Recensione “La consistenza della Verza”

Buongiorno lettori! Vi parlo di un piccolo romanzo in collaborazione con la casa editrice bookabook.

Il titolo è “La consistenza della verza” di Bernardino Mattioli.

Potete acquistarlo cliccando qui.

«Siamo in mano a umori, istinti, scelte e rinunce. Siamo un suono soave e altre volte distorto. L’orecchio di chi ci ascolta lo decide, noi possiamo solo insistere nel crederci o arrenderci se abbiamo sonno.»

Copertina: semplice che riesce a trasmettere con chiarezza la libertà dai pregiudizi
Titolo: La consistenza della verza
Autore: Bernardino Mattioli
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Quando Girolamo investe l’ex compagna Elena e i suoi due bambini avuti con un altro uomo, la sua vita cambia per sempre. Da quel momento il suo passato, composto da eccessi e superficialità, viene sostituito da un presente pieno di dolore, menzogna e tanta incertezza. Un dubbio agita la sua mente: quella dell’amore della sua vita è stata una morte accidentale o un’uccisione premeditata? Nemmeno lui conosce la verità.
Giorno dopo giorno la sua mente si fa più instabile: ogni ricordo diviene labile, inafferrabile. A trentasette anni e con un ergastolo da scontare, Girolamo cerca ossessivamente il senso dell’esistenza, nel disperato tentativo di capire come rimettere sui giusti binari la sua vita.
Ma il senso dell’esistenza non è unico e immutabile. A volte il senso dell’esistenza bisogna costruirselo da soli.


Valutazione: La scrittura di Bernardino è scorrevole, semplice e molto ironica. Viene narrato il racconto con grande “nonchalance” e con un tono confidenziale. Riesce a mettere a nudo il personaggio, facendolo affrontare con la realtà e con i ricordi. Far porre tante domande tante quante risposte. Durante la lettura si riesce a percepire alcuni disagi di Girolamo che vengono condivisi dallo stesso lettore. È come una lettura che si riflette, senza cattiveria, verso di noi.

Il tema centrale che viene percorso è sopratutto il nucleo della nostra civiltà, i pregiudizi, la inconsapevolezza delle azioni e la ipocrisia.


Pensieri personali del libro: È un breve romanzo di novanta pagine che parla della vita di Girolamo da dietro le sbarre del carcere. Perché è in carcere? Perché ha investito la sua ex compagna Elena e i suoi due figli avuti con un altro uomo.

Girolamo si pone tante domande e poche risposte, ha un figlio adottivo di colore che si chiama Severino che lo accusa di averlo adottato solo perché così facendo Girolamo possa redimersi.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Grazie mille alla Casa Editrice Bookabook per questo dono.

Recensione Ritorno a Villa blu

Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi porto una recensione di una collana particolare dei Robin&Sons e ringrazio Cristina dell’ufficio stampa dell’autore per avermi contattata e spedito la copia cartacea.

Copertina: Mi è piaciuta particolarmente per la forma a goccia e per la congruenza con la parola chiave del libro: la Villa Blu e il richiamo della luna soprastante.
Titolo: Il Ritorno a Villa Blu
Autore: Gianni Verdoliva
Data di rilascio : 2020
Genere
: Narrativa, suspance
Trama: È giugno e come ogni anno tre fratelli, Alessio, Francesco e Tommaso, ritornano a Villa Blu, la dimora di famiglia dove hanno trascorso tante altre estati. Questa volta, però, saranno soli: non ci sarà più il nonno né i genitori e i tre protagonisti si troveranno a gestire la villa di famiglia avuta in eredità dal nonno Ascanio e a fronteggiare misteri, maledizioni ed eventi irrisolti che coinvolgono Villa Blu e il bosco limitrofo. Nel paese sulle sponde del lago, figure inquietanti e altre benevole si intrecceranno alle vicende dei tre fratelli, vittime di un maleficio che vedrà il suo culmine il giorno del solstizio.
Valutazione: Perché ho dato 3,5 stelle?

