun personaggio, non permettendo al lettore di influenzarsi immedesimarsi nella storia.

Avrei preferito riuscire a individuare all’interno delle varie conversazioni più caratteristiche personali di ciascuno personaggio. Ho notato che durante la lettura si presenta molto spesso la voce narrante che entra in gioco per mostrarsi ed esprimere i suoi pensieri.

In alcune frasi di conversazione c’è una interlocuzione troppo quotidiana o troppo inverosimile espressa da un angelo o da un demone come per esempio l’utilizzo costante di termini come “Uffa… Oddio..”

Suggerirei una revisione veloce per verificare l’assenza di virgole e soprattutto per modificare alcune frasi. es. “A..A…A…ANGELO?” E’ preferibile scrivere “Angelo?” disse in maniera balbuziante.

Elia è molto bravo a descrivere la fisionomia degli individui, dei luoghi, delle battaglie ma avrei voluto comprendere maggiormente le sensazioni di paura, disagio, vittoria che intercorrono negli eventi.

C’è un grande miglioramento, durante il racconto, dell’esposizione e della sistematicità del testo. Inizialmente lo scambio di battute tra un soggetto e l’altro non erano distanziate da un andare a capo, mentre da metà libro questo punto di vista migliora.


Pensieri personali del libro: Ryan, il personaggio, è un ragazzo amante il videogame e dei manga, frequenti una sita di medicine sono sempre la stessa donna di nome Aesdeth. È un personaggio particolare in quanto si guarda molto intorno e tendo a giudicare o dare prevalentemente la sua opinione. In alcuni contesti può sembrare anche superficiale perché le frasi che gli espone.

Il romanzo è caratterizzato dalla forza di volontà e coraggio che invadono la figura di Ryan, che crescendo, diventa una persona diversa, più sicura di sé e impara a conoscere l’amore, la paura e la gioia.

La lettura è scorrevole ed è caratterizzata dalla grande ironia che viene promossa dagli stessi personaggi, “Storia improbabile di un nerd” è un’avventura verso altri mondi e altre creature diverse dal nostro mondo, un cammino di consapevolezza che trasforma gli animi e tempra i caratteri.

Sistema di valutazione: ★★★ ☆☆ |

Ringrazio l’autore di essersi affidato alla mia valutazione per il suo romanzo.

Recensione “Dall’altra parte”

Buon pomeriggio lettori, oggi in questa giornata piovosa voglio portarvi e parlarvi di una raccolta di poesie di un autore emergente, Emanuele Gentili.

Come sempre, ringrazio immensamente l’autore per essersi fidato delle mie valutazioni oggettive e inoltre voglio già enunciare in primis che qualsiasi consiglio riguardante la raccolta di poesie e il suo lessico l’ho già promosso l’autore stesso in privato.

Potete acquistare la sua raccolta cliccando qui.

Dall'altra parte di [Emanuele Gentili]

Copertina: In realtà non mi fa impazzire anche perché penso che sia lo zoom di una spiaggia che venga bagnata dalle onde, avrei preferito magari è la stessa immagine con dei colori forti che possano mettere a fuoco le parole chiavi che si riscontrano nelle poesie.
Titolo: Dall’altra parte
Autore: Emanuele Gentili
Data di rilascio: 2020
Genere: Poesie
Trama: Non è semplicemente una raccolta di poesie.
E’ un viaggio emotivo. Ispirato al Frankenstein di Mary Shelley, è un percorso empatico in cui il fil rouge è il muro.
Presenza fisica nella parte in cui vedo il mondo con gli occhi di padre, in quanto esso è la parete che divide la mia stanza con quella della mia piccola creatura.
Simbolica e storica nella seconda parte, dedicata alla moglie. Essendo lei nata nel blocco sovietico, questa presenza è ancora molto sentita e forte.
Nell’ultima parte, dove sono gli occhi da uomo che vedono il mondo, per fortuna il muro sparisce e non ha più modo di esistere.

E’ una silloge dedicata a tutte quelle persone che avvertono dentro se stessi qualcosa, a cui io cerco di dare voce, forma e sostanza.


