Avatar. The Last Airbender

Buongiorno cari lettori ! Oggi vi parlerò di Avatar. The Last Airbender ricevuta dalla Tunué. Un fumetto davvero dinamico e super colorato.

Puoi acquistarlo cliccando qui.

Il secondo graphic novel, seguito della serie animata Avatar the last airbender su Netflix.

Dopo La promessa il nuovo capitolo: Avatar the last airbender: La ricerca. La storia di Aang, Zuko, Sokka e Katara continua, con una nuova avventura alla scoperta del passato di Zuko: chi era sua madre e dov’è ora? Azione, divertimento e sconvolgenti rivelazioni aspettano i nostri protagonisti, impegnati in un lungo viaggio che li cambierà per sempre.

Trama: Chi è la mamma di Zuko e che fine ha fatto?
Finalmente la risposta alla domanda che tutti i fan di Avatar si sono sempre chiesti.
Trovato finalmente un indizio, Zuko chiede l’aiuto del team Avatar e dell’alleato più improbabile di tutti, la temibile sorella Azula sua arcinemica, per aiutarlo a scoprire il più grande segreto della sua vita.

Cosa ne penso?

I nostri protagonisti incontreranno nuovi personaggi come Ursa, la madre di Zuko il Signore del fuoco. Fuggita da palazzo molti anni prima, nessuno conosce la verità su di lei.

Zuko richiede l’aiuto del team Avatar – dal nome Aarg – ( * Avatar è un giovane ragazzo che fa da ponte tra il mondo degli spiritiri e il mondo degli umani, si preoccupa di aiutare il prossimo).

Azula viene legata a causa della sua violenza, ma su fiducia del fratello sulla base del loro patto, Azula viaggerà con il gruppo. Ad un certo punto Aarg, durante il viaggio verso Hira, sente una forte presenza: quella di un Spirito Lupo.

Tra uno spirito lupo e i frequenti scatti d’ira di Azula che danneggiano l’intera squadra a causa della sua ossessione per la madre e il dolore che le ha causato, Aang e i suoi amici si troveranno a dover dar prova del loro coraggio e della loro abilità.

Nel viaggio che intraprenderanno i quattro dominatori, insieme ad Azula, si imbatteranno nella “Valle Immemore” una misteriosa foresta abitata da un potentissimo spirito. In questo momento Zuko e Azula cooperano per la ricerca della loro madre, ma proprio in questa ‘misteriosa foresta’ verranno a scoprire un temibile segreto: vi è una Dea dei volti che ha incontrato Ursa molti anni prima e ne ha esaudito il suo desiderio, quello di dimenticare la vita passata -nonché compresi i suoi amati figli- e vivere una nuova vita felice.

Zuko e Azula riusciranno a trovare la madre e farle ricordare la sua vecchia vita?

Nonostante sia un continuo del primo volume, ho notato che fino a poco prima di giungere alla fine la storia ha avuto un buon complesso di eventi e di combattimenti, scoperte nuove. I disegni sono meravigliosi, anche i colori sono accessi e catturano l’attenzione. Spero che la storia continui con un buon andamento di narrazione. (Dopo il volume ‘La ricerca’ ci sono ulteriori quattro volumi, ancora inediti.)

Recensione “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”

Buongiorno cari lettori, oggi torno a parlarvi di un libro fantasy con dei tratti storici e caratterizzato da viaggi temporali di un autore emergente Silvio Coppola e il suo romanzo dal nome “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”.

Potete acquistarlo su Amazon cliccando qui

Homo Vincet Draconem cit.