La scrittura, anche se promuove una lettura veloce e ricca di descrizioni, ha delle imperfezioni. Durante il racconto c’è una ripetibilità di frasi, descrizioni, già accennate poco prima rendendo la lettura fastidiosa e conducendo il lettore a saltare alcune frasi/passaggi.

E’ una lettura lieve, piacevole che ti accompagna nella dolcezza che pervade i tre fratelli e nella malvagità dell’egoismo e del rancore del passato.
Pensieri personali del libro: Il racconto parla della vita dei tre fratelli: Alessio, Tommaso e Francesco che vanno a vivere nella Villa Blu del caro nonno venuto a mancare. Ci sono flashback tra presente e passato, racconti che aiuteranno a mettere insieme i pezzi del puzzle e capirne la sostanza e l’andamento fino a riuscire a percepire la verità sul giorno 21 giugno: il giorno del nuovo Solstizio.

Oltre i tre fratelli, avranno un ruolo importante anche altri personaggi come Mattia ( il fidanzato di Tommaso ), Katherine (la reverenda), Amabile e Nerina.

Vengono trasmesse emozioni del piccolo Alessio, il più piccolo dei fratelli, con un animo pieno di coraggio. Il bene e il male, l’amore e la paura sono le vie che si percuotono con questo romanzo.
Sistema di valutazione: ★★★,5 ☆☆ | una lettura ok.

Recensione di “AnthonyVol2.” Di Mark Shorter

È un ragazzo che mi ha chiesto una recensione del suo mini libro con 8 racconti brevi e 2 poesie. È molto bravo a scrivere anche se in alcuni punti ci sono dei “vuoti” di storia o piccole incomprensioni di racconto.

Titolo: AntonhyVol2.
Autore: Mark Shorter
Data di rilascio: 2019
Tipo: 8 racconti e 2 poesie
Classificazione: il libro è diviso in due poesie e otto racconti. La grammatica è molto morbida e i punti e le virgole sono messi nei posti giusti. L’idea di realizzare mini disegni da allegare all’inizio di alcuni “capitoli” è molto bella. Non ho capito bene i primi tre capitoli iniziali, sembrava riguardare un ragazzo che faceva uso di sostanze di alterazione psicofisica e sembra che la storia finisse lì, lasciando al lettore un grosso punto interrogativo. più tardi entri in contatto con la storia di un ragazzo di undici anni che conosce una ragazza che poi scompare. Successivamente questo ragazzo Mark cresce e trova lavoro e altri eventi accadono. Mi dispiace che la figura di Victoria sia stata poco studiata e anche gli eventi legati alla sua scomparsa. La descrizione del lavoro di Mark in ufficio è alquanto disturbata da alcune scene poco chiare, come quando il capo lo ha sbattuto contro la macchina da caffè. Direi che questi eventi potrebbero essere leggermente migliorati, chiarendo le dinamiche al lettore. Nel capitolo “PADRE”, non ho capito bene la storia della storia. (Ripeto, ogni storia è avvincente ma poco chiara e questo può portare il lettore a saltare le pagine, le righe o a terminare la lettura). Mi è piaciuto molto il capitolo “OLDIE”. E con l’ultimo capitolo il libro si è concluso in modo “spettacolo”.
Pensieri personali del libro: tutto sommato, il libro è diviso in 8 capitoli con storie interessanti: la storia di Mark e Victoria (anche se ci sono delle lacune) e la storia di Mark cresciuta. Mi sono piaciute queste due storie anche se erano brevi. Non interessante, ho trovato la prima storia e quella relativa al padre, perché non capivo bene dove lo scrittore voleva andare con queste storie. Gli ultimi due capitoli sono piacevoli e veloci da leggere. Suggerirei di correggere alcuni punti già menzionati sopra e di provare a far capire al lettore i capitoli più difficili. L’intera idea del libro non è male, è molto bella. I disegni sono belli, apprezzo le due poesie.
Sistema di valutazione: va bene ★★★ / ☆☆

La psichiatra di Wulf Dorn

Non credere a nessuno.

Non fidarti nemmeno di te stesso.

Non cercate la verità.

Questo romanzo è stato stampato del 2006, l’ho acquistato poco dopo la sua uscita perché mi aveva incuriosito la sua trama.