Valutazione: Emanuele scrive per Sofia, per il suo futuro, per mostrarle dove l’amore di un padre può giungere. Scrive dei suoi ricordi di quando era bambino, dei suoi nuovi sentimenti che arrivano come un uragano con la nascita di sua figlia, di quel senso di responsabilità nei confronti di un’altra vita. Racconta dell’amore per sua moglie, una donna genuina e fiduciosa verso il genere umano.

Le sue poesie sono sincere, semplici e genuine come se fossero destinate più a se stesso e poi i suoi veri destinatari. È un mix di dolcezza, paternità e amore. Una enunciazione a parole della quotidianità e della sua bellezza. Secondo me, il termine di “ti abito” presente in una poesia di Emanuele, è la poesia più bella che ogni essere umano possa scrivere. Ti trasmette un senso di veridicità dei sentimenti e della completezza di una persona che va al di là di qualsiasi altra poesia d’amore.

È una struttura moderna, più vicina al linguaggio e alla modalità ritmica di cui ha bisogno il lettore, per rendere la lettura scorrevole e di facile comprensione, ma che riesca al contemplo a trasmettere i sentimenti che lo scrittore vuole enunciare e che prova.

Ho apprezzato la tecnica del “mettere come ultima parola in una frase un termine che lasciasse un’impronta”.

Pensieri personali del libro: Emanuele ha scritto questa raccolta di poesie dopo aver letto Frankenstein di Mary Shelley in cui viene raccontata la nascita e la crescita della creatura. Lo scrittore cerca di rappresentare in maniera astratta il muro e la sua rinascita come padre e come marito che la diversità l’ha sposata. La prima poesia è dedicata alla creazione di nuovi ricordi come “il primo respiro” di sua figlia che sembra prendere il posto ti ricordi di Emanuele da bambino. Viene messo in scrittura la grandezza dell’amore che riesce a far diventare l’altro ciò che è.

“Qui seduto, dietro questo muro

imparo

dal tuo essere donna

cosa voglia mai dire

diventare uomo.”


La seconda poesia prende la forma dell’amore. Dell’amore di un padre nei confronti della propria figlia, della cura del misurare la dolcezza e di insegnarle ciò che la vita mai potrà offrirle: bisogna saper coccolare la propria voce interiore. La terza poesia l’ho recepito come un dialogo tra un padre e la propria fragilità proiettata verso il suo cuore: sua figlia.

“Fragilità

fermati per un caffè

(…)

perché ci è voluto

così tanto tempo

prima d’incontrarti.”

È una dichiarazione dell’autore, come se volesse enunciare che la fragilità, prima di allora, prima che non fosse connessa sua figlia fosse solo un astrattezza sconosciuta.

La quarta poesia è una inondata di crescita in cui viene spiegato con semplicità immagine ardue come cambia la vita di una persona che dall’oggi al domani diventa qualcuno: un genitore e riesce a identificarsi come tale riuscendo a scorgere anche nelle piccole cose la dolcezza che porterà, un domani, insegnamenti al suo futuro, alla sua bambina.

La quinta poesia si dedica alla delicatezza innocente che solo un bambino può esprimere. Alla preoccupazione è che noi, ormai grandi, non prestiamo attenzione perché siamo circondati dei problemi che litighiamo più importanti o più grande, quando dovremmo ancora una volta, vedere Il mondo con gli occhi di un bambino.

Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Ho chiesto gentilmente l’autorizzazione di Emanuele per poter riportare all’interno dell’articolo alcuni passi delle sue poesie, per scoprire gli altri temi e soprattutto le bellissime parole che egli ha dedicato all’interno della sua raccolta, vi consiglio di acquistarlo su Amazon.

Recensione “Il viaggio della fenice”

Buongiorno lettori oggi vi voglio portare il libro molto importante a cui dedicherò una recensione un po’ particolare.