Copertina: Rimasta davvero entusiasta nel vedere che nella copertina c’è il paesaggio di Venezia è il personaggio principale che emana un’aura di forza
Titolo: DANIEL DANTE E LA COMPAGNIA DEL LUMEN MAGICO
Autore: Silvio Coppola
Data di rilascio: 2020
Genere: Fantasy
Trama: Daniel Dante è un ragazzino di 11 anni, rampollo di una stirpe di librai veneziani. Ha tre amici inseparabili, con cui, per gioco, ha fondato la Compagnia del Lumen Magico. Lui non sa di avere poteri eccezionali, ma lo scoprirà con l’arrivo dal passato dell’affascinante Veronica Franco, poetessa e cortigiana del ’500 che gli svelerà di essere il Prescelto. Daniel avrà, infatti, il compito di guidare l’umanità a livelli superiori di conoscenza e di ritrovare il “De Occulta Mathematica”, il testo di un matematico del ’300 misterioso e apparentemente introvabile che, una volta recuperato, lo aiuterà nella sua missione. Il giovane Prescelto non sarà solo in questa avventura ma, oltre ai suoi amici e familiari, arriveranno in suo aiuto dal passato altri Guardiani del Tempo, tra cui, Casanova e Vivaldi.

Valutazione: E’ un romanzo fantasy che mi ha davvero entusiasmata sia per la grande cura che c’è all’interno del romanzo, partendo dalle citazioni in latino, sia da alcune frasi in francese che vengono espresse dall’aiutante del protagonista che ha origini francesi ma anche per la cura e la dedizione dei particolari e dei dettagli. Non è semplice riuscire a realizzare un fantasy caratterizzato da viaggi nel tempo riuscendo a soddisfare tutti requisiti e tutte le domande che un lettore si pone durante una lettura. Il nostro autore, Silvio, è riuscito a realizzare un romanzo che sia completo sotto tutti gli aspetti. Non ho trovato errori grammaticali, non ho trovati momenti all’interno del romanzo che potessero annoiare il lettore e inoltre c’è un grande sviluppo della trama dall’inizio fino alla fine. Il lettore si sente trasportato in questo magico mondo di Guardiani del Tempio, di un’antica Venezia che noi oggi non conosciamo se non tramite la storia. Ciascun personaggio che viene citato ed enunciato all’interno della storia viene analizzato nel dettaglio, si riesce a comprendere come i vari personaggi abbiano delle caratteristiche ben definite e dei caratteri che sono propri.

Ci sono tantissime citazioni in latino come per esempio: Cibi condimetum esse famem di Cicerone.

Ci sono molti riferimenti a personaggi storici come per esempio a Charles Dickens, a Dante Alighieri, Domenico Venier e Vivaldi.

La grande cura e fantasia anche nella realizzazione di testi che il personaggio Daniel Dante con suo padre e suo nonno e nonché anche con i suoi amici, dovranno analizzare per riuscire a scoprire qual è la chiave per risolvere enigma e proteggere il mondo.

Tutto nasce dal problema che sorge il 1 settembre del 1501 e di Paciolo che sta andando a consegnare il suo manoscritto dal titolo De occulta mathematica.

Pensieri personali del libro: È un romanzo che mi ha permesso di avventurarmi in una Venezia diversa da quella che conosco attualmente, mi ha permesso di conoscere la forza e la determinazione che sono tratti fondamentali del carattere del nostro protagonista ovvero Daniel Dante che è solamente un bambino di 11 anni che è stato investito da una grande responsabilità: essere il Prescelto e avere cura del mondo.

Tutto nasce dalla presenza di Veronica Franco, poetesse cortigiana del XVI secolo, che si presenta nella Libreria Antiquaria Dickens fondata nel 1870 dal quadrisavolo Daniele, passata di padre in figlio per cinque generazioni fino a Damiano, il papà di Daniel.

La grande cura di Silvio sia nel riuscire a raccontare due storie contemporaneamente che si intrecciano dal passato al presente, ma anche saper analizzare e permettere ai nostri protagonisti di trovare una soluzione mediante una induzione logica, ma anche riuscire a padroneggiare la storia e la cultura di molti personaggi illustri.