La citazione sopra riportata, all’inizio sembrava molto curiosa, ma non riuscivo a comprenderne il collegamento con il racconto, successivamente, a termine del libro, l’ho chiuso e ho riletto la citazione e là ho capito.

Trama: la protagonista è Ellen, una psichiatra che lavora in un ospedale psichiatrico. C’era la stanza numero 7 con al suo interno una paziente soprannominata CPI, da Ellen e dal suo compagno Chris. Nessuno in quel reparto però aveva conosciuto questa paziente “fantasma”. Ellen ha alcuni incontri con la CPI, che continuava a sussurrarle dell’Uomo Nero. “Chi non aveva paura dell’Uomo Nero?” “Se l’Uomo Nero arriva, tu devi scappare”. Successivamente la paziente scompare senza lasciare traccia e da lì iniziano le ricerche di Ellen nel ritrovarla, ma scoprì un’altra verità. Una verità più dolorosa. Per Ellen incomincia l’incubo. Chi era quella donna? Cosa le era successo? E chi era l’Uomo Nero?

Personalmente ho trovato la storia interessante. L’idea del racconto non è male. In alcuni tratti la sua grammatica ti fa perdere il controllo della lettura in quanto sono presenti errori di battitura, spero.

Inizialmente la lettura è lenta per poi diventare al centro del suo svolgimento più interessante. Il finale è un po’ scontato in realtà. All’inizio mi ero fatta una idea dello svolgersi del racconto molto simile al suo vero finale.

Il libro non mi ha colpito fino a farmi “fiondare” nel racconto lasciandomi senza fiato e sulle spine per ogni vicenda, ma è stata una lettura passiva con cui fronteggiare i minuti vuoti.

Ho apprezzato molto che a fine libro vengano raccolte le opere dello scrittore Wulf Dorn con dei brevi riassunti. Mi ha lasciato impressionata la voce in cui vengono segnati i ringraziamenti: in un rigo lo scrittore ha sancito che la storia dei Sallinger fosse vera. (Naturalmente con fatti e personaggi modificati per mantenere la privacy)

Mi è piaciuto come durante il racconto vengano proposte delle sfaccettature della psicologia, analizzandole e descrivendole.

Consiglierei questo libro chi cerca una lettura un po’ diversa dal restante genere a cui viene associata.

Voto: 3/5

Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol

Oggi sono tornata con una nuova recensione, molto positiva, di questo libro composto da 176 pagine.

La trama parla di una famiglia composta inizialmente da quattro persone, successivamente viene data notizia dai genitori che è in arrivo un fratellino molto speciale di nome Giovanni, chiamato Gio.

Inizialmente il maschietto più piccolo della famiglia era super contento, immaginava un fratello di giochi con dei super poteri e avrebbe potuto battere la parità familiare: 3 uomini contro 2 donne.

Si può comprendere come la gelosia nei confronti del più piccolo crescere man mano il tempo, finché il “maschietto più piccolo” non diviene il ragazzo geloso delle attenzioni del suo fratello speciale e inizia a denigrarlo.

Non riusciva a comprendere cosa gironzolasse nella testa del suo fratello speciale e non voleva comprenderlo. Iniziò anche ad odiarlo.

Passato del tempo oramai, e con tante vicende giunte dinanzi a loro, il fratello speciale venne compreso e amato da tutta la famiglia.

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo modo. E a lasciare che gli cambiasse la vita.

Il fratellino speciale era Down e viveva in un suo mondo tutto da scoprire.


Personalmente credo che questo romanzo debba essere letto da tutti almeno una volta nella vita. Ti fa comprendere la diversità e ti fa entrare in un mondo diverso, in un mondo che se non frequenti una persona speciale in questa maniera non potrai mai comprendere in pieno.

Ritengo che il suo racconto sia pieno di cose veritiere, senza bugie o imbarazzo.

Spiega la felicità nel scoprire di avere un amico di giochi, la gelosia che nasce quando le attenzioni gli vengono rubati, la crescita e l’odio per chi lo metteva in imbarazzo tra gli amici, fino a scoprire l’amore per il fratello.