Sto parlando del libro “Il viaggio della fenice” di Sabrina Prioli

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

Faccio una breve introduzione prima di dare il via alla recensione: innanzitutto è un libro autobiografico della scrittrice che ci racconta delle violenze che ha subito negli anni, del terremoto che ha colpito L’Aquila e anche del suo modus operandi per sopravvivere agli incubi e al terrore della realtà.

Premetto che in questo libro vi è una grande forza della donna di riuscire a denunciare gli atti di violenza subite, di riuscire a proteggere sua figlia, di riuscire a trovare l’amore dopo la violenza subita dall’ex e soprattutto la capacità e il coraggio di riuscire a salvare e a migliorare una parte piccola del mondo nonostante i gravi eventi che sono venute a succedersi.

Non è un libro semplice da leggere e da portare a termine perché c’è una grande denuncia nei confronti dell’essere umano e della sua indignazione e del suo modo di pregiudicare, ma è necessario leggerlo in quanto ti fa comprendere una realtà che è distante da noi o comunque sono le storie che magari sentiamo al telegiornale e non ci sembrano mai così vicine alle persone care.

Copertina: E’ d’effetto.
Titolo: Il viaggio della fenice
Autore: Sabrina Prioli
Data di rilascio: 2020
Genere
: Autobiografico, Narrativa
Trama: In questo libro d’esordio, Sabrina Prioli ripercorre le tappe di oltre dieci anni di vita, dall’incubo del terremoto di L’Aquila al viaggio in Sud America dove coordinerà progetti di sviluppo umanitario, fino a giungere nel Sudan del Sud sconvolto dalla guerra civile. Qui sarà vittima di una brutale aggressione all’interno del compound in cui alloggia.Nonostante le profonde cicatrici interiori, Sabrina trova la forza e il coraggio di farsi carico della voce di milioni di vittime di abusi, avviando un lungo percorso di ricerca della giustizia, tuttora in corso. Con uno stile spontaneo e senza travestimenti, “Il viaggio della fenice” esplora la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di sé e rinascendo, ogni volta, come la fenice dalle ceneri.

Valutazione: Innanzitutto parliamo della struttura del libro: a me è piaciuto molto come è stato sistemato e organizzato, riuscendo a far comprendere al lettore il passaggio dalla prima fragilità fino all’ultima pagina in cui si enuncia una grande coraggio della donna. Vengono enunciati sistematicamente tutti gli avvenimenti che sono stati presenti per 10 anni nella vita di Sabrina.

Si parte dal primo racconto e dalle prime violenze subite dalla scrittrice, violenze subite dal proprio compagno e sono racconti che nel nostro telegiornale sentiamo all’ordine del giorno. La prontezza e le cicatrici innescate nel suo animo sono profonde, ma non sono ostacoli che abbatteranno Sabrina. Dopo aver trovato il coraggio di allontanarsi da quel male che la danneggiava quotidianamente, si trova nell’Aquila con sua figlia. Siamo nel periodo del 2006, un periodo che ha caratterizzato l’Italia da grandi terremoti che hanno colpito soprattutto questo territorio geografico. Sabrina aveva una casa con cui viveva con sua figlia proprio dell’Aquila. Lei è stata protagonista di questa grande disgrazia e del terremoto che ha distrutto la maggior parte degli edifici come le scuole, i comuni, e le stesse case di tutti gli abitanti. Ha vissuto per un po’ di tempo all’interno di un camper, sua figlia che riusciva, nonostante la drammaticità e la paura che si viveva ogni secondo della giornata, a strappargli un sorriso dal volto.

Sabrina è una sociologa, una consulente per organizzazione no profit e istituzione governative. Perché voglio sottolineare questo? Proprio perché sarà la parola chiave su cui si espanderà il racconto. Dopo le violenze subite, dopo il terremoto, Sabrina ha ricevuto un incarico che l’ha portata nel territorio della Colombia dove ha conosciuto il suo attuale compagno che è sempre rimasto accanto nonostante gli eventi atroci che segnano la vita di Sabrina.