Mi sono davvero affezionata ai protagonisti come a Veronica a Franco, ad Alizée Bonnet una compagna di classe di Daniel, ma anche alle vicende così passionali e travolgenti che il lettore, man mano che proseguirà la lettura, andrà a scoprire.

La missione del Prescelto è quella di trovare il De occulta Mathematica e di guidare l’umanità, ma ha solo 11 anni e si scoprirà con le difficoltà e gli ostacoli che Daniel Dante è un bambino forte, coraggioso, intelligente e pronto per questa missione ed è pronto anche per sconfiggere i suoi nemici che cercheranno di ostacolarlo.

Sistema di valutazione: ★★★★★

Sono sicura che Silvio ha avuto una grande cura nel realizzare questo scritto, ma si riesce ben a comprenderlo anche dall’analisi e dallo studio di varie discipline: dai detti francesi, alle frasi di illustri poeti latini, alla conoscenza dell’ambientazione di una Venezia di molti anni fa, all’analisi e allo studio dei personaggi e delle loro caratteristiche ma anche alla creazione di un mondo che potesse abbinarsi anche alla presenza dei suoi abitanti (personaggi) e dalle battaglie per proteggere l’umanità. Si fanno riferimenti anche a vari testi come La Gerusalemme liberata, e tanti altri ancora. Sono davvero contenta di aver avuto questa possibilità e di leggere un fantasy, che a parer mio, vale molto.

Recensione “La consistenza della Verza”

Buongiorno lettori! Vi parlo di un piccolo romanzo in collaborazione con la casa editrice bookabook.

Il titolo è “La consistenza della verza” di Bernardino Mattioli.

Potete acquistarlo cliccando qui.

«Siamo in mano a umori, istinti, scelte e rinunce. Siamo un suono soave e altre volte distorto. L’orecchio di chi ci ascolta lo decide, noi possiamo solo insistere nel crederci o arrenderci se abbiamo sonno.»

Copertina: semplice che riesce a trasmettere con chiarezza la libertà dai pregiudizi
Titolo: La consistenza della verza
Autore: Bernardino Mattioli
Data di rilascio: 2020
Genere: Narrativa
Trama: Quando Girolamo investe l’ex compagna Elena e i suoi due bambini avuti con un altro uomo, la sua vita cambia per sempre. Da quel momento il suo passato, composto da eccessi e superficialità, viene sostituito da un presente pieno di dolore, menzogna e tanta incertezza. Un dubbio agita la sua mente: quella dell’amore della sua vita è stata una morte accidentale o un’uccisione premeditata? Nemmeno lui conosce la verità.
Giorno dopo giorno la sua mente si fa più instabile: ogni ricordo diviene labile, inafferrabile. A trentasette anni e con un ergastolo da scontare, Girolamo cerca ossessivamente il senso dell’esistenza, nel disperato tentativo di capire come rimettere sui giusti binari la sua vita.
Ma il senso dell’esistenza non è unico e immutabile. A volte il senso dell’esistenza bisogna costruirselo da soli.


Valutazione: La scrittura di Bernardino è scorrevole, semplice e molto ironica. Viene narrato il racconto con grande “nonchalance” e con un tono confidenziale. Riesce a mettere a nudo il personaggio, facendolo affrontare con la realtà e con i ricordi. Far porre tante domande tante quante risposte. Durante la lettura si riesce a percepire alcuni disagi di Girolamo che vengono condivisi dallo stesso lettore. È come una lettura che si riflette, senza cattiveria, verso di noi.

Il tema centrale che viene percorso è sopratutto il nucleo della nostra civiltà, i pregiudizi, la inconsapevolezza delle azioni e la ipocrisia.


Pensieri personali del libro: È un breve romanzo di novanta pagine che parla della vita di Girolamo da dietro le sbarre del carcere. Perché è in carcere? Perché ha investito la sua ex compagna Elena e i suoi due figli avuti con un altro uomo.