Mi ha emozionato e tenuto compagnia per breve tempo, ma il suo contenuto ti fa riflettere e ti terrà compagnia per una vita intera.

Voto: 5/5

La bambina che amava Tom Gordon di Stephen King

Oggi sono tornata con una nuova recensione, e per chi mi segue su Instagram è già a conoscenza del mio amore incondizionato per Stephen King.

C’è un grande dibattito che circonda questo libro: da un lato chi sostiene che sia un capolavoro che accompagna e arricchisce la collezione di romanzi di zio King, dall’altro lato c’è chi sostiene che questo romanzo è al di fuori della normale scrittura del nostro autore a cui siamo abituati. Io francamente, mi affianco alla seconda ipotesi.

Copertina : Flessibile e immagine ben concentrata e idonea con il romanzo
Titolo:
La bambina che amava Tom Gordon
Autore: Stephen King
Data di rilascio: 2014
Genere: Romanzo Thriller
Valutazione: Personalmente ritengo che questo thriller psicologico scritto dal nostro caro King sia ben diverso dagli altri suoi romanzi. Ha come protagonista una bambina di nove anni di nome Trisha, e già di per sé un racconto con un personaggio così fragile comporta un bel po’ di inquietudine. Mi è piaciuta la composizione in sé del romanzo e il font utilizzato. Vi è una buona descrizione di luoghi, delle condizioni psicologiche e fisiche della bambina dispersa e le situazioni familiari.
Pensieri personali del libro: Il libro come ho già citato prima, ha come protagonista una bambina di nove anni di nome Trisha, denominativo di Patricia McFarland. Si trova a navigare nei boschi fitti per più di una settimana, nutrendosi di bacche e acqua di torrente. Nel suo percorso verso la sopravvivenza l’accompagnavano due immagini di persone a lei care, ma immaginarie in quella realtà, di Pepsi (una sua amica di gioco) e Tom Gordon (salvatore della squadra di baseball dei Red Sox, la preferita sua e di suo padre).

I genitori di Trisha erano separati e ogni fine settimana, la madre, portava lei e suo fratello più grande Pete nei boschi per percorrere i sentieri con mappa e le relative scorte di cibo.

Quella giornata di scampagnata fu un po’ diversa dalle altre. La madre e Pete continuavano a bisticciare o anche ladadada-dadada come veniva definito da Trisha, perché Pete voleva tornare dal padre e alla sua vecchia scuola, mentre la madre non voleva. Trisha si allontanò dal sentiero per far pipì e anche per non sentire più quelle voci assordanti, perdendo così la giusta via. Inizia ad incamminarsi nel bosco, sempre di più, finché non cadde giù da un dirupo senza riuscire a far più ritorno. Decise di percorrere il “torrente” perché secondo lei l’avrebbe portata alla civiltà, per scoprire giorni dopo che in realtà la portava solo nella palude con rane e cervi sgozzati. Dopo un paio di giorni, tra illusioni, febbre, tosse e pioggia, Trisha viene trovata da un cacciatore.

Bene, diciamo che su 296 pagine… tutte e 296 parlano solo di Trisha nel bosco. Ad un certo punto, devo dire la verità e devo essere oggettiva, ho iniziato a sbadigliare. Per carità, la descrizione dei luoghi, la energia e la tristezza che provenivano dal personaggio e l’angoscia del sentimento di sentirsi perduti in un luogo sconosciuto, ti penetrano nella mente facendoti immergere nel racconto, ma avrei voluto vedere, anche per un solo mini capitolo, la situazione al di fuori di quella realtà.

Trisha ogni sera accendeva il suo Walkman e indossava la mantellina per riscaldarsi. Cercava di rimanere in contatto con la realtà, con le voci umani udendo e seguendo le partite dei Red Sox con il loro salva partite numero 36, Tom Gordon di cui Trisha aveva il cappello autografato.

Premetto che, uno dei miei peggiori incubi è quello di perdermi nei boschi mentre faccio una “scampagnata” o così detta “escursione” tra la natura. Questo libro mi ha fatto aver un paio di incubi poco docili a riguardo.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.