Sabrina si trova in Colombia precisamente a Buenaventura e cercava, tramite la sua fondazione realizzata nel 2010, di aiutare le donne e i bambini di quel luogo che non riuscivano ad avere una educazione e una sanità che li potessimo permettere di vivere una vita giusta. E’ riuscita ad aiutare molti ragazzi che non ricevevano le giuste medicine e le giuste visite dei dottori, è sottolineata anche la grande indifferenza che viene promossa da molti uomini.

Si trovava a Juba per prestare servizio insieme ai suoi colleghi: era presente una guerra civile. Le dissero che il luogo sicuro in cui potevano alloggiare era all’interno del compound, ma la crudeltà arrivò fino a lì.

I soldati militari uccisero più della metà dei presenti, lasciando il luogo un lago di sangue e violentando ripetutamente le donne presenti, tra cui la stessa Sabrina. Dalle sue parole si riesce a scorgere il dolore, la sofferenza, la nausea, il terrore e l’agonia dei momenti che hanno segnato i suoi ricordi.


Pensieri personali del libro: “Il viaggio della Fenice” già dal titolo si riesce a comprendere in viaggio della stessa scrittrice che si identifica come una fenice. Ricordiamo che la felice è un uccello che si rigenera dalle proprie ceneri ed è proprio questo quello che è successo a Sabrina. Lei è riuscita a rinascere dal dolore dalla violenza.

Il razzismo fa parte dell’essere umano e solo sperimentando sulla propria pelle si può imparare ad apprezzare la sensazione di essere davvero liberi.” Queste sono le parole che Sabrina ha scritto all’interno del suo libro con riferimento a tutti quegli insulti di commenti sui social network che l’hanno accusata e violentata verbalmente dell’incidente di cui è stata vittima nel 2015.

Durante la sua vita Sabina, grazie al suo lavoro, si sposta in tante parti del mondo riuscendo a vedere tante realtà diverse.

Il mio lavoro di operatrice umanitaria non è mai stato improvvisato. Viaggio seguendo indicazioni precise, itinerari sicuri, adottando misure di sicurezza stabilite con l’organizzazione a cui faccio capo di volta in volta, rispettando orari precisi. Seguo piani di addestramento e protocolli consolidati, sviluppati sulla base di una tentata analisi dei rischi.


Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Ringrazio Sabrina sia da lettrice, da donna, da ragazza, da essere umano di aver condiviso con me la sua storia. La ringrazio di avermi dato il permesso di leggere della sua fragilità, ma anche della sua forza. Di avermi aperto gli occhi su vicende che mi erano ignote, di aver permesso a me stessa di conoscere il dolore profondamente e di avvicinarmi a ciò che lei ha passato. La ringrazio di essere stata forte sia per lei, sia per sua figlia, ma anche per tutte le persone che ha aiutato e che continua ad aiutare. La ringrazio per avermi dato la possibilità di portare a conoscenza del suo libro nel mio profilo ig e sul mio blog.

Recensione “Il Cuore d’Oro di Madre Natura”

Buongiorno cari lettori, oggi vi voglio parlare di un romanzo di una scrittrice emergente ed è un uno scritto dedicato soprattutto ai giovani quindi parliamo della categoria di bambini e adolescenti. Secondo me è anche un libro che può essere adatto a qualsiasi età in quanto parla di tematica molto importante: la natura. Ben sappiamo che la natura è un elemento caratterizzante del nostro mondo e soprattutto della nostra vita quotidiana.

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui.

(è la seconda edizione del romanzo)

Gina Marcantonini, è nata a Roma nel 1974 ed è cresciuta in una piccola fattoria di provincia.
La vita familiare difficile e un amore viscerale per la Natura, l’hanno portata a rifugiarsi spesso nella sua fervida fantasia.
Dopo il Diploma ha cercato di creare la famiglia dei suoi sogni mostrando il mondo ai suoi figli attraverso racconti e favole, spesso inventate al momento, con una morale sempre ben definita per insegnargli quei valori in cui tanto credevo.
Negli anni i personaggi sono cresciuti e maturati con loro. Le storie si sono arricchite di particolari e significati fino a decidere di appuntarle in un quaderno per il piacere di ritrovarle.
Nel 1998, grazie al direttore Domenico Paravati, inizia una collaborazione per i giornali locali “La Gazzetta della Flaminia” e “Il Corriere del Tevere”, in cui ho pubblicato articoli, riguardanti la zona dove attualmente risiedo, di storia antica e fatti attuali, cruciverba, riflessioni personali e i miei racconti a puntate.
Nel 2010 alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati in una raccolta intitolata “Etica dell’Amicizia” dalla Casa Editrice Montecovello.