Girolamo si pone tante domande e poche risposte, ha un figlio adottivo di colore che si chiama Severino che lo accusa di averlo adottato solo perché così facendo Girolamo possa redimersi.


Sistema di valutazione: ★★★★ ☆ | mi è piaciuto molto.

Grazie mille alla Casa Editrice Bookabook per questo dono.

Recensione di “AnthonyVol2.” Di Mark Shorter

È un ragazzo che mi ha chiesto una recensione del suo mini libro con 8 racconti brevi e 2 poesie. È molto bravo a scrivere anche se in alcuni punti ci sono dei “vuoti” di storia o piccole incomprensioni di racconto.

Titolo: AntonhyVol2.
Autore: Mark Shorter
Data di rilascio: 2019
Tipo: 8 racconti e 2 poesie
Classificazione: il libro è diviso in due poesie e otto racconti. La grammatica è molto morbida e i punti e le virgole sono messi nei posti giusti. L’idea di realizzare mini disegni da allegare all’inizio di alcuni “capitoli” è molto bella. Non ho capito bene i primi tre capitoli iniziali, sembrava riguardare un ragazzo che faceva uso di sostanze di alterazione psicofisica e sembra che la storia finisse lì, lasciando al lettore un grosso punto interrogativo. più tardi entri in contatto con la storia di un ragazzo di undici anni che conosce una ragazza che poi scompare. Successivamente questo ragazzo Mark cresce e trova lavoro e altri eventi accadono. Mi dispiace che la figura di Victoria sia stata poco studiata e anche gli eventi legati alla sua scomparsa. La descrizione del lavoro di Mark in ufficio è alquanto disturbata da alcune scene poco chiare, come quando il capo lo ha sbattuto contro la macchina da caffè. Direi che questi eventi potrebbero essere leggermente migliorati, chiarendo le dinamiche al lettore. Nel capitolo “PADRE”, non ho capito bene la storia della storia. (Ripeto, ogni storia è avvincente ma poco chiara e questo può portare il lettore a saltare le pagine, le righe o a terminare la lettura). Mi è piaciuto molto il capitolo “OLDIE”. E con l’ultimo capitolo il libro si è concluso in modo “spettacolo”.
Pensieri personali del libro: tutto sommato, il libro è diviso in 8 capitoli con storie interessanti: la storia di Mark e Victoria (anche se ci sono delle lacune) e la storia di Mark cresciuta. Mi sono piaciute queste due storie anche se erano brevi. Non interessante, ho trovato la prima storia e quella relativa al padre, perché non capivo bene dove lo scrittore voleva andare con queste storie. Gli ultimi due capitoli sono piacevoli e veloci da leggere. Suggerirei di correggere alcuni punti già menzionati sopra e di provare a far capire al lettore i capitoli più difficili. L’intera idea del libro non è male, è molto bella. I disegni sono belli, apprezzo le due poesie.
Sistema di valutazione: va bene ★★★ / ☆☆

La psichiatra di Wulf Dorn

Non credere a nessuno.

Non fidarti nemmeno di te stesso.

Non cercate la verità.

Questo romanzo è stato stampato del 2006, l’ho acquistato poco dopo la sua uscita perché mi aveva incuriosito la sua trama.

La citazione sopra riportata, all’inizio sembrava molto curiosa, ma non riuscivo a comprenderne il collegamento con il racconto, successivamente, a termine del libro, l’ho chiuso e ho riletto la citazione e là ho capito.

Trama: la protagonista è Ellen, una psichiatra che lavora in un ospedale psichiatrico. C’era la stanza numero 7 con al suo interno una paziente soprannominata CPI, da Ellen e dal suo compagno Chris. Nessuno in quel reparto però aveva conosciuto questa paziente “fantasma”. Ellen ha alcuni incontri con la CPI, che continuava a sussurrarle dell’Uomo Nero. “Chi non aveva paura dell’Uomo Nero?” “Se l’Uomo Nero arriva, tu devi scappare”. Successivamente la paziente scompare senza lasciare traccia e da lì iniziano le ricerche di Ellen nel ritrovarla, ma scoprì un’altra verità. Una verità più dolorosa. Per Ellen incomincia l’incubo. Chi era quella donna? Cosa le era successo? E chi era l’Uomo Nero?

Personalmente ho trovato la storia interessante. L’idea del racconto non è male. In alcuni tratti la sua grammatica ti fa perdere il controllo della lettura in quanto sono presenti errori di battitura, spero.

Inizialmente la lettura è lenta per poi diventare al centro del suo svolgimento più interessante. Il finale è un po’ scontato in realtà. All’inizio mi ero fatta una idea dello svolgersi del racconto molto simile al suo vero finale.

Il libro non mi ha colpito fino a farmi “fiondare” nel racconto lasciandomi senza fiato e sulle spine per ogni vicenda, ma è stata una lettura passiva con cui fronteggiare i minuti vuoti.

Ho apprezzato molto che a fine libro vengano raccolte le opere dello scrittore Wulf Dorn con dei brevi riassunti. Mi ha lasciato impressionata la voce in cui vengono segnati i ringraziamenti: in un rigo lo scrittore ha sancito che la storia dei Sallinger fosse vera. (Naturalmente con fatti e personaggi modificati per mantenere la privacy)

Mi è piaciuto come durante il racconto vengano proposte delle sfaccettature della psicologia, analizzandole e descrivendole.

Consiglierei questo libro chi cerca una lettura un po’ diversa dal restante genere a cui viene associata.

Voto: 3/5

Alaska di Bendra Novak

Uccidere una e sarà come averne uccise ventuno.

Questa è la frase iniziale del libro, come in ogni inizio capitolo, è possibile trovare citazioni di serial killer. Questa scelta, secondo me, è stata molto brillante in quanto il racconto si basa proprio su una storia che prende piede tra i freddi ghiacciai dell’Alaska.

Il racconto si concentra intorno alla clinica di massima sicurezza e i suoi personaggi, tra cui la psicologa Evelyn Talbot e i suoi fidati colleghi Fitzpatrick, che l’ha aiutata a realizzare Hanover House e l’agente Amarok.

E’ un romanzo thriller pubblicato nel 2016, inizio di una trilogia di volumi concentrati su carcerati psicopatici e le loro patologie.

La nostra Evelyn è perseguita da una tragica esperienza avvenuta alla sola età di 16 anni e tale ricordo la accompagna per il resto della vita, rendendole difficile avere relazioni sentimentali e non, con chiunque. Terrorizzata dal suo ex fidanzato, Evelyn ha deciso di studiare la psicologia per comprendere al meglio quali fossero gli atteggiamenti e i pensieri dei serial killer, per questo con lavoro e sacrificio, ha realizzato il carcere di massima sicurezza denominato Hanover House, in cui succederanno vicende poco piacevoli sia per il personaggio, sia per i suoi compagni.

Nei pochi mesi in cui Evelyn si trova in Alaska, tra i freddi ghiacciai, succedono vicende che fanno riaffiorire vecchi traumi a causa di alcuni omicidi sospetti che le fanno pensare che sia opera di Jasper.

Il romanzo ha una lettura scorrevole, anche se in alcuni tratti diventa monotono. I dialoghi sono interessanti, a tratti divertenti. La pecca è che viene ripetuto più volte il concetto del trauma di Everlyn. Il personaggio principale è poco definito, nonostante venga raccontato le sue esperienze, questo non mi ha aiutato ad affezionarmi, a differenza di come è avvenuto con altri personaggi.

Il racconto appare interessante per la sua ambientazione e successivamente per il suo racconto: all’inizio va molto a rilento. Il libro è ben disposto, il design interno è semplice alla vista per la lettura.