Come scrittrice autonoma ha finora pubblicato su Amazon alcuni racconti, “Il Cuore d’Oro di Madre Natura”, “Fiabe dei Sogni Sereni”, “Il Paese del Sole Nero”, “Il Paese di Xerolandia”, “Il Fantasma di Fogliano e La Scomparsa del Signor Nitaro”, “M.A.G.I.A.”, e un Manuale di uncinetto creativo in due livelli, “Creare Fantasie Riciclate” e “Traforo che Passione”.”

Copertina: Mi è piaciuto molto in quanto è una illustrazione.
Titolo: Il cuore d’oro di madre natura
Autore: Gina Marcantonini
Data di rilascio: 2020
Genere
: Fantasy per ragazzi
Trama: La caccia anticamente era una delle poche fonti di sostentamento delle famiglie, ma c’era anche chi univa questo bisogno primario ad altro. Le avventure, la libertà, l’adrenalina che si viveva diventavano a volte indispensabili compagne che aiutavano a sostenere una vita così dura, portando qualcuno a sfide sempre più ardue. Non sempre la vita era la cosa più importante da riportare a casa.

Spesso ciò di cui si ha bisogno è molto diverso da ciò che si cerca, ma l’universo è saggio e conosce meglio di noi i nostri reali bisogni per crescere ed evolvere in persone migliori di quel che siamo adesso.

Una storia avvincente e dolcissima, ricca di amore e colpi di scena. Una straordinaria avventura dentro e fuori di noi alla ricerca del tesoro più grande di tutti: se stessi.

Valutazione: Parto già a dire le cose a favore di questo piccolo romanzo: la scrittrice ha una prosa molto brillante e una scrittura che trasmette al lettore molte emozioni soprattutto perché tramite questo racconto riesce ad emanare degli Insegnamenti che possono essere estese a tutte le persone. All’interno del libro si possono trovare delle illustrazioni che sono state fatte a mano e sono molto carine da vedere anche perché riescono a dare un valore aggiuntivo a ciò che il lettore va a leggere. L’unica cosa che vorrei precisare: ci sono state alcune frasi che suggerisco alla scrittrice di rivedere velocemente e alcuni errori, faccio riferimento soprattutto al “ma mi“. So che grammaticalmente corretto ma questa forma si utilizza durante una conversazione e non all’interno di scritti di un romanzo o all’interno di altre scritture ufficiali.

Pensieri personali del libro: In linea generale durante la lettura mi sono sentita molto coinvolta in quanto, come ho detto precedentemente, va ad enunciare una tematica molto sensibile che secondo me deve essere portata sotto gli occhi di tutti e non solo come insegnamenti destinati ai giovani. La natura è un elemento caratterizzante della nostra vita e dovremmo proteggerla senza limiti. Questo romanzo permette proprio di vedere come si ha una trasformazione del personaggio che da un Cacciatore noto per uccidere molte prede, diviene grazie all’aiuto del cervo e di madre natura, una persona che protegge proprio quegli animali che prima andava ad uccidere. Siamo un avere propria trasformazione del soggetto e anche una crescita personale.

È un bellissimo romanzo che permette di dare vita ai ricordi dell’infanzia. La scrittrice riesce tramite Il cuore d’oro di madre natura a raggiungere due obiettivi con lo stesso scritto: ovvero sia esplicare degli insegnamenti e sia raccontare una storia.
Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Ringrazio molto per la fiducia che è stata riposta nei miei confronti da parte dell’autrice e le auguro di riuscire a scrivere altri romanzi che possono emanare gli insegnamenti di questo grande valore soprattutto per i più piccoli, ma anche per le persone più grandi, perché non c’è mai un limite alla conoscenza e soprattutto all’assorbimento di nuovi insegnamenti. Sicuramente sarà un romanzo che racconterò e leggerò ai miei cugini più piccoli.

Recensione “Milady scomparve nel mare”

Buonasera lettori, vi voglio portare con me in una lettura profonda e piena di stati d’animo dell’autore Alfredo Citro.

Questa è la seconda edizione del suo romanzo.

Potete consultare il suo sito web cliccando qui.

Alfredo Citro, nato a Salerno nel 1988. È Ragioniere Perito Commerciale e Programmatore. È dottore in Economia e Amministrazione delle Imprese. Si è laureato discutendo una tesi improntata sullo storytelling. Ha concluso un praticantato da dottore commercialista ed esperto contabile. Ha conseguito una certificazione Cambridge English University. Ama occuparsi di libri e di medioevo. Milady scomparve nel mare, scritto all’età di soli diciassette anni, è il suo primo romanzo d’ambientazione storica.

Copertina: Mi è piaciuta molto perché è particolare
Titolo: Mary scomparve nel mare
Autore: Alfredo Citro
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Francia, Anno Domini 1307. Un tuono romba tra le strade semideserte di un borgo malfamato. La voce narrante si risveglia da un sonno profondo. Il protagonista trascina immediatamente il lettore nella sua quotidianità. Il ragazzo si guadagna da vivere aiutando un maniscalco, ma la possibilità di cambiare rotta gli si presenta per mezzo di una bellissima, austera e misteriosa nobildonna. Il giovane accetta di mettersi al servizio della Milady e di trasferirsi in un castello sulla costa sud-occidentale della Britannia.

Il personaggio principale vivrà una vicenda capace di cambiare per sempre il corso della sua esistenza. Si ritroverà ad indagare sulla morte del monaco Esmond ricostruendo, passo dopo passo, gli avvenimenti contorti di una storia pregna di amore e di fragilità. Luce e tenebre, fede e speranza, incertezza e discernimento, s’intrecciano alla perfezione in un magnifico romanzo di ambientazione storica a metà tra il mistico ed il cavalleresco.
Valutazione: Il titolo e la copertina sono state le prime cose che mi hanno colpito. Mi sono emozionata per il racconto in quanto trasmette dei grandi Stati d’animo percorsi dal protagonista e inoltre, ho apprezzato molto la voce narrante. La lettura è stata una immersione in un racconto storico che revisiona le vicende in maniera dettagliata e sensibile.

Vengono utilizzati termini eleganti e i passaggi degli eventi portano, nel loro insieme, ad un finale meraviglioso e inaspettato.

La prosa è davvero eccellente, anche a livello di stampa e visione generale del romanzo è molto apprezzato. I luoghi vengono descritti in maniera realistica fino a dare la possibilità al lettore di avere una immagine chiara.
Pensieri personali del libro: Questo racconto è stato scritto da Alfredo alla età di 17 anni, un’età meravigliosa e piena di idee e sensibilità che ha portato a rendere questa avventura piacevole e consigliabile.

E’ un racconto che consiglio di mettere in wishlist e di acquistare.

Vengono esposte le vicende della vita di un ragazzo che dalla povertà di strada riesce a essere preso in considerazione al cospetto di Milady come schiavo, promosso a svolgere le sue mansioni all’interno di un lussuoso castello, ma verrà a conoscenza delle misteriose sfumature della vita di Milady e a cercarla finché ella non scompare nel mare.
Sistema di valutazione: ★★★★★ | mi è piaciuto ogni momento.

Pagina dopo pagina ho sentito crescere in me la curiosità di continuare a leggere. Inizialmente il racconto ha una lettura lenta, ma quando la storia inizia ad evolversi diventa un big bang di emozioni. Ciò che ho apprezzato maggiormente è stata a capacità di raccontare i protagonisti, di esprimere con poche parole i loro stati d’animo, la loro sofferenza e ancor di più, l’aria d’amore che si respira in tutto il libro.