Personalmente mi ha conquistato di più il trauma subito da Everlyn e il perché di tali vicende, e come lei abbia affrontato le sue paure di fiducia e come abbia fatto evolvere il rapporto con l’agente Amarlok, anziché gli omicidi in se.

C’è poco approfondimento sui pensieri dell’assassino, ma è giusto che sia cosi, perché lo si scopre solo verso il finale, anche se mi aspettavo delle motivazioni più profonde affinché una persona potesse realizzare tali omicidi caratterizzati da sceneggiature macabre.

Devo ammettere che il prefinale è qualcosa di molto accattivante e ti invoglia a divorare le ultime pagine in men che non si dica. E’ letteralmente BOOM!

In generale mi aspettavo un personaggio che mi facesse rimanere incollata, letteralmente, alla lettura e un racconto che fosse così pieno di suspance dall’inizio alla fine.

Ci sono stati due personaggi che mi hanno colpito particolarmente:

Hugo, è un personaggio interessante e sorprendente, si comprende come la sua dedizione sia rivolta nei confronti della protagonista e questo mi ha fatto emozionare, come uno psicopatico potesse provare empatia e interesse nei confronti di un altro soggetto, a differenza di quanto si possa pensare. La cosa negativa è che non è stato approfondito nella sua psiche.

Il libro parla di patologie psicologiche, ma vengono solo elecante ed enunciate, ma non approfondite.

Anthony Garza, un altro personaggio psicopatico, cupo e strano. Ha un ego smisurato a differenza di Hugo. Qui si possono trovare le nette differenze tra due modi di essere psicopatici. E’ un personaggio poco approfondito in sé, ma vengono raccontati gli omicidi anche se non si comprende il perché di certe scelte scenografiche che l’omicida realizza.

In conclusione, ritengo che il primo libro è un po’ ammaccato, ma vale la pena leggerlo.

Mi piace la scelta di includere nel racconto anche citazioni reali, patologie e psicologia, ma non sono approfonditi.

Voto 3,3/5

Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol

Oggi sono tornata con una nuova recensione, molto positiva, di questo libro composto da 176 pagine.

La trama parla di una famiglia composta inizialmente da quattro persone, successivamente viene data notizia dai genitori che è in arrivo un fratellino molto speciale di nome Giovanni, chiamato Gio.

Inizialmente il maschietto più piccolo della famiglia era super contento, immaginava un fratello di giochi con dei super poteri e avrebbe potuto battere la parità familiare: 3 uomini contro 2 donne.

Si può comprendere come la gelosia nei confronti del più piccolo crescere man mano il tempo, finché il “maschietto più piccolo” non diviene il ragazzo geloso delle attenzioni del suo fratello speciale e inizia a denigrarlo.

Non riusciva a comprendere cosa gironzolasse nella testa del suo fratello speciale e non voleva comprenderlo. Iniziò anche ad odiarlo.

Passato del tempo oramai, e con tante vicende giunte dinanzi a loro, il fratello speciale venne compreso e amato da tutta la famiglia.

Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo modo. E a lasciare che gli cambiasse la vita.

Il fratellino speciale era Down e viveva in un suo mondo tutto da scoprire.


Personalmente credo che questo romanzo debba essere letto da tutti almeno una volta nella vita. Ti fa comprendere la diversità e ti fa entrare in un mondo diverso, in un mondo che se non frequenti una persona speciale in questa maniera non potrai mai comprendere in pieno.

Ritengo che il suo racconto sia pieno di cose veritiere, senza bugie o imbarazzo.

Spiega la felicità nel scoprire di avere un amico di giochi, la gelosia che nasce quando le attenzioni gli vengono rubati, la crescita e l’odio per chi lo metteva in imbarazzo tra gli amici, fino a scoprire l’amore per il fratello.

Mi ha emozionato e tenuto compagnia per breve tempo, ma il suo contenuto ti fa riflettere e ti terrà compagnia per una vita intera.

Voto: 5